domenica 23 maggio 2010

Messa del card. Castrillòn ieri a Torino


Si è svolta ieri, presso la Chiesa della Misericordia a Torino, la S. Messa del pellegrinaggio della Tradizione alla Sindone. Celebrata dal cardinale Dario Castrillon Hoyos, il quale ha in parte letto, in parte declamato 'a braccio', una lunga omelia, in cui egli, ormai libero da impegni ufficiali, ha parlato con singolare franchezza.

In ben due passaggi dell'omelia ha apostrofato quei "sacerdoti, Vescovi ed anche qualche cardinale" che non ubbidiscono al Papa e non applicano il "Summorum Pontificum". Ha detto inoltre che la S. Messa gregoriana "esprime meglio" la sacralità ed il mistero dell'Eucarestia. Poi se l'è presa con coloro che in riferimento al vetus ordo dicono che il sacerdote dà le spalle al popolo e si guardano bene dal ricordare che invece sia il celebrante che il popolo guardano negli occhi Gesù Crocifisso. Ha citato, fra i molti testi, anche la Mediator Dei di Pio XII.

Ha sottolineato con chiarezza che l'essenza della S. Messa è il sacrificio di Cristo e non il banchetto o la cena
, ed in ciò si è mirabilmente collegato con la Passione evidenziata dalla S. Sindone. Ha definito quest'ultima, andando oltre a quanto dichiarato da Benedetto XVI, una "Reliquia" che ci dà un'evidenza "quasi storica" della Passione.

Davvero un'omelia memorabile. Credo si sia anche capito, quando ha criticato "anche qualche cardinale", il riferimento al card. Poletto, notoriamente refrattario al Motu Proprio. In tal senso va notato, e questo probabilmente non emergerà mai dai resoconti ufficiali, che le parole di Castrillòn Hoyos sono giunte dopo il saluto del Rettore della Chiesa della Misericordia don Savarino, il quale ha ricordato che in quel tempio si celebra la Messa Antica dal 1989 ma che, proprio per questo, "siamo sempre stati emarginati dalla Chiesa torinese quando non apertamente avversati".

70 commenti:

  1. Grazie per l'interessante resoconto, finalmente delle belle notizie :)

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  2. Celebrare il Divin Sacrificio dicendo male del Vescovo locale è un bell'affare!

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  3. Celebrare il Divin Sacrificio dicendo male del Vescovo locale è un bell'affare!

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  4. Io ieri c'ero, e penso che il riferimento a "certi Cardinali" fosse una frecciata S.E. Martini per via del riferimento al non dare le spalle al "popolo".
    Comunque è sacrosanto dire che questo, ancora per poco, Arcivescovo ha fatto di tutto (col suo degno accolito specialista per la Liturgia Mons Dho), pur con modi "piemontesi", per mettere ai margini, se non avversare, la celebrazione tradizionale in tutto il Piemonte.
    E diciamola tutta: se non fosse per la presenza in Piemonte di Lefevriani e sedevacantisti che rendono comunque disponibili le celebrazioni straordinarie, ci avrebbe tolto da tempo anche la messa della Misericordia.
    E che dire dei suoi Ausiliari uno ora Vescovo a Bosa-Alghero, l'altro parroco alla Crocetta, che fra tutti e due rimpallandosi la scelta negarono in extremis, a necrologi già pubblicati, il funerale secondo il vecchio rito a Manassero, una delle "colonne" della Misericordia?
    Sa, sig. Barnaba, a volte certi Vescovi se lo tirano proprio...

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  5. E Poletto se ne va... ma al suo posto chi verrà????
    Già su questo sito settimane fa sono spuntate rose di nomi... staremo a vedere!
    Se è riportato correttamente la citazione di mons. Savarino ne ammiro e apprezzo la coraggiosa franchezza. Attendiamo solo che finisca l'episcopato devastante e regnante di questo mellifluo e arrogante Principe e che si ritiri presto nella sontuosa e scandalosa villa di 400 mq. ....
    Quasi quasi uno rimpiange l'episcopato Pellegrino!

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  6. Sunt lacrimae rerum23 maggio 2010 09:40

    Caro Barnaba.
    Non mi pare che l'Eminentissimo abbia parlato male del suo confratello locale.
    La battuta era rivolta in generale.
    Se poi qualcuno ha la coda di paglia ...

