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venerdì 24 dicembre 2010

Intervista al card. Canizares. Tante belle parole...

Su Il Giornale di oggi è apparsa questa intervista al Prefetto della Congregazione per il Culto Divino (nella foto). Leggendo tra le righe, ma nemmeno troppo, di queste belle e condivisibili parole, ci colpisce un fatto: la riforma della riforma, intesa nel senso di provvedimenti romani autoritativi miranti a riaggiustare un po' la liturgia (la cui crisi non viene più negata, e il cui rimedio nella Tradizione è chiaramente indicato: almeno questo...), non vedrà la luce. Dovrà in sua vece sorgere un 'nuovo movimento liturgico'. Tradotto in italiano: noi in Vaticano non possiamo far niente di concreto se non dare incoraggiamenti e begli esempi; s'arrangino preti e laici sul campo. In fondo, noi siamo realisti e lo sapevamo: troppe, troppo potenti e troppo radicate le mentalità attaccate come sanguisughe al "magnifico rinnovamento conciliare" sbandierato da quarant'anni. E il Papa non può combattere quelle mentalità con i carabinieri. Ma quest'intervista di Canizares, sinceramente, ci sembra un po' una capitolazione senza nemmeno l'onore delle armi.


di Andrea TORNIELLI

La liturgia cattolica vive «una certa crisi» e Benedetto XVI vuole dar vita a un nuovo movimento liturgico, che riporti più sacralità e silenzio nella messa, e più attenzione alla bellezza nel canto, nella musica e nell’arte sacra. Il cardinale Antonio Cañizares Llovera, 65 anni, Prefetto della Congregazione del culto divino, che quando era vescovo in Spagna veniva chiamato «il piccolo Ratzinger», è l’uomo al quale il Papa ha affidato questo compito. In questa intervista al Giornale, il «ministro» della liturgia di Benedetto XVI rivela e spiega programmi e progetti.

- Da cardinale, Joseph Ratzinger aveva lamentato una certa fretta nella riforma liturgica postconciliare. Qual è il suo giudizio?
«La riforma liturgica è stata realizzata con molta fretta. C’erano ottime intenzioni e il desiderio di applicare il Vaticano II. Ma c’è stata precipitazione. Non si è dato tempo e spazio sufficiente per accogliere e interiorizzare gli insegnamenti del Concilio, di colpo si è cambiato il modo di celebrare. Ricordo bene la mentalità allora diffusa: bisognava cambiare, creare qualcosa di nuovo. Quello che avevamo ricevuto, la tradizione, era vista come un ostacolo. La riforma è stata intesa come opera umana, molti pensavano che la Chiesa fosse opera delle nostre mani, invece che di Dio. Il rinnovamento liturgico è stato visto come una ricerca di laboratorio, frutto dell’immaginazione e della creatività, la parola magica di allora».

- Da cardinale Ratzinger aveva auspicato una «riforma della riforma» liturgica, parole oggi impronunciabili persino in Vaticano. Appare però evidente che Benedetto XVI la desideri. Può parlarcene?
«Non so se si possa, o se convenga, parlare di “riforma della riforma”. Quello che vedo assolutamente necessario e urgente, secondo ciò che desidera il Papa, è dar vita a un nuovo, chiaro e vigoroso movimento liturgico in tutta la Chiesa. Perché, come spiega Benedetto XVI nel primo volume della sua Opera Omnia, nel rapporto con la liturgia si decide il destino della fede e della Chiesa. Cristo è presente nella Chiesa attraverso i sacramenti. Dio è il soggetto della liturgia, non noi. La liturgia non è un’azione dell’uomo, ma è azione di Dio».

- Il Papa più che con le decisioni calate dall’alto, parla con l’esempio: come leggere i cambiamenti da lui introdotti nelle celebrazioni papali?
«Innanzitutto non deve esserci alcun dubbio sulla bontà del rinnovamento liturgico conciliare, che ha portato grandi benefici nella vita della Chiesa, come la partecipazione più cosciente e attiva dei fedeli e la presenza arricchita della Sacra Scrittura. Ma oltre a questi e altri benefici, non sono mancate delle ombre, emerse negli anni successivi al Vaticano II: la liturgia, questo è un fatto, è stata “ferita” da deformazioni arbitrarie, provocate anche dalla secolarizzazione che purtroppo colpisce pure all’interno della Chiesa. Di conseguenza, in tante celebrazioni, non si pone più al centro Dio, ma l’uomo e il suo protagonismo, la sua azione creativa, il ruolo principale dato all’assemblea. Il rinnovamento conciliare è stato inteso come una rottura e non come sviluppo organico della tradizione. Dobbiamo ravvivare lo spirito della liturgia e per questo sono significativi i gesti introdotti nelle liturgie del Papa: l’orientamento dell’azione liturgica, la croce al centro dell’altare, la comunione in ginocchio, il canto gregoriano, lo spazio per il silenzio, la bellezza nell’arte sacra. È anche necessario e urgente promuovere l’adorazione eucaristica: di fronte alla presenza reale del Signore non si può che stare in adorazione».

- Quando si parla di un recupero della dimensione del sacro c’è sempre chi presenta tutto questo come un semplice ritorno al passato, frutto di nostalgia. Come risponde?
«La perdita del senso del sacro, del Mistero, di Dio, è una delle perdite più gravi di conseguenze per un vero umanesimo. Chi pensa che ravvivare, recuperare e rafforzare lo spirito della liturgia, e la verità della celebrazione, sia un semplice ritorno a un passato superato, ignora la verità delle cose. Porre la liturgia al centro della vita della Chiesa non è affatto nostalgico, ma al contrario è la garanzia di essere in cammino verso il futuro».

- Come giudica lo stato della liturgia cattolica nel mondo?
«Di fronte al rischio della routine, di fronte ad alcune confusioni, alla povertà e alla banalità del canto e della musica sacra, si può dire che vi sia una certa crisi. Per questo è urgente un nuovo movimento liturgico. Benedetto XVI indicando l’esempio di san Francesco d’Assisi, molto devoto al Santissimo Sacramento, ha spiegato che il vero riformatore è qualcuno che obbedisce alla fede: non si muove in modo arbitrario e non si arroga alcuna discrezionalità sul rito. Non è il padrone ma il custode del tesoro istituito dal Signore e consegnato a noi. Il Papa chiede dunque alla nostra Congregazione di promuovere un rinnovamento conforme al Vaticano II, in sintonia con la tradizione liturgica della Chiesa, senza dimenticare la norma conciliare che prescrive di non introdurre innovazioni se non quando lo richieda una vera e accertata utilità per la Chiesa, con l’avvertenza che le nuove forme, in ogni caso, devono scaturire organicamente da quelle già esistenti».

