venerdì 28 maggio 2010

Mons. Giuliodori nuovo Presidente della Commissione Cultura della CEI



Il Vescovo di Macerata, Mons. Claudio Giuliodori [nelle foto], è stato nominato Presidente della Commissione Cultura della Conferenza Episcopale Italiana. La nomina avviene mentre è in corso l’anno dedicato al missionario gesuita maceratese Padre Matteo Ricci, nel IV centenario della morte. Le celebrazioni “ricciane” sono curate dal Vescovo di Macerata con professionalità e competenza. Per la prima volta, dal Concilio Vaticano II, la città e la diocesi di Macerata si ritrovano protagoniste di un rilancio culturale cattolico.

La cultura, che è stata per decenni ispirata dalle ideologie progressiste, marxiste e illuministe (Cfr. Simonetta Torresi: Un contributo al progresso – La Massoneria a Macerata e nel suo territorio , Macerata 2005 ) grazie alle molte iniziative di Mons. Giuliodori ha ritrovato una collocazione e un’ identità cattolica.

Icona, secondo me, di questa ritrovata fierezza di identità cattolica, che va dai costruttivi rapporti con le forze produttive del territorio alla costante presenza nelle scuole superiori e nell’Università, sarà la grande ristrutturazione dell’Abbazia di Rambona, nel Comune di Pollenza.

La Diocesi, con grande coraggio, a differenza dei pavidi politici locali, non ha esitato ad acquistare dai privati che li avevano messi recentemente in vendita i locali dell’Abbazia che, una volta restaurati, restituiranno la Chiesa nella sua integrità . Dopo la conquista da parte dei piemontesi delle Marche con le relative confische e distruzioni dei beni ecclesiastici, ad oltre 150 anni della parziale distruzione della storica Abbazia si potrà rivedere la chiesa di Rambona così come la volle far costruire la regina longobarda Ageltrude nell’ 891.

Dallo spazio di questo sito mi sento di fare gli auguri a Mons. Giuliodori per questo importante incarico che la Conferenza Episcopale Italiana gli ha assegnato. I miei sono gli auguri di uno dei tantissimi cattolici che hanno firmato l’appello al Papa per un’arte autenticamente cattolica. In migliaia, anche dall’Italia, ci siamo rivolti direttamente al Santo Padre per questo santo e nobilissimo scopo, ignorando la sempre più distante Conferenza Episcopale Italiana.

Gli uffici della CEI, che sentiamo lontani, hanno umiliato il nostro Bel Paese con degli edifici di culto che gli stessi fedeli considerano non adatti alla preghiera e alla diffusione del Vangelo; hanno recentemente afflitto i sacerdoti e i lettori con delle incomprensibili immagini dei nuovi Lezionari (ho visto personalmente un lezionario privo delle immagini perché il parroco le aveva strappate ); hanno continuato ad organizzare grandi e costosi ritrovi per i giovani con le stesse formule , stantie e sterili, del passato.

Quegli stessi uffici hanno ignorato la situazione drammatica della Musica Sacra distrutta dalla non conoscenza musicale dei sacerdoti, cresciuti nei Seminari dove al massimo si canta con l’accompagnamento di una chitarra.

Essendo “ figli di un dio minore” nessuno da quegli uffici ha volto lo sguardo pastorale alle spontanee e povere aggregazioni laicali, per lo più giovanili, che all’ombra del Motu Proprio sono miracolosamente sorte anche nel suolo italico.

Non mi si dica che io sono un vecchio maestro “fissato” con l’arte e la musica sacra, che vivo in un mondo tutto mio, oppure “un pazzo” ( come mi ha definito il Rettore di un antico Seminario in un colloquio con i suoi pochi seminaristi).

Io lavoro con i giovani e per i giovani e mi sposto anche fuori dai confini regionali : più volte ho percepito un senso di diffusa sfiducia da parte di diverse benemerite e storiche istituzioni cattoliche nei confronti degli uffici della CEI. In molti pensano che quegli uffici siano più propensi a “premiare” i non-cattolici che coloro che, con umiltà e fede, servono la Chiesa.

