sabato 8 settembre 2012

8 settembre : Festa Natività della Beata Vergine Maria "stella di speranza… che con il suo « sì » aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo” (Benedetto XVI) .

… Maria … per noi stella di speranza – lei che con il suo « sì » aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo; lei che diventò la vivente Arca dell'Alleanza, in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi, piantò la sua tenda in mezzo a noi (cfr Gv 1,14)” 
( Benedetto XVI, Lettera Enciclica Spe Salvi, 30 novembre 2007 ) 

" La Chiesa di regola, persuasa che la presente è morte più che vita, non festeggia mai la nascita dei Santi. Fa solo tre eccezioni, e cioè per Gesù, Giovanni il Precursore e Maria, la Madre di Dio. 
 I. - Di regola ordinaria la Chiesa non festeggia mai il giorno della nascita di un santo. 
Ne riserva invece tutti gli onori al giorno della morte, che nel linguaggio liturgico è detto appunto «giorno natalizio». 
Questo uso è antico quanto è antico il culto dei Santi, quanto è antica la Chiesa stessa. 
Il dies natalis di un martire per esempio nei più vetusti documenti e nelle iscrizioni sepolcrali datanti dalle origini del cristianesimo, altro non significa se non il giorno in cui quello suggellò col sangue la propria fede. 
Gli è un linguaggio perfettamente logico dal punto di vista della fede, la quale ci insegna che la nostra vera vita non istà nei pochi giorni contaminati di peccati ed inaffiati di lagrime e pasciuti di affanni che passiamo quaggiù in attesa della morte, ma nel possesso beato ed eterno di Dio in cielo. 
Dotati di un'anima immortale, destinati a riportare con Cristo un assoluto trionfo sulla stessa morte, noi nasciamo veramente non quando apriamo gli occhi alla luce di questo mondo, ma quando entriamo nella luce, non soggetta a tramonto, del mondo venturo. 
La Chiesa pertanto non festeggia la nascita temporale dei Santi, perché è persuasa che la presente più che vita deve dirsi morte. 
Fu perciò trovato giusto, e con fondamento, di fare delle eccezioni. 
Poche, ma ci sono. Tre in tutto. 
La prima riguarda Gesù Cristo, il quale nacque al mondo per iniziare l'èra della universale riparazione, e piantare il regno della vita sopra quello della morte. 
Però anche per lui si commemorò prima la data della morte, che non quella della vita: la Pasqua è di più secoli anteriore al Natale. 
La seconda fu fatta e molto per tempo in favore di S. Giovanni Battista, perché anch'egli nacque in condizioni molto diverse dagli altri: la sua vita era il frutto di un grande miracolo, e di più egli entrava nel mondo già santo, mondato prima di nascere dalla colpa di origine, e ciò nel giorno in cui Maria s'era incontrata colla madre di lui Elisabetta. 
S'aggiunga che egli entrava nell'esistenza incaricato in antecedenza da Dio, di precedere il Salvatore per preparargli le vie, istruendo il suo popolo, sì che fosse disposto a ricevere la remissione dei peccati. 
Era dunque ben naturale che si facesse festa attorno alla sua culla. 
Ed a ciò la Chiesa si dovette sentir spinta anche dalla predizione dell'Angelo a Zaccaria: «E molti si rallegreranno alla sua nascita» (Luc. I, 14). 
La terza ed ultima fu fatta per Maria. Ultima si intende per ordine di tempo, e non di importanza. 
Poiché questa festa commemorativa della nascita della Madonna fu nel corso dei secoli trovata tanto rispondente al senso cristiano che irresistibilmente andò assumendo i più cospicui onori liturgici, e fu celebrata con slancio ed entusiasmo insuperati".
 (Don Emilio Campana, Maria nel culto cattolico, pp. 212-214).