- Che cosa intendete fare come Congregazione?
«Dobbiamo considerare il rinnovamento liturgico secondo l’ermeneutica della continuità nella riforma indicata da Benedetto XVI per leggere il Concilio. E per far questo bisogna superare la tendenza a “congelare” lo stato attuale della riforma postconciliare, in un modo che non rende giustizia allo sviluppo organico della liturgia della Chiesa. Stiamo tentando di portare avanti un grande impegno nella formazione di sacerdoti, seminaristi, consacrati e fedeli laici, per favorire la comprensione del vero significato delle celebrazioni della Chiesa. Ciò richiede un’adeguata e ampia istruzione, vigilanza e fedeltà nei riti e un’autentica educazione per viverli pienamente. Questo impegno sarà accompagnato dalla revisione e dall’aggiornamento dei testi introduttivi alle diverse celebrazioni (prenotanda). Siamo anche coscienti che dare impulso a questo movimento non sarà possibile senza un rinnovamento della pastorale dell’iniziazione cristiana».

- Una prospettiva che andrebbe applicata anche all’arte e alla musica...
«Il nuovo movimento liturgico dovrà far scoprire la bellezza della liturgia. Perciò apriremo una nuova sezione della nostra Congregazione dedicata ad “Arte e musica sacra” al servizio della liturgia. Ciò ci porterà a offrire quanto prima criteri e orientamenti per l’arte, il canto e la musica sacri. Come pure pensiamo di offrire prima possibile criteri e orientamenti per la predicazione».

- Nelle chiese spariscono gli inginocchiatoi, la messa talvolta è ancora uno spazio aperto alla creatività, si tagliano persino le parti più sacre del canone: come invertire questa tendenza?
«La vigilanza della Chiesa è fondamentale e non deve essere considerata come qualcosa di inquisitorio o repressivo, ma un servizio. In ogni caso dobbiamo rendere tutti coscienti dell’esigenza, non solo dei diritti dei fedeli, ma anche del “diritto di Dio”».

- Esiste anche il rischio opposto, cioè quello di credere che la sacralità della liturgia dipenda dalla ricchezza dei paramenti: una posizione frutto di estetismo che sembra ignorare il cuore della liturgia…
«La bellezza è fondamentale, ma è qualcosa di ben diverso da un’estetismo vuoto, formalista e sterile, nel quale invece talvolta si cade. Esiste il rischio di credere che la bellezza e la sacralità del liturgia dipendano dalla ricchezza o dall’antichità dei paramenti. Ci vuole una buona formazione e una buona catechesi basata sul Catechismo della Chiesa cattolica, evitando anche il rischio opposto, quello della banalizzazione, e agendo con decisione ed energia quando si ricorre a usanze che hanno avuto il loro senso nel passato ma oggi non ce l’hanno o non aiutano in alcun modo la verità della celebrazione».

- Può dare qualche indicazione concreta su che cosa potrebbe cambiare nella liturgia?
«Più che pensare a cambiamenti, dobbiamo impegnarci nel ravvivare e promuovere un nuovo movimento liturgico, seguendo l’insegnamento di Benedetto XVI, e ravvivare il senso del sacro e del Mistero, mettendo Dio al centro di tutto. Dobbiamo dare impulso all’adorazione eucaristica, rinnovare e migliorare il canto liturgico, coltivare il silenzio, dare più spazio alla meditazione. Da questo scaturiranno i cambiamenti...».

74 commenti:

  1. ........buona notte signori..............

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  2. Il benemerito blog degli amici di papa Ratzinger intitola "Straordinaria intervista al card. Canizares..." ed invita: "Leggiamo questa stupenda intervista". Diceva una canzonetta di qualche anno fa: "Tutto dipende da che punto guardi il mondo"!!?

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  3. Giusto. Quest'intervista rappresenta una "capitolazione". Tanto più importante è l'esempio di una "rivoluzione dal basso", della quale questo blog è un'ottima espressione.

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  4. L'intervista è il classico esempio della desistenza dell'autorità. Eravamo tutti contenti, noi tradizionalisti, della nomina di canizares a capo dicaster. Eravamo ... lo siamo ancora?

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  5. Non credo che cambi niente: non mi aspetto rivoluzioni umane, ne' di movimenti, ne' di congregazioni.
    Dobbiamo pregare, tanto. Fintanto che non ci saranno Messa celebrate degnamente, offriremo anche la nostra sofferenza per tale scempio.
    E preghiamo anche per gli altri che non hanno questa sensibilita' d'animo e d'anima, ringraziando Dio, il quale permette che un male accada solo per un bene maggiore.
    Non si ripristina la Messa di S. Pio V a suon di battaglie culturali.
    Ci vorra' qualche generazione, forse. Nel frattempo i singoli devono crescere nella fede, nella virtu', nella santificazione personale.
    ANCHE attraverso la Messa piu' scialba NO, ricordo a tutti il concetto ex opere operato.
    Certo nella Messa VO ben celebrata (aggiungo ben celebrata perche' ho assistito a una sciatta sciorinatura di latinorum piu' scandalora di un canto di Spoladore) si ci sono  sicuramente frutti, mens impletur gratia.
    Pero' non illudiamoci che un post indignato su un blog funzioni piu' di un'Ave Maria.
    Buon Natale di Nostro Signore a tutti, di cuore.

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  6. pazienza... quarant'anni ci son voluti per distruggere tutto... altrettanti ce ne vorranno per ricostruire. Mi consola che nella mia vecchiaia forse vedrò compiersi queste cose.

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  7. ...a distruggere si fa molto prima che a costruire, e ancora di più che a RIcostruire sulle macerie

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  8. Mons. anacoreta24 dicembre 2010 14:24

    Un Canizares molto molto deludente, ma è da qualche tempo che scivola sempre di più....

    "a Dio spiacenti e li nimici sui"

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  9. Nobis quoque peccatoribus24 dicembre 2010 14:26

    Dobbiamo dare impulso all’adorazione eucaristica, rinnovare e migliorare il canto liturgico, coltivare il silenzio, dare più spazio alla meditazione. Da questo scaturiranno i cambiamenti...».

    Insomma si fa quel che si puo'. Ma i principi sono chiari. Non manca il dovuto ossequio alla riforma postconciliare anche se i toni sono diversi.
    Molti Vescovi e liturgisti di oggi (che poi sono quelli che governano i seminari) non hanno timore ad usare toni che ricordano la definizione di "paradiso degli operai e dei contadini" che dava di se' l'ex DDR.

    Un sereno e Santo Natale a tutti!

    FdS

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  10. noi in Vaticano non possiamo far niente di concreto se non dare incoraggiamenti e begli esempi; s'arrangino preti e laici sul campo.

    Eh....lo sapevamo da tempo! Che desolazione! Chi ci guiderà?

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  11. per queto ho scritto "forse". Hai ragione, bisogna ancora demolire tutte le macerie... forse è questo che il papa sta facendo e non ce ne accorgiamo: Prepara la strada a chi verrà dopo di lui.

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  12. Redazione di Messainlatino.it24 dicembre 2010 15:02

    Ma in effetti l'intervista è straordinaria. Una manciata di anni fa, non avremmo creduto ai nostri occhi: il Prefetto del Culto Divino che dice quelle cose...
    Però, oggi son portato un po' a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Sarà lo stress prenatalizio. Però è anche vero che, dalle parole, dovremmo passare ai fatti.
    Enrico

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  13. Se voi tradizionalisti la smetteste di attaccare al vostro carro tutti (anche loro malgrado)...
    Si edifica la Chiesa celebrando con devozione l'Eucarestia (anzitutto con in NO, che è la forma ordinaria della preghiera ecclesiale) e vivendo nell'obbedienza alla Tradizione (che è la memoria viva di Gesù nella Chiesa, non il manipolo, l'amitto o il Kyrie in latino).
    Tanti post (anche offensivi) che leggo su questo blog non edificano, ma lacerano.
    Buon Natale.
    Don Antonio

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  14. Mons. anacoreta24 dicembre 2010 15:24

    Ma quale "stress prenatalizio" signor Enrico !

