giovedì 16 settembre 2010

A Firenze convegno su Porta Pia e S. Messa tradizionale dei FFI

Riceviamo e riportiamo.
.
organizzato dal gruppo
COMUNIONE TRADIZIONALE
.
.
FIRENZE
2o settembre 2010
.
in occasione del CXL Anniversario della
breccia di Porta Pia
.
ore 16:00
Chiostro del Ghirlandaio, Borgo Ognissanti, 42
CONVEGNO
intitolato "Porta Pia: una breccia nella Civiltà"
tenuto dal Prof. Massimo Viglione
dell'Università Europea di Roma,
.
*
.

ore 18:00
nell'adiacente chiesa del SS. Salvatore in Ognissanti
S. MESSA SOLENNE
secondo la forma straordinaria del Rito Romano
celebrata dai Frati Francescani dell'Immacolata
a gloria di Dio, del Suo Servo il Beato Pio IX
e in suffragio delle anime dei combattenti pontifici.

ps. si ricorda che nella stessa chiesa, i FFI celebrano la S. Messa tradizionale
ogni domenica e festa di precetto alle ore 12

44 commenti:

  1. Rafminimi13@libero.it16 settembre 2010 12:08

    e intanto Bertone va a Porta Pia

    RispondiElimina
  2. Così si potrà applicare la Santa Messa oltre che in soffragio dei combattenti pontifici anche in riparazione per la visita poco opportuna di Bertone.

    RispondiElimina
  3. OOOH!
    Questo mi aspetto dai cattolici.
    Un convegno "DI PARTE", cattolica.
    Un suffragio "DI PARTE", cattolica.
    Una S. Messa. Cattolica.

    E basta con la politica del "quanti-errori-abbiamo-fatto-quanto-hanno-in-fondo-ragione-quelli-che-ci-odiano".
    Ancora qualcuno (penso l'80% dei "cattolici" e l'85% del clero) pensa di conquistare rispetto, simpatia e magari ammirazione "muovendo un passo" (più o meno chilometrico) in avanti, verso i nipotastri di Voltaire e di Garibaldi.. verso gli Scalfari e gli Zagrebelsky.
    Quelli continueranno a sparare alle spalle.

    RispondiElimina
  4. <span>OOOH!  
    Questo mi aspetto dai cattolici.  
    Un convegno "DI PARTE", cattolica.  
    Un suffragio "DI PARTE", cattolica.  
    Una S. Messa. Cattolica. Per cattolici "cattolici".
     
    E basta con la politica del "quanti-errori-abbiamo-fatto-quanto-hanno-in-fondo-ragione-quelli-che-ci-odiano".  
    Ancora qualcuno (penso l'80% dei "cattolici" e l'85% del clero) pensa di conquistare rispetto, simpatia e magari ammirazione "muovendo un passo" (più o meno chilometrico) in avanti, verso i nipotastri di Voltaire e di Garibaldi.. verso gli Scalfari e gli Zagrebelsky.  
    Quelli continueranno a sparare alle spalle.</span>

    RispondiElimina
  5. Lo stato pontificio, la questione romana, la teocrazia, la olitica di Pio IX, l'unità d'Italia, tutti argomenti storici che vanno discussi come tali. Nessuno credo possa scavalcare i concordati dal ventinove in poi, ripensare ad un potere temporale dei papi sugli stati della Chiesa o mettere ad esempio in dubbio la leicità di Roma capitale d'Italia o la stessa unità del Paese.Si allo studio storico no agli anacronismi.

    RispondiElimina
  6. Perchè metti limiti/freni alla Divina Provvidenza? Se voglio pregare per il ritorno dell'Impero Romano, temi che faccio male? Anche da questo si vede la differenza tra conservatori e tradizionalisti. I Conservatori hanno l'idoaltria dell'esistente. NEgli anni '80, chi avrebbe scommesso un centesimo bucato sul fatto che, meno di 10 anni dopo Croazia, Armenia, Lituania, etc., sarebbero divenuti indipendenti? Puoi escludere che, tra 20 o 50 anni (se il sole ci illuminerà ancora) non esiteranno delle nuove compagni politico-statali che noi adesso neppure ci sogniamo e/o che antiche compagini non tornino in vita?

    RispondiElimina
  7. Devo fare di tutto per andare, devo fare di tutto... non posso mancare!!!

