mercoledì 3 febbraio 2010

Riflessioni di un lettore sul Concilio

Abbiamo ricvevuto tempo addietro, e con colpevole ritardo pubblichiamo, queste interessantissime e argomentate riflessioni di Luca, tratte dal blog molto ben fatto Vitaefratrum, anche se non ci trovano fino in fondo concordi. Eccole a voi, per un opportuno dibattito:

Non ho certo la presunzione che le riflessioni di uno studentello 22enne interessino i miei 25 lettori: ci sono sulla rete analisi del Concilio assai migliori della mia. Tuttavia vorrei appuntarmi qui le riflessioni che ho fatto su ciò che il Concilio Vaticano II ha significato per la Chiesa Cattolica. Spero in questo modo di fare un po' di ordine fra i miei pensieri riguardo a questo tema e scriverli mi aiuta.
Se qualche lettore mi volesse comunicare le sue impressioni al riguardo, gliene sarei molto grato.

1. A quarant'anni dal Concilio: la situazione della Chiesa

E' inutile dire che la situazione della Chiesa, almeno nella nostra atea Europa, è molto critica. I religiosi uomini sono passati in quarant'anni da oltre 300.000 a poco più di 200.000. La frequenza domenicale, vicina al 60% in Italia negli anni '50, è crollata sotto il 20%. Anche peggiore la situazione in Francia, Belgio, Olanda. La speranza della Chiesa - se guardiamo le cose da un punto di vista umano - sembrano ora essere l'Africa, l'Asia e l'America, in cui il cristianesimo è più vivace.
Certo, dovremmo poter valutare le cose dal punto di vista di Dio: ai suoi occhi la conversione di un solo peccatore è più importante della creazione dell'intero universo e l'avanzamento in grazia dei santi più fervorosi è a Lui più gradito di tante conversioni tiepide. Ma per quel che ci è dato sapere la nostra Europa è immersa nei vizi: aborto, famiglie rovinate, occulatismo, pornografia, omosessualità, corruzione, invidia, relativismo etc.
E lo vediamo dagli occhi di tante persone che conosciamo: occhi spenti, privi di speranza.

2. Quindi è colpa del Concilio

La tentazione, di fronte a mali così gravi, è di dire: se la Chiesa è cambiata così tanto, allora la colpa è del Concilio Vaticano II. L'apertura al mondo da parte della Chiesa ha provocato questo disastro.
Naturalmente prima bisognerebbe vedere se prima la situazione era tanto migliore. Tuttavia i dati in nostro possesso dicono che vocazioni e frequenza domenicale erano assai più alti negli anni '50 in tutti i paesi europei, compresi quelli oggi più secolarizzati, come la Francia e l'Olanda.
La responsabilità del disastro è perciò addebitata al Concilio e questo ragionamento è molto diffuso fra coloro che hanno fatto dell'attaccamento alla Tradizione una ideologia - pensiamo ad esempio alle dichiarazioni di certi lefebvriani, anche dopo che il Santo Padre ha aperto loro le braccia per accoglierli nuovamente nell'unica Chiesa di Cristo.

3. No, anzi: la colpa è di chi non ne segue lo Spirito

Dall'altro lato, sul fronte progressista, si dice che la crisi della Chiesa dipende dalla mancata fedeltà allo spirito del Concilio da parte della Chiesa conservatrice di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. E' noto che autentici depositari di questo "spirito del concilio" sono gli storici dossettiani della scuola di Bologna: prima il pur bravo Alberigo ed oggi quella sua brutta copia che è Alberto Melloni.
Ma è facile dimostrare che l'analisi di costoro è sbagliata non solo dal punto di vista teologico (che pure è l'unico che conta), ma anche dal punto di vista sociologico. La "chiesa-profetica-fedele-allo-spirito-del-concilio" è oggi una conventicola agée senza alcun seguito. Il fatto di essere giovane - che è un limite nel giudicare un fatto che non ho vissuto - mi conferma che tra i (pochi) cristiani della mia età che conosco (diciamo tra i 20 e i 30) esiste una fedeltà assoluta al magistero della Chiesa e una sincera devozione a papa Benedetto.

4. La formuletta che piace tanto

"Ermeneutica della continuità": così ha detto papa Benedetto XVI in un memorabile discorso alla Curia romana. Ed è questa l'ovvia logica entro la quale deve muoversi il cristiano. Il Magistero della Chiesa non si contraddice e i documenti del Vaticano II sono perfettamente coerenti con l'insegnamento tradizionale della Chiesa.
Su questo tema ci sarebbe tanto da dire, ma mi limito a due punti.
a) Su tanti temi era più "avanzato" papa Pio XII del Concilio: si prenda ad esempio l'approccio alla Sacra Scrittura che il grande papa propone nella "Divino afflante Spiritu". Siamo ben lontani dalla dottrina rigorosa - e, se vogliamo, meno open-minded - della costituzione dogmatica "Dei Verbum", che pure può essere letta in perfetto accordo con gli insegnamenti di papa Pio XII e con gli insegnamenti del Magistero di ogni tempo.
b) Dal fronte "trad-friendly" si afferma senza dubbio che la continuità del Magistero è un punto irrinunciabile, ma si concede ai lefebvriani che il carattere pastorale del concilio salva la continuità, dato che gli insegnamenti meno facilmente componibili col Magistero di sempre possono essere relativizzati al rango di magistero autentico.
C'è un fondo di verità in questa affermazione, tuttavia credo che dobbiamo sempre ricordare che il Concilio ha prodotto documenti dogmatici vincolanti per la fede del credente, come le costituzioni "Dei Verbum" e "Lumen Gentium", sebbene non abbia voluto impiegare la formulazione definitoria - impiegata ad esempio nei concili di Trento e Vaticano I - delle verità insegnate. Mi pare sia questa la condivisibile tesi di recenti pubblicazioni di mons. Brunero Gherardini.
Vero è che documenti come la "Lumen Gentium" e la "Nostra Aetate" - per fare un esempio - hanno un tono differente e con ogni probabilità questo significa che il grado di adesione richiesto sia differente. Sarebbe bello se i colloqui tra la Santa Sede e la Fraternità san Pio X potessere fare luce anche su questo spinoso problema: in questo modo i colloqui non gioverebbero solo alla Fraternità, che speriamo possa tornare in comunione con Roma, ma anche a noi semplici credenti.

5. Crisi nonostante il Concilio

L'analisi di cui sopra, che personalmente condivido, non spiega però il fatto della crisi che la Chiesa sta vivendo oggi. Espongo ora ciò che penso della questione. Secondo me il Concilio non solo non è stato un male, ma un grande bene per la Chiesa. Non possiamo certo calcolarne il valore, dato che ci sono sconosciute le situazioni controfattuali. Ma quel che è certo, se accogliamo l'idea cristiana per cui il Magistero della Chiesa è infallibile, è che il Concilio non fu affatto un male. E se fu - come fu - un bene, possiamo dire che se non ci fosse stato il Concilio Vaticano II, la situazione attuale della Chiesa sarebbe stata di molto peggiore.
Secondo me il beato papa Giovanni XXIII aveva intuito la necessità di una riforma della Chiesa. Anche se i numeri ancora non lo dicevano, tuttavia i problemi per la Chiesa erano già nell'aria. La tempesta modernista, combattuta con vigore da san Pio X, non si era sopita ed era più che mai urgente ribadire le verità della fede cattolica. Mi pare di poter dire che questa persuasione fosse propria già di Pio XII, che a questo fine emanò l'attualissima enciclica "Humani generis". E dato che "lex orandi, lex credendi", il venerabile papa Pacelli cercò di favorire la pietà liturgica, con quell'autentico monumento che è l'enciclica "Mediator Dei".
L'idea di convocare un concilio ecumenico si colloca in questo contesto di confronto con l'errore intraecclesiale che era pronto a risorgere ed anzi muoveva già negli anni '50 i primi passi. Senza alcun dubbio il concilio ha avuto un effetto benefico da questo punto di vista: se non ci fosse stato, l'errore sarebbe stato anche più diffuso e la crisi della Chiesa ancora più grave.
Per questo i grandi papi riformatori come Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno sempre cercato di incoraggiare e promuovere l'autentica fedeltà agli insegnamenti conciliari. Sapevano infatti che solo in questo modo l'azione della Chiesa avrebbe ritrovato slancio e vigore. Ed essi, assieme al papa attuale, hanno fatto un bene incalcolabile al popolo di Dio, preservando la fede dei semplici.
La tempesta purtroppo non è ancora finita. Ma questi due papi, entrambi molto devoti alla Madonna, ci hanno indicato anche il modo di uscirne: l'autentica devozione a Maria santissima, raccomandata da Paolo VI nella "Marialis cultus" e più recentemente da Giovanni Paolo II nella "Rosarium Virginis Mariae".
Con la corona del Rosario la fede tornerà nei cuori degli europei. La Madonna lo ha detto in modo chiarissimo a Fatima: "Molti vanno all'inferno perché non c'è chi preghi e faccia sacrifici per loro".

Permettetemi perciò di richiamare, alla fine di questa analisi un po' sconfortante, le parole straordinare di un santo pieno di amore per la Santa Vergine.
San Bernardo, per consolare chi era in gravi difficoltà, scrisse questa bellissima esortazione:
O tu che hai l’impressione di essere sballottato dai flutti di questo mondo tra burrasche e tempeste invece che camminare per terra, non distogliere lo sguardo dallo splendore di questa stella, se non vuoi essere travolto dalle tempeste! Se insorgono i venti delle tentazioni, se ti imbatti negli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria! Se sei assalito dalle ondate della superbia, dell’ambizione, della calunnia, della gelosia, guarda la stella, chiama Maria! Se l’ira, o l’avarizia, o le lusinghe della carne hanno scosso la navicella della tua anima, guarda Maria! Se, turbato dall’enormità dei peccati, confuso per le brutture della tua coscienza, impaurito dal rigore del giudizio, cominci ad essere risucchiato dal baratro della tristezza e dall’abisso della disperazione, pensa a Maria! Nei pericoli, nelle difficoltà, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria! Non si allontani dalla tua bocca, non si allontani dal tuo cuore e per ottenere l’aiuto della sua preghiera, non tralasciare di seguire l’esempio della sua condotta di vita. Seguendola non uscirai di strada, pregandola non dispererai, pensando a lei non sbaglierai. Se lei ti sostiene, non cadi; se ti protegge, non temi; se ti guida, non ti affaticherai; se ti sarà favorevole, raggiungerai la meta.


Luca G.

Fonte: http://vitaefratrum.blogspot.com/2010/01/quel-che-penso-del-concilio.html

97 commenti:

  1. La pubblicazione di questa lettera, che presenta una problematica aperta a tutte le ipotesi esplicative, dimostra che "Messainlatino" non è un sito di fanatici intransigenti, ma di gente che sa  far lavorare il cervello e comunque ascoltare chi la pensa secondo un taglio suo proprio.

