martedì 31 maggio 2011

Appello dei Seminaristi Ambrosiani al Papa.

pag. 32 della rivista Senapa (non ci viene detto il numero). per leggere il testo, che avevamo già trascritto, si vada qui LINK

Il commento che segue, è il seguente:
"Quando arrivano le rivoluzioni, le tradizioni inizialmente sono travolte e all'apparenza il nuovo si impone fracassando tutto con violenza e prepotenza. Nel tempo, però, la Storia ce lo insegna, emerge la necessità della restaurazione, che non è mai il ritorno al passato, ma un recupero del passato e di un ridimensionamento delle novità. Ci vuole pazienza e bisogna dare tempo al tempo, come si dice. Ad esempio i seminaristi di Seveso la penseranno ancora così quando saranno ordinati sacerdoti? Se sarà così, la doverosa restaurazione di culti e tradizioni vincerà, perchè il futuro appartiene a loro, mentre ai modernisti rimane ormai il passato.

31 commenti:

  1. Fu proprio per le preghiere di pochi seminaristi perplessi difronte ai cambiamenti disastrosi, che mons. Lefebvre creò la FSSPX con il suo seminario. Chi risponderà all'appello di questi seminaristi? Speriamo chi di dovere.

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  2. Ulrico da Bresso31 maggio 2011 16:08

    <span>Da Ambrosiano e da conoscitore dei problemi  della chiesa ambrosiana credo che ormai sia davvero tempo di un veloce cambio di guida. C'è bisogno di una nuova guida perché Tettamanzi mi spiace dirlo ma credo cha abbia fallito su molti punti di vista. No ne faccio un discorso di vicinanza politica a destra o sinistra ma di realtà concreta, di grandi probelmi irrisolti nei suoi sette anni di reggenza. 1)Vocazioni: il settennato del buon Dionigi ha segnato il punto più basso delle ordinazioni in Diocesi. 2) Seminari: In diocesi ci sono tre strutture: Seminario di Corso Venezia Milano, Seveso, Venegono + Facoltà Teologica Milano. Quattro strutture di formazione teologica che hanno un costo elevatissimo per la diocesi. 3) Sociale: La Diocesi ha varatio in pompa magna il Fondo Famiglia Lavoro: risultato l'80% viene preso da famiglie di immigrati spesso arabi perché hanno dai due ai tre figli se non di più. Se sei single e perdi il lavoro vivi a Milano non vedi una lira perché hanno la precedenza quelli con figli.  
    4) Pastorale:  un dato su tutti a Milano città, non prendo in considerazione i dati relativi alla Brianza perché sono migliori, il 50% degli alunni delle scuole milanesi rifiuta l'ora di religione cattolica. 5) Politica: troppo marcata la propria chiara simpatia poltica nei discorsi contro la Lega e non ultimo il chiaro appoggio alla fazione di centro sinistra. Credo che non sia una questione di stile ma di coscienza un arcivescovo è arcivescovo di tutti e non dovrebbe mai far trapelare la propria simaptia politica.... </span>
    <span></span>

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  3. Per tacere delle "mitiche" Comunità Pastorali che disgregano parrocchie e tradizioni

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  4. Beh! Ulrico se uno è single e perde il lavoro ci pensa lo Stato! Scusi la battuta, ma vede penso che sia più dura per quelli che hanno famiglia e figli e perdono pure il lavoro. Purtroppo sperperiamo denaro in favore degli extracomunitare, che oltretutto non pagano nè i servizi pubblici, che usano più di noi ed hanno incentivi su tutto, sono favoriti sul lavoro perchè per loro i sindacati non si "indignano" se vengono sottopagati, mentre noi italiani essendo tutelati maggiormente non veniamo nemmeno assunti, meno beghe per i padroni e meno perdita di denaro. Ci hanno fregato, ma la legge non è uguale per tutti? Perchè pretendono che anche gli extracomunitari siano pagati come di dovere? In questo modo sono avvantagiati, loro accontentandosi trovano lavoro molto più facilmente di noi che con il sudore avevamo(ormai si può parlare al passato) conquistato qualche diritto alla tutela di uno stipendio dignitoso. La diocesi se ha stanziato un fondo per le famiglie ha fatto bene, peccato che ormai i figli li facciano solo gli extracomunitari, peccato sia per i fondi stanziati, che vanno a loro, ma più peccato, perchè gli italiani si stanno estinguendo e ciò che i nostri nonni e trisnonni hanno fatto andrà tutto ai nuovi (anzi vecchi) conquistatori. Ben ci sta! A forza di fare u single si finisce così!

