venerdì 17 settembre 2010

100 S. Messe SP - Laus Deo et Deo Gratias



Il Coordinamento Summorum Pontificum di Ferrara ha partecipato alla celebrazione della centesima Messa festiva in rito antico secondo il Motu Proprio Summorum Pontificum nella Chiesa di S.Maria della Pietà - S. Gaetano dei Padri Teatini, dopo l'emanazione del decreto di istituzione della medesima del 1° Dicembre 2008 (in fondo pagina), da parte di S.E. Rev.ma Mons. Paolo Rabitti Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate di Pomposa.

A celebrare queste Sante Messe si sono alternati (sotto il coordinamento dell'incaricato per i sacerdoti don Franco Guglielmini, con l'ospitalità del Padre Riccardo Linares OCR e con l'ausilio dell'incaricato per i laici dott. Massimo Martinucci), per ora, 19 sacerdoti diocesani, tra i quali per primo il medesimo Arcivescovo mons. Paolo Rabitti, il Vicario Generale dell'Arcidiocesi Mons. Antonio Grandini, diversi canonici della cattedrale (Mons. Guido Rossi, Mons. Ivano Casaroli, ecc.), L'Archivista ufficiale dell'Arcidiocesi (Prof. Don Enrico Peverada), il consigliere spirituale del Seminario Arcivescovile (don Michele Zecchin), il segretario dell'arcivescovo (don Carlo Giuseppe Adesso), svariati parroci e cappellani di tutta l'Arcidiocesi diversi per formazione, provenienza ed età, dai più giovani ai più anziani, incluso naturalmente il sacerdote coordinatore ed istruttore don Franco Guglielmini (tutti meriterebbero poi di essere citati per nome, ma per motivi di spazio non lo faremo, estendendo a tutti in ugual modo la nostra riconoscenza).

Un evento di grazia del quale vogliamo parteciparvi la gioia, lodando il Signore per le sovrabbondanza di grazia che questa celebrazione riversa sulla nostra Arcidiocesi e su tutta la Chiesa.




DECRETO DI ISTITUZIONE


IN CONTINUITÁ CON LE NOSTRE RADICI
IN COMUNIONE CON TUTTA LA CHIESA


Prot. 459/2008 (Rif. 396/2008) Ferrara, 1 Dicembre 2008

Notificazione circa l’introduzione della
“Messa in Latino” (S. Messa secondo il rito di S. Pio V)
nella Città di Ferrara

Il Santo Padre Benedetto XVI, guidato dalla propria missione di “essere visibile principio e fondamento dell’unità” (LG, 23) nella e della Chiesa, ha manifestato alcune sue preoccupazioni riguardo alla vita liturgica e perciò all’integrità della fede cattolica nella Chiesa cattolica.

- Ad esempio: la sua angustia che emerge da serpeggianti infedeltà alle prescrizioni del Messale Romano, promulgato, nel 1970, da Paolo VI, che si era proposto di “promuovere e adattare alle necessità della nostra età il culto divino, rendendolo splendido per dignità e armonia”. E tali infedeltà – ha scritto il Santo Padre Benedetto XVI – rischiano di portare in “molti luoghi … deformazioni arbitrarie della liturgia, al limite del sopportabile”.

- Altra preoccupazione esprime Papa Benedetto XVI, quando afferma che bisogna tentare “ogni sforzo per conservare o conquistare la riconciliazione e l’unità nella Chiesa, affinché, a coloro che hanno desiderio dell’unità, sia reso possibile di restare in questa unità o di ritrovarla nuovamente”.

* * *
Pertanto il Santo Padre ha esplicitato e normato, in data 7.07.2007, ciò che già Giovanni Paolo II, nel 1984, e poi nel 1988, aveva raccomandato ai Vescovi, relativamente a quei fedeli che avessero richiesto la facoltà di usare, oltre che il Messale Romano, promulgato da Paolo VI, anche il Messale Romano promulgato da S. Pio V e nuovamente edito, nel 1962, dal Beato Giovanni XXIII.

È evidente che, avvalendosi di tale facoltà, deve essere escluso da chiunque ogni “disordine” o “spaccatura” nelle comunità cattoliche; né l’uso del Messale di S. Pio V deve ritenersi come “un contrassegno esterno” di repulsa del carattere vincolante del Concilio Vaticano II; oppure la “messa in dubbio” dell’autenticità della riforma liturgica promanata dal Concilio Vaticano II.
Il Papa desidera, invece, agevolare Coloro che – per formazione-cultura-sensibilità alla lingua latina – hanno imbevuto il loro spirito a tale “forma” della liturgia, che viene ora definita “straordinaria”, complementare a quella “forma ordinaria” promanata dal Vaticano II.

* * *
Sembra, ad esame accurato, che nell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, e cioè in chi è e vuole essere “cattolico”, non sussistano “deformazioni, creatività, arbitrarietà” liturgiche così da produrre anarchie o deviazioni nelle celebrazioni e perciò sconcerto nei fedeli.
Viene compiuta invece qualche celebrazione orientata da quello che Benedetto XVI chiama “movimento guidato dall’Arcivescovo Lefebvre”, ma si tratta di iniziativa del tutto autonoma, indipendente dall’Autorità Diocesana e perciò estranea alla Realtà Diocesana.

Si constata, tuttavia qua e là, un certo impoverimento liturgico causato, forse, dalle molte celebrazioni cui devono provvedere quei Sacerdoti che hanno la cura pastorale di più Parrocchie; oppure da un pullulare di canti, di preghiere dei fedeli, di gesti liturgici che diversificano eccessivamente le celebrazioni. Oppure si denota una marcata carenza di Animatori, Ministranti, Lettori. Talvolta, purtroppo, si costata una certa sciatteria delle suppellettili o del rito stesso; cose tutte che attenuano quella “grande reverenza, quella ricchezza spirituale e quella profondità teologica” che, come Benedetto XVI afferma, dovevano scaturire dalla Riforma Liturgica del Concilio Vaticano II e che sono ora sollecitate proprio dalle predette preoccupazioni manifestate dal Papa.

* * *
Nell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio è avvenuto che, in seguito alla promulgazione del Motu Proprio “Summorum Pontificum”, un centinaio di fedeli ha chiesto di potersi avvalere delle facoltà contenute nel Motu Proprio.

Mi è gradito riportare la premessa con la quale tali Fedeli hanno fatto pervenire all’Arcivescovo la loro richiesta, perché mi pare che ne esprima adeguatamente gli intendimenti, lo spirito e la garanzia di unità:

“Eccellenza Reverendissima, sono un fedele della Sua Diocesi, e, assieme agli altri firmatari, mi permetto di avanzarLe la richiesta di dare la possibilità a tutti coloro che lo desiderano, di assolvere il precetto festivo, con la forma antica del rito romano, così come previsto dal Motu Proprio di Benedetto XVI. Questo sarà possibile se Lei vorrà indicare una Chiesa cittadina (alla quale poter giungere con facilità da tutta la nostra Diocesi) nella quale venga celebrata la S. Messa anche secondo l’antico rito.
Ritengo che l’antica forma liturgica sia per me una forma particolarmente appropriata di incontro con il Mistero della santissima Eucarestia. Non le scrivo animato da “nostalgie”; non faccio parte di alcun gruppo cripto-scismatico o disobbediente; accetto senza restrizioni mentali tutto il Magistero della Chiesa ordinario e straordinario. PregandoLa di venire incontro a questa richiesta Le porgo il mio filiale ossequio.

Mi sia consentito di esprimere, anche in faccia all’intera Comunità Diocesana, le raccomandazioni che ho rivolto a questi fratelli-sorelle, e a quanti fruissero episodicamente di questa liturgia nella “forma straordinaria” costituita dal Messale Romano di S. Pio V:

1) La partecipazione a tale Liturgia non vi sottragga stabilmente alla vita liturgica e pastorale globale della Diocesi e della vostra Parrocchia. Ne verrebbe un danno a Voi e alle Comunità ecclesiali cui appartenente, se diventaste un gruppo appartato.
Sarebbe un tradire la mente del Papa, il quale si aspetta da Voi di più, non meno, comunione.

2) Come nota il Santo Padre Benedetto XVI, non incappate in “quelle esagerazioni” e in quegli “aspetti sociali” indebitamente vincolati all’attitudine di fedeli legati all’antica tradizione liturgica latina.

3) Accogliete i Sacerdoti che celebreranno per Voi, come Presbiteri di questa nostra Chiesa, non come parcellizzati Pastori, inclini a separare coloro che il Papa desidera invece collegare.

4) Siate molto oggettivi nell’esaminare l’esperienza liturgica e spirituale che vivete, così da valutarne l’efficacia, la buona testimonianza, i relativi frutti o meno. Il Santo Padre si aspetta un incremento di attiva e consapevole partecipazione alla liturgia, non solo un ritorno al passato.

5) Abbiate rapporti di grande comunione con il vostro Vescovo “moderatore della liturgia nella propria Diocesi” (come ribadisce il Papa) ben consci che questo vostro Vescovo desidera pensare, parlare, agire, testimoniare la più genuina comunione con “Pietro”, oggi impersonato da Benedetto XVI.
Come è noto, il Vescovo è poi invitato ad informare la Santa Sede circa l’esperienza delle celebrazioni in tale “forma straordinaria”.

* * *

Ciò premesso, ecco gli orientamenti operativi:

1) È stabilito che – a decorrere dal 14 Dicembre 2008 – nella Chiesa di S. MARIA DELLA PIETÁ E S. GAETANO, via Cairoli, 23, in Ferrara, verrà celebrata, ogni domenica e festa di precetto, alle ore 17,00 (orario invernale) e alle ore 18,00 (orario estivo) la S. Messa vespertina secondo il rito di S. Pio V.

2) A presiedere tale liturgia della Messa, nella predetta “forma straordinaria” saranno alcuni Sacerdoti a turno; mentre l’accoglienza viene affidata al Rettore della medesima Chiesa di S. Maria della Pietà, il Rev.mo P. Riccardo Linares. La responsabilità abituale di coordinare tali liturgie viene affidata a Don Franco Gugliemini, con la collaborazione del Dott. Massimo Martinucci e dei Laici che hanno dichiarato di considerarla e di volerla sostenere.

3) Qualora – come è stato affermato – sopravvenissero ulteriori precisazioni e direttive dalla Santa Sede, sarà cura dell’Arcivescovo o di Don Franco Guglielmini di recepirle e applicarle prontamente.

* * *
Chiedo all’intera Comunità Diocesana di saper capire e aderire alle responsabili e nobilissime istanze che il S. Padre ha inteso perseguire con la normativa stabilita nel Motu Proprio “Summorum Pontificum”; e, perciò, di saper accompagnare con rispetto quanto stabilito con questa Notificazione, profittando tutti dell’occasione per collaborare a far risplendere di dignità, di venerazione e di comprensione ogni nostra liturgia, “fonte e culmine della vita della Chiesa”.



(+ Paolo Rabitti)

138 commenti:

  1. Oh, semplice esempio di dialogo civile fra vescovo e  fedeli. Ciò che dovrebbe essere normale (con i tempi che viviamo) sentire questa situazione mi porta a voler aprire lo spumante! 

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  2. Complimenti a questo vero Pastore sapiente e responsabile. Speriamo darà l'esempio celebrando un pontificale el trono.