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  7.  Barbana, 
    hai letto il nome del vescovo locale nell'omelia? Io l'ho letto solo in questo passo "<span>Credo si sia anche capito, quando ha criticato "anche qualche cardinale", il riferimento al card. Poletto, notoriamente refrattario al Motu Proprio." Come noterai si tratta di un'opinione di chi ha scritto.</span>
    Per favore non iniziamo con le critiche e le polemichi basate sulle opinioni di chi riferisce e non del cardinale!

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  8. E se anche Castrillon Hoyos, in quella frase,  pensava a Poletto ha forse detto il falso?

    Da quando in quà dire la verità, anche riguardo all'operato di un Cardinale Arcivescovo, significa "parlarne male"?

    Diciamo le cose come stanno: non è Castrillon che ha parlato male, è Poletto che si comporta male.

    C'è una bella differenza!

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  9. DANTE PASTORELLI23 maggio 2010 12:12

    Ma le parole del sacerdote presentano una situazione reale o sono una menzogna? Io credo che invece di distillar le parole si debba guardare alla verità dei fatti. Un vescovo che emargina e ostacola non i nemici della Chiesa, con cui magari va d'accordo, ma i fedeli legati all'antica liturgia, non è un buon vescovo. E vale per tutti, non solo per Poletto.

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  10. DANTE PASTORELLI23 maggio 2010 12:14

    I sedevacantisti è meglio lasciarli dove sono anche ove si prestino a celebrazioni tradizionali che son sacrileghe mancando l'una cum Pietro e col vescovo.

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  11. dai, superata la soglia degli ottanta anni si sa che un po di arteriosclerosi si fa avanti... cerchiamo di "interpretare" le sue parole

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  12. Amici cari, qui non è in discussione la responsabilità dell'uno o dell'altro vescovo nel negare la celebrazione VO. Tutto vero ciò che si è detto o si può legittimamente dire sulle difficoltà, gli ostruzionismi, gli ostracismi che da Curie e Conferenze episcopali regionali possono essere e sono venuti ai tradizionalisti torineri e piemontesi.
    Io contesto e lo ribadisco ancora l'opportunità di fare polemiche contro tizio o caio durante la celebrazione.
    Essa, come giustamente si rimprovera ai "preti modernisti" non è mai una conferenza o peggio, un comizio. Se si volevano fare 'monizioni' sulla storia della Tradizione a Torino o tirare le orecchie ai presuli urbi et orbi reticenti nell'attuare il Motu Proprio, sia il Rettore della Misericordia che l'Eminentissimo Hoyos, potevano organizzare un convegno pubblico e lì dare la stura a tutte le giuste polemiche.
    Alla Messa, no; alla Messa, mai. O lì "formiano un solo corpo evitando di dividerci tra noi" come dice il canticello zardiniano, oppure crolla tutto.

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  13. <span>I sedevacantisti è meglio lasciarli dove sono anche ove si prestino a celebrazioni tradizionali che son sacrileghe mancando l'una cum Pietro e col vescovo</span>

    Giusto, giustissimo. Anche perchè rigettano persino la riforma di PioXII nonchè, del tutto arbitrariamente, parte del Suo Magistero, con la speciosa argomentazione che fu l'infausto Bugnini a redarre i testi liturgici . Non ch'io nutra particolari simpatie per il sopracitato monsignor Annibal.. Ma da qui a gettare a mare perfino il Pastor Angelicus.. semplicemente oltraggioso.

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  14. Ero presente anch'io alla Messa di ieri mattina alla Misericordia. Il clima, nella chiesa stracolma di fedeli, era di intensa e palpabile partecipazione: tutti gli occhi erano volti a Gesù, vedere anche persone anziane in ginocchio sul pavimento, all'Elevazione, sentire voci forti e sicure in coro con vocine stentate e sussurrate, commosse - tutte - al ricordo delle piaghe del corpo di un Uomo-Dio avviato alla morte, be' cari amici e fratelli, non è un'esperienza molto diffusa, nelle chiesine e chiesone del novus ordo. 
    Il riferimento alle disubbidienze di tanti e alle emarginazioni di pochi mi è apparso tutt'altro che polemico: un lieve e amaro sorriso fraterno, un moto di rassegnazione da parte di chi sa fare la volontà del Signore. Quasi una promessa di preghiera.