    Lei ha detto una grande verità e cioè che è in atto una certa retromarcia.

    I curiali di Benedetto XVI fanno un passo avanti e uno indietro....morale nulla cambia ! Il passo in avanti consiste nel dire: "Armiamoci e...partite"

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  15. Il Kyrie è in greco, prete!

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  16. Buon natale.

    Il manipolo, l'amitto e il Kyrie (in Greco) non hanno un valore estetico. Hanno valore nel loro significato profondo, soprattutto quando si usa la Lingua Sacra, che si dovrebbe utilizzare anche nella forma Ordinaria della Messa (Paolo VI) come "modo normale" di celebrare. Quindi la celebrazione "fedele" della Messa dovrebbe contemplare il "canto proprio" della liturgia, che è il Gregoriano (vedi SC), la Lingua Sacra (vedi SC), il Canone (il cui uso è possibile in ogni Messa). L'obbedienza alla Tradizione, come dice giustamente, è radicata nella diacronia.

    Purtroppo un grande ostacolo alla tradizione è anche decretare formalismo ciò che formalismo non è.

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  17. Certamente l'intervista non è esaltante, ma l'importante è che si parli sempre più del degrado liturgico. L'istruzione "Redemptionis acramentum" del defunto Giovanni Paolo, che evidenziava gli abusi liturgici è è passata come acqua fresca sulle spalle dei preti ultracinquantenni che difendono a spada tratta la "meravigliosa stagione conciliare". Io stesso, a mente dell'art. 184 della predetta istruzione, che invita anche i fedeli laici a denunciare all'ordinario diocesano gli abusi ravvisati, denunciai al vescovo diocesano un abuso liturgico avvenuto nella mia parrocchia da parte di un sacerdote di una congregazione che sostituiva il parroco ammalato. Ebbene quel vescovo, mi rispose stancamente con una lettera "formale" alcuni mesi più tardi dicendo che avrebbe provveduto. Non ritenne, quel presule, nemmeno di contattare il parroco per assumere informazioni sulla mia persona, se fossi affidabile, fuori di testa o megalomane. Quel sacerdote continuò imperterrito a celebrare allo stesso modo senza che nessuno prendesse provedimanti. Allora scrissi alla Congregazione per il Culto Divino e i Divini Sacramenti, anche da questa nessuna risposta e nessun provvedimento sul celebrante "carico d'inventiva". Alcuni mesi più tardi questo prete fu rimosso dalla propria congregazione, non per come celebrava la S. Messa, ... figurarsi, ma per motivi ben più gravi, che per carità cristiana non oso nemmeno menzionare in questo blog.
    Da questa mia esperienza posso evincere che con questa generazione di preti, che per questioni anagrafiche occupa i posti di comando, a tutti i livelli, non vi potrà essere nessun cambiamento, non sconfesseranno, mai il loro operato nella "nuova Pentecoste".

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  18. <span>Certamente l'intervista non è esaltante, ma l'importante è che si parli sempre più del degrado liturgico. L'istruzione "Redemptionis Sacramentum" del defunto Giovanni Paolo, che evidenziava gli abusi liturgici è è passata come acqua fresca sulle spalle dei preti ultracinquantenni che difendono a spada tratta la "meravigliosa stagione conciliare". Io stesso, a mente dell'art. 184 della predetta istruzione, che invita anche i fedeli laici a denunciare all'ordinario diocesano gli abusi ravvisati, denunciai al vescovo diocesano un abuso liturgico avvenuto nella mia parrocchia da parte di un sacerdote di una congregazione che sostituiva il parroco ammalato. Ebbene quel vescovo, mi rispose stancamente con una lettera "formale" alcuni mesi più tardi dicendo che avrebbe provveduto. Non ritenne, quel presule, nemmeno di contattare il parroco per assumere informazioni sulla mia persona, se fossi affidabile, fuori di testa o megalomane. Quel sacerdote continuò imperterrito a celebrare allo stesso modo senza che nessuno prendesse provedimanti. Allora scrissi alla Congregazione per il Culto Divino e i Divini Sacramenti, anche da questa nessuna risposta e nessun provvedimento sul celebrante "carico d'inventiva". Alcuni mesi più tardi questo prete fu rimosso dalla propria congregazione, non per come celebrava la S. Messa, ... figurarsi, ma per motivi ben più gravi, che per carità cristiana non oso nemmeno menzionare in questo blog.  
    Da questa mia esperienza posso evincere che con questa generazione di preti, che per questioni anagrafiche occupa i posti di comando, a tutti i livelli, non vi potrà essere nessun cambiamento, non sconfesseranno, mai il loro operato nella "nuova Pentecoste".</span>

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  19. "celebrando con devozione"... strano, quando ho letto questa frase ho avuto un flash e ho visto un prete in pieneta, camice con scollo romano e tanto pizzo che si inchinava davanti ad un altare versus deum nell'atto di pronunziare sottovoce le parole di consacrazione sull'ostia, intanto che un coro cantava in latino... e aveva anche il manipolo!

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  20. Fortunatamente non sono più cattolico. La "Chiesa Cattolica" fa sempre più pena. Le teorie evoluzionistiche  valgono anche  per religioni che oggettivamente mutano nel tempo. Mi spiace per voi. Siete degli illusi. Io stavo per diventare sedevacantista, ma (grazie a Dio 8-) )  nel frattempo ho perso la fede, pertanto non devo più  arrampicarmi sugli specchi per dimostrare che non c'è  contraddizione là dove manca la Logica.

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  21. Si vede proprio che sei un prete modernista, sei davvero ignorante.

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  22. Placentinum, io, tra quarant'anni, avrò 78 anni e sono sicuro che la già disastrata condizione liturgica della Chiesa sarà ulteriormente peggiorata. Scomparsa la generazione di coloro che hanno vissuto la Chiesa pre-conciliare (chierici e fedeli), resteranno validi soltanto i valori inaugurati dal concilio, con tutte le sue disastrate conseguenze liturgiche e dottrinali. Non è stato Benedetto XVI a definire il Vaticano II pietra miliare della storia della Chiesa? Con questi presupposti, la tanto sperata restaurazione cattolica può dirsi definitivamente archiviata. Ci vorrebbe un miracolo, come l'elezione, dopo Ratzinger, di un Papa illuminato e pieno di fede (come Piacenza, Burke o Ranijt). Ma, fintantochè verranno promossi arcivescovi come Nosiglia o Ravasi, siamo perduti, anzi, la Chiesa è perduta, e con essa la Fede...