    Riguardo al Concilio, ho una mia personale ipotesi. Negli anni '40-'50 le persone sensibili, nella gerarchia come nel laicato, nonostante la "tenuta" complessiva della Chiesa e alcuni successi ( come la vittoria elettorale del '48 in Italia  ) avvertivano uno "scollamento" rispetto alla modernità. In alto si pensò che si trattasse di una questione di "stile", donde l'esigenza di un "aggiornamento" ( la parola - feticcio). Non si vide che la crisi era, nella sua radice, a livello filosofico-teologico: il confronto-scontro fra dogmatica cristiana ed "escatologia" scientifico-tecnologica. Da un lato il concetto che l'uomo può, in ultima analisi, essere salvato solo da un intervento dall'alto, con i dogmi che lo esplicitano: il peccato originale, la necessità dell'espiazione da parte dell'Uomo-Dio, l'unicità del Redentore rispetto alle altre grandi figure religiose dell'umanità, i Novissimi...Dall'altra il concetto che l'uomo può trasformare il mondo in un "paradiso terrestre"con la sua sola attività tecnologica, a prescindere da Dio. Il discorso del "Dio tappabuchi" ormai inutile per l'"uomo della strada" nel '900 venne fatto da Dietrich Bonoeffer, fucilato nel 1945! Le difficoltà intellettuali erano reali ( ad esempio a proposito del problema dell'Evoluzionismo e del confronto con le altre religioni ); perciò avrebbero dovuto essere affrontate da "addetti ai lavori", con urgenza ma senza coinvolgere le masse semicolte. Il Concilio offrì di fatto una "cassa di risonanza" a tutti quelli che, magari in buona fede, credevano di poter risolvere problemi spinosi con soluzioni banali e riduttive, perciò gradite al gran pubblico e sostenute dai mass media. L'anima segreta ( ma neanche tanto ) della "rivoluzione conciliare" è il teilhardismo. Teilhard, partendo dalla giusta esigenza di conciliare storia sacra e storia naturale, finì per proporre uno schema di pensiero largamente fallace: in sostanza l'idea che, con la concezione del Cristo punto Omega dell'evoluzione, la soteriologia cristiana e l'ottimismo progressista potessero conciliarsi in quattro e quattr'otto. Di fatto si obliterò il "lato in ombra" della dogmatica cristiana ( la presenza enorme del Male nel mondo, il peccato originale, la dimensione apocalittica ). Dato il fenomeno della globalizzazione e dei moltiplicati scambi culturali, si dovette dare più spazio alla "libertà del cristiano", come era necessario e opportuno; ma abolendo tutti i freni disciplinari ( come l'Indice dei libri proibiti che separava il buon grano dalla zizzania ) si rese impossibile frenare la diffusione delle idee di chi, da una ragionevole modernizzazione, era passato alle soluzioni del Modernismo, già condannate da Pio X nel 1907, quando erano portate avanti da un gruppo ancora esiguo ( secondo Maritain un semplice "raffreddore da fieno" rispetto al febbrone postconciliare ). La soluzione sta in Fides et ratio: ricostruire la vita di devozione e la peculiarità della dottrina cattolica. Credo che il papato di Benedetto XVI sia provvidenziale per questo. Scusate per la lunghezza dell'intervento.

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  2. Anche condivido queste intelligenti riflessioni...gli spiriti più acuti già percepivano la crisi negli anni '50, molti pensavano la fede come valori da rispettare o coerenza morale, non come l'irrrompere nel tempo dell'Eterno che solo può colmare i nostri cuori....
    Da questo punto di vista, forse, la tempesta post conciliare (che è stata contemporanea al '68!) ha "svelato i pensieri di molti cuori" non ne è stata, pero, la causa.
    Penso che il "gettare la maschera" sia stato un bene, così si può ripartire dal vero, anche se un po' più malandato....poi, nonostante le difficoltà sono anni in cui sono nate molte nuove realtà comunitarie che indicano lavitalità della chiesa.
    Cordiali saluti
    In comunione
    Flavio

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  3. <span>Anche io condivido queste intelligenti riflessioni...gli spiriti più acuti già percepivano la crisi negli anni '50, molti pensavano la fede come valori da rispettare o coerenza morale, non come l'irrrompere nel tempo dell'Eterno che solo può colmare i nostri cuori.... 
    Da questo punto di vista, forse, la tempesta post conciliare (che è stata contemporanea al '68!) ha "svelato i pensieri di molti cuori" non ne è stata, pero, la causa. 
    Penso che il "gettare la maschera" sia stato un bene, così si può ripartire dal vero, anche se un po' più malandato....poi, nonostante le difficoltà sono anni in cui sono nate molte nuove realtà comunitarie che indicano lavitalità della chiesa. 
    Cordiali saluti 
    In comunione 
    Flavio</span>

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  4. Condivido abbastanza le riflessioni di Franco..... sono convinto che al Concilio si sia peccato di "ingenuità".....
    E' a mio parere comunque erronea la posizione di quanti vogliono fare del Concilio un "super dogma"..... mi trovo piuttosto daccordo con l'analisi di Mons. Gherardini nel suo libro "Il Vaticano II, un discorso da fare".
    Certamente se il concilio fu ingenuo, il dopo concilio è stato "tragico" su molti versanti: si è distrutto molto, si è edificato poco.
    Al prenovizio Luca i miei più sentiti auguri per il suo cammino vocazionale.
    d. Bernardo

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  5. ma i "tuoni" che preavvisavano della tempesta in arrivo c'erano già stati nel 1962, e anche nel 1960, se si vuolevano tenere gli occhi aperti...

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  6. <span>ma i "tuoni" che preavvisavano della tempesta in arrivo c'erano già stati nel 1962, e anche nel 1960, se si volevano tenere gli occhi aperti...</span>

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  7. ...continua l'attesa che il Papa voglia rispondere alla supplica di Mons. Gherardini, portavoce di gran parte del gregge sconvolto e disorientato, che ha subito l'amaro risveglio dalle illusioni di 40 anni, e voglia, per pietà del gregge così sbandato, chiarire finalmente tutti i punti oscuri e controversi del Concilio, affinchè sappia discernere con certezza il vero dal falso, il buono dal cattivo...
    chiarimenti che diventano sempre più pressanti per la ricostruzione della Fede inquinata e affievolita e disgregata in mille rivoli di dissipazione...
    ....ma temo che quest'attesa sarà a lungo "disattesa"...
    :(

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  8. ...si sono obliati (non obliterati, che significa un'altra cosa) soprattutto i NOVISSIMI: Morte, Giudizio, Inferno, Paradiso, che prima erano la sintesi e la bussola della vita morale cristiana, per piccoli e grandi, colti e incolti

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  9. La voglia di ritrovare lo spirito autentico della Chiesa ha portato, purtroppo, ad un archeologismo liturgico astruso. Don Milani (certamente non un reazionario), in "Esperienze Pastorali" afferma che la liturgia (tridentina) è bella, eleva l'animo a Dio, ma non è catechistica. E' QUI IL VERO NOCCIOLO DELLA QUESTIONE CHE IL CONCILIO NON HA RISOLTO; il problema della Chiesa attuale è l'inefficacia del catechismo. Le verità di fede sono insegnate blandamente, non sono esposte come i ilastri su cui deve reggersi la moralità dell'individuo. Allora come oggi il catechismo è rimasto una molesta pratica parrocchiale; con la differenza che almeno una volta le cose dette erano giuste perchè insegnate dai religiosi, mentre oggi sono grossolane/errate perchè insegnate da laici incompetenti!

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  10. detto nel 19173 febbraio 2010 10:27

    <span>sballottato dai flutti di questo mondo tra burrasche e tempeste...</span>
    ....ma quando si decideranno i vertici della Chiesa, Vescovi e Cardinali, a volgere il loro sguardo alla Madre di Dio, che è Madre nostra, di tutta la Chiesa, che per il nostro bene, per prevenire tanti mali che si sono susseguiti dopo il Concilio, aveva parlato con Cuore Materno premuroso e trepidante per il futuro fosco di dense nubi che gravavano sulla Chiesa, e voleva essere ascoltata dai pastori e NON fu affatto ascoltata, nel 1917 ?
    Tutto quello che sta accadendo a danno della Chiesa fu da Lei espressamente annunciato, svelato ai pastorelli di Fatima, affidato a suor Lucia nel 3. segreto,  con la richiesta esplicita di pubblicarlo entro e non oltre il 1960, per il BENE DELLA CHIESA E DI TUTTA L'UMANITA':
    ma la Madonna non fu ascoltata, i suoi avvisi tranquillamente chiusi sottochiave (tuttora...) subito dopo Pio XII (che ne aveva invece grande considerazione):
    messi a tacere i suoi avvertimenti, ci si volle cullare nel magnifico "vento di primavera" che animava il Concilio...e la Madre della Chiesa venne classificata tra i "profeti di sventura":
    oggi vediamo che non erano favole!
    La tempesta è venuta, e non è affatto finita...le conseguenze saranno lunghe da smaltire.
    Quando si deciderà TUTTA la Chiesa, compresi piccoli e grandi, a volgere occhi e orecchie alla sua tutela materna?
    Quando ascolterà i suoi consigli e ammonimenti ?
    (e chi sa se è tardi per rimediare, visto che la "sordità" continua, in alto e in basso....)

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  11. ...ma CHI ha predicato e voluto così realizzare il famoso sacerdozio  sacerdozio comune dei fedeli ?.....

    e QUANDO questa nuova  realtà rivoluzionaria è stato teorizzata e promossa ?

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  12. <span>...ma CHI ha predicato e voluto così realizzare il famoso  sacerdozio comune dei fedeli ?..... 
     
    e QUANDO e da QUALI carismatici leaders questa nuova  realtà rivoluzionaria è stato teorizzata e promossa ?</span>

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  13. egr. Teofilo
    non so se lei ha figli, e di quale età: ma stia certo che le verità di Fede cattolica NON SONO affatto insegnate !
    Il catechismo di preparazione alla Prima Comunione è ridotto quasi ad intrattenimento basato su metodi "cartellonistici" da scuola attiva ecc. (o ipertattiva):
    siamo lontani anni luce da S. Pio X!
    (forse per preparare i fedeli alla actuosa partecipatio?)

