lunedì 12 luglio 2010

Vito Mancuso 'smascherato' già da S. Pio X con l'enciclica Pascendi

di Pietro De Marco


UN CONFRONTO SULLA FEDE VECCHIO DI UN SECOLO


La formula “Leggere per non dimenticare”, che intitola a Firenze una nutrita, seguitissima serie di presentazioni di libri e autori, suonava particolarmente convincente ieri al pubblico più provveduto. Il confronto tra Vito Mancuso, che “insegna teologia” all’università privata Vita-Salute di Milano, e Corrado Augias, giornalista e autore-conduttore di programmi televisivi, ricordava infatti i toni e i contenuti di una tipica discussione d’inizio Novecento, tra un intellettuale cattolico modernista e un divulgatore agnostico e anticlericale.

Mancuso ha ripetuto, con una semplificazione che è già tutta nei suoi libri, qualcosa che il secolo scorso ha conosciuto fino alla nausea e al rigetto, filosofico e teologico. La fede è esperienza vitale, nasce dalla Vita, sussiste, se resta autentica, nella Vita; le religioni vengono dopo, interpretano variamente l’Esperienza, le si aggiungono come sovrastrutture; la Realtà è un tutto energetico, percorso come da una “corrente elettrica” che è la modalità autentica dell’esistere; il Dio personale del cristianesimo è teologia infantile o erronea, da superare, al pari di altri fondamenti della fede cristiana come il peccato, il male, l’immortalità dell’essere personale creato.

In un libretto recente, “La vita autentica”, il nostro “teologo” scrive: “Essendo tutto dominato dalla logica evolutiva, non esiste alcun punto fermo, se con fermo si intende qualcosa di statico e di immobile [...]. Dio è un punto fermo [...] nel senso di immutabile quanto alla dinamica del suo movimento vitale che è l’amore [...]. E va da sé che, non essendo Dio, a maggior ragione non sono punto fermo né la Bibbia [...] né la Chiesa con il suo magistero dottrinale [...], il quale parla veramente nel nome del Dio vivo solo se consente e incrementa il creativo dinamismo della libertà”. Un linguaggio disarmante, che non accetterei nella tesina di uno studente.

Mancuso aggiunge che “il punto in base al quale pensare me stesso e gli altri [...] non è statico, ma è dinamico, e tuttavia è fermo”. Per lui “il punto fermo di tipo dinamico” è una essenziale libertà non anarchica, un principio guida dell’essere. Un punto archimedeo. Sulla sua base, scrive: “sollevo me stesso, posso prendere in mano la mia vita, so cosa sono, attivo la mia natura profonda”.

Questo monismo energetico, disperante nella sua dogmaticità, può certamente apparire frutto di un tardo, sfilacciato New Age. La Rivelazione, le Rivelazioni, sono accessorie. Ma il sostrato teorico di Mancuso è ben descritto da molti passi di un testo scritto più di cento anni fa.

L’enciclica “Pascendi“, del settembre 1907, prima che condannare diagnosticava magistralmente derive simili. Per i modernisti, scriveva, “nel sentimento religioso si deve riconoscere come un’intuizione del cuore”; essa “mette l’uomo in contatto immediato la realtà stessa di Dio”, così “chiunque abbia questa esperienza diventa credente in senso vero e proprio”. Il filosofo religioso di tipo modernista divinizza sia il Cosmo sia il suo Principio immanente. Vale la pena di rileggere l’enciclica di Pio X, una diagnosi che fu giudicata in molte cerchie filosofiche un capolavoro. E che, perfetta per l’oggi, rivela il suo valore predittivo.

Da anni, leggendo Mancuso, sono diviso tra lo stupore per una cultura, filosofica e teologica, approssimativa ed esibita, e la riflessione sul suo successo. Che Augias abbia catturato Mancuso in un libro a due, che si vende molto, e che se lo porti dietro in un inesausto calendario di incontri, ha una sua logica. Mancuso produce, infatti, più danni nella religiosità comune e cattolica che la cultura ottocentesca del giornalista de “la Repubblica”. Dopo Adriano Prosperi, e altri, la coppia Mancuso-Augias garantisce una solida continuità di polemica anticattolica. Augias ha avuto persino il cattivo gusto di polemizzare a Firenze col suo “arcivescovo retrivo”.

