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sabato 16 luglio 2011

La Madonna del Carmelo, il santo profeta Elia e San Pio X. - II parte

di don Alfredo M. Morselli


II parte


7. Elia nella caverna

La seconda fornace è quella delle prove interiori: il fuoco delle lunghe notti dei sensi e dello spirito, in cui l’anima, immersa in una sorta di vero purgatorio, si libera da tutte quelle scorie che impediscono – come direbbe sempre il Montfort – che il puro amor di Dio regni nei nostri cuori.

“Là entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: "Che cosa fai qui, Elia?". Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita". Gli disse: "Esci e férmati sul monte alla presenza del Signore". Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna.

Ed ecco, venne a lui una voce che gli diceva: "Che cosa fai qui, Elia?". Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita".
Il Signore gli disse: "Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Cazaèl come re su Aram. Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsì, come re su Israele e ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto. Se uno scamperà alla spada di Cazaèl, lo farà morire Ieu; se uno scamperà alla spada di Ieu, lo farà morire Eliseo. Io, poi, riserverò per me in Israele settemila persone, tutti i ginocchi che non si sono piegati a Baal e tutte le bocche che non l'hanno baciato"”[1].

Innanzi tutto osserviamo lo stato d’animo del santo profeta, prima e dopo l’esperienza della caverna. Alla voce divina egli risponde due volte con l’identica frase:

“Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita”[2].

Che cos’era c’era di diverso tra l’inizio e la fine dell’esperienza della grotta? Che cosa aveva reso Elia ormai pronto per essere la guida spirituale di settemila persone, tutti i ginocchi che non si sono piegati a Baal e tutte le bocche che non l'hanno baciato?

C’era stato il crogiolo delle notti oscure: ogni sorta di prova interiore, sostenuta nella paziente attesa del sussurro di una brezza leggera, ovvero della divina consolazione che gli avrebbe attestato la fine della prova, e il raggiungimento di quella santità necessaria per essere uno strumento ancora più efficace nelle mani del Signore.
Ma vediamo ora, nello specifico, i gradi della prova della caverna.


8. Il vento impetuoso


La prima prova è costituita da un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore: nella Sacra Scrittura i monti sono talvolta, in senso spirituale, i santi. La tempesta anticristica può trascinare via persino anime un tempo elette, già favorite da grazie speciali, persone che nel passato erano state le montagne e le vette di riferimento del popolo di Dio. Oggi vediamo Vescovi ribelli al magistero, teologi che cadono nell’eresia, religiosi e consacrati che tradiscono i voti, etc.

L’uomo di Dio deve resistere in questa tempesta senza inorgoglirsi, pur essendo quanto mai affranto nel vedere i buoni che cadono a destra e a sinistra; deve coltivare il dono del santo timor di Dio: si deve cioè imprimere nel cuore le parole dell’apostolo: Chi sta in piedi cerchi di non cadere… Con timore e tremore operate la vostra salvezza… Castigo il mio corpo e lo riduco in servitù, affinché dopo aver predicato agli altri non abbia a diventare reprobo io stesso[3]. E soprattutto deve coltivare in modo specialissimo una grande devozione a Maria SS.

Sentiamo ancora una volta cosa dice il santo di Montfort:

“Con questa devozione si mettono al sicuro le proprie grazie, i propri meriti e le proprie virtù, facendone depositaria Maria e dicendole: "Ecco, mia cara Signora, ciò che, per grazia di tuo Figlio, ho potuto fare di bene; tienitelo, perché purtroppo, a causa della mia debolezza ed incostanza, a causa del numero stragrande e della malizia dei miei nemici, insorgenti contro di me giorno e notte, io non mi sento capace di conservarlo. Si vedono, ahimè! tutti i giorni cadere nel fango cedri del Libano, e diventare uccelli notturni aquile che si innalzavano fino al sole; io vedo altresì mille giusti cadere alla mia sinistra e diecimila alla mia destra. Ma Tu, o mia potente e grandissima Principessa, sorreggimi, perché non cada; custodisci ogni mio bene, perché non mi sia rubato. a Te affido in deposito tutto quanto posseggo. so bene chi sei, perciò tutto mi abbandono a te. Tu sei fedele a Dio ed agli uomini, non lascerai quindi perire nulla di quanto ti ho affidato; Tu sei potente, e nulla può nuocerti, né rapirti ciò che tieni nella tua mano".