    RispondiElimina
  8. Sì hai ragione, ma a Porta Pia non ci sono degli storici, ma dei MASSONI che si fregano le mani.

    RispondiElimina
  9. Ebbasta coi tabù! Si diventa stucchevoli.
    La storia è un fatto umano attraverso il quale si svolge missione salvifica della Chiesa. Se si ragiona a compartimenti stagni per paura di esser giudicati dai nostri avversari, caliamo subito le brache.
    Aveva ragione il Beato Pio IX a difendere il potere temporale la perdita del quale ha portato solo danni e la necessità di arrivare a quei compromessi (sulla carta divenuti "concordati") con il fascismo e la repubblica dei maneggioni. Un grand'affare? Io credo di no.
    Altra cosa è credere di vivere ancora nello Stato Pontificio, vestirsi, agghindarsi e fregiarsi di anacronismi ma quello è un altro discorso.
    Basta, veramente basta; poi magari chi mena questi discorsi contro il potere temporale (scordandosi che lo Stato Pontificio fu vigliaccamente aggredito contro le regole del diritto internazionale) è il primo che si commuove per la "penosa" situazione del Tibet e del Dalai Lama.

    RispondiElimina
  10. Questi argomenti gettano ombra sui tradizionalisti, sono armi a doppio taglio, già Pio XI nel 1929 ha risolto la questione punto e basta.

    RispondiElimina
  11. Certamente ti do' ragione Ospite .......... concorderai pero' che l' UNITA' d' ITALIA è stato tutto un un baraccone ..........


    c' è solo da dimenticare .. ma che VERGOGNA ...... alto che STORIA ...... !!!!!!! .........

    RispondiElimina
  12. Cari amici di messainlatino.it, vi invito tutti a partecipare il 20 settembre. Sarebbe anche un'ottima occasione per incontrarci e conoscerci.
    Aldilà dei punti di vista che ciascuno può avere, al fine di evitare strumentalizzazioni e fraintendimenti, vi riporto parte del comunicato stampa del 14.09.2010 inviato dal gruppo organizzatore della giornata:
    "
    <p><span><span>Tale manifestazione vuol rendere omaggio a tutti quei giovani europei che combatterono in difesa della Civiltà Cristiana e della figura del Papa Re che subì quella che, secondo il diritto internazionale, era e resta un’aggressione proditoria e ingiustificata. </span></span>
    </p><p><span><span>Tale manifestazione si terrà anche nel pieno rispetto e nella preghiera dei caduti del Reggimento Bersaglieri, giovani soldati di leva, che combatterono altrettanto eroicamente per un ideale che, anche se vincente, non deve per questo essere indiscutibile. A 140 anni da quegli eventi sarebbe il momento di una riflessione storica pacata e obiettiva nel pieno rispetto di tutti, ma senza paura di scomode verità.</span></span>
    </p><p><span><span>Rivisitare la storia non significa voler disfare l’Italia, perché anche questo sarebbe un gesto di volgare giacobinismo.</span></span>
    </p><p><span><span>Ascanio Ruschi</span></span>
    </p>

    RispondiElimina
  13. Ripeto: non conosciamo i piani della Provvidenza. Accettare l'esistente, ma non adorarlo. Quando sento dire: "Sconfitti dalla <<storia>>", mi vine da grattarmi la testa. Passi quando lo dice un liberal-hegelian-opportunista quale fu (pace all'anima sua) Montanelli, ma detto da altri, in specie da chi si sapccia per cattolico, mi fa ridere. Da quando in qua la "Storia" è un essere vivente, dotato persino della capacità di combattere?
    Lasciatemi la libertà di essere ghibellino (moderato), e di credere che un giorno, magari sotto altra forma, ma il Sacro Romano Impero risorgerà. Magari saranno proprio le beghe dei mondialisti/globalizzatori, che, infine, si muteranno nel loro opposto? E se Dio le tollera proprio perchè pensa di trarne un bene maggiore? Io prego per tale scopo. Perchè non posso pubblicizzare tale mia intenzione di preghiera?  Ormai l'ultima libertà che ci hanno lasciato (per adesso) è quella di sognare e pregare. Perchè proprio voi la volte mortificare? Circa chi dice che sono tali aspetti che gettano ombra sui tradizionalisti, ignora che il tradizionalismo è un mondo molto eterogeneo e variegato. L'attaccamento alla liturgia Tridentina è, almeno per quel meno di 0 (ZEROO) che vale il mio parere, la testa dell'iceberg. Intendiamoci: è il punto principale e qualificante, però è solo un aspetto di una ampia visione del mondo che abbraccia tutti i campi.  </storia>

    RispondiElimina
  14. <span>

    "A Porta Pia non ci sono degli storici, ma dei MASSONI che si fregano le mani".



