giovedì 25 novembre 2010

Papa, il Vaticano II e la Parola di Dio. L’esortazione apostolica postsinodale Verbum Domini di Benedetto XVI


Vi alleghiamo di seguito alcuni stralci della nota di Massimo Introvigne sulla esortazione postsinodale di Benedetto XVI Verbum Domini (la nota integrale la potete trovare qui sul sito del Cesnur, e il testo dell’Esortazione Apostolica qui sul sito della S. Sede).
Il documento del S. Padre è importante, non solo per il tema trattato, ma soprattutto perché è anche una risposta ad alcuni quesiti che certuni chiedono per una interpretazione autentica dei testi del Concilio Vaticano II e una risoluzione degli eventuali punti dubbi: una rilevante parte della Verbum Domini è infatti una rilettura sistematica della Costituzione Dei Verbum del concilio stesso.


Nelle duecento pagine dell’esortazione apostolica postsinodale Verbum Domini, datata 30 settembre 2010 ma resa pubblica il successivo 11 novembre, Benedetto XVI non si rivolge solo agli specialisti di esegesi biblica. Dal momento che la Parola di Dio è al centro di tutta la vita cristiana, anzi al centro del cosmo e della storia, l’esortazione apostolica è occasione per un’ampia ricognizione che parte dalla Bibbia ma si estende al rapporto tra fede e ragione, alla cultura, alla missione, all’instaurazione dell’ordine temporale e perfino all’arte e a Internet. Una particolare attenzione è dedicata all’interpretazione del Concilio Ecumenico Vaticano II.

In un discorso ormai famoso tenuto il 22 dicembre 2005 ai membri della Curia Romana, Benedetto XVI ha criticato le interpretazioni del Concilio Ecumenico Vaticano II che ne leggono i documenti secondo una «ermeneutica della discontinuità e della rottura» (Benedetto XVI 2005) rispetto al Magistero precedente della Chiesa, purtroppo assai diffusa e anzi in molti ambienti prevalente, raccomandando invece una «giusta ermeneutica» (ibid.), insieme «del rinnovamento nella continuità» (ibid.) e «della riforma» (ibid.). Alcuni dei numerosi commentatori di questo storico discorso hanno rilevato che non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Si tratta in effetti ora di riprendere in mano i documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II, uno per uno, interpretandoli secondo la «giusta ermeneutica» e tenendo conto sia del Magistero precedente, sia di quello successivo.
Nella Verbum Domini Benedetto XVI fa appunto questo, e ci mostra la giusta ermeneutica – per così dire – in azione. Dopo la XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si è celebrata in Vaticano dal 5 al 26 ottobre 2008 e ha avuto per tema La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa, il Papa rilegge metodicamente la Costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione Dei Verbum del Concilio Ecumenico Vaticano II, che definisce «pietra miliare nel cammino ecclesiale» (Benedetto XVI 2010, n. 3), servendosi sia del Magistero precedente – in particolare di Leone XIII (1810-1903) e del venerabile Pio XII (1876-1958) –, sia di documenti successivi al Concilio del servo di Dio Paolo VI (1897-1978), del venerabile Giovanni Paolo II (1920-2005) e dello stesso Benedetto XVI.
[…]

2. L’ermeneutica della sacra Scrittura nella ChiesaUna parte cospicua – circa un quarto – dell’esortazione apostolica Verbum Domini è consacrata all’interpretazione del numero 12 della Dei Verbum. […]
La chiave di lettura proposta da Benedetto XVI è subito enunciata: «il legame intrinseco fra Parola e fede mette in evidenza che l’autentica ermeneutica della Bibbia non può che essere nella fede ecclesiale, che ha nel sì di Maria il suo paradigma» (Benedetto XVI 2010, n. 29). Questo è il «criterio fondamentale dell’ermeneutica biblica: il luogo originario dell’interpretazione scritturistica è la vita della Chiesa» (ibid.). L’esegesi biblica cattolica dev’essere condotta nella Chiesa e sotto la guida del Magistero. Diversamente, anziché interpretare la Bibbia la falsifica. «L’ecclesialità dell’interpretazione biblica non è un’esigenza imposta dall’esterno» (ibid., n. 30). Non si tratta di «un criterio estrinseco cui gli esegeti devono piegarsi, ma è richiesta dalla realtà stessa delle Scritture e da come esse si sono formate nel tempo» (ibid., n. 29). Dopo tutto, quali testi fossero da considerare sacra Scrittura è stato indicato dalla Chiesa. E «come dice mirabilmente sant’Agostino [354-430], “non crederei al Vangelo se non mi ci inducesse l’autorità della Chiesa cattolica”» (ibid.), mentre «san Girolamo ricorda che non possiamo mai da soli leggere la Scrittura. Troviamo troppe porte chiuse e scivoliamo nell’errore» (ibid., n. 30).
Ne consegue che «un’autentica interpretazione della Bibbia deve essere sempre in armonica concordanza con la fede della Chiesa cattolica» (ibid.), […]
Dobbiamo però interpretare i riferimenti della Dei Verbum ai «nuovi metodi di analisi storica» (ibid., n. 33) alla luce del Magistero, servendoci in particolare delle «encicliche Providentissimus Deus [1893] di Papa Leone XIII e Divino afflante Spiritu [1943] di Papa Pio XII» (ibid.), di cui – ricorda Benedetto XVI, sempre attento agli anniversari – il venerabile Giovanni Paolo II ebbe occasione di celebrare insieme, nel 1993, rispettivamente il centenario e il cinquantenario. Questi due testi fondamentali ci aiutano a sfuggire a due errori contrapposti: interpretare la Bibbia con la sola ragione – che diventa razionalismo – prescindendo dalla fede; e leggerla con la sola fede – secondo un falso misticismo – prescindendo dalla ragione. L’enciclica di Leone XIII Providentissimus Deus «ebbe il merito di proteggere l’interpretazione cattolica della Bibbia dagli attacchi del razionalismo, senza però rifugiarsi in un senso spirituale staccato dalla storia» (ibid.). Nell’enciclica Divino afflante Spiritu il venerabile Pio XII invece «si trovava di fronte agli attacchi dei sostenitori di un’esegesi cosiddetta mistica che rifiutava qualsiasi approccio scientifico» (ibid.). Il venerabile Pio XII, «con grande sensibilità, ha evitato d’ingenerare l’idea di una dicotomia fra l’“esegesi scientifica” per l’uso apologetico e l’“interpretazione spirituale riservata all’uso interno”» (ibid.). A ben vedere, «entrambi i documenti rifiutano “la rottura tra l’umano e il divino […]”» (ibid.), dunque fra fede e ragione.
Alla loro luce dobbiamo leggere «l’ermeneutica biblica conciliare» (ibid., n. 34) del Vaticano II che si è espressa nella Dei Verbum. Correttamente interpretato, il fondamentale n. 12 della costituzione conciliare da una parte «sottolinea come elementi fondamentali per cogliere il significato inteso dall’agiografo lo studio dei generi letterari e la contestualizzazione» (ibid.). Ma «dall’altra» (ibid.) «indica tre criteri di base per tenere conto della dimensione divina della Bibbia: 1) interpretare il testo considerando l’unità di tutta la Scrittura; questo oggi si chiama esegesi canonica; 2) tenere presente la Tradizione viva di tutta la Chiesa; e, infine, 3) osservare l’analogia della fede» (ibid.).
Se non si tiene conto di questi criteri si separano – come in altri campi – ragione e fede, il che nell’esegesi biblica purtroppo oggi «avviene anche ai livelli accademici più alti» (ibid., n. 35), producendo una «ermeneutica secolarizzata» (ibid.) che è uno dei frutti avvelenati dell’interpretazione del Concilio Ecumenico Vaticano II secondo l’ermeneutica della discontinuità e della rottura. Benedetto XVI indica tre caratteristiche dell’«ermeneutica secolarizzata»: legge la Bibbia come «un testo solo del passato» (ibid.); è convinta che «il Divino non appare nella storia umana» (ibid.) e «nega la possibilità dell’ingresso e della presenza del Divino nella storia» (ibid.), così che «quando sembra che vi sia un elemento divino, lo si deve spiegare in altro modo» (ibid.); e getta «un dubbio sui misteri fondamentali del cristianesimo e sul loro valore storico, come ad esempio l’istituzione dell’Eucarestia e la risurrezione di Cristo» (ibid.). E tutto questo avvelena anche la vita spirituale, la pastorale, «la preparazione delle omelie» (ibid.); «produce a volte incertezza e poca solidità nel cammino formativo intellettuale anche di alcuni candidati ai ministeri ecclesiali» (ibid.).
[…]
Tutto rimanda al tema centrale della Dei Verbum, ribadito nel numero 10 della costituzione conciliare: «La sacra Tradizione, la sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che nessuna di queste realtà sussiste senza le altre» (Concilio Ecumenico Vaticano II 1965, n. 10, cit. in Benedetto XVI 2010, n. 47). Questo è il vero «insegnamento del Concilio Vaticano II» (ibid.): «lo studio della Sacra Scrittura» (ibid.) deve avvenire «nella comunione della Chiesa universale» (ibid.) e – come afferma ancora la Dei Verbum al numero 23 – «sotto la vigilanza del Sacro Magistero» (Concilio Ecumenico Vaticano II 1965, n. 23, cit. in Benedetto XVI 2010, n. 45).

