Con il sinodo sui giovani dal titolo "discernimento vocazionale" il Papa vuole arrivare a

venerdì 30 novembre 2012

Il film Cris+iada ri-proiettato a Roma sabato 8 dicembre nel teatro del Pont. Seminario Romano Maggiore

Grazie alla segnalazione di un lettore Alfredo D.M., possiamo dare questa notizia:  e vista la grande partecipazione di persone durante le tre precedenti proiezioni ( 7, 8 e 11 novembre 2012), per soddisfare le moltissime nuove richieste, ci sarà una quarta proiezione del film (che per ora non è ancora stato trasmesso nelle sale cinematografiche d'Italia nè d'Europa), grazie alla Fondazione Lepanto, che ha messo a disposizione la sua versione in lingua originale con i sottotitoli in italiano.

Il Pontificio Seminario Romano Maggiore ha messo a disposizione una sala [teatro/auditorium n.d.r.] per la proiezione del film

CRISTIADA (1926, Messico. Quando il governo mise al bando la fede)

 che si terrà

sabato 8 dicembre alle ore 21:00 - Piazza S. Giovanni in Laterano 4, Roma

La Fondazione Lepanto, per gentile concessione del Rettore, avrà 50 posti per i propri amici. Coloro che sono interessati sono dunque pregati di prenotarsi (info@fondazionelepanto.org; oppure tel.: 06-3233370 / 06-3220291).
Con i nostri più cordiali saluti
Fondazione Lepanto
***

Qui invece l'invito rivolto dal Pontificio Seminario Romano Maggiore:


La Comunità del Pontificio Seminario Romano Maggiore

Ti invita alla proiezione del film

CRISTIADA  - (1926, Messico. Quando il governo mise al bando la fede)

8 DICEMBRE -  ORE 21 -  NEL TEATRO DEL SEMINARIO

Scritto da Michael James Love e diretto da Dean Wright, Cristiada è stato dichiarato uno dei colossal più belli realizzati negli ultimi anni, con un cast di eccezione /Andy Garcia, Peter O' Toole, Eva Longoria, Catalina Sandino Moreno, Oscar Isaac. Era il 1926, quando il Messico si presentava teatro di una feroce persecuzione anticristiana ad opera di un apparato politico massonico e laicista. Dal despota Venustiano Carrenza (1917) a Plutarco Elias Celles (1924-1928), promulgatore e acceso sostenitore di una "nuova rivoluzione culturale globalizzata", si cercava a tutti i costi di estirpare dalla società i princìpi del cattolicesimo. La persecuzione, iniziata con l'introduzione di leggi che discriminavano i cristiani impedendo la professione pubblica della loro fede, ebbe il suo culmine nell'uccisione di sacerdoti, autentici e coraggiosi testimoni della fede, e nella violazione e profanazione sistematica di chiese e luoghi di culto. Alla popolazione cattolica messicana, una volta fallito il tentativo di rispondere alla persecuzione sul piano pacifico e legale, non rimase che la strada della resistenza armata. Nacquero così i cristeros, che al grido di "Evviva Cristo Re!" combatterono con eroismo, testimoniando col martirio la loro fedeltà al Vangelo. Molti di essi sono stati canonizzati e beatificati da Giovanni Paolo II (21 maggio 2000).
CON LA PREZIOSA COLLABORAZIONE DELLA FONDAZIONE LEPANTO CHE HA MESSO A DISPOSIZIONE LA VERSIONE DEL FILM SOTTOTITOLATO

***

Come ci suggeriscono i beninformati, il teatro auditorium del Romano non è grande:  meglio contattare il Seminario e prenotarsi chiamando al n. 06.69.88.64.64

(nulla viene scritto sul sito: http://www.seminarioromano.it)

INFORMAZIONE:
Per chi non potesse recarsi a Roma, o restasse fuori per esaurimento dei posti, ricordiamo che qui in un nostro post abbiamo indicato i link al sito in cui si può vedere il film coi sottotitoli in italiano.

Il cardinal Koch, Lutero e la Fraternità san Pio X

Non è facile, come cattolico, vivere in una sorta di Babele in cui ogni giorno si accavallano messaggi discordi, idee incompatibili tra loro, rottamazioni di dogmi e di principi millenari.
Ogni giorno un povero fedele è costretto a sentirne una nuova. Non fuori, ma dentro. Oggi gli spiegano che la Chiesa è nata con il Concilio Vaticano II (leggere “Jesus”, mensile paolino, per credere); domani, in chiesa, sentirà il predicatore di turno spiegare che i miracoli del Vangelo sono solo dei simboli; in confessionale si sentirà dire dal sacerdote che quello che lui confessa come peccato non è più tale: “lo era, l’altro ieri…”.
Se il malcapitato continua nell’errore di frequentare sacerdoti di un certo tipo (un numero enorme, impossibile sfuggire), si sentirà spiegare che: 1) il peccato originale è una metafora (della serie: dircelo senza 2000 anni di ritardo?); 2) l’Inferno di cui la Chiesa ha sempre parlato, Vangelo alla mano, non c’è, oppure è vuoto (della serie: don’t worry); 3) tutte le religioni sono egualmente vie di salvezza (della serie: tutte le strade portano… da qualche parte).
Poco importa se queste tre affermazioni sono capaci di distruggere tutto il fondamento della Fede: l’Incarnazione, la Passione e la Resurrezione di Cristo.
Serve un prete che scrive libri contro la Chiesa? Ne abbiamo, a iosa… Per le copertine indossano persino la tonaca. Mentre ingurgitano elemosine e otto per mille, sputano pomposamente nel piatto (per finire in tv, posto assicurato). Servono vescovi che coprono abusi e non vigilano sui propri seminari? Il numero è incalcolabile. Prelati che firmano gli appelli dei radicali? Presenti, e scattanti (come il pretonzolo violentatore di Milano). Cardinali pro matrimoni gay? Il cardinal Rainer Maria Woelki, pochi mesi fa: matrimoni gay sì, purché duraturi (per Bacco!). Un cardinale pro aborto? Pronto: non ancora ricevuta la berretta, il neo-cardinale Rubén Salazar Gómez interviene in sostegno ai Pannella colombiani…Pochi mesi prima si era schierato per la depenalizzazione della droga…
Finita qui? Per carità… Ognuno vuole il suo momento di gloria. Pochi mesi fa il cardinal Koch, parlando della Fraternità san Pio X (gli ultimi lebbrosi), aveva sostenuto che i suoi membri sono nell’errore, perché si comportano come Lutero! Leggendo quella frase mi chiesi: 1) se fosse opportuna, in un momento in cui si discuteva di una possibile pacificazione; 2) se il cardinale credesse davvero in una somiglianza tra il luteranesimo (che nega dogmi fondamentali e basilari della Fede) e la Fraternità san Pio X, che mai nessuno ha accusato di eresia (semmai di disobbedienza, che è ben altro). Conclusi che quantomeno Koch ha le idee chiare su Lutero: scismatico ed eretico (senza nulla togliere alle grandi porcherie di molto prelati cattolici suoi contemporanei). Ma ecco, solo alcuni mesi dopo, alla domanda di Mario Galgano di Radio Vaticana su come celebrare il cinquecentesimo anniversario della Riforma protestante, lo stesso Koch di cui sopra, ribaltando 500 anni di dottrina cattolica, ha risposto: “Per esempio, con una celebrazione penitenziale comune nella quale riconosciamo insieme le nostre colpe, perché il fatto che la Riforma non abbia raggiunto il suo scopo, e cioè il rinnovamento della Chiesa, ricade nelle responsabilità di entrambe le parti: le ragioni sono di ordine teologico e politico. Riconoscerlo e perdonarsi vicendevolmente per tutto questo, trovo che sarebbe un gran bel gesto”.
A leggere si capisce questo: che il problema è che la Riforma non ha raggiunto “il suo scopo” (cioè Lutero non ha vinto abbastanza); per questo occorre fare l’ennesimo mea culpa, insieme, protestanti e cattolici. Se uno legge queste dichiarazioni, con davanti il nuovo libro di Angela Pellicciari, “Martin Lutero” (Cantagalli), come è capitato a me, si sente quantomeno disorientato.
Veramente si può credere che sia possibile porre fine non ad una diatriba di cinquecento anni, così, a tarallucci e vino? Dicendo a tutti: scusate, ci siamo (si sono) sbagliati? E’ giusto, oggi, cinquecento anni dopo, senza interpellarlo, far dire a Lutero: “mi sono sbagliato”? Mi sono sbagliato a negare il sacerdozio e altri sacramenti; mi sono sbagliato a predicare che l’uomo non è libero, e “non può volere né fare altro che male” (De servo arbitrio); ero in errore, quando ho promosso la nascita di chiese nazionali e asservito il potere religioso a quello politico; rinnego i miei scritti in cui chiedevo di radere al suole tutte le case private degli ebrei e squartare i contadini ribelli “senza pietà”; mi sono sbagliato a difendere la interpretazione personale della Bibbia (negando la Chiesa stessa) e così pure a definire il papa “anticristo maledetto”, “principe dell’inferno” e il papato di Roma istituzione “fondata da Satana”…. No, far dire questo a Lutero, non è giusto, nei suoi confronti.
di F. Agnoli, da Il Foglio, 29 novembre 2012