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  23. Andrea Carradori24 dicembre 2010 16:43

    Cari fratelli, cerchiamoci anche di mettere nei panni di quei "poveri" Prefetti, Segretari e Sottosegretari.
    La schiera dei Sacerdoti e dei Religiosi,diseducata alla liturgia, ha solo un orientamento : " l'Assemblea dei fedeli".
    Quelli che, pur avendo avuto da giovani una retta formazione liturgica, sono ormani anziani son pure peggio dei giovani diseducati perchè nel frattempo hanno subito un forte, e violento, "lavaggio del cervello" una vera e propria "diseducazione" .
    Cosa può fare un Prefetto, un Segretario o un Sottosegretario nella situazione attuale ?
    Se Roma emana delle direttive, subito reagiscono i veri centri di potere con le loro pubblicazioni con i loro mezzi di comunicazione ...
    Avete notato che, con il fondato timore dell'aumento dei fedeli legati all'antica forma liturgica, stanno distruggendo quei pochi altari e presbiteri rimasti? Questo nello stesso momento in cui il Papa celebra "ad oriente" nella Cappella Paolina e nella Cappella Sistina !
    Mi si perdoni l'accostamento. La schiera dei Sacerdoti mi pare come quei manifestanti in piazza che attuavano certe direttive da taluni "organi di informazione" piuttosto che dagli organizzatori ufficiali della manifestazione.
    C'è una soluzione a questa evidente "vacatio legis" ?
    Umanamente no.
    Sta a noi, che per i voleri arcani della Provvidenza, siamo stati formati con una particolare effezione verso le vere forme liturgiche e verso il senso del sacro, centuplicare le preghiere affinchè il Signore, mosso a pietà, intervenga con il Suo braccio forte per riportare la Barca sulla giusta rotta.
    Tanti cari auguri di Buon Natale a tutti !

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  24. Redazione di Messainlatino.it24 dicembre 2010 17:15

    Andrea hai ragione, ma possibile che non si possa fare qualcosa, anche un piccolo segnale?
    Ne propongo uno, semplice semplice: un divieto assoluto (senza le consuete eccezioni: "salvo che l'Ordinario ritenga invece...", e simili, con cui da 40 anni si commettono le peggio cose) di continuare a divellere altar maggiori, balaustre e tabernacoli, dove questi esistono ancora. Se il pretame vuole, ci metta pure l'asse da stiro davanti per celebrare col muso al popolo, ma almeno non distrugga ulteriormente quanto è fin qui sopravvissuto.
    Ci vorrebbe tanto, ripeto?
    Enrico

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  25. <span>… Eravamo tutti contenti, noi tradizionalisti…</span>

    <span><span>Tutti? Ah bon? Plutôt ceux qui ne connaissent pas l'Eglise espagnole d'aujourd'hui, ravagée par le «complexe de gauche», honteuse d'avoir été sauvée par Franco et désormais prostrée aux pieds de ses ennemis de toujours… Et c'est de ces gens sans caractère et sans dignité — dont Santiago Carrillo avait pris toute la mesure — que les «</span></span><span>tradizionalisti» (lesquels, au fait?) attendaient le salut!</span>
    Ils peuvent toujours attendre…

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  26. Il Cardinale Canizares faccia una visita agli "Istituti" di liturgia. Vada in quella grigia Padova, bastione pseudoprotestante dove all'Istituto di liturgia a santa Giustina promuovono lo "spezzare il pane" e l'abolizione della pratica medioevale dell'adorazione eucaristica... come antipasto!!

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  27. D'ici là, un saint Noël à tous…

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  28. La tentation de beaucoup de traditionnalistes est celle du désespoir. C'est une grande erreur.
    L'Église, parce qu'elle est aussi une institution humaine, ne peut pas échapper au destin des choses d'ici-bas. Elle est née, elle a grandi, elle a vieilli, elle mourra. Comme toute chose ici-bas. Comme nous-mêmes. Nous sommes à la fin du cycle de ce monde. L'Eglise va disparaître avec lui pour revivre (ceux qui en seront jugés dignes) dans l'Éternité.
    Le nouvel abbé général de l'Ordre de Cîteaux, Dom Mauro-Giuseppe Lepori, disait récemment: «<span> La vie est une croissance <span>mais aussi une diminution et un savoir mourir comme la semence dans l’attente de porter du fruit</span> .»</span>
    <span>On ne saurait mieux dire.</span>
    Ce fruit, au point où en sont les choses, nous ne le recueillerons plus ici-bas, mais dans la Jérusalem Céleste du prochain Avènement.
    Donc, aucun motif de désespoir. Bien au contraire.

    RispondiElimina
  29. <span>La tentation de beaucoup de traditionnalistes est celle du désespoir. C'est une grande erreur.  
    L'Église, parce qu'elle est aussi une institution humaine, ne peut pas échapper au destin des choses d'ici-bas. Elle est née, elle a grandi, elle a vieilli, elle mourra. Comme toute chose ici-bas. Comme nous-mêmes. Nous sommes à la fin du cycle de ce monde. L'Eglise va disparaître avec lui pour revivre (ceux qui en seront jugés dignes) dans l'Éternité.  
    Le nouvel abbé général de l'Ordre de Cîteaux, Dom Mauro-Giuseppe Lepori, disait récemment: «<span> La vie est une croissance<span>mais aussi une diminution et un savoir mourir comme la semence dans l’attente de porter du fruit</span> .»</span>  
    <span>On ne saurait mieux dire.</span>  
    Ce fruit, au point où en sont les choses, nous ne le recueillerons plus ici-bas, mais dans la Jérusalem Céleste du prochain Avènement.  
    Donc, aucun motif de désespoir. Bien au contraire.</span>

    RispondiElimina
  30. Christe eleison24 dicembre 2010 18:27

    Vi dice niente il fatto che invece di recuperare la sacralità della Liturgia e dare le attese disposizioni per l'attuazione della Messa Gregoriana, il card preannuncia "<span>Perciò apriremo una nuova sezione della nostra Congregazione dedicata ad “Arte e musica sacra” al servizio della liturgia. Ciò ci porterà a offrire quanto prima criteri e orientamenti per l’arte, il canto e la musica sacri. Come pure pensiamo di offrire prima possibile criteri e orientamenti per la predicazione».</span>  il dramma degli abusi liturgici non lo sfiora neppure e parla di "rimedi" di tipo "burocratico"...
    E poi: <span>«Non so se si possa, o se convenga, parlare di “riforma della riforma”. Quello che vedo assolutamente necessario e urgente, secondo ciò che desidera il Papa, è dar vita a un nuovo, chiaro e vigoroso movimento liturgico in tutta la Chiesa".  </span><span>Mi sembra che così dichiara già "tramontata" la "Riforma della Riforma" di Benedetto XVI. Chi lo ha stabilito, di nuovo la Curia? :(</span>

    Ma queste sono le parole chiave dell'intervista del card che celebra con i neocatecumenali
    <span>http://www.camminoneocatecumenale.it/new/evento.asp?lang=it&id=24</span> 
    quando accenna al "nuovo movimento liturgico <span> "Questo impegno sarà accompagnato dalla revisione e dall’aggiornamento dei testi introduttivi alle diverse celebrazioni (prenotanda).  Siamo anche coscienti che dare impulso a questo movimento non sarà possibile senza un rinnovamento della pastorale dell’iniziazione cristiana».</span>
    Badate bene che la "pastorale d'iniziazione cristiana" è quella di conio neocat che sta già entrando nelle diocesi (in molte è già consolidata: Campobasso, ad esempio)

