martedì 15 febbraio 2011

Pallidi emuli di Lutero affiggono le loro tesi


Dal sito di Magister (vedi qui), un interessantissimo articolo di Manfred Hauke, noto ai nostri lettori per “Versato per molti” un’importante contributo per una fedele traduzione del «Pro multis» nelle parole della consacrazione (vedi qui).



Il “Memorandum” per una “ripartenza” della Chiesa diffuso pochi giorni fa con le firme di 143 teologi cattolici tedeschi, ora divenuti più di 200, ha fatto notizia soprattutto in Germania: “Kirche 2011: Ein Notwendiger Aufbruch“.
(…)
I vescovi tedeschi hanno incassato male il colpo, barcollando invece che reagire con fermezza, emettendo dichiarazioni confuse.
E forse anche a loro Benedetto XVI ha voluto indirizzare il suo richiamo a non comportarsi “come canna di palude che si piega secondo il soffio del vento”, nell’
omelia di sabato 5 febbraio per l’ordinazione di cinque nuovi vescovi, non a caso immediatamente diffusa anche in lingua tedesca. Vedi in proposito il commento di Paolo Rodari nel suo blog “Palazzo Apostolico“.
Qui di seguito riferisce del documento dei 143, e lo stronca, il professor Manfred Hauke, docente di dogmatica nella facoltà teologica di Lugano, che ha pubblicato questo suo intervento sul giornale cattolico tedesco “
Die Tagespost“.
(…)


“KIRCHE 2011″: RINNOVAMENTO O DEMOLIZIONE DELLA CHIESA?
di Manfred Hauke
Il 3 febbraio 2011 un importante quotidiano tedesco, la “Süddeutsche Zeitung”, ha pubblicato un “Memorandum” firmato da 143 teologi di lingua tedesca sotto il titolo “Chiesa 2011: una partenza necessaria”.


Le richieste ricordano per molti aspetti la “Dichiarazione di Colonia” del 1992 e l’iniziativa “Noi siamo Chiesa” del 1995. La facoltà teologica più rappresentata tra i firmatari è quella di Münster, con 17 teologi, tra i quali il decano Klaus Müller. Una teologa di Münster, Judith Könemann, fa parte del comitato di redazione del promemoria (secondo quanto riferito da M. Drobinski sulla “Süddeutsche Zeitung” del 3 febbraio: “Theologen gegen den Zölibat”). Anche una richiesta molto specifica rinvia all’influsso di Münster, in particolare al professor Klaus Lüdicke: quella di costituire dei tribunali amministrativi per la Chiesa. Perciò potremmo anche chiamare il testo la “Dichiarazione di Münster” (DM).


Come occasione della DM, i suoi firmatari indicano il dibattito pubblico nell’anno scorso sugli abusi sessuali. Cercando le “cause dell’abuso, del tacere e della morale doppia”, sarebbe “cresciuta la convinzione che sono necessarie delle riforme profonde”. L’invito dei vescovi tedeschi al “dialogo” avrebbe suscitato delle attese che bisognerebbe accogliere.


I teologi vogliono fare del 2011 un “anno di partenza” affinché la Chiesa possa uscire “da strutture fossilizzate”. Il “dialogo aperto” deve comprendere sei “campi di azione”:
1) Occorrono “più strutture sinodali” a tutti i livelli della Chiesa” secondo il principio: “Ciò che riguarda tutti, va deciso da tutti”.
2) La vita della comunità avrebbe bisogno per la sua conduzione di strutture più democratiche. E “la Chiesa ha anche bisogno di preti sposati e di donne nel ministero ecclesiale”.
3) Un primo passo per una migliore “cultura del diritto” sarebbe “la costituzione di una giurisdizione amministrativa”.
4) Sotto la voce “libertà di coscienza” si dice: “La grande stima del matrimonio da parte della Chiesa… non richiede di escludere delle persone le quali vivono in maniera responsabile l’amore, la fedeltà e la sollecitudine reciproca in un’unione di persone dello stesso sesso [coppie omosessuali] o come divorziati risposati”.
5) Nello spirito della “riconciliazione” bisognerebbe contrastare “una morale rigorosa senza misericordia”.
6) La liturgia vive grazie alla partecipazione attiva di tutti i fedeli e non dovrebbe essere unificata in maniera centralistica.