Presentazione di 'Iuxta modum' di p. Lanzetta F.I. a Firenze il 7 dicembre

chiesa e Cenacolo del Ghirlandaio, Borgo Ognissanti - Firenze
Venerdì 7 dicembre 2012

 16.30
S. Messa nella forma extraordinaria del Rito Romano

ore 18:00 
Presentazione del volume di
padre Serafino Lanzetta: Iuxta Modum - Il Vaticano II riletto alla luce della tradizione della Chiesa

Con la partecipazione di:
Prof. Antonio Livi (Università Lateranense)
Prof. Mons Alessandro Apollonio F.I. (Seminario Teologico Immacolata Mediatrice)
Prof. Alessandro Gnocchi (Giornalista de "Il Foglio")

S. Messa in rito antico in Valpolcevera, Genova

Tutte le domeniche - ore 17:00

Parrocchia S. Biagio in Valpolcevera, via san biagio n. 41 Genova

SANTA MESSA nella forma extraordinaria del Rito Romano


Info:
- in auto: dopo l'ipercoop direzione pontedecimo al primo semaforo girare a sinistra e salire lungo via san Biagio
- Coi mezzi pubblici: dal centro città in treno fino a Bolzaneto poi bus 7 fino alla fermata san Quirico 2 - Serro indi bus 276 sino a san Biagio. Partenze ore 16:00, ritorno oro 18.15 o 19.05

responsabile: mario pierri c/o via San Baigio 41 GE - tel 010.711.685
mariopierri@libero.it - cell 3383693810





A San Remo tornano i Vespri in rito antico (I domenica di Avvento)

In occasione dell'inizio del Tempo di Avvento, il gruppo Stabile "Beato Tommaso Reggio" della diocesi di Ventimiglia-San Remo (che cura la celebrazione della S. Messa nella forma extraordinaria del Rito Romano ogni I domenica del Mese, presso il Santuario della Madonna della Costa, Sanremo) ha organizzato il canto dei II Vespri. E' questa, la prima volta, che i Vespri in rito antico tornano ad essere cantati nella diocesi del ponente ligure dai tempi della riforma liturgica
Ad sostenere i fedeli nella preghiera sarà la Corale di Verezzo (diretta dal M° Ivo Bottini), che eseguirà poi anche la "Missa de angelis", dopo la Benedeizione Eucaristica, al temine dei Vespri.
 
Qui di seguito il programma delle celebrazioni (tutte ovviamente nella forma extraordinaria del Rito Romano).


DOMENICA 2 dicembre 2012

Santuario Madonna di N. S. Assunta della Costa

ore 16:30 - II Vespri Cantati -  I domenica di Avvento
Benedizione Eucaristica

ore 17:00 S. Messa Cantata

Ordinazione a Genova di Mons. Gallese: tra tradizione, riforma (della riforma) ed ermeneutica della continuità

Da Le Forum Catholique del 19.11.2012 abbiamo tratto queste magnifiche foto (fonte source: http://www.diocesialessandria.it/) , che raffigurano alcuni momenti dell'ordinazione episcopale (11.11.2012) di S.E.R. Mons. Guido Gallese, nuovo vescovo della diocesi di Alessandria (di cui ha preso possesso lo scorso 25 nov.).
Le Forum Catholique, a ragione, parla di una grandiosa celebrazione "nello spirito della riforma della riforma, come se ne vedono soprattutto in Italia", e di una consacrazione episcopale nello "spirito dell'ermeneutica della continuità."
Nella diocesi del Card. Siri, guidata ora dal Card. Bagnasco, sensibile -nonostante tutto- alla liturgia e alla riforma benedettiana, i fedeli hanno potuto assistere ad una cerimonia solenne, ieratica, precisa e anche partecipata.
Co-consacranti, oltre al Card. Bagnasco, il Card. Giuseppe Versaldi, predecessore di Don Gallese ad Alessandria (ed attuale Presidente della Prefettura per gli Affari Economici della Santa Sede) e S. E. Mons. Luigi Ernesto Palletti, (vescovo eletto di La Spezia- Sarzana-Brugnato e già ausiliare per la città di Genova).
Hanno assistito in coro il Card. Mauro Piacenza (Prefetto della Congregazione per il Clero) ed il Card. Domenico Calcagno (Presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Santa Sede e già vescovo di Savona).
Alla consacrazione hanno partecipato il Patriarca di Venezia, Mons. Moraglia (già vescovo di La Spezia), molti vescovi liguri (tra cui mons. Lupi, di San Remo, vescovo di Savona, e mons. Oliveri, vescovo di Albenga) e piemontesi, un gran numero di sacerdoti di Genova e di Alessandria.
Non possiamo che rallegrarci per la cura con cui è stata preparata la celebrazione e la dignità con cui si è svolta.
Alcuni particolari poi ci sono particolarmente graditi, anche se fanno parte di quella categoria di "accessori" che però sono indicativi di un ritorno di presa di coscienza e di autostima della Chiesa: molti sacerdoti e i Vescovi celebranti indossavano la pianeta!
Ci è sembrato di scorgere tra i sacerdoti, anche mons. Guido Marini...