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  15. Quindi, caro/a Barnaba, zitto! Vivi e lascia vivere! Soprattutto lasciaci dire le nostre opinioni almeno nella Casa del Signore .... già che alla Chiesa non è permesso parlare altrove. Bisogna proprio essere dei piccoli provincialotti per respingere la Messa in latino. Sono persone che non hanno mai avuto il piacere di trovarsi all'estero, lontano da casa, e di poter entrare in Chiesa a suon di latino e di sentirsi immediatamente a casa ... ovunque nel mondo!!! Basta fare delle polemiche. Come ho scritto prima, vivi e lascia vivere. 

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  16. Caro buon vecchio cardinale, Iddio ti benedica e apprezzi la tua lungimiranza e la tua propensione a parlar chiaro e a dire la verità nella sua interezza, per quanto scomoda e per molti inopportuna. "La Verità vi renderà liberi"!
    Chi mai potrà sostituire questo grande cardinale quando il Signore lo chiamerà a sè? Vedete voi prelati di Curia così legati alla sacra Tradizione quanto lui? Chi ci difenderà domani dai lupi progressisti che affollano la Curia Romana e l'episcopato e che odiano il Summorum Pontificum? Quali sono i nomi che circolano come possibili sucessori di Poletto a Torino e Tettamanzi a Milano? Versaldi, Nosiglia, Ravasi? E costoro dovrebbero rappresentare il futuro della Chiesa? Costoro dovrebbero garantire lo sviluppo dell'ermeneutica della continuità? Poveri noi e povera Chiesa! In quali mani stai per cadere!
    Preghiamo, piuttosto, perchè Benedetto XVI scelga degni e santi prelati per le sedi di Torino e Milano e preghiamo perchè si affretti a fare pulizia dentro la Curia Romana, attualmente in mano ad un branco di lupi affamati di potere!

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  17. <span>non redarre, ma  "redigere" </span>

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  18. Sunt lacrimae rerum23 maggio 2010 14:55

    Hai scritto bene Giuseppe !
    Mettiamo in risalto la grande spiritualità del pellegrinaggio di ieri !

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  19. DANTE PASTORELLI23 maggio 2010 15:17

    Se si dovesse star a sottolineare gli errori di battitura o commessi per fretta, si starebbe freschi. Quante volte leggo: stà, fà, quà, a e anno senza l'h  ecc. ecc. Comunque redarre è una voce arcaica e "vitanda",  usarla può apparire come una sciccheria.
    Quanto al merito, la riforma della Settimana Santa introdotta sotto Pio XII qualche pecca la presenta: ma non c'è motivo per ritenerla scandalosa. Sull'argomento si veda il Gromier nel sito  una voce venetia.

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  20. DANTE PASTORELLI23 maggio 2010 15:19

    C'è chi le arterie le ha chiuse sin dalla nascita e non se ne accorge, perché impegnato a controllar quelle di Castrillon.

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  21. DANTE PASTORELLI23 maggio 2010 15:21

    Dunque, nell'omelia non si deve denunciare il male, da qualunque parte provenga. E dire che Ratzinger ne sparò di grosse prima del conclave!

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  22. infatti. e poi almeno lui ha avuto il buon gusto di non far nomi e cognomi... mica come qualcun altro!!!!

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  23. f. marie des anges23 maggio 2010 16:50

    Una curiosità:
    in che forma ha celebrato il cardinale?

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  24. Messa gregoriana, secondo il Messale del 1962.

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  25. f. marie des anges23 maggio 2010 17:30

    intendevo se è stato un pontificale o una messa prelatizia

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  26. Una messa prelatizia è - se non vado errato - una messa letta, con la schola cantorum che si limita ad eseguire mottetti, ma non le parti del proprio e dell'ordinario. Il rito di ieri alla Misericordia era invece cantato (dal cardinale, dalla schola e dai fedeli). All'inizio dell'omelia il cardinale ha parlato espressamente di "pontificale". 
    E' questo che volevi sapere? Spero di esserti stato utile: la mia scarsa competenza non mi permette una risposta più perentoria.

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  27. Sacrificio e banchetto vanno insieme. Se la Messa non si conclude col banchetto (almeno da parte del sacerdote) non c'è il sacrificio.

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  28. Io ho partecipato alla Messa nella Chiesa della Misericordia domenica scorsa, solennità dell'Ascensione: un'esperienza meravigliosa. Dalle mie parti (Catania) non sono frequenti le messe in questa forma, e quindi trovandomi a Torino per la S. Sindone non potevo mancare all'appuntamento con questa Messa. Durante il rito riflettevo che questa è vera "partecipazione". Altro che chitarre e battimani per meglio "coinvolgere" e "animare" i fedeli, la "partecipazione" ad un rito è innanzitutto un atteggiamento interiore! Quanta devozione nei fedeli della Misericordia, gente di tutte le età raccolta per partecipare al Mistero più grande, l'evento più importante della settimana: la Messa. Perseverate amici, questa è l'unica direzione per la Chiesa di oggi, fra qualche decennio saremo rimasti solo noi "tradizionalisti". 