II. Verbum in Ecclesia
1. La liturgia
La Dei Verbum afferma al numero 1 che la Chiesa sta «in religioso ascolto della parola di Dio» (Concilio Ecumenico Vaticano II 1965, n. 1, cit. in Benedetto XVI 2010, n. 51). […]
«L’ambito privilegiato in cui Dio parla a noi nel presente» (ibid., n. 52) è la liturgia: «ogni azione liturgica è per natura sua intrisa di sacra Scrittura» (ibid.). Anzi, in un certo senso «l’ermeneutica della fede riguardo alla sacra Scrittura deve sempre avere come punto di riferimento la liturgia» (ibid.). […]
Naturalmente, perché tutto questo possa essere ben compreso dai fedeli – e le difficoltà non mancano – è necessaria una cura particolare alla liturgia. L’attuale struttura del Lezionario, nota Benedetto XVI, ha arricchito «l’accesso alla sacra Scrittura che viene offerta in abbondanza» (ibid., n. 57): ma ci sono «difficoltà che permangono» (ibid.) e che «devono essere considerate alla luce della lettura canonica, ossia dell’unità intrinseca di tutta la Bibbia» (ibid.). È necessario anzitutto che coloro che proclamano le letture nella Messa «siano veramente idonei e preparati con impegno» (ibid., n. 58), cioè siano sia dotati di cultura «biblica e liturgica» (ibid.) sia conoscano «l’arte di leggere in pubblico» (ibid.), che non s’improvvisa.
Del tutto fondamentale per proporre ai fedeli il coordinamento tra le diverse letture e l’unità intrinseca della Bibbia è poi l’omelia. Il Papa lo raccomanda con insistenza: è indispensabile «migliorare la qualità dell’omelia» (ibid., n. 59). «Si devono evitare omelie generiche ed astratte, che occultino la semplicità della Parola di Dio, come pure inutili divagazioni che rischiano di attirare l’attenzione sul predicatore piuttosto che al cuore del messaggio evangelico» (ibid.). L’omelia «è veramente un’arte che deve essere coltivata» (ibid., n. 60) non solo attraverso lo studio, ma anche con la preghiera e la vita spirituale, se necessario con futuri «sussidi adeguati» (ibid.) tra i quali il Papa pensa a un «Direttorio sull’omelia» (ibid.).
Quello che vale per la Messa, vale anche per altri ambiti – confessione, unzione degli infermi, liturgia delle ore, benedizioni, celebrazioni della Parola – dove il Papa esorta allo studio e al rigoroso rispetto delle prescrizioni della Chiesa e fornisce pure prescrizioni e suggerimenti pratici. Tra questi, il consiglio di «educare il Popolo di Dio al valore del silenzio» (ibid., n. 66), evitando lungaggini e verbosità inutili; l’invito a «valorizzare quei canti che la tradizione della Chiesa ci ha consegnato […]. Penso in particolare all’importanza del canto gregoriano» (ibid., n.. 70); […] e la reiterata prescrizione che nella Messa «le letture tratte dalla Sacra Scrittura non siano mai sostituite con altri testi» (ibid., n. 69), dal momento che al Sinodo diversi padri sinodali hanno riferito al riguardo seri «abusi» (ibid.) in questo senso.
2. La vita ecclesiale
[…] Il Papa invita anche a non trascurare la dottrina delle indulgenze, cui la Chiesa non rinuncia, e ricorda che la lectio divina protratta per almeno mezz’ora assicura, alle consuete condizioni, l’indulgenza plenaria. […]

III. Verbum mundo
[…]
2. L’instaurazione cristiana dell’ordine temporale
«Tutta la storia dell’umanità sta sotto il giudizio di Dio» (ibid., n. 99): «nel nostro tempo ci fermiamo spesso superficialmente sul valore dell’istante che passa, come se fosse irrilevante per il futuro» (ibid.), mentre la Parola di Dio «ci ricorda che ogni momento della nostra esistenza è importante e deve essere vissuto intensamente, sapendo che ognuno di noi dovrà rendere conto della propria vita» (ibid.). Passare dalla lectio all’actio significa trasformare con la forza del Vangelo tutti i campi dell’agire umano, compresa la «vita politica e sociale» (ibid., n. 100). Il Papa ricorda che «non è compito diretto» (ibid.) della gerarchia ecclesiastica occuparsi della vita politica, «anche se a lei spetta il diritto ed il dovere di intervenire sulle questioni etiche e morali che riguardano il bene delle persone e dei popoli» (ibid.). È «compito dei fedeli laici, educati alla scuola del Vangelo, intervenire direttamente nell’azione sociale e politica» (ibid.), ed è loro dovere dotarsi di «un’adeguata formazione secondo i principi della Dottrina sociale della Chiesa» (ibid.) e della «legge naturale» (ibid., n. 101).
[…]
Si parla molto d’inculturazione. Ma «l’inculturazione non va scambiata con processi di adattamento superficiale e nemmeno con la confusione sincretista che diluisce l’originalità del Vangelo per renderlo più facilmente accettabile» (ibid., n. 114). Questo va tenuto presente nel dialogo interreligioso, che va condotto «evitando forme di sincretismo e di relativismo e seguendo le linee indicate dalla Dichiarazione del Concilio Vaticano II Nostra aetate sviluppate dal Magistero successivo dei Sommi Pontefici» (ibid., n. 117).