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  3. Caspita, che Vescovo! Complimenti!!
    Il mio Vescovo invece ultimamente fa costruire altari a forma di cubo.....

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  4. ne basterebbe uno per diocesi, intanto!

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  5. Su, ritieniti fortunato! Da te 'solo' l'altare, a Foligno l'intera "struttura" ... , e un IN-CUBO!! :-D

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  6. Non solo il vescovo Rabitti è bravo; diversi sacerdoti che celebrano lo fanno con devozione pur non essendo convinti che il rito antico sia la forma migliore della S.Messa, ma obbediscono perchè sono consapevoli di essere servi e non signori.

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  7. dietro le belle parole accoglienti c'è un che di restrittivo.
    pecorelle confinate in un recinto, innocue...nessuna messa in discussione

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  8. Ho l'onore di essere amico di uno dei celebranti citati nell'articolo. Abituato ad utilizzare il NO (che celebra comunque con grande devozione e nessuna concessione alla creatività), mi ha confidato la grande ricchezza che ha ricevuto iniziando a celebrare VO, soprattutto per le preghiere riservate al sacerdote. 

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  9. <span>"La partecipazione a tale Liturgia non vi sottragga stabilmente alla vita liturgica e pastorale GLOBALE della Diocesi e della vostra Parrocchia. Ne verrebbe un danno a Voi e alle Comunità ecclesiali cui appartenente, se diventaste un gruppo appartato."</span>

    Non puzza questa frase di "spirito del concilio"?
    E se invece ne venisse un bene ai singoli e alle rispettive famiglie? 
    Le Suore di clausura hanno sbagliato tutto? Andavano bene solo una volta?
    Esiste ancora il giudizio particolare o è diventato "comunitario"?

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  10. una per diocesi ? è un' utopia ! saremmo già felicemente avviati al ritorno vero della Chiesa alla Tradizione: ma non mi illudo che basteranno 50 anni....

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  11. C'è sempre qualcuno che vuol seminare zizzagna. Se il vescovo non accoglie la iniziativa dei fedeli, perchè non la accoglie? e se la accoglie, c'è sotto qualcosa? Su, non credo sia il caso di Ferrara. Complimenti a questo pastore responsabile, magari fosse il mio.

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  12. <span>Accogliete i Sacerdoti che celebreranno per Voi, come Presbiteri di questa nostra Chiesa, non come parcellizzati Pastori, </span>

    <span> parcellizzati Pastori  ??</span>
    <span></span><span>ovvero  ?......</span><span>  <span> =-O </span></span>

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  13. <span>Accogliete i Sacerdoti che celebreranno per Voi, come Presbiteri ....</span>
    ma che vuol dire, in sostanza  ? ?
    ....e per 19 secoli e mezzo, COME ERANO considerati o "accolti" i Sacerdoti  ?
    era indispensabile usare questo termine "presbiteri", fino al 1960 ?
    ...oppure milioni di cristiani cattolici, lungo i secoli della storia della Chiesa, e migliaia di Santi che ora sono vivi nella Chiesa Trionfante, NON AVEVANO MAI accolto i Sacerdoti in qualità di "presbiteri " ? e che specie di cattolici erano, allora  ?
     e che cosa significa questo NUOVO PESO da dare a certi termini, di nuova consuetudine, peso che prima era del tutto irrilevante, mai segnalato in questo modo "ammonitorio"  ?
    :(

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  14. <span> vita liturgica e pastorale GLOBALE </span>
    bene, tutto bene: questa poi, caro Gianluca......
    direi che puzza lontano un miglio, tanto da poter far scattare i campanelli d'allarme anche ai cattolici più torpidi, ottimisti e sordastri: ha tutta l'aria di un bel passo -felpato ma non troppo- verso la grande super- Chiesa global-mondializzata prossima ventura (molto prossima, a quanto vedo ! :(   ....)
    e allora non c'è proprio di che rallegrarsi, a mio avviso: la trappola, sia pure dorata, sempre trappola rimane....

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  15. Rutilio Namaziano17 settembre 2010 15:30

    Gianluca,
    la Chiesa, la diocesi, la parrocchia sono realtà globali: mi pare un'ovvietà! Nelle parole di Mons. Rabitti ci sarà anche spirito del Concilio, ma inteso nella logica benedettiana della continuità. Il massimo sarebbe avere messe di sempre nelle parrocchie, tuttavia la posizione di questo vescovo è nello spirito del motu proprio: ce ne fossero tanti di vescovi così!

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  16. <span>sono realtà globali: mi pare un'ovvietà! </span>
    bravo, rutilio ! infatti, proprio perchè è un'ovvietà, quell'aggettivo "globale" è del tutto superfluo : lei provi a toglierlo, e la frase mantiene un suo semplice e chiaro significato, ovvero
                          "<span> vita liturgica e pastorale" (stop).</span>
    perchè allora hanno voluto aggiungerlo ?  credo che non sia fuori luogo chiederselo (donde viene ? da quale cultura?  e<span> dove</span> vuole portare l'ascoltatore, che ne sia consapevole o meno ? questo è il punto....)
    Come si è sottolineato qui proprio nel thread di due giorni fa, stiamo attenti a RIDARE il vero e giusto PESO ALLE PAROLE, oltre che considerare il loro significato e contenuto vero oltre che apparente : tutte le parole hanno un loro peso, e non sono usate a caso; la loro presenza in una frase può essere buona o meno buona, avere diversi "suoni" e relazioni col contesto.....e va attentamente PONDERATA.

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  17. Quindi una tautologia, si vede che sono prevenuto.
    La logica della continuità o c'é o non siamo Cattolici, mi pare un'ovvietà.

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  18. <span><span>sono realtà globali: mi pare un'ovvietà! </span>  
    bravo, rutilio ! infatti, proprio perchè è un'ovvietà, quell'aggettivo "globale" è del tutto superfluo : lei provi a toglierlo, e la frase mantiene un suo semplice e chiaro significato, ovvero  
                          "<span> vita liturgica e pastorale" (stop).</span>  
    perchè allora hanno voluto aggiungerlo ?  credo che non sia fuori luogo chiederselo (donde viene ? da quale cultura?  e<span> dove</span> vuole portare l'ascoltatore, che ne sia consapevole o meno ? questo è il punto....)  
    Come si è sottolineato qui proprio nel thread di due giorni fa, stiamo attenti a RIDARE il vero e giusto PESO ALLE PAROLE, oltre che considerare il loro significato e contenuto vero oltre che apparente : tutte le parole hanno un loro peso, e non sono usate a caso; la loro presenza in una frase può essere buona o meno buona, avere diversi "suoni" e relazioni col contesto.....e va attentamente PONDERATA.</span>

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  19. <span><span>sono realtà globali: mi pare un'ovvietà! </span>    
    bravo, Rutilio ! infatti, proprio perchè è un'ovvietà, quell'aggettivo "globale" è del tutto superfluo : lei provi a toglierlo, e la frase mantiene ugualmente un suo semplice e chiaro significato, ovvero    
                          "<span> vita liturgica e pastorale" (stop).</span>    </span>
    <span>che è il significato DI SEMPRE, quando NON SI AGGIUNGEVA quell'aggettivo "globale" !
    Ma perchè allora hanno voluto aggiungerlo ? io  credo che non sia fuori luogo chiederselo (e donde viene ? da quale cultura?  e<span> dove</span> vuole portare l'ascoltatore, che ne sia consapevole o meno ? questo è il punto....)    
    Come si è sottolineato qui proprio nel thread di due giorni fa, stiamo attenti a RIDARE il vero e giusto PESO ALLE PAROLE, oltre che considerare il loro significato e contenuto vero oltre che apparente : tutte le parole hanno un loro peso, e non sono usate a caso; la loro presenza in una frase può essere buona o meno buona, avere diversi "suoni" e relazioni col contesto.....e va attentamente PONDERATA.</span>

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  20. Ma quale trappola? Il Santo Padre ha emanato il MPSP e questo vescovo l'ha accolto e messo in pratica, dov'è la trappola? Credo che la trappola stia proprio nel voler  giudicarlo credendo di conoscere lo spirito con cui l'abbia accolto.

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  21. qulla del Papa col MP è stata una decisione provvidenziale e benedetta, voluta dal Cielo, nessuno lo nega !
    ma quello che mi preoccupa è il "come" un certo potere potrà gestire questa svolta storica di ritorno della Tradizione, ostacolandola, e cercando di "pilotarla " o fagocitarla e neutralizzarla: poi certo, si spera sempre che lo Spirito Santo provveda in tempi brevi a sbarrare il passo ai manovratori malfidati, e condurre a buon fine l'Impresa (e che i travagli nel percorso che porta alla meta, non siano troppo lunghi e sfiancanti....).

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  22. <span>qulla del Papa col MP è stata una decisione provvidenziale e benedetta, voluta dal Cielo, nessuno lo nega !  
    ma quello che mi preoccupa è il "come" un certo potere occulto (e non troppo) potrà gestire questa svolta storica di ritorno della Tradizione, ostacolandola, e cercando di "pilotarla " o fagocitarla e neutralizzarla: poi certo, si spera sempre che lo Spirito Santo provveda in tempi brevi a sbarrare il passo ai manovratori malfidati, e condurre a buon fine l'Impresa (e che i travagli nel percorso che porta alla meta, non siano troppo lunghi e sfiancanti....).</span>

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  23. <span>quella del Papa col MP è stata una decisione provvidenziale e benedetta, voluta dal Cielo, nessuno lo nega !    
    ma quello che mi preoccupa è il "come" un certo potere occulto (e non troppo) potrà gestire questa svolta storica di ritorno della Tradizione, ostacolandola, e cercando di "pilotarla " o fagocitarla e neutralizzarla: poi certo, si spera sempre che lo Spirito Santo provveda in tempi brevi a sbarrare il passo ai manovratori malfidati, e a condurre a buon fine l'Impresa (e che i travagli nel percorso che porta alla meta, non siano troppo lunghi e sfiancanti....).</span>

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  24. Ripensandoci, la parrocchia è veramente una realtà globale? Cattolico mica é sinonimo di globale. Rutilio, non concordo. Ovviamente non sono prevenuto.

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  25. "...accetto senza restrizioni mentali tutto il Magistero della Chiesa ordinario e straordinario".

    Chissà quanti di coloro che partecipano al N.O.M. 'normalmente protestantizzante' o a versioni più...spinte, tipo quelle dai NC o dai 'carismatici' o di uno dei tanti presbiteri particolarmente creativi, potrebbero sottoscrivere, in piena coscienza, una simile dichiarazione.
    Non lo si saprà mai. Queste assicurazioni vengno richieste (il caso di Ferrara non è certo l'unico) solo a chi chiede, a seguito di disposizioni del Papa, la celebrazione della S.Messa di sempre.