Processione: si noti la croce astile arcivescovile

i molti sacerdoti con la pianeta... e per di più uguale

I vescovi... in pianeta anch'essi


il consacrendo, mons. Gallese.


Il Card. Arcivescovo
scortato dal picchetto d'onore dei Carabinieri in alta uniforme


il Card. Piacenza

l'omelia del Card. Bagnasco


Un momento del prefazio


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giovedì 29 novembre 2012

Ecclesia Dei: gli accoliti "moderni" diocesani possono fare i suddiaconi alle Messe in rito "antico". Marcia indietro sul precetto domenicale?



Qui di seguito pubblichiamo il testo e l'immagine di due responsa della Pontificia Commissione dell'Ecclesia Dei dello scorso 06 novembre 2012.
Dal Sito Rorate Coeli, che traduce in inglese dalla fonte originaria polacca, apprendiamo che i dubia quaeritentur  all'Ecclesia Dei erano:

1) E' possibile al fedele assolvere il precetto domenicale con la partecipazione ad una Messa celebrata da un prete della F.S.S.P.X, se il fedele non è "contrario alla validità o alla legittimità della S. Messa o ai Sacramenti celebrati nella forma ordinaria o contro il Romano Pontefice quale Supremo Pastrore della Chiesa Universale", e quella è la sola opportunità nella zona in cui si trova di partecipare ad una S. Messa nella forma extraordinaria (di cui il fedele è molto devoto)?

2) Il decreto della Congregazione dei Riti (n. 4184) e la decisione di Codesta Pontificia Comissione (n. 24/92), relativo alla possibilità di servire come suddiacono durante la Messa in forma extraordinaria, si applica anche ai seminaristi diocesani (che non sono cioè seminaristi degli Istituti eretti dalla  Pontifcia Commissione 'Ecclesia dei') e che già hanno ricevuto la veste?

Qui appresso i responsa della Commissione.



***
Una nostra traduzione:


PONTIFICIA COMMISSIO
       "ECCLESIA DEI"
Prot. n. 39/2011L

Città del Vaticano, 06 NOvembre 2012

Caro Rev.do..........

questa Pontificia Commissione La ringrazia per la Sua gentile lettera del 1° Ottobre 2012:

In Risposta alla Sua prima quaestio, il Dicastero si limeterebbe a rimandarLa alla lettera dal 10 Marzo 2009 scritta dal Papa Benedetto XVI ai confratelli Vescovi in cui egli affermò:
"Finché la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa. Bisogna quindi distinguere tra il livello disciplinare, che concerne le persone come tali, e il livello dottrinale in cui sono in questione il ministero e l’istituzione. Per precisarlo ancora una volta: finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa." (Papa Benedetto XVI, Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica riguardo alla rimessione della scomunica dei 4 Vescovi consacrati dall'Arcivescovo Lefevbre, 10.03.2009)
 [su questa risposta sibillina, che a prima vista, insieme ad una risposta dello scorso marzo 2012, potrebbe  rappresentare -ma che a ben vedere non è- un'inversione di rotta   rispetto a prima, sul precetto domenicale - si veda qui - ci riserviamo di preparare un post a breve; n.d.r.]

Con riguardo alla seconda quaestio: il responsum è: affermative.  

  Con l'augurio di ogni bene, e coi più cordiali saluti, rimango 
                                                        sinceramente Suo in Cristo.  

*** 
Come leggiamo nel blog di Fr.Z, che già aveva trattato questo dubium nel 2009, il secondo responsum dell'Ecclesia Dei conferma quanto già la stessa Pontificia Commissione aveva dichiarato nella citata  precedente risposta (prot. 24/92) inviata all'australiana Ecclesia Dei Society, il 7 giugno 1993: "i seminaristi diocesani che hanno ricevuto il ministero dell'accolitato, possono svolgere il ruolo di suddiaconi nelle Messe Solenne se non vi è disponibilità di un chierico in sacris". [n.b. ma NON potrebbe indossare il manipolo, ma solo la tunicella; n.d.r.]Si consideri inoltre che non potrebbe essere diversamente da come confermato dall'Ecclesia Dei, non trattandosi di una decisione arbitraria ma, al contraria fondata su solidi presupposti coerenti con la disciplina liturgica di sempre della Chiesa, in spirito, diremmo, dell'ermeneutica della continuità.
Vediamoli.
- Quando nel 15 Agosto 1972 con il Motu Proprio Ministeria Quaedam, con cui riformava la tonsura, gli ordini minori, e il suddiaconato, prescriveva, al n. IV che le funzioni del suddiaconato sarebbero passate al nuovo neoistituto ministero dell' "accolitato" e del "lettorato". Paolo VI aveva inoltre concesso, pur sopprimendo l'ordine del suddiaconato, che, a discrezione delle Conferenze episcopali, l'accolito si sarebbe potuto ancora chiamare "suaddiacono" (ma solo nominalmente).
- Un'altra conferma che l'accolito può legittimamente svolgere, per necessità, il ruolo di suddiacono, la si trova lampante nella descrizione dei suoi compiti, che Paolo VI precisa al n. VI del Ministeria Quaedam.
"L'accolito aiuti il Diacono, ministri al Sacerdote. E' suo compito curare il servizio all'atlare, assistere il diacono e il Sacerdote nelle azioni liturgiche, specialmente nella celebrazione della Messa."
- Anche nelle Istruzioni Generali al Messale Romano N.O., al n. 98 si legge che l'accolito è chiamato a svolgere proprie mansioni che un tempo erano del suddiacono: "servire all'altare, assistere il prete e il diacono. In particolare è suo compito preparare l'altare e i vasi sacri..."

