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giovedì 7 luglio 2011

Il caso (vergognoso) della Messa in latino negata all' Università di Verona finisce sui giornali. E non finisce qui.

«Il prete nega la chiesa» Niente messa in latino per gli universitari
Il parroco non concede la cappella per il rito. Era prevista la funzione chiesta da alcuni studenti. Rahman: «Tutti i cattolici devono avere spazio»
di Davide Orsato, il Corriere del Veneto, 06.07.2011

VERONA—Doveva essere la prima cappella universitaria italiana a ospitare la messa in rito antico, ossia in latino. La celebrazione sarebbe dovuta avvenire di mattina alle 11, per poi tenersi ogni mercoledì del mese (agosto compreso).
Ma, ancora una volta, il rito tridentino sembra «dividere» la Chiesa veronese e, all’ultimo momento, la messa è stata negata.
La comunicazione è arrivata nei giorni scorsi al comitato Una Voce Venetia, che da anni, in particolare da quando papa Benedetto XVI ha «liberalizzato» la messa in latino, si batte per la celebrazione con il messale di San Pio V. È stato il vicario generale della diocesi, monsignor Mario Masina, a riferire che «Il parroco di San Paolo Campo Marzio (la chiesa più vicina al polo economico-umanistico dell’Università, ndr), non concede la chiesa per la celebrazione eucaristica mensile» e che «di conseguenza andranno trovate altre soluzioni». «Né la Curia né la parrocchia sono entrate nel merito - spiegano Nicola Cavedin e Lorenzo Magnabosco, di Una Voce - non sappiamo nemmeno se il motivo è da ricondursi è un’ostilità verso il rito antico o se siano questioni organizzative». [...]

Per il comitato Una Voce è però una questione di principio: «La chiesa degli studenti è questa ed è giusto che, se la richiedono, abbiano la messa in rito antico. Durante l’anno se ne celebrano di diverse per gli universitari, con tanto di chitarre e altre deroghe alla liturgia su cui nessuno ha nulla da dire». Omar Rahman, vicepresidente del consiglio studentesco e firmatario della petizione dice che «raccogliere le firme non è stato un problema, c’era effettivo interesse, anche per motivi identitari. L’Università è un luogo di libertà ed è giusto che anche i cattolici che vogliono la messa tradizionale abbiano il loro spazio».

per leggere tutto l'articolo, si veda ilCorrieredelVeneto.it

13 commenti:

  1. Ascoltiamo radio Maria alle 21 e 30. lo sò losò p.Livio nel fondo del suo cuore sà dove è la verità

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  2. non era questa la strada da prendere in questa fase. Con queste piazzate ci rendiamo soltanto ridicoli. Raccogliere le firme? E cos'è, un referendum sulle balle ecologiste? Manca solo l'intervista sulle reti locali con qualce "esponente tradizionalista" con gli occhi sbarrati, la voce stridula e la fraseologia ottocentesca.

    Scommettiamo che alla fine succederà come al solito? Quese serpi che odiano la liturgia tradizionale (e la fede in generale) riusciranno a nascondere la loro ipocrisia dietro i soliti errori da parte nostra. 

    Tafazzi forever...

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  3. Caro ospite nessuna piazzata,

    Le firme non sono per una petizione ma siccome il primo gruppo di 15 richiedenti era stato ritenuto insufficiente (?!?) gli studenti hanno raccolto quindi altre adesioni arrivando a un gruppo di circa 40 richiedenti.

    Solo per la precisione. Saluti.

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  4. Eh i preti che diffondono Verità e rigore con il GRANDE DON VILMAR sono veramente scomodi al clero modernista e quindi vanno stroncati !

    Ci rafforzi la promessa dell Santa Vergine: "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà".

    PS per noi tutti fedeli della tradizione: cerchiamo di essere uniti, assidui e concordi nella preghiera, non facciamo questioni personali e bagarre pubbliche, altrimenti siamo visti come fenomeni da baraccone e perdiamo a tavolino contro i modernisti. Agiamo con sapienza ! 