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  26. <span><span><span>ono realtà globali: mi pare un'ovvietà! </span>      
    bravo, Rutilio ! infatti, proprio perchè è un'ovvietà, quell'aggettivo "globale" è del tutto superfluo : lei provi a toglierlo, e la frase mantiene ugualmente un suo semplice e chiaro significato, ovvero      
                          "<span> vita liturgica e pastorale" (stop).</span>    </span>  
    <span>che è il significato DI SEMPRE, quando NON SI AGGIUNGEVA quell'aggettivo "globale" !  
    Ma perchè allora hanno voluto aggiungerlo ? io  credo che non sia fuori luogo chiederselo (e donde viene ? da quale cultura?  e<span> dove</span> vuole portare l'ascoltatore, che ne sia consapevole o meno ? questo è il punto....)      
    Come si è sottolineato qui proprio nel thread di due giorni fa, stiamo attenti a RIDARE il vero e giusto PESO ALLE PAROLE, oltre che considerare il loro significato e contenuto vero oltre quello apparente : tutte le parole hanno un loro peso, e non sono usate a caso; la loro presenza in una frase può essere buona o meno buona, avere diversi "suoni" e relazioni col contesto.....e va attentamente PONDERATA.</span></span>

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  27. <span><span><span>sono realtà globali: mi pare un'ovvietà! </span>        
    bravo, Rutilio ! infatti, proprio perchè è un'ovvietà, quell'aggettivo "globale" è del tutto superfluo : lei provi a toglierlo, e la frase mantiene ugualmente un suo semplice e chiaro significato, ovvero        
                          "<span> vita liturgica e pastorale" (stop),</span>  </span>    
    <span>che è il significato DI SEMPRE, quando NON SI AGGIUNGEVA quell'aggettivo "globale" !    
    Ma perchè allora hanno voluto aggiungerlo ? io  credo che non sia fuori luogo chiederselo (e donde viene ? da quale cultura?  e<span> dove</span> vuole portare l'ascoltatore, che ne sia consapevole o meno ? questo è il punto....)        
    Come si è sottolineato qui proprio nel thread di due giorni fa, stiamo attenti a RIDARE il vero e giusto PESO ALLE PAROLE, e a considerare il loro significato e contenuto vero oltre quello apparente : tutte le parole hanno un loro peso, e non sono usate a caso; la loro presenza in una frase può essere buona o meno buona, avere diversi "suoni" e relazioni col contesto.....e va attentamente PONDERATA.</span></span>

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  28. Cattolico è  più che globale: è universale!

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  29. Non si può andare avanti preoccupati, intimoriti dal pensiero di come si svolgeranno le cose il giorno di domani, altrimenti non saremo mai in grado di saper accogliere le gioie che oggi ci vengono concesse. Ciò che ha fatto questo vescovo è si o no un frutto del MP del Papa? E' stata gioia per i fedeli di quella diocesi, impariamo a  condividerla. PUNTO. Perchè attaccarsi ad una parola (x es.) e da qui far dubitare la sua opera? Non c'è forse qui quel  modo di 'gestire', 'ostacolare' e 'pilotare'? ossia influenzare? Se fossi stato uno di quei fedeli mi sarei sentito addolorato, perchè non solo non sei stato/a in grado di condividere ciò che era  gioia, ma capovolgerla.
    Sono d'accordo che dobbiamo stare attenti al peso delle parole ;)

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  30. e questa sottoscrizione mi fa ripensare, in modo irresistibile e immediato a quelle dichiarazioni <span>impositive</span> fatte da qualche esponente di spicco nella Chiesa alla FSSPX di "accettare" incondizionatamente, (ovvero a scatola chiusa, senza discutere) tutto il pacchetto-CVII, senza decomprimerlo e analizzarlo, punto per punto, ai fini di verificarne la asserita "continuità" con la Tradizione.
    Questo era il parere espresso da Kasper, come fu ricordato qui in questo thread, dove si riportavano le parole del<span> vescovo Fellay, (</span><span>in un art. di "Reuters" del maggio scorso</span><span>) secondo il quale i teologi <span><span>del </span></span>Vaticano "vogliono il bene della Chiesa ma anche salvare il concilio Vaticano Secondo—il che è come la quadratura <span><span>del </span></span>cerchio".</span>
    Mentre più avanti, nel parere riferito su quell'articolo il card. Kasper puntualizzava, da parte sua:
    <span><span>"Il problema principale con loro non è la messa in latino," ha detto, riferendosi all’insistenza della FSPX sulla liturgia preconciliare, "ma il concetto di tradizione. Vogliamo una tradizione vivente o una pietrificata?"</span>
    "Io sono per un dialogo, ma <span>alle nostre condizioni, non alle condizioni dei tradizionalisti,</span>" ha aggiunto. La FSSPX deve accettare le riforme del Concilio, la "conditio sine qua non" di qualsiasi accordo.</span>
    ------------
    ora, io mi chiedo: anche ai fedeli che chiedono la Messa di sempre sarà chiesta questa sottoscrizione ANALOGA come "conditio sine qua non" ?
    :(

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  31. <span>ora, io mi chiedo: anche ai fedeli che chiedono la Messa di sempre sarà chiesta questa sottoscrizione ANALOGA come "conditio sine qua non" ?  </span>

    In molte diocesi è già stato fatto 'spontaneamente' dai richiedenti sin dal 2007.
    Mi riferisco, e se qualcuno può smentirmi circa la 'normalità' della prassi ne sarò FELICE, all'accettazione incondizionata del Concilio Vat.II inserita nella parte finale della richiesta (direttamente rivolta al Vescovo) dell'applicazione delle disposizioni del Papa riguardo alle celebrazioni della S.Messa di sempre.

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  32. Essendo ferrarese, spero mi lascerete esprimere la mia opinione.
    Onore a questo vescovo, che, caso quasi unico nella Penisola, ci ha permesso di avere un bel team di preti con noi.
    Ottima la disponibilità.
    Tuttavia, lungi dall'apparire incontentabili, onestamente non si può che notare la sorta di diktat nei 5 punti imposti dal vescovo. Tra l'altro il vescovo, che a noi impone l'obbedienza al papa, quando nel 2008 incontrò i suoi preti per la Tre giorni del clero, impose loro, contro il dettato del motu proprio di avere una sola celebrazione in latino in diocesi. motivo? non disperdere i fedeli! Se consideriamo poi che non abbiamo un prete cappellano (e fa una bella differenza), che il parcheggio davanti alla centralissima chiesa dei Teatini è interdetto al parcheggio dei fedeli, che comunque il centro è permanentemente chiuso al traffico, che il vicario ha proibito la celebrazione in latino del mercoledì delle ceneri, e che i più vecchi hanno persino timore a chiedere le messe extraferiali... ormai i fedeli sono una quindicina circa, esattamente come i celebranti. D'altra parte il vescovo accennò (sentito con le mie orecchie) al suo amico Kiko. Indovinate un po' a chi si riferiva! Caro mons. Rabitti, è proprio sicuro che siamo noi 4 gatti a non "dover tradire le nostre comunità parrocchiali", a non dividere...?
    Insomma, cari amici tradizionalisti: sì, è vero, Rabitti rispetto a tanti altri è meglio, ma non sono solo luci!
    Adelante... con juicio.

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  33. <span>Essendo ferrarese, spero mi lascerete esprimere la mia opinione.  
    Onore a questo vescovo, che, caso quasi unico nella Penisola, ci ha permesso di avere un bel team di preti con noi.  
    Ottima la disponibilità.  
    Tuttavia, lungi dall'apparire incontentabili, onestamente non si può che notare la sorta di diktat nei 5 punti imposti dal vescovo. Tra l'altro il vescovo, che a noi impone l'obbedienza al papa, quando nel 2008 incontrò i suoi preti per la Tre giorni del clero, impose loro, contro il dettato del motu proprio di avere una sola celebrazione in latino in diocesi. motivo? non disperdere i fedeli! Se consideriamo poi che non abbiamo un prete cappellano (e fa una bella differenza), che il parcheggio davanti alla centralissima chiesa dei Teatini è interdetto al parcheggio dei fedeli, che comunque il centro è permanentemente chiuso al traffico, che il vicario ha proibito la celebrazione in latino del mercoledì delle ceneri, e che i più vecchi hanno persino timore a chiedere le messe extrafestive... ormai i fedeli sono una quindicina circa, esattamente come i celebranti. Se poi avrete la ventura di frequentare gli altri tradizionalisti, ovvero i lefebvriani, vedrete come intere famiglie, piene di figli, vecchi e quant'altri, sono bellamente ignorati in un garage riattato, mentre intorno a loro chiese ricche di storia e arte sono chiuse o affidate alle attività pastoralmente più disparate. D'altra parte il vescovo accennò (sentito con le mie orecchie) al suo amico Kiko. Indovinate un po' a chi si riferiva! Caro mons. Rabitti, è proprio sicuro che siamo noi 4 gatti a non "dover tradire le nostre comunità parrocchiali", a non dividere...?  
    Insomma, cari amici tradizionalisti: sì, è vero, Rabitti rispetto a tanti altri è meglio, ma non sono solo luci!  
    Adelante... con juicio.</span>

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  34. La Chiesa è universale, ma ipso facto diocesi e parrocchia sono, e devono essere locali!

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  35. Certo, evidentemente gli hanno fatto pensare che, tra una messa in latino e l'altra, noi tradizionalisti trattiamo i preti a uova marce! a dire il vero a me pare il contrario!

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  36. Beh, Kiko è amico di moltissimi vescovi, in Italia e altrove, e i suoi amici ama invitarli nella sua cittadella in Galilea.
    Nel caso avessero ancora qualche dubbio sulla potenza neocat, i vescovi ripartiranno riconoscenti e suggestionati e si sbrigheranno di inviare in Galilea i loro sacerdoti per essere a loro volta ammestrati dal loro nuovo amico e maestro.
    Vamos amigos! Vamos!

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  37. Carissimi amici,
    io sono una delle 104 persone che hanno firmato l'appello al nostro Arcivescovo per poter ottenre questa Santa Messa, e che ora si chiama Coordinamento pro Summorum Pontificum Ferrara.
    La nostra gratitudine all'Arcivescovo mons. Rabitti è grande. Certo, è lecito dissertare su tante cose, ma un fatto è certo: dall'emissione di quel decreto io e chi lo desidera assolviamo il precetto festivo partecipando alla S.Messa in rito Gregoriano. Vi par poco?
    Contra factum, non valet argumentum!
    E' questo è un fatto che mi riempie il cuore di gioia.

    nibinagh@alice.it

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  38. Un pontificale al trono non l'ha ancora celebrato, ma la prima Messa l'ha celebrata lui in persona, portandosi dietro una bella fetta del Presbiterio ad assistere. Ed è anche stato molto gentile e paterno nei riguardi di chi come me e molti altri, lo hanno ringraziato personalmente. Inoltre ci ha rivelato che lui stesso spesso dice la sua messa privata in questa forma.

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  39. Caro amico, "vuoi andare in paradiso in carrozza"? Roma non è stata fatta in un giorno ...

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  40. Il bene ne è venuto sicuramente a tutta l'arcidiocesi. Ma non bisogna essere sempre ipercritici: ci vuole pazienza e perseveranza. Se qualcuno si presenta al suo vescovo con le tue consoderazioni (che sono pertinenti, intendiamoci!), caro Gianluca, la messa di sempre non la otterrà mai ...

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  41. La forma è un poco "formale", ma significa che questi sono sacerdoti diocesani a tutti gli effetti e non separati ... In questo senso l'affermazione acquista un indubbio valore positivo. Sapessi quanto ci ho meidtato io! E' segno di comunione reale con la Chiesa locale. Qui il nostro Arcivescovo parla a noi che andiamo alla Messa di sempre, guardando però a quelli che ci criticano e dice loro chiaramente che siamo in perfetta unità ... A me sembra fondamentale. 