73 commenti:

  1. <p><span>Come tutti i documenti ecclesiastici pecca di astrattezza e “ma anchismo”in cui attua che non mostra come effettivamente l'esegesi deve essere capita e praticata. Il punto della questione è la necessaria autonomia tra l’esegesi critica e scientifica (la sola che può oggi chiamarsi esegesi) e le sovrastrutture teologiche o, peggio, apologetiche . Questione su cui il testo, contro Dei Verbum 12, glissa grossolanamente.</span>
    </p><p><span>L’esegesi, vera, critica, storica e scientifica, vede il testo così come è nelle sue stratificazioni culturali e temporali, andando oltre le nostre precomprensioni e le precomprensioni delle comunità che in circa 70 anni dopo la morte di Gesù hanno elaborato e<span>  </span>rielaborato quello che è il testo recepito. Per essere tale, questa esegesi non può necessariamente essere teologica, perché la teologia come presupposto bypassa il dato storico, retrocedendo a livello di mito fondatore o leggenda eziologica. E’ un esercizio, per capirsi, di dubbio metodico, almeno rispetto agli apparentemente pacifici presupposti dogmatici, di epoca post-apostolica e via dicendo (dato che l’epoca apostolica e i verissimi detti sono irragiungili e non più verbalizzabili). La prima vera parola è questa, parola umana, prima di quella teologico-ecclesiastica.</span></p>

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  2. <span>Come tutti i documenti ecclesiastici pecca di astrattezza e “ma anchismo”, non mostra come effettivamente l'esegesi deve essere capita e praticata. Il punto della questione è la necessaria autonomia tra l’esegesi critica e scientifica (la sola che può oggi chiamarsi esegesi) e le sovrastrutture teologiche o, peggio, apologetiche . Questione che il testo, contro Dei Verbum 12, censura grossolanamente.</span>  
    <span>L’esegesi, vera, critica, storica e scientifica, vede il testo così come è nelle sue stratificazioni culturali e temporali, andando oltre le nostre precomprensioni e le precomprensioni delle comunità che in circa 70 anni dopo la morte di Gesù hanno elaborato e<span>  </span>rielaborato quello che è il testo recepito. Per essere tale, questa esegesi non può necessariamente essere teologica, perché la teologia come presupposto bypassa il dato storico, retrocedendo a livello di mito fondatore o leggenda eziologica. E’ un esercizio, per capirsi, di dubbio metodico, almeno rispetto agli apparentemente pacifici presupposti dogmatici, di epoca post-apostolica e via dicendo (dato che l’epoca apostolica e i verissimi detti sono irragiungili e non più verbalizzabili). La prima vera parola è questa, parola umana, prima di quella teologico-ecclesiastica.</span>

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  3. una bella sintensi per spiegare perchè non si crede più...

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  4. una bella sintesi per spiegare perché non si crede più...

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  5. Possibile che non si riesca a usare un linguaggio più semplice?

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  6. Porca miseria mercenario sei proprio forte, non ho capito niente eppure sono contento, perchè non ho capito niente anche del CVII che ha compreso solo il santo Padre nella sua continuità come del resto tutti gli illuminati che vi parteciparono, io invece, che non capisco niente, la penso così:<span>Chi è guidato dallo Spirito Santo ha idee rette. Ecco perché ci sono tanti ignoranti che la sanno più lunga dei sapienti. Quando si è guidati da un Dio di forza e di luce, non ci si può sbagliare.(San Giovanni Maria Vianney).</span>
    <span>L'analogia fidei? ancora!</span>
    <span><span>

    «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è
    </span>

    <span><span>piaciuto.(Lc 10;21)</span></span>
    <span><span>CVCRCI</span></span>
    </span>
    <span></span>

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  7. INTROVIGNE, BASTA!

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  8. avete letto ?
    <span>     ...il consiglio di «educare il Popolo di Dio al valore del silenzio»...</span>
    ahahahahahahahah
    :(

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  9. <span>avete letto ?  
    <span>     ...il consiglio di «educare il Popolo di Dio al valore del silenzio»...</span>  
    ahahahahahahahah  </span>
    :(

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  10. <span>.</span><span>... l’invito a «valorizzare quei canti che la tradizione della Chiesa ci ha consegnato […]. Penso in particolare all’importanza del canto gregoriano» ....</span>
    :(

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  11. ma proprio questa foto del Papa si doveva postare? con il pallio sbagliato e lo stemma  da vescovo anglicano? eheheheh chissà quante critiche arriveranno....

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  12. Redazione di Messainlatino.it25 novembre 2010 22:35

    Caro Muiltinick,
    mi spiace cancellare il Suo commento.
    Da troppo troppo tempo ormai i sostenitori della Tradizione son additati, dileggiati, screditati beffeggiati per la loro attenzione spesa troppo e troppo spesso (e in alcuni casi solo) agli aspetti esteriori, ai paramenti liturgici, ai pizzi, alle mozzette, agli stemmi, ecc.
    I nemici della Tradizione ci vedono "distratti" dai "fronzoli e dagli orpelli" (come li chiamano loro) e poco attenti alla sostanza, ai testi, all'essenziale.
    Non è il caso qui di distrarci dall'Esortazione apostolica del papa con  commenti OT.
    Non siamo ipocriti: le vesti sacre, le sacre suppellettili son importanti, e l'abbiamo sempre sostenuto!!!  L'arte sacra e il bello son elementi molto importanti nella dimensione ligurgica e orante della Chiesa. Lo diciamo da sempre. Insieme a F. Colafemmina.
    Ma in questo caso, il suo Commento ci è sembrato un po' inopportuno e fuori luogo.
    Son sicuro che sarà comprensivo.
    Il papa ha scelto quello stemma, e quello si deve mettere. Anche se può non piacere. (a noi per primi. Ma per quello c'era un post apposta).
    Il papa ha messo quel pallio: la foto è "storica". perchè non metterla?
    Capisco la sua facezia, e la bonarietà del suo commento, ma orsù, è ora di crescere, e di dimostrare un po' di serietà.
    Con un post così lungo, così fitto di aromenti, su un argomento così importante, non si perda tempo a ironizzare lo stemma, il pallio e chiessà quali altre cose.
    Non se la prenda, e ci aiuti.
    Roberto.

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  13. Scusate, REDAZIONE, vado di fretta, ma perchè Introvigne?

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  14. sicchè mercenaro, con l'intenzione di CHIARIRE, andando oltre questa esortazione apostolica, ci indica "un di più" nientemeno che
    <span>.....un esercizio, per capirsi, di dubbio metodico,...?</span>
    ma allora la Chiesa Docente deve diventare cartesiana?  per uscire dall'astrattezza mostrata da questo documento?...e la Chiesa discente, poveretta, che cosa deve capire, come fa a servirsi di questo "dubbio metodico" ?
    e come potrà arrivare dal dubbio metodico a qualche barlume di certezza ?
    :(
    (Signore, Luce del mondo, fendi questo buio .....come quando il Padre disse "Fiat Lux" !...)