L’augurio che mi sento di fare a Mons. Giuliodori è che la sua presidenza della Commissione Cultura riesca a far ricrescere nei cattolici semplicemente impegnati nella musica e nell’arte sacra la stessa fiducia che ora ripongono nella Santa Sede e in alcune istituzioni vaticane.

Dal secondo atto di Turandot :

TURANDOT
Straniero, ascolta:
"Nella cupa notte vola
un fantasma iridescente.
Sale e spiega l'ale
sulla nera infinita umanità.
Tutto il mondo l'invoca
e tutto il mondo l'implora.
Ma il fantasma
sparisce coll'aurora
per rinascere nel cuore.
Ed ogni notte nasce
ed ogni giorno muore!"

CALAF
Sì! Rinasce! Rinasce!
E in esultanza
mi porta via con sè,
Turandot: "la speranza"!



Andrea Carradori

53 commenti:

  1. <p><span>Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia. </span><span>Dopo il motu proprio, era iniziata la celebrazione di una S. Messa a Tolentino nella Chiesa detta dei Sacconi, in via Corridoni (centro storico). Tale Messa, </span><span>che, per volere del Vescovo Mons. Claudio Giuliodori doveva essere senza omelia (perché a detta del Vescovo di Macerata le messe antiche debbono essere prive di prediche) è stata celebrata dal parroco della Concattedrale di Tolentino il Can. Don Frediano Salvucci in orari feriali sempre più scomodi e quindi con sempre meno fedeli. La Curia, oltre che far controllare, con metodi polizieschi, i fedeli che vi hanno partecipato, aveva imposto, anche mediante secche telefonate agli organizzatori, di non fare alcun tipo di propaganda: manifesti, comunicati stampa e persino email informative. La Curia aveva anche espressamente proibito che fossero invitati fedeli da fuori città. Naturalmente, ogni diktat curiale è stato comunicato solo telefonicamente; ma i testimoni ci sono. Da segnalare l’avversione dimostrata per l’iniziativa di due o tre membri del collegio presbiterale cittadino. Da qualche mese alcuni papà e mamme stanno raccogliendo le firme per la ripresa della celebrazione.</span><span></span></p>

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  2. Peccato non aver registrato quelle telefonate e mandargliele direttamente al Santo Padre! Fino a quando continueremo ad essere vittime di persecuzioni, d'intolleranza? Si predica la tolleranza di qua e di là ma quando si tratta di noi fedeli tradizionalisti... ah, no, quelli, no! Cosa siamo noi, signori vescovi? Cosa siamo? Lo scarto della Chiesa?  :'( :'( :'( :'( :'( :'(

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  3. L'attenzione della diocesi di Macerata per gli edifici storici è commovente....

    Come quando si sono venduti il convento bellissimo in pieno centro nel quale da secoli le monache esponevano il Santissimo e nel quale tutti andavano a pregare.......ora le monache stanno in periferia in un obbrobrio di monastero, costato milioni e nessuno adora più il Santissimo....Bravi i Vescovi di Macerata, bravi.....

    Vendetevi la robba vostra e non quella che vi ha lasciato la Chiesa! E lasciate pregare la gente come ha sempre fatto!   

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  4. Andrea Carradori28 maggio 2010 14:13

    Questa è roba ormai vecchia : spero che la pagina sarà "aggiornata" , se Dio vuole, presto !

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  5. Spero di sbagliarmi, ma l'eccellenza schitarrante non i rassicura per nulla, né come vescovo (tanto non è il mio, chi se ne frega...) né come responsabile di un ruolo non secondario all'interno della CEI.
    Probabilmente non abbiamo ancora raschiato la feccia del barile, ce ne manca ancora....

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  6. http://www.fanodiocesi.it/?p=601 Questa foto rassicura di più?

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  7. La diocesi di Macerata ha un'attenzione per gli edifici storici commovente......fino alle lacrime!

