martedì 12 marzo 2013

Ripulire le stalle di Augias


Il Corriere on line ha pubblicato una video-intervista a mons. Charles Scicluna, già promotore di giustizia, ossia una sorta di pubblico ministero incaricato di combattere il fenomeno pedofilia. Era stato scelto da Papa Ratzinger e, singolarmente, allontanato mesi fa dal card. Bertone.

Come ci rivela Scicluna, il suo trasferimento a Malta non è certo avvenuto su sua richiesta.

Ma non è quella la peggiore rivelazione. Confermando quel che tutti pensano, Scicluna non ha peli sulla lingua nell'affermare che il Papa ha pensato: "non volendo o non potendo decapitare tutti, vado via e automaticamente..." Insomma, Papa Benedetto, non riuscendovi per altra via, ha voluto far saltare il tavolo; ha aperto le chiuse per inondare con un fiume in piena le stalle puteolenti.

La Curia romana appare ultimamente un covo di malaffare, che nemmeno ai tempi di Lutero... Questa, almeno, è l'immagine che si percepisce all'esterno; ma perfino chi ci lavora o ha lavorato dentro lo conferma, e i cardinali stessi non hanno più riserve nell'esprimere pubblicamente il loro disprezzo per Bertone, che di quel sistema è considerato il ganglio centrale; non tanto, forse, per innata nequizia, ma più che altro per incapacità. E' notizia di ieri il suo scontro in congregazione col cardinale Braz de Avila; e alcune settimane fa il card. Meisner in un'intervista ha riferito delle sue pressanti, e inascoltate, richieste al Papa di cacciare il Segretario di Stato.

Al conclave che si apre oggi, si chiede quindi una scelta di rottura rispetto ad un metodo di governo che ha rappresentato la zeppa ai piedi di Benedetto XVI, e l'ha alfine costretto all'abdicazione. Occorre, prima ancora che un santo, un manager, un efficiente amministratore. Purché ortodosso, beninteso. E soprattutto, alieno alla cricca dei Re, Sodano, Bertone, Kasper. Ossia ai vecchi relitti del periodo di decadenza del papato woytiliano, cui Benedetto non è purtroppo riuscito a contrapporre figure autorevoli

Occorre uno come Scola, che ieri ha detto esplicitamente in congregazione di non voler essere avvicinato da chi gli proponesse scambi ed inciuci. O uno come Dolan che, oltre ad essere particolarmente affabile (in questo, un secondo Woytila), porterebbe una ventata di efficientismo anglosassone. Purtroppo, né l'uno né l'altro hanno la profonda coscienza liturgica di Papa Ratzinger; ma almeno si sono dimostrati aperti alle istanze tradizionaliste. Faute de mieux...

Enrico

30 commenti:

  1. Interrompo per un attimo la preghiera e il silenzio che mi sono imposto leggendo questo equilibrato e buon post.
    Grazie ad Enrico .

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  2. Pure io ,perchè sotto i Papi di transizione prosperano i transessuali.
    Ci vuole un Papa buono e bianco che spero che ripistrini pure le preghiere in latino perchè delle lagne
    che si sentono a Radio Maria non ne posso proprio più.
    Atronge.

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    1. Atrongeeee!!
      sei senza speranza!

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    2. un Papa "bianco" ,guarda atronge che non stanno eleggendo il presidente del KU KLUX KLAN o il presidente del partito nazizta!!!! noto comunque che continua la tua insistenza sul sesso ,mesa' che la lingua batte dove il dente duole....

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  3. lo sapete che in uno stabile del vaticano c'è una delle piu' famose saune gay?? e sapete chi è che ha spinto per comprare questo stabile quel gran "principe" della Chiesa del cardinal bertone ,spero che il prossimo papa sia straniero e lo cacci fuori dal vaticano a calci in culo!!

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    1. http://www.articolotre.com/2013/03/la-piu-grande-sauna-gay-deuropa-in-un-edificio-di-proprieta-del-vaticano/149263

      Effettivamente la cosa fa orrore !
      Ma da chi siamo governati ecclesiasticamente ?
      Ora aspettiamo il prodotto del conclave poi si vedrà come far percepire la nostra voce dalle alte logge !

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    2. Se i preti non sono santi, come possono essere santi i cardinali?

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  4. "Insomma, Papa Benedetto, non riuscendovi per altra via, ha voluto far saltare il tavolo; ha aperto le chiuse per inondare con un fiume in piena le stalle puteolenti".

    Non capisco la strategia, se davvero fosse questa: chi ha detto che dopo le dimissioni arrivi il castigamatti???

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  5. Perché la lettera S finale nel titolo, a creare uno sgradevole calembour fuor di tema e di proposito ?

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    1. In greco è AUGIAS !

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    2. Io l'ho sempre chiamato Augias perché in greco è appunto Αὐγεας.
      Quindi nessun doppio senso.
      Enrico

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    3. In italiano si dice Augia. Quando il blog sarà in greco scriveremo in greco.