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  14. <span>egr. Teofilo 
    non so se lei ha figli, e di quale età: ma stia certo che le verità di Fede cattolica NON SONO affatto insegnate ! 
    Il catechismo di preparazione alla Prima Comunione è ridotto quasi ad intrattenimento basato su metodi "cartellonistici" da scuola attiva ecc. (o iperattiva): 
    siamo lontani anni luce da S. Pio X! 
    (forse per preparare i fedeli alla actuosa partecipatio?)</span>

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  15. sul messale trasmessomi dalla strepidosa FSSPX ho letto recentemente un passo evangelico che noi tutti dobbiamo tenere a mente: di fronte al mare in tempesta gli apostoli furono colti da angoscia e paura e si meravigliavano della calma con la quale Gesù, il Cristo, continuava a dormire. Svegliatrosi Gesù disse loro: UOMINI DI POCA FEDE....e poi ordinò al mare di calmarsi ed il mare si calmò. Ecco, la Chiesa si trova nella stessa situzione...è una nave in un mare in tempesta, ma noi dobbiamo avere fede e fiducia in Gesù Cristo. Quando lui vorrà, gli basterà un niente per porre fine alla tempesta, con buona pace dcei supporters del per me nefastissimo CVII 

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  16. Scusate se oggi dilago, ma parlo perchè sono stato testimone diretto. Nel novembre 1967 ero matricola all'Università Cattolica di Milano. Fu la prima occupazione importante in Italia ( non a caso in Cattolica ), a cui seguì il "diluvio". Il '68 ( mi spiace di dissentire da Ospite ) non solo fu concomitante al clima postconciliare, ma ne fu un effetto immediato. In prima fila nel "movimento" c'erano i cattolici - comunisti che, lasciato Maritain nell'armadio dei robivecchi,  facevano un tutt'uno del moralismo di matrice cattolica con la prospettiva rivoluzionaria del marxismo. In effetti diversi miei amici del movimento cattolico divennero brigatisti. Un fenomeno analogo erano avvenuto alla fine dell'800 in Russia: elementi giovani della borghesia intellettuale, cresciuti nella matrice mistica dell'Ortodossia ( fortissima in un paese "arretrato" ), avendo perso la fede, si buttarono nel nichilismo e nel misticismo rivoluzionario, con le conseguenze ben note. Ne sono testimonianza i romanzi di Dostojewskij ( soprattutto "I fratelli Karamazov" con le figure del mistico Aliosha e del cereo ragionatore ateo Ivan e "I demoni", sulle "Brigate rosse" di allora) ; inoltre Turgheniev con "Padri e figli" e Serghej Bulgakov con "Vechi ( La svolta )", in cui si descrive il passaggio all'ateismo rivoluzionario di un'intera generazione.

    Quanto al postconcilio, mi sento di dire che con ingenuità ( e anche con molta presunzione ) si pensò di "riorientare" l'"esercito cattolico", ancora molto numeroso, verso obiettivi politico - sociali più "tangibili", nell'ottica delle "magnifiche sorti e progressive". Ricordo di aver letto, con un certo orrore la frase di un esponente cattolico - comunista dell'immediato dopoguerra, il torinese Felice Balbo: "Noi vogliamo fare la storia." Un simile "presenzialismo" è estraneo al vero spirito cattolico: la storia è fatta, in ultima analisi, dalla Provvidenza ( sant'Agostino "La città di Dio" ). Con un po' di umiltà certe cose si potevano capire già allora: ne è una testimonianza l'antisessantottismo e l'anticonciliarismo di Guareschi. Quanto al problema del confronto - scontro tra scienza e fede, si decise di considerarlo trascurabile. Invece aveva un'importanza centrale. Faccio un esempio: chi, avendo fatto studi liceali, ha effettivamente letto il Vangelo trova il brano in cui si parla dei fratelli e delle sorelle di Gesù. Il passo sembra andare contro tutto l'insegnamento dogmatico sulla perpetua verginità di Maria: una dottrina "stantis aut cadentis Ecclesiae Catholicae". Una persona che ha un minimo di studi non può essere facilmente rabbonita su questo punto - base: deve trovare controargomentazioni solide ( e ci sono. Blinzler "I fratelli e le sorelle di Gesù", e poi Messori "Ipotesi su Maria" ). Per mettere a punto un arsenale di risposte sui punti critici più spinosi ci vogliono studiosi formati in decine di anni di ricerca faticosissima e divulgatori brillanti
    ( come il benemerito Messori e prima ancora il saggio Jean Guitton ). Dopo il Concilio, invece di potenziare e raffinare l'apologetica, la si abbandonò di fatto: il risultato fu lo squagliamento dell'esercito cattolico a causa della fragilità delle elites intellettuali, che per "darsi un tono" preferirono buttarsi sul "politicamente corretto".

    Oggi la principale linea del fronte è sui temi di bioetica e di morale sessuale. Personalmente credo che le posizioni cattoliche si esprimano più in slogan ( la "difesa della Vita" - la "cultura della morte") che in ragionamenti articolati, elaborati, comprensibili per gli atei ( inclusi quelli col dente avvelenato come Flores D'Arcais ). Si possono fare, ma bisogna lavorarci: la chiave delle risposte è in concetti filosofico - teologici di base non "sfrondati" al modo di [...]

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  17. il grado di adesione richiesto sia differente.
    Sarebbe bello se i colloqui tra la Santa Sede e la Fraternità san Pio X potessere fare luce anche su questo spinoso problema: in questo modo i colloqui non gioverebbero solo alla Fraternità, che speriamo possa tornare in comunione con Roma, ma anche a noi semplici credenti.
    -------------
    sottoscrivo quest'auspicio, ma chiedo, riguardo alla prima frase:
    che cosa vuol dire esattamente "grado di adesione differente" ?
    Nella formazione cristiana che avevo ricevuto (catechismo di S. Pio X) avevo imparato, con tuti i coetanei d'allora, che a una Verità di Fede O SI CREDE O NON SI CREDE:
    quale sarebbe questo GRADO di adesione di Fede variabile ?
    è riscontrabile nel Magistero precedente fino al 1962 ?
    si può credere PIU' O MENO ? potrebbe il Santo Padre chiarire ad es. questo punto cos' strano per chi è abituato al SI' SI' NO NO ?
    .....................
    per la seconda frase evidenziata, io direi piuttosto:
    sarebbe NECESSARIO E URGENTE !
    per quanto tempo invece dobbiamo ancora pensare che sarebbe bello fare chiarezza...
    ma rimarrà allora un bel sogno ? troppo bello perchè si avveri ?
    ci tocca ancora l'incertezza, dire e non dire, sapere e non sapere, credere e non credere ?

    Amleto must go on ?

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  18. concordo: infatti penso che questa tempesta che ci ha travolti è una durissima prova di Fede toccata alla Chiesa (soprattutto per non aver seguito la vera Volontà di Dio, da parte di tanti Pastori) ed è per questo una vera grande tribolazione finalizzata alla sua purificazione, dalla quale essa dovrà uscire rafforzata, con l'aiuto del Cuore Immacolato di Maria, che dovrà trionfare, come Ella disse, non prima di grandi travagli e persecuzioni a danno del Papa e dei sacerdoti e fedeli di buona volontà...
    e come presagì don Bosco: l'Eucaristia e la Madonna salveranno la Chiesa!

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  19. essi,... hanno fatto un bene incalcolabile al popolo di Dio, preservando la fede dei semplici.
    ? ? ? ? ?
    bene incalcolabile...
    preservando la fede dei semplici.

    ....e in quale modo, se è lecito chiederlo ?
    (proviamo magari a distinguere l'operato di ogni Papa da quello degli altri...)
    ....gradirei che colui che fa quest'affermazione la dimostrasse con i fatti concreti, come quelli che abbiamo tutti sotto gli occhi, da più di 40 anni ! siamo in tanti poveri insipienti, talmente ottenebrati, che non riusciamo a vedere proprio come sia stata preservata le fede dei semplici...
    (o sono solo io ? )
    :(

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  20. Ho piacere di aver letto qui questa riflessione dei miei confratelli domenicani di Bergamo, appunto giovani e novizi (preghiamo per loro affinchè diventino Santi ^__^), comunque ho dato la mia condivisione sul loro Blog....e  metto qui il passo finale:

    i Testi (prettamente del Concilio non altro) in sè hanno un solo problema, sono stati scritti con alcuni passi AMBIGUI (come rivela lo stesso mons. Gherardini) e attraverso i quali si possono dare più interpretazioni diverse, ECCO DOVE E' AVVENUTA LA ROTTURA CON LA TRADIZIONE...ecco perchè Benedetto XVI chiede che essi vengano interpretati ALLA LUCE DELLA TRADIZIONE....

    Mons. Marchetto disse ad aprile 2009 in una intervista a Zenit:
    In particolare gli studiosi del Gruppo di Bologna – ha sottolineato mons. Marchetto – “sono riusciti con ricchezza di mezzi, industriosità di operazioni e larghezza di amicizie, a monopolizzare ed imporre” un’immagine del Concilio “distorta e contraddittoria, del tutto mistificatrice”. Secondo questi studiosi da quell’evento sarebbe dovuta nascere una Chiesa “democratizzata” con l’abbandono “del riferimento alle istituzioni ecclesiastiche, alla loro autorità e alla loro efficienza come il centro e il metro della fede”.

    e dice ancora Ratzinger:

    Non è dunque il Vaticano II e i suoi documenti che fanno problema. Semmai, per molti, il problema è costituito da molte interpretazioni di quei documenti che avrebbero condotto a certi frutti dell’epoca post-conciliare. /.../ È incontestabile che gli ultimi vent’anni (1965-1985) sono stati decisamente sfavorevoli per la Chiesa Cattolica. I risultati che hanno seguito il Concilio sembrano crudelmente opposti alle attese di tutti, a cominciare da quelle di papa Giovanni XXIII e poi di PaoloVI. /.../ I Papi e Padri conciliari si aspettavano una nuova unità cattolica e si è invece andati incontro ad un dissenso che - per usare le parole di papa Paolo VI - è sembrato passare dall’autocritica all’autodistruzione. /.../ ad un processo progressivo di decadenza che si è venuto sviluppando in larga misura sotto il segno di un richiamo ad un presunto ‘spirito del Concilio’ e che in tal modo lo ha screditato" (Rapporto sulla Fede, ed. cit., p.27).

    per la prima volta in 40 anni il Papa ha dissociato certe PSEUDOPASTORALI (termine usato da lui nel discorso alla Sacra Rota una settimana fa) DAL MAGISTERO DELLA CHIESA.... non era mai accaduto prima, se lo avessimo detto noi saremo stati accusati di essere contro i vescovi che scrivono pastorali dissociate dal Magistero, ora che lo dice il Papa gli daremo finalmente ascolto?
    ^__^

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  21. <span> Benedetto XVI chiede che essi vengano interpretati</span>

    ...ma perchè il Papa stesso non procede in prima persona con sollecitudine a fare chiarezza sulle ambiguità, così come si chiede nella SUPPLICA indirizzatagli da Mons. Gherardini ?
    CHI dovrà fare chiarezza, se non la fa lui stesso ?
    :(

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  22. Credo che il Concilio non abbia peccato solo di ingenuità. temo che certi padri -forse la maggioranza?- davanti a quelle che la propaganda presentava come le grandi conquiste della scienza e della tecnologia, abbiano peccato di disperazione: la fede è davvero falsa, come ci dicevano nell'Ottocento...
    non hanno saputo aver fede, e quindi sono venuti a patto col mondo cercando di salvare della fede quanto la verità scientifica permetteva loro.
    di sicuro la mia è una visione parziale dell'avvenimento CVII, però temo che abbia influito più di quanto si pensa.

