sabato 19 giugno 2010

Salmo 9 (2)

Salmo 9 (ii)

Psállite Dómino, qui hábitat in Sion: * annuntiáte inter Gentes stúdia eius:
Salmeggiate al Signore che abita in Sion, * annunciate fra le genti i suoi consigli:
Quóniam requírens sánguinem eórum recordátus est: * non est oblítus clamórem páuperum.Perché couli che chiede conto del sangue si è ricordato di essi: * non ha dimenticato il grido dei poveri.
Miserére mei, Dómine: * vide humilitátem meam de inimícis meis.

Abbi misericordia di me Signore, *
vedi la mia umiliazione
da parte dei miei nemici.
Qui exáltas me de portis mortis, * ut annúntiem omnes laudatiónes tuas in portis fíliæ Sion.Tu che mi innalzi dalle porte della morte,
* perché io annunci tutte le tue lodi alle porte della figlia di Sion.
Exsultábo in salutári tuo: * infíxæ sunt Gentes in intéritu, quem fecérunt.


Esulterò per la tua salvezza: * sono sprofondate le genti nella fossa (lett.: distruzione) che avevano fatto (lett.: fecero)
In láqueo isto, quem abscondérunt, * comprehénsus est pes eórum.
In quel laccio che avevano nascosto (lett.: nascosero) *è stato preso il loro piede.
Cognoscétur Dóminus iudícia fáciens: * in opéribus mánuum suárum comprehénsus est peccátor.Sarà conosciuto il Signore quando compie giudizi, * nelle opere delle sue mani è stato preso il peccatore.
Convertántur peccatóres in inférnum, * omnes Gentes quæ obliviscúntur Deum.Siano ricacciati i peccatori nell'inferno, * tutte le genti che dimenticano Dio.
Quóniam non in finem oblívio erit páuperis: * patiéntia páuperum non períbit in finem.

Perché non per sempre (lett.: fino alla fine) dimenticanza ci sarà del povero: * la pazienza dei poveri non perirà in eterno.
Exsúrge, Dómine, non confortétur homo: * iudicéntur Gentes in conspéctu tuoSorgi Signore, non si rafforzi l’uomo; *
siano giudicate le genti al tuo cospetto.
Constítue, Dómine, legislatórem super eos: * ut sciant Gentes quóniam hómines sunt.Costituisci, Signore, un legislatore su di loro, * affinché conoscano le genti che sono uomini.

Commento di S. Alfonso

Psallite Domino qui habitat in Sion; annuntiate inter gentes studia eius.

Quoniam requirens sanguinem eorum recordatus est; non est oblitus clamorem pauperum. Lodate dunque il Signore che abita in Sionne, ove è adorato come vero Dio, a differenza degl'idoli che abitano ne' templi de' gentili, e sino fra le genti più barbare predicate le sue opere ammirabili, acciocché esse ancora il lodino: poiché, investigando egli le ingiuste operazioni degli uomini, si è ricordato del sangue de' poveri e de' loro lamenti.

Miserere mei, Domine; vide humilitatem meam de inimicis meis.

Qui exaltas me de portis mortis; ut annuntiem omnes laudationes tuas in portis filiae Sion. Qui Davide si volta a Dio e lo prega dicendo: Signore, abbiate pietà di me: guardate la mia umiltà, cioè l'abbiezione a cui mi han ridotto i miei nemici. Voi mi caverete fuori dalle porte (cioè da' pericoli) della morte, acciocché io predichi tutte le lodi di cui siete degno nelle porte di Sionne, figlia, cioè parte di Gerusalemme.

Exultabo in salutari tuo; infixae sunt gentes in interitu quem fecerunt. Io mi rallegrerò nella salute che mi avete donata; poiché i miei nemici son caduti nella fossa di morte che aveano contra di me preparata. In interitu, legge l'ebreo in fovea; ed a ciò corrisponde la parola infixae che significa, come dice Menochio: Queste genti mie nemiche son cadute in una fossa di loto, da cui a chi vi cade è molto difficile il liberarsene.

In laqueo isto quem absconderunt, comprehensus est pes eorum. Sicché il loro piede è stato preso in quel laccio medesimo che di nascosto avean teso per prender me.

Cognoscetur Dominus iudicia faciens; in operibus manuum suarum comprehensus est peccator. Il Signore si farà conoscere per quel gran Dio qual è nell'esercitare sugli empj la giusta vendetta, facendo restar preso il peccatore nelle stesse reti ordite dalle sue mani contra degli altri.

Convertantur peccatores in infernum; omnes gentes quae obliviscuntur Deum. Scrive il Malvenna: Convertantur in infernum; quasi dicat: male peribunt. Menochio vuole che qui per inferno s'intenda propriamente l'inferno, luogo destinato alle pene de' malvagi: Nomen inferni significatur hoc loco poenarum locus; e così anche l'intende Gordone. Onde si spiega il testo così: Quei che in vita si dimenticano di Dio faranno una mala morte e saran mandati all'inferno.

Quoniam non in finem oblivio erit pauperis; patientia pauperum non peribit in finem. Poiché all'incontro finalmente il Signore non si scorderà del povero: la pazienza del povero finalmente non perirà, cioè non resterà senza premio.

Exurge, Domine; non confortetur homo; iudicentur gentes in conspectu tuo. Sorgete, Signore, e dimostrate la vostra potenza; non prevalga l'uomo iniquo; siano giudicate le genti nel vostro cospetto secondo il loro merito.

Constitue, Domine, legislatorem super eos; ut sciant gentes quoniam homines sunt. Date loro, Signore, un legislatore il quale colla severità delle pene li raffreni e domi; acciocché sappiano che sono uomini, cioè deboli e mortali, obbligati ad ubbidirvi.

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