"Se la segui non ti smarrisci, se la preghi non disperi, se pensi a lei non sbagli. Sostenuto da lei non cadi, protetto da lei non temi, guidato da lei non ti stanchi, con la sua benevolenza giungerai ... " (San Bernardo, inter flores, cap. 135; De Maria Virgine, pag. 2150)
Ed altrove aggiunge: "Maria trattiene il Figlio perché non colpisca, il diavolo perché non nuoccia, le virtù perché non fuggano, i meriti perché non spariscano, le grazie perché non vengano meno"”[4].

9. Il terremoto


Il terremoto può rappresentare lo sconvolgimento generale di tutti i valori morali, un terremoto che scuote le fondamenta. Tale sconvolgimento fa sentire l’uomo di Dio assolutamente incapace di agire efficacemente: la realtà gli appare come un bosco incantato. L’uomo di Dio è rimasto talmente da solo a credere nella verità, che talvolta gli sembra di essere impazzito, o di essere quasi l’ultimo dei Mohicani.

La scrittura descrive questo stato d’animo con queste parole: quando sono scosse le fondamenta, il giusto che cosa può fare?[5]
La storia dell’umanità può comprendere periodi terribili, di cui sono tipo tanti passi della Sacra Scrittura; ne cito alcuni: Tutta la testa è malata, tutto il cuore langue. Dalla pianta dei piedi alla testa non c'è nulla di sano, ma ferite e lividure e piaghe aperte, che non sono state ripulite né fasciate né curate con olio[6], oppure L'avversario ha steso la mano su tutte le sue cose più preziose; ha visto penetrare nel suo santuario i pagani, mentre tu, Signore, avevi loro proibito di entrare nella tua assemblea[7], oppure ancora gli empi che dicono: Venite e tramiamo insidie contro Geremia, perché la legge non verrà meno ai sacerdoti, né il consiglio ai saggi, né l'oracolo ai profeti. Venite, colpiamolo per la sua lingua e non badiamo a tutte le sue parole[8].
Pur circondato da questa atmosfera diabolica, l’uomo di Dio deve stare saldo, lasciandosi segnare, dalle mani della stessa Vergine Maria, il tau sulla fronte di cui parla il santo profeta Ezechiele: La gloria del Dio d'Israele, dal cherubino sul quale si posava, si alzò verso la soglia del tempio e chiamò l'uomo vestito di lino che aveva al fianco la borsa da scriba. Il Signore gli disse: "Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme, e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono"[9].
È il tau dell’amore alla croce, è il tau del pensiero di Cristo[10].


10. Il fuoco

Il fuoco potrebbe rappresentare la tempesta di sensualità, il fertile terreno di tutti gli errori, i quali sono sempre - in ultima analisi - giustificazioni raffinate per poter continuare a peccare, zittendo la coscienza morale.

L’uomo di Dio non deve mai ritenere concluso il combattimento per la purezza, memore delle cadute di grandi personaggi, come ad esempio Salomone, di cui non si sa se si sia salvato o meno; questo re è stato agiografo e tipo della sapienza di Nostro Signore… ma adesso dove si trova?
Il fuoco rappresenta anche il grande desiderio di seguire il Signore, l’impazienza del santo finché non sia compiuta l’opera di Dio.
In altre parole, l’uomo di Dio non può non condividere i sentimenti di Gesù Cristo, quando diceva: sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso!
[11]
Il cuore di ogni uomo di Dio non è in pace, anzi è come in un purgatorio di fuoco, finché vede una sola anima in pericolo, finché il sacrificio della sua vita non è compiuto, finche non è giunta l’ora dell’offerta suprema.
Sono i sentimenti di Sant’Ignazio di Antiochia, che supplicava i suoi che non pregassero perché egli fosse preservato dal martirio.
Sono i sentimenti del Montfort e della sua preghiera infuocata. Il cuore del santo bruciava perché vedeva tutto intorno a lui il fuoco dell’incendio del male, e perché bramava una nuova discesa sulla terra del fuoco dello Spirito Santo; un fuoco per accendere di amor di Dio i cuori dei peccatori più incalliti, prima che per loro non restasse altro che il fuoco dell’inferno:

“E quanto a te, gran Dio? Non ci sarà quasi nessuno che prenda a cuore la tua causa anche se nel servirti c'è tanta gloria, utilità e dolcezza? Perché così pochi soldati sotto la tua bandiera? Quasi nessuno griderà in mezzo ai suoi fratelli per lo zelo della tua gloria come san Michele: Chi è come Dio?