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  23. Flavio, questa lettura non mi convince. ho fatto parte per anni di un movimento che poneva al suo centro -apparentemente- "l'irrompere dell'Eterno che solo può colmare i nostri cuori": parlo dell'RnS. Risultati? sentimentalismo scisso da un comportamento corretto: gravidanze e sessualità libere, emarginazione di chi non portava successo, desiderio di dominio sui fratelli, gestione del potere, sfruttamenti vari, eccetera.
    forse è vero che i pensieri di molti cuori sono stati svelati; di sicuro oggi siamo piombati in una giungla di movimenti che mettono al centro la parzialità (noi meglio degli altri cattolici), l'irrazionalità (la teologia e la patristica di sempre inutili, meglio l'annuncio kerygmatico), la modernità (la messa in latino come passato clericalista che allontana i giovani), l'annuncio stupido (manca l'ascolto e l'attenzione vera al fratello nel bisogno), l'irrisione alle forme di preghiera tradizionale (liturgia delle ore e rosario, nemmeno conoscono l'esicasmo o l'orazione di tipo benedettino e carmelitano), la lettura magica della Bibbia (sono in dubbio, apro a caso la Sacra Scrittura), l'impazienza e il desiderio di risposte dall'alto immediate.
    temo che anche oggi i pensieri veri di troppi cuori debbano ancora essere svelati!

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  24. e pensare che i vecchi si ricordano ancora della vecchia dottrina: i 7 sacramenti, i 7 doni dello Spirito Santo, episodi della Bibbia (i Patriarchi, Giuseppe e i fratelli...), la Santissima Trinità, le preghiere, i 4 Vangeli...
    oggi chi conosce più queste cose? poi magari, come scriveva il card. Ratzinger in Rapporto sulla fede, conoscono cenni di teorie esegetiche o cristologiche...

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  25. <span><span><span>Se posso pienamente concordare circa l'importanza dell'effetto pernicioso determinatosi dall'abbandono dell'apologetica, d'altro canto, non posso dirmi d'accordo con l'analisi che vorrebbe far derivare il catto-comunismo  da un abbandono del pensiero di Maritain. Questo, al contrario, è stato autorevolmente individuato come la principale radice di tale deviazione dottrinale ( ex multis cfr. DEL NOCE, I cattolici e il progressismo, Milano, 1994, p. 202 ), nonché della stessa teologia della liberazione (esplicitamente in tal senso il Card. SIRI, Getsemani, Roma, 1987,<span>  </span>p. 87 ss. e lo stesso caposcuola di tale tendenza GUTIERREZ, Teologia della liberazione, Brescia, 1973, p. 61) ; d'altro canto, piuttosto parziale ed inadeguata è stata valutata la ritrattazione di Maritain ne Il contadino della Garonna (MEINVIELLE, Il cedimento dei cattolici al liberalismo, ed. it. a cura di Innocenti, Roma, 1991, p.270 ss.) che non contraddiceva le sue principali tesi circa la positiva valutazione intorno all’obiettivo discernimento di istanze cristiane – pur se offuscate da una premessa ateistica – all’interno delle rivendicazioni proprie al social - comunismo (MARITAIN, Umanesimo integrale, (trad. it.), Roma, 1949, spec. p. 38 ss., con esplicito apprezzamento del modello sovietico staliniano, ivi, p.71 ss.) e circa l'auspicio che le formazioni politiche create dalla “nuova cristianità” potessero giungere ad convergere con i comunisti all’edificazione di una “nuova civiltà” « … stabilita fuori dei quadri – infranti – della civiltà borghese … » (MARITAIN, op.cit., p. 216).</span><span></span></span></span>
    <span><span>In questo senso, appariva porsi in perfetta linea rispetto alle linee di pensiero maritainiane, ad esempio, l'analogo atteggiamento tenuto dall'epicopato francese il quale (come rileva AMERIO, Stat Veritas, Torino, 2009, p. 97), dopo aver abbandonato la dottrina sociale della Chiesa, « … in molti documenti … », pur deplorando « … il traviamento religioso dei comunisti … », riconosceva « … che la base del comunismo è una base essenzialmente cristiana … », altresì ritenendo, in termini più generali, costituire il medesimo « … un inveramento di motivi cristiani … » . </span></span><span></span>

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  26. <span><span><span>Se posso pienamente concordare circa l'importanza dell'effetto pernicioso determinatosi dall'abbandono dell'apologetica, d'altro canto, non posso dirmi d'accordo con l'analisi che vorrebbe far derivare il catto-comunismo  da un abbandono del pensiero di Maritain. Questo, al contrario, è stato autorevolmente individuato come la principale radice di tale deviazione dottrinale ( ex multis cfr. DEL NOCE, I cattolici e il progressismo, Milano, 1994, p. 202 ), nonché della stessa teologia della liberazione (esplicitamente in tal senso il Card. SIRI, Getsemani, Roma, 1987,<span>  </span>p. 87 ss. e lo stesso caposcuola di tale tendenza GUTIERREZ, Teologia della liberazione, Brescia, 1973, p. 61) ; d'altro canto, piuttosto parziale ed inadeguata è stata valutata la ritrattazione di Maritain ne Il contadino della Garonna (MEINVIELLE, Il cedimento dei cattolici al liberalismo, ed. it. a cura di Innocenti, Roma, 1991, p.270 ss.) che non contraddiceva le sue principali tesi circa la positiva valutazione intorno all’obiettivo discernimento di istanze cristiane – pur se offuscate da una premessa ateistica – all’interno delle rivendicazioni proprie al social - comunismo (MARITAIN, Umanesimo integrale, (trad. it.), Roma, 1949, spec. p. 38 ss., con esplicito apprezzamento del modello sovietico staliniano, ivi, p.71 ss.) e circa l'auspicio che le formazioni politiche create dalla “nuova cristianità” potessero giungere ad convergere con i comunisti all’edificazione di una “nuova civiltà” « … stabilita fuori dei quadri – infranti – della civiltà borghese … » (MARITAIN, op.cit., p. 216).</span><span></span></span></span>
    <span><span>In questo senso, appariva porsi in perfetta sintonia rispetto alle linee di pensiero maritainiane, ad esempio, l'analogo atteggiamento tenuto dall'epicopato francese il quale (come rileva AMERIO, Stat Veritas, Torino, 2009, p. 97), dopo aver abbandonato la dottrina sociale della Chiesa, « … in molti documenti … », pur deplorando « … il traviamento religioso dei comunisti … », riconosceva « … che la base del comunismo è una base essenzialmente cristiana … », altresì ritenendo, in termini più generali, costituire il medesimo « … un inveramento di motivi cristiani … » . </span></span><span></span>

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  27. A mio modo di vedere il Concilio è un bubbone ambiguo e bello grosso; come tale non può essere raccolto da nessuna parte senza che qualche pezzo cada a terra e si rompa...
    capisco la posizione di chi, per fede, vuole salvare tutto; però ciò avviene, spesso, arrampicandosi sugli specchi!

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  28. Condivido nella sostanza (e nei toni) la lettera di Luca G.
    Bisogna però stare attenti a <span>non scambiare l'effetto con la causa</span>. Credere che il grosso degli europei abbia smesso di andare a Messa per colpa del Concilio e del suo "spirito" mi pare un'ingenuità. La crisi della fede ha altre radici. Va cercata in <span>una molteplicità di fattori da porre in relazione con lo sviluppo della modernità</span>: del sapere scientifico, anzitutto, che ha disegnato una nuova antropologia (non mi riferisco al darwinismo, che di scientifico ha poco, ma, per esempio, alle scoperte in campi come la neurobiologia), della critica filosofica (si può anche inveire contro Hegel o Nietszche o Marx, ma pensare di poterli liquidare con quattro battute, o con un manualetto come quello per rispondere ai Testimoni di Geova, è dabbenaggine), dei nuovi assetti istituzionali del mondo occidentale. Le cause sono più profonde e impegnative. Attribuire al Concilio la responsabilità dell'attuale situazione della Chiesa e del Cristianesimo è un po' come prendere a bastonate il capro: comodo, ma probabilmente inutile.

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  29. Ospite: " ...  dei nuovi assetti istituzionali del mondo occidentale ..."
    _________________________________

    In particolar modo.

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  30. <p>
    </p><p> 
    </p><p>Innanzitutto i miei complimenti a questo giovane che a 22 anni ha già una bella preparazione e profondità di riflessione.
    </p><p>Qualche osservazione :
    </p><p> 
    </p><p>"E se fu - come fu - un bene, possiamo dire che se non ci fosse stato il Concilio Vaticano II, la situazione attuale della Chiesa sarebbe stata di molto peggiore."
    </p><p>
    </p><p>Un`affermazione del genere è tutta da provare, ma questa è la versione data da Melloni nel suo documentario diventato un must in certi ambienti
    </p><p>
    </p><p>"Per questo i grandi papi riformatori come Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno sempre cercato di incoraggiare e promuovere l'autentica <span>fedeltà</span> agli insegnamenti conciliari."
    </p><p>
    </p><p>Anche durante il Consilium? Anche con la Sacrosanctum Concilium? Di che fedeltà si può parlare in questo caso? Non si dovrebbe piuttosto parlare di  infedeltà? Di tradimento?
    </p><p>
    </p><p>"Sapevano infatti che solo in questo modo l'azione della Chiesa avrebbe ritrovato slancio e vigore. Ed essi, assieme al papa attuale, hanno fatto un bene incalcolabile al popolo di Dio, preservando la fede dei semplici."
    </p><p>
    </p><p>
    </p><p>Ancora un`affermazione tutta da provare, e la prova sarà molto difficile da fornire visto il caos dottrinale e liturgico in cui versa la Chiesa!
    </p>

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  31. <p> 
    </p><p>Innanzitutto i miei complimenti a questo giovane che a 22 anni ha già una bella preparazione e profondità di riflessione.  Qualche osservazione :  
    </p><p>"E se fu - come fu - un bene, possiamo dire che se non ci fosse stato il Concilio Vaticano II, la situazione attuale della Chiesa sarebbe stata di molto peggiore."  
    </p><p>Un`affermazione del genere è tutta da provare, ma questa è la versione data da Melloni nel suo documentario diventato un must in certi ambienti.  
    </p><p>"Per questo i grandi papi riformatori come Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno sempre cercato di incoraggiare e promuovere l'autentica <span>fedeltà</span> agli insegnamenti conciliari."  
    </p><p>Anche durante il Consilium? Anche con la Sacrosanctum Concilium? Di che fedeltà si può parlare in questo caso? Non si dovrebbe piuttosto parlare di  infedeltà? Di tradimento?  
    </p><p>"Sapevano infatti che solo in questo modo l'azione della Chiesa avrebbe ritrovato slancio e vigore. Ed essi, assieme al papa attuale, hanno fatto un bene incalcolabile al popolo di Dio, preservando la fede dei semplici."  
    </p><p>Ancora un`affermazione tutta da provare, e la prova sarà molto difficile da fornire visto il caos dottrinale e liturgico in cui versa la Chiesa.
    </p>

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  32. <span>Ospite: " ...  dei nuovi assetti istituzionali del mondo occidentale ..." 
    _________________________________ 
     
    Che, in particolar modo, si sono potuti determinare, anche grazie alla rinunzia dei sedicenti "politici cattolici" a concretamente perseguire i principi della Dottrina sociale della Chiesa. Ma la stessa Chiesa non può chiamarsi fuori: quando, al termine della parentesi franchista, autorevolissimi esponenti della politica spagnola si recarono in Vaticano per offrire (su di un piatto d'argento) lo "Stato confessionale cattolico", fu loro replicato che non era più l'epoca ...</span>

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  33. Carissimi, in realtà sono un ragazzo di vent'anni che, accantonata la fede nella prima adolescneza, una volta che ha voluto riscoprirla si è reso conto che il suo catechismo o era errato o molto superficiale...mi son quindi ricatechizzato, ma con gran fatica! e penso che tutti i miei coetanei siano nella stessa situazione.