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  15. ....esprimo indi vivo rincrescimento per l'assenza del<span> chiar.mo. prof. Pastorelli !</span>
    (che davvero potrebbe<span> far chiarezza</span> a pro dei fedeli come al solito confusi da tante parole che poco chiariscono su problematiche in sosta permamente "sul tappeto"....)

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  16. <span>....esprimo indi vivo rincrescimento per l'assenza del<span> chiar.mo. prof. Pastorelli !</span>  
    (che davvero potrebbe<span> far chiarezza</span> a pro dei fedeli come al solito confusi da tante parole che poco chiariscono su problematiche in sosta permanente "sul tappeto"....)</span>

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  17. Per quel che mi riguarda non prenderò di certo Massimo Introvigne come guida di lettura. ma vedo che è stato ed è un riferimento per i gestori del blog.
    Dante Pastorelli manca a questo blog e temo che il suo allontanamento non sia provvisorio. Spero di sbagliarmi.

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  18. Non nobis domine26 novembre 2010 10:46

    Faccio fatica a comprendere alcuni commenti. Ci lamentiamo - talvolta giustamente - che le parti dubbie del CVII non vengano chiarite adeguatamente dal S. Padre in maniera autorevole secondo la Tradizione. Poi, quando lo fa, ecco un peana di incisi e dubbi, magrado abbia preso per ottimali - sicut litterae sonant - le prenure di Pio XII. Non si è mai contenti.

    A proposito di assenti: non si sente la mancanza di certi interventi lunghi, che portavano a dubbi ee pieni di un profluvio di compiacimento. Ma non aveva altro da fare che fare 30 o 40 interventi al giorno? Con tutta la missione ad gentes che c'è da fare?

    Grazie per il bel blog

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  19. Non saranno di certo commenti come i suoi che verranno a riempire il vuoto lasciato per il momento da Dante Pastorelli.
    Rinnovo alla REDAZIONE il mio invito a non tollerare attacchi ad personam.

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  20. Non nobis domine26 novembre 2010 12:03

    Forse sarebbe meglio stare meno davanti al pc - che tanto ci da sempre ragione...- e andare invece a convertire i senza Dio di oggi. Mi ripugnano per certi aspetti - soprattutto liturgici - i neocat, ma almeno loro girano per le case, parlano con la gente e pregano per loro e con loro. E non passano la vita a fare 200 interventi al gg sui vari blog.
    Il grande merito di alcuni  movimenti religiosi e laici degli ultimi decenni è proprio questo.
    Guardate come si sono sviluppato - pur in piccolo - l'Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote e i benemeriti Francescani dell'Immacolata: santuari, parrocchie, processioni, Rosari. Mica stanno tutto il gg a pontificare su computer.

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  21. <p><span><span>Egregio Roberto che dirle? In tanti anni che frequento questo blog è la prima volta che vengo censurato, e non per aver parlato male di qualche Pontefice o di cose di Fede. Perciò sono contentato di essere stato oggetto della sua attenzione anche se in questo “modo”. Tuttavia, ad onor del vero, debbo dire che lei non conosce la mia posizione (come altri della Redazione), per cui non ha potuto cogliere il vero senso del mio ironico intervento. La mia opinione, sull’argomento da lei sottolineato, la si può evincere dai post precedenti e appositi dove, mi pare, di averla espressa a chiare lettere (anche in rima qualche volta). Se controlla, noterà che collimano con il suo punto di vista.</span></span>
    </p><p><span><span>Per quanto riguarda il post presente, non ho nulla da dire se non confermare che io sono, ieri come oggi, con quanto dice il Sommo Pontefice.</span></span>
    </p><p><span>Detto ciò mi preme sottolineare che non me la prendo affatto, nella vita ci sono cose ben più serie per cui prendersela. Comunque, non se la prenda lei, se le dico che censurare per futili motivi è sempre un atto negativo e poco caritatevole. Ma come ho detto sopra, forse c’è stata una valutazione affrettata del mio intervento.</span>
    </p><p><span>Cordialmente </span></p>

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  22. <p><span><span>Egregio Roberto che dirle? In tanti anni che frequento questo blog è la prima volta che vengo censurato, e non per aver parlato male di qualche Pontefice o di cose di Fede. Perciò sono contentato di essere stato oggetto della sua attenzione anche se in questo “modo”. Tuttavia, ad onor del vero, debbo dire che lei non conosce la mia posizione (come altri della Redazione), per cui non ha potuto cogliere il vero senso del mio ironico intervento. La mia opinione, sull’argomento da lei sottolineato, la si può evincere dai post precedenti e appositi dove, mi pare, di averla espressa a chiare lettere (anche in rima qualche volta). Se controlla, noterà che collimano con il suo punto di vista.</span></span>
    </p><p><span><span>Per quanto riguarda il post presente, non ho nulla da dire se non confermare che io sono, ieri come oggi, con quanto dice il Sommo Pontefice.</span></span>
    </p><p><span>Detto ciò mi preme sottolineare che non me la prendo affatto, nella vita ci sono cose ben più serie per cui prendersela. Comunque, non se la prenda lei, se le dico che censurare per futili motivi è sempre un atto negativo e poco caritatevole. Ma come ho detto sopra, forse c’è stata una valutazione affrettata del mio intervento.</span>
    </p><p><span>Cordialmente </span></p>

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  23. <p><span><span>Egregio Roberto che dirle? In tanti anni che frequento questo blog è la prima volta che vengo censurato, e non per aver parlato male di qualche Pontefice o di cose di Fede. Perciò sono contento di essere stato fatto oggetto della sua attenzione anche se in questo “modo” (ma si sa che chi comanda, fa la legge). Tuttavia, ad onor del vero, debbo dire che lei non conosce la mia posizione (come altri della Redazione), per cui non ha potuto cogliere il vero senso del mio ironico intervento. La mia opinione, sull’argomento da lei sottolineato, la si può evincere dai post precedenti e appositi dove, mi pare, di averla espressa a chiare lettere (anche in rima qualche volta). Se controlla, noterà che collimano con il suo punto di vista.</span></span>
    </p><p><span><span>Per quanto riguarda il post presente, non ho nulla da dire se non confermare che io sono, ieri come oggi, con quanto dice il Sommo Pontefice.</span></span>
    </p><p><span>Detto ciò mi preme sottolineare che non me la prendo affatto, nella vita ci sono cose ben più serie per cui prendersela. Comunque, non se la prenda lei, se le dico che censurare per futili motivi è sempre un atto negativo e poco caritatevole. Ma come ho detto sopra, forse c’è stata una valutazione affrettata del mio intervento.</span>
    </p><p><span>Cordialmente </span></p>

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  24. Redazione di Messainlatino.it26 novembre 2010 12:19

    Perché no? E son forse stati in molti a prendersi la briga di sintetizzare il testo lunghissimo (200 pagine) di quell'esortazione per divulgarla, sì da darci l'imbarazzo nella scelta?
    Enrico

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  25. Une exhortation de 200 pages! Pff… Il en faut de la salive!