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  5. Scusate era ..."Perchè non pretendono che anche gli extracomunitari siano pagati come di dovere?" Non mi si è scritto il non...boh!

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  6. Se l'auto agli extracomunitari con figli non fosse un aiuto prestato in modo burocratico modello INPS, ma un modo per esercitare il dovere missionario della Chiesa, non ci sarebbe nulla da dire. Temo tuttavia che prevalga il modello INPS.
    Ma intervengo perchè vorrei manifestare il mio apprezzamento al commento alla lettera dei seminaristi. Un poco per volta il passato potrà essere recuperato, non come restaurazione, ma come rinnovamento conforme alla tradizione. Serve però che i fedeli alla tradizione si propongano in modo costruttivo e non come intransigenti critici di tutto ciò che è accaduto ed è stato fatto dalla Chiesa e nella Chiese in questi ultimi 50 anni.
    Con amicizia. 

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  7. Grazie, a nome di tutti i seminaristi (che restano e resterannmo anonimi - al di là di ogni critica), per la vicinanza e la solidarietà dimostrata da tutti Voi.
    Come Vi rendete conto, il problema liturgico è solo la punta di un iceberg, assai doloroso, conficcato al petto della Chiesa di Sant'Ambrogio e di San Carlo.
    Le ultime elezioni hanno evidenziato forse ancora di più la lacerazione in essere nella Chiesa di Milano. Due Chiese camminano parallelamente. Basta vedere i preti che hanno sottoscritto l'appello di don Colmegna, e gli altri (pochi ma coraggiosi) che hanno cercato di richiamare anche altri criteri per il voto, che non una sterile solidarietà, dimentica di Dio e dell'annuncio del Vangelo.
    La Chiesa milanese è lacerata.
    Abbiamo bisogno di riconciliazione. Questa potrà avere luogo solo a partire da Cristo, rimettendolo al centro delle nostre comunità. Se si utilizzerà l'entusiamo con cui certi preti hanno sponsorizzato la candidatura della sinistra per evangelizzare la nostra Diocesi, potremo avere speranza!!
    Ripartiamo da Cristo e, intanto, preghiamo per la nomina del prossimo Arcivescovo di Milano.

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  8. Con annesse minacce ai parroci che non si vogliono dimettere dall'incarico per essere fagocitati dalle comunità pastorali.
    Invise al clero e ai fedeli, e ostinatamente imposte dalla Curia.

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  9. domanda: chi insegnerà la Messa ambrosiana a questi seminaristi, ammesso per assurdo che le loro richieste siano ascoltate?

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  10. Ci si chiede: "i seminaristi di Seveso la penseranno ancora così quando saranno ordinati sacerdoti? "
    Io innanzi tutto mi chiederei: "SARANNO ORDINATI SACERDOTI I SEMINARISTI AMBROSIANI CHE CHIEDONO L'ESTENSIONE DEL M. P. SUMMORUM PONTIFICUM ANCHE ALLA DIOCESI MILANESE?
    Non ne sarei così certo!
    Sacerdote

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  11. Sta accadendo un po' ovunque e quello che è peggio è che se qualcuno osa avanzare dei timori, dei dubbi, come minimo si sente dire che ha capito un bel niente e lasciamo stare il resto.
    Il risultato è che la gente si sta allontanado sempre più e tu che cerchi di vivere, con tutti i tuoi limiti, il Vangelo non sai mai cosa ti aspetti.
    Io non so chi abbia inventato le collaborazione pastorali, ma mi dispiace profondamente constatare che i consacrati si considerino una specie in via di estinzione.

