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domenica 14 agosto 2011

E dopo la maglia rosa ecclesiastica, ecco il Tour de France

Se a Reggio Emilia gli ordinandi sono arrivati in chiesa in bicicletta (qui), in Francia ad andare su due ruote sono anche i preti. E i vescovi se ne beano.
Nella foto si vedono l'abbé Gaby Lagurgue, in mezzo, sur son velo (prete ben noto nel Cantone di Lourdes-Est, e recentemente insignito della Medaglia di bronzo "Educazione Popolare della Gioventù e degli Sports" per la sua animazione del Movimento della Gioventù Cristiana) nell'appropriata e propria tenuta -da ciclista-, accanto ad un divertito Mons. Jacques Perrier (vescovo di Tarbes e Lourdes) il 14 Luglio 2011 (c'è da stupirsi di intravedere un colletto spuntare da sotto il moderno paramento pontificale.

La cosa in sè, ovviamente, non sarebbe nè strana nè triste, se però non si conoscesse anche la situazione del clero e delle vocazioni in Francia.

Roberto

fonte: perEpiscopus.org

5 commenti:

  1. Di per sè niente di male, anche considerando il fatto che anni fa l'attualmente monsignore Brunero Gherardini ( coltissimo e intelligentissimo teologo conservatore ) scrisse un libro sui suoi viaggi in bicicletta ( purtroppo n on lo acquistai ). Pio X, come ho detto di recente, non voleva che i sacerdoti andassero in biìcicletta; ionvece a don Camillo la bici era indispensabile. Gino Bartali ( terziario francescano ) nel 1944 girava per la Toscana portando nascosti nel tubolare documenti in bianco per i ricercati, su commissione del card. Elia Dalla Costa. La sua vittoria al Tour nel 1948 forse contribuì a spegnere i disordini scatenatisi dopo l'attentato a Togliatti.
    La cosa più importante è che non dicano che Gesù entrò solennemente in Gerusalemme in bicilcetta.

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  2. Concordo pienamente con Franco,di per se praticare un po di sport-anche se si tratta di un sacerdote-,per di più il ciclismo,non ci vedo nulla di male.
    Il problema è se certi eventi vengono impropriamente miscelati e incastonati in avvenimenti ecclesiali &/o liturgici con i quali hanno poco a che fare.

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  3. <span>Gino Bartali ( terziario francescano ) nel 1944 girava per la Toscana portando nascosti nel tubolare documenti in bianco per i ricercati, su commissione del card. Elia Dalla Costa.</span>

    Scusi Franco, premesso che Bartali mi era simpatico, ritiene che quanto ordito da questo card. Elia Della Costa sia da considerare un comportamento lecito da parte di un alto esponente della Chiesa e comunque, col senno di poi, positivo?

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  4. Quella foto è stata presa il 14 luglio, giorno della Festa nazionale francese, avranno voluto festeggiarlo a modo loro....il problema non è che i sacerdoti facciano sport (fanno anche go-kart, vela, football, sci)  ma che con certi gesti, pubblicizzati come si deve, pensano dare del sacerdote( e della Chiesa) un` immagine moderna, "spolverata", cool, vicina al popolo, con cui condividere anche i  passatempi, musica, sport, ecc...ma quando si vede la situazione disastrata della Chiesa francese anche a livello vocazioni, non sembra che sia con iniziative di quel genere che invogliano i giovani e meno giovani a entrare in seminario.

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  5. bravissima Luisa!!14 agosto 2011 19:44

    hai centrato il punto!! non c'è nulla di male nello sport praticato dai sacerdoti (si veda Giovanni Paolo II o il segretario particolare del Papa, o i seminaristi della Clerical Cup), ma è lo spirito e l'intento con cui si fa e con cui si pubblicizza!!! eh! bravissima!! condivio appieno! forse gli altri commentatori non avevano capito cosa volesse intendere Roberto, pubblicando la foto, e facendo la opportuna annotazione finale.

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