mercoledì 5 gennaio 2011

S. Alfonso Maria de Liguori - Esempi di Gesù Bambino (2)

ESEMPIO V.

Narra il Pelbarto (Stellar. lib. 12, part. ult., c.7) [1] che un certo soldato era pieno di vizi, ma aveva una moglie divota, la quale non avendolo potuto ridurre, almeno gli raccomandò a non lasciare di dire ogni giorno un'Ave Maria avanti a qualche immagine della Madonna. Un dì andando costui a peccare, passò per una chiesa, entrò a caso in quella e vedendo l'immagine della santa Vergine, genuflesso le disse l'Ave Maria; ed allora che vide? vide Gesù bambino in braccio a Maria tutto ferito, che mandava sangue. Allora disse: Oh Dio, chi barbaro ha così trattato quest'innocente Bambino? Voi siete, rispose Maria, peccatori, che trattate così il mio Figlio. Egli allora compunto la pregò ad ottenergli il perdono, chiamandola madre di misericordia; ed ella disse: Voi peccatori mi chiamate madre di misericordia, ma non lasciate di farmi madre di dolori e di miseria.

Ma il penitente non si perdé d'animo, seguitò a pregar Maria che intercedesse per lui. La B. Vergine si voltò al Figlio e gli domandò il perdono per quel peccatore. Il Figlio parea che ripugnasse; ma allora disse Maria: Figlio mio, non partirò da' piedi tuoi, se non perdoni questo afflitto che a me si raccomanda. Allora disse Gesù: Madre mia, io non vi ho negato mai niente; desiderate voi il perdono per costui? sia perdonato; ed in segno del perdono ch'io gli do, voglio ch'esso venga a baciarmi queste ferite. Andò il peccatore, si accostò, e siccome baciava, si chiudevano le ferite. Indi partitosi dalla chiesa, cercò perdono alla moglie, e di comun consenso lasciarono ambedue il mondo e si fecero religiosi in due monasteri, dove con santo fine terminarono la vita.

ESEMPIO VI.

Si narra nella Vita del fratello Benedetto Lopez [2], che essendo costui applicato alla milizia stava coll'anima piena di peccati. Un giorno entrò in una chiesa nel Travancor, vide un'immagine di Maria con Gesù bambino. Il Signore gli pose avanti gli occhi la sua vita perduta. A tal vista quasi disperava del perdono; ma rivolto a Maria piangendo a lei si raccomandava: ed allora vide che il santo Bambino anche piangeva, e le sue lagrime cadevano sull'altare; tanto che se n'avvidero anche gli altri che corsero a raccoglierle in un pannolino. Benedetto dopo ciò, contrito lasciando il mondo, andò a farsi fratello coadiutore della Compagnia di Gesù, ed in quella visse e morì divotissimo della santa infanzia di Gesù Cristo.

ESEMPIO VII.

Narra il P. Patrignani (Tom. IV, es. 11) [3] che in Messina vi fu un nobile fanciullo chiamato Domenico Ansalone. Soleva questi visitare spesso in certa chiesa un'immagine di Maria, la quale teneva in braccio Gesù bambino di rilievo, che l'avea di sé tutto innamorato. Or Domenico venne a morte. Cercò a' genitori con tanto desiderio che gli avessero fatto venire l'amato Bambino. Ne fu consolato, ond'egli tutto contento lo collocò nel suo letto. E sempre amorosamente rimiravalo, e da quando in quando or rivolto al Bambino gli dicea: Gesù mio, abbi pietà di me; or rivolto agli astanti: Mirate, dicea, mirate com'è bello questo mio Signorino!

Nell'ultima notte di sua vita chiamò i genitori, e avanti di loro prima disse al santo Bambino: Gesù mio, io vi lascio mio erede; e poi pregò il padre e la madre che di certa piccola somma di danaro ch'egli tenea ne facessero celebrare nove Messe dopo la sua morte, e col resto facessero una bella vesticciuola al suo erede bambino. Prima di spirare poi, alzando gli occhi in alto con viso allegro, disse: Oh quanto è bello! oh quanto è bello il mio Signore! E così dicendo spirò.

ESEMPIO VIII.

Si narra nello Specchio degli esempi (Distinz. 8) [4] d'un certo divoto giovinotto per nome Edmondo, inglese, che stando un giorno in campagna con altri fanciulli, egli ch'era amante dell'orazione e della solitudine, soletto si pose a passeggiare per un prato trattenendosi in affetti verso Gesù Cristo. Ecco gli apparve un vago bambino che lo salutò: Dio ti salvi, o Edmondo mio caro. E poi l'interrogò se sapea chi era? Rispose Edmondo che no. Ma che no - riprese a dire il celeste fanciullo - quando io vi sto sempre a fianco? Or se volete conoscermi, guardatemi in fronte.Guardò Edmondo e gli lesse in fronte le parole: Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum. Ed allora gli soggiunse: Questo è il mio nome, e voglio che in memoria dell'amore che ti porto ogni notte ti segni la fronte con quello, ed esso ti libererà dalla morte improvvisa; come anche libererà ognuno che farà lo stesso. Edmondo seguitò a segnarsi sempre poi col nome di Gesù. Il demonio una volta l'afferrò le mani, acciocché non si segnasse, ma egli lo vinse coll'orazione, e poi lo costrinse a dire qual fosse l'arme di cui egli più temesse; rispose il demonio ch'erano quelle parole colle quali esso si segnava la fronte.



[1] PELBARTUS DE THERMESWAR, Ord. Min. de Obs., Stellarium coronae gloriosissimae Virginis, lib. 12, pars tertia (ultima), cap. 7, Venetiis, 1586, pag. 224, 225. Il Pelbarto comincia così la sua narrazione: «Scribitur in libro qui dicitur Promptuarium exemplorum beatae Virginis, et refert clarius et melius magister Ioannes Gritsch, Ordinis Minorum, quod quidam miles…».

[2] Non Benedetto Lopez, ma bensì Benedetto Goez, di nazione portoghese. PATRIGNANI, La Santa Infanzia del Figliuolo di Dio, tomo IV, corona 4, es. 11, Venezia, 1757, pag. 287. Egli cita «Vite d'alcuni Religiosi Fratelli della Comp. di Gesù», cap. 1 e 2.

[3] PATRIGNANI, La Santa Infanzia del Figliuolo di Dio, tomo IV: Quattro corone di esempi, corona 1, esempio 11: preso «nel lib. intit. Corona di dodici fiori, a c. 100».

[4] Magnum Speculum exemplorum, distinctio 8, exemplum 4 (preso dallo Speculum Historiale VINCENTII BELLOVACENSIS, lib. 31, cap. 68.) - SURIUS, De probatis Sanctorum historiis, die 16 novembris: Vita S. Edmundi, Archiepiscopi Cantuariensis, cap. 3.

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