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  6. considerazioni condivisibili e molto più inte intressanti delle banalità ammanite dai cronisti rai. Giuste le rampogne a una curia che non ha affatto tenuto il passo dell'altissimo magistero e dell'ansia di purificazione di Benedetto XVI, ma ricordiamo che in questa Curia sono presenti anche buoni prelati come Burke, Ouellet. E che i cardinali vescovi residenziali non sono tutti agnelli mensueti e sobri.
    Preghiamo che il nuovo pontefiche si conformi alla volontà di Dio.
    Antiquario

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  7. E che dire dei gentiluomini del papa messi lì dalla camarilla Re Sodano Sandri Rodé Stanislao son tutti lestofanti e invertiti!
    Ricordate Balducci? E quello che trovarono ucciso a Prati dopo un conconvegno omosessuale?
    Se il Vaticano è la stalla di Augia la colpa non è di Bertone che, pur con i suoi limiti ha cercato di far pulizia ma del diabolico quintetto che ha protetto Maciel.Quelli si che van tutti cacciati subito!

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    1. Bertone avrebbe fatto pulizia?!!! si è visto con mons.scicluna quanto ha fatto pulizia ,spero venga mandato in pensione seduta stante

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    2. Comunque inteso "le stalle di Augias" dà senso (in un caso saranno stalle per somari).

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    3. Sì, bisogna farla finita con questi sodaniti.

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    4. Bravo anonimo 19:00! basta con i sodaniti e gli immorali nella Chiesa!

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  8. E invece abbiamo bisogno di un Papa (e vescovi, sacerdoti e comuni laici) che sia santo prima che manager... Oppure anche chi scrive questi post pensa che la Chiesa sia un'azienda?

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    1. Hai ragione! Che sia santo! Anche i sacerdoti e vescovi: che siano santi oppure siano allontanati dalla Chiesa.

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  9. A me piacciono molto sia Dolan sia il cardinale di Lima, quello dell'Opus Dei. Ma specialmente il secondo e' quanto mai improbabile dato che sembra alquanto scomodo e rompisc... almeno a leggere in giro, e non e' neppure "papabile". Personalmente un ciellino come Scola preferirei di no, anche per le aperture verso le altre religioni, per carita'.

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  10. Scola è il migliore

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  11. Benedetto XVI è stato costretto a dimettersi vista la dilagante immoralità diffusa tra i sacerdoti della Chiesa.
    Non potendo decapitare tutti ha abbandonato una barca che sta marcendo dall'interno a causa dei preti immorali.

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    1. Placet anonimo 22:08. E' la triste realtà dei fatti

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  12. ah benissimo...
    dunque ha abbandonato la barca marcita, eh ?
    bella trovata, davvero !
    ma l'equipaggio è rimasto tutto DENTRO... e quei poveracci allora che sono, carne da macello, in mano a quei preti ?

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    1. l'equipaggio butterà a mare i preti immorali se non vuole affondare con loro.
      Si potrebbe seguire il bell'esempio di O'Malley che ha pubblicato nome e cognome di tutti i preti allontanati dalle loro parrocchie per comportamenti immorali, invitando i fedeli ad evitarli come la peste.
      Ci vuole un O'Malley di ferro come prossimo papa oltre ai tanti nuovi giovani preti provenienti dai paesi emergenti che saranno il vero futuro della chiesa per vocazione alla santità.

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  13. You don't really know Cardinal Dolan - he is not a very clear person. He's a bit too friendly with the wrong people...not very dignified for a future Supreme Pontiff, in my view.

    http://bostoncatholicinsider.wordpress.com/2012/08/07/disinvite-obama-from-al-smith-dinner/



    http://2.bp.blogspot.com/-ez-sqY4fHHY/UIEYemTvynI/AAAAAAAAI2U/vnmya0Y93PE/s1600/ob-card.jpg

    FF.

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  14. Ecco il "tradizionalista" Scola......

    http://www.mosaico-cem.it/articoli/il-dialogo-second-rav-laras-e-il-card-scola

    Nella sua analisi dei testi, il Cardinale ha ricordato la figura del suo amico, il cardinal Lustiger che si “considerava ebreo e cristiano allo stesso tempo e non accettava nessuna dicotomia verso la sua appartenenza”. Il Cardinale ha ribadito “il giusto intreccio di Antico e Nuovo Testamento, per il credente le disposizioni della Torà restano un punto di riferimento per cogliere meglio i grandi imperativi dei Dieci Comandamenti”. “Possiamo ringraziare il Signore” ha aggiunto il Cardinale “dei passi compiuti in questi cinquant’anni di dialogo ebraico-cristiano; sono un dono inestimabile della Misericordia di Dio, si tratta di un cammino che da una parte chiude la strada ad ogni opposizione fra cristianesimo ed ebraismo ma costringe a stare umilmente di fronte a tutta la portata della differenza come forza stimolante. Ulteriori passi sono necessari con l’imperativo della continua e reciproca conoscenza che raccoglie un lavoro che il Cardinal Martini e Rav Laras hanno promosso e che dura da molti anni”.

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