Bisogna dare atto ai firmatari della DM che la Chiesa di lingua tedesca vive una “crisi profonda”. D’altra parte, però, molti suggerimenti formulati dai teologi firmatari fanno parte di questa crisi e non possono favorire il superamento dei problemi.


Le richieste contenute nel promemoria sono, in buona parte, le stesse provenienti dagli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. C’è un passo “più avanti” nell’impegno a favore della prassi vissuta dell’omosessualità. Il dibattito pubblico sull’abuso sessuale viene strumentalizzato per spingere una Chiesa indebolita verso una situazione che si distacca dalla sua origine apostolica e si avvicina alle correnti liberali del protestantesimo. Secondo le statistiche, la percentuale pur deplorevole degli abusi sessuali da parte di chierici cattolici è molto più bassa a confronto di quanto succede in strutture paragonabili dell’ambito secolare (ad esempio in famiglie, scuole e associazioni sportive) e anche di quanto si sa dei pastori protestanti , nella maggior parte sposati (v. J.M. Schwarz, “Kirche, Zölibat und Kindesmissbrauch”, in “KathNet” del 3 febbraio 2010).


I teologi della DM commettono un “abuso con l’abuso” per promuovere delle richieste che sicuramente non possono combattere le cause che si trovano alla base degli abusi stessi. Non si dice che ci vuole la castità per un vero rinnovamento. Non si parla neanche dell’esigenza della conversione. Al contrario: si vuole il riconoscimento da parte della Chiesa della situazione dei divorziati risposati, i quali vivono (secondo le parole di Gesù) nello stato di adulterio (Mc 10, 11s), e persino le coppie omosessuali la cui prassi sessuale, secondo i cataloghi dei vizi nel Nuovo Testamento, porta all’esclusione dal regno di Dio (1 Cor 6,10). Qui non si vede solamente l’influsso di una più profonda conoscenza teologica, bensì una perdita di fede e di morale. Gli elementi fondamentali della dottrina apostolica vengono sacrificati a un pensiero che vuol essere “aggiornato” alla situazione attuale. La richiesta di togliere l’obbligo del celibato ricorda le richieste del tardivo illuminismo sorpassate già da lungo tempo da Johann Adam Möhler e altri protagonisti del rinnovamento cattolico del secolo XIX. Persino agli illuministi delle Chiese statali dell’epoca giuseppinista non sarebbe venuto in mente di svendere i valori del matrimonio cristiano o di favorire dei concubinati omosessuali.


Anche la richiesta di avere “donne nel ministero apostolico” si rivolge contro l’origine apostolica della Chiesa, almeno quando si intende “ministero” nel senso del sacramento dell’ordine. Va ricordata qui la lettera apostolica di Giovanni Paolo II del 1994, “Ordinatio Sacerdotalis”, nella quale il papa sottolinea “che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa”. Quello che vale per “tutti i fedeli della Chiesa”, vale sicuramente ancora in maniera più forte per i teologi che possiedono una “missio canonica”.

[...]


Quanto affermato circa la problematica delle “parrocchie extra-extra-large”, riguarda una realtà dolorosa. La soluzione delle difficoltà non sta nel cambiamento delle strutture della Chiesa provenienti da Cristo, come il sacerdozio ministeriale riservato agli uomini e la sua responsabilità specifica per la guida della comunità. Per organizzare bene la vita delle comunità, ci vogliono la prudenza pastorale e l’impegno di tutti, ma nessuna laicizzazione nella guida delle comunità parrocchiali.

La “libertà di coscienza” proclamata dalla DM separa evidentemente la coscienza del soggetto dalla verità oggettiva a cui la coscienza deve orientarsi. Non ha senso applicare la “libertà di coscienza” per approvare delle coppie omosessuali e l’adulterio. Newman parlerebbe qui di un preteso “diritto alla caparbietà” (vedi “Lettera al Duca di Norfolk”).

La “misericordia” nella morale, menzionata sotto la voce della “riconciliazione”, non va distaccata dall’esigenza di rispettare i divini comandamenti: Dio perdona il peccatore sinceramente pentito, ma fa anche capire, come Gesù nei confronti dell’adultera: “D’ora in poi non peccare più!” (Gv 8, 11).

La richiesta della DM di integrare le “esperienze ed espressioni del tempo contemporaneo” nella liturgia ha già il suo luogo conveniente nell’ordinamento presente, ad esempio nella preghiera dei fedeli e nell’omelia. L’accoglienza di “situazioni concrete della vita” non deve oscurare l’importanza della liturgia come glorificazione di Dio, assieme alla Chiesa tutta intera la quale prevede delle forme ben precise per l’espressione comune.