    Come quando ha venduto poco tempo fa il convento in pieno centro dove si esponeva sempre il Santissimo e ha "mandato" le povere monache in aperta campagna in un convento orribile. Prima tutta Macerata andava a dire una preghiera nel convento ora non ci va più nessuno, ma diventerà un bell'albergo a quattro stelle per la gioia di chi l'ha comprato e tra le lacrime di tutti coloro che hanno pregato in quella chiesa bellissima.

    Bravi i Vescovi di Macerata, proprio bravi.

    Vendetevi la robba vostra e lasciate stare quella della Chiesa! Lasciateci pregare come abbiamo sempre fatto e non vendete le chiese dei nostri padri agli speculatori......

     Firmato: un anima che pregò tante volte in quella chiesa che voi avete permesso fosse profanata

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  8. Bravo il Vescovo, suona la chitarrina e proibisce le messe di San Pio V....povera Chiesa è proprio divina! Se resiste con questi pastori!

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  9. Lei cerca di interpretare in bene...ma i nemici del Papa tra l'episcopato marchigiano sono ancora tanti, troppi!

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  10. Non ha tampo per i tradizionalisti

    Deve occuparsi dei Neocatecumenali, i veri padroni della diocesi di Macerata e di quella di Fermo.

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  11. Andrea Carradori28 maggio 2010 14:43

    Sor Peppe !
    Il "fattaccio" del Monastero delle Monachette di Macerata è accaduto durante il governo episcopale di Mons. Luigi Conti, attualmente Metropolita a Fermo.
    Penso che di essere stato l'unico ad intervenire nei giornali e con diverse telefonate, anche alla Curia Generalizia Domenicana, per tentare di salvare la Chiesa del Corpus Domini.
    Quella chiesa, in piano centro, conm o senza le Monache sarebbe potuta rimanere aperta al culto !
    Brutta storia, bruttissima ferita che , assieme alla Chiesa di San Paolo, consegnata all'Università ci fa gridare : " O tempora o mores" !

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  12. Credo che l'atto di vendita (svendita e profanazione piuttosto) del monastero sia opera del suo predecessore, Mons. Conti.

    Povero San Vincenzo Maria Strambi, che razza di successori gli sono toccati. Lui difendeva i diritti della Chiesa contro Napoleone, i suoi successori svendono le chiese e disprezzano la cultura cattolica di un popolo.

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  13. Andrea Carradori28 maggio 2010 14:50

    @ Sor Peppe
    Magari "tutta Macerata" fosse andata ad adorare il Sacramento eposto nella Chiesa delle Domenicane... le cose sarebbero andate un poco meglio...

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  14. Povero San Vincenzo Maria Strambi, che razza di successori gli sono toccati, lui difendeva i diritti della Chiesa contro Napoleone, questi si vendono le chiese agli speculatori e disprezzano la cultura cattolica di un popolo!

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  15. Forse non ci andava tutta Macerata, era un modo di dire, ma quando ci andavo io non ero mai solo, a qualsiasi ora c'era gente del quartiere e della città all'adorazione.

    Ora c'è un edificio votato a diventare una hall d'albergo o una discoteca, dove il Vescovo potrà suonare la sua amata chitarra!  

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  16. E mons. Alceste Catella (diocesi di Casale Monferrato) presidente della Commissione liturgica dove lo mettiamo???

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  17. penso che con questo vescovo-presidente la cultura chitarristica avrà un forte impulso e godrà di una notevole avanzata.
    ma i bonghi saranno salvati oppure no?

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  18. Andrea Carradori28 maggio 2010 15:08

    @Arcicantore. Giusto su questa nomina desideravo avere illuminazione... Dicci, dicci ...

    @Sor Peppe, mi pare che la venerata chiesa del Corpus Domini dovrebbe diventare un caffè... se penso che i miei antenati, fino alla mia devota nonna, hanno dato e dato per il quel monastero e per quella venerata chiesa ...
    Un mio amico , straniero, si mise a piangere quando ha conosciuto il fatto.... avrebbe voluto comprarla...
    Con tutta sincerità trovo qualche spiraglio di speranza nella nomina di Mons. Giuliodori alla Cultura della CEI ( non cerco benevolenza da parte di nessuno ....) a Macerata sta facendo bene anche nel settore culturale.