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  29. Ma guarda un po ora tessete le lodi del Card.Canizares Llovera.Ma qualche tempo fa lo criticavate perchè aveva celebrato l'Eucarestia l'11 gennaio 2010 con gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale!!!Ma guarda un po come cambiate idea facilmente!Qualcuno dei vostri aveva addirittura commentato offensivamente.Due pesi e due misure ipocritamente.   

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  30. Evviva le foto delle SS. Messe!23 maggio 2010 21:26

    Carissimi, qui le fotografie della S. Messa e del pellegrinaggio!

    http://www.rinascimentosacro.org/2010/05/torino-al-pellegrinaggio-del-sp-castrillon-hojos-critica-il-disprezzo-di-alcuni-verso-la-ef/

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  31. non lo sapevo Dante, scusami, non volevo ferirti

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  32. Il problema è sempre solo uno: si preferisce dar risalto alle lagnanze, aggiungere nomi arbitrariamente per render più piccantina la cosa, e poi giù a fare polemica, polemica, polemica. E il pellegrinaggio alla Sindone dei tradizionalisti non lo nota nessuno. 

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  33. nella sua...

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  34. finalment un po0 di sana teologia

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  35. è stata una giornata fantastica e forse abbiamo insegnato agli altri turisti cosa vuol dire fare un pellegrinaggio. Aveva ragione qualcuno, dovevamo entrare in chiesa cantando il vexilla regis

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  36. Prima di criticare sarebbe utile leggere....nel caso il gradito ospite non se ne fosse accorto, stiamo parlando del cardinal Castrillon Hoyos e non del suo successore il card. Canizarès.

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  37. Luis Moscardò23 maggio 2010 22:18

    S.E. Mons. Castrillon Hoyos ragiona perfettamente e si esprime con molta correttezza in una lingua che -tra l'altro- non è la sua. Con le sue parole ci si fanno 22 omelie dei nostri vescovucci (e non mi riferisco alla parte in cui tratta del Rito, ma ai concetti con cui ha espresso il senso della nostra Fede). Caro multinìcche pecchi di presunzione, arroganza e manchi di rispetto, come tutti i modernisti, del resto.

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  38. Luis Moscardò23 maggio 2010 22:22

    Scusassero: io non ho perso una parola del Cardinale, forse sono un tipo troppo pacifico e poco malizioso, ma non ho notato alcuna vena polemica. Assolutamente, tono pacato, concetti chiari; S. E. ha solo espresso una analisi dei fatti che conosce molto bene. Non montiamo un caso sul niente.

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  39. Luis Moscardò23 maggio 2010 22:35

    Sì, forse sarebbe il caso di dar risalto, oltre alla S. Messa celebrata alla Misericordia, anche al Pellegrinaggio che s'è tenuto subito dopo: due orette di fila sotto il sole/ombra dei giardini e soprattutto la recita del S. Rosario seguita dalle litanie lauretane, e molti canti, spontanei sempre più vibranti: gli altri (anche, per scherzo del destino, i più vicini) hanno capito che non stavamo andando là per curiosità o turismo o per inebetito intruppamento movimentista parrocchiale: stavamo pregando e avevamo il cuore teso all'omaggio della Reliquia più sconvolgente che l'umanità abbia. Bellissimi momenti, un grazie veramente di cuore a chi ha pensato, organizzato, brigato prima e durante il pellegrinaggio! AMDG!

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  40. DANTE PASTORELLI23 maggio 2010 23:20

    Mai copntrollate quelle di Castrillon. Le tue sono invece evidenti.