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  34. O allora le catechesi sono affidate ad un gruppo che diffonde l`insegnamento del suo iniziatore e poco importa se fa a pugni con la dottrina cattolica su diversi punti essenziali.
    È ciò che succede sempre più sovente, ivi compreso nella Diocesi del Papa dove catechisti diocesani, attivi anche da molti anni, sono messi in disparte perchè sono i catechisti di quel gruppo ad essere inviati nelle parrocchie!

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  35. A Ospite. Non ho potuto precisare il discorso su Maritain solo per non appesantire il mio intervento. Penso che il suo sia un caso di "eterogenesi dei fini". Voleva salvare il salvabile ( o forse, addirittura era così convinto dell'efficacia della sua Neoscolastica da pensare realmente a una riconquista cristiana della società ) . Di fatto preparò le basi perchè gli intellettuali cattolici potessero sentirsi liberi di fare i "cattolici adulti" aprendo le porte al pensiero laicista. Lo stesso Maritain denunciò lo sfascio nel libro "Le paysan de la Garonne" che lo fece passare, come ho detto, nell'armadio del robivecchi come "superato" da più avanzate teorizzazioni e pratiche progressiste. Non me ne meraviglio molto: non è detto che i sant'uomini siano sempre profeti: lo stesso von Balthasar lanciò il motto "abbattere i bastioni"; dopodichè cominciò a lavorare di freno con "Cordula" e "Chi è il cristiano" in cui affermò che spremendo la Bibbia non ne veniva fuori la minima goccia di evoluzionismo. Maritain ebbe il torto "storico" di teorizzare un aggiornamento - avanzamento che in effetti si rivelò una "ritirata strategica" trasformatasi in rotta in molti punti del fronte.
    "Jota unum" è per me un libro fondamentale, anche se mi trovo a disagio con il taglio prevalentemente filosofico di Amerio, con poche concessioni alle "scienze umane" ( psicologia, sociologia ) su cui mi sono formato. In ogni modo il suo procedere dalla metafisica realista non gli impedisce di essere un osservatore attentissimo della cronaca e del fatto empirico in generale.

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  36. il Concilio è stato,
    in relazione all'attuale sfacelo della Fede, dimostrato in misura crescente da vari prelati e pastori responsabili della guida di tantissime anime, cioè del Gregge, che aspetta da loro  PAROLE ED ESEMPI,
    quello che, nella diagnosi della malattie, (all'insorgere delle quali stanno vari fattori predisponenti) si chiama
    FATTORE SLATENTIZZANTE !

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  37. <span>sapere scientifico, anzitutto, che ha disegnato una nuova antropologia....</span>

    buona questa! certamente, è fuor di dubbio !
    fatto sta che la Chiesa ha sentito precisamente il DOVERE di accodarsi alla nuova antropologia di conio tutto mondano: l'homo faber technologicus al centro di teologia e liturgia, come anche il card. Ratzinger in anni recenti ha ammesso e illustrato in varie occasioni.Si fa fatica dunque a prender coscienza che l'errore fatale è consistito proprio nell'aver voluto INSEGUIRE il mondo e le sue IDEOLOGIE E SCIENZE UMANE, che mettevano Dio ai margini del loro QUADRO E PROGETTO DI VITA (NUOVA ovviamente, perchè questa fu la magica bandiera "Il nuovo sempre migliore, qualunque esso sia") !

    Del resto lo riconobbe lo stesso Paolo VI (rileggere le sue -pare- "compiaciute" constatazioni: "Se finora avevamo la religione del Dio che si fa Uomo, ora vedremo la religione dell'uomo che si fa dio"!)

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  38. eh, bravo Nike, teorie astruse, quelle sì...
    e quando vanno a far la Comunione, non sanno affatto CHI VANNO A RICEVERE !
    Non esiste nel loro vocabolario mentale la parola PECCATO nè  PENTIMENTO, nè REDENZIONE, nè GRAZIA, nè VIZIO da sradicare, nè VIRTU' da coltivare, nè men che meno la grande, la fondamentale parola su tutte:
    SACRI-FICIO, in tutti i suoi significati, stretti ed estesi, mistici e di morale pratica...
    Io non sono vecchia, ma ho fatto in tempo (per un pelo) a far tesoro di quel Catechismo di S. Pio X, poco prima che cominciassero a picconare altari e balaustre e Tabernacoli (visto ancora qui da me pochi mesi fa, con la scusa che "questo voleva il Concilio"....perchè i poveri fedeli ingenui e ignari ci credono ancora che il  Concilio ha comandato simile distruzione e assistono sgomenti e impotenti, perchè imbavagliati dal Potere! c'è forse qualche parroche che si preoccupa o ha facoltà di illustrare ai fedeli QUALE sia il vero contenuto e lo  scopo di questo evento-Concilio che ha segnato il 20.mo secolo della Chiesa Cattolica? vorrebbero mai farlo ?
    ma...sono forse essi in grado di farlo, portando chiarezza dove fin dall'inizio si è palesata AMBIGUITA' DI LINGUAGGIO ?)

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  39. Nobis quoque peccatoribus3 febbraio 2010 15:20

    Paradossalmente il post-concilio sembra aver scontentato tutti, e in realta' i primi scontenti sono i progressisti piu' duri.
    Oltre all'ambiguita' dei testi, vi e' anche l'espressa rinunzia a formulare  specifiche e ferme condanne, in nome della "medicina della misericordia" (ma vi sembra che i malati sembrano siano diminuiti?). Anche le poche condanne ancora formulate vengono ristrette a questioni di etica, richiamandosi alla "retta ragione", non alla Verita' di Cristo Signore e della Fede. Si dimentica l'unicita' del Suo Sacrificio salvifico.
    Confidiamo in Cristo Signore e nella Beata Vergine Maria.
    FdS

    P.S.
    Esempio pratico. Nel ricorrente discorso sul riconoscimento delle coppie di fatto si e' finiti per riconoscere implicitamente il matrimonio civile (che non si differenzia in senso cattolico dal concubinato). Di rado si menziona la natura sacramentale del Matrimonio canonico (cio' che Dio ha unito l'uomo non puo' dividere, anche per le migliori "umane" ragioni).

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  40. <span>eh, bravo Nike, teorie astruse, quelle sì... 
    e quando vanno a far la Comunione, non sanno affatto CHI VANNO A RICEVERE ! 
    Non esiste nel loro vocabolario mentale la parola PECCATO nè  PENTIMENTO, nè REDENZIONE, nè GRAZIA, nè VIZIO da sradicare, nè VIRTU' da coltivare, nè men che meno la grande, la fondamentale parola su tutte: 
    SACRI-FICIO, in tutti i suoi significati, stretti ed estesi, mistici e di morale pratica... 
    Io non sono vecchia, ma ho fatto in tempo (per un pelo) a far tesoro di quel Catechismo di S. Pio X, poco prima che cominciassero a picconare altari e balaustre e Tabernacoli (visto ancora qui da me pochi mesi fa, con la scusa che "questo voleva il Concilio"....perchè i poveri fedeli ingenui e ignari ci credono ancora che il  Concilio ha comandato simile distruzione e assistono sgomenti e impotenti, perchè imbavagliati dal Potere! c'è forse qualche parroco che che si preoccupa o ha facoltà di illustrare ai fedeli QUALE sia il vero contenuto e lo  scopo di questo evento-Concilio che ha segnato il 20.mo secolo della Chiesa Cattolica? vorrebbero mai farlo ? 
    ma...sono forse essi in grado di farlo, portando chiarezza dove fin dall'inizio si è palesata AMBIGUITA' DI LINGUAGGIO ?)</span>

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  41. <span><span>eh, bravo Nike, teorie astruse, quelle sì...   
    e quando vanno a far la Comunione, non sanno affatto CHI VANNO A RICEVERE !   
    Non esiste nel loro vocabolario mentale la parola PECCATO nè  PENTIMENTO, nè REDENZIONE, nè GRAZIA, nè VIZIO da sradicare, nè VIRTU' da coltivare, nè men che meno la grande, la fondamentale parola su tutte:   
    SACRI-FICIO, in tutti i suoi significati, stretti ed estesi, mistici e di morale pratica...   
    Io non sono vecchia, ma ho fatto in tempo (per un pelo) a far tesoro di quel Catechismo di S. Pio X, poco prima che cominciassero a picconare altari e balaustre e Tabernacoli (visto ancora qui da me pochi mesi fa, con la scusa che "questo voleva il Concilio"....perchè i poveri fedeli ingenui e ignari ci credono ancora che il  Concilio ha comandato simile distruzione e assistono sgomenti e impotenti, perchè imbavagliati dal Potere! c'è forse qualche parroco che si preoccupa o ha facoltà di illustrare ai fedeli QUALE sia il vero contenuto e lo  scopo di questo evento-Concilio che ha segnato il 20.mo secolo della Chiesa Cattolica? vorrebbero mai farlo ?   
    ma...sono forse essi in grado di farlo, portando chiarezza dove fin dall'inizio si è palesata AMBIGUITA' DI LINGUAGGIO ?)</span></span>