Certamente va salutato il “dialogo” all’interno della Chiesa. Per una discussione legittima tra cristiani cattolici, però, deve essere chiara la condizione previa che sta nella professione comune della fede cattolica. Diversi punti nella DM mettono in questione questa base comune. I firmatari della DM possono sinceramente presentare la “professio fidei” richiesta come condizione indispensabile per insegnare a nome della Chiesa nelle facoltà di teologia? I vescovi responsabili avranno il coraggio d’insistere nei confronti del dissenso sul carattere ecclesiale della teologia?

La prossima visita del Santo Padre in Germania è una grande opportunità per un rinnovamento nella fede cattolica. Il promemoria dei 143 teologi, però, rende tristi: non offre nessun contributo per lanciarsi verso un futuro pieno di speranza, bensì una demolizione che mette a repentaglio il tesoro della fede ecclesiale.

42 commenti:

  1. Complimenti alla Redazione per l'immaginetta a corredo dell'articolo.

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  2. a me fa leggermente schifo per la verità

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  3. A me piace invece. Mi ricorda lo stile grafico delle immaginette preconciliari, ad eccezione dello sfondo; ci avrei messo una tonalità azzurrina che sfuma nel bianco verso i bordi :)

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  4. Simon de Cyrène15 febbraio 2011 18:07

    Concordo con mic: l'immaginetta fa propro schifo. I.P.

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  5. Claudio Sinclair15 febbraio 2011 18:12

    Era proprio il caso di mettere un'icona del genere accanto al titolo?
    Scusate ma a me da una profonda sensazione di peso allo stomaco seguita da conati di vomito. 
    Ecchediavolo già ci sono quelli di Pontifex.roma che spesso mettono un'immagine di Nichi Vendola che si fa leccare da un ragazzo e che è proprio stomachevole (non Nichi ma proprio la foto in sè stessa)

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  6. avemo già dato.........

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  7. Penso che scopo del sito sia in primo luogo la trasmissione dei valori legati alla Tradizione, alla messa tridentina ed alla bellezza in genere. Per questo motivo mi ripugna l'immagine proposta e non mi sembra che qualifichi il sito. O ci abbassiamo a questi stratagemmi per attirare l'attenzione e aumentare le visite?

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  8. BO !!!!!! a mmme n' mmme piace !!!!!!! .......

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  9. Quello a sx è un prete?

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  10. Concordo con la vomitevolezza dell'immagine e considerato che pure sono affetto da virus la cosa m'ha dato letteralmente voltastomaco.
    Preferisco Rosibìndi in tanga (questo a riprova di quanto stia male).

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  11. Concordo con la vomitevolezza dell'immagine e considerato che pure sono affetto da virus la cosa m'ha dato letteralmente voltastomaco.
    Preferisco Rosibìndi in tanga (questo a riprova di quanto stia male).

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  12. <span>"Professor Küng,le novità che lei chiede per la Chiesa Cattolica noi protestanti le abbiamo da decenni,eppure i nostri templi sono vuoti.Abbiamo aspettato invano che si riempissero con quei fedeli che attendevano da noi atteggiamenti in ac<span>...</span><span>cordo con lo spirito del tempo"(frase pronunciata da un pastore protestante durante la presentazione di un libro di Hans K</span></span><span>ü</span><span><span>ng)
    ''Il Pastore non deve essere una canna di palude che si piega secondo il soffio del vento,un servo dello spirito del tempo.L'essere intrepido,il coraggio di opporsi alle correnti del momento appartiene in modo essenziale al compito del Pastore''
    (frase pronunciata da Benedetto XVI nell'omelia per le ordinazioni episcopali del 5 febbraio di quest'anno)</span></span>

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  13. <span><span>"Professor Küng,le novità che lei chiede per la Chiesa Cattolica noi protestanti le abbiamo da decenni,eppure i nostri templi sono vuoti.Abbiamo aspettato invano che si riempissero con quei fedeli che attendevano da noi atteggiamenti in ac<span>...</span><span>cordo con lo spirito del tempo"</span></span></span>
    <span><span><span>(frase pronunciata da un pastore protestante durante la presentazione di un libro di Hans K</span></span><span>ü</span><span><span>ng)  
    </span></span></span>