    RispondiElimina
  31. Christe eleison24 dicembre 2010 18:29

    <span>Vi dice niente il fatto che invece di recuperare la sacralità della Liturgia e dare le attese disposizioni per l'attuazione della Messa Gregoriana, il card preannuncia "<span>Perciò apriremo una nuova sezione della nostra Congregazione dedicata ad “Arte e musica sacra” al servizio della liturgia. Ciò ci porterà a offrire quanto prima criteri e orientamenti per l’arte, il canto e la musica sacri. Come pure pensiamo di offrire prima possibile criteri e orientamenti per la predicazione».</span>  il dramma degli abusi liturgici non lo sfiora neppure e parla di "rimedi" di tipo "burocratico"...  
    E poi: <span>«Non so se si possa, o se convenga, parlare di “riforma della riforma”. Quello che vedo assolutamente necessario e urgente, secondo ciò che desidera il Papa, è dar vita a un nuovo, chiaro e vigoroso movimento liturgico in tutta la Chiesa".  </span><span>Mi sembra che così dichiara già "tramontata" la "Riforma della Riforma" di Benedetto XVI. Chi lo ha stabilito, di nuovo la Curia?  :( </span>   
    Ma queste sono le parole chiave dell'intervista del card che celebra con i neocatecumenali  
    <span>http://www.camminoneocatecumenale.it/new/evento.asp?lang=it&id=24</span>   
    quando accenna al "nuovo movimento liturgico <span> "Questo impegno sarà accompagnato dalla revisione e dall’aggiornamento dei testi introduttivi alle diverse celebrazioni (prenotanda).  Siamo anche coscienti che dare impulso a questo movimento non sarà possibile senza un rinnovamento della pastorale dell’iniziazione cristiana».</span>  
    Badate bene che la "pastorale d'iniziazione cristiana" è quella di conio neocat che sta già entrando nelle diocesi (in molte è già consolidata: Campobasso, ad esempio)</span>

    RispondiElimina
  32. Christe eleison24 dicembre 2010 18:34

    e questo 
    <span>«La bellezza è fondamentale, ma è qualcosa di ben diverso da un’estetismo vuoto, formalista e sterile, nel quale invece talvolta si cade. Esiste il rischio di credere che la bellezza e la sacralità del liturgia dipendano dalla ricchezza o dall’antichità dei paramenti. ..."</span>

    non ricorda gli slogan triti e ritriti dei pregiudizi di chi si riferisce al VO in questi termini?

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  33. <span>La tentation de beaucoup de traditionnalistes est celle du désespoir. C'est une grande erreur.    
    L'Église, parce qu'elle est aussi une institution humaine, ne peut pas échapper au destin des choses d'ici-bas. Elle est née, elle a grandi, elle a vieilli, elle mourra. Comme toute chose ici-bas. Comme nous-mêmes. Nous sommes à la fin du cycle de ce monde. L'Eglise va disparaître avec lui pour revivre (ceux qui en seront jugés dignes) dans l'Éternité.    
    Le nouvel abbé général de l'Ordre de Cîteaux, Dom Mauro-Giuseppe Lepori, disait récemment: «<span> La vie est une croissance <span>mais aussi une diminution et un savoir mourir comme la semence dans l’attente de porter du fruit</span> .»</span>    
    <span>On ne saurait mieux dire: «un savoir mourir».</span>    
    Or ce fruit, au point où en sont les choses, nous ne le recueillerons plus ici-bas, mais dans la Jérusalem Céleste du prochain Avènement.    
    Donc, aucun motif de désespoir. Bien au contraire: Adveniat regnum tuum!</span>

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  34. la lacerazione è già avvenuta!

    Le basterà fare due conti sul numero dei consacrati negli ordini di diritto pontificio dal 1965 ad oggi!

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  35. La riforma liturgica è stata imposta con la forza. Con quale risultato poi?

    Gli errori fatti nella riforma devono insegnare qualcosa, non foss'altro che per evitare di ripeterli.

    Che una riforma della riforma  sia necessaria è evidente, non foss'altro che per riportare la liturgia nei confini dove il concilio la voleva; lo sa il papa. lo sa il card. Canizarers.


    Il metodo migliore è l'estrema lentezza, anche a costo di sembrare immobili;  dare esempi, anche timidi.

    Imporre con la forza una riforma della riforma significherebbe ripetere lo stesso errore, catastrofico, seguito nel 1970 con la brusca proibizione del messale antico e l'imposizione di quello nuovo.

    Lo so che tutti avremmo voluto vedere risultati concreti, ma non possiamo lasciarci prendere la mano. Ciò che non è stato fatto nel 1970 (estrema riflessione e ponderata lentezza) lo si deve fare ora. Senza dimenticare poi che ricostruire richiede molto più tempo che distruggere.

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  36. <span><span></span></span>

    <span>

    Anche se Cristo nascesse mille e diecimila volte a Betlemme, a nulla ti gioverà se non nasce almeno una volta nel tuo cuore e nella tua vita.
    Ma come potrà accadere questa nascita interiore? Questo miracolo nuovo non è impossibile; purché sia desiderato, purché sia cercato, purché sia voluto, purché sia aspettato, purché si voglia far Natale. Il Natale non ti casca addosso, il Natale lo devi volere. Devi voler andare a Betlemme, devi voler scegliere le scelte di Cristo. Se non fai questo atto, se non fai questo avvicinamento di sintonia con Cristo, non fai il Natale. Il giorno nel quale non sentirai più una punta di amarezza e di gelosia dinanzi alla gioia dell'amico o del nemico, rallegrati: perché è il segno che quella nascita è prossima.
    Il giorno nel quale non sentirai una segreta onda di piacere dinanzi alla sventura o alla caduta altrui, consolati perché la nascita di Cristo è vicina. Il giorno nel quale sentirai il bisogno di portare mi po' di letizia a chi è triste, o sentirai il bisogno di tendere la mano a chi ha bisogno di te e l'impulso di alleggerire il dolore o la miseria anche di una sola creatura, sii lieto perché l'arrivo di Dio è imminente.
    E se un giorno sarai percosso e perseguitato dalla sventura e perderai salute e forza, figli e amici e dovrai sopportare l'ottusità, la malignità e la gelosia dei vicini e dei lontani; ma
    nonostante tutto non ti abbandonerai a lamenti né a bestemmie, ma la povertà la sentirai benedetta e accetterai con animo sereno tutto, esulta e trionfa perché il portento che pareva impossibile è avvenuto. Il Salvatore è già nato nel tuo cuore.
    Non sei più solo. Non sarai più solo. Il buio della tua notte fiammeggerà, come se mille stelle giungessero da ogni punto del cielo a festeggiare l'incontro della tua breve giornata umana con la divina eternità.
    </span><span><span>