L'Ecclesia Dei quindi conferma per l'accolito un permesso e una facoltà che non armonizza l'attuale disciplina con la precedente: nè stravolge  la riforma (evitando così abusi) né contravviene l'antica liturgia (evitando illeciti): gli accoliti -che sono ministri con funzioni che erano proprie del suddiacono- possono legittimamente svolgere il servizio di suddiacono. Con l'avvertenza che ciò sia necessario e inevitabile. 
Roberto
 
Fonte: Nowy Ruch Liturgiczny (il polacco "novus Motus Liturgicus), via  Rorate Coeli, via Fr. Z's blog - What does the Prayer really say? 

mercoledì 28 novembre 2012

Francescani dell'Immacolata e S. Messe celebrate da sacerdoti della Fraternità S. Pio X



Da loro sito Mediatrice.net: vedi qui.
Il breve articolo fa riferimento ad una nota della Commissione Ecclesia Dei sulla liceità o meno  di rispettare il precetto domenicale frequentando le S. Messe della FSSPX: vedi qui.

Successo della Conferenza sulla Liturgia organizzata dal Coordinamento Regionale Umbro “San Pio V”.

Il Coordinamento Regionale Umbro “S. Pio V” ringrazia i numerosi convenuti all’incontro su “Partecipazione sacerdotale ed assembleare alla celebrazione eucaristica nelle due forme del Rito Romano” che ha avuto luogo a Perugia in data 24 novembre 2012. 
Tale incontro ha creato l’occasione per presentare le finalità del Coordinamento stesso, il quale intende non solo fornire un luogo d’incontro e reciproca conoscenza delle varie realtà umbre legate alla forma straordinaria del Rito Romano (erano presenti, fra gli altri, gruppi di fedeli di Perugia, Gubbio, Foligno e Orvieto), ma anche e soprattutto porsi come proficua interfaccia di interlocuzione di tali realtà con i Vescovi diocesani. 
E’ infatti risaputo quanto la questione della cosiddetta “messa in latino” sia stata segnata da reciproche incomprensioni, partigianerie ed intolleranze. 
Tale stato di cose si è tradotto nell’inaccettabile situazione per la quale la liturgia cattolica è stata trasformata in campo di battaglia fra due partiti contrapposti. 
La nostra opinione è che si sia così fatto un errore gravissimo, figlio di molti padri ma, in ogni caso, da archiviare al più presto. 
Siamo convinti che la principale medicina sia rappresentata dall’idea che entrambe le forme del Rito Romano debbano essere patrimonio comune e condiviso di ogni cattolico. 
Per raggiungere questo obiettivo il Coordinamento Regionale Umbro “S. Pio V”, di concerto ed accordo con altri coordinamenti consimili presenti nella maggior parte delle regioni italiane, ritiene di doversi muovere in filiale e fiduciosa obbedienza con i Vescovi locali, al fine di favorire ed incentivare la conoscenza e la celebrazione della forma straordinaria del Rito Romano, sottraendola al contempo ad ogni rivendicazione di carattere identitario. 
Le ampie relazioni che Padre Cassian Folsom e Padre Vittorio Viola hanno presentato all’incontro di sabato, la preparazione del quale è stata portata avanti dagli organizzatori in costante comunicazione con la Conferenza Episcopale Umbra, hanno dato puntuale sviluppo a questi intenti, concentrandosi sul mutuo giuoco di rimandi e risonanze esistente fra le due forme del Rito Romano. 
Vista la buona riuscita di questo primo incontro, il Coordinamento Regionale Umbro “S. Pio V” confida di poter proseguire il discorso intrapreso in una serie di appuntamenti destinati a vedere la luce nei prossimi mesi. 
Per ogni richiesta di contatto si prega di fare riferimento a umbriasanpiov@gmail.com 
 Il Coordinamento Regionale Umbro “S. Pio V”

Aperto a Berlino un seminario (tradizionale) della Congregazione di S. Filippo Neri

Leggiamo su Risposte Catholique del 24.11.2012 (via Acción Litúrgica) questa bella notizia.

"Fondato nel 2003 a Berlino, l'Isituto San Filippo Neri è una comunità di una dozzina di preti cattolici tedeschi che seguono lo spirito della Congregazione dell'Oratario di S. Filippo Neri. Il suo fondatore e attuale superiore, è il preposito padre Gerald Goesche, che è stato seminarista a  Écône, la casa di formazione della F.S.S.P.X, ma l'istituto di S. Filippo Neri è stato canonicamente eretto come istituto di diritto pontificio nel 2004 dalla Commissione Ecclesia Dei, con la facoltà di utilizzare i libri liturgici in vigore del 1962.
Fino ad oggi la formazione dei seminaristi era affidata al seminario della F.S.S.P. di Wigratzbad in Baviera.
L'Istituto si è però appena dotato, lo scorso 5 novembre, di un proprio seminario, sotto forma di studium che ha preso il nome di Baronius Akademie, e di cui il rettore è il padre Thomas Jatzkowski. Questo studium è attualmente aperto a due seminaristi (foto sopra) ma ha capacità di ricevere più di 25 studenti, comresi i libri audori."

Qui di seguito il testo originale.

"Fondé en 2003 à Berlin, l’Institut Sankt Philipp Neri est une communauté d’une dizaine de prêtres catholiques allemands dans l’esprit de la Congrégation de l’Oratoire de saint Philippe Neri. Son fondateur et actuel prévôt, l’abbé Gerald Goesche, fut séminariste à Écône, la maison de formation de la Fraternité Sacerdotale Saint-Pie X, mais l’Institut a été canoniquement érigé comme société de droit pontifical en 2004 par la Commission Ecclesia Dei avec la faculté d’utiliser les livres liturgiques en vigueur en 1962.
Jusqu’à présent, la formation de ses séminaristes était confiée au séminaire de la Fraternité Sacerdotale Saint-Pierre de Wigratzbad en Bavière.
L’Institut vient de se doter, le 5 novembre dernier, d’un début de séminaire propre, sous la forme d’un studium qui a pris le nom de Baronius Akademie et dont le recteur est l’abbé Thomas Jatzkowski. Ce studium est actuellement ouvert à deux séminaristes, mais il a la capacité de recevoir jusqu’à 25 étudiants, y compris des auditeurs libres."

martedì 27 novembre 2012

Roma: a Gesù e Maria la messa in latino è salva e continuerà regolarmente! L'attesa notizia nel giorno della festa della Medaglia Miracolosa!

"La Messa in rito tradizionale antico celebrata da circa trent’anni nella chiesa di Gesù e Maria in via del Corso a Roma, non sarà sospesa come si era temuto nelle scorse settimane. 
Il cardinal vicario Agostino Vallini e il vescovo ausiliare mons. Zuppi, dopo aver incontrato i padri agostiniani (scalzi) a cui è affidata la chiesa, i sacerdoti dell’istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote che vi celebrano la Messa e una rappresentanza dei fedeli che vi assistono regolarmente, hanno confermato che il rito tradizionale continuerà ad essere officiato
A partire dall’ 8 dicembre la Santa Messa sarà celebrata a Gesù e Maria ogni domenica alle 9.30".