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  42. Ribadisco quel che ho già detto: sembra che parli a noi, ma parla ai critici del MP. Dicendo che questi non sono pastori parcellizzati, ma uniti e mandati dalla dicoesim e dall'arcivescovo stesso, sta dicendo che siamo in perfetta comunione! Bisogna anche andare al di là delle critiche facili, catri amici, e riconoscere il buono dove c'è, dopo più di 40 anni di sofferenza liturgica, santo cielo ...

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  43. APPUNTO!!!! Grazie per queste parole

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  44. Ma perché trovar sempre da criticare? Dobbiamo riconoscere il bene dove esso si trova. E qui c'è ...

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  45. Mi dispiace contraddirti, ma quella specificazione non ci è stata richiesta. L'abbiamo scritta noi volontariamente e deliberatamente nella richiesta. In segno di fedeltà e di adesione all'ERMENEUTICA DELLA CONTINUITA'.

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  46. Però si è mostrato disponibile ad ascoltarci e anche ad esaudire la nostra richiesta. Secondo te esistono molte diocesi in Italia dove l'Arcivescovo comanda a 20 sacerdoti di celebrare a turno il rito antico? Possiamo esprimere tutte le opinioni che vogliamo, ma i fatti restano.
    A proposito, mi scuso col resto degli italiano, ma anca mì a sòn frarès com'è tì. (anch'io sono ferrarese come te).
    nibinagh@alice.it

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  47. <span><span>il vicario ha proibito la celebrazione in latino del mercoledì delle ceneri, e che i più vecchi hanno persino timore a chiedere le messe extrafestive... </span></span>

    Chissà se verrà il giorno che anche questo 'vicario' avrà bisogno, per poter uscire incolume dai suoi alloggi, di stare dietro, rannicchiato, attaccato a una nel suo caso - tonaca salvatrice, come un bambino alla sottana della mamma...
    Adelante, Pedro, si puedes.

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  48. Mi era sfuggito questo passaggio:

    "1) La partecipazione a tale Liturgia non vi sottragga stabilmente alla vita liturgica e pastorale globale della Diocesi e della vostra Parrocchia. Ne verrebbe un danno a Voi e alle Comunità ecclesiali cui appartenente, se diventaste un gruppo appartato."

    Avrà pensato mons. Rabitti a rivolgere queste stesse parole al suo amico Kiko e alle comunità nc della sua diocesi??
    In effetti calzano a pennello ai nc che fanno tutto per conto loro senza nemmeno più unirsi ai parrocchiani  una volta al mese come era previsto nello  statuto ad experimentum.
    Si pretende, a ragione, dai tradizionalisti che non portano divisione ma si tollera e incoraggia chi l adivisione l aporta con sè con le sue prassi diverse da quelel in uso nella Chiesa cattolixa.
    Per gli uni estreme esigenze, sorveglianza, per gli altri, tolleranza, incoraggaiamenti e anche ringraziaiamenti.

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  49. <span>Mi era sfuggito questo passaggio:  
     
    "1) La partecipazione a tale Liturgia non vi sottragga stabilmente alla vita liturgica e pastorale globale della Diocesi e della vostra Parrocchia. Ne verrebbe un danno a Voi e alle Comunità ecclesiali cui appartenente, se diventaste un gruppo appartato."  
     
    Avrà pensato mons. Rabitti a rivolgere queste stesse parole al suo amico Kiko e alle comunità nc della sua diocesi ? 
    In effetti calzano a pennello ai nc che fanno tutto per conto loro senza nemmeno più unirsi ai parrocchiani  una volta al mese come era previsto nello statuto ad experimentum.  
    Si pretende, a ragione, dai tradizionalisti che non portano divisione ma si tollera e incoraggia chi la divisione la porta con sè , con le sue prassi diverse da quelle in uso nella Chiesa cattolica.  
    Per gli uni estreme esigenze, sorveglianza, condizioni, per gli altri, tolleranza, incoraggiamenti e anche ringraziamenti.</span>

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  50. Sicuramente i fatti restano, e anche la gratitudine. mi piace poco però che mi vengano a dire che non devo essere esagerato e che devo accogliere i preti, e che non devo abbandonare la pastorale parrocchiale. più che miopia, mi pare pregiudizio. anche le parole hanno un peso. specialmente quando esagerazioni e abusi vengono da ben altre parti. comunque ringrazio sinceramente e pubblicamente il vescovo; senza di lui non avrei potuto conoscere la liturgia di sempre.

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  51. La Chiesa sa essere madre e matrigna. Madre coi fuggitivi; matrigna con chi, per fede, la obbedisce. Tranquilliziamoci: la spietatezza ci sarà (e c'è stata, vedi Paolo VI verso chi volle continuare a celebrare la messa di sempre) solo verso di noi, non verso Nourrichard, tanto per dirne uno.

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  52. Tali vescovi dimostrano così, almeno in foro esterno, di non esercitare molto il dono della fede: se credono solo perché vedono soldi, vocazioni all'ingrosso, famiglie numerose per causa di forza maggiore, e non sanno aspettare i frutti autentici dello Spirito Santo, che crescono nel silenzio (e non nel clamore dei bonghi) e nel nascondimento (e non nei grandi numeri dei raduni neocat)... temo che anche a loro il Signore dirà: beati coloro che hanno creduto senza aver visto!

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  53. Fino a prova contraria l'ermeneutica della continuità non è dogma di fede (per ora) e ritengo che la fedeltà al pontefice non debba essere verificata sulla base dei singoli discorsi, ma nel patrimonio della fede certa e trasmessa ininterrottamente dai tempi apostolici, integrata dal Magistero infallibile. Se tale adesione è richiesta, mi pare che ad essere in malafede sia il superiore, non l'inferiore, il quale vive un'incertezza dovuta a motivi "politici" e non dottrinali.

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  54. che vuol dire "ermeneutica"  ?

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  55. che vuol dire "emeneutica"  ?

    RispondiElimina
  56. che vuol dire "emeneutica"  ?

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  57. <span>che vuol dire "emeneutica"  ?</span>

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  58. come si fa a fare omaggio ad una cosa che non si conosce, ma se ne è solo sentito il nome  ?

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  59. <span>avrà pensato mons. Rabitti a rivolgere queste stesse parole al suo amico Kiko e alle comunità nc della sua diocesi ?   </span>
    neanche per sogno  ! e loro continuano trranquillamente ad adescare poveri sprovveduti, plagiarli, rovinare menti, anime e famiglie, vuotare le tasche con la "decima" e distruggere la ragione, il buonsenso e la speranza, per delliriio di potere di un uomo esaltato, che si definisce carismatico ispirato dall'alto, e mandato a rifondare la Chiesa ! uno che la sta spingendo al protestantesimo giudaizzato,  e tutti dietro allegramente al pifferaio malefico che trascina folle di poveri gonzi, clero, sacerdoti e vescovi....
    tutti ad osannare il gran kapo, come se fosse un vice-vicario, con le sue predicazioni aberranti, applaudite e proclamate con grandi sostegni mediatici ed ecclesiastici, come "nuova" presentazione del Vangelo, per la "neuva Iglesia" che avanza, calpestando e cacciando via la Tradizione....nel buio totale delle menti inebetite e accecate  !
    ....e i fedeli amanti della tradizione maltrattati, stroncati appena aprono bocca (caro Hofer ed altri che non avete la più pallida idea di quel che accade nelle diocesi dove stravince il potere modernista e neo-giudaicoNC....), condannati ad andare a centinaia di chilometri dalla parrocchia se per caso volessero sentire una Messa di sempre : vietata come la peste !
    :(
    (non si può cantar vittoria per la rifioritura della Chiesa e del triionfo della divina Liturgia di sempre, prima che si compia la grande tribolazione annunciata sia da S. Giovanni che dalla Madonna e da molti mistici e Santi, in varie circostanze, lungo i secoli e nel 20.mo in special modo....)

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  60. <span><span>avrà pensato mons. Rabitti a rivolgere queste stesse parole al suo amico Kiko e alle comunità nc della sua diocesi ?   </span>  
    neanche per sogno  ! e loro continuano tranquillamente, in centinaia di parrocchie, ad adescare poveri sprovveduti, plagiarli, rovinare menti, anime e famiglie, vuotare le tasche con la "decima" e distruggere la ragione, il buonsenso e la speranza, per delliriio di potere di un uomo esaltato, che si definisce carismatico ispirato dall'alto, e mandato a rifondare la Chiesa ! uno che la sta spingendo al protestantesimo giudaizzato,  e tutti dietro allegramente al pifferaio malefico che trascina folle di poveri gonzi, clero, sacerdoti e vescovi....  
    tutti ad osannare il gran kapo, come se fosse un vice-vicario, con le sue predicazioni aberranti, applaudite e proclamate con grandi sostegni mediatici ed ecclesiastici, come "nuova" presentazione del Vangelo, per la "neuva Iglesia" che avanza, calpestando e cacciando via la Tradizione....nel buio totale delle menti inebetite e accecate  !  
    ....e i fedeli amanti della tradizione maltrattati, stroncati appena aprono bocca (e lo dico a tutti voi che non avete la più pallida idea di quel che accade nelle diocesi dove stravince il potere modernista e neo-giudaicoNC....), condannati ad andare a centinaia di chilometri dalla parrocchia se per caso volessero sentire una Messa di sempre : vietata come la peste !  
    :(   
    (non si può cantar vittoria per la rifioritura della Chiesa e del trionfo della divina Liturgia di sempre, prima che si compia la grande tribolazione annunciata sia da S. Giovanni, sia dalla Madonna e da molti mistici e Santi, in varie circostanze, lungo i secoli e nel 20.mo in special modo....)</span>

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  61. <span><span>avrà pensato mons. Rabitti a rivolgere queste stesse parole al suo amico Kiko e alle comunità nc della sua diocesi ?   </span>    
    neanche per sogno  ! e loro continuano tranquillamente, in centinaia di parrocchie, ad adescare poveri sprovveduti, plagiarli, rovinare menti, anime e famiglie, vuotare le tasche con la "decima" e distruggere la ragione, il buonsenso e la speranza, per delliriio di potere di un uomo esaltato, che si definisce carismatico ispirato dall'alto, e mandato a rifondare la Chiesa ! uno che la sta spingendo al protestantesimo giudaizzato,  e via !...vamos!....tutti dietro allegramente al pifferaio malefico che trascina folle di poveri gonzi, clero, sacerdoti e vescovi....    
    tutti ad osannare il gran kapo, come se fosse un vice-vicario, con le sue predicazioni aberranti, applaudite e proclamate con grandi sostegni mediatici ed ecclesiastici, come "nuova" presentazione del Vangelo, per la "Nueva Iglesia" che avanza, trionfale, calpestando, distruggendo e cacciando via la Tradizione....nel buio totale delle menti inebetite e accecate  !    
    ....e i fedeli amanti della tradizione maltrattati, stroncati appena aprono bocca (e lo dico a tutti voi che non avete la più pallida idea di quel che accade nelle diocesi dove stravince il potere modernista e neo-giudaicoNC....), condannati ad andare a centinaia di chilometri dalla parrocchia se per caso volessero sentire una Messa di sempre : vietata come la peste !    
    :(      
    (non si può cantar vittoria per la rifioritura della Chiesa e del trionfo della divina Liturgia di sempre, prima che si compia la grande tribolazione annunciata sia da S. Giovanni, sia dalla Madonna e da molti mistici e Santi, in varie circostanze, lungo i secoli e nel 20.mo in special modo....)</span>