    E’ la semplice verità.
    La presa di Roma, con la caduta dello Stato Pontificio, fu un momento decisivo della lotta anticattolica pianificata dalle logge massoniche internazionali, in primis da quelle inglesi: e questo la sanno anche i bambini.
    Che poi da questo, come vorrebbero alcuni, sia indirettamente nato un ’bene’ per la Chiesa che si sarebbe ‘liberata’ da presunte pastoie anti-evangeliche: nego simpliciter.
    Lo ‘Stato laico’ che seguì alla breccia di Porta Pia, quello dell’italietta massonica post-risorgimentale, è esattamente quello che oggi massacra milioni di bambini con l’aborto legalizzato, quello che tortura, congela e distrugge gli embrioni umani, quello che sfascia le famiglie col divorzio, quello che promuove le unioni omosessuali, quello che vorrebbe dare i bambini in affido o in adozione alle coppie gay, quello dell’eutanasia ormai largamente praticata di fatto, quello che ‘massonizza’ i nostri ragazzi con la pseudo educazione ammannita nelle laicissime scuole di Stato (chi scrive ne sa qualcosa).
    Lo ’Stato laico’, infine, è quello che è riuscito ad infiltrare pesantemente, con le sue false filosofie naturaliste ed evoluzioniste, le menti dei chierici modernisti, compresi quelli dell’attuale Gerarchia ecclesiastica. E’ la culla del Superconcilio.
    Le ‘novità conciliari’ (liberalismo, ecumenismo, collegialità) applicate in questi ultimi decenni, e che hanno fatto precipitare la Chiesa e le anime nel baratro che oggi tutti vediamo, non sono altro che la versione ‘ecclesiastica’ dei principi massonici di cui si nutrono assiduamente gli adepti delle Logge.
    Per questo motivo, non mi meraviglia che il card. Bertone vada a Porta Pia  a celebrare l’evento che ci ha portato ai prodromi del regno dell’Anticristo.

    </span>

    RispondiElimina
  15. Non è in gioco il potere "temporale perso con PortaPia", chissenefrega, qui è in gioco il dogma del POTERE VICARIO dato da Cristo ad un solo uomo sulla terra: PIETRO, IL QUALE PUO' DELEGARLO, incoronado sovrani!

    RispondiElimina
  16. ????????????????????????????????????????????????????????

    ????

    RispondiElimina
  17. ma una S.Messa per TUTTI i caduti non sarebbe stata più indicata e più giusta nelle intenzioni?

    RispondiElimina
  18. Per maggio 55
    Spero di aver già risposto al tuo appunto postando parte del comunicato stampa sulle intenzioni degli organizzatori.
    Per chi fosse interessato, dopo la S. Messa, alle ore 20,00 circa è prevista anche la cena in una trattoria del centro storico fiorentino a prezzo modico.
    Per chi venisse da fuori Firenze, abbiamo prenotato alcune stanze in hotel convenzionati.
    Ascanio

    RispondiElimina
  19. Gettano il ridicolo sui tradizionalisti.

    RispondiElimina
  20. gnuno ha le sue..Sui modernisti, il ridicolo cade da sè, wakka wakka wè.

    RispondiElimina
  21. <span>ognuno ha le sue..Sui modernisti, il ridicolo cade da sè, wakka wakka wè.</span>

    RispondiElimina
  22. Redazione di Messainlatino.it17 settembre 2010 02:17

    Montanelli opportunista? Raramente ho letto un'accusa più infondata
    Enrico

    RispondiElimina
  23. la caduta degli dèi17 settembre 2010 07:13

    <span>

    A 140 anni da quegli eventi sarebbe il momento di una riflessione storica pacata e obiettiva nel pieno rispetto di tutti, ma senza paura di scomode verità.
    Rivisitare la storia non significa voler disfare l'Italia, perché anche questo sarebbe un gesto di volgare giacobinismo.
    --------------------
    "La Verità vi farà  liberi".
    (ma oggi domina ancora, soprattutto in Italia, più che in tutto il mondo civilizzato, la paura di "scomode verità"!)
    </span>

    <span></span>

    RispondiElimina
  24. la caduta degli dèi17 settembre 2010 07:27

    <span>

    Non conosciamo i piani della Provvidenza.