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  5. Il caso vergognoso....magari fosse un caso...purtroppo i casi sono molti. E non solo a Verona.

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  6. a maggior ragione, visto che la scusa del gruppo "insifficiente" non si reggeva già sulla base del Motu Proprio ed è ora stata spazzata via dall'Istruzione Universdae Ecclesiae, mi permetto di dire che le firme semmai andavano raccolte discretamente, senza coinvolgere i giornali che per definizione sono fatti di ignoranti e spesso nosti nemici interessati solo al can-can mediatico. Dopodichè le firme andavano aggiunte ad una breve, <span>rispettosa</span> e circostanziata missiva al vescovo. Mancando la sua risposta-azione, le firme poteva aggiungersi ad altrettanto breve, rispettosa e circostanziata missiva all' Ecclesia Dei.

    Quando si può dire di aver fatto tutto seguendo le regole da ineccepibili e rispettosi figli della Chiesa, esauriti tutti i legittimi mezzi canonici, "diplomatici" e in una parola civili a disposizione si poteva pensare, con sale in zucca, prudenza e il consiglio di qualcuno affidabile, ad azioni pubbliche di qualche tipo.

    Non voglio sembrare critico a priori, è solo che ho visto tante buone opportunità sprecate dove si poteva avere successo per il bene della Chiesa e delle anime. Ricordate: NON DEVE ESSERE una competizione tra voi e il clero. Se la mettete così, non solo perdete di sicuro, ma non fate bene ne' all'anima vostra ne' a quella di chi osserva. La strada che tutti sembrano scartare è invece quella che quasi sempre ottiene il risultato. Almeno questa è la mia esperienza.

    Le mie preghiere, per qule pocvo che valgonoi, sono con voi.

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  7. Ha èerfettamente ragione.

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  8. Ha perfettamente ragione.

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  9. in poche parole se vuoi la messa devi prima fare un corso di politica vaticana.
    a studenti universitari muratori fruttivendoli agricoltori meccanici fornai ecc ecc insomma alla gente comune non sarà mai concesso di sentir messa senza dover fare kilometri

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  10. Ha perfettamente torto. Tipiche espressioni di una mentalità rinunciataria e perdente. Di chi ritiene che la verità debba chiedere scusa per poter esprimersi. Di chi ritiene che la "partecipazione", la "condivisione", l' "apertura" debbano valere per tutti, ma non per la Dottrina Perenne. Di chi ritiene che il Cattolicesimo - quello vero - sia la religiosità dei colli torti e non delle schiene diritte. Di chi predica la "pazienza" e la "sottomissione" anche con chi vuole distruggere la Tradizione di sempre. Con questo spirito, intriso di irenismo, Ario avrebbe trionfato, non ci sarebbe stato né Poitiers né Lepanto e il "clero costituzionale" avrebbe vinto sullo spirito della Vandea. Grazie agli universitari di Verona per la loro piccola ma santa battaglia. Un solo consiglio: urlate ancora di più.

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  11. Caro Silente che delusione!

    Il più "perdente" che io conosca è Gesù Cristo: ma come parla ? Perdente/vincente? All american Boys?

    La logica del Vangelo è un'altra: quella del chicco di grano: è dura ma il Vangelo è quello!

     Chi voleva un Messia "vincente" è stato il primo a voltare le spalle a Cristo.

    Ospite ha perfettamente ragione a temere una lotta di potere tra uomini: e il suo è anche un consiglio di umiltà e pazienza che "sempre" fa bene alle ns. anime.
    Diceva Don Bosco ai suoi principali collaboratori: fate troppi conti, e più conti fate voi meno spazio rimane per la Providenza!

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  12. Per esperienza, avendo in vita mia fatto le mie lotte; so che quando sono riuscito ad abbandonare le mie situazioni nelle mani di Dio anche problemi apparentemente insormontabili sono svaniti.

    Auguro tutto il bene ai ragazzi di Verona.

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  13. ma scusate una domanda... ma quale sarebbe la messa tradizionale?

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La Redazione