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  12. Caro d. ab, la sua osservazione è giustissima.
    Diventeranno sacerdoti? Chi lo sà. Qualcuno, per ignoranza o in malfede, ha loro contestatato di non aver firmato la lettera al Papa, dimenticando che se lo avessero fatto sarebbero stati perseguitati, se non espulsi dal seminario.
    Il Cardinal Tettamanzi (e le persone da lui poste nella sala dei bottoni) è tollerante con tutti (soprattutto se sono islamici), ma non con gli amanti della tradizione. L'arciprete del Duomo (Manganini) segue la filosofia ZEN, lo so per certo,  ed è un tenace oppositore del motu proprio.
    Alcuni seminaristi, poco propensi al compromesso, hanno scelto di continuare gli studi nella diocesi di Albenga-Imperia, mentre altri hanno lanciato un SOS in forma anonima.  Temo tuttavia che non sarà stato difficile individuarli.
    Nel grande - e un tempo glorioso - seminario di Venegono studiano tuttora un centinaio di seminaristi teologi e fra questi ve ne sono alcuni che vorrebbero  indossare abitualmente l'abito talare.
    So per certo che il rettore Delpini (da qualche anno  diventato vescovo ausiliare) aveva  emanato una direttiva secondo la quale l'abito talare può essere usato SOLO in chiesa.
    Chissà se nei Sacri Palazzi qualcuno legge questo blog e se ha la possibilità di far giungere, in alto, queste notizie.
    L'unica speranza risiede oggi, credo, nella nomina del nuovo Arcivescovo. 
       

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  13. Sostegno ai seminaristi ambrosiani31 maggio 2011 20:52

    Nel tempo, però, la Storia ce lo insegna, emerge la necessità della restaurazione, che non è mai il ritorno al passato, ma un recupero del passato e di un ridimensionamento delle novità.

    Lo insegna la Storia e lo insegna il vecchio Hegel, con buona pace di tutti. I seminaristi ambrosiani hanno ragione da vendere. Anzi, da regalare.

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  14. mamma mia....
    ama il tuo prossimo!!!!!!!!!!!!
    è vero non è più di modo e se qualcuno lo fa' senti un po' cosa gli dicono!!!!

    viva la chiesa di Milano...

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  15. Andrea Carradori31 maggio 2011 22:37

    " perchè il futuro appartiene a loro, mentre ai modernisti rimane ormai il passato"
    Guardate questa foto " parlante" : è di qualche giorno fa.
    Eccoli i vecchi sacerdoti della riforma, del post concilio allestire e difendere la loro creatura ( che chiamano altare verso il popolo) diventata più importante del Signore del Tempo e della Storia : Cristo Gesù !

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  16. Unisco anche la mia voce a quanti sono solidali ai Seminaristi Ambrosiani.
    Prego con loro che presto la deprecabile situazione in cui versano i Seminari Diocesani trovi una soluzione, che li riporti nel solco della loro gloriosa storia.
    Possa sorgere per questa nostra Chiesa Ambrosiana un nuovo Schuster che riparta dai Seminari per risollevare le sorti la nostra amata Arcidiocesi, che tanto in basso è caduta negli ultimi anni.

    A voi, coraggiosi ragazzi, Sant'Ambrogio oggi ripete le parole scritte sul sigillo della nostra Diocesi: "Tales Ambio Defensores!"

    Non temete, vi sarà sempre chi conservi per voi la conoscenza della autentica tradizione rituale ambrosiana, in attesa che anche a Milano, come nel resto della Cattolicità, anche a voi sia consentito attingervi appieno!

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  17. Andrea da Milano1 giugno 2011 00:25

    Questa lettera dei seminaristi di Seveso mi rallegra molto, forse qualcuno si sta svegliando davanti al disastro di Martini, Tettamanzi ed amici, più propensi a compiacere il mondo che non Nostro Signore Gesu Cristo.
    Cari ragazzi tenete duro fuori da quelle mura c'è il Popolo di Dio che vi capisce e prega per voi.
    Confidiamo nel nuovo Arcivescovo!!!!!!!!!