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  19. Caro Andrea Caraddori (mi conceda il "caro") che dire del buon Catella? La sua formazione la dice lunga (S. Giustina, di cui è stato preside). 
    Ha la "fortuna" di passare come il gran liturgista super titolato so-tutto-io-e-ratzinger-e-marini-non-sanno-un[biiiip]
    E' un modernista: paramenti stile "Guerre stellari"; musica Frisina-style & co.; polifonia classica e gregoriano manco a parlarne; meglio islamici che tradizionalisti; Messa antica una grande [biiip].
    Può bastare?

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  20. Sunt lacrimae rerum28 maggio 2010 15:29

    " Meglio islamici che tradizionalisti".
    Un povero prete dalle mie parti ha affittato per mesi un casetta a degli islamici, con il placet della potente Curia.
    Dopo 4 anni in cui non hanno pagato alcun affitto e hanno sfasciato tutto li ha cacciati via con tatto ed educazione.
    Ha pensato poi di dare la casetta ad un gruppo di zelanti cattolici , vistosamente collegati ad un ordine religioso considerato tradizionalista, un tempo sarebbe stato un normale ordine religioso.
    La potente Curia si è opposta : troppo cattolici !
    Meglio i musulmani, che non pagano, che i cattolici ...
    Non mi aspettavo nulla di meglio per la commissione liturgica della CEI ...
    Acqua, acqua, acqua ...

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  21. Andrea Carradori28 maggio 2010 15:32

    @Arcicantore

    Bah... come volevasi dimostrare ...
    Loro sono i conservatori che si oppongono ad ogni apertura ...
    Si tengano le casule da guerre stellari ....

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  22. Petit rappel:

    http://blog.messainlatino.it/2009/09/il-vescovo-di-macerata-incontra-il.html

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  23. Io non gliele rubo di certo, le casule.
    Scherzi a parte, ANdrea, il guaio è che qui vi è un adeguamento totale di clero e fedeli a questo becero liturgismo spacciato per Vaticano Secondo quando invece è un Vaticano Secondo Me... Non abbiamo vie di scampo. Il Piemonte, e stiamo a vedere cosa accadrà a Torino,  sembra davvero una spazzatura (scusatemi la crudezza) in cui gettare vescovi, come dire?, poco vescovi...
    Comunque è vero, Catella è un ultra-conservatore del proprio modernismo.

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  24. Andrea Carradori28 maggio 2010 16:03

    A me interessa che da qualche ufficio CEI si incominci a pensare che c'è un enorme patrimonio da salvare urgentemente : l'arte e la musica sacra !
    Con franchezza e onestà debbo dire che per la cultura Mons. Giuliodori sta facendo molto in Diocesi .
    Non mi riferisco solo alle celebrazioni per P.Matteo Ricci ma anche a diverse pubblicazioni sull'arte sacra e la devozione mariana, di cui la Città di Macerata è stata da sempre l'alfiere.
    Ripeto che una speranza per la cultura cattolica si è accesa con questa nomina.
    Forse avrebbero fatto meglio a pubblicare questa foto, indicativa, di Mons. Giuliodori.

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  25. Luis Moscardò28 maggio 2010 16:56

    Sì questa foto è più rassicurante... certo che quella chitarra (folk per giunta) sulla paonazza....

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  26. Le belle pianete non piacciono solo a lui, ma a tanti altri anche peggio di lui. Metta le belle pianete purchè  non sia fumo negli occhi.

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  27. Il vero modernista scrive una pagina tutta cattolica, ma la pagina seguente è piena di errori.

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  28. "Quegli stessi uffici hanno ignorato la situazione drammatica della Musica Sacra distrutta dalla non conoscenza musicale dei sacerdoti, cresciuti nei Seminari dove al massimo si canta con l’accompagnamento di una chitarra."