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  62. <span><span>avrà pensato mons. Rabitti a rivolgere queste stesse parole al suo amico Kiko e alle comunità nc della sua diocesi ?   </span>      
    neanche per sogno  ! e loro continuano tranquillamente, in centinaia di parrocchie, ad adescare poveri sprovveduti, plagiarli, rovinare menti, anime e famiglie, vuotare le tasche con la "decima" e distruggere la ragione, il buonsenso, la vita autentica di Grazia soprannaturale (per lo stravolgimento dei Sacramenti e della Liturgia) e finanche la Speranza teologale (visto che il Cammino è l'idolo che soppianta Nostro Signore, NON PIU' ADORATO affatto da costoro, ridotto ad un buon maestro-profeta e filantropo !) ....per la smania di potere di un uomo esaltato, che si definisce carismatico ispirato dall'alto, e mandato a rifondare la Chiesa ! uno che la sta spingendo al protestantesimo giudaizzato;   e allora via !...vamos!....tutti dietro allegramente al pifferaio malefico che trascina folle di poveri gonzi, clero, sacerdoti e vescovi....      </span>
    <span>tutti ad osannare il gran kapo, come se fosse un vice-vicario, con le sue predicazioni aberranti, applaudite e proclamate con grandi sostegni mediatici ed ecclesiastici, come "nuova" presentazione del Vangelo, per la "Nueva Iglesia" che avanza, trionfale, calpestando, distruggendo e cacciando via la Tradizione....nel buio totale delle menti inebetite e accecate  !      
    ....e i fedeli amanti della tradizione maltrattati, stroncati appena aprono bocca (e lo dico a tutti voi che non avete la più pallida idea di quel che accade nelle diocesi dove stravince il potere modernista e neo-giudaicoNC....), condannati ad andare a centinaia di chilometri dalla parrocchia se per caso volessero sentire una Messa di sempre : vietata come la peste !      
    :(         
    (non si può cantar vittoria per la rifioritura della Chiesa e del trionfo della divina Liturgia di sempre, prima che si compia la grande tribolazione annunciata sia da S. Giovanni, sia dalla Madonna e da molti mistici e Santi, in varie circostanze, lungo i secoli e nel 20.mo in special modo....)</span>

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  63. ma per forza: questa è la Chiesa dell'ET-ET, dove camminano affiancati  i predicatori ortodossi e quelli pacchianamente eretici, dove c'è posto per tutti (a parole), modernisti e tradizionali, ma di fatto, a quelli che vogliono seguire la Tradizione viene resa la vita durissima, e si cerca di stroncarli in ogni modo  ! (parlo soprattutto per le regioni che si trovano a sud dell'Emilia, fino alla Sicilia.....mentre i sardi forse sono più combattivi di fronte ai tiranni, mi pare)

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  64. E' vero, avevo anch'io notato questa frase sibillina:"esagerazioni", "aspetti sociali indebitamente vincolati vincolati all'attitudine (???) di fedeli legati antica tradizione".
    Chi saranno mai queste strane persone, questi figuri antistorici uniti in conventicole segrete?
    Che cosa avranno di diverso rispetto agli aperti, solari, progressivi aderenti ai movimenti post-conciliari?
    Dopo queste raccomandazioni mi sentirei, seppur contenta per la Santa Messa di sempre ottenuta, molto molto emarginata.   

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  65. Avevo dimenticato di dire che frequento la S.Messa V.O.domenicale e di non essermi mai resa conto di avere, né io,né gli altri frequentanti, attitudini sociali sospette.
    Cercherò tuttavia di esaminarmi meglio..... 

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  66. ecco, ora voglio solo chiarire  quella parola finale "intimidatorio", che volevo usare nel suo senso più leggero e letterale (non sono brava in italiano, preferisco il ruolo di lettrice, laddove ho  molto da imparare....e mi accorgo che, nel dialogo rapido, sia quello dal vivo che ancor più nel virtuale, molti termini comuni, di varia accezione, che usiamo con spontaneità, possono essere fraintesi, filtrate dallo stato d'animo o dalle prevenzioni di chi legge);
    dicendo "intimidatorio" intendevo soprattutto -alla lettera- che "intimidisce" subito chi legge quella allusione, prima ancora che possa capire di che cosa si sta parlando: un linguaggio che <span>intimorisce</span> e mette in posizione di soggezione "preventiva" chi ne è oggetto, come tenuto "sotto attenta osservazione", come se in quella raccomandazione gli si facesse un avviso di dover stare AL DI QUA di un recinto abbastanza ferreo, avviso del tipo: "Non fate come quelli che.....ecc. : i vincolati...."  (dando per scontato che i fedeli richiedenti la Messa antica sappiano <span>chi sono</span> "quelli che....." !
    MA ....si potrebbe dire:  "Io che nulla so di quelli che son vincolati ecc.....da che cosa  EFFETTIVAMENTE ED IN COSCIENZA devo essere messo in guardia ? da quale atteggiamento mi devo tener lontano, io che non so nulla di quegli <span>sconosciuti vincolati </span>?" Questo è ciò che non si capisce da quell'allusione, letta da un fedele digiuno di storia e di Tradizione, ma che voglia con cuore semplice e scevro da pregiudizi e pre-venzioni, ascoltare una Santa Messa di S. Pio V come il benedetto Motu Proprio dice, permette e prescrive (o forse non "prescrive" abbastanza, e mi si dovrà spiegare che ci aspettiamo troppo da quel "permesso" del Papa ?).
    Grazie.

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  67. <span>ecco, ora voglio solo chiarire  quella parola finale "intimidatorio", che volevo usare nel suo senso più leggero e letterale (non sono brava in italiano, preferisco il ruolo di lettrice, laddove ho  molto da imparare....e mi accorgo che, nel dialogo rapido, sia quello dal vivo che ancor più nel virtuale, molti termini comuni, di varia accezione, che usiamo con spontaneità, possono essere fraintesi, filtrati dallo stato d'animo o dalle prevenzioni di chi legge);  
    dicendo "intimidatorio" intendevo soprattutto -alla lettera- un tono o un discorso che "<span>intimidisce"</span> subito chi legge quella allusione, prima ancora che possa capire di che cosa si sta parlando: un linguaggio che <span>intimorisce</span> e mette in posizione di soggezione "preventiva" chi ne è oggetto, come tenuto "sotto attenta osservazione", come se in quella raccomandazione gli si facesse un avviso di dover stare AL DI QUA di un recinto abbastanza ferreo, avviso del tipo: "Non fate come quelli che.....ecc. : i vincolati...."  (dando per scontato che i fedeli richiedenti la Messa antica sappiano <span>chi sono</span> "quelli che....." !  
    MA ....ognuno di questi piccoli e variegati fedeli, al leggere quello strano ammonimento preventivo, potrebbe dire: </span>
    <span> "Io che nulla so di quelli che son vincolati ecc.....da che cosa  EFFETTIVAMENTE ED IN COSCIENZA devo essere messo in guardia ? da quale atteggiamento mi devo tener lontano, io che non so nulla di quegli <span>sconosciuti vincolati </span>?" Questo è ciò che non si capisce da quell'allusione, letta da un fedele digiuno di storia e di Tradizione, ma che voglia con cuore semplice e scevro da pregiudizi e pre-venzioni, ascoltare una Santa Messa di S. Pio V come il benedetto Motu Proprio dice, permette e prescrive (o forse non "prescrive" abbastanza, e mi si dovrà spiegare che ci aspettiamo troppo da quel "permesso" del Papa ?).  
    Aspetto un chiarimento, o che qualcuno mi dimostri che la mia sensazione è infondata. Grazie.</span>

    RispondiElimina
  68. Bella domanda. Chiave di lettura? interpretazione?

    RispondiElimina
  69. Che un'esagerazione sia stare inginocchiati davanti all'Eucaristia durante tutto il canone?

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  70. Naturalmente col libero esame protestante; altrimenti è un'esagerazione cattolicoide.

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  71. Inutile negare che chi chiede la Messa Gregoriana e vi partecipa è guardato in modo strano da chi ignora completamente la Tradizione della Chiesa perché non l'ha studiata o meglio perché si son ben guardati dall'insegnargliela, grazie all'opera di tabula rasa che è stata fatta negli ultimi 40 anni. Anche qui a Ferrara non raccogliamo certo il plauso incondizionato dei presbiteri, che nella maggior parte dei casi continuano a guardarci con sospetto, diffidenza e alcuni anche una certa non celata malevolenza. Ma è un problema loro, perché non solo noi stiamo mettendo in pratica quello che il Papa ha indicato come lecito e buono e anche come rimedio alla desacralizzazione liturgica così diffusa, ma siamo in comunione piena con il nostro Arcivescovo. Tutto il resto sono solo chiacchiere: guardiamo avanti con fiducia. Lasciatemi infine esprimere la mia pena per chi non ha capito l'ermeneutica della continuità, sia in campo progressista che in campo tradizionalista. (Ho quasi l'impressione che alcuni anche quando saranno in Paradiso avranno da ridire su come è organizzato il luogo ...)
    nibinagh@alice.it

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  72. 2° liceo scient.18 settembre 2010 17:55

    che vuol dire "ermeneutica"  ?

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  73. Andreas, il punto vero è che nel documento il vescovo critica noi, non il contrario! non poteva concedere tranquillamente la messa senza tanti pistolotti? fa l'effetto di uno che nel deserto dà da bere ad un assetato solo dopo avergli fatto la ramanzina sull'uso della bussola!

    RispondiElimina
  74. 1° liceo pedagogico18 settembre 2010 17:55

    <span>che vuol dire "ermeneutica"  ?</span>

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  75. 3° Ist. commerciale18 settembre 2010 17:56

    <span>che vuol dire "ermeneutica"  ?</span>

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  76. <span>che vuol dire "ermeneutica"  ?</span>

    RispondiElimina
  77. <span>che vuol dire "ermeneutica"  ?</span>

    RispondiElimina
  78. Appunto, Andreas! il papa non ha forse concesso il motu proprio? un pastore non deve avere sempre la maturità (non parlo di Rabitti) di saper andare oltre le polemiche di un fedele, concedendogli comunque la messa di sempre? perché una persona che vuole il confronto, a volte anche polemico, deve calmarsi, tacere per evitare ricatti? che pastore è un vescovo che guarda alla forma e non al contenuto? ha la maturità umana e spirituale?
    è chiaro che NON mi riferisco a Rabitti, ma ad altri esempi di cui qui si legge.

    RispondiElimina
  79. Pienamente d'accordo col 90% del tuo intervento, Andreas. Tuttavia persone molto più formate e informate di me, leggi Pastorelli, hanno elevato i loro autorevoli dubbi su codesta ermeneutica della continuità.

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  80. Non vi deve interessare, tanto solo chi "sa di latino" va alla messa di sempre! gli altri seguano pure i preti modernisti!

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  81. Redazione di Messainlatino.it18 settembre 2010 18:34

    Ermeneutica significa " disciplina dell'interpetazione": è quella cosa che spiega come capire e interpretare ( l'ermeutica giuridica spiega come interpretare i testi giuridici, quella biblica come interpretare i passi della Bibbia, ecc...); in pratica indica i punti fondamentali sui cui si basa il messaggio: terminologia, punti fondamentali, ecc...

