sabato 27 marzo 2010

Settimana Santa in Diocesi di Alghero: belle e sante tradizioni!

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Riti della Settimana Santa a Scano, in diocesi di Alghero-Bosa
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PARROCCHIA San Pietro Apostolo
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SETTIMANA SANTA 2010
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DOMENICA DELLE PALME
ore 10:00
Solenne Benedizione della Palme nella Piazza della chiesa di San
Nicolò, Processione, accompagnata dalle tre confraternite e dai canti
tradizionali dell'Osanna e del Christus vincit, fino alla chiesa Parrocchiale.
Solenne concelebrazione della Santa Messa cantata (de Angelis)
Lettura del Passio a più voci.
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RITI DEL SACRO TRIDUO
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Giovedì Santo 1° aprile
Ore 18:30
Concelebrazione Santa Messa in Coena Domini
con Lavanda dei piedi a dodici confratelli (Priori e sottopriori) delle confraternite locali; Riposizione del SS. Sacramento nel Sepolcro; Adorazione silenziosa fino alle 22:00.
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Ore 22:00
Ufficio delle Tenebre e adorazione fino alle 24.

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Venerdì Santo
ore 09:30
Inizio della Via Crucis con il Simulacro dell'Addolorata
che va in “cerca” del Figlio lungo le vie dell'abitato;
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ore 12:00
Chiesa di San Nicolò, XI stazione: "Gesù è inchiodato sulla croce".
Trasporto del grande Crocefisso fino alla chiesa parrocchiale e
innalzamento della Croce al centro del presbiterio;

ore 15:00
XII Stazione "Gesù Muore in croce".
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ore 15:30
Liturgia della Parola, Preghiera Universale, Adorazione
della Croce con canto delle Lamentazioni , Comunione eucaristica;
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ore 19:30
XII Stazione "Deposizione dalla Croce";
sacra rappresentazione della deposizione con Predica dal pulpito e con la partecipazione dei “discipulos” Nicodemo e Giuseppe d'Arimatea in costumi seicenteschi.
Canto dello Staba Mater e del “perdonu Deus meu”in lingua.
Segue la processione con il Gesù morto accompagnato dal Simulacro dell'Addolorata lungo le vie dell'abitato, illuminate dalla fiaccole e dalla folla con le torce.
Accompagna la processione il canto corale tradizionale del Miserere;
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ore 22:00
Chiesa di San Nicola, XIV Stazione, "Gesù e riposto nel sepolcro."
Quindi rientro in parrocchia con l'accompagnamento del simulacro dell'Addolorata.
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Sabato Santo
ore 22:30 S. Messa Solenne della Veglia Pasquale
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Solenne inizio del Lucernario con benedizione del falò nella piazza della Chiesa.
Benedizione del Cero Pasquale;
Liturgia della Luce e Canto del Preconio e dell'Exultet;
Liturgia della Parola - Liturgia Battesimale;
Canto delle Litanie dei Santi - Benedizione dell'acqua;
Rinnovazione delle promesse battesimali;
Battesimi – Aspersione - Preghiera Universale;
Liturgia Eucaristica - Benedizione Solenne.
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DOMENICA DI PASQUA
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ore 06:00 e ore 08:00 Sante Messe;
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ore 10:30
Due processioni partono dalle rispettive chiese: una con il
Simulacro della Vergine e l'altra con il Risorto. Al centro del paese il tradizionale “incontru” dei Simulacri al canto del Regina coeli e dell'Exultet.
Si sciolgono le campane che suonano a festa. La processione prosegue fino alla chiesa parrocchiale accompagnata dalle Confraternite, dalle varie Associazioni e dai fedeli.
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ore 11:00 S. Messa Solenne cantata (de Angelis)
Processione per l'accompagnamento dei Simulacri
alle rispettive chiese al suono delle campane a festa.
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Ore 17.00 Vespri solenni e S. Messa
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Buona Pasqua a tutti!