    Maestro Carradori, potrei cortesemente chiederle qual è il suo parere sul "Repertorio Nazionale di Canti per la Liturgia" recentemente pubblicato dalla CEI sotto la direzione di don Antonio Parisi?

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  29. Il Vaticano II, va inteso come Milano 2, cioè un "distaccamento del primo" ?

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  30. Andrea Carradori28 maggio 2010 18:01

    @ homo quidam

    La gestazione, difficile del repertorio nazionale, ha messo bene in mostra quanto noi italiani siamo deboli dal punto di vista musicale e soprattutto decisionale.
    Ora non posso dilungarmi sulle specificità dei canti indicati nel r n ( dovrei scrivere pagine su pagine) ma vorrei sottoporre alla Sua attenzione il fatto che per non avere " rotture di scatole" (uso volutamente il linguaggio dei miei corregionali) hanno inserito nella commissione preparatoria tutti quelli che si occupano di musica assembleiale.
    Il risultato un polpettone di gigantesche proporsioni .
    Non è la prima volta che accade in Italia e non sarò l'ultima.
    Dovendo un vescovo pubblicare il repertorio diocesano visto che la commissione di musica sacra non si metteva mai d'accordo alla fine si fece mandare da tutte le parrocchie i libretti dei canti inserendoli poi  in toto nel libro cantorale diocesano.
    In questo modo non scontentò nessun gruppo ( nella mia regione di recente i gruppi ecclesiali hanno sostituito le buone parrocche) ma non favorì certamente l'unità della diocesi, almeno nel canto.
    Una domenica ho visto su RAI1  per fortuna un pezzo della trasmissione che segue la Santa Messa domenicale : era dedicata al canto liturgico.
    Pontificava don Parisi con un gruppetto di cantori che eseguirono un brano "eccelso" del repertorio assembleiale  il "santo" di Bonfitto.
    Canto che eseguo anche io sia con l'assemblea che con il coro+assemblea, quando la celebrazione lo richiede ( una grande celebrazione con molti fedeli, che hanno il diritto-dovere di cantare all'unisono con la guida del coro ). L'esecuzione nello studio televisivo, diretta da don Parisi, mi ha fatto capire che il reverendo non solo non si è mai occupato di vera "animazione" di un'assemblea di fedeli ma che non sappia neppure quale sono le specificità di un vero coro .
    Questi sono i "pontefici" della musica liturgica attuale : coloro che non si preoccupano di impostare le voci ne' di sottolineare determinati fraseggi .
    Tutto piatto, tutto informe, tutto senz'anima e senza entusiasmo.
    Il mio entusiasmo l'ho ritrovato nella Messa antica e con questo ritrovato fervore ho anche constatato che nelle Messe Tridentine il popolo, quando è coinvolto, canta e canta bene.

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  31. A proposito della chiesa di Macerata profanata; ricordo d'aver letto da qualche parte...forse era C.J.C. ma non ne sono certo. Cito a memoria, quindi non è letterale: " Gli edifici sacri destituiti da tale ruolo, non vengano assegnati a ruoli che possano turbare e dare scandalo ai fedeli, se non trascorse alcune generazioni. " 
    Infatti a Verona, forti di questo monito, una ex chiesa sul lungo Adige, è diventata un bar ritrovo di gay.
    Giusto per non urtare il sentimento religioso popolare.