    RispondiElimina
  82. per la precisione: D. Pastorelli ha detto che non basta affermare che essa è valida e si può usare, ma bisogna dimostrare come essa può funzionare applicata ai documenti del Concilio, che dovrebbero essere (e non appaiono) in continuità con la Tradizione.
    Ma <span>quando</span> ci dirà il Papa come si applica questo metodo ?
    Quando  vedremo che nelle parrocchie vorranno dare ai fedeli spiegazioni puntuali e chiare su questo problema ? o esso non riguarda affatto i semplici fedeli ?

    RispondiElimina
  83. ma se io 1) non so il latino,  2) non capisco bene che cos'è quest'ermeneutica, quindi non vedo la necessità per me di sottoscrivere per "fedeltà e adesione", come ha detto il sig. Hofer, a quella cosa difficile da capire...., allora dico, se ho queste carenze di cultura, filosofia e letteratura, non posso andare a sentire la Messa antica  ? o devo pensare che essa non è adatta alle cassiere e loro famiglie ?

    RispondiElimina
  84. :-D :-D .... :-D ))))

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  85. grazie, gent. Redazione.

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  86. <span>In segno di fedeltà e di adesione all'ERMENEUTICA DELLA CONTINUITA'.</span>

    Beati voi che, pur in assenza di spiegazioni chiare e semplici, adatte a tutti i fedeli, questa continuità la ravvisate tanto da manifestare fedeltà e adesione.
    Io non posso perché non ho capito cosa si intenda per continuità quando tutto ciò che vedo e che sento mi appare non come continuità ma come novità.
    Non potrei mai firmare pertanto una richiesta formulata in quei termini, né tantomeno l'ulteriore specificazione di non essere animato da "nostalgie"  e la dichiararazione di non far parte di alcun gruppo cripto-scismatico o disobbediente.
    Ma stiamo scherzando?
    IO SONO UN NOSTAGLICO. La mia è una nostalgia STRUGGENTE. Questo mi renderebbe inidoneo a formulare la richiesta? Se sono nostalgico o no non sono affari del vescovo. Sono affari miei.
    Perchè mai poi necessiterebbe l'altra dichiarazione di non appartenere a gruppi cripto-questo o quello? La richiesta costituisce forse motivo di sospetto? Ma è una richiesta autorizzata dal Papa!
    Al vescovo (non capisco poi perchè la richiesta la si indirizzi a lui) va chiesta semplicemente la celebrazione della S.Messa di sempre secondo quanto stabilito dal Papa col Motu Proprio del 2007. Al vescovo, se ubbidiente al Papa, se accetta senza restrizioni mentali tutto il Magistero della Chiesa ordinario e straordinario e se non appartenente, lui, a gruppi cripto-questo o quello, il DOVERE di provvedere.

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  87. <span>"Lasciatemi infine esprimere la mia pena per chi non ha capito l'ermeneutica della continuità" dice Andrea Hofer</span>

    Mi sembra di aver capito nei suoi interventi quanto lei sia pacato, moderato e nel contempo impegnato nella difesa della Santa Messa con il Rito Antico e per questo rifugge da ogni estremismo, e aggressività, anche verbale, E, non "ma", e, detto questo, non posso condividere o capire la sua pena per chi, come me, ha capito perfettamente bene il "significato" etimologico, se posso eprimermi così, delle tre parole ermeneutica della continuità e, appunto perchè ne ha capito il significato, aspetta che il Papa ne spieghi l` EFFETTIVO contenuto.
    Molto è già stato detto, inutile che mi ripeti, ma ridurre tutte le aberrazioni postconciliari, partite SUBITO dopo il Vaticano II (applicate dunque da CHI conosceva i testi conciliari per averli studiati e approvati)  e amplificatosi  a dismisura duranti 40 anni, ad un cattiva interpretazione di quei testi, senza dirci CHIARAMENTE quali sono gli errori,  senza dirci CHIARAMENTE il contenuto di quell`ermeneutica, ristabilendo la verità, anche se per questo si dovrà dire che certi testi contenevano la radice della possibile cattiva interpretazione, senza in seguito correggere e fermare quegli abusi, ebbene dunque voler oggi tentare di COLPEVOLIZZARE i cattolici che domandano una spiegazione chiara  del conteenuto di questa ermenutica tanto proclamata è a mio avviso non solo ingiusto ma paradossale. 

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  88. <span>
    <span><span>"Lasciatemi infine esprimere la mia pena per chi non ha capito l'ermeneutica della continuità" dice Andrea Hofer</span>  
     
    Mi sembra di aver capito, Andrea Hofer, nei suoi interventi quanto lei sia pacato, moderato e nel contempo impegnato nella difesa della Santa Messa con il Rito Antico e per questo rifugge da ogni estremismo e aggressività, anche verbale.</span></span>
    <span><span>Nel contempo non posso condividere  la sua pena per chi, come me, ha capito perfettamente bene il "significato" etimologico delle tre parole ermeneutica della continuità e, appunto perchè ne ha capito il significato, aspetta che il Papa ne spieghi l` EFFETTIVO contenuto, che le parole corrispondino alla realtà dei fatti. 
    Molto è già stato detto, inutile che mi ripeti, ma ridurre tutte le aberrazioni postconciliari, partite SUBITO dopo il Vaticano II (applicate dunque da CHI conosceva i testi conciliari per averli studiati e approvati)  e amplificatosi  a dismisura duranti 40 anni, ad un cattiva interpretazione di quei testi, SENZA dirci CHIARAMENTE quali sono gli errori,  senza dirci CHIARAMENTE il contenuto di quell`ermeneutica, ristabilendo la verità, anche se per questo si dovrà dire che certi testi contenevano la radice della possibile cattiva interpretazione, senza in seguito correggere e fermare quegli abusi, è insoddisfacente.</span></span>
    <span><span>Volere poi tentare di COLPEVOLIZZARE i cattolici che lo dicono e  domandano una spiegazione chiara  del conteenuto di questa ermenutica tanto proclamata è, a mio avviso, non solo ingiusto ma paradossale. </span></span>

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  89. Temo che nemmeno il buon Andreas abbia effettivamente capito cosa sia l'ermeneutica della continuità. Lui ha capito che il papa l'ha utilizzata per salvare capra e cavoli (Tradizione e postconcilio), e questo gli basta. Noi vorremmo sapere se effettivamente ci sono gli estremi per dire che capra e cavoli si sono salvati. Ci sono spiriti alti e puri come l'amico Andreas, e poi ci sono i tonti e zucconi come il sottoscritto, con i piedi affondati nel fango mondano del peccato, che hanno bisogno che gli si dimostri che 2+2 fa effettivamente 4.

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  90. Ovvero obbediscono al Papa e al Vescovo. E questo, se permetti, nella Chiesa è ancora un valore!

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  91. Ed io ho l'onore di ringraziarLa pubblicamente!!! Laus Deo et Deo Gratias
    nibinagh@alice.it

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  92. La Chiesa ha le sue prassi ...

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  93. L'Ermeneutica della continuiotà è la via indicata alla Chiesa dal Papa. I "dogmi" noin c'entrano niente ... qui si parla di magistero pontificio ordinario, che richiede obbedienza ed assenso. Il resto è aria fritta.

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  94. Mi dispiave molto per te. Io ritengo di avere capito cos'è l'ermeneutica della continuità, perché il Papa lo ha spiegato benissimo. Poi, se si voglion far orecchi da mercante, si faccia come si crede. Io rispondo per me stesso ...

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  95.  Se non sapete cosa significa "ermeneutica", vi consiglio un qualsiasi dizionario italiano, anche non molto aggiornato. Se invece non avete letto niente di quel che ha detto il Papa, cominciate dal discorso alla Curia Romana del dicembre 2005.
    Se volete invece semplicemente provocare, andate in pace.

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  96. Io partecipo alla messa in forma straordinaria tutte le domeniche e sono da sempre un sostenitore esplicito del rito antico e della sana dottrina. Ciò non mi ha ancora impedito di partecipare alla vita della mia parrocchia di appartenenza e di intrattenere amichevoli rapporti con i sacerdoti che la reggono, anche se essi non sono certo favorevoli al rito antico. E non sono pacchiananamente eretico.

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  97. No allora qui è evidente che c'è biusogno di un chiarimento.


    Basta leggere la frase citata aulle esagerazioni e gli aspetti sociali con animo sereno per capirlo!
    Se capisco l'italiano, significa che il vescovo ci esorta a non incorrere in quegli aspetti antipatici che a torto da alcuni vengono indebitamente legati
    (vincolati) ai fedeli che preferiscono la liturgia antica senza distinguere che tra questi ci sono i fedeli al papa e alla Chiesa ma anche, purtroppo, anche i fautori dell'ermeneutica della rottura, i disobbedienti ed i sedevacantisti.
    In pratica, il vescovo ci dice: lo so che voi siete fedeli alla Chiesa, ma purtroppo si fa confusione e i progressisti, ancora una volta vincendo la guerra delle parole, hanno accreditato l'interpretazione secondo cui tutti quelli che vogliono la messa in latino sono disobbedienti.
    Quindi: esistono i disobbedienti? Sì. Hanno degli atteggiamenti antipatici? 
    Sì. Siamo esortati ad evitare di dare l'impressione, con degli atteggiamenti che potrebbero farlo sembrare, di essere come loro.

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  98. <span>Basta leggere la frase citata aulle esagerazioni e gli aspetti sociali con animo sereno per capirlo!  
    Se capisco l'italiano, significa che il vescovo ci esorta a non incorrere in quegli aspetti antipatici che a torto da alcuni vengono indebitamente legati  
    (vincolati) ai fedeli che preferiscono la liturgia antica senza distinguere che tra questi ci sono i fedeli al papa e alla Chiesa ma anche, purtroppo, anche i fautori dell'ermeneutica della rottura, i disobbedienti ed i sedevacantisti.  
    In pratica, il vescovo ci dice: lo so che voi siete fedeli alla Chiesa, ma purtroppo si fa confusione e i progressisti, ancora una volta vincendo la guerra delle parole, hanno accreditato l'interpretazione secondo cui tutti quelli che vogliono la messa in latino sono disobbedienti.  
    Quindi: esistono i disobbedienti? Sì. Hanno degli atteggiamenti antipatici?   
    Sì. Siamo esortati ad evitare di dare l'impressione, con degli atteggiamenti che potrebbero farlo sembrare, di essere come loro.</span>

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  99. Credo di poter dire che il papa non ha spiegato, ma ha affermato. Nel primo caso convinci chi ascolta con la forza degli argomenti; nel secondo con la forza dell'autorità.

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  100. Mi dispaice per il prof. Pastorelli. Gli hanno autorevolmente risposto in molit, tra cui anche don Alfredo Morselli. Facendo della polemica per il gusto di farla e mantenendo il collo saldamente girato all'indietro per guardare solo al passato, impugnando un righello per misurare il pizzo delle cotte e uno specchi per vedere se le scarpe del ceklebrante sono sufficientemente lucide, non si vede la Grazie che ci è stata fatta. Bisogna avere pazienza, prudenza e anche brontolare un po' meno. C'è gente che ha parlato pochissimo e ha fatto molto: se abbiamo la messa in rito antico a Ferrara, lo sideve a questa gente, non a chi brontola su tutto, trova critiche da fare a tutti e poi non muove un dito e aspetta la manna dal cielo!