    <span><span><span>''Il Pastore non deve essere una canna di palude che si piega secondo il soffio del vento,un servo dello spirito del tempo.L'essere intrepido,il coraggio di opporsi alle correnti del momento appartiene in modo essenziale al compito del Pastore''  
    (frase pronunciata da Benedetto XVI nell'omelia per le ordinazioni episcopali del 5 febbraio di quest'anno)</span></span></span>

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  14. Tre pensieri sull'immagine di apertura del post.
    Magister ha avuto sicuramente più gusto optando per l'immagine di Lutero.
    Sono troppo giovane per saperlo da me, ma penso che una immagine come quella scelta dalla redazione non sarebbe stata permessa su un giornale parrocchiale prima del Concilio per evidenti opportunità di evangelizzazione.
    Capisco che internet sia vasto e si possa trovare anche di peggio, ma se un genitore deve stare attento anche se il figliolo apre "messainlatino" siamo messi male.

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  15. <span><span><span>"Professor Küng,le novità che lei chiede per la Chiesa Cattolica noi protestanti le abbiamo da decenni,eppure i nostri templi sono vuoti.Abbiamo aspettato invano che si riempissero con quei fedeli che attendevano da noi atteggiamenti in ac<span></span><span>cordo con lo spirito del tempo"</span></span></span>  
    <span><span><span>(frase pronunciata da un pastore protestante durante la presentazione di un libro di Hans K</span></span><span>ü</span><span><span>ng)    </span></span></span>
     
    <span><span><span>''Il Pastore non deve essere una canna di palude che si piega secondo il soffio del vento,un servo dello spirito del tempo.L'essere intrepido,il coraggio di opporsi alle correnti del momento appartiene in modo essenziale al compito del Pastore''    
    (frase pronunciata da Benedetto XVI nell'omelia per le ordinazioni episcopali del 5 febbraio di quest'anno)</span></span></span></span>

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  16. Ah, quanto siete bigotti!!! Come se in tv, su quotidiani, per strada, non si vedessero immagini di ben altra portata!  Sono proprio coloro che odiano e temono di più i gay a dover guardare in se stessi ed a doversi domandare da cosa scaturisca tanto disprezzo. Fareste meglio a tacere invece di stracciarvi le vesti per una simile cretinata. Tra l'altro non è nemmeno una foto.

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  17. che gli esempi di male e corruzione si vedano dappertutto non è una buona scusa per collaborare alla loro propagazione !

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  18. <span>che gli esempi di male e corruzione si vedano dappertutto non è una buona scusa per collaborare alla loro propagazione !</span>
    con gran dispiacere, se l'immagine non viene tolta, dovremo dire: 
           <span>Corruptio optimi pessima.</span>
    <span>     (S. Gregorio Magno)</span>


    <span> 
    </span>

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  19. <span><span>che gli esempi di male e corruzione si vedano dappertutto non è una buona scusa per collaborare alla loro propagazione !</span>  
    con gran dispiacere, se l'immagine non viene tolta, dovremo dire:   
           <span>Corruptio optimi pessima.</span>  
    <span>     (S. Gregorio Magno)</span>  </span>

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  20. :-[  cara Redazione...per comunicare certe notizie non c'è bisogno di offendere i lettori con delle immagini offensive alla dignità dell'Uomo.... se per parlare della prostituzione o dei bordelli cominciassimo a pubblicare le foto relative a questi peccati, soffocheremo noi stessi il SENSO DEL PUDORE.... per sapere che una pistola uccide, non c'è bisogno di puntarcela alla tempia....così vale anche per le immagini....difendiamo almeno noi il vero senso del pudore che è fatto anche di immagini....

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  21. Brava Caterina 63, giusto! Mah! il S.Padre torna nella sua terra infestata di eretici e dovrà agire,  fino a che punto lo potrà e vorrà fare?Scusate ma il mistero rimane sempre forte. 

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  22. L'hai detta giusto: una cretinata! E la maggior parte dei lettori non si ritiene cretina!

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  23. Giusto! Comunque riguardo alle cose scritte nell'articolo si deduce che siamo proprio alla frutta e io che pensavo finalmente fosse arrivato un Papa virile che potesse far pulizia.       invece la pulizia la fa gettando i cattolici e mantenendo al loro posto gli ertici-scismatici-protestanti-rivoluzuonari-progressisti-apostati.  Ma ci penserà il buon Dio!