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  32. Andrea Carradori28 maggio 2010 18:17

    @ homo quidam
    Terminando l'argomento del repertorion nazionale vorrei anche sottolineare che tale scelta non deve essere il risultato di un'azione di diplomazia ma di fede e di rispetto verso il popolo il quale non riuscirà mai a cantare delle canzonette sincopate con una melodia troppo variegata fra "alto e basso".
    Fra i brani che sinceramente apprezzo nel recente periodo post conciliare  si sono : Il tuo popolo in cammino, Simbolum, Signore di spighe indori, il santo di Bonfitto, chiesa di Dio, ti esalto Dio mio re oltre ad alcune rielaborazioni di corali antichi.
    Ormai non esistono più i confini delle parrocchie e delle diocesi : i fedeli si spostano sempre di più soprattutto nei giorni festivi.
    E' assurdo proporre un repertorio elefantiaco come quello pubblicato da don Parisi.
    Assurdo e dannoso ( per i fedeli ).
    Dobbiamo avere pazienza :  <span>“ Non mollare ! Se la Madonna salverà il latino e la musica sacra, Le canteremo il più grande e solenne Magnificat ! Ma io non ci sarò. A Lei, presidente, l’augurio di non mollare” Monsignor Ernesto Dalla Libera- Vicenza , marzo 1966 al Comm. Augusto Castellani , Presidente dell'Ente Rassegne Musicali Nostra Signora di Loreto.</span>

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  33. Non sapevo che sarebbe diventata un caffé, immaginavo qualcosa del genere, mi viene solo da dire:


    "Caro Mons. Conti, vennete le robba tua e no la nostra!"

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  34. Buon per i Casalesi se si dedicherà solo alla presidenza, ma temo che l'incarico non comporti le dimissioni dalla sede diocesana?

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  35. riciclaggio di chiese per "miglior uso"...
    e ripensando al romanzo d R. Benson "Il padrone del mondo" (1907) come si fa a non vedere anche in questo segno dei tempi anticipato un secolo fa, un'indicazione di tendenza certa verso quello che potrà essere l'approdo finale  ?
    :(

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  36. Per le canzonette nuove: "Taglia Maestro, taglia"  

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  37. la Madonna dovrà salvare soprattutto la Chiesa dal naufragio, prima di tutti gli annessi e connessi, egr. Carradori!
    Speriamo che si avveri la speranza del sogno di don Bosco ("Le due colonne che vinceranno la tempesta: la Madonna e l'Eucaristia"); ma quanti guai, persecuzioni e atrocità dovranno prima verificarsi nella Chiesa e nel mondo ?

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  38. <span>a Madonna dovrà salvare soprattutto la Chiesa dal naufragio, prima di tutti gli annessi e connessi, egr. Carradori! 
    Speriamo che si avveri la speranza del sogno di don Bosco ("Le due colonne che vinceranno la tempesta: la Madonna e l'Eucaristia"...); ma quanti guai, persecuzioni e atrocità dovranno prima verificarsi nella Chiesa e nel mondo ?....e quanti ecclesiastici sono disposti a tornare a supplicare Maria SS.ma in ginocchio che salvi la Chiesa dai castighi annunciati, che già sono in atto ?
    </span>

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  39. Appello alla Santa Sede28 maggio 2010 18:39

    A proposito di spazzatura romana (non parlo del caso specifico):

    Appello alla Santa Sede: la provincia non è l'immondezzaio della Curia, non ci mandate tutti quelli che non riuscite a piazzare altrove, sennò ce li dobbiamo sorbire noi e poi distruggono quel che poco che hanno trovato e si vendono quel che non appartiene loro.

    Se non valgono niente dategli una "sine cura", ma non distruggete le diocesi. Se volete riformare la Chiesa ci vuole coraggio, basta con le mezze misure.

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  40. <span><span>a Madonna dovrà salvare soprattutto la Chiesa dal naufragio, prima di tutti gli annessi e connessi, egr. Carradori!  
    Speriamo che si avveri la speranza del sogno di don Bosco ("Le due colonne che vinceranno la tempesta: la Madonna e l'Eucaristia"...); ma quanti guai, persecuzioni e atrocità dovranno prima verificarsi nella Chiesa e nel mondo ?....e quanti ecclesiastici sono disposti a tornare a supplicare Maria SS.ma in ginocchio che interceda perchè Dio salvi la Chiesa dai castighi annunciati, che già sono in atto ?
    </span></span>

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  41. Appello a Mons. Conti28 maggio 2010 18:43

    "Vennete la robba tua"!

