sabato 8 dicembre 2012

La Messa antica di Mirano sul settimanale (progressita) diocesano "La Vita del Popolo". Strano ma corretto

Riceviamo questa lettera da un nostro lettore di Mirano, e vi giriamo. Onore al settimanale diocesano trevigiano "La Vita del Popolo" (noto per essere più progressista che filotradizionale) per l'onestà di aver pubblicato una lettera di un giovane fedele che esprime ammirazione e lodi verso la S. Messa nella forma extraordinaria del Rito Romano, a cui aveva partecipato a Mirano.
A quando un po' di correttezza (obiettiva) anche da parte di "Vita Pastorale"?

lettera del nostro lettore:

Mons. Vardanega
Come senz'altro saprete, dallo scorso mese di aprile, a seguito della formazione di un piccolo gruppo stabile di fedeli legati alla liturgia tradizionale, nella cittadina di Mirano, importante centro di 27.000 abitanti in provincia di Venezia e diocesi di Treviso, è stata istituita la celebrazione regolare della S. Messa in forma straordinaria, che viene officiata ogni secondo sabato del mese, alle 16.30, presso la moderna chiesa parrocchiale di S. Leopoldo Mandic (via Wolf-Ferrari n° 39).
La Curia vescovile di Treviso, di impostazione piuttosto progressista (come tutte le diocesi venete) ed estremamente legata al cosiddetto "spirito del concilio" in tutte le sue molteplici forme, inizialmente non era ben disposta alla concessione di una Messa considerata stravagante e contraria al Concilio, tuttavia, dopo qualche articolo di giornale un pò polemico, un efficace intervento sul suo blog da parte di un importante vaticanista nazionale e, soprattutto, documenti alla mano in perfetta aderenza a quanto stabilito dal Motu Proprio "Summorum Pontificum" e dall'Istruzione "Universae Ecclesiae", ha dovuto capitolare e concedere quanto espressamente previsto da una legge universale della Chiesa promulgata dal Vicario di Cristo.
La Messa di Mirano, che si avvale sempre della musica dell'organo e del canto gregoriano, viene mensilmente officiata da Mons. Giuseppe Vardanega, già parroco del vicino paese di Salzano, appositamente incaricato dalla Curia diocesana. Attualmente è frequentata da una media di cinquanta-sessanta persone ogni mese, decisamente non male per una celebrazione in rito tradizionale.
Ebbene, a distanza di circa otto mesi dalla prima celebrazione avvenuta il 14 aprile u.s., con grande sorpresa del gruppo stabile di cui sono indegno rappresentante, è apparsa una lettera sul settimanale della Diocesi di Treviso "La Vita del Popolo" (n° 45 del 25/11/12) in cui un giovane ragazzo di diciotto anni esprime tutto il suo entusiasmo per la celebrazione "antica" di Mirano a cui ha assistito per la prima volta.
Siamo compiaciuti del fatto che il direttore del giornale, Mons. Lucio Bonomo, abbia deciso, malgrado tutto, di pubblicare una lettera che certamente poco si allinea con la linea tradizionale della Diocesi. Di questo, non possiamo che dargliene atto.
Saremmo molto felici se il blog "Messainlatino" pubblicasse questa bellissima lettera, anche a monito di tutte le Curie e i giornali diocesani.
Alleghiamo alla presente mail una simpatica foto che ritrae il "nostro" affezionatissimo Mons. Vardanega, in pianeta e tricorno, durante l'omelia di una delle Messe tridentine officiate a Mirano in questi mesi. Ci auguriamo che possiate pubblicare sia la lettera, sia la foto.


TESTO DELLA LETTERA PUBBLICATA SU "LA VITA DEL POPOLO" n. 45 del 25.11.2012
Titolo: "ho seguito una messa in latino"
"Desidero scrivere questa lettera al settimanale della Diocesi di Treviso per complimentarmi per un'iniziativa che ho molto apprezzato. Sabato 13 ottobre, mi sono recato a Mirano presso la chiesa parrocchiale di San Leopoldo Mandic, dove, da qualche tempo, ogni secondo sabato del mese, alle 16.30, si celebra la messa in latino.
Sono un giovane studente di un istituto tecnico, quindi non sono andato alla messa antica perchè mosso da motivi intellettuali (il latino non lo conosco), nè da nostalgia (ho appena 18 anni!), ma solo per curiosità. Da tempo mi incuriosiva l'idea di vedere come si celebrava la messa una volta e, dal momento che Mirano si trova vicino al paese in cui abito, anche se in un'altra Diocesi, ho approfittato di questa iniziativa.
Devo dire che all'inizio ero un pò spaesato. I fedeli presenti avevano in mano un foglietto con la messa in latino e italiano, ma solo poi ho scoperto che alcune parti sono recitate sottovoce, durante i canti, e che quindi una parte della messa non si può ascoltare direttamente. Tutti partecipavano ai canti, mentre il Vangelo è poi stato riletto in italiano. Ottima la predica del celebrante.
Seguiva poi, dopo il lungo e solenne offertorio, la "parte sacrificale". La consacrazione è pronunciata a bassa voce e il silenzio e il raccoglimento che si crea è emozionante, veramente si capisce che qualcosa di grande sta accadendo. La comunione si riceve in ginocchio. C'è ampio spazio per il raccoglimento personale, ma c'è anche la possibilità di rispondere alle invocazioni e ai canti (con un pò di pratica).
Insomma, un'esperienza profonda, senz'altro positiva! Certo, col latino è un pò più difficile. Però, se non tutte le domeniche, magari una volta al mese è un'esperienza che potrei consigliare a chiunque."

Alberto Carraretto