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  26. <span>Une exhortation de 200 pages! Pff… Il en faut de la salive! C'est plus fort que Fidel Castro!</span>

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  27. Beh, Enrico, vedo che è sparito un mio commento in cui dicevo, se mi ricordo bene, che Massimo Introvigne non è di certo una persona di riferenza per me, ma che sembra esserlo sovente per voi. Non mi ricordo che cosa dicevo d`altro  e non importa, osservo anche che avete cancellato un ennesimo attacco ad personam, nel quale deploravo l`assenza di Dante Pastorelli e mi sembra sia sparito anche il commento di un blogger che auspicava la presenza chiarificatrice di Dante.Mah!

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  28. <span>Beh, Enrico, vedo che è sparito un mio commento in cui dicevo, se mi ricordo bene, che Massimo Introvigne non è di certo una persona di riferenza per me, ma che sembra esserlo sovente per voi. Non mi ricordo che cosa dicevo d`altro  e non importa, osservo anche che avete cancellato un ennesimo attacco ad personam e la mia reazione nella quale deploravo questo attacco e l`assenza di Dante Pastorelli, mi sembra sia sparito anche il commento di unaltro blogger che auspicava la presenza chiarificatrice di Dante.Mah!</span>

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  29. E lei che ci fa qui?

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  30. Proprio così.
    Non capisco secondo quali criteri sia stata, in questo caso, effettuata la 'moderazione' e francamente non mi interessa. avendo in compenso da ieri ben chiaro quali siano la linea e i riferimenti di questo blog.
    Un caro saluto.

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  31. certo, Luisa,
    mi piacerebbe che l'egr. Redazione ci spiegasse il motivo della censura applicata al mio commento (che era qui posizionato) e al suo: che cosa c'era di sconveniente nell'eprimere rincrescimento per l'assenza prolungata del chiar.mo prof. Pastorelli ?
    Non so se chiedo troppo alla Redazione, nell'invocare un chiarimento circa la (secondo me) immeritata censura, sul suo e sul mio post: attendo cortesi spiegazioni, se in questo blog è ancora rispettata la libertà di espressione, laddove <span>nessun insulto</span> è stato pronunciato contro chicchessia !
    davvero non capisco una scure che si abbatte talora......random : senza motivi comprensibili....

    RispondiElimina
  32. <span>certo, Luisa,  
    mi piacerebbe che l'egr. Redazione ci spiegasse il motivo della censura applicata al mio commento (che era qui posizionato) e al suo: che cosa c'era di sconveniente nell'esprimere rincrescimento per l'assenza prolungata del chiar.mo prof. Pastorelli ?  
    Non so se chiedo troppo alla Redazione, nell'invocare un chiarimento circa la (secondo me) immeritata censura, sul suo e sul mio post: attendo cortesi spiegazioni, se in questo blog è ancora rispettata la libertà di espressione, laddove <span>nessun insulto</span> è stato pronunciato contro chicchessia !  
    davvero non capisco una scure che si abbatte talora......random : senza motivi comprensibili....</span>

    RispondiElimina
  33. Redazione di Messainlatino.it26 novembre 2010 14:31

    Caro Multinick,
    lungi da me infierire contro di lei.
    Il mio commento infatti non era un j'accuse contro di lei.
    Era di più ampio respiro, un po' una linea guida per i futuri commenti.
    E' vero, io non la conosco e non conosco la sua posizione, o non la ricordo, visto che siete tanti, e noi moderatori pochi! 
    Ma chiedo venia: la moderazione è ripartita tra più persone di buona volontà, vista la mole di commenti da leggere e moderare.
    Ed è possibile che i Suoi commenti ad altri nostri post in cui emergeva meglio il suo pensiero, io non li abbia letti.
    Con questo voglio scusarmi se non ho colto la sua ironia.
    Ma vede: dalla frase, così nuda e cruda, possono essere tratte tristi deduzioni, ad opera di chi ci legge da Roma. e che queste tristi deduzioni le vuole per forza trarre, per screditarci ecc.
    Così come non ho colto io la sua ironia, non lo colgono i nostri avversari.
    Come dicevo all'inizio del mio commento con cui le spiegavo il perchè della mia "censura", ormai da qualche tempo nelle curie e nei Sacri Palazzi si utilizzano alcuni commenti fuori le righe (o sotto, per la volgarità) per screditare e dileggiare non solo il blog (non ci interesserebbe se fosse solo così) ma tutti i sostenitori della Tradizione, che lavorano per organizzare Messe, incontri, seminari, processioni ecc. Insomma, per farsi beffe della Tradizione tutta.
    Il suo commento, come quello di molti altri, preso "sic et simpliciter", sarebbe stato sicuramente un'altra arma in mano a questi detrattori mitrati o monsignorati della Curia Romana e non solo.
    Ci riferiscono infatti che questi monsignoroni, scontenti del nostro sito (che onore!) e impauriti dalla nostra opera (evviva!!) e  a cui stiamo creando parecchi maldipancia (con nostra soddisfazione somma!) sa come agiscono? Stampano i commenti ai nostsri post (non stampando però i post relativi, infingardi) scelgono quelli più polemici, sterili, infantili, superficiali o anche solo estrapolati dal loro contesto, ecc, e li distribuiscono tra gli uffici come fossero volantini promozionali, per diffondere una realtà distorta dei sostenitori della Tradizione. Li commentano, e ci criticano, ci deridono, cercano di togliere credibilità alla Tradizione (tanto è una cosa per pochi esaltati polemici e rubricisti) e al nostro blog.
    Siamo contenti di aver fatto "tendenza" e di essere noi veicolo di diffusione di notizie o di denunce che altrimenti resterebbero ignote ai più. Ma ora stanno cercando di screditarci e di denigrarci con la nostra stessa arma: la libertà nei commenti.
    Ora capisce perchè il Suo commento (come quello di altri) era se non altro un po' inopportuno (come ho detto nel mio commento precedente).
    Nulla da ridire sulla sua posizione che per altro non ricordo o non conosco.
    Rinnovo il mio augurio che lei capisca, non se la prenda, e ci aiuti, quando possibile, ad elevare il livello e la SERIETA' della zona "commenti". E così spero anche gli altri nostri affezionati lettori.
    Ma non fraintenda: serietà non vuol dire acriticismo, banalità, servilismo e tuttovabenismo.
    Io penso a commenti seri, anche polemici, che portino a interessanti discussioni e proficui confronti. E anche sfoghi liberatori o vibranti proteste. Ma sempre entro il limite della credibiltà e della serietà.
    Spero di esser risucito a comunicarle l'intento che da qualche giorno abbiamo deciso di perseguire.
    Continui a leggerci e a scrivere commenti. e a darci, se può, una mano. Grazie.
    Roberto

    RispondiElimina
  34. Redazione di Messainlatino.it26 novembre 2010 15:09

    Ammettiamo che non ci è noto il motivo per cui alcuni commenti siano stati cancellati.
    Lo apprendiamo da Voi.
    Se davvero non erano contenuti insulti di sorta e non vi erano frasi o pensieri inopportuni, davvero non si capisce come mai siano stati cancellati e da chi.
    Residua la spiegazione dell'involontarietà e di alcuni problemi informatici.
    Ce ne scusiamo.
    Roberto.