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  24. Redazione di Messainlatino.it16 febbraio 2011 10:27

    OK, concordo anch'io che l'immagine è molto fastidiosa (il che, peraltro, è adeguato prologo a quel che segue) ed io non l'avrei messa.

    Ma santi numi (come direbbe nonna Papera), la notizia è che un terzo dei teologi tedeschi, docenti in prestigiose università, dimostra di non possedere nemmeno più un'unghia di cattolicesimo, e tutti i commenti riguardano solo la fotografia? E' veramente come guardare il dito di chi indica la luna.

    Enrico

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  25. Ringhio Gattuso!16 febbraio 2011 10:49

    Questione come al solito di forma e non di sostanza, caro enrico! Come al solito!
    Condivido il tuo post!
    RG vs JJ

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  26. scusate eh...non per fare il pappagallo alle rimostranse di cui sopra, ma francamente trovo l'immagine proposta a mo' di santino del tutto fuori luogo!
    Mi ritengo persona non bigotta e tollerante, ma a tutto c'è un limite e mi disturba assai vedere due uomini fare a "lingua di ferro". Abbiate pazienza eh...ma, stavolta i moderatori del blog han fatto la pipì veramente  fuori dal vasino, ma di molto!

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  27. Medea di Euripide16 febbraio 2011 12:48

    <span><span><span><span>La moralità è ciò che, pur senza essere osceno, offende grossolanamente il mio senso del pudore</span></span></span></span>
    <span><span><span><span></span></span></span></span>
    <span><span><span><span></span></span></span></span>No! Non credo sia guardare il dito anziché la luna....ma l'occhio si sofferma sopra un'immagine imbarazzante e inconsciamente vengono evocati sentimenti di ribrezzo forse perché a livello inconscio emerge  l'ancestrale maledizione biblica, un malessere, un eros malato figlio della condizione umana tout court non mediata dalla volontà, che si discosta dall'azione della Grazia, perchè c'è un'attaccamento al peccare per cui si lascia la briglia alla sessualità: frutto amaro del "moderno" disagio della civiltà!
     E questo è l'incipit, il prologo del problema posto, ovvio che, per estensione vaste porzioni della cristianità premono affinché la Chiesa cattolica opti per una apertura all'obrobrio che infanga lo spirito, l'anima, la stessa opzione fondamentale, spostando l'asse, di molto,  dall'originario messaggio del Signore il quale, nella Sua radicalità esorta a mettersi una pietra al collo e amputare mani e piedi, e cavarsi l'occhio se diventa motivo di scandalo! Ora, si vuole chiamare il bene male e il male bene, dal divino al diabolico senza moralità! E a quel "non peccare più" si strizza l'occhiolino tanto "è l'intenzione che conta "la misericordia  tutto ricopre". Anche il diavolo si serve della Parola...e  le vie dell'inferno sono lastricate dalle buone intenzioni<span><span></span></span>
    <span><span>


    </span></span>

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  28. Cosa ne pensate dei siti americani che illustrano il percorso e la partecipazione dei potenti passati e presenti nelle organizzazioni TUTTE esoteriche? Vi è un forte legame con le sopracitate posizioni di questi sedicenti teologhi.

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  29. ...da quando mondo è mondo lo si sa: l'occhio va all'immagine prima e alla lettera poi.

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  30. Alpium Pastor Quidam16 febbraio 2011 23:15

    L'immagine scelta è volutamente provocatoria. C' è nella Chiesa una parte, ancora minoritaria, che vorrebbe si arrivasse ad accettare l'omosessualità. Questa immagine vuole manifestare tale pericolo che in nome del buonismo e dell'apertura pseudo conciliare, forse si realizzerà.
    Non brontoliamo per una figura certamente fuori schema. Combattiamo piuttosto un episcopato pusillanime che ha paura di perdere consensi e "i lontani" ai quali però non interessa per nulla di appartenere alla Chiesa  e se ne parlano lo fanno solo per cambiarne la sostanza.
    Preoccupiamoci dunque del contenuto dell'articolo e continuiamo la santa battaglia.

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  31. Medea di Euripide17 febbraio 2011 07:38

    ...tra l'altro sistemata a mo' di santino mi sembra una vera provocazione...

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  32. era proprio necessario mettere quell'immagine schifosa di due uomini insieme? a che giova alla fede o per capire l'articolo?