Da : Corrispondenza Romana 

Nel giorno della festa della Medaglia Miracolosa ringraziamo la Santissima Vergine Maria , Salus Populi Romani, per questa attesa notizia!  "In questi giorni risplende la Medaglia Miracolosa, 
come per richiamarci in modo visibile e tangibile che alla preghiera tutto è permesso, anche i miracoli, e soprattutto i miracoli. 
In ciò sta la specialità magnifica della Medaglia Miracolosa, e noi abbiamo bisogno di miracoli. È già un gran miracolo che i ciechi vedano... Ma vi è un altro miracolo che dobbiamo domandare a Maria Regina della Medaglia, ed è che vedano quelli che non vogliono vedere" 


 (Pio XI, il 19 luglio 1931, in occasione del processo di beatificazione di Caterina Labouré)

CRIS+IADA (1926): il film sui martiri messicani su sulla persecuzione contro la Chiesa Cattolica Messicana che non volevano far proittare in Europa

CRIS+IADA, il film di persecuzioni e di martiti. 
Narra infatti della persecuzione del Governo massonico dei Presidenti Carranza prima e di Calles poi, contro la Chiesa Cattolica messicana. Vittime di questa persecuzione in odio alla fede cattolica sono i protagonisti della storia che diventeranno quei martiri messicani che saranno poi canonizzati (S. Cristoforo Magallanes Jara e compagni) da San Giovanni Paolo II il 21.05.2000 ed inseriti nel Calendario Romano come "memoria facoltativa". 
Altri sono stati beatificati tra il 1988 e il 2005. Per 7 servi di Dio è ancora in corso il processo di beatificazione. (Si veda qui su Santiebeati, Martiri messicani)



 - Papa Francesco il 21.01.2016 approva il decreto della Congregazione delle Cause dei Santi sul riconoscimento del miracolo del piccolo Josè, protagonista di Cri+tiada. Pur fanciullo, non abiurò mai la fede in Cristo Re, nemmeno sotto tortura

- Cris+iada proiettato il 30.03.2015 al cinema del teatro Ariston di San Remo. Presente il Vescovo Mons. Suetta e il sindaco. (10.03.2015)

- Cris+iada proiettato il 11.03.2015 al Cinema UCI di Marghera (Ve), presente il Patriarca Mons. Moraglia (11.03.2015)

- Cris+iada il 6 marzo anche a Macerata. Introdurrà il Vescovo Mons. Marconi (04.03.2015)

- Cris+iada uscirà il 06 marzo 2015 a Pistoia, al Cinema Globo, presente il Vescovo Mons. Tardelli  (25.02.2015)

- Elenco delle città dove uscirà il film (15.10.2014)

- Tra pochi minuti la prima proiezione ufficiale. Intervista ad Andy Garcia (per i Tempi) 13.10.2014

- Ecco il trailer in italiano: uscirà il 15 ottobre 2014 (26.09.2014)

- Finalmente ad Ottobre uscirà Cristiada nelle sale italiane (10.7.2014)

- Finalmente il Film Cristiada  a Maggio 2014 è uscito nelle sale cinematografiche francesi, con molta commozione degli spettatori. Sarà prodotto dalla Dominus Production (28.05.2014)

- Enorme successo l'8 dicembre 2012: La replica della proiezione al Pontificio Seminario Romano Maggiore (16 dicembre 2012)


 - Su facebook il gruppo in sostegno del film CRIS+IADA per richiedere la proiezioni in Italia, e alcuni commenti nel web.

- L'articolo sul film da Avvenire del 21.03.2012 di L Pellegrini

Il Motu Proprio “Summorum Pontificum” : “ tutto è legittimamente rimesso nelle mani del Supremo reggitore della Barca di Pietro ! " Il monito del Gruppo Stabile di Perugia.


I rappresentanti del "gruppo stabile” di Perugia ci hanno inviato alcune considerazioni sul cosiddetto Patto di Consultazione e Collaborazione fra i gruppi dei fedeli che stabilmente seguono l’antica Liturgia disciplinata dal Motu Proprio “Summorum Pontificum” di Papa Benedetto XVI. 
Animati dal solo ed urgente desiderio di riprendere un necessario e costruttivo dialogo con quelle componenti del cosiddetto “mondo tradizionale" che avevano espresso dei dubbi sull’iniziativa (vedere QUI e QUI), ne diamo opportuna notizia  perchè il Gruppo di Perugia, uno dei più ferventi in Italia, si è sempre adoperato "per la maggiore gloria di Dio", per la santificazione personale e per l’esaltazione della “teologia della liturgia” nell'ottica dell'ermenuetica della continuità: concetti cari  al nostro amatissimo Papa Benedetto XVI. 
Nel Gruppo Stabile di Perugia si respira bene  il “sentire cum Ecclesia”, per questo  ha ricevuto  gli apprezzamenti di tanti Ecclesiastici che ne hanno ammirato la devozione e la fede . 
Le riflessioni degli Amici perugini potrebbero essere un armonioso preludio per coinvolgere attivamente  tutte le altre componenti del mondo legato alla Tradizione (“cattolici e basta” come una Lettrice di MiL aveva saggiamente auspicato). 
A.C. 

Nella lettera del 10 ottobre 2012  al Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum i rappresentanti del Gruppo stabile dei fedeli di Perugia avevano scritto che avrebbero partecipato (com'è avvenuto) a titolo personale al pellegrinaggio ad Petri Sedem del 3 novembre scorso  “per due motivi principali che ci hanno recato perplessità e contrarietà: 
1) sul Patto di Consultazione e Collaborazione inserito sul vostro sito internet al seguente indirizzo http://www.summorumpontificum.org/patto/, campeggia una linea che ci trova in netto dissenso … 
Il Motu Proprio Summorum Pontificum di S.S. Benedetto XVI e la successiva Istruzione “Universae Ecclesiae” hanno difatti " avuto il pregio di rimettere tutto legittimamente nelle mani del supremo reggitore della barca di Pietro ". 
"Pensare in maniera diversa è sembrato un gravissimo errore di strategia e un regalo insperato per chi nella Chiesa non vuole il ritorno della Tradizione. 
2) il pellegrinaggio ad Petri Sedem è stato organizzato lasciando indietro importanti realtà del mondo tradizionale cattolico, che giustamente hanno protestato e mosso le loro critiche. 
Un altro errore che a nostro avviso non si doveva fare. … 

In una  lettera successiva,  del 19 novembre 2012,  è stata  annunciata  la dolorosa intenzione di uscire dal Coordinamento Nazionale Summorum Pontificum.