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  18. Vedo negli interventi tanta retorica e tanti pettegolezzi. Nessuno che dica a questi seminaristi che l'obbedienza è, dopo le virtù teologali, la cosa più importante. La differenza tra un buon prete/seminarista/cristiano ed uno cattivo sta nell'obbedienza. Gli "altri" obbediscono solo a quello che loro ritengono soggettivamente giusto/bello/vero: nascono così le liturgie-show, i vescovi eterodossi, i preti immorali e via dicendo. Noi obbediamo a Dio che parla, oggettivamente, attraverso la voce del superiore anche quando quel che dice il superiore non piace o il superiore stesso non è gradevole. Ciò non toglie la responsabilità di manifestare il proprio dissenso, nella verità e nella carità. Ma quando vedo giustificare e incoraggiare la disobbedienza, non vedo più la differenza tra i cosiddetti tradizionalisti e i cosiddetti modernisti.

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  19. luciano rambaldi1 giugno 2011 01:33

    Signor Anastasio, ma lei dove vede la disobbedienza nel rivolgersi al "superiore" che tale e' anche dei signori di milano? Per, poi, chiedere solamente il diritto ad applicare le sue direttive? Lei mischia le carte per confondere le idee perche' i preti immorali e le liturgie fai da te non nascono da questo ordine di "disubbidienze" ma dalla presunzione di essere i superiori di se stessi: gli attori delle imposture che lordano la chiesa cattolica non si sognerebbero mai di rivolgere una supplica al Santo Padre, per carita! Fanno, e tanto basta.

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  20. Catechismo della Cheisa Cattolica dal punto 815 in poi si può vedere

    L'obbedienza è fondamantale, ma ci deve essere una profonda comunione con il Santo Padre.
    A guiddare la Cheisa è il Santo Padre e i vescovi che sono in comunione con lui.
    Per avere la salvezza non basta "esserci dentro" con il corpo, ma con il cuore. (837)
    Obbedienza ai vescovi in unione al SAnto Padre. Se quei seminaristi non percepiscono tale unione hanno il diritto di denunciare la cosa. A chi di dovere verificare. Gli abusi DEVONO essere denunciati per amroe verso la Chiesa stessa. Ciò che a me fa male è quando si genera lo scandalo, ma non capisco perchè debba essere lo scandalo a far muovere le cose.

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  21. Visto che il problema non è solo dei seminari ambrosiani dico: seminaristi di tutto il mondo unitevi e fatevi sentire! E se non vi ascoltano fate ciò che è bene per la Chiesa, per le anime, per Dio, cioè andate dove trovate la sana dottrina, la S.Messa, la preghiera, la spiritualità.
    Affidatevi a Maria, consacratevi al suo cuore immacolato.

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  22. Tanto per esser chiari: se io fossi rettore di un seminario, e dei miei seminaristi agissero di nascosco e scrivessero lettere anonime ai giornali, li riterrei del tutto privi di qualsiasi segno di vocazione e del tutto inidonei a ricevere l'Ordine sacro.  La riforma liturgica non ha abolito la solenne promessa di "fedele rispetto e obbedienza" al vescovo che viene pronunciata tenendo le proprie mani giunte nelle sue. Tutto il resto, lo ripeto, è solo retorica pseudotradizionalista.

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  23. Tanto per esser chiari: se io fossi rettore di un seminario, e dei miei seminaristi agissero di nascosco e scrivessero lettere anonime ai giornali, li riterrei del tutto privi di qualsiasi segno di vocazione e del tutto inidonei a ricevere l'Ordine sacro.  La riforma liturgica non ha abolito la solenne promessa di "fedele rispetto e obbedienza" al vescovo che viene pronunciata tenendo le proprie mani giunte nelle sue. Tutto il resto, lo ripeto, è solo retorica pseudotradizionalista.

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  24. Immaginiamo un giovane studente di medicina, che per la prima volta in vita sua mette piede in sala operatoria, e si mette a criticare il chirurgo, lo denuncia alla direzione sanitaria, o peggio: gli strappa di mano il bisturi e si mette in testa di gestire lui l'intervento. Sarebbe tollerabile un atteggiamento del genere? Così è per i seminaristi. Hanno studiato un po' di teologia, se va bene vanno alla domenica in oratorio a far un po' di animazione... comincino a diventare preti, c'è la grazia sacramentale e quella di stato che li aiuterà, e si facciano le ossa nella quotidiana pratica pastorale. Si confrontino con la dura realtà, che è la gente che vive come se Dio non esistesse, sperimentino le delusioni e le fatiche di chi ogni giorno annuncia un messaggio che sembra diventare sempre più irrilevante. Poi potranno dire tutto quello che vogliono.