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  42. Riguardo il Repertorio Nazionale: con un don Parisi alla direzione cosa aspettarsi? Conosco quel poco dell'opera di d. Parisi tale da dire che è di una banalità inascoltabile (come, a mio modesto parere, il 90% della Casa del Padre).

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  43. <span>
    <p><span>Io penso che la Madonna dovrà salvare soprattutto la Chiesa dal naufragio, con tutto ciò che nel sacro ci regalava la bellezza eterna e si  sta perdendo, egr. Carradori, cominciando dalla Messa antica e la sua musica, naturalmente!   
    Speriamo che si avveri la speranza del sogno di don Bosco ("Le due colonne che vinceranno la tempesta: la Madonna e l'Eucaristia"...); ma quanti guai, persecuzioni e atrocità dovranno prima verificarsi nella Chiesa e nel mondo ?....e quanti ecclesiastici sono disposti a tornare a supplicare Maria SS.ma in ginocchio che interceda perchè Dio salvi la Chiesa dai castighi annunciati, che già sono in atto ?  </span>
    </p><p>Per questo concordo con voi nell'invocazione a Lei rivolta, raccogliendo l'auspicio del motto ormai famoso di John Zuhlsdorf: <span>“Save the liturgy, save the world”</span>
    </p></span>

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  44. ah, per carità, stupenda mitra e splendida pianeta... ma è sufficiente?
    *DONT_KNOW*

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  45. ehm... dove lo mettiamo?
    insomma, qualche idea l'avrei anche ma è venerdì e taccio per mortificazione :-D

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  46. Ma non esageriamo su...perfino santa Rosa da Lima suonava lo strumento simile alla chitarra per i suoi tempi :-D

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  47. Luis Moscardò29 maggio 2010 00:20

    A Verona la ex chiesa del Redentore è una pizzeria, San Matteo -se non sbaglio- un altro ristorante... e poi ancora un'altra ex chiesa in centro è un locale, se non ricordo male. E poi c'è la casa natale di San Pietro Martire data per i ritrovi degli scismaticiereticigayluterani....
    Bel rispetto delle norme (e soprattutto delle anime che ci hanno preceduto in questa valle di lacrime).

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  48. lasciatemi cantare29 maggio 2010 06:25

    ....ma non si sarebbe mai sognata di impedire la Messa antica o di  insegnare l'odio verso la Tradizione, egr. Caterina !
    Lei sta dimenticando che l'hobby per la chitarra sarebbe di per sè un gusto del tutto innocente se non fosse in quella persona un segnale chiaro (esibito con spontaneità, anche in sedi poco consone) di appartenenza ad un certo establishment che sostiene il Potere dominante, nemico della Liturgia di sempre: uno status symbol della generazione clericale post-conciliare, assolutizzante della Messa NO !
    Dal punto di vista umano io provo simpatia verso la figura di questo giovane vescovo, mostrato così nella foto, con la veste curiale e con quella amata chitarra, come un fanciullino che non riesce a separarsene neanche nell'esercizio delle sue funzioni preminenti : ricorda la canzone di Toto Cotugno:
    "Lasciatemi cantare.....con la chitarra in mano...."; ha un che di patetico, ma ciò NON attiene (se non per confermarlo, con l'evidenza dell'immagine....) a quello che stiamo mettendo in rilievo, cioè la sua scelta di campo, avversa alla Tradizione.

    Rilegga la situazione sconfortante sottolineata dal Maestro Carradori:
    Quegli stessi uffici (della CEI) hanno ignorato la situazione drammatica della Musica Sacra distrutta dalla non conoscenza musicale dei sacerdoti, cresciuti nei Seminari dove al massimo si canta con l’accompagnamento di una chitarra.
    E' questo il punctum dolens!
    Dunque, badiamo all'essenziale, per favore ! cioè speriamo che l'augurio di A. Carradori vada a buon fine, circa i futuri orientamenti -nella sua nuova carica- di Mons. Giuliodori....(al quale nessuno contesta il suo hobby personale).

