sabato 8 dicembre 2012

Festa dell'Immacolata

Immacolata

di Cristina Siccardi 

Nel 1830 santa Catherine Labouré, novizia nel monastero parigino delle Figlie della Carità, fece coniare una medaglia (detta poi la Medaglia miracolosa) che riportava le seguenti parole, da lei viste durante un’apparizione della Vergine Maria: «O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi». Più volte santa Bernadette Soubirous chiese alla Signora della Grotta di Lourdes il suo nome, ma la Madonna sorrideva e non rispondeva, poi, il 25 marzo 1858 la Vergine Maria si rivelò in occitano, la lingua locale: «que sòi era inmaculada concepcion», ovvero «Io sono l’Immacolata Concezione».
Bernadette non comprendeva il significato di quelle parole, perciò ripeté fra sé questa frase per non dimenticarla e corse a dirla al suo parroco, il quale ne rimase profondamente turbato: quattro anni prima, l’8 dicembre 1854, con la bolla Ineffabilis Deus, il beato Pio IX aveva promulgato il dogma dell’Immacolata Concezione, secondo cui, sola fra tutti gli esseri umani, la Vergine Maria era stata concepita senza la macchia del peccato originale. A Lourdes la Madonna non disse soltanto, come in rue du Bac, che era stata concepita senza peccato, ma «Io sono l’Immacolata Concezione!». Come sempre è stato la proclamazione del dogma non ha introdotto una novità, ma ha semplicemente coronato una lunghissima e santa Tradizione. Già i Padri della Chiesa d’Oriente, nell’esaltare la Madre di Dio, avevano avuto espressioni che la cantavano libera dal peccato originale. L’avevano definita «intemerata», «incolpata», «bellezza dell’innocenza», «più pura degli Angeli», «giglio purissimo», «nube più splendida del sole, immacolata».
In Occidente, però, la definizione di Immacolata trovò delle resistenze perché occorreva difendere la dottrina della Redenzione, operata soltanto in virtù del sacrificio di Cristo. Se Maria fosse stata immacolata, se cioè fosse stata concepita da Dio al di fuori della legge del peccato originale, comune a tutti i figli di Eva, ella non avrebbe avuto bisogno della Redenzione, e questa, dunque, non si poteva più dire universale. Arrivò un francescano scozzese a risolvere la questione teologica: il beato Giovanni Duns Scoto, conosciuto anche come «Doctor Subtilis» («Dottor Sottile»), il quale, appartenente alla Scolastica, superò lo scoglio dottrinale con una sottile, ma convincente distinzione: anche la Madonna era stata redenta da Gesù, ma con una Redenzione preventiva, prima e fuori del tempo. Ella fu preservata dal peccato originale in previsione dei meriti del Figlio.
La dottrina dell’Immacolata evidenzia la somma bontà di Dio che dona senza merito questo privilegio alla Madre del Suo Figlio; risalta così il ruolo centrale e l’Onnipotenza del Redentore nella storia della salvezza, l’azione santificante dello Spirito Santo e quindi l’efficacia salvifica dei Sacramenti della Chiesa. L’Immacolata mostra altresì la fiducia che Dio ha riposto nella bontà intrinseca della natura umana: il peccato non è riuscito a distruggere o annientare l’opera uscita dalla Sapienza del Creatore.
Dopo il dies natalis di Giovanni Duns Scoto la devozione per Maria Immacolata si diffuse sempre di più e dal 1476 la festa della Concezione di Maria venne introdotta nel Calendario Romano. Sulle piazze d’Italia, celebri predicatori tessevano le lodi della Candida Vergine, della «Tota pulchra», fra di loro san Leonardo da Porto Maurizio e san Bernardino da Siena, che con la sua voce arguta e commossa diceva ai senesi: «Or mi di’: che diremo noi del cognoscimento di Maria essendo ripiena di Spirito Santo, essendo nata senza alcun peccato, e così sempre mantenendosi netta e pura, servendo sempre a Dio?». Nulla si può dire o fare di fronte a tanta purezza e limpidezza, se non pregare e contemplare, pieni di gratitudine per avere, in virtù di Cristo, una tale Madre.

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