CRIS+IADA: notizie nel web. In FaceBook un gruppo di sostegno per il film e chiederne la proiezione in Italia


Abbiamo trovato su Facebook, un GRUPPO ITALIANO DI SOSTEGNO AL FILM CRISTIADA che si propone anche di iniziare una petizione di raccolta firme perchè venga proiettato anche in Italia il film sui cattolici messicani perseguitati dal Governo anticlericale del presidente Plutarco Elías Calles (1877-1945), tra 1926 e il 1929. Il film è stato proiettato in anteprima mondiale in Vaticano, pochi giorni prima del viaggio del Papa in Messico (Il Messaggero del  15.03.2012). A quando la distribuzione nelle sale italiane ed europee?

"Vessata e perseguitata dal governo massonico e anticlericale del presidente Plutarco Elías Calles (1877-1945), tra 1926 ...e 1929 la popolazione cattolica del Messico insorse in armi al grido di «¡Viva Cristo Rey! » (da cui il nome dei combattenti, "Cristeros"), dando vita a una nuova Vandea contemporanea. Ebbene, ne è stato fatto un film. Ma, ancora, Cristiada non si vede se non in qualche proiezione privata.
La pellicola è interpretata da attori di fama mondiale come Andy Garcia, Peter O’Toole. Il registra è Dean Wright, i cui effetti speciali sono famosi nei film come Titanic, Il Signore degli Anelli e Le cronache di Narnia. È stato scritto da Michael Love, basandosi su fatti storici.
I cristeros sono stati importanti per il Messico e un esempio per tutto il mondo, che ha seguito le loro persecuzioni ed ha sofferto con loro. Sono persone che si sono sacrificate per quello che credevano e grazie a loro, oggi, c’è una maggiore libertà di religione in Messico.
Quindi proporrei in primo luogo di firmare la petizione preparata e poi di invitare propri amici - una ventina almeno - nel gruppo. Più il gruppo sarà numeroso più forte sarà il segnale che si manda nel senso della proiezione del film anche nelle sale cinematografiche italiane. E' un film che merita, dice chi ha avuto la possibilità di vederlo.
Vogliamo poter andare a vedere in sala questo film!"

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"CRIS+IADA". E' on line il film (sulle persecuzioni contro la Chiesa Cattolica) che in Europa non ci faranno mai vedere

Qui ne avevamo già parlato. Di seguito il trailer. Chiese profanate, crocefissi bruciati, fedeli  perseguitati e preti impicatati e fucilati.

«¡Viva Cristo Rey!»


Grazie ad un nostro lettore, siamo in grado di segnalarvi e indicarvi i link a Viddler, una piattaforma di video on line su cui poter vedere legalemente l' INTERO FILM  in spagnolo coi sottotitoli in italiano.

QUI il link al sito ufficiale del film Cristiada (del 2011)

QUI l'articolo su Avvenire del 21.03.2012 di L. Pellegrini

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lunedì 26 novembre 2012

Santa Messa nella Cappella di San Francesco - Università Cattolica



Da mercoledì 28 novembre le Sante Messe, secondo la Forma Straordinaria del Rito Romano in Università Cattolica, saranno celebrate presso la Cappella di San Francesco,  al primo piano dell'Ateneo, sopra al Rettorato.

Per inaugurare la nuova sede, sarà celebrata, alle ore 18:00, una Santa Messa
in onore del Serafico Padre San Francesco d'Assisi.
Celebrerà don Konrad zu Loewestein FSSP.
Omelia di Padre Immacolato dei Francescani dell'Immacolata.
La Santa Messa sarà celebrata in forma solenne, "in terzo".

Inoltre giovedì mattina 29 novembre, alle ore 9:30, sempre nella cappella di San
 Francesco, Santa Messa in suffragio dell'anima di Monsignor Sergio Lanza.

S. Messa pontificale a Trenton (U.S.A.) dal vescovo della diocesi.


S.E.R.ma Mons. O'Connell

S. Ecc. Rev.ma Mons. Davide O'Connell, vescovo di Trenton (foto), celebrerà una S. Messa Pontificale nella forma extraordinaria del Rito Romano, domani martedì 27 novembre 2012 alle 19:00 nella chiesa di S. Eduvigis, in Trenton, New Jersey (Stati Uniti).
La S. Messa sarà trasmessa in televisione EWTN

Con il Vescovo di Trenton sale a 303 il numero dei cardinali e dei vescovi che hanno officiato una celebrazione liturgica con il rito antico, dopo l'entrata in vigore del Motu Proprio Summorum Pontificum.



fonte: Acción Litúrgica


AGGIORNAMENTO (30.11.2012):
a pontificale avvenuto, indichiamo il link per vedere le foto.
Avvertenze per il dott. Tornielli (che non si offenderà per la simpatica burla): la coda della cappamagna del Vescovo è quella non regolamentare.

L' "assassinio della Cattedrale" (Reggio Emilia): dopo la croce, sarà rimossa -per sempre- anche la cattedra?

Vi ricordate le abonimevoli scempiaggini architettoniche che avevano "assassinato" la Cattedrale di Reggio Emilia? (qui, qui, qui, qui anche qualche foto, qui). E che la croce orrenda, senza crocefisso, dell'artista nipponico (lo schintoista giapponese Hidetoschi Nagasawa) era stata fortunatamente subito rimossa grazie alle proteste dei fedeli, riportate anche sul web e sui quotidiani? (qui qualche foto)
Ecco ora forse anche la cattedra di "arte povera" seguirà lo stesso destino. Leggiamo l'articolo di Zambrano che già si era occupato -un anno fa- dell'argomento per "La Bussola Quotidiana" e per il Giornale di Reggio.
Roberto

Serve più spazio in Duomo: via la cattedra dell'archistarParte così la “rivoluzione di velluto” di Camisasca - La cattedra di “arte povera" dell'artista Kounellis verrà rimossa per motivi di spazio.
di Andrea Zambrano, da La Prima Pagina del 15.11.2012