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  41. Questa volta faccio ammenda Luisa ha ragione ho confuso il Card.Castrillos con Canizares Llovera.Poco male!Beh cosa importa cosa ha detto questo Cardinale?E' solo la sua opinione!!Ma che qualcuno si sia <span>espresso in modo offensivo nei riguardi di Canizares Llovera solo perchè l'11 gennaio 2010 ha celebrato l'Eucarestia a Porto San Giorgio con Kiko Carmen rimane un comportamento da condannare e vergognoso</span>.Qualcuno(Caterina63)si espresse in maniera veramente vergognosa.Ma posso capirla!!Si attaccava alla lettera di Arinze  pretestuosamente e ne aveva fatto una bandiera per anni.Quella <span>celebrazione la faceva infuriare perchè di fatto dimostrava quanto le si diceva da mesi, cioè che la lettera di Arinze era stata superata dallo Statuto.</span>Demoliva quindi tutte le cavolate che aveva detto per anni su diversi blog.Era una smentita pesante in quanto il Prefetto della Cong.Per il Culto Divino celebrando confermava che  nelle celebrazioni del Cammino non c'era nessun abuso come invece andava dicendo su certi blog ma che era una Messa regolarissima.Beh questi sono i cattolici che popolano le nostre parrocchie.<span>Quanto bisogno abbiamo di una Nuova evangelizzazione.</span>

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  42. f. marie des anges24 maggio 2010 01:59

    non capisco... dalle foto che ho visto direi proprio che la messa non solo non è un pontificale, ma neppure una messa solenne... Quindi che messa è? non è che si è voluto fare un miscuglio arbitrario? So che alla Misericordia queste cose sono capitate altre volte, e come tali sono state segnalate in diversi blogs... Certo che se anche con l'EF ci si mette a fare abusi e sperimentazioni... povera Chiesa!

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  43. f. marie des anges24 maggio 2010 02:03

    <span>non capisco... dalle foto che ho visto direi proprio che la messa non solo non è un pontificale, ma neppure una messa solenne... Quindi che messa è? non è che si è voluto fare un miscuglio arbitrario? So che alla Misericordia queste cose sono capitate altre volte, e come tali sono state segnalate in diversi blogs... Certo che se anche con l'EF ci si mette a fare abusi e sperimentazioni... povera Chiesa!</span>

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  44. DANTE PASTORELLI24 maggio 2010 06:34

    E' la seconda volta che pubblichi lo stesso commento

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  45. "f. marie des anges", battendo il piedino nervosamente a terra, insiste. Provo a rispondere qualcosa in nome del buonsenso, pur tornando a confessare la mia ignoranza.

    1. "Abusi e sperimentazioni". Non mi pare che siano la stessa cosa. Una sperimentazione autorizzata dalla Gerarchia può piacere o no, ma non ha nulla a che fare con l'abuso. A meno che non riteniamo che la liturgia sia in tutto e per tutto blindata e intoccabile (ma allora dovremmo chiederci che caspita abbia a che fare con la Tradizione cattolica una posizione così, posso dirlo?, incongrua e stupida).

    2. "Che messa è?". E' la Messa che può essere celebrata il meglio che si può ma nelle condizioni materiali date. La chiesa della Misericordia è molto bella ma il suo altare è minuscolo, lo spazio è risicato, gli spostamenti del messale abbondano, anche se non previsti dalle rubriche. Scandalo? Ma se in tutta Torino l'arcivescovado non scuce altri spazi, che bisogna fare? Rinunciare? O arrangiarsi?

    3. In un altro dibattito sulla Messa della Misericordia, qualcuno faceva notare che il rito messo in rete non si capiva se era Messa cantata o letta, perché il celebrante recitava l'orazione e il prefazio che avrebbe dovuto invece cantare. E' vero, ricordo l'episodio. Ma ricordo anche che quella domenica il benemerito mons. Savarino, celebrante, a Messa già iniziata accusò un improvviso abbassamento di voce. Che avrebbe dovuto fare? Bloccare la schola cantorum? 

    4. In generale: mi permettete di dire che nella Santa Tradizione della Chiesa le rubriche (importanti, certo, nessuno lo nega) sono per il rito, e non viceversa?

    Ti invio saluti fraterni, ma chiedo un po' di comprensione.

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  46. Che età ha Benedetto XVI? 