    Giovanni Papini
    </span></span>
    <span><span>

    A tutti il caro augurio di un Santo
    </span></span>

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  37. <span> 
     
    Anche se Cristo nascesse mille e diecimila volte a Betlemme, a nulla ti gioverà se non nasce almeno una volta nel tuo cuore e nella tua vita.  
    Ma come potrà accadere questa nascita interiore? Questo miracolo nuovo non è impossibile; purché sia desiderato, purché sia cercato, purché sia voluto, purché sia aspettato, purché si voglia far Natale. Il Natale non ti casca addosso, il Natale lo devi volere. Devi voler andare a Betlemme, devi voler scegliere le scelte di Cristo. Se non fai questo atto, se non fai questo avvicinamento di sintonia con Cristo, non fai il Natale. Il giorno nel quale non sentirai più una punta di amarezza e di gelosia dinanzi alla gioia dell'amico o del nemico, rallegrati: perché è il segno che quella nascita è prossima.  
    Il giorno nel quale non sentirai una segreta onda di piacere dinanzi alla sventura o alla caduta altrui, consolati perché la nascita di Cristo è vicina. Il giorno nel quale sentirai il bisogno di portare mi po' di letizia a chi è triste, o sentirai il bisogno di tendere la mano a chi ha bisogno di te e l'impulso di alleggerire il dolore o la miseria anche di una sola creatura, sii lieto perché l'arrivo di Dio è imminente.  
    E se un giorno sarai percosso e perseguitato dalla sventura e perderai salute e forza, figli e amici e dovrai sopportare l'ottusità, la malignità e la gelosia dei vicini e dei lontani; ma  
    nonostante tutto non ti abbandonerai a lamenti né a bestemmie, ma la povertà la sentirai benedetta e accetterai con animo sereno tutto, esulta e trionfa perché il portento che pareva impossibile è avvenuto. Il Salvatore è già nato nel tuo cuore.  
    Non sei più solo. Non sarai più solo. Il buio della tua notte fiammeggerà, come se mille stelle giungessero da ogni punto del cielo a festeggiare l'incontro della tua breve giornata umana con la divina eternità.  
    </span><span><span> 
     
    Giovanni Papini  
    </span></span>
    <span><span> 
     
    A tutti il caro augurio di un Santo  Natale</span></span>
    <span><span></span></span>
    <span><span>Matteo Dellanoce</span></span>

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  38. Francesco Colafemmina24 dicembre 2010 22:50

    Testimonio che ad es. il sottosegretario Ward continua a sostenere il posizionamento di nuovi altari e poi tutti ricordiamo quell'anticipazione di Tornielli nell'agosto 2009, smentito nominatim dalla sala stampa...

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  39. <span>Un saint Noël à vous aussi.</span>
    Continuez à écrire vos commentaires: je ne me lasse jamais de les lire.

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  40. <span>«Se mi capitasse d’incontrare insieme un santo che viene dal cielo e un sacerdote poverello, saluterei prima il prete e correrei a baciargli le mani. Direi infatti:  Ohi! Aspetta, san Lorenzo, perché le mani di costui toccano il Verbo di vita e possiedono un potere sovrumano!».</span>

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  41. f. MARIE DES ANGES25 dicembre 2010 02:09

    dove dove la sciatta sciorinatura?

    RispondiElimina
  42. Corajo xente... Corajo!
    Purtropo a no xe gnancora ora, ma vegnarà el tempo e noialtri sarem pronti!
    Intanto, bon Nadale!

    PS Visto che in tanti i scrive in lingua (e gnanca no i se traduxe), a lo faso anca mi!

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  43. f. MARIE DES ANGES25 dicembre 2010 02:11

    don antonio il kyrie in latino non lo ho mai sentito... l massimo in italiano... ma tu l'hai sentito invece?

    RispondiElimina
  44. f. MARIE DES ANGES25 dicembre 2010 02:23

    Non si pottrebbe fare un ciclo di articoli denuncia su qualche quotiudiano importante (ad es. il foglio) nel quale illustrare ogni puntata la distruzione di una chiesa di elvato valore artistico per far spazio alle amenità conciliari, evideniando quali opere di valore sono state rimosse, quanto sono stati pagati i lavori di adeguamento, quanto hanno preso gli artisti officviati dei nuovi arredi, se erano cristiani ecc.. Insomma degli articoli di denuncia, stile "altaropoli": che si veda la chiesa dei poveri quanto spende per sembra tale, e che si veda pure chi è responsibile dell'uso dei fondi statali ad es. del giubileo o otto per mille a fini di sconquasso di glorie artistiche italiane come il tempio malatestiano di rimini...

    RispondiElimina
  45. Buon Santo Natale a tutti!

    Questo è il Giorno della Gioia, il giorno dello Stupore, il Giorno dell'Immenso amore del Redentore, il Giorno della sconfitta del Demonio (insieme alla Croce e Risurrezione del Signore), il giorno della Speranza, il Giorno della Pace Vera, non come la dà il mondo.

    Caro Enrico, hai ragione ad essere dispiaciuto. Ma hai ragione soprattutto nell'evidenziare che qualche anno fa, parole di questo tipo erano l'anticamera della "scomunica" ( e nemmeno troppo tra virgolette!).

    "Eppur si muove"... Anche se timidamente. Come hai giustamente evidenziato, la situazione non può materialmente contemplare altro, per ora.

    Ma è anche vero che, l'iniziativa e la riforma "dell'educazione" non credo che possa avere sufficiente "supporto" se non almeno "accompagnata" dall' "alto"... Questo certo ci angoscia...

    Ma guardiamo alla Speranza! La Grazia, una volta data, non si fa schiacciare dagli Uomini...Ma aspetta di essere fruttificata!

    Un abbraccio e cari Auguri!

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  46. Per Filippo :
    Ti prego nel nome del Signore Gesù che  ami di non abbandonare la Chiesa e tornare sui tuoi passi.
    Molte volte,involontariamente,contribuiamo a lacerare la Sua Veste anche noi che Lo amiamo.
    La situazione è drammatica ma...ricordati che l'Impero romano ,iniziato con Romolo è finito con Romolo Augusto in Occidente,in Oriente con Costantino XII nel 1453.
    La Chiesa cattolica è iniziata con XII apostoli può finire con altri XII..ma vivrà comunque malgrado le indegnuità e  i tradinenti e le apostasie del clero e dei  suoi Vescovi.
    Buon Natale

    RispondiElimina
  47. Peccato, don Antonio, così non si va da nessuna parte, a me pare. Ma lei la conosce , l'ha mai celebrata la santa  Messa... "straordinaria", ossia di sempre? Buon Natale!

    RispondiElimina
  48. Grande intervento del Dott. Tornielli a proposito di alcune reazioni suscitate dall'intervista del Card. Canizares:
    http://blog.ilgiornale.it/tornielli/2010/12/25/la-liturgia-e-il-protestantesimo-tradizionalista/

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  49. Roberto Martelli25 dicembre 2010 19:27

    I sogni Benedetti muoiono all'alba ......

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  50. Grazie tante, Guido. Buon Natale anche a te, ai tuoi cari ed a tutti i frequentatori del blog. La Fede o la si ha o non la si ha, non è un qualcosa che si può scegliere di avere. Non credo nemmeno al Peccato Originale ed al Libero Arbitrio. E' molto triste la mia vita.