    RispondiElimina
  35. Redazione di Messainlatino.it26 novembre 2010 15:16

    Caro Cesare, se non le interessa, perchè se lo domanda?
    per Luisa: come ho risposto in un altro post, non si capisce chi e come abbia cancellato alcuni commenti.
    Sicuramente è stato un disguido su quello su Dante Pastorelli.
    Circa gli attacchi ad personam son stati cancellati per ovvi motivi. il suo commento con la sua replica è stato tolto per non ammorbare ulteriormente i coommenti.
    Spero non ce ne voglia.
    Roberto.

    RispondiElimina
  36. Redazione di Messainlatino.it26 novembre 2010 15:19

    <span>Caro Cesare, se non le interessa, perchè se lo domanda?  
    per Luisa: come ho risposto in un altro post, non si capisce chi e come abbia cancellato alcuni commenti.  
    Sicuramente è stato un disguido su quello su Dante Pastorelli.  
    Circa gli attacchi ad personam son stati cancellati per ovvi motivi. il suo commento con la sua replica è stato tolto per non appensantire ulteriormente i coommenti con botte e risposta polemici. Tolto il motivo della replica, tolta anche la replica.
    Spero non ce ne voglia.  
    Roberto.</span>

    RispondiElimina
  37. No nobis Domine
    beh, non concordo pienamente. Io per esempio ho lavorato dalle 7 fino ad ora he sono le 15,22. un momento di tregua me lo potrò concedere per leggere e talvolta a scrivere sul Blog, prima di riprendere i miei impegni? Penso di si. Concordo che qualche volta è solo perdota di tempo sottratto allo studio e al lavoro e forse farei bene ad impiegare meglio il mio tempo. Ma curiosare e commentare (anche se ironicamente) può essere positivo. Io per esempio prendo da blog solo ciò che ritengo buono il resto mi può solo far ridere o irritare, mi piace però sentire il parere di tutti.

    RispondiElimina
  38. <span>Non nobis Domine  
    beh, non concordo pienamente. Io per esempio ho lavorato dalle 7 fino ad ora he sono le 15,22. un momento di tregua me lo potrò concedere per leggere e talvolta a scrivere sul Blog, prima di riprendere i miei impegni? Penso di si. Concordo che qualche volta è solo perdota di tempo sottratto allo studio e al lavoro e forse farei bene ad impiegare meglio il mio tempo. Ma curiosare e commentare (anche se ironicamente) può essere positivo. Io per esempio prendo da blog solo ciò che ritengo buono il resto mi può solo far ridere o irritare, mi piace però sentire il parere di tutti...</span>
    <span>ed ora, scusami, ma devo riprendere a lavorare.</span>

    RispondiElimina
  39. <span> Li commentano, e ci criticano, ci deridono, cercano di togliere credibilità alla Tradizione (tanto è una cosa per pochi esaltati polemici e rubricisti) e al nostro blog.  </span>

    E allora? Se sentono il bisogno di rassicurarsi come possono, e lo fanno in quel modo disonesto e infantile, sempre fra progressisti sono e restano, chi riceve quel materiale se è serio, in buonafede, maturo e intelligente, verifica l`informazione e la completa andando alla sorgente del blog.
    Il giudizio di quelle persone è scontato, le loro cattive intenzioni pure, non orienterei di certo il mio agire per evitare i loro strali velenosi, ma darei la priorità nella moderazione ad evitare gli insulti, gli attacchi ad personam, le volgarità.
    La difesa della Tradizione è l`ultima, ma proprio l`ultima preoccupazione di quelle persone, per molte delle  quali la tradizione della Chiesa è cominciata dal Vaticano II.
    Ci viene detto che nella Chiesa c`è posto per tutti, nei fatti sembrerebbe che la libertà d`espressione ricuperata da chi è stato zittito durante pi'u di 40 anni, infastidisca e molto questi nuovi censori.

    RispondiElimina
  40. Redazione di Messainlatino.it26 novembre 2010 15:46

    Ho cancellato io quel commento Luisa, non per il riferimento a Introvigne (che può rimettere quando vuole) ma perché nello stesso commento c'era anche la reazione al commento critico su Pastorelli. Avendo soppresso quel commento critico ho ovviamente cancellato anche le relative repliche e richieste di intervento redazionale
    Enrico

    RispondiElimina
  41. Redazione di Messainlatino.it26 novembre 2010 15:47

    Vedi sopra in replica a Luisa.
    Enrico

    RispondiElimina
  42. <span><span> il suo commento con la sua replica è stato tolto per non appensantire ulteriormente i coommenti con botte e risposta polemici.</span></span>

    =-X e invece no...parlo...non vedo come la mia reazione che vi domandava di cancellare gli  attacchi ad personam e auspicava il ritorno di Dante poteva appesantire...mah!
    Comunque siete voi i padroni, io sono solo un`invitata e se un certo orientamento non mi conviene, e quello di "ménager" le suscettibilità ed evitare le perfide e scontate azioni dei nemici della Tradizione ne è uno, so che cosa mi resta da fare.

    RispondiElimina
  43. Redazione di Messainlatino.it26 novembre 2010 15:56

    Ho cancellato anch'io ultimamente diversi commenti, tra i quali uno offensivo di Pastorelli al post "Perché il papa ha ragione sul profilattico". Come fatto anche da Roberto (lo dice poco sopra), ho rimosso a quel punto anche le relative risposte, pur condividendone l'intento di esprimere solidarietà a Pastorelli e rammarico per la sua assenza. Cancello sempre i commenti consistenti in meri attacchi ad personam, che non portano alcun contributo utile alla discussione ed anzi rischiano di farla degenerare.
    Per il resto mi associo alle scuse di Roberto per eventuali disagi involontariamente provocati.

    Francesco

    RispondiElimina
  44. <span>"Spero di esser risucito a comunicarle l'intento che da qualche giorno abbiamo deciso di perseguire."  </span>

    Potrei avere maggiori spiegazioni e chiarificazioni su questo nuovo intento ?
    Che cosa intendete per "credibilità"  e "serietà"?
    Se c`è una svolta...già che siamo in tempi di svolte...di questo blog, potreste darci maggiori dettagli?

    RispondiElimina
  45. <span><span> Li commentano, e ci criticano, ci deridono, cercano di togliere credibilità alla Tradizione (tanto è una cosa per pochi esaltati polemici e rubricisti) e al nostro blog.  </span>  
     
    E allora? Se sentono il bisogno di rassicurarsi come possono, e lo fanno in quel modo disonesto e infantile, sempre fra progressisti sono e restano, chi riceve quel materiale se è serio, in buonafede, maturo e intelligente, verifica l`informazione e la completa andando alla sorgente del blog.  
    Il giudizio di quelle persone è scontato, le loro cattive intenzioni pure, non orienterei di certo il mio agire per evitare i loro strali velenosi, ma darei la priorità nella moderazione ad evitare gli insulti, gli attacchi ad personam, le volgarità.  
    La difesa della Tradizione è l`ultima, ma proprio l`ultima preoccupazione di quelle persone, per molte delle  quali la tradizione della Chiesa è cominciata dal Vaticano II.  
    Ci viene detto che nella Chiesa c`è posto per tutti, nei fatti sembrerebbe che la libertà d`espressione ricuperata da chi è stato zittito durante pi'u di 40 anni, infastidisca e molto questi nuovi censori.</span>
    Essere poi derisa da quelle persone sarebbe per me piuttosto un vanto.