    E' giusto e ragionevole accettare l'esistente, ma non adorarlo.
    ------------------------
    Verissimo ! 
    e io dico: idem per la storia, che va continuamente <span>"riscritta</span>", alla luce della <span>verità dei fatti</span>, sempre più supportata da molteplici documenti e testimonianze, via via riscoperte e RICONNESSE TRA LORO, a ri-definire un intero quadro di un'epoca, e che permettono, ad ogni più matura e consapevole riscrittura, una più FEDELE ricostruzione del COME si svolsero certi eventi, e di tutti i loro PERCHE', (palesi ed occulti);
     dunque a rendere uno scenario epocale passato sempre più CHIARO, leggibile e comprensibile in rapporto al presente, come preparatorio di esso, con tanti segnali, personaggi e prodromi di fenomeni "in nuce"; <span>chiarimento progressivo della verità storica,</span> via via che la Verità Ipsa, conosciuta nella sua pienezza ed umilmente accettata, getta luce più chiara e forte su di essi, mettendo in fuga tutte le  ombre e/o gli equivoci, i malintesi e le ILLUSIONI, fossero anche durate, credute e sostenute da secoli !
    </span>
    <span></span>

    RispondiElimina
  25. la caduta degli dèi17 settembre 2010 07:53

    <span>

    Di solito la realtà è qualcosa che non si sarebbe mai potuta immaginare (C.S. Lewis).
    </span>

    RispondiElimina
  26. la caduta degli dèi17 settembre 2010 07:57

    Di solito la realtà è qualcosa che non si sarebbe mai potuta immaginare (C.S. Lewis).  

    RispondiElimina
  27. Il caso del Tibet e quello dello Stato Pontificio sono profondamente diversi, così come profondamente diverse sono le figure del Dalai Lama e del Pontefice (anche dal punto di vista puramente istituzionale). Fatta questa ovvia premessa, l'invasione cinese del 1950 in Tibet è stato ed è un atto di barbarie particolarmente odioso, non solo perché ha comportato la profonda adulterazione - quando non la completa estinzione - di una cultura preservatasi per ovvie ragioni geografiche intatta nel corso dei secoli, ma anche perché ha conosciuto le modalità del genocidio e conosce a tuttoggi quelle della persecuzione etnica. Dunque la virgolettatura di "penosa" è del tutto fuori luogo e, per una volta, devo esprimere il mio dissenso dall'ottimo Moscardò.

    RispondiElimina
  28. A metà dell'Ottocento, poi, la regola del "diritto internazionale" era la legge della giungla. L'azione garibaldino-savoiarda contro lo Stato Pontificio avrebbe violato le norme del diritto internazionale pubblico odierno (che è poi la legge del taglione con blandamente conative moderazioni), figlio anche e soprattutto di quella cultura che i nostalgici del papa re riprovano dal profondo dello stomaco.

    RispondiElimina
  29. Ne riparliamo tra vent'anni in piazza a Venezia, all'ombra dei minareti della Gran Moschea di San Marco. SVEGLIATI EUROPA!

    RispondiElimina
  30. Circa i temi di cui abbiamo sopra parlato credo sia utile riflettere sulla figura di Don Davide Albertario

     da CR n.1158 del 18/9/2010

    Don Davide Albertario (1846-1902) fu, secondo l’Enciclopedia cattolica, «per un trentennio, dopo il ’70, il giornalista più brillante e il polemista più efficace a servizio della causa cattolica in Italia» (col. 674).

    Visto l’enorme ed inimmaginabile numero di giornali, riviste e gazzette cattoliche che sorsero durante il lungo Pontificato di Pio IX (1846-1878), questo elogio non è davvero di poco conto. Nato da semplici contadini in umile borgo della Lombardia, don Albertario attraverso numerosissimi articoli sulla stampa periodica, specialmente sull’“Osservatore cattolico”, il quotidiano che diresse per decenni, difese con coraggio da leone e con perizia di teologo tutte le posizioni dell’intransigenza cattolica sui temi chiave di quell’annoso periodo storico, a partire ovviamente dalla libertà della Chiesa e del Papa dopo che il Regno d’Italia nel 1870 occupò manu militari la Capitale della cristianità.