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  51. Non è affatto vero che il Vaticano non può imporre la sua volontà, è che gli stessi del Vaticano non sono convinti. Basta obbligare, imporre la celebrazione della S. Messa Tridentina almeno ogni domenica in tutte le parrocchie, destituire i vescovi che non obbediscono lo si fa con due o tre e gli altri capiscono subito castigarne uno per far comprendere a cento.
    Se il Papa celebrasse apertamente la S. Messa con rito Tridentino in modo solenne tutti capirebbero.
    Cambiare i direttori di certi quotidiani tipo "Avvenire" e "L'Osservatore Romano", mettendo al posto dei progressisti dei tradizionalisti.
    Chi non p daccordo fuori e via così come si fa nell'esercito o in qualsiasi ufficio pubblico.

    RispondiElimina
  52. Certo Filippo che perdere la Fede per colpa di uomini non mi sembra cosa da te!
     Poi già il fatto di vivere è motivo di gioia e la sofferente passione è sorgente di pensiero che spera. Non sei un in-fedele ... solo un po' di "cerume" nelle orecchie!
    Con certezza di pregiera Tuo
    Matteo Dellanoce

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  53. pecore indifese25 dicembre 2010 21:52

    <span>Se il Papa celebrasse....</span><span>Cambiare i direttori....</span><span>destituire i vescovi che non obbediscono ....</span><span>obbligare, imporre la celebrazione della S. Messa Tridentina </span>
    tutti provvedimenti giusti e necessari, che il papa non prenderà MAI.

    RispondiElimina
  54. pecore indifese25 dicembre 2010 21:53

    <span><span>Se il Papa celebrasse....</span><span>Cambiare i direttori....</span><span>destituire i vescovi che non obbediscono ....</span><span>obbligare, imporre la celebrazione della S. Messa Tridentina </span>  
    tutti provvedimenti giusti e necessari, che il Papa non prenderà MAI (forse affidandoli idealmente al futuro suo successore?.....)</span>

    RispondiElimina
  55. <p><span><span>"La cosa importante nella vita non è mantenere un rigido sistema di piacere e compostezza (che si può facilmente ottenere indurendo il cuore o la testa) ma mantenere vivo in sé l'immortale potere dello stupore e del riso, e una sorta di giovane reverenza".</span></span>
    <span><span>Gilbert Keith Chesterton, Natale 1910</span></span></p>

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  56. Padova, chiesa di San Canziano, S. Messa ore 11 della domenica, qualche anno fa. (Messa dell'indulto pre-Summorum Pontificum)

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  57. Curioso che che un ultra-modernista come Bartimeo citi Chesterton  e,sopra, il "selvatico" Papini.....

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  58. Traduco per coloro che non hanno la fortuna di conoscere la lingua di Goldoni:
    Purtroppo, non è neanc'ora l'ora, ma verrà il tempo e noi saremo pronti!
    Intanto, buon Natale!
    Visto che tanti scrivono in dialetto (e neanche traducono), lo faccio anch'io!

    RispondiElimina
  59. Le parole del Card. Canizares non mi stupiscono molto...infondo è sotto gli occhi di tutti che, a parte qualche timido segnale nelle celebrazioni Pontificie, la liturgia NO non ha subito alcuna miglioria durante questi anni del pontificato benedettiano. Niente.

    Più sorpreso mi lasciano le parole di Tornielli, pubblicate sul suo blog, circa il pericolo di deriva protestante del tradizionalismo. Mi pare che siano di una superficialità esorbitante...il riassunto è che più di tanto non è lecito porsi dubbi.
    Ora a me pare che i problemi sollevati nel mondo tradizionale siano tuttalto che ingiustificati e che queste voci, quand'anche critiche, non possano essere tacitate con un semplice "state buoni".
    Chi è giornalista dovrebbe restare tale senza entrare in questioni teologiche.

    RispondiElimina
  60. Non è colpa di nessuno se ho perso la fede. Le drammatiche vicende della Chiesa post-conciliare, semplicemente  servono a corroborare le conclusioni ( mai definitive) a cui sono pervenuto dopo anni ed anni di riflessione e di tormento interiore.

    RispondiElimina
  61. Io ho capito cos'è realmente la Chiesa Cattolica leggendo "Io Credo" di Giacomo Biffi.

    Te lo consiglio perchè comprendendo la vera natura della Chiesa, nessun dibattito o lacerazione, per quanto gravi, potranno mai intaccare la Fede in Cristo.

    RispondiElimina
  62. Paolo VI impose militarmente la SUA Messa. Benedetto XVI dovrebbe fare qualcosa di più per arginare gli abusi liturgici e per fare conoscere la Santa Messa di SEMPRE. Confesso la mia delusione ma spero sempre.

    RispondiElimina
  63. Bene Filippo!
    Ottime le conclusioni mai definitive C'è un dubbio malefico ed un dubbio sano. Ed il dubbio sano vuole che l'Io si metta sempre in gioco e non si fermi mai alla superficie umana ( la Chiesa pot-conciliare in senso Vero non la abbiamo ancora conosciuta!).
    Ciao
    Matteo

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  64. Giacomo Antonelli26 dicembre 2010 10:11

    Cari amici tradizionalisti le parole di sua eminenza rivelano ancora una volta le vere intenzioni della curia romana.Il loro motto è divide et impera.Hanno concesso qualcosa solo perché alle strette ma alla prima occasione ci schiacceranno.
    Cambiano le persone ma i metodi sono sempre gli stessi.Ricordo a Tornielli che tanti papi si sono scomunicati fra di loro. Papa Onorio fu scomunicato da un concilio ecumenico e da un suo successore.San Vincenzo Ferreri seguì il papa scomunicato Benedetto XIII di Avignone e non i papi di Roma.
    Il Savonarola fu scomunicato da Alessandro VI ed era un santo!
    Quale valore dare a queste sanzioni canoniche?Esse non possono certo escludere un fedele dalla chiesa trionfante!
    Ricordo al Torrnielli che i vescovi dei primi secvoli non chiedevano certo il parere di Roma per ordinare altri vescovi.Se questo fu il motivo della sanzione canonica a monsignor Lefebvre devo dire che essa non ha alcun valore.
    Lei è il perfetto democristiano,sta in mezzo al guado non si sporca, la DC prendeva i voti a destra e portava i cattolici a sinistra.
    L'articolo rivela le sue vere intenzioni e ci fa capire,se mai ce ne fosse bisogno,perchè la chiesa cattolica è ridotta in questo stato miserando.

    RispondiElimina
  65. Giacomo Antonelli26 dicembre 2010 10:41

    L'articolo di Tornielli è la spia dell'odio represso che ancora cova presso certi cattolici contro il Venerabile Mons. Francois Marcel Lefebvre ,la cui unica colpa è di aver resistito,per amore di Nostro Signore, in faccia a Pietro.
    Se solo avessero potuto gli avrebbe fatto fare la fine di Giugurta...
    Tornielli ci spieghi come mai con lui,apostolo dell'Africa, che portò alla fede cattolica più di trecentmila persone, furono severi,inumani mentre con i responsabili di fatti delinquenziali come Marcinkus e Maciel Degollado colpevole di migliaia di stupri e violenze di ogni genere...furono generosi!
    Il re dei Numidi disse :Urbem venalem perituram si emptorem invenerit!O città venale...