    RispondiElimina
  46. Caro Roberto,
    io non mi son posto nessuna domanda. Rispondendo a Luisa ho scritto di non capire quale criterio abbia seguito il moderatore di turno censurando un post di rammarico per l'assenza in questa discussione del prof. Pastorelli ed un altro nel quale si auspicava il suo intervento chiarificatore. Stia comunque tranquillo, eviterò in avvenire ulteriori intromissioni in questo blog.

    RispondiElimina
  47. Redazione di Messainlatino.it26 novembre 2010 16:37

    Cara Luisa. Ripeto quanto detto sopra. Ho cancellato io la sua replica a quel post offensivo verso il prof. Pastorelli (in cui pure gli esprimeva apprezzamento e si faceva domande su Introvigne) perché, come anche Francesco e Roberto in commenti sopra e sotto hanno spiegato, quando c'è una frase offensiva si tolgono per principio anche le relative risposte e repliche, che altrimenti resterebbero 'erratiche'.
    Luisa, penso che mi conosca ormai abbastanza per sapere che l'ultima cosa che desidero è assumere attitudini censorie e impedire discussioni più che libere.
    Quanto alla preoccupazione che esprime sopra Roberto, sono pienamente d'accordo con lei quando dice (sostanzialmente): chissenefrega delle reazioni dei monsignori! Il problema tuttavia, è che quei monsignori usano certi commenti che qui appaiono per mostrarli in alto loco e screditare così il mondo tradizionale. L'altro giorno, per esempio, nel post su Williamson sono apparsi commenti di apologia del nazismo, o negazionisti: si immagina il danno che possono provocare? Non certo a noi (io sono avvocato, sono in grado di vedere che quei commenti non implicano la mia responsabilità, e dal blog non ci guadagno una lira). Ma alla Tradizione nel suo complesso, il danno lo posson fare eccome. Si parva licet componere magnis, il caso Williamson insegna.
    E questa preoccupazione, ne converrà, è cosa sensata: non nell'interesse nostro (che non siamo niente e non rappresentiamo nessuno), ma per il successo del motu proprio. Che è poi lo scopo di questo blog. Di qui la decisione per un po' più di controllo.
    Ma lei, cara Luisa, non mi risulta aver mai scritto commenti che possano creare quel genere di problemi, quindi la cosa non dovrebbe preoccuparla.
    Enrico

    RispondiElimina
  48. Lo ripeto, la malafede, la disonestà intellettuale, di quei monsignori nemici della Messa di sempre, e dell`intento di questo blog,  prenderanno appiglio ad ogni minimo dettaglio che potrebbe aiutarli nella loro perfida battaglia.
    E allora? Lo ripeto, chi è serio viene sul blog e legge tutti i commenti, chi è già convinto che siamo dei nostalgici retrogradi anticoncilari, non farà che continuare la sua opera di propaganda  che comunque è già in atto e non si fermerà, evitare di fornire loro materiale per la loro sporca e vile battaglia non dovrebbe, a mio avviso,  essere il criterio di apprezzamento per giudicare i commenti.
    È vero cerco sempre di essere  corretta, ma il contenuto e i criteri di moderazione del blog mi interessano, non sono indifferente ad un eventuale giro di boia nemicidellatradizionedipendente.

    RispondiElimina
  49. Redazione di Messainlatino.it26 novembre 2010 17:15

    <span>Ho cancellato anch'io ultimamente diversi commenti, tra i quali uno offensivo nei confronti di Pastorelli al post "Perché il papa ha ragione sul profilattico". Come fatto anche da Roberto (lo dice poco sopra), ho rimosso a quel punto anche le relative risposte, pur condividendone l'intento di esprimere solidarietà a Pastorelli e rammarico per la sua assenza. Cancello sempre i commenti consistenti in meri attacchi ad personam, che non portano alcun contributo utile alla discussione ed anzi rischiano di farla degenerare.  
    Per il resto mi associo alle scuse di Roberto per eventuali disagi involontariamente provocati.  
     
    Francesco</span>

    RispondiElimina
  50. Redazione di Messainlatino.it26 novembre 2010 17:21

    Mi sembra che siamo tutti un po' troppo permalosi, in questi giorni, Cesare, suvvia.
    Ho risposto sopra che ho cancellato un commento offensivo verso Pastorelli nonché come d'abitudine quelli di risposta ad esso, compreso quindi il tuo di rammarico e auspicio. Cose che è più che lecito esprimere, anzi!
    A Luisa: se noterà cambiamenti o giro di boa, riparliamone. Per ora, salvo quei commenti neonazisti (e quello di Multinick, la cui cancellazione è stata un errore) non mi pare sia cambiato alcunché, no?
    Enrico

    RispondiElimina
  51. Caro Stettino, non preoccuparti allora siamo in due a non aver capito dove voglia arrivare l'amico Mercenaro, e mi chiedo perché parla così difficile, quando un linguaggio più evangelica, come "sì, sì e no, no" rivelerebbe una ispirazione più missionaria.

    RispondiElimina
  52. È stato il commento di Roberto a farmi presumere un giro di boia, che cosa ha voluto dire Roberto con quel
    <span><span>"Spero di esser risucito a comunicarle l'intento che da qualche giorno abbiamo deciso di perseguire." ?</span>
    </span>

    RispondiElimina
  53. Enrico dice: penso che mi conosca ormai abbastanza per sapere che l'ultima cosa che desidero è assumere attitudini censorie e impedire discussioni più che libere.  
    Grazie Enrico, non avevo dubbi, ma Roberto me li ha fatti venire per qualche minuto... (vabbè, incidenti di percorso)

    RispondiElimina
  54. dai coraggio ragazzi, in effetti non è cambiato nulla. Cerchiamo di essere sempe costruttivi piuttosto

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  55. Non è difficile da capire26 novembre 2010 18:11

    Ma luisa non puoi pensare che i nemici della Tradizione siano seri e onesti intellettualmente!! Son molti gli esempi delle ingegnose trovate dei vescovi per non applicare con dei pretesti qualsiasi, il motu proprio.
    E' proprio questo il problema. non sono seri e non vanno certi a rileggere tutto. Pigliano i commenti che possono esser loro utili e li usano. E possono fare danni. A tutti. Anche a lei in quanto amica della Tradizione

    RispondiElimina
  56. Capisco ma se quelli che sono "censés" (scusate ma non so come si dice in italiano) difenderci si lasciano influenzare dall`agire disonesto di quelle persone e non vanno oltre, non è che abbiamo degli avvocati difensori molto "engagés" e convinti e poi è dare a certi commenti oltranzisti (si dice?) un potere che di certo non hanno o non dovrebbero avere perchè chi di dovere conosce l`impegno e la serietà di questo blog .
    Io per natura sono conrtaria ad ogni eccesso ed estremismo, ma potete forse ammettere che in questi tempi, lo sconcerto, la confusione, anche il disorientamento e l`incomprensione, possono generare commenti e reazioni forse al di sopra delle righe, ma anche questo può essere un messaggio per chi ci governa.
    Non crede?