    RispondiElimina
  42. L'Ospite di prima3 febbraio 2010 15:29

    Quella nel sapere scientifico-tecnologico è oggi una fede a tutti gli effetti. Fede premiata da riscontri immediati, è questo il succo della sua crescente diffusione. Del resto quando il tradizionalista ha il mal di stomaco è assai probabile che invecce di fare un pellegrinaggio a Loreto o di sgranare rosari (a parte i pellegrinaggi e i rosari di default, che non guastano davvero mai) ricorra a un maalox o consulti un medico. E aggiungerei un'ulteriore notula; il mondo cattolico - e il clero in particolare - era fatalmente predisposto ad accogliere le istanze della scienza, per almeno due motivi: a) la metafisica di estrazione aristotelica era un sapere in concorrenza con il nascente sapere scientifico, ma condivideva con esso "il terreno di lavoro", in forza di un'impostazione dualista, realista e oggettualista; il fatto fu che la scienza mostrò, su quel terreno, di saper fare di meglio, almeno in termini di efficacia;  b) il fallimento dell'iniziale azione di contrasto messa in atto dalla Chiesa nei riguardi del nuovo paradigma - il quale, ricordiamolo, non si è instaurato perché una cricca di temibili massoni o di fanatici protestanti lo ha imposto al genere umano, bensì perché i risultati pratici, immediati e tangibili, cui ha dato luogo sono stati piuttosto impressionanti - ha agito da deterrente nei riguardi di una riproposizione di simili iniziative.
    <span></span>

    RispondiElimina
  43. L'Ospite di prima3 febbraio 2010 15:30

    L'alternativa al paradigma scientifico-tecnologico non è "zurueck zu Aristoteles!" o "zurueck zu Trento!". Sarebbe bello, se funzionasse, ma purtroppo non è così. Tu studi i classici dell'aristotelismo cristiano e poi, quando hai mal di stomaco, spegni il computer, salti in macchina, vai in una moderna farmacia e compri il tuo maalox plus. L'idea che la tecnica sia un mezzo è un'altra grande ingenuità: quel prodotto della moderna farmacologia non è soltanto uno strumento di cui ti servi a talento, ma uno dei tanti concentrati di uno sviluppo logico e concettuale ben preciso. La Chiesa doveva decidere se scendere a compromessi con tale sviluppo o restare arroccata nell'arce sperando che l'esercito nemico dilagante togliesse l'assedio prima dell'esaurimento dell'acqua. E infine è scesa a patti.

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  44. L'Ospite di prima3 febbraio 2010 15:34

    Vero, è un'affermazione tutta da provare. Ma è da provare anche la contraria, quella cioè che se la Chiesa fosse rimasta arroccata nell'arce dell'antimodernismo le cose avrebbero preso tutt'altra piega. Il fatto che le chiese dei tradizionalisti oggi siano in genere più piene di quelle dei non tradizionalisti prova soltanto che allo stato attuale l'alternativa tradizionalista è - o almeno sembra - un'opzione efficace.

    RispondiElimina
  45. <span>E infine è scesa a patti.</span>

    PRECISO !
    equivale al manzoniano, fatale, lapidario:

    "LA SVENTURATA RISPOSE" !

    (....alla seduzione dello spirito del mondo, ovviamente, che essa introiettò e propagandò come "spirito del Concilio"...)

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  46. Il Concilio ha di sicuro dato una mano. non è forse vero che migliaia di consacrate e di preti sono uscite da parrocchie e conventi dopo il Concilio? aspettavano forse solo la sua chiusura? oppure il Concilio, per come è stato vissuto, è stato ritenuto un "liberi tutti, i sacrifici non servono più"?

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  47. DANTE PASTORELLI3 febbraio 2010 15:40

    Il grado di adesione alla Verità rivelata ed insegnata dalla Chiesa dev'essere totale e senza riserve.
    Questo non può dirsi di documenti pontifici o conciliari che non ribadiscono la verità sempre creduta, il Magistero solenne o ordinario continuo ed interrotto, ma contengono dottrine nuove ed inconciliabili coi primi.
    I libri di mons. Gherardini vanno letti con maggiore attenzione.

    RispondiElimina
  48. Carissimo, per fortuna il movimento a cui appartengo, pur essendo segnato dai classici problemi che le realtà comunitarie portano con sè (siamo fighi, soprattutto in gioventù, oppure l'evitare i fratelli che se ne vanno, un certo tipo di obbedienza un po' pecorona...) non ha le caratteristiche che tu descrivi. mi ha però insegnato che se non c'è il riconoscimento della presenza di Gesù che opera, di Gesù presente nella vita di fatto non c'è fede. Puoi anche sapere e "credere" tutti i dogmi del cattolicesimo, ma di fatto se non si fa esperienza di ges che risponde ai bisogni profondi del cuore la fede è solo un'ideologia corretta.
    Non conosco benissimo le altre realtà della chiesa, so solo che alcune hanno dei problemi di leaderismo e cose del genere. Mi sembra, però impossibile che non ci sia l'azione dello Spirito dietro a qualcosa che muove migliaia di persone. Questo non vuol dire che non vi siano problemi: ogni volta che si dice "il carisma è mio e me lo gestisco io" di fatto ci si appropria dei doni dello Spirito e questo, come ogni peccato, porta ad una perversione del dono stesso. Preghiamo perchè, come desidera il papa, tutti si facciano ricondurre nell'alveo della cattolicità che sola può tirare fuori il meglio e far fruttificare tutti i carismi correggendo eccessi e valorizzando il vero.
    Con stima
    Flavio

    RispondiElimina
  49. PS Oggi il papa parla della tentazioen del potere per preti e vescovi...e vuoi che ne siano esenti i laici responsabili dei movimenti...purtroppo siamo tutti peccatori e bisognosi di conversione.

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  50. L'Ospite di prima3 febbraio 2010 15:48

    La metafisica realista, e dualista, è certamente un terreno d'incontro tra scienza e  (neo, post, iper, trans) aristotelismo. Ma quest'ultimo su tale terreno è perdente, perché gli esiti pratici, tangibili, concreti, gli esiti, insomma, che il realista considera e desidera, sono stati espressi in modo più macroscopico e convincente dal nuovo paradigma scientifico-tecnologico che dal paradigma del realismo aristotelico (e tomista). Per questo le masse credono più alla scienza moderna che ad altre forme di realismo dualista. Sul terreno del realismo, insomma, la scienza se l'è cavata meglio, almeno sul piano degli esiti concreti. La Chiesa doveva scegliere se restare arroccata nell'arce nella speranza che il nemico dilagante togliesse l'assedio e liberasse il campo prima dell'esaurimento delle scorte di sussistenza o scegliere la via negoziale. Una terza soluzione, in fondo, c'era, ma impraticabile, almeno per la Chiesa, perché per spostare il campo <span>sotto</span> il piano del dualismo, a un livello più fondamentale (cioè inaggredibile dalla prospettiva dualista e realista della scienza), avrebbe dovuto muovere in una direzione ancora più perigliosa.

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  51. la questione è la seguente: i movimenti esagerano o sono intrinsecamente sbagliati?
    diamo risposte diverse. io sono arrivato a dare la seconda risposta perché portano ad una forma di settarismo: noi contro loro, noi supercattolici migliori degli altri "comuni".
    purtroppo il fenomeno movimenti è in divenire, quindi non possiamo giudicare di un'esperienza in continua evoluzione. tuttavia, che le cose siano diverse da come le penso io, la realtà dei fatti dovrà sbattermelo sul naso!

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  52. arroccata...all'arce della speranza...ma che roba è questa ??

    di che cosa sta parlando?...a sentir lei sembra che la via intrapresa sia stata un destino ineluttabile, una scelta obbligata! ma si rende conto ?...
    la Chiesa -diciamolo chiaro e tondo- si è allontanata da Cristo Signore, credendo di trovare "di meglio" al seguito della scienza umana di cui lei sta  disquisendo: ne aveva forse bisogno?
    quale assedio, quale battaglia mai, quale tentazione non si può vincere se non si rimane uniti alla Santa Croce che redime la Storia, dall'Alfa all'Omega ?
    quale specie di "salvezza" doveva la Chiesa mendicare dalla scienza ?
    Questo si chiama ALLONTANAMENTO, DERIVA DALLA VERITA' ETERNA,
    (fuori dagli eufemismi: è proprio perdita di Fede e speranza, altro che storie!)
    Diciamo che la Chiesa ha voluto discostarsi da quella certezza incrollabile di S. Paolo:
    "Non voglio gloriarmi altro che di Cristo e Cristo Crocifisso!"
    E' evidente che essa ha cercato "altre glorie", quelle che le procurava il vezzeggiare i capricci, le mode, le idee CADUCHE del mondo, qualunque esse fossero,
    quando solo Gesù Cristo Signore e Salvatore può dire ad essa e alla storia tutta:
    "Il Cielo e la Terra passeranno, ma le mie parole non passeranno"!
    "Il mio Regno non è di questo mondo!"
    "Siate nel mondo, ma non del mondo"
    (ed essa ha voluto REGNARE anche nel mondo! compiacerlo, esserle simpatica, rifiutando LA BEATITUDINE delle persecuzioni, causate dal parlare col SIì SI' NO NO,
    che prima accettava di buon grado, perchè i Santi vivevano nell'adesione COSTANTE alla Croce Redentrice di Cristo) !

    La Chiesa, con l'illusione di rinnovarsi, è scesa a compromessi col mondo
    (...e vedo che lei ha voluto cancellare la frase fatale "scesa a patti", ma è la pura Verità!)
    e così facendo, ha perduto la propria identità di
    SPOSA DI CRISTO ! ...e quel volto di Sposa oggi è irriconoscibile;
    si è voluta sottomettere al PANTA REI, come se le cose di Dio fossero MANIPOLABILI dalle vogli e menti umane, e ciò è stato causa della sua lacrimevole DECADENZA :
    invece di ricevere eterna giovinezza dal suo Signore che "fa nuove tutte le cose" e "laetificat iuventutem nostram", si è fatta agghindare e imbellettare dalle invenzioni  e mode di pensiero della carne mortale: la trasformazione è stata da Realtà Soprannaturale, perchè Istituzione divina, a naturale, inquinata fino al midollo di CARNALITA' CADUCA...

    fatale trasformazione, foriera di morte,...
    se non fosse che il Signore stesso ha promesso di non permettere che muoia (nonostante la stupidità degli uomini che l'avviano da 40 anni pervicaci alla demolizione progressiva), quando disse:
    "Portae inferi non praevalebunt!"
    E il Signore -Lui sì- mantiene le sue promesse: questa è la nostra vera unica speranza !

    (altro che l'indecifrabile fumosa "arce della speranza" di cui lei straparla...che non si capisce che cos'è!)

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  53. Se il giovane di buona volontà, che espone queste riflessioni da noi lette, e che cerca di arrivare alla Verità anche riguardo al contenuto e alla storia del Concilio, crede sinceramente che si possa professare una Fede di diversi gradi di adesione, vuol dire che ha ricevuto questo insegnamento ad una Scuola che ritiene di dover presentare i documenti conciliari come degni  -più o meno- di Fede a seconda delle circostanze: dunque mi pare essere una scuola di RELATIVISMO, nè più nè meno.
    (....e ancora: quali circostanze determinano la maggiore o minore adesione?
    CHI le decide e classifica ?
    QUALE autorità deciderà mai -in modo definitivo- quei gradi di adesione a cui ci dovremmo attenere....per poter forse ritenerci ancora cattolici?
    e infine:
    QUANDO si farà questa specie di censimento dei veri cattolici che devono accettare i documenti del concilio, e CHI ce li illustrerà, dopo che i fedeli della FSSPX saranno passati loro per primi attraverso questo VAGLIO ?)