Lasciami allora gridare dappertutto: Al fuoco! al fuoco! al fuoco!... Aiuto! aiuto! aiuto!... C'è fuoco nella casa di Dio! C'è fuoco nelle anime! C'è fuoco perfino nel santuario... Aiuto! stanno assassinando il nostro fratello!... Aiuto! stanno uccidendo i nostri figli!... Aiuto! stanno pugnalando il nostro buon padre!....[12]
“Altrimenti fammi morire! Mio Dio, non è meglio per me morire piuttosto che vederti ogni giorno così crudelmente e impunemente offeso e trovarmi sempre più nel pericolo di venire travolto dai torrenti di iniquità che ingrossano? Preferirei mille volte la morte!
Mandami un aiuto dal cielo, o toglimi la vita!
Se non avessi la speranza che presto o tardi finirai con esaudire questo povero peccatore nell'interesse della tua gloria, come hai esaudito tanti altri, ti pregherei senza esitare con un profeta: Prendi la mia vita! Ma la fiducia nella tua misericordia mi spinge a dichiarare con un altro profeta: Non morirò, resterò in vita e annuncerò le opere del Signore, fino a quando potrò esclamare con Simeone: Ora lascia, o Signore che il tuo servo vada in pace… perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza[13].
“Quando verrà questo diluvio di fuoco del puro amore, che devi accendere su tutta la terra in modo così dolce e veemente da infiammare e convertire perfino i musulmani, i pagani e gli ebrei? Nulla si sottrae al suo calore. Si accenda dunque questo divino fuoco, che Gesù Cristo è venuto a portare sulla terra, prima che divampi quello della tua ira che ridurrà in cenere tutta la terra”[14].


11. Maria SS, luce delle notti oscure.

La piccola nube che avrebbe posto fine alla siccità sulla terra, non avrebbe forse riservato qualche goccia anche per la più arida delle terre, l’anima di Elia durante la prova della caverna?

È ragionevole pensare di sì: il Cuore Immacolato di Maria SS, stella dei mari più tempestosi, è il rifugio di tutte le anime che, pur nell’oscurità di terribili purificazioni passive, rimangono vigoreggianti nella fede, zelanti e gioiose.
Il Montfort descrive da par suo anche questo mistero:

“Come mai dunque, mi dirà qualche fedele servo di Maria, i servi fedeli di questa buona Madre hanno tante occasioni di soffrire, e più degli altri che non le sono così devoti? Li si contraddice, li si perseguita, li si calunnia, non li si può soffrire; oppure camminano nelle tenebre interiori e per deserti dove non c'è la minima goccia di rugiada del cielo. Se questa devozione alla santa Vergine rende la via per trovare Gesù Cristo più facile, come mai sono i più crocifissi?

Rispondo che è vero che i più fedeli servi della santa Vergine, essendo i suoi più grandi favoriti, ricevono da lei le più grandi grazie e favori del cielo, che sono le croci; ma sostengo anche che sono questi servi di Maria che portano queste croci con più facilità, merito e gloria; e che ciò che arresterebbe mille volte un altro o lo farebbe cadere, non li arresta una volta e li fa avanzare, perché questa buona Madre, tutta piena di grazia e dell'unzione dello Spirito Santo, candisce tutte queste croci che prepara loro nello zucchero della sua dolcezza materna e nell'unzione del puro amore: di modo che le inghiottono gioiosamente come noci candite, sebbene siano di per sé amarissime. E credo che una persona che vuole essere devota e vivere devotamente in Gesù Cristo, e di conseguenza soffrire persecuzioni e portare ogni giorno la sua croce, non porterà mai grandi croci, o non le porterà gioiosamente né fino alla fine senza una tenera devozione alla santa Vergine, che è la confettura delle croci: allo stesso modo che una persona non può mangiare senza una grande violenza, che non sarà duratura, noci acerbe non candite nello zucchero”[15].


12. La pioggia di grandi santi


Abbiamo visto come è ragionevole vedere nella piccola nuvoletta che sale dal mare, figura della B.V. del Monte Carmelo, la chiave di volta della vita di Elia, e, assieme a lui, della vita dei grandi santi che il Signore suscita nei tempi di crisi.