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  57. A proposito di assenti, dov'è finito il commentatore che rispondeva al nick di Caietan AG? Spesso scriveva interventi intelligenti e pieni di salubre umorismo (dazu war er ein ausgezeichneter Deutschprachiger).

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  58. non nobis domine26 novembre 2010 23:26

    A multinick: anch'io scrivo ogni tanto sul blog ma non faccio solo quello. Ho detto solo che ho provato sollievo a non vedere più le decine e decine di commenti di alcuni sfaccendati che sembrano facciano solo quello. Se sono di Firenze vadano ad aiutare alla Parrocchia di Ognissanti che ci sono tanti fedeli del Francescani dell'Immacolata che hanno bisogno di una buona parola. O, invece, se vogliono avere agio, facciano un blog per conto loro ed evitare di allungare il numero di messaggi che, spesso, sono ricchi di informazioni e di buon livello. Se uno vuole scrivere quello che vuole si crei uno spazio indipendente per parlare male del Papa, di CL o dei neocat: non faccia il parassità attaccato a questo bel blog, ben orientato e unito a Roma. E penso che molti la pensino come me.

    RispondiElimina
  59. REDAZIONE
    Questo è un commento accettabile? Uno di quelli che alza il livello del blog? Uno di quelli che non rischia di dar da mangiare agli affamati nemici del blog? Che, nemmeno fra le righe, costui offenda chi sembra essersi allontanato dal blog, vi lascia indifferenti? 
    Siete d`accordo con ciò che scrive? Vi sembrano sinceri i suoi complimenti? 
    Vi sfugge che costui non è affatto un amico del blog? 

    RispondiElimina
  60. <span><span>REDAZIONE  
    Questo è un commento accettabile? Uno di quelli che alza il livello del blog? Uno di quelli che non rischia di dar da mangiare agli affamati nemici del blog? </span></span>
    <span><span>Che, nemmeno fra le righe, costui offenda chi sembra essersi allontanato dal blog, vi lascia indifferenti?   
    Siete d`accordo con ciò che scrive e vi sembrano sinceri i suoi complimenti?   
    Vi sfugge che costui non è affatto un amico del blog?   </span></span>

    RispondiElimina
  61. E aggiungo, che questo nuovo "amico del blog" abbia il coraggio di dire il nome di  quegli "sfaccendati" che per suo immenso sollievo non scrivono piû.

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  62. Redazione di Messainlatino.it27 novembre 2010 12:02

    No. Non mi sembra che sia un commento a rischio.
    E dove sta l'offesa ?
    Roberto

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  63. Molto interessante il post di Introvigne. Un pò lungo ma profondo. Andrebbero sviluppati di più i documenti del S. Padre, principalmente quelli inerenti alla liturgia, ma anche gli altri. Siamo cattolici perchè c'è un magistero, che noi fedeli abbiamo il dovere di leggere e approfondire. In fondo la cd Parola di Dio sono Sacra Scrittura e il Magistero di Roma

    RispondiElimina
  64. "Ho detto solo che ho provato sollievo a non vedere più le decine e decine di commenti di alcuni sfaccendati che sembrano facciano solo quello.
    <span>...non faccia il parassità attaccato a questo bel blog,"</span>

    Non vede l`offesa, Roberto?
    Se non la vede ne concludo che lei, Roberto, uno dei moderatori di questo blog, condivide il pensiero di chi ha scritto quelle frasi.
    Basta dirlo, così almeno le cose sono chiare.Grazie.

    RispondiElimina
  65. Redazione di Messainlatino.it27 novembre 2010 14:00

    Non commenti neonazi, Luisa. Evidentemente non ha seguito la discussione su Williamson.
    Enrico

    RispondiElimina
  66. libertà vigilata27 novembre 2010 14:03

    sarebbe interessante,
    nonchè di  grande aiuto per mantenere il minimo senso civico e di coscienza autocritica, condiviso dai bloggers, sapere a quali e quanti interlocutori esattamente si riferisce l'egregio e raffinato "nobis..." col suo infamante epiteto di "parassita" e "sfaccendato" , ipotizzando tra l'altro che un oggetto dei suoi complimenti possa abitare a Firenze !

    RispondiElimina
  67. MI verrebbe da dire cattivone a Roberto ... poi rileggendo mi ci trovo nell'accusa!
    Vero è che non ho nulla contro CL e c. ( i neocat non li nomino per paura di scomunica) ma sicuramente rientro nella categoria degli sfaccendati ... nonostante i tre figli l'azienda da far andare avanti i dipendenti ecc ecc ecc ...
    Quindi mi scuso e chiedo a voi tutti di accettare i miei difetti! In fin dei conti, tranne i farisei con il Vangelo, ci troviamo nella condizione dei porcospini di Schopenhauer ... come dire' "Siate buoni se potete!"
    Ci risentiamo tra 4 giorni!
    MD

    RispondiElimina
  68. Vedo che continua il tira e molla della moderazione, ma l`aver cancellato il commento di "non nobis Domine" e la mia reazione, penso sia Enrico ad esser intervenuto, non cancella la realtà che per Roberto, epiteti come "sfaccendati" e "parassità attaccato a questo bel blog,(ipse dixit)" non costituivano un`offesa!
    Che codardi anonimi insultino persone che hanno investito tempo e energia, con competenza e serietà, a questo blog, perchè non c`è bisogno di essere un chiaroveggente per sapere a chi si riferiva, e che un moderatore non li consideri offensivi, è sconcertante.

    RispondiElimina
  69. <span>Vedo che continua il tira e molla della moderazione, ma l`aver cancellato il commento di "non nobis Domine" e la mia reazione, penso sia Enrico ad esser intervenuto, non cancella la realtà che per Roberto, epiteti come "sfaccendati" e "parassità attaccato a questo bel blog", non costituivano un`offesa!  
    Che codardi anonimi insultino persone che hanno investito tempo e energia, con competenza e serietà, in questo blog, perchè non c`è bisogno di essere un chiaroveggente per sapere a chi si riferiva, e che un moderatore non li consideri offensivi, è sconcertante.</span>

    RispondiElimina
  70. Redazione di Messainlatino.it27 novembre 2010 14:35

    Mi spiace deluderla, Luisa, ma a cancellare son stato io, Roberto.

    RispondiElimina
  71. Ogni ironia è "déplacée", tanto meglio se si è reso conto del suo sconcertante commento.

    RispondiElimina
  72. "ironia e pazienza" diceva un grande santo!
    e se permette ironizzo ancora:
    <span>Catone il Censore nasce a Tuscolo nel 234 a.C. da una famiglia di agricoltori. Uomo integerrimo, tradizionalista convinto, Si occupò di cacciare dal Senato parecchi membri che, secondo lui, conducevano una vita disonesta e colpì magistrati corrotti e cittadini indegni. Dotato di un enorme senso morale, si fece paladino della superiorità dei costumi romani contro l'immoralità degli stranieri greci, e fece di tutto per salvaguardare Roma dalla contaminazione culturale.</span>
    <span></span>
    <span>Bellina vero?</span>

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