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  101. Temo che tu non abbia capito il senso della domanda dell'ospite. Probabilmente intendeva dire che all'interno della Chiesa si possono usare parole più semplici, almeno se si vuole far giungere il messaggio a tutti e non solo a pochi teologi.

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  102. Andreas, credo di poter affermare lo stesso: partecipo alla vita della mia parrocchia e intrattengo ottimi rapporti con i sacerdoti che la reggono.
    Ho l'impressione che tutti coloro che seguono la messa da noi siano così. Ma allora, il vescovo a chi parlava?

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  103. Il papa non deve nessuna spiegazione: ha parlato molto e molto esplicitamente. Il papa è lui, è lui il custode dell dottrina e della tradizione. E bisogna fidarsi. Comunque, chi ha letto i libri del card. Ratzinger prima che divenisse Papa (specie "Introduzione allo spirito della liturgia") sa che il papa sta attuando tutto quelleo che ha enunciato inteoria negli anni passati. E io mi sento più che tranquillo e in ottime mani. Vi imploro di avere un po' di fiducia in Dio e nella Sua Chiesa: ma vi pare che il Signore ci abbandoni? Ma allora cosa avranno pensato i Cristiani quando la stragrande maggioranza dei vescovi era ariana? E' forse finita la Chiesa? No, perché la promessa del Signore è di assisterla fino alla fine! Ci crediamo o no che Lui le promesse le mantiene sempre? Tutto e subito, però, non si può avere. Non possiamo in due tre anni riparare al disastro compiuto in 40 (e forse anche molti di più, perché la "cosa" era cominciata già prima).
    E' la Chiesa che salava noi, non noi che salviamo la Chiesa!

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  104. Caro Camminante, questi interventi polemici attirano verso noi fedeli al rito antico l'antipatia ed il sospetto di molti. Conosco la tua buona fede, e ti invito ad essere più ottimista.

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  105. Probabilmente nella Chiesa sarà chiamato prassi. Sicuramente santifica le vittim... scusa, volevo dire i fedeli. di sicuro in altri ambiti extrafede il senso comune lo chiama prepotenza del più forte sul più debole.

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  106. Appunto, il magistero pontificio ordinario non può andare contro la semplice evidenza. il resto è aria fritta.

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  107. Cara cassiera, il Papa ci invita a leggere secondo la tradizione tutte le cose dubbie che sono venute fuori dopo il concilio, per una cattiva lettura di quest'ultimo e a volte anche perché i testi stessi erano un po' fumosi o non proprio chiarissimi. E' la più bella cosa che potesse dirci e non possiamo umanamente richiedere di più. Al rito antico tutti possono partecipare, anzi mi spingo a dire che questa è la volontà del Papa! Della Messa è importare capire cos'è: cioè il santo sacrificio della Croce che si rende incruentemente e misticamente ma realmente presente sull'altare .. le parole singole scompaiono di fronte a questo grande mistero. "Capire" completamente il mistero non è possibile a nessuno. Il Curato d'Ars era un grandissimo ignorante per sua stessa ammissione, ma è un grandissimo santo. E lui la messa antica la diceva tutti i giorni!

    Con fiducia ed obbedienza procediamo. Benedetto XVI è un grandissimo papa.

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  108. Poteva semplicemente aspettarci alla prova dei fatti! Non è forse questa la prassi della Chiesa, sulla scorta di san Paolo?

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  109. Appunto, Andreas, noi oggi cerchiamo di fare quello che i fedeli cattolici fecero contro i loro vescovi ariani, contro i loro vescovi simoniaci, o quello che fece sant'Atanasio contra mundum. invece di avere una fedeltà supina alla gerarchia, forti della potenza della Tradizione, agirono. non sempre in maniera ortodossa: se non ricordo male a Milano il vescovo simoniaco venne buttato fuori, e a Colonia fece lo stesso con Manasse il nostro san Bruno, futuro fondatore della Certosa. Non sto affatto dicendo che bisogna far così, ma far sentire a certi pastori che non possono usare due pesi e due misure non è malevolenza né eresia, ma un preciso dovere del fedele.

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  110. Andreas, non facciamo della <span>voluta</span> confusione tra chi vuole i pizzi e i merletti per piacere estetico e chi invece vuole chiarimenti di ordine razionale su quanto il Santo Padre dice. Non è cristianamente corretto per ottenere ragione usare i 38 stratagemmi di Schopenhauer. se leggi gli interventi di chi non la pensa come te, non si parla di righelli e scarpe.

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  111. Caro Andreas, se altri attribuiscono a te o ad altri tradizionalisti quelle che sono mie personali opinioni, denunciano solo la loro malevolenza. non ti curar di loro, ma guarda e passa.

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  112. Il Papa ci ha detto che il Vaticano II con i suoi documenti deve essere interpretato alla luce e nel solco  della Tradizione.
    Ma se noi vediamo, saremmo ciechi se non lo vedessimo, oggi ancora gesti di cui, anche cercando bene, non troviamo traccia nella Tradizione della Chiesa, se certi documenti, interpretati e applicati in modo UNANIMO e senza correzioni da più di 40 anni, hanno portato la Chiesa là dove è oggi, in rottura con la Tradizione, con realtà che mai sarebbero state approvate prima del Vaticano II, come possiamo aderire, senza far tacere la luce della ragione, quella degli occhi e della coscienza, a quelle tre parole se non ci viene spiegato il loro contenuto in modo CHIARO e INQUIVOCABILE e non DIVERSAMENTE INTERPRETABILE ?
    E che, altrettanto chiaramente, le cattive interpreatzioni siano NOMINATE , corrette e sanzionate?

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  113. <span>
    <span>"Il papa non deve nessuna spiegazione: ha parlato molto e molto esplicitamente!"</span></span>

    Lo vada a dire a Benedetto XVI!
    A lui che tanto sottolinea il ruolo della ragione!

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  114. Dolente, ma don Morselli, non ha risposto ! In modo molto "amabile" ha detto che lo farebbe più tardi e altrove, aspetto ancora.....

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  115. E aggiungo che non è molto corretto procedere con sentenze molto riduttrici, irrispettose e ingiustificate,come se coloro che chiedono spiegazioni, precisioni e risposte, fossero solo degli esteti brontoloni, ingrati, che non muovono un dito.

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  116. Ottimista?Vogliamo fare una versione tradizionalista dell`OTTIMISMO postconciliare?

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  117. <span>

    Non è la Tradizione di 20 secoli che deve conformarsi al Vaticano II, ma è il Vaticano II che<span> deve conformarsi</span> alla Tradizione di sempre: e nei punti in cui non lo facesse il Concilio è da rigettare. Amen!
    </span>

    <span></span>

    RispondiElimina
  118. <span><span>Solo il Papa è Pietro e solo a lui spetta <span>sciogliere i nodi</span> e imporre la Verità da credere fermamente.</span></span>
    <span><span>Ha sciolto i nodi il Papa ? quali ?</span></span>
    <span><span>.--------------------</span></span>
    <span><span>QUALI SONO LE VERITA' da credere fermamente, <span>contenute nei documenti</span> del Concilio ?</span></span>
    <span><span>Finora il Papa non ne ha definito con chiarezza neppure una (altrimenti ce la dica Hofer, che sembra esserne già al corrente) !</span></span>
    <span><span>Mons. Gherardini ed altri gli hanno rivolto una supplica affinchè sciolga i NODI  e i punti ambigui e controversi di quei documenti: ma la risposta non è arrivata.</span></span>
    <span><span>Si attendono (indefinitamente) a tal proposito gli esiti dei colloqui  dottrinali tra la Santa Sede e la FSSPX.</span></span>

    RispondiElimina
  119. se Hofer sta alludendo a Dante Pastorelli con la sua sgarbata satira fuori luogo, si sbaglia di grosso, visto che non è affatto un ozioso che perde tempo a far polemiche sterili ma si è dato da fare moltissimo, con parole, opere intellettuali e fatiche materiali -in lungo e in largo per decenni- a favore della celebrazione di Messe more antiquo; si è <span>speso senza risparmio</span> per l'onore e il ritorno della Tradizione, come lui ha detto di sè, impegnandosi a viso aperto in prima persona, affrontando opposizioni e critiche velenose, (e molti che lo conoscono si curamente possono confermarlo) e non merita minimamente questi  meschini rilievi da parte del sig. Hofer nè di chicchessia, ma solo il massimo rispetto, ammirazione e gratitudine da tutti i cattolici che desiderano il ritorno della Messa antica al suo antico onore, fedeli di ieri, oggi e domani !

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  120. <span>se Hofer sta alludendo a Dante Pastorelli con la sua sgarbata satira fuori luogo, si sbaglia di grosso, visto che il prof. in questione non è affatto un ozioso che perde tempo a far polemiche sterili ma si è dato da fare moltissimo, con parole, opere intellettuali e fatiche materiali -in lungo e in largo per decenni- a favore della celebrazione di Messe more antiquo; si è <span>speso senza risparmio</span> per l'onore e il ritorno della Tradizione, come lui ha detto di sè, impegnandosi a viso aperto in prima persona, affrontando opposizioni e critiche velenose, (e molti che lo conoscono si curamente possono confermarlo) e non merita minimamente questi  meschini rilievi da parte del sig. Hofer nè di chicchessia, ma solo il massimo rispetto, ammirazione e gratitudine da tutti i cattolici che desiderano il ritorno della Messa antica al suo antico onore, fedeli di ieri, oggi e domani !</span>

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  121. <span><span>se Hofer sta alludendo a Dante Pastorelli con la sua sgarbata satira fuori luogo, si sbaglia di grosso, visto che il prof. in questione non è affatto un ozioso che perde tempo a far polemiche sterili, ma si è dato da fare moltissimo, con parole, opere intellettuali e fatiche materiali -in lungo e in largo per decenni- a favore della celebrazione di Messe more antiquo; si è<span> </span><span>speso senza risparmio</span><span> </span>per l'onore e il ritorno della Tradizione, come lui ha detto di sè, impegnandosi a viso aperto in prima persona, affrontando opposizioni e critiche velenose, (e molti che lo conoscono si curamente possono confermarlo) e non merita minimamente questi  meschini rilievi da parte del sig. Hofer nè di chicchessia, ma solo il massimo rispetto, ammirazione e gratitudine da tutti i cattolici che desiderano il ritorno della Messa antica al suo antico onore, fedeli di ieri, oggi e domani !</span></span>

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  122. <span><span><span>se Hofer sta alludendo a Dante Pastorelli con la sua sgarbata satira fuori luogo, si sbaglia di grosso, visto che il prof. in questione non è affatto un ozioso che perde tempo a far polemiche sterili ma si è dato da fare moltissimo, con parole, opere intellettuali e fatiche materiali -in lungo e in largo per decenni- a favore della celebrazione di Messe more antiquo; si è<span> </span><span>speso senza risparmio</span><span> </span>per l'onore e il ritorno della Tradizione, come lui ha detto di sè, impegnandosi a viso aperto in prima persona, affrontando opposizioni e critiche velenose, (e molti che lo conoscono si curamente possono confermarlo) e non merita minimamente questi  meschini rilievi da parte del sig. Hofer nè di chicchessia, ma solo il massimo rispetto, ammirazione e gratitudine da tutti i cattolici che desiderano il ritorno della Messa di sempre al suo antico onore, dai <span><span>se Hofer sta alludendo a Dante Pastorelli con la sua sgarbata satira fuori luogo, si sbaglia di grosso, visto che non è affatto un ozioso che perde tempo a far polemiche sterili ma si è dato da fare moltissimo, con parole, opere intellettuali e fatiche materiali -in lungo e in largo per decenni- a favore della celebrazione di Messe more antiquo; si è<span> </span><span>speso senza risparmio</span><span> </span>per l'onore e il ritorno della Tradizione, come lui ha detto di sè, impegnandosi a viso aperto in prima persona, affrontando opposizioni e critiche velenose, (e molti che lo conoscono si curamente possono confermarlo) e non merita minimamente questi  meschini rilievi da parte del sig. Hofer nè di chicchessia, ma solo il massimo rispetto, ammirazione e gratitudine da tutti i cattolici che desiderano il ritorno della Messa di sempre al suo antico onore, dai fedeli di ieri, oggi e domani !</span></span></span></span></span>