    Fu quindi sempre fieramente opposto ai cattolici conciliatoristi (con lo status quo), combatté contro le tendenze rosminiane e anti-tomiste in filosofia, fu un difensore del non expedit e del Sillabo del beato Pio IX, e denunciò con vigore i due mostri sacri della seconda metà dell’Ottocento, cioè il liberalismo e il socialismo. ....

    La vita di don Albertario si legge come un romanzo, tanto l’epoca era densa di lotte, di sconfitte cocenti e di vittorie gloriose per i cattolici militanti, e il prete lombardo conobbe vari processi e ammende, e persino le patrie galere per aver difeso sempre fedelmente la Sede di Pietro, attraverso il suo noto motto giornalistico, che dovremmo fare nostro anche oggi, un secolo dopo l’Albertario, «Col Papa e per il Papa».....

    RispondiElimina
  31. Per alcuni si tratta certamente di stolidi tabù. Non per tutti però.

    RispondiElimina
  32. Gentile Redazione, pur se lettore de "Il Giornale" sin dal primo numero, a prescindere da alcune testimonianze orali che ebbi modo di apprendere personalmente da personaggi (ormai defunti) piuttosto autorevoli e degni di fede (ma che, proprio poiché soltanto dichiarazioni orali di soggetti deceduti, altro non possono valere, se non come flebile principio di indizio, pressoché inutilizzabile), stando, fra le altre, alle notizie recentemente riportate anche da Buscaroli nel suo ultimo libro, parrebbe, invece, proprio di sì.

    In ogni caso, la vicenda Berlusconi-Montanelli mi parrebbe abbastanza emblematica; a fronte di una bipolarizzazione del contesto politico, il nostro Montanelli (indipendentemente dalle ragioni addotte), di fatto, andava a schierarsi con quella parte politica che, a partire dal 1946 (il "compromesso storico" non costituisce certamente una categoria politologica degli anni '70, ma l'esternalizzazione di una realtà ben precedente), aveva garantito il governo di quella diarchia instauratasi fra le sinistre ed il cattocomunismo (quest'ultimo, secondo le indicazioni del nostro, da votarsi comunque, sia pure se "turandosi il naso"; questo giacché la polarizzazione del voto su candidati sedicenti "moderati", in un sistema proprozionale con preferenza, faceva sì che quei voti andassero ad eleggere anche gli esponenti del sindacalismo più estremista: i 350.000 voti di preferenza a dati a De Carolis nella Circoscrizione Milano-Pavia, ad esempio, valevano ad eleggere, oltre all'interessato, altri 5 o 6 deputati - gli ultimi della lista - di tendenza tutt'altro che moderata ...).

    Del resto, l'organicità di Montanelli al sistema (a partire, almeno, dai primissimi anni '60, quando, instauratosi il "centro sinistra", il nostro traghettò direttamente dai monarchici al Partito repubblicano) mi parrebbe testimoniata paradossalmente anche dai suoi diari, recentemente pubblicati, laddove apertamente emergono i suoi costanti (e cordiali) rapporti con esponenti della "Prima repubblica" del calibro di De Mita (il quale, pure, nel giuoco fra le parti ad uso e consumo degli "ideologicizzati", tipico di quell'epoca, non aveva esitato a querelarlo in un'occasione).

    Insomma, certamente molto abile, anzi, abilissimo e geniale il nostro Indro, nel riuscire traghettare per tanti anni i voti anticomunisti e moderati nei canali del consenso scandito, di fatto, da una linea (più o meno palese) di "compromesso storico", ma quanto alla coerenza, permettetemelo, per trovarla bisogna andarla a cercare presso tutt'altro indirizzo!  

    RispondiElimina
  33. ...le virgolette erano una reazione allo stucchevole stracciar di vesti occidentali che è molto "in" qua da noi, non certo alle vittime del regime comunista che -basterebbe ciò di motivo- compatisco di cuore.

    Be' come codificazione il diritto internazionale era ancora in nuce, ma la consuetudine internazionale e la storia del diritto delineano da lungo tempo le regole del corretto agire tra Stati sovrani; la legge della giungla in Europa non vigeva, salvo esser rispolverata da una banda di cenciosi spregiatori di Cristo in camicia rossa che prepararono la strada a regnanti senza scrupoli, vergogna della propria dinastia.