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  47. Luis Moscardò24 maggio 2010 09:04

    "<span>... ho confuso il Card.Castrillos con Canizares Llovera.Poco male!Beh cosa importa cosa ha detto questo Cardinale?E' solo la sua opinione!!"</span>
    <span></span>
    <span>Candidato al premio "Apro la bocca e le do fiato" ed. 2010</span>
    <span>già premiato alla "Sagra della Cipolla che ritorna" di Radicondoli 2009</span>
    <span></span>

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  48. <span><span>
    Bene, ancora un volta, mentre stiamo rallegrandoci nel vedere quanto sia viva la Tradizione e l`amore in tanti cattolici per la Messa gregoriana, arriva puntuale un neocat e poco importa che si sbagli.  
    Detto questo, ebbene sì, è sorgente come minimo di stupore ma anche di sconcerto, vedere il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, colui che è incaricato da Benedetto XVI della cosidetta "riforma della riforma", celebrare il Sacrificio Eucaristico con il rituale sincretista creato da un laico per le sue comunità, su quella immensa tavola-mensa addobbata nel modo neocat, sulla quale non era posta la Croce di Cristo ma un candelabro ebraico a nove bracci, la Hannukkiah simbolo della riconsacrazione  del Tempio di Gerusalemme. Sì è scioccante che il card, Canizarès non abbia preteso che quel simbolo non cattolico fosse tolto.  
    Bisogna dedurne che tutto ciò sia legittimo, normale?  
    Che le prescrizioni di Benedetto XVI espresse sia nella lettera trasmessa dal card. Arinze, sia da lui stesso nel febbraio 2006 alle famiglie neocat siano invalidate, annullate?  
    Senza dubbio no, se così  fosse dovremmo anche dedurne e accettare che il Papa si smentirebbe da solo, che rinnegherebbe ciò che è stato da lui stesso  voluto con chiarezza e che continua a mostrarci ad ogni celebrazione, che un braccio di ferro vergognoso fra l`iniziatore del cnc e la Congregazione che ha portato all` iscrizione di quel rituale in uno statuto, abbia avuto il potere di disprezzare e annullare  la volontà del Papa, disobbedendogli in modo manifesto.  
    Come quel rituale è finito in un statuto, lo ripeto, è una pagina scura e oscura della storia della Chiesa, ma non mostra di certo che il Santo Padre, le cui sole parole sul rito neocat sono quelle da lui chiaramente espresse,  abbia cambiato avviso, mostra solo e conferma, a che cosa si può arrivare quando si dispone di potenti e influenti amici all`interno del Vaticano.  
    </span>
    </span>

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  49. a luis moscadà e lascia perdere la mia presunzione. Proprio tu non mi insegni nulla. Non fai altro che sparlatre di questo o di quello come se tu solo conoscessi e possedessi la Vera Fede. ma fammi il piacere. lascia il sentimentalismo e metti inpratica il Magistero che così non puoi sbagliare.
    con molto rispetto.

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  50. Luis Moscardò24 maggio 2010 13:46

    ...e con questo confermi la mia diagnosi (e non ti conto neppure gli errori). Ciao caro...

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  51. er tripparolo (stanco)24 maggio 2010 14:17

    "la riforma della Settimana Santa introdotta sotto Pio XII qualche pecca la presenta"

    ammazza'aò
    ppè llei nun ze sarva
    nulla e niuno

    Pastorelli "chi ti può resistere".......

    a vorte dallo scranno
    è meglio scennerce
    che caderci..........

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  52. <p>Osservo che  i richiami della REDAZIONE non servono a niente.
    </p><p>Diventano sempre più insopportabili l`arroganza e la rozzezza di tripparolo che prendono di mira i commenti di Dante Pastorelli (passo sui miei  ..) .
    </p><p>Rinnovo la mia domanda alla Redazione  per una maggiore vigilanza nei confronti di chi viene su questo blog nell`unico intento di provocare e pontificare, mostrando, lo ripeto,  con arroganza, poca considerazione e poco rispetto per chi scrive su questo blog e per chi ci legge. 
    </p><p> 
    </p>

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  53. Con il mio commento vorrei ringraziare tutti quelli che hanno partecipato al pellegrinaggio e agli organizzatori  (in particolare al signor Simone),che si sono impegnati per la buona riuscita della cerimonia e del pellegrinaggio .Per me e la mia famiglia è stato veramnete faticoso  farsi 700 km in un giorno per essere presenti specialmente per i bimbi piccoli, tuttavia dopo aver visto    l amore con cui i pellegrini con umiltà e dignità e un pizzico di orgoglio recitavano il rosario in mezzo alla gente,  la fatica è  diventata solo un ricordo. Ringrazio Dio per questa esperienza e per avermi fatto conoscere cattolici che con fede e coraggio nei gesti e non solo nelle parole non si vergognano di onorare nostro Signore  Gesù. Un particolare che ai molti  potrà sembrare una banalità ma per me è stato un ritorno alla mia infanzia,ho finalmente rivisto in congruo numero sacerdoti vestiti da preti, li  ringrazio . Demetrio