Ma che la minoranza cattolica che legge di “teologia” accetti enunciati vitalistici che Max Weber avrebbe detto da rivista salottiera (“la vera fede si nutre delle interrogazioni radicali della vita perché sa di essere al servizio della vita”); e li accetti come “metodo” e come via d’uscita da quello che il nostro “teologo” definisce le incapacità teologiche della dommatica cattolica (che non conosce), produce allarme. Chi ha decostruito l’intelletto cattolico a questo punto?

Fonte: raivaticano.blog.rai.it

33 commenti:

  1. Si sa che Pio X vedeva più in là!

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  2. pepito sbazzeguti12 luglio 2010 14:32

    Il principio da cui si deve partire é che Mancuso non é cattolico e nemmeno cristiano,ma un esibizionista ,sofista dilettante che si appropria di "pezzi"di teologia e filosofia ,con i quli gioca come un bambino con i 'LEGO' ,facendo a pezzi la logica !
    =-O

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  3. "Chi ha decostruito l’intelletto cattolico a questo punto?" Ah, l'elenco sarebbe assai lungo... Ma siamo ormai al punto che la gran maggioranza dei praticanti/frequentanti della diocesi alla quale appartengo, l'ex cattolicissima Padova governata con grande sapienza (sic) da Sua Eccellenza Mattiazzo, è convinta davvero che la religione emerga dal vissuto personale di vita e non dalla Rivelazione accompagnata alla Dottrina, dall'adesione all'Ortodossia di Fede. Ne consegue, a titolo esemplificativo, che anche ai preti - poverini! - incontrando sul loro cammino qualche avvenente ragazza, dovrebbe essere consentito di farne esperienza. E che male c'è! Nessuno. Infatti il suddetto vescovo, dovendo sospendere a divinis uno dei chierici sperimentatori, si è pubblicamente scusato dichiarando: "Non scrivo io le regole" (e per fortuna!) e "a me tocca soltanto farle rispettare" (e per fortuna bis! E chissà che lo faccia un po' di più e meglio!)

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  4. Però almeno con don Sante ha rispettato per filo e per segno il CIC...

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  5. Verissimo, ma quando i buoi erano ormai scappati dalla stalla!

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  6. Mi considerereste un cattolico "progressista". Ma anch'io sono d'accordo che quella di Mancuso non è buona teologia.

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  7. Non è una teologia non buona. Non è proprio teologia, perché oggetto dei libri di Mancuso non è Dio e la sua Rivelazione, ma il pensiero privato dell'autore. Sarebbe come se uno parlasse di biologia ignorando completamente le fonti e il metodo di tale scienza ed esponendo a ruota libera le proprie elucubrazioni.

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  8. ora c'è anche la questione di Spoladore...

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  9. Mancuso mi ricorda molto da vicino un neofita di astronomia che si riteneva in grado di spiegare tutto l'universo...
    Ma pare molto più vicino a Dan Brown ed al regista Turteltaub che vogliono fare cassetta... 

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  10. Guglielmo Hotel12 luglio 2010 16:19

    Caro "PADOVANO" che cosa avrebbe mai potuto fare Mons. Mattiazzo con don Sante Sguotti?
    Metterlo al rogo?
    Ha affermato di avere DOVUTO fare rispettare le regole, e allora? Magari non era d'accordo ma per ubbidienza le ha fatte rispettare!
    Mi ricorda tanto il grande indimenticabile Albino Luciani 

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  11. Per sapere il livello teologico del clero di Padova basta visitare il Seminario Maggiore: la conoscenza è lì proprio come i locali, con ampi spazi da riempire. :(

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  12. Come fanno i protestanti parlando dell'evoluzione: parlano da totali ignoranti convincendo tutti che i cristiani sono degli oscurantisti.

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  13. Se non altro adesso 'don' Sante le sue 'messe' le fa private senza dare grande scandalo ( a parte quando si trova con il suo amico Milingo).

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  14. "E allora" se non era d'accordo sul fatto che un prete non può metter su famiglia, ha sbagliato mestiere: non doveva fare il vescovo, cosa che non credo gli abbia prescritto il medico...

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  15. Sicuramente Mancuso non è un teologo nel senso classico e quindi non fa una buona teologia pero' ha il merito di proporre delle riflessioni importanti e di riportare l'attenzione di tanta gente su quegli argomenti (tutta quella gente a cui le omelie ripetute e dogmatiche non dicono proprio più niente).
    Per lo meno non ha il cattivo sapore e il vuoto razionale di altri personaggi in voga tipo Curzio Nitroglia (io mi rifiuto di mettergli un don davanti)...per chi è forte di stomaco leggere http://www.doncurzionitoglia.com/catastrofe_kasper_shoah.htm avendo pero' in mente che il cristianesimo (e il cattolicesimo) è proprio tutta un'altra cosa altrimenti si perde fede e raziocinio

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  16. ....rileggere l’enciclica di Pio X, una diagnosi che fu giudicata in molte cerchie filosofiche un capolavoro. E che, perfetta per l’oggi, rivela il suo valore predittivo.