    RispondiElimina
  34. I tibetanofili de noantri - e anche quelli in salsa hollywoodiana - sono particolarmente urticanti, è vero. Spesso si tratta di radical-chic che straparlano sulla base di nozioni superficiali. E quasi altrettanto spesso si tratta di persone alla ricerca di una "spiritualità" pret-à-porter, che non comporti impegni o vincoli particolari: un capo comodo per ogni circostanza e ogni stagione (e il buddismo tibetano di una certa vulgata ha molto da offrire in questo senso).

    Molti stati nazionali si formarono proprio in virtù dello sbrigliato clima giunglesco che vigeva nei rapporti internazionali (e che non fu certo invenzione di Napoleone o dei suoi pronipotini, inclusi i bizzarri avventurieri di Garibaldi). Così la Prussia poté fagocitare la Baviera e il resto della Germania, per esempio. Che l'attacco (per conto) del Regno savoiardo ai danni dello Stato Pontificio non sia stato né un atto di cortesia né un'impresa condotta a fini umanitari è indubbio ma è anche in linea con l'andazzo del tempo. Se poi la scomparsa del Papa re sia stato un bene o un male è argomento da affrontare con serenità, senza tabù e senza patemi ideologici, come giustamente invita a fare Luis Moscardò.

    RispondiElimina
  35. <span>I tibetanofili de noantri - e anche quelli in salsa hollywoodiana - sono particolarmente urticanti, è vero. Spesso si tratta di radical-chic che straparlano sulla base di nozioni superficiali. E quasi altrettanto spesso si tratta di persone alla ricerca di una "spiritualità" pret-à-porter, che non comporti impegni o vincoli particolari: un capo comodo per ogni circostanza e ogni stagione (e il buddismo tibetano di una certa vulgata ha molto da offrire in questo senso).  
     
    Molti stati nazionali si formarono proprio in virtù dello sbrigliato clima giunglesco che vigeva nei rapporti internazionali (e che non fu certo invenzione di Napoleone o dei suoi pronipotini, inclusi i bizzarri avventurieri di Garibaldi). Così la Prussia poté fagocitare la Baviera e il resto della Germania, per esempio. Che l'attacco (per conto) del Regno savoiardo ai danni dello Stato Pontificio non sia stato né un atto di cortesia né un'impresa condotta a fini umanitari è indubbio ma è anche in linea con l'andazzo del tempo. Se poi la scomparsa del Papa re sia stato un bene o un male è argomento da affrontare con serenità, senza tabù e senza patemi ideologici, come giustamente invita a fare Luis Moscardò.</span>

    RispondiElimina
  36. Montanelli era (opinione personale) un soggetto caratteriale, non esente da un certo gusto della posa e da un certo cinismo - sia pure benedetto da talento e intelligenza - e molti dei suoi cambi di casacca hanno all'origine questo dato. Certo è difficile perdonargli alcuni misfatti: per esempio quello di aver messo in circolazione uno come Severgnini.

    RispondiElimina
  37. <span>metà dell'Ottocento, poi, la regola del "diritto internazionale" era la legge della giungla. </span>
    NON è AFFATTO VERO!

    RispondiElimina
  38. "Che l'attacco (per conto) del Regno savoiardo ai danni dello Stato Pontificio non sia stato né un atto di cortesia né un'impresa condotta a fini umanitari è indubbio ma è anche in linea con l'andazzo del tempo"

    Convengo; però l'attacco a uno Stato antichissimo e, a livello internazionale, sostanzialmente imbelle, per giunta retto dalla massima Autorità morale e spirituale non era certo un'impresa con fini umanitari, anzi non fu proprio un'impresa, fu un drammatico fatto inaudito.

    In definitiva, quel che mi preme di dire è che non dobbiamo castrarci la coscienza per il timore del giudizio altrui (che tra l'altro è radicato nel niente della retorica risorgimentale). Ritengo che "Porta Pia" fu un atto vile, anticiattolico che proseguì con straordinario empio vigore il progetto della laicizzazione delle genti d'Europa.
     Ma queste riflessioni -concordo e sottolineo- non possono razionalmente convivere con i vagheggiamenti anacronistici.

    RispondiElimina
  39. Effettivamente nell'ambito di quello che oggi è il diritto marittimo la giungla non vigeva: per mancanza di alberi.

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.