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  54. <span>
    <span>Caro Dante ,hai letto questo articolo di Rodari? Ne estraggo un passaggio:  
    </span></span>

    L’AGENDA DEI CONTRORIFORMISTI (II PARTE). COSÌ LA CHIESA RESISTE SUI SUOI (SANTI) SACERDOTI  
    <span><span>

    Alessandro Gnocchi dice che l’attacco al clero, al significato profondo del sacerdozio e quindi alla liturgia, ha le sue radici nell’immediato post concilio. “Anche se – spiega – già nella riforma dei riti della settimana santa del 1955-56 messa in campo, tra gli altri, da monsignor Annibale Bugnini ci furono dei prodromi di questo attacco: i cambiamenti stravolsero i riti secolari. Per la domenica delle Palme viene introdotta una ritualità verso il popolo e con le spalle alla croce e al Cristo dell’altare, il Venerdì santo si riducono gli onori da rendere al Santissimo e si altera la venerazione della croce con il risultato di oscurare la natura sacrificale dell’ultima cena. Per il Lunedì santo si proibisce la preghiera contra persecutores ecclesiae e la preghiera per il Papa”. Perché queste riforme? Difficile rispondere. Secondo padre Carlo Braga – lavorò a stretto contatto con Bugnini – questa riforma fu la “testa d’ariete” che scardinò la liturgia romana dei giorni più santi dell’anno. Secondo Annibale Bugnini, invece, la prima occasione d’inaugurare un nuovo modo di concepire la liturgia. Allora furono alcuni episcopati, e anche vari liturgisti come Léon Gromier, consultore della Congregazione dei riti e membro dell’Accademia pontificia di liturgia, a lamentarsi. Ma con pochi risultati: Pio XII non aveva forse più la forza di reagire e la riforma passò. E a poco valse un segno lanciato qualche tempo da Giovanni XXIII: nel 1959, nella sua celebrazione del Venerdì santo a Santa Croce in Gerusalemme, celebrò seguendo le pratiche tradizionali.

    http://www.paolorodari.com/2010/05/24/lagenda-dei-controriformisti-ii-parte-cosi-la-chiesa-resiste-sui-suoi-santi-sacerdoti/
    </span></span>

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  55. mi chiedo come fai a formare un solo corpo con chi di fatto si estromette da sé?

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  56. bravvo moscadò
    zero spaccato e l'inferno

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  57. prelatia, gragoriana, pontificale, letta, cantata......................... La Messa è messa è basta

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  58. DANTE PASTORELLI24 maggio 2010 23:35

    Sì, ho letto, ma piuttosto velocemente. Dovrò rileggere. Tutto il saggio è molto interessante. Da più parti, mi dicono, si cerca di favorire il ritorno alla settimana santa tradizionale. Non so se l'esito sarà positivo. Nel frattempo un po' di confusione la si fa: ci son sacerdoti che celebrano il rito approvato sotto Pio XII, ma rivolti al Signore. 55 anni fa si ritenne opportuna una semplificazione del rito di quei santi giorni, ma la fretta qualche incongruenza la creò. Gromier mise in luce quest'aspetto. Credo che prima o poi il tema sarà affrontato, magari risolvendolo con una semplice autorizzazione ad usare l'Ordo anteriore alla riforma del 1955-56.

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  59. f. marie des anges25 maggio 2010 00:12