REGGIO  - L'ingresso solenne di mons. Massimo Camisasca avverrà il 16 dicembre prossimo, il nuovo pastore della Diocesi reggiano guastallese presiederà l'assemblea non sulla cattedra di “arte povera" dell'artista Kounellis, ma in presbiterio. La conferma arriva da fonti autorevoli della curia reggiana dopo un incessante susseguirsi di rumors su possibili stravolgimenti del cosiddetto adeguamento della Cattedrale che nei mesi scorsi ha polarizzato il dibattito sulle opere e sui poli liturgici.
Ufficialmente, veniamo a sapere che per consentire l'ingresso di un numero maggiore di fedeli gli uffici preposti alla celebrazione che segnerà la presa di possesso del superiore della Fraternità San Carlo nella prelatura reggiana, stanno studiando soluzioni «migliorative atte a questo scopo». Così a farne le spese sarà la cattedra in ferro e legno dell'artista Jannis Kounellis. L'intervento è dettato dalla necessità di ottimizzare gli spazi, ma anche dal fatto che essendo presenti molti vescovi concelebranti alla messa del 16 dicembre, non sembrava corretto che il vescovo titolare stesse in altro luogo rispetto agli altri confratelli che invece troveranno posto sul presbiterio.
La cattedra però non verrà portata in presbiterio ufficialmente perchè il peso dell'opera, di ferro e legno, non permetterebbe la sostenibilità di un presbiterio già gravato dal pesante altare di Parmiggiani (costituito da due blocchi di marmo sovrapposti e che già sono stati svuotati al loro interno per essere sicuri che il pavimento sotto al quale si trova la cripta li potesse reggere). In realtà, e qui veniamo ai rumors, tutto nascerebbe da precise volontà del nuovo vescovo che darebbero una decisa sterzata rispetto alle scelte prese fino ad ora.
La cattedra dunque uscirà dalla Cattedrale. Vi farà ritorno? Anche su questo ci sono versioni discordanti. In molti sostengono che sarà poi il nuovo vescovo a decidere se reintrodurla o no. La cattedra di arte povera diventerà la seconda opera rimossa dalla Cattedrale, dopo la croce dell'artista Nagasawa che venne installata per un solo giorno e poi tolta dal vescovo Caprioli dopo le polemiche furiose sui giornali.
E' questo uno dei segni di sterzata dato da Camisasca come nuovo corso? Presto per dirlo, di sicuro, secondo la migliore tradizione millenaria della Chiesa, il cambiamento non sarà drastico, ma accompagnato. Una sorta di rivoluzione di velluto in salsa episcopale. Con buona pace di tutti.

leggi tutto l'articolo :
http://ww3.virtualnewspaper.it/primapagina/books/121115reggioemilia/#/9/

domenica 25 novembre 2012

Il daltonismo di Andrea Tornielli

Ci siamo imbattuti ieri sera [sabato 24 nov. 2012] in un articolo, simpaticamente intriso di pauperismo, che fa molto effetto soprattutto in questo periodo,   sul blog di Andrea Tornielli.
Il giornalista ha citato un documento  (motu Proprio Valde solliciti, del 1952) di Papa Pio XII per criticare quei (pochi) Prelati che, in ossequio con le vigendi prescrizioni del cerimoniale  ancora indossano la Cappamagna “con esibizione dell’intera coda”.
Pare che lo stesso Tornielli abbia ribadito lo stesso concetto, di fondamentale importanza per la fede e per l'ecclesiologia,  alcuni giorni fa nel corso di una conferenza  e per meglio sottolineare un “certo revival tradizionalista” nell'articolo citato è stato linkato un film presente su Youtube: la Messa Pontificale del 24 aprile 2010 celebrata nel Santuario Nazionale dell’Immacolata di Washington. 
In quella solenne liturgia difatti il Vescovo officiante S.E.R. Mons. Edward Slattery, Vescovo di Tula, Oklahoma, che all’ultimo momento dovette sostituire il Cardinale Castrillon Hoyos, fece il solenne ingresso pontificale in cappamagna (vescovile ovviamente).
Tornielli, esperto di misurazioni "a occhio" di cappamagne,  è  rimasto scandalizzato da quel filmato perchè i nostri fratelli statunitensi erano incorsi nel delitto di   “riesumare le cappe magne con esibizione dell’intera coda.
Strano che il vaticanista nel notare “l’intera coda” del Vescovo non abbia avuto poi la curiosità di vedere gli altri filmati ,  collegati, che mostrano un bel altro tipo di “coda” ovverosia la processione interminabile dei Sacerdoti e dei Religiosi, per lo più giovani, che hanno preso parte alla quella Messa Pontificale. 
Tornielli, certamente abituato ai boigottaggi Made in Italy delle (rare) Messe Pontificali  (dove al clero  non viene infatti concesso  di partecipare neppure fra i banchi dei fedeli  pena la perdita dell'episcopale benevolenza) non poteva immaginare che al Pontificale nel  Santuario di Washington avessero preso parte, come naturale ,  tantissimi Consacrati.
Ma l’ottimo vaticanista ha fatto anche un altro grave errore: ha scambiato il Vescovo officiante per un Cardinale!
Difatti ieri sera (ed anche stamattina)  il commento al video linkato  non era quello che possiamo leggere ora.
La frase originale infatti era: " Guardate queste immagini nelle quali si vede un cardinale di curia fare il suo ingresso in una chiesa di Washington ..." 
Accortosi dell'errore Tornielli ( di cui va elogiata l'onestà per aver lasciato tutti i commenti, compresi quelli di ieri sera che contestavano il vistoso errore fra il colore violaceo e quello rosso) ha mutato la frase con quella che è attualmente leggibile: " Guardate queste immagini nelle quali si vede un vescovo fare il suo ingresso in una chiesa di Washington dove stava per celebrare messa esibendo una cappa magna fuori ordinanza che gli è stata messa addosso. ..." 
A provare che il testo relativo al link è stato poi modificato c'è un commento di  ieri 24 novembre alle ore 23,24:  un commentatore che si firma Reginaldus aveva scritto: "ci può dire, dott Tornielli, il nome del cardinale tanto codato??? (o dell’Arcivescovo, come dice qui sopra Carradori….). Se quel cardinale (o arcivescovo) ha il coraggio di pavoneggiarsi così tronfiamente in pubblico, non se ne avrà certamente a male se lo si fa conoscere a tutti anche per nome…O vuole essere conosciuto solo per la sua coda??? ..."
A Tornielli era sfuggito un particolare: l'abito corale (e quindi anche la cappamagna) di un vescovo è di colore violaceo mentre quella cardinalizia è rossa!
Questo post infatti mette in risalto proprio questa leggera defaiance del caro giornalista: daltonico o distratto?
Non vogliamo addentrarci in una difficile (perché non va di moda) difesa delle insegne pontificali tradizionali. 
Se n’è occupato egregiamente Cantuale Antonianum QUI
La nostra battaglia è altrove: al massimo facciamo rammendare i buchi che i tarli hanno fatto  nonostante le massicce dosi di naftalina, alle pochissime cappamagne scampate alla distruzione  o utilizzate solo nelle rievocazioni storiche.
Tornielli si preoccupa inoltre che “se ne siano fabbricate di nuove senza curarsi delle osservazioni di buon senso stabilite da Papa Pacelli”: ci sarà anche un’indagine "ad hoc " della Guardia di Finanza presso i negozi specializzati della Capitale
E’ così sicuro Tornielli che le cappemagne “fabbricate di nuove senza curarsi delle osservazioni di buon senso stabilite da Papa Pacelli” siano state commissionate da Eminentissimi Cardinali disobbedienti? 
Noi, ad esempio, sappiamo  che un museo londinese avrebbe commissionato due cappemagne – incorrendo però nel "problema" del colore: il rosso cardinalizio sarebbe diverso di quello usato all’epoca di Pio XII - .
Ripetiamo il concetto  la nostra battaglia è altrove ma non vogliamo  neppure per un istante alimentare l’idea che i gruppi legati alla liturgia tradizionale oltre che addobbare altari o restaurare, a proprie spese, le sacre suppellettili abbandonate da 50 anni  siano sordi al  supremo esercizio della carità verso i bisognosi!
Dal 9 luglio 2007, due giorni dopo la pubblicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum, in un crescendo continuo, uno stuolo  di artigiani, uomini e donne, sta collaborando con i vari gruppi per restaurare tutto quello che in 50 anni è stato lasciato nel più completo abbandono.
A pagare tutto questo sono i fedeli dei gruppi legati all'antica liturgia...
La stessa cosa vale per i musicisti e per i cantori, la stragrande maggioranza dei quali sono disoccupati ... in attesa di imbarcarsi per l’estero: quante volte abbiamo visto che  i membri dei nostri gruppi prendendono in mano il portafoglio per dare almeno un rimborso – spese a chi suona o canta la Messa!
Queste cose Tornielli non le può sapere perché questo è il “nostro” mondo fatto di  volontariato, di sacrificio e soprattutto di discrezione .
Un esempio luminoso ci è stato dato da un gruppo di  famiglie che ha concordato di fare le ferie meno lunghe per offrire i risparmi ottenuti  per l'organizzazione di un Pontificale a chiusura della festa triennale patronale.
Le famiglie stesse hanno chiesto  ad un generosissimo giovane di prestare al Cardinale la cappamagna della sua collezione.
Il giovane "collezionista", girando a spese proprie in auto per quasi tutta la lunghezza della penisola, ha portato il servizio pontificale completo  (che egli aveva salvato dallo smembramento grazie ai suoi risparmi e al suo lavoro  e così il Cardinale officiante ebbe la cappamagna che umilmente indossò.
Non sappiamo quello che ci riserverà il futuro ma questi gesti di grandezza umana e di dedizione alla sola gloria di Dio sono una realtà che neppure le meschine macchinazioni di alcuni ecclesiastici  potranno scalfire perché sono già incisi nel Cuore di Dio. 
A.C.