La Vergine Santissima, piccola nube, irrora l’anima dei santi con le sue grazie materne, e irrora poi la terra con gli stessi santi da lei formati. Questa pioggia di santi è prefigurata dalla pioggia concessa al profeta Elia, e con immagini analoghe, presenti in altri brani della Sacra Scrittura:
Pioggia abbondante riversavi, o Dio,
 rinvigorivi la tua eredità esausta.
 E il tuo popolo abitò il paese
 che nel tuo amore, o Dio, preparasti al misero.[16]
Così spiega il Montfort:

“Che cos'è, Signore, questa pioggia abbondante che hai separata e scelta per rinvigorire la tua eredità esausta? Non sono forse questi santi missionari, figli di Maria tua sposa, che tu devi scegliere e radunare per il bene della tua Chiesa così indebolita e macchiata dai peccati dei suoi figli?
Chi sono questi animali e questi poveri, che abiteranno nella tua terra e saranno nutriti dai cibi dolci che hai loro preparato? Non sono forse questi missionari poveri, abbandonati alla Provvidenza e saziati dall'abbondanza delle tue delizie? […]
Saranno arricchiti della rugiada del cielo e dell'abbondanza della terra, di ogni benedizione temporale ed eterna di cui Maria è ricolma.
Dall'alto di questa montagna, come Mosè, con le loro ardenti preghiere scaglieranno frecce contro i nemici per abbatterli o convertirli. Su questa montagna impareranno dalla bocca stessa di Gesù Cristo, che sempre vi dimora, il significato delle otto beatitudini. Su questa montagna di Dio saranno trasfigurati con Cristo come sul Tabor, moriranno con lui come sul Calvario, ascenderanno al cielo con lui come sul monte degli ulivi”[17].

Lo stesso Montfort ci dice anche come saranno i santi degli ultimi tempi, formati da Maria:

“…saranno veri discepoli di Gesù Cristo, che camminando sulle tracce della sua povertà, umiltà, disprezzo del mondo e carità, insegneranno la via stretta di Dio nella pura verità, secondo il santo Vangelo, e non secondo le massime del mondo, senza darsi pensiero né fare accettazione di persona, senza risparmiare, ascoltare né temere alcun mortale, per quanto potente. Avranno nella loro bocca la spada a doppio taglio della parola di Dio; porteranno sulle loro spalle lo stendardo insanguinato della Croce, il crocifisso nella mano destra, la corona del Rosario nella sinistra, i sacri nomi di Gesù e di Maria sul loro cuore, e la modestia e la mortificazione di Gesù Cristo in tutta la loro condotta.

Ecco i grandi uomini che verranno, ma che Maria formerà per ordine dell'Altissimo, per estendere il suo impero su quello degli empi, degli idolatri e dei maomettani. Ma quando e come ciò avverrà?... Dio solo lo sa: noi dobbiamo tacere, pregare, sospirare e attendere: Exspectans exspectavi (Sal 40,2)”[18].


13. Conclusione


Al termine di queste riflessioni, è quasi superfluo ricordare che adesso noi dobbiamo chiedere alla Madonna Santa la grazia di essere dei nuovi Elia, e di ottenere, per questo povero mondo, un’abbondante pioggia di misericordia divina.

Rifiutare questo compito non è umiltà, ma solo vile pusillanimità e tiepidezza, poiché ben sappiamo che la santità non è opera nostra, ma di Dio.
Non possiamo che offrirci alla Madonna del Carmelo e metterci nella Sue mani perché ci possa usare come una buona maestra usa un gessetto per scrivere alla lavagna: un gessetto sì che, mentre scrive, si sgretola, ma un gessetto con cui Maria tratteggia il suo materno intervento nella storia.
Concludo ancora con un’ultima citazione del Montfort:

"Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano! Svegliati, perché dormi, Signore? Déstati! Signore, alzati! Perché fingi di dormire? Alzati con tutta la tua onnipotenza, misericordia e giustizia. Formati una compagnia scelta di guardie del corpo, per proteggere la tua casa, difendere la tua gloria e salvare le anime, affinché ci sia un solo ovile e un solo pastore e tutti possano glorificarti nel tuo tempio. Amen"[19].