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  17. Giovanni Mandis12 luglio 2010 17:32

    Sempre e comunque meglio Don Nitoglia di Vito Mancuso.

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  18. Esiste nella teologia, materia difficilissima, che nessuno sa se non chi la fa, il concetto di struttura trascendentale della conoscenza e della esistenza umana, soprattutto per quella che è la teologia fondamentale. k. Rahner , ad es., ritiene che la tensione verso l'auto trascendimento dell'uomo sia essa stessa il segno di una volontà storica di autocomunicazione  di Dio all'uomo e che presuppone la sua libera accettazione da parte dell'uomo. Lo stesso Gesù può essere considerato come il correlativo oggettivo di questa struttura intenzionale:' l'incarnazione di Dio ' appare come 'il caso supremo e singolare dell'attuazione  ontologica della realtà umana'. Questa prospettiva trascendentale porta Rahner a qualificare la cristologia come una''antropologia che si autotrascende'' e l'antropologia come ''una cristologia incompleta''. In questo suo sforzo R. insegna la teoria del ''cristianesimo anonimo'' che considera implicitamente cristiana ogni persona che accetta interamente la propria vita; egli non tace però i limiti di questa intuizione che potrei definire come il dilemma  SULL'IDENTIFICAZIONE DELL'ESSERE CON  LA COSCIENZA. Il problema sta in questo rapporto fondamentale tra la coscienza e l'essere che sfocia in una tensione tra l'uno e l'altro nell'uomo moderno.l'uomo mostra una superiorità rispetto alla realtà da lui esperibile, ma la realtà supera il pensiero dell'uomo, trascendendolo oggettivamente. Mancuso, in parole povere, è tentato dal trascendere la verità dogmatica e non si accorge che la verità rivelata coincide col dogma e per questo difficilmente l'uomo potrà trascenderla: L'UOMO NON POTRA' MAI TRASCENDERE  DIO.

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  19. Filippo Burighel12 luglio 2010 18:28

    Curiosamente, nella chiesa parrocchia della mia parrocchia c'è sempre stato un quadro che raffigurava San Pio X. Neppure la furia modernista l'ha spostato. Ormai sono portato a pensare che se i predecessori del mio parroco avessero provato a staccarlo da muro, il Papa Santo stesso sarebbe sceso dal quadro e li avrebbe malmenati di Santa ragione! :-D

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  20. prova a leggere quell'articolo e poi mi saprai ridire: se quello è il pensiero di un cattolico meglio il paganesimo senza rimpianti

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  21. Pietro de Marco è uno studioso molto serio e profondo, anche aperto al dialogo. Ma quando si trova dinnanzi a casi come questo la sua scure s' abbatte con sicurezza e forza. E n'ha tutte le ragioni.
    Recentemente abbiamo avuto un cordiale incontro e son venute fuori comuni amicizie e comuni studi universitari (lui credo sia entrato uno o due anni dopo di me). Nome per nome, episodio per episodio, ci siam riconosciuti.
    Il pur breve esame delle banalità salottiere di Mancuso è pregevole.

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  22. Giovanni Mandis12 luglio 2010 20:15

    certo che ho letto e confermo, meglio Don Curzio Nitoglia di Vito Mancuso.
    In quell'articolo ci sono riflessioni personali su fatti storici non elevate a dogma, l'esatto contrario del sacerdote-sposato-teologo demolitore della fede cattolica Vito Mancuso (editorialista del giornale-lobby che ha scristianizzato l'Italia).
    Questo non significa essere necessariamente d'accordo con Don Nitoglia.

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  23. Concordo con Giò. Non mi sembra che Nitoglia neghi alcuna verità di fede. Fa un suo ragionamento discutibilissimo, ma non nega il peccato originale e, a partire da questa negazione, tutti i fondamenti del Cristianesimo, giacché senza peccato originale non c'è necessità d'Incarnazione, Passione, Morte e Resurrezione di Cristo.