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  25. Ambrogio fortiter1 giugno 2011 15:57

    Affidiamo a Maria innanzitutto il nome del nuovo arcivescovo. Se il Papa ci sta mettendo così tanto è perchè ha in serbo una scelta chiave, che darà una vera sterzata. Tanto rumore non può partorire un topolino!
    Rumors dicono che in Vaticano la sovraesposizione di personaggi come don Colmegna abbia piuttosto irritato...

    Le pecche principali di Tettamanzi secondo me: ripiegamento sui temi sociali intesi unicamente come la questione immigrati; direttive non univoche in tema di valori non negoziabili; eccesso di attenzione nelle lettere e nei documenti ai temi pastorali, cosicché l'impressione che se ne è avuto è di un grande materialismo; ben poco polso con le teste calde della Curia.

    Ancora negli anni '90 la diocesi di Milano sfornava frotte di seminaristi. A pensarci bene è proprio vero: il trend più negativo si è toccato proprio con Tettamanzi.

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  26. se quanto scrive è vero, cìè da rimanere davvero senza parole...

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  27. è vero, emana un senso di tristezza e di vecchio.

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  28. Tanto per essere chiari, Anastasio: la pesante, dittatoriale cappa modernista che grava sulla diocesi ambrosiana è nota a tutti i milanesi con un minimo di sensibilità cattolica. Lo scandaloso, mostruoso endersement di Tettamanzi a Pisapia ne è la più recente dimostrazione. Pertanto il suo retorico e strumentale appello all'obbedienza lo lanci ai parroci progressisti, ai don colmegna, alla caritas sempre più schierata su posizioni immigrazioniste. Non se la prenda con qualche bravo seminarista che, probabilmente al contrario di lei, vuole continuare a essere cattolico.

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  29. Non sono così sicuro - anche se lo spero - che i tempi lunghi riguardo alla nomina del nuovo Arcivescovo siano la prova che il Papa voglia dare una sterzata, anche se di essa c'è assolutamente bisogno.
    Si dice che per motivi di opportunità (o prestigio) Tettamanzi debba rimanere arcivescovo fino alla cerimonia di beatificazione che avrà luogo a Milano il prossimo 26 giugno.
    Inoltre non dimentichiamo che il Papa (anche se può decidere  - sulla carta - ciò che vuole) è spesso confrontato con schieramenti che si fanno una bella guerra fra diloro.
    Come ho già scritto ritengo  comunque che anche (soprattutto ) da questa nomina capiremo meglio le intenzioni di Benedetto XVI.
    Riguardo alla scarsità di ordianzioni dell'era Tettamanzi:
    lungi da me il difenderlo (nonostante la sua aria - e la sua cadenza -    da pacioso prevosto ambrosiano  è un acerimmo
    della tradizione e ha fatto parecchi disastri), ma i sacerdoti che sono stati ordinati in questi anni sono quasi tutti "figli" dell'era Martini.
    Negli anni '80  (primo decennio dell'episcopato di  Martini) la gran parte delle parrocchie ambrosiane era retta da parroci che si erano formati durante l'era  Schuster e non fatico a credere che questi tipici e  - ahimè  - ormai scomparsi (morti o in pensione)  prevosti milanesi esercitassero un fascino non indiffente su tanti giovani, che vedevano in loro dei "preti preti" da imitare.   

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  30. Caro Silente, Lei pensi a salvar la sua anima che alla mia penso io. E non la butti in politica: troppo comodo. Mi risponda sul merito, se ne è capace, altrimenti taccia.

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  31. Anastasio, è lei che non ha risposto nel merito, svicolando nel patetico-pastoral-esperienzial-paternalistico rispetto all'argomento che, invece, è dottrinale. Riguardo alla politica, le ricordo che: "la politica è la più elevata forma di carità". Infine, il suo "taccia" lo rivolga ai doncolmegna e assimilati che mi risultano essere ben più bisognosi me.

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