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  54. Il discorso di "l'ospite di prima" mi interessa molto. Concordo nel riconoscere il successo della scienza, però devo dire di non aver capito che cosa intende per "realismo dualista". Da orecchiante - dilettante di filosofia ( quindi disponibile a qualsiasi correzione ) credo di poter dire che l'aggancio tra le categorie della filosofia cristiana e quelle della scienza appare oggi insufficiente. Il tomismo mi sembra una rete solida, ma a maglie larghe; dato che i "pesci" della scienza attuale sono più sottili, occorre non tanto buttare via le vecchie maglie, quanto infittirle. L'esempio più chiaro è quello dell'"ingranamento" fra storia sacra e storia naturale attorno al tema dell'evoluzionismo e in genere della biologia, visto che la linea del combattimento oggi passa per il terreno della bioetica. Un assaggio di questo approccio si trova in Jean Giutton "Dieu et la science". Con un discorso di tipo bergsoniano Guitton collegava ( meglio di Teilhard ) la dottrina della Risurrezione allo stato "teopatico" dei mistici ( verificabile scientificamente ): il mistico non come un "ritardato", ma come un "preadattato" alla situazione paradisiaca: travalicamento delle coordinate spazio-temporali nell'estasi, astensione dalla nutrizione fisiologica, incorruzione... Occorrerebbe una "metabiologia" capace di sviluppare questi spunti in modo sistematico. Su questa base si potrebbe far vedere che la bioetica cattolica non è "retrogada" rispetto agli sviluppi moderni, ma "profetica" nel suo slancio verso il futuro della restaurazione escatologica: "cielo nuovo e terra nuova". Non mi sembra che il Neotomismo sia in grado di darci una elaborazione adeguata nella prospettiva a cui ho accennato. O no?

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  55. La Chiesa deve riscoprire la santità, che è Vita vera, nuova ed eterna, non roba da soffitta pre-conciliare.
    Ottimo, Franco: pare che tutto ciò che è stato bollato come antico e "superato" sia in realtà il "sempre nuovo" che esce dalle mani di Dio, soprattutto l'essenza della Santità, che da Lui, e non dall'uomo, proviene.
    Non sarà troppo presto per ricordarcelo, che la vita divina trasfusa da Cristo in noi è al di fuori e al di sopra dello spazio-tempo-materia, e lo domina, non ne è dominato.
    E' ciò che la scienza deve umilmente chiamare "non spiegabile", miracolo.

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  56. Mi correggo. Di Jean Guitton ho citato "Dieu et la science". Invece il riferimento appropriato è a "Philosophie de la Resurrection". Scusate.

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  57. parlando da semplice fedele che ha osservato semplicemente una progressiva decadenza del sacro, a partire dal Concilio: questo da lei svolto sembra un discorso tra filosofico e politico, ma la Chiesa è realtà soprannaturale, voluta da Gesù Cristo, non è istituzione umana politica o sociale, che debba fare tanti calcoli e strategie di patteggiamenti ideologici, mi pare....e dovrebbe affidare il proprio cammino nella Storia al suo fondatore, fidarsi, mantenendo la Fede e la Speranza, essenzialmente in Lui, più che nelle risorse umane: "Nel mondo, ma <span>non del</span> mondo".

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  58. però vede, per quanto possiamo spingere il nostro pensiero oltre la soglia dello spazio-tempo in cui siamo confinati, la Resurrezione rimane sempre un mistero.
    E' S. Paolo che ce lo dice: "Quello che noi siamo non è ancora apparso".
    Il critiano è "già e non ancora" nella dimensione eterna: lo dimostra anche il nostro presente affanno nel tentare di spiegare a noi stessi (e l'uno all'altro) l'indicibile, mistero infinito di Dio, con parole umane, povere, pallide...
    (e spesso ci scoraggiamo di non riuscire a farci comprendere: è tutto normale, siamo molto limitati, per ora...)

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  59. proprio quella direzione più perigliosa era quella che l'avrebbe salvata dalla deriva: era il pericolo totale di perdere se stessi affrontato dai Martiri, quando rifiutarono di sacrificare all'Imperatore, per testimoniare la loro Fede! e per quella testimonianza vissuta fino a dare la propria vita, hanno ricevuto la corona di gloria eterna, promessa da Gesù Cristo:
    "Preziosa agli occhi del signore è la morte dei suoi fedeli";
    "Chi ama la sua vita la perderà; chi la perderà per amore mio e del Vangelo la ritroverà";
    "Chi vuol venire dietro di me prenda la sua croce e <span>mi </span>segua".
    La Chiesa ha allontanato da sè la dimensione irrinunciabile di martyrion, cioè testimonianza.
    (l'ha talmente offuscata che non si azzarda più ad annunciare il Vangelo ai pagani, e si inchina con "rispetto" e timore reverenziale a tutte le altre religioni, compreso l'ebraismo, che ha rifiutato Nostro Signore fin dall'inizio: nasconde la propria identità, per compiacere il più possibile le potenze e le ideologie mondane, come se non volesse più ricordare di aver conosciuto la Verità in Persona che le aveva consegnato il mandato di evangelizzare tutte le genti...:"volemose bene, cerchiamo ciò che ci unisce" ecc...)

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  60. <span>proprio quella direzione più perigliosa era quella che l'avrebbe salvata dalla deriva: era il pericolo totale di perdere se stessi affrontato dai Martiri, quando rifiutarono di sacrificare all'Imperatore, per testimoniare la loro Fede! e per quella testimonianza vissuta fino a dare la propria vita, hanno ricevuto la corona di gloria eterna, promessa da Gesù Cristo:  
    "Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi fedeli";  
    "Chi ama la sua vita la perderà; chi la perderà per amore mio e del Vangelo la ritroverà";  
    "Chi vuol venire dietro di me prenda la sua croce e <span>mi </span>segua".  
    La Chiesa ha allontanato da sè la dimensione irrinunciabile di martyrion, cioè testimonianza.  
    (l'ha talmente offuscata che non si azzarda più ad annunciare il Vangelo ai pagani, e si inchina con "rispetto" e timore reverenziale a tutte le altre religioni, compreso l'ebraismo, che ha rifiutato Nostro Signore fin dall'inizio: nasconde la propria identità, per compiacere il più possibile le potenze e le ideologie mondane, come se non volesse più ricordare di aver conosciuto la Verità in Persona che le aveva consegnato il mandato di evangelizzare tutte le genti...:"volemose bene, cerchiamo ciò che ci unisce" ecc...)</span>

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  61. DANTE PASTORELLI3 febbraio 2010 17:54

    State contenti, umana gente, al quia; / ché se possuto aveste veder tutto / mestier non era parturir Maria...


    I due principali misteri della fede sono:
    1) Unità e Trinità di Dio;
    2) Incarnazione, passione  morte e resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo

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  62. grazie prof.: di questi tempi un ripasso non è mai superfluo...anzi, per qualcuno può essere una provvidenziale scoperta di tesori sepolti nella polvere delle soffitte !

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  63. Oggi a spese altrui celebro la mia "giornata della petulanza": l'unica possibile scusante è che mi trovo di fronte a questioni vitali. A Ospite vorrei dire che non si tratta di curiosità indebita. Ho fatto la prima comunione a sette anni, sotto Pio XII, e posso dire che per me è stato un incontro col Mistero ( come è stato per molti fino all'ultima generazione preconciliare; testimone lo stesso Guitton nelle sue memorie, o Papini a proposito delle due figlie bambine ). Io mi sarei accontentato della "pregustazione" di allora; senonchè la modernità, da fuori di me, bussava alla porta con le insidie alla fede ( per me quindicenne la lettura inavvertita di un libro di mio padre, "Perchè non sono cristiano" di Bertrand Russel, fu una mazzata tremenda). Poi ( altra mazzata ) ci fu il '68, con l'impressionante squagliamento in pochi mesi di movimenti cattolici prima numericamente foltissimi.

    Ho voluto solo dire che elaborazioni più articolate in campo filosofico-teologico-scientifico ( tali comunque da non pretendere di arrivare al fondo del  Mistero: ci mancherebbe altro! ) si rendono necessarie per fornire strumenti adeguati all'apologetica. In un libro tedesco di Johannes Steiner su Teresa Neumann, la mistica bavarese, morta nel 1962, che era stimmatizzata, si nutriva esclusivamente con l'ostia consacrata e nell'estasi aveva visioni della vita di Gesù e dei santi c'è un capitolo dedicato alla fisica dell'atomo; ne "Il segreto di padre Pio" di Socci c'è analogamente un capitolo dedicato aun confronto con le concezioni di Einstein sullo spazio-tempo. E' un caso? Certamente no: il fatto è che bisogna far uscire il discorso religioso dalla connotazione favolistica che gli è stato appiccicato addosso dall'Illuminismo. Ripeto quanto detto sul concetto di legge naturale, pilastro dell'etica e della bioetica cattolica: non si regge, agli occhi dei contemporanei, se non viene loro proposta una visione della natura cxhe in qualche modo "ingrani" con i dati di fede. Quindi, ad esempio, la necessità di smontare il feticcio darwiniano, come fanno i proff. Sermonti, De Mattei e diversi altri. Aggiungo ( e concludo ). La liturgia "di sempre" ha un aggancio "cosmo-antropologico": la chiesa-tempio come rappresentazione dell'universo e, insieme, del corpo umano-divino sulla croce. Oggi l'auspicato ritorno alle forme tradizionali della liturgia rischia di risultare mero estetismo se dai fedeli non viene ricuperato il discorso dell'universo come manifestazione di Dio, anche alla luce della più aggiornata astronomia, fisica e astrofisica ( altrimenti, che senso ha il "direzionamento" a oriente?). Idem per la dottrina sugli angeli. Non possiamo mantenere cori "angelici" se non crediamo agli angeli come esseri effettivamente esistenti e agenti.

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  64. La Chiesa era già stata abbondantemente sedotta dal mondo. Anche platonismo prima e aristotelismo poi furono, per esempio, (nobili) seduzioni.

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  65. Dice bene. Ma se è così, le discussioni sull'opportunità del Concilio, no hanno senso.

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  66. Franco, realismo dualista è il contrario di idealismo monista. Questa la via che la Chiesa non può percorrere.