2 - fine

NOTE

[1] 1Re 19, 9-18.
[2] 1Re 19, 10. 14.
[3] 1Cor 10,12; Fil 2, 12; 1Cor 9, 27.
[4] San Luigi M. Grignion de Montfort, Il segreto di Maria, § 40.
[5] Sal 11, 3.
[6] Is 1, 5b-6.
[7] Lam 1, 10.
[8] Ger 18, 18
[9] Ez 9, 3-4.
[10] 1Cor 2, 16b.
[11] Lc 12, 49.
[12] San Luigi M. Grignion de Montfort, Preghiera infuocata, § 28.
[13] Preghiera infuocata, § 14.
[14] Preghiera infuocata, § 17.
[15] Trattato, §§ 153-154.
[16] Sal 67, 10-11.
[17] Preghiera infuocata, §§ 20, 21, 25 passim.
[18] Trattato, § 59.
[19] Preghiera infuocata, § 30.

8 commenti:

  1. Ciò che mi stupisce di più della mia ignoranza è il non aver mai saputo cogliere questi accostamenti biblici, il Montfort e la devozione alla Vergine Santa del Carmelo.... e scopro così un aspetto MERAVIGLIOSO E SUBLIME.... sbriciolato nelle giuste dosi per le mie limitate capacità di comprensione e credo sbriciolato in ottime dosi perfino per i più sapienti!
    Grazie Don Alfredo, davvero un grazie grande, attendevo questa seconda parte con santa impazienza.... ora me lo vado a rimeditare integralmente....
    Evviva Maria!!! e Iddio che con Amore ce la donò...

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  2. P.S.
    in cambio le dedicherò una parte del Rosario che sto andando a meditare....

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  3. micapizza&fichi16 luglio 2011 17:46

    Grazie!
    (anche a Caterina)

    RispondiElimina
  4. Latro Poenitens16 luglio 2011 18:02

    Sempre sostenuto che Don Alfredo è un grande!
    Grazie Don Alfredo!!!
    Viva Maria Regina del Carmelo, Viva Cristo Re!

    RispondiElimina
  5. Armatura fortis pugnantium;
    furunt bella, offer præsidium
    Scapularis.

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  6. <span><span><span><span><span>Il terremoto può rappresentare lo sconvolgimento generale di tutti i valori morali, un terremoto che </span></span><span><span>scuote le fondamenta</span></span></span><span><span><span>. Tale sconvolgimento fa sentire l’uomo di Dio assolutamente incapace di agire efficacemente: la realtà gli appare come un bosco incantato. L’uomo di Dio è rimasto talmente da solo a credere nella verità, che talvolta gli sembra di essere impazzito, o di essere quasi </span></span><span><span>l’ultimo dei Mohicani.</span></span></span></span>    
     
        
    <span><span><span><span><span>La Scrittura descrive questo stato d’animo con queste parole: </span></span></span><span><span><span>quando sono scosse le fondamenta, il giusto che cosa può fare</span></span></span><span><span><span>?</span></span></span></span></span>  
    <span><span><span><span><span></span></span></span></span><span><span><span><span>----------------</span></span></span></span></span>  
    <span><span><span><span><span>G</span></span></span></span><span><span><span><span>razie infinite a don Morselli per queste stupende e profondissime meditazioni, sulle figure di grandi Profeti, Santi e sul ruolo ineguagliabile di Maria nella vita cristiana,  con illuminanti raffronti, che aiutano a capire come la Parola di Dio e le vicende della Bibbia siano istruttive, dissentanti e ristoratrici come fonte di Vita vera per ogni cristiano, in ogni tempo, insieme col Santo Vangelo. </span></span></span></span></span> 
    <span><span><span><span></span></span></span><span><span><span><span>Quante volte capita nella nostra vita, individuale, familiare e sociale, di  verificare nella loro dura concretezza, queste terribili realtà spirituali, che si pongono come massi talora insuperabili a intralciare (o paralizzare)  il nostro cammino verso il Signore, mettendo a dura prova la nostra Fede, che viene però rafforzata nella lotta e nel superamento di quell'ostacolo con l'aiuto [...]

    RispondiElimina
  7. Don Alfredo M. Morselli17 luglio 2011 10:44

    grazie, ci conto! Ave Maria!

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  8. in ritardo perchè non ho avuto tempo prima, ma ringrazio per queste analisi che mi sono gustato ed assaporato con piacere :) . Un po' di ristoro allo spirito in mezzo alle lotte,alle chiacchiere e al resto. 

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