14 commenti:

  1. peccato che tali manifestazioni, indubbiamente di valore, siano avulse dal contesto liturgico che le produsse, cioè il rito antico, e siano inserite nel nuovo contesto liturgico. Peccato che la ferocia con cui il vescovo di Alghero considera il rito liturgico antico  impedisca di reinserire tali manifestazioni nel loro habitat naturale. E così queste manifestazioni tradizionali inserite nel novus ordo sono "naturali" quanto è naturale un leone dentro la gabbia di un circo.

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  2. sardus, non has cumpresu nudda!

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  3. capisco e condivido lo scoramento di Sardus.  Tuttavia l'anno scorso sono andato ad Alghero proprio per assistere ai riti del sacro triduo: ne ho tratto ugualmente una forte e profonda impressione.

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  4. multinik: sisse has cumpresu tue, ispiegamillu. si no, cagliadi a sa muda.

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  5. ma questo blog è veramente poliglotta: latino, italiano, francese, ed ora pure il sardo!

    Lo sapete che il sardo è, tra le lingue neolatine, la più vicina al latino?
    Pensate che ci sono intere frasi identiche al latino, oltre a moltissimi vocaboli; la stessa costruzione della frase è tipicamente latina col verbo alla fine; addirittura il sardo ha nella pronuncia di alcuni termini la "C" dura come la pronunciavano gli antichi romani dell'epoca classica.

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  6. SARDUS prima de faeddare informadi bene.

    eja si si questo blog è multilingue e ogni tanto multinick - si la C dura come per esempio in Chentu ... toca e pone mi tres panes in bertula.

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  7. Approfitto di questo spazio per Augurare a tutti una efficace Settimana Santa offrendovi delle Meditazioni stupende (per la Settimana Santa) del vescovo fr. Pio Alberto Del Corona O.P. (1913), pubblicate giornalmente dagli amici di Rinascimento Sacro:
    http://www.rinascimentosacro.com/2010/03/lanima-devota-nei-giorni-santi2-la.html 

    Sursum corda, Amici, Cristo ha vinto già la guerra.... ;)

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  8. Mario Bonario27 marzo 2010 21:22

    Effettivamente  Sardus ha fatto notare la contraddizione fra quell'annuncio sacro e la promozione della unica, sempiterna e tradizionale liturgia solitamente fatta in questo blog....
    Forza Paris , o Sardus,  seu cun tui!!!

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  9. mi meraviglio che la redazione definisca questo programma come qualcosa di singolare e speciale visto che nel resto delle parrocchie sarde si fa molto meglio, sottolineo che la descrizione dei riti a Scano tradisce una grande ignoranza delle autentiche tradizioni sarde e del rito antico come del nuovo....ma chi si accontenta gode.

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  10. :'( Io non potrò nemmeno fare il S. Triduo :(

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  11. se nel resto delle parrocchie sarde si fa molto meglio, caro Guseppe, rendiamo grazie a Dio! tuttavia prima di esprimere giudizi affrettati non sarebbe meglio andare a constatare di persona se le cose sono fatte bene o se davvero "tradiscono una grande ignoranza delle autentiche tradizioni"? Non è questione di "accontentarsi" ma semplicemente di fare le cose per bene a lode e gloria del Signore. Vacci e renditene conto, intervfista la gente; sono certo che capirai che non è poi come la pensi tu.

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  12. Luis Moscardò28 marzo 2010 10:35

    Le tradizioni popolari, gelosamente difese, fanno riemergere lo iato che c'è tra l'autentica Traditio e gli imbastardimenti vecchi di quarant'anni.
    Anch'io ho vissuto un'esperienza del genere in un paese toscano (molto più povero delle tradizioni sarde) due o tre anni fa: l'impatto col NOM stride all'orecchio e all'occhio, ma soprattutto fa male al cuore.

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  13. A ME L' UFFICIO DELLE TENEBRE DI GIOVEDI' NOTTE MI SEMBRA BISLACCO

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  14. Redazione Messainlatino29 marzo 2010 21:41

    infatti. non ha capito nulla!

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