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  24. ma neanche Mancuso eleva a dogma le sue affermazioni: provoca, esprime delle opinioni discutibilissime (spesso) ma per lo meno usa il linguaggio di oggi per raccontare e le cose che dice suscitano interesse molto più di molto più di tante prediche domenicali dove non si dice più niente perchè si seguono schemi pastorali già confezionati. E' vero: molte delle cose che scrive sono (secondo me) cazzate ma hanno il vantaggio di stuzzicare l'attenzione della gente verso argomenti che "la scristianizzazione ovvero il capitalismo e il consumismo moderno" hanno reso poco interessanti. In quanto alle presunte "negazioni del peccato originale" mi sembra che Mancuso (come altri) propongano semplicemente un modo diverso inteso come linguaggio per esprimere un mistero profondo che fino ad oggi è stato proposto con le parole "peccato originale" e che alla gente di oggi non è più comprensibile. Non cambia il mistero che ci stà dietro, cambiano solo le parole per parlarne.

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  25. quindi basta nom "negare" qualche dogma e poi si puo' dire qualsiasi cosa sempre intesa a dimostrare che gli ebrei sono la causa di tutti i problemi in seguito a quella "presunta" condanna di Cristo quando invece si intuisce che la parole dei Vangeli contro gli ebrei furono scritte per non adombrare le autorità romane cercando di imputare la responsabilità della condanna e della morte di Gesù esclusivamente alle autorità ebraiche: la "correttezza" di Pilato cozza molto con la ferocia  con cui gli storici lo anno descritto.
    Sembra che Nitogli abbia fatto un sogno bruttissimo da piccino e non si sia più ripreso...

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  26. Se per stuzzicare l'attenzione si intende fomentare idee e scelte di vita diametralmente contrarie al cristianesimo, Mancuso ci riesce benissimo. I suoi lettori sono quella vasta cerchia di persone che vogliono fare ciò che vogliono in vita e al tempo stesso assicurarsi l'eternità dopo la morte. Ciò che a costoro disturba della Chiesa, è che essa additi come erronee le loro scelte. Preferiscono sentirsi dire, da Mancuso e da amici, che tutto va bene, che tutto è uguale. "Loquimini nobis placentia. Diteci cose che ci piacciono", dicevano gli ebrei idolatri ai profeti che li richiamavano all'osservanza della legge divina. Oggi la storia si ripete.

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  27. Giovanni Mandis13 luglio 2010 12:36

    Signor Maggio mi pare che abbia letto "l'anima e il il suo destino", perchè Don Vito Mancuso dice chiaramente, dopo aver citato dei passi del Vangelo in cui Gesù fa delle affermazioni, che Gesù si è sbagliato dal momento che le cose da lui dette non si sono avverate (secondo lui) e che quindi vanno rilette secondo la sua comprensione ("sua" del Don Mancuso ovviamente) e di conseguenza cade tutta la serie di verità di fede che Dante Pastorelli ha elencato.

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  28. Confesso che l'ipotesi "rogo" mi attizza parecchio... ;)

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  29. Meglio un contrasto, un confronto, un dialogo, una litigata che l'indifferenza a cui conduce il nostro vivere quotidiano: indifferenza è uno dei mali di questo periodo perchè la pubblicità, la tv, certa cultura di consumo, la mancanza di etica nella politica ci stanno portando a dedicarci e a desiderare solo altre cose, più veloci, più mutevoli, più piacevoli,più di moda...
    Meglio che si parli male di qualcosa che non parlarne, lo vedo coi ragazzi ogni giorno. Io eviterei l'atteggiamento di chi si mette da una parte e non accetta critiche (anche idiote) pensando di possedere la verità e di essere intoccabile nelle idee: i dogmi sono solo un NOSTRO modi di provare a descrivere la Verità. Il mondo non è un oratorio ottocentesco e non è nemmeno opera del demonio.

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  30. non sarà mica Galieo il neofita...vero?

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  31. Giovanni Mandis13 luglio 2010 16:48

    maggio, uno che si confronta e dialoga non si erge al di sopra del Papa. lo giudica e gli dice cosa deve fare dalle colonne dei giornali acattolici o dei suoi libri. Libri che il nostro scritti in virtù del fatto che la Chiesa gli ha dato il titolo di teologo cattolico.
    Si tratta di uno che evidentemente sputa nel piatto di chi gli da da mangiare.

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  32. infatto ho parlato anche di contrasti e litigate...e con questo non sto dicendo che Mancuso è la bocca della verità (anzi): quello che scrive talora è interessante perchè provocatorio ma scrice anche tante puttanate (secondo me)...ma del resto anche alcuni nostri vescovi non sono da meno nell'emularlo dalla parte opposta

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  33. Tutti in Prato della Valle! 8-)
    Seguirà Messa a San Canziano!

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