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  49. lasciatemi cantare29 maggio 2010 06:53

    <span>....ma non si sarebbe mai sognata di impedire la Messa antica o di stravolgere la musica liturgica o di insegnare l'odio verso la Tradizione, egr. Caterina !  
    Lei sta dimenticando che l'hobby per la chitarra sarebbe di per sè un gusto del tutto innocente se non fosse in quella persona un segnale chiaro (esibito con spontaneità, anche in sedi poco consone) di appartenenza ad un certo establishment che sostiene il Potere dominante, nemico della Liturgia di sempre: uno status symbol della generazione clericale post-conciliare, assolutizzante della Messa NO !  
    Dal punto di vista umano io provo simpatia verso la figura di questo giovane vescovo, mostrato così nella foto, con la veste curiale e con quella amata chitarra, come un fanciullino che non riesce a separarsene neanche nell'esercizio delle sue funzioni preminenti; immagine che ricorda la canzone di Toto Cutugno:  
    "Lasciatemi cantare.....con la chitarra in mano...."; ha un che di patetico, ma ciò NON attiene (se non per confermarlo, con l'evidenza dell'immagine....) a quello che stiamo mettendo in rilievo, cioè la sua scelta di campo, avversa alla Tradizione.  
     
    Rilegga la situazione sconfortante sottolineata dal Maestro Carradori:  
    Quegli stessi uffici (della CEI) hanno ignorato la situazione drammatica della Musica Sacra distrutta dalla non conoscenza musicale dei sacerdoti, cresciuti nei Seminari dove al massimo si canta con l’accompagnamento di una chitarra.  
    E' questo il punctum dolens!  
    Dunque, badiamo all'essenziale, per favore ! cioè speriamo che l'augurio di A. Carradori vada a buon fine, circa i futuri orientamenti -nella sua nuova carica- di Mons. Giuliodori....(al quale nessuno contesta il suo hobby personale).</span>
    <span></span><span><span> – </span>Edit</span><span><span> – </span>Moderate</span>

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  50. … <span>Commissione Cultura…</span>

    Culture? Vous avez dit Culture (avec une majuscule)? Qu'est-ce que c'est que ça, aujourd'hui, la Culture?
    Des écrivains qui gribouillent…
    Des peintres qui barbouillent…
    Des acteurs qui bafouillent…
    Des chanteurs qui gargouillent…
    Des architectes qui bidouillent…

    Bref, de la m…douille!

    « Depuis que la culture s'est détachée du culte et s'est faite culte elle-même, elle n'est plus qu'un déchet… » (Thomas Mann, Le Docteur Faustus, 1945).

    Question d'un "jeune" fraichement sorti de l'Université: « Thomas Mann, c'est celui qu'on a pendu à Nuremberg? » — Mais oui, c'est ça, c'est ça… »

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  51. <span>… <span>Commissione Cultura…</span>  
     
    Culture? Vous avez dit Culture (avec une majuscule)? Qu'est-ce que c'est que ça, aujourd'hui, la Culture?  
    Des écrivains qui gribouillent…  
    Des peintres qui barbouillent…  
    Des acteurs qui bafouillent…  
    Des chanteurs qui gargouillent…  
    Des architectes qui bidouillent…  
     
    Bref, de la m…douille!  
     
    « Depuis que la culture s'est détachée du culte et s'est faite culte elle-même, elle n'est plus qu'un déchet… » (Thomas Mann, Le Docteur Faustus, 1945).  
     
    Question d'un "jeune" fraîchement sorti de l'Université: « Thomas Mann, c'est celui qu'on a pendu à Nuremberg? » — Mais oui, c'est ça, c'est ça… »</span>

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  52. La ringrazio della risposta. Mi rendo conto che una trattazione approfondita richiederebbe molto tempo e molte parole - forse l'argomento di futuri post? La questione è di grande importanza e potrebbe alimentare un interessante dibattito. Mi chiedo, per esempio, se non s'insista un po' troppo sulla necessità di far partecipare al canto l'assemblea dei fedeli.

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