lunedì 13 settembre 2010

Non abbandoniamo il latino







Un accorato appello , rivolto alla Comunità Agostiniana e ai fedeli, di non abbandonare il latino è stato rivolto nel corso dei primi vespri pontificali in onore di San Nicola da Tolentino da parte di SER Mons. Giovanni Scanavino, vescovo di Orvieto-Todi.

“ Noi siamo cresciuti con il latino” ha esordito il vescovo nell’omelia “ .

“ Se non abbandonerete il latino e questo rito – i vespri solenni in musica - vedrete che Dio ve ne darà merito e i frutti si vedranno”.

L’ omelia di Mons. Scanavino è stata tutta incentrata sulla bellezza liturgica, che rispecchia la bellezza di Dio e dei Santi .

Il Vescovo ha anche commentato alcune caratteristiche musicali dei Salmi cantati, in stile “ceciliano” composti dal romano Luigi Renzi maestro nella Basilica di San Nicola dal 1923 al 1938.

Tutto il rinnovamento musicale che dalla prima parte del secolo XX ha dato origine a molte Scholae Cantorum anche nella Regione Marche, ha preso il via dall’atteso Motu Proprio di San Pio X così come la “riscoperta” della preziosa ed insostituibile liturgia antica, con gli annessi capolavori musicali, proviene dal recente Motu Proprio “Summorum Pontificum” di Benedetto XVI.

I fedeli tolentinati che pazientemente attendono la definizione del nuovo orario delle celebrazioni della Messa secondo il rito antico, dopo il placet annunciato dalla curia maceratese, hanno gioito nell’ascoltare i vespri tradizionali che costituiscono la caratteristica del Santuario di Tolentino alla vigilia della festa del Santo Taumaturgo di Tolentino.

I fedeli marchigiani sanno attendere fiduciosi : sanno che la Madonna di Loreto li protegge!
Andrea C.

20 commenti:

  1. A me sembra che nei Vespri tradizionali la vestizione del Vescovo vada fatta nel santuario. Non e` che sono stati Vespri Novus Ordo?

    RispondiElimina
  2. Domanda da ignorante: ma per i vespri le dalmatiche (o i piviali al vespro solenne) non si indossano sulla cotta?
    Ringrazio chi mi chiarirà il dubbio.

    RispondiElimina
  3. Bella Omelia!!! piccole gocce di balsamo per lenire le molte ferite aperte...
    Grazie eccellenza!

    RispondiElimina
  4. E l'incenso, l'incenso? Se ne è usato tanto, a iosa?

    RispondiElimina
  5. ........scusate....non voglio essere polemico.....ma sono stati loro...preti...vescovi...cardinali a buttar fuori dalla chiesa il latino!!!!!Quando preghiamo nel Credo...Una Santa Cattolica Apostolica.....ma nella realta'..non e' cosi'!!!!!E' una chiesa di mille linque..................allora non e' Una!!!!!!!!Io da povero fedele non ci posso fare niente!!!! Tocca a loro riparare la propria casa!!!!!

    RispondiElimina
  6. Ospite, non fare il buffone!

    RispondiElimina
  7. Facciamo festa, di fronte a un'omelia del genere. Non polemiche, ma festa.

    RispondiElimina
  8. nel bel mezzo, giunge la notizia della creazione di un nuovo LICEO sCIENTIFICO, senza latino. Comunque, il latino era la materia in cui andavo peggio. Ho sempre detto che la mia conversione al tradizionalismo, è la vendetta postuma dei miei insegnanti di latino.

    RispondiElimina
  9. Si, sulla cotta. Il vescovo sembra addirittura che indossi il camice senza talare, direttamente sui pantaloni e questo è scorretto e antiestetico, soprattutto quando il camice ha un alto pizzo trasparente.

    RispondiElimina
  10. Dici?.. uhm.. a me sembra solo un effetto dato in foto dalla piega del pizzo; non idossa i pantaloni.

    RispondiElimina
  11. mi sa tanto che...14 settembre 2010 00:27

    Mi sa tanto che i Vespri erano NO nelle movenze liturgiche e VO nella musica... insomma un accrocchio. Sbaglio?

    RispondiElimina
  12. E' forse solo un'impressione, ma anche la foto che allego  non risolve il dubbio. E quel cingolo sottopancia!

    RispondiElimina
  13. un miracolo che un Vescovo si esprima in questi termini!!!

    RispondiElimina
  14. Dirottatelo come arcivescovo a Torino, così tra "picchiati" del latino (come ha detto qualcuno) ci si intenderà.

    E ora scusate, un po' di PUBBLICITA':

    ragazzi/e, fate gli esercizi classici di sant' Ignazio, sono tosti ma son di grande aiuto nel cercare di prendere sul serio la vita cristiana.
    Io li ho fatti la scorsa settimana a Filetto (MS)   

    RispondiElimina
  15. Mi sa di sì... meglio di niente dai..

    RispondiElimina
  16. Si vwde la veste invece

    RispondiElimina
  17. Loro sono "picchiati" e basta.

    RispondiElimina
  18. Rutilio Namaziano14 settembre 2010 19:37

    Non c'è verso: ogni volta che è possibile parlare di qualcosa di buono, di positivo immediatamente la canea (stupida) dei "perfetti" si scatena! Per me tutti questi precisini sempre pronti o sono imbecilli o modernisti travestiti...

    RispondiElimina
  19. Aurelio Agostino14 settembre 2010 21:10

    Mi rallegro assai della conversione del p. Scanavino... se ripenso alle liturgie che ho visto in gioventù nella basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, a Pavia...

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.