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  123. ma.....OBBEDIENZA a che cosa, esattamente  ?  =-O
    <span>non possiamo umanamente richiedere di più ? ? umanamente ?</span>
    dunque le richieste di chiarimenti sono disumane  ? 
    <span>ma noi -cattolici disorientati, piccoli e grandi- chiediamo un esempio concreto, e questa richiesta non è mica disumana, caro sig. Hofer ! </span>
    i fedeli semplici e poco dotti hanno bisogno di CHIAREZZA, CONCRETEZZA E SEMPLICITA' !
    <span>Dunque bisogna  " leggere secondo la tradizione" le enunciazioni fumose ed ambigue, lei dice: ma lo capisce che ci vuole una<span> dimostrazione pratica, di questa lettura</span>, che tutti possano capire agevolmente, anche i bambini  ? non basta solo dire: "leggete, leggete in continuità..."  !</span>
    <span>Io, pecora incolta e non-formata, chiedo:
    "Vi prego, maestri-sacerdoti e vescovi, fatemi vedere CHE COSA devo leggere secondo Tradizione, e COME, se mi trovo davanti a un'affermazione che va contro la Tradizione, o peggio, è  STRABICA !</span>
    Allora, caro Hofer, ce lo vuole fare un esempio concreto di lettura "secondo Tradizione", come si fa a scuola, un esercizio dimostrativo, da cui possiamo capire COME FUNZIONA lo <span>strumento </span><span>ermeneutica di continuità  </span><span>?</span>

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  124. <span>     E lui la messa antica la diceva tutti i giorni!  </span>
    già : bella scoperta ! ma non esisteva mica quella di Paolo VI, e un sacerdote non era obbligato agli adeguamenti liturgici, come i preti dal CVII ad oggi ! non doveva mica subire minacce o ricatti per celebrarla, poichè era l'Unica e Vera Messa di sempre, senza alternative....impensabili, inconcepibili !
    e lei non vede la differenza tra quei tempi e questi nostri  ? ?
    :(

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  125. Essere sempre rispettosi è una regola, ma non penso sia necessario spingersi sino a baciare i piedi e scoppiare di riconoscenza nei confronti di un vescovo che "concede" un diritto ad un gruppo di fedeli...ancor più che mi sembra sia il parroco la prima istanza. 

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  126. <span>
    <p><span><span>se Hofer sta alludendo a Dante Pastorelli con la sua sgarbata satira fuori luogo, si sbaglia di grosso, visto che il prof. in questione non è affatto un ozioso che perde tempo a far polemiche sterili, ma si è dato da fare moltissimo, con parole, opere intellettuali e fatiche materiali -in lungo e in largo per decenni- a favore della celebrazione di Messe more antiquo; si è<span> </span><span>speso senza risparmio</span><span> </span>per l'onore e il ritorno della Tradizione, come lui ha detto di sè, impegnandosi a viso aperto in prima persona, affrontando opposizioni e critiche velenose, (e molti che lo conoscono sicuramente possono confermarlo) e non merita minimamente questi  meschini rilievi da parte del sig. Hofer nè di chicchessia, ma solo il massimo rispetto, ammirazione e gratitudine da tutti i cattolici che desiderano il ritorno della Messa di sempre al suo antico onore, dai  fedeli di ieri, oggi e domani  !</span></span>
    </p></span>

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  127. Riguardo a questo non  mi riferivo affatto al prof. Pastorelli, ma a tutti coloro che localmente, qui nella nostra diocesi, chiedono, pretendono e non danno. E non immaginano nemmeno quali ostacoli abbiamo dovuto superare, e a che prezzo, per ottenere questa S. Messa.
    Del prof. Pastorelli quello che non condivido non è quello che pensa, ma che sostenga che il papa gli debba spiegazioni sull'ermeneutica della continuità e su come la si applica. Io lo ripeto: il papa ha parlato e spiegato (non solo affermato, caro Camminante) abbondantemente. Il resto è polemica sterile.

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  128. L'ho già fatto io e l'han già fatto molti altri: il famoso "subsistit in" a riguardo della Chiesa di Cristo. Letto con lo strumento dellp'ermeneutica della continuità ci spiega che la Chiesa cattolica è l'unica vera Chiesa di Cristo. Potrei poi dilungarmi, ma non lo farò. Potete trovare lunghe e dotte e dettagliate spiegazioni negli scritti di don Alfredo Morselli, ad esempio.

    Avevo mandato alla redazione una mail per festeggiare le 100 S. Messe festive celebrate senza interruzione in rito Gregoriano. Era un'occasione di partecipare gioia e felicità e anche riconoscenza e condividerle. Non era nelle mie intenzioni che si aprisse una discussione così articolata.

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  129. Caro Andreas, hai pienamente ragione: era un momento di gioia da condividere. Sono sincero nel dirlo.
    Però...
    Sai qual è il problema? quello che ci separa, noi tutti, nelle nostre diverse frange? il problema è il linguaggio della Chiesa; linguaggio che a partire dal Concilio Vaticano II si è fatto fumoso. inutile nascondere la polvere sotto il tappeto. fino al 1962 circa, la Chiesa parlava, dopo aver lungamente meditato, limato, interpretato; e le affermazioni erano sempre chiare. Si poteva essere d'accordo o meno, ma comunque si riusciva a prendere posizione chiara perché la Chiesa parlava chiaro. Da lì il detto Roma locuta, causa finita. A partire forse da quel substitit in tutto si è fatto più oscuro, fumoso; e siccome discorsi e citazioni toccano un po' di tutto senza condannare o approvare definitivamente qualcosa e/o qualcuno, tutti si sentono coinvolti, e in diritto di esprimere la propria insoddisfazione o amarezza.
    Con questa chiave di lettura, forse puoi capire le discussioni ad esempio sul conciliare substitit in quando un semplicissimo est era molto più grammaticalmente e teologicamente corretto e, soprattutto, ovvio; oppure ti spieghi anche perché, nella lettera accompagnatoria di concessione di un <span>diritto</span> dei fedeli, il vescovo si sente in dovere di alzare il dito e ammonirci, esattamente come i fedeli, ingiustamente avvertiti, si sentono in diritto di reagire, proprio perché vedono che tutte le loro sofferenze, patite con cristiana sopportazione, non sono state minimamente apprezzate, e da un pastore non sono state viste come un "esame" di sufficiente fedeltà alla sede petrina.
    Se il maestro non sa insegnare, è inutile e controproducente prendersela con l'incapacità degli alunni.

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  130. Caro Camminante,lo so che sei in buona fede e che la tua intenzione è buona. Dico comunque che bisogna agire con pazienza e prudenza econ obbedienza al magistero ordinario della Chiesa. Nella mia esperienza, questo produce molto più frutto del brontolio continuo. E non credere che io sia poi così conciliante e così paziente ... parloagli altri come parlerei a me stesso.Anch'io ho avuto difficoltàa capire perché ilmio Vescovo si rivolgesse a me come se io fossi un soggetto da recuperare o uno scismatico ... e non lo sono mai stato! Dopo un po' di meditazione, ho capito che molti presbiteri che gli sono vicini sono ostili per convinzione, perché purtroppo sostengono l'ermeneutica della rottura/discontinuità e dispongono dei mezzi ufficiali per sostenere le loro tesi che pure sono contrarie almagistero pontificio. Però mantengo fiducia nella Chiesa e resto obbediente, preferendo accendere il classico fiammifiero che imprecare controle tenebre.
    Sul subsistit in, però, devo consigliarti di rileggere quanto scritto da don Alfredo,perché quanto tu asserisci non è proprio vero. Questa espressione,pur difficile e non immediata, è perfino più tradizionale e più forte del normale "est". Extra Ecclesiam nulla salus.
    Facciamo festa per la nostra bella messa e per il nostro Arcivescovo che cel'ha concessa: se attaccano noi,pensa cosa diranno di lui!

    RispondiElimina
  131. A proposito, caro Camminante, perché non mi scrivi una bella mail privata a nibinagh@alice.it, così continuiamo la chiacchierata tra di noi senza seccare ulteriormente il blog?

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  132. e chi l'ha detto che sarebbe una seccatura, quando invece quest'argomento è ormai di VITALE importanza per tutti i fedeli ? perchè parlarne in segreto, visto che TUTTI nella Chiesa<span> vogliono e devono sapere</span> come funziona di fatto questa continuità che non si riesce a dimostrare concretamente e che dovrebbe essere la chiave segreta per risolvere le controversie tra S. Sede e FSSPX e quindi la SOLUZIONE miracolosa della riunificazione della Chiesa così disgregata ?
    Se la fedeltà della Chiesa al MAGISTEERO PERENNE ININTERROTTO è di grande e stringente interesse generale, per la rinascita della Fede dei cattolici, immersa in un travaglio senza precedenti nella storia della Chiesa, perchè, Hofer, lei  ne vuol parlare in privato ?
    e che significa "seccare il blog"  ?

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  133. <span>e chi l'ha detto che sarebbe una seccatura, quando invece quest'argomento è ormai di VITALE importanza per tutti i fedeli ? perchè parlarne in segreto, visto che TUTTI nella Chiesa<span>vogliono e devono sapere</span> come funziona di fatto questa continuità che non si riesce a dimostrare concretamente e che dovrebbe essere la chiave segreta per risolvere le controversie tra S. Sede e FSSPX e quindi la SOLUZIONE miracolosa della riunificazione della Chiesa così disgregata ?  
    Se la fedeltà della Chiesa al MAGISTERO PERENNE ININTERROTTO è di grande e stringente interesse generale, per la rinascita della Fede dei cattolici, immersa in un travaglio senza precedenti nella storia della Chiesa, perchè, Hofer, lei  ne vuol parlare in privato ?  
    e che significa "seccare il blog"  ?</span>

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  134. Devo dire che non capisco certi commenti; a Ferrara ci sono state ben 100 S. Messe in un rito che vogliamo tutti e che fino all'altro ieri avremmo sognato tutti di poter avere. Come primo passo, non va già bene così?

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  135. Devo dire che non capisco certi commenti; a Ferrara ci sono state ben 100 S. Messe in un rito che vogliamo tutti e che fino all'altro ieri avremmo sognato tutti di poter avere. Come primo passo, non va già bene così?

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  136. Devo dire che non capisco certi commenti; a Ferrara ci sono state ben 100 S. Messe in un rito che vogliamo tutti e che fino all'altro ieri avremmo sognato tutti di poter avere. Come primo passo, non va già bene così?

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