AGGIORNAMENTO
Postiamo lo scritto di  un Parroco ( che non è un marziano ne' un venusiano ...) apparso sul citato post di Tornielli condividendolo in toto.

" Gentile dott. Tornielli posso comprendere il senso del suo articolo, ma riflettendoci bene mi pare che lei sia fuori strada. 
I segni esteriori per i Vescovi e i Cardinali o altri prelati in genere, possono avere una funzione molto positiva nel senso che non riguardano tanto la persona che li indossa, ma esprimono il valore della istituzione che essi rappresentano: La Santa Chiesa Cattolica. 
Tutti siamo ammirati ad esempio del cerimoniale della corte di Inghilterra che vuole sottolineare il prestigio della corona inglese e non ci meravigliamo di tutto quell’apparato di vestiti e cerimonie, carrozze e valletti: sono manifestazione del potere inglese…… 
Così non ci meravigliamo dei giudici delle corti d’assise o della corte di cassazione che indossano toghe rosse con ermellini…. vogliono sottolineare il prestigio della giustizia….. 
Ora mi domando perchè dei successori degli apostoli dovrebbero rinunciare a certi ornamenti (in certe particolari occasioni, quando bisogna dare visibilità alla istituzione che rappresentano)? 
Oggi festa di Cristo Re ho fatto indossare ai chierichetti la veste rossa e la cotta ricamata ne è risultata una bella celebrazione tutto per la gloria di Dio….. Dio, gentile dottor Tornielli, Dio merita tutto quello che umanamente è possibile dargli, e ancora di più. 
Egli non ha rifiutato l’oro, incenzo e la mirra dei santi Re Magi e non ha rifiutato l’unguento costosissimo di nardo odoroso che la peccatrice gli versò tutto sopra i piedi asciugandoli con i suoi capelli…… 
Parliamo tanto di visibilità della Chiesa e poi vorremmo che i suoi pastori apparissero il meno possibile e fossero trattati alla stregua di gente qualsiasi…. 
Penso che mi ha capito……. don Bernardo " 

A  chiusura postiamo anche una parte di uno dei tanti ammirevoli interventi  di " Nico " : 
" ...  faccio i miei migliori auguri a lei che pensa che si tratti solo di “fedelissimi tradizionalisti che amano raccogliere bauli di vestimenta antique e si spostano da una parte all’altra per abbellire le cerimonie trasformandole in ricostruzioni storiche in costume”. 
Io a quei “collezionisti”, come li chiama Carradori, sono grato, dato che sono davvero tali in quanto hanno la cura di raccogliere, custodire e offrire con cura per il culto pubblico e privato tutto ciò che spesso non si trova più neanche nelle sacrestie delle cattedrali, manco ciò che servirebbe e potrebbe essere usato per le messe Novus Ordo; collezionisti nel senso che so e che ho capito da quando ho incominciato a prendere parte alla liturgia in forma extraordinaria, ce ne fosse almeno uno in ogni borgo d’Italia…, purtroppo sono pochi e nella maggior parte dei casi i gruppi di fedeli si arrabattano non immagina come. 
A quei collezionisti e a tutti i fedeli, tridentini e non, faccio non gli auguri, ma un enorme in bocca al lupo, perchè se lo meritano, sperando anch’io che continuino con successo e sinceramente, come fanno davvero, ad attrarre nuovi fedeli verso la bellezza della fede, non semplicemente della liturgia antica. Inoltre di cattolici con l’orticaria per Pio XII non ne vedo, vedo solo un po’ di ironia (lei lo chiami pure sarcasmo…) verso ciò che scrive e che può scrivere, ci mancherebbe, ma è ovviamente esposto alla valutazione e alle reazioni di chi legge. 
Ovvio che spero si faccia più attenzione alla Valde Solliciti d’ora in poi, ma con pragmatismo e secondo le condizioni in cui ci si trova di volta in volta, questo ovviamente glielo vorrà concedere ai gruppi SP (è sicuramente nelle sue possibilità, mi creda, soprattutto dopo che dice che non ha chiesto a nessuno “di usare le forbici sulle cappe magne”). 
Lieto poi di sapere che ogni giorno che passa scopre aspetti sempre più interessanti di quel grande Pontefice che fu effettivamente Pio XII... ( il ricordo del Suo  immenso pontificato è venerato da tutti i cattolici e specialmente da coloro che sono particolarmente legati alle antiche forme liturgiche! N.d.R.)

Nessuno, per fortuna, ce lo ha chiesto ma postiamo eugualmente le indicazioni della lunghezza della cappamagna , nella vana speranza che possano interessare a qualcuno : 7 metri er i vescovi, accorciata dalla Congregazione dei Riti a 3,5 nel 1952; 12 metri era per i cardinali prima che Pio XII la "tagliasse" a 6.