    Scusa Giuseppe, non stavo "battendo il piedino nervosamente..." è che non sono un habitué e non so bene come inserire i commenti, così ho involontariamente 'binato'... Il ritattino di quello che batte il piedino comunque mi sembra umanamente un po' svalutativo. Transeat... Veniamo al dunque.
    Non volgio criticare, men che mai questa Messa, che sicuramente per Torino è stata, da quello che mi sembra di capire,  una cosa enorme. Voglio porre un problema che è serio e non riguarda Torino, ma le celbrazioni EF in generale.
    Il problema è questo: se in ogni celebrazione chi celebra decide quali rubriche osservare e quali no, ogni celebrante fisserà il proprio limite fra ciò che è abuso e ciò che non lo è sulla base di una infinità di considerazioni, valide o meno valide: questo è essenziale, quello no; questo è superato, quello resta valido; quello allunga troppo la messa e si può togliere; quest'altro non si faceva più già prima della riforma liturgica; capo coperto sì, capo coperto no; lavabo sì, lavabo no, lavabo solo la domenica; questo lo canto, questo no; questo lo dico ad alta voce che è meglio; qui il messale dice genufletto, io però inchino; poi quanti inchini, ne faccio la metà e son già tanti... e cos' via... e dove è la fine?
    Si passa dall'oggettivo al soggettivo, dal ricevuto al creato. Una delle grandezze della celebrazione EF è proprio quella che di norma chi la celebra apre il messale e lo segue ad unguem, e fa, in tutto, ciò che fa la Chiesa. Non è la Chiesa che ha detto: non si osi aggiungere ne togliere nulla dal rito così come è descritto nel messale?
    Così, invece si fa quello che tanti preti fanno col nuovo rito: questo sì, quello no, quello lo cambio, quello lo tengo, e alcuni arrivano a modificare anche il canone...
    Allora evviva il card. Castrillon Hoyos, viva don Savarino e tutti gli organizzatori di questa Messa torinese, e speriamo che sia solo la prima, a Torino e in tutta Italia, non facciamo drammi e non mordiamoci su questo, ma il problema in generale esiste, va discusso e, a mio avviso, risolto con l'aderenza perfetta a tutte le rubriche: le rubriche sono per il rito, la loro osservanza fa il rito, ogni rubrica non osservata depaupera un po' il rito: non è che lo stravolga, però ci ruba un pezzettino della sua bellezza.

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  60. Luis Moscardò25 maggio 2010 00:28

    ...non essere così severo con te stesso; puoi sempre ravvederti: vieni a un bel pontificale, dài; ti farebbe solo bene. E non far finta di sbagliare apposta quando scrivi; lo so che inciampi nell'ortografia nella sintassi e nella Fede, ma si può rimediare, in fondo non è colpa tua!

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  61. Luis Moscardò25 maggio 2010 12:15

    ...questo commento è molto equilibrato e apprezzabile. Tuttavia si deve aver sempre la remora -nel sottolineare certe cose- di offendere chi si sforza per organizzare le solenni celebrazioni tradizionali. Chi si sia anche solo una volta occupato del problema non può che avere una comprensione e una gratitudine totale.
    Dunque il discorso è in prospettiva: far sempre meglio a maggior gloria di Dio. 

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  62. Grazie Luis!
    lungi da me ogni intenzione di offendere, spero che questo sia chiaro.
    Dobbiamo sempre essere d'accordo: l'importante è che ci sia l'intenzione di far sempre meglio. Attenzione invece alla presunzione di saper far meglio.

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  63. Luis Moscardò25 maggio 2010 18:20

    mi correggo: "la remora di NON offendere..."

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  64. Cara Luisa come si dice a Napoli:"Te Gghiuto o grasso o core!!In Italiano:Ti è andato il grasso al cuore.Non è che perchè una volta hai detto una cosa buona ti sei montata la testa?Comunque ti ricordo che anche il Card.Ratzinger negli anni novanta ha celebrato quella che tu chiami la Messa sincretista con il tavolo il candelabro,che non è ebraico ma cristiano etc.

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  65. Luis Moscardò25 maggio 2010 22:49

    Si fa presto a mettere di mezzo la gente... basta con quelle riunioni da sètta ereticale: convertitevi, apostati!

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  66. Ah ah ah ah!! Mi sembri Gianluca Cruccas

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  67. Luis Moscardò26 maggio 2010 14:01

    ...ecchiè? Comunque "ridi, ridi ché mamma ha fatto i gnocchi". Gente allegra, speriamo, il Ciel l'aiuti.

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  68. <p> 
    </p><p>Non ti vergogni di mentire sapendo di mentire? Qui non siamo ignoranti, qui non siamo dipendenti dal cammino neocat e dal suo iniziatore al punto da non saper più distinguere la verità dalla menzogna, tu sai perfettamente e lo sa perfettamente colui che ha creato il rituale neocat, che quel candelabro è un simbolo ebreo e non cattolico, solo uno, del resto,  degli aspetti giudeizzanti del cnc.
    </p><p>Chi lo desidera può andare qui : 
    </p><p>http://www.internetica.it/neocatecumenali/channukkia.html
    </p><p>E digitando nel motore di ricerca trovare altre informazioni qui:
    </p><p>http://neocatecumenali.blogspot.com
    </p><p> 
    </p>

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  69. ...pare che Poletto abbia telefonato personalmente i Vaticano chiedendo chiarimenti a Castrillos direttamente... Ancora una volta non ha perso occasione dir fare una gran belle figura..complimenti al porporello!!!

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