    RispondiElimina
  66. la cui unica colpa è di aver resistito,per amore di Nostro Signore, in faccia a Pietro.  
    _______________________________________________________________________________________________
    Beh! Qui c'è la domanda, la risposta e la contraddizione dell'agire di Mons. Lefebvre! Cristo mette pietro e nel nome di Cristo disubbidisco a Pietro! Mah!
    Inoltre, a scanso di polemiche, mi sembra che Tornielli sottolinei un dato si fatto: il continuo protestare lobbistico di un certo tradizionalismo!
    MD

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  67. Sconcertante ciò che scrive Andrea Tornielli su Mons. Lefevbre, ma prevedibile. Prevedibile perchè questo nostro fratello non conosce bene la FSSPX, non conosce Mons.Lefevbre, non conosce i tanti religiosi, religiose, monaci e monache, laici che si sentono profondamente figli della Chiesa, sempre con il Papa e che fanno parte della FSSPX, senza la quale, non dimentichiamolo mai, essi nemmeno esisterebbero. Purtroppo l'articolo di Tornielli contribuisce ancora di più a inasprire le conflittualità tra quanti seguono la Tradizione e quanti la osteggiano presumendo di elevare il Vaticano II a dogma di fede da imporre, costi quel che costi. La "Messa di sempre", già, essa fa discutere i ben pensanti i quali non accettano questa definizione perchè offende, a parer loro, la Messa nuova. E come si dovrebbe chiamare? Vogliamo rinchiuderla nuovamente nell'oblio? Calpestarla perchè rea di provocare "conflittualità" con il N.O.? Com'è facile citare alcuni "grandi" e far dire loro ciò che più gli aggrada (padre Pio e il card. Siri). Com'è facile puntare sempre il dito contro Mons. Lefebvre, peccato che non può più difendersi. E' in Paradiso? Guardate un pò: dobbiamo chiedere a Tornielli se è stato concesso a Mons.Lefevbre di entrare o meno in Paradiso!  Gli apostati pullulano nella Chiesa, ma Lefevbre resta, poveraccio, il bersaglio preferito a cui lanciare le solite false accuse. Che boccone amaro!
    Ricordiamoci che la Messa di San Pio V non è stata una "concessione" del Santo Padre ma un atto di giustizia.

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  68. La definizione "Messa di sempre" non la accettiamo perché, semplicemente, essa non è vera. Basta conoscere un minimo di storia liturgica per sapere che la Messa è stata celebrata sotto molte forme diverse ed è stata una realtà in continua evoluzione per secoli. Il rito di S. Pio V, per quanto sacro e venerabile, è solo una, anche se poi si è imposta per secoli come l'unica, di queste forme che erano sacre e venerabili allo stesso titolo; ma proprio questa immobilità del rito è una caratteristica estremamente moderna, essendo esistita solo proprio negli ultimi secoli, e non certo antica!

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  69. Giacomo Antonelli26 dicembre 2010 12:01

    Caro Bartimeo le uniche lobby che agiscono nella chiesa sono solo quelle progressiste che pur  essendo una minoranza hanno tiranneggiato la chiesa cattolica per cinquant'anni.
    Ci hanno ridotto a vivere nelle catacombe che dovremmo dire?Lodarvi?
    Visita la domenica le chiese di Roma e vedrai l'emorragia spaventosa dei fedeli...
    Dovreste ringraziare monsignore perchè altrimenti i milioni di fedeli che seguono la Tradizione se ne sarebbero andati... come gli altri!

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  70. più ddè cuarcuno\A sè rovinato\A a festa......
    che bastonata aò

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  71. Per forza hanno tiranneggiato ... qualcuno che doveva resistere ( come i vescovi cinesi) ha pensato bene di darsela a gambe!
    Poi ...
    Buon Natale
    MD

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  72. Ma la Sacrosanta Liturgia Gregoriana è l'unica che Dio ha voluto per tutta la Chiesa!

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  73. Ho letto con sommo dispiacere il lungo articolo di Tornielli, assolutamente indigeribile, così come le "festanti" parole di Maranatha, molto deludente! Per Tornielli tutto va bene, tutto è meraviglioso, peccato che ci sono coloro che abusano della liturgia facendola diventare un circo, e peccato che esistano i Tradizionalisti, gli insulti poi al povere Mons. Lefebvre sono indegni! Meno male che c'è Tornielli che ha capito tutto e che dal suo pulpito mediatico snocciola sentenze! Però invece di propinarci quelle melliflue leccate ai poteri che contano, perchè non si è fatto vedere al convegno sul Vaticano II tenutosi a Roma, anzi in Vaticano (visto che il palazzo è nel territorio vaticano) qualche giorno fa? visto che è vaticanista, visto che ha capito tutto della crisi (che non c'è, a quanto pare secondo lui nella Chiesa) avrebbe potuto con la sua competenza liturgica (che non ha) o teologica (che non ha) oppure ecclesiologia (manco a parlarne) demolire tutti i relatori presenti, magari, visto che c'erano i lefebvriani, avrebbe poi concluso insultandoli!

    Ho avuto vergogna a leggere, prima come cattolico, poi come sacerdote, quell'articolo! Così come pena mi hanno fatto tutti quelli che ENTUSIASTI, l'hanno osannato! VERGOGNA Tornielli, chi ti ha pagato? cosa ti aspetti come ricompensa? la sala stampa vaticana? e tutta tua! perchè chi si somiglia, si piglia: "fino alla feccia ne sorbirere!" (cfr. Salm 74)

    RispondiElimina
  74.  Se non ricordo male, il nunzio apostolico ed il vescovo locale non resero omaggio a mons. Lefebvre morto benedicendone la salma? Che significato ebbe cio'? Certamente non fu un gesto di cortesia, mi pare. Quanto alle delusioni ed ai pessimismi di molti vorrei ricordare che mi domandavo molti anni fa se sarei tornato a partecipare all'antica messa - e ci speravo, non so perche'; ed essa e' tornata  e piano piano sono aumentate le possibilita' di frequentarla, per me fin dai primi anni '90 ; percio'anche se lentamente il processo credo sia irreversibile e per coloro che ripetono di estetismi , merletti e paramenti domando perche' non sanno vedere oltre cogliendo il significato e vedendo le novita'  dei medesimi che via via vengono fuori pure nel NO ? e don Antonio che richiama la devozione all'Eucarestia non sa o ricorda che prima ci si inginocchiava, che due terzi della vecchia messa dei fedeli e' stata eliminata; metta a confronto il vecchio testo con il nuovo per vedere come la profondita' del primo sia stata "alleggerita" e come quest'ultimo si concili con quanto ha detto il concilio di intervenire laddove fosse proprio necessario  e come sviluppo organico... che sviluppo !? taglia via o ...beh si potrebbe fare un elenco e mi fermo . Aggiungo poi  le variazioni in lingua volgare al testo latino del NO che cambiano il significato ; per non dire , ad esempio, del termine consustanziale che, lessi, in francese diventa "della stessa natura " cosi' come in inglese e' usato altro termine -diversamente dagli anglicani .

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