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  33. Medea di Euripide17 febbraio 2011 18:59

    <span>Stracciarsi le vesti? No! ....però mi sembra insolente tacciare di bigottaggine i visitatori del blog per sentirsi in disagio, lo stesso disagio, eventualmente, che si può provare dinnanzi ad un qualsiasi altro spettacolo di cattivo gusto,che insulta la decenza. L'omosessualità è una delle molte manifestazioni del disordine nelle inclinazioni umane introdotto dal peccato originale...condannato, non tanto dalla Chiesa, quanto dalla S.Scrittura come una seria depravazione e addirittura «come la triste conseguenza del rifiuto di Dio» andatevi a leggere cosa dice la lettera ai Rm 1, 24-27. Ciascuno è libero nella sua coscienza di fare ciò che crede, ma questa libertà non può essere usata come clava e imposta a chi non condivide lo stesso pensiero.</span>

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  34. ma che scandalo l'immagine, anzi l'icona come qualcuno l'ha chiamata... ma suvvia siate un po' più seri. La Redazione ha fatto bene ciò che ha fatto. Stà bene ogni tanto una sfrzata di ortiche per urticarci un pochino e destarci dal torpore del "tutto va bene e la Chiesa siamo noi"

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  35. se non altro giova a far capire che tutti siamo figli di Dio... e tutti siamo amati da Lui
    Lui non ha figli di seria A e di serie B

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  36. Medea di Euripide18 febbraio 2011 07:11

    ....e allora, pace e bene! Perché scandalizzarsi se un prete si fa l'amante!?...Meglio un prete con l'amante che l'omosessualità no! Tanto, siamo tutti amati da Lui...??? O:-)  ...E non ci sono mica peccati di serie A o peccati serie B !!! Evviva la Vita, che felicità: tutto è concesso, tutto è permesso (magari fosse vero, ingenuo Multinick)

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  37. Alpium Pastor Quidam18 febbraio 2011 11:09

    Caro Multinik,
     Per Dio, tutti gli uomini sono uguali e tutti sono da Lui amati. (Non tutti però sono figli: Lo sono solo i Battezzati ed anche tra questi occorre distinguere). Comunque che Dio  ami tutti è una verità primaria. Ma Dio ama chiamando tutti a conversione, cioè a divenire conformi al Figlio Suo Gesù Cristo. Per cui chi non segue i dettami della retta natura, se non si converte ed anche se Dio continua ad amarlo e a chiamarlo, rifiuta l'Amore e sceglie la negazione di Esso. Cioè  l'inferno che eterno dura. Quindi non usare l'Amore di Dio per giustificare  un oggettivo disordine.

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  38. (Non tutti però sono figli: Lo sono solo i Battezzati ed anche tra questi occorre distinguere).
    quindi ci sono figli di seri A e figli di serie B.
    complimenti!
    facciamo dire a Dio quello che Dio non dice. In quale catechismo lo si legge!??
    Per inciso io non ho parlato di peccati di serie a o di serie B... non  mettetemi in bocca cose che nonn ho detto per favore! siate onesti!

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  39. Medea di Euripide22 febbraio 2011 07:42

    Non è Dio ad avere figli di serie A o B, per lui siamo tutti figli -nello spirito-  e alla fine ci guarderà dall'interno, rovesciandoci come sacchi! E quando saremo svuotati, il nostro contenuto sarà vagliato. In quel momento si vedranno i frutti della coerenza e quanto siamo stati abitati dal santo" Timore di Dio"...quel timore intimo, ontologico, che ti fa andare sempre un tantino oltre ....e  condiziona le nostre scelte. Quale uso abbiamo fatto della nostra libertà con il placet della coscienza : vera? Falsa? Vera e al contempo falsa? Chi può dirlo!? E' vero che Dio solo conosce i misteri dei cuori, ma , diciamoci la verità: quante volte approfittiamo di quell'amore che tutto perdona, che tutto concede, seguendo vie che alla fine ci lasciano infelici ....  Bisogna crescere, diventare saggi...e oltrepassare la siepe. E' difficile, ma appunto perché difficile e cosi' "caro" a Dio il nostro sforzo di perfezione, anche minimo! Superare i nostri limiti si può...con l'aiuto della preghiera! Dio non ha figli di serie A o di serie B è vero, ma a noi spetta il compito di meritarci la targa: "serie A", e alla fine della corsa, se avremo conservato la fede, ci sarà donata la corona della vittoria!

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