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  67. <span>chiesa-tempio come rappresentazione dell'universo e, insieme, del corpo umano-divino sulla croce</span>

    Il problema, secondo me, è tutto qui: il rifiuto profondo (cioè rigetto psichico, non razionale) della Croce, come Mistero di Fede e di Grazia da accogliere e fare propri,  da parte di tanto clero e fedeli cattolici, che impedisce l'accettazione generale di un ritorno alle forme tradizionali, sia nella Liturgia che nell'architettura sacra. E' un'illusione di falsa libertà che il Concilio ci ha lasciato in eredità: libertà dal sacrificio di sè, da unire al Sacrificio Redentivo di Cristo, che ci libera realmente e per l'eternità dal peccato e da ogni male, da ogni schiavitù della materia, malattie e morte e dannazione eterna.
    La grande sciocca illusione che fuggendo dalla Croce, anche nelle sue forme visibili, ci saremmo sentiti più forti e liberi: invece è accaduto il contrario, ed è successo a tutta la Chiesa di accorgersi, dopo 40 anni, di quanto sia vero quello che è detto nell'Imitazione di Cristo:
    "Solo nella Croce la salvezza e la speranza della vita eterna.
    Prendi dunque la tua croce e segui Gesù:
    lui ti ha preceduto ed è morto in croce per te.
    Se morirai con Lui, con Lui anche vivrai;
    e se ti assomiglierai a Lui nel soffrire,
    ti assomiglierai a lui anche nella gioia.
    Tutto dunque prende ispirazione e consistenza dalla Croce:
    non c’è altra via migliore che abbracciare quotidianamente la croce.
    Organizza pure come vuoi la tua vita, però dappertutto troverai da soffrire:
    o di malavoglia o volentieri, dappertutto troverai da patire,
    o per qualche disturbo del tuo corpo,
    o per qualche preoccupazione nell’anima;
    o per dover sopportare qualche persona molesta
    o, spesso, anche per dover sopportare te stesso, e ti ci vorrà una grande pazienza.
    La croce dunque ti seguirà sempre e dappertutto,
    anche perché sempre e dappertutto porterai te stesso."
    ........
    Il Papa nella Via Crucis 2005 ci ha mostrato bene questa presa di coscienza quando ha portato sulla spalla quella Croce a nome di tutta la Chiesa, che ha affidato allo sguardo di Misericordia del Signore con quelle memorabili parole:
    "La tua Chiesa, Signore, sembra una barca che fa acqua da tutte le parti..."
    ....e conduce ora con noi questa Via Crucis, per conto di tutta la Chiesa che deve soffrire per la propria ricostruzione e purificazione: la Croce ritrovata -essa sola- può salvare la Chiesa dalla rovina.

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  68. <span><span>L'ermeneutica della continuità è un mito e come tutti i miti è semplicemente un mezzo o un espediente per agire sull'oggi. Che faccia acqua da tutte le parti, poco importa. Serve per la guerra ecclesiastica contro i germi di novità che Giovanni XXIII° aveva introdotto, come uomo, prima che come papa. L'ermeneutica della continuità è discontinua nei confronti di quell'Uomo e di ciò che ha significato; è una dichiarazione di guerra.</span>
    </span>

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  69. Certo che se Celestino V sa di teologia come sa scrivere i numeri ordinali (XXIII° è sbagliato)... lasciamolo alle sue guerre ecclesiastiche. mi sa che sa poco anche di Pietro Angeleri!

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  70. DANTE PASTORELLI3 febbraio 2010 19:13

    Nel commento "Il grado di adesione"  ho scritto "magistero...<span>interrotto</span>": ovviamente va letto <span>ininterrotto</span><span>. </span>E speriamo che ora sia scritto correttamente. Qui si lascian gli occhi.<span>
    </span>

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  71. Queste cose non me le aveva insegnate mai nessuno. le scoprii grazie al mio professore di filosofia, ateo e comunista.
    dottrina, preti, insegnanti di religione non me l'avevano mai detto. salvo poi riscoprirlo nell'appendice finale del catechismo degli adulti. ecco dove è finita la retta fede cattolica: in appendice, insieme a tutte le preghiere! Padre nostro a parte, di cui si fa la interpretazione teologica, e nient'altro.

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  72. L'Ospite di prima3 febbraio 2010 19:17

    Con la rete del tomismo o del neotomismo di pesci se ne acchiapperanno pochi. E' come battersi con elmo, corazza e mazza ferrata contro un tank di ultima generazione. Eroico, ma vano.

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  73. L'Ospite di prima3 febbraio 2010 19:29

    Su questo aggancio è tornato più volte anche papa Ratzinger. Con pertinenza.
    Talvolta si ha l'impressione che la Chiesa avendo tanto determinato in passato e avendo incontrato, per questa effervescenza determinativa, qualche problema pratico, si sia risolta a lasciare le cose in una maggiore indeterminatezza. Una linea prudenziale, volta a prevenire smentite. La Chiesa aveva una sua antropologia, una sua cosmologia, una sua psicologia... persino una sua embriologia. E' stata per secoli un presidio straordinario del sapere universale. Poi ha incontrato sul suo cammino la nascente scienza moderna, che con il suo braccio tecnologico ha cominciato a spostar montagne sul serio (e che, diciamocelo, si è un po' montata la testa). Sono sorti attriti e incomprensioni. Gli strumenti di verifica della scienza sono diventati talmente potenti e hanno acquistato una tale credibilità, che "evento scientificamente non spiegabile" ha finito per diventare sinonimo di miracolo. Lo choc dell'eliocentrismo, tanto per prendere un esempio a epitome, non è stato semplicissimo da metabolizzare. Forse tutto questo non è estraneo alla comprensibile infatuazione della Chiesa per l'indeterminatezza. E' una questione enorme, che in un consesso come questo si può solo abbozzare. Ma gli interrogativi da porsi riguardano questo piano, non quello del Concilio, che ne è solo uno degli epifenomeni.

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  74. L'Ospite di prima3 febbraio 2010 19:30

    E' anche un po' inconseguente Celestino. Visto che non ha scritto V°.

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  75. fiume in piena3 febbraio 2010 20:03

    ...sempre più difficile andare  contro-corrente: testimoniare la Verità che "stat" in un mondo di conoscenze e usanze che si rinnovano e arricchiscono a velocità crescente, un mondo che vive consumando tonnellate di news, e ogni nuova notizia divora la precedente....
    stando in questo fiume in piena del panta rèi si deve forse rischiare che la Verità sia "figlia del tempo" essa stessa ?
    ....come riuscire a dire, nel fiume di news, l'unica vera Buona Notizia che non cambia, ma è tuttavia Essa sempre nuova ?

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  76. Rafminimi13@libero.it3 febbraio 2010 23:43

    Non è stata colpita solo la Messa:
    http://groups.google.it/group/it.cultura.religioni.cristiani/browse_thread/thread/59be1c69ec21e4c6/752afd742b1e8e07?hl=it&q=rafminimi

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  77. Caro Ospite Davide ( rete tomistica) e Golia ( tantk neomodernista)....sappiamo bene come è finita la storia!
    Matteo Dellanoce

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  78. "prendi il largo"4 febbraio 2010 08:08

    rete?.... pesci?....
    ehi, ragazzi,  ma che cosa state a cercar di prendere con quelle RETI ?
    ******************

    <<...Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone:
    Prendi il largo e calate le reti per la pesca”.
    Simone rispose: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti”.  E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano.  Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. >> (Lc 5, 1-11)
    ^^^^^^^^^^^
    (non con le filosofie, per quanto illuminate, ma solo con la Parola del Signore si fa ottima pesca ! )

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  79. "prendi il largo"4 febbraio 2010 08:19

    .....prima però, di calare le reti....
    "prendete il largo":
    (staccatevi da terra, e dalla folla che vi pressa con le sue richieste di una parola salvifica, aggrappandosi alla vostra idea o indirizzo filosofico, sperando -affamata di vita eterna- da voi, quella salvezza, mai annunciata finora...
    Lo scostarsi un poco di Gesù dalla folla non è solo fisico. Egli è piendo di amore e compassione per la folla, ma il suo rapporto fondante è col Padre....)

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  80. "prendi il largo"4 febbraio 2010 08:21

    <span>.....prima però, di calare le reti.... 
    "prendete il largo": 
    (staccatevi da terra, e dalla folla che vi pressa con le sue richieste di una parola salvifica, aggrappandosi alla vostra idea o indirizzo filosofico, sperando -affamata di vita eterna- da voi, quella salvezza, mai annunciata finora... 
    Lo scostarsi un poco di Gesù dalla folla non è solo fisico. Egli è pieno di amore e compassione per la folla, ma il suo rapporto fondante è col Padre....)</span>

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  81. La direzione perigiiosa non era quella scelta da forme di tradizionalismo come quella dei lefebvriani, che non sono nel problema perché ne stanno al di qua, non al di là.

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  82. L'Ospite di prima4 febbraio 2010 08:55

    Salubre richiamo quello "a prendere il largo". Davide? Golia? Fosse così semplice...

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  83. nè Davide nè Golia.
    "Signore, dove andremo? <span>Solo Tu </span>hai parole di Vita eterna!"
    (semplicità di Dio contro le nostre complicazioni, che ci bendano gli occhi, impedendoci di vedere il Sole, sfolgorante davanti a noi, e sopra di noi...)

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  84. ...e dentro di noi: "In interiore homine habitat Veritas".

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  85. caro Ospite di prima,
    perchè non vuoi essere Ospite di sempre ?

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  86. Io da quest'anno insegno il catechismo ai bimbi di I elementare. Ho deciso di farlo perchè ero terrorizzata all'idea che mio figlio arrivasse a fare la I Comunion ignorante come una capra in materia di fede. Naturalmente mi baso sul catechismo di San Pio X. Sarà molo dura perchè i bambini non sanno fare nemmeno il segno della Croce

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  87. Non vorrei fare il professorino con il ditino alzato....MA DALLA STIRPE DI DAVIDE CHI E' NATO?
    Il Leone di Giuda o sbaglio?
    Matteo Dellanoce

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  88. <span>cara signora,  
    è una grande fortuna per lei, se il suo parroco le permette di fare catechismo sulla base di S. Pio X: la tragedia che invece avanza (nel silenzio tollerante dei vertici...) è che in tante parrocchie d'italia si sta imponendo - come fatto compiuto- che si facciano catechesi assolutamente svincolate dal Magistero tradizionale, spacciandole per cattoliche, non solo.... ma vengono imposte emarginando e cacciando via i catechisti che vorrebbero tornare alla sana Tradizione!  
    Questo è un effetto nefasto della pseudo par-condicio tra insegnamenti retti e insegnamenti falsi e devianti, come se avessero pari diritti e dignità: e alla fine non vince il migliore, ma il più (pre)potente !  
    Un esempio valga per tutti, su quello che accade e che potrebbe (se Dio lo permetterà...) dilagare a dismisura, una "nuova Chiesa" che avanza, cercando di sostituirsi alla Chiesa Cattolica Tradizionale, cioè di sempre:  
    <span>"...è stata modellata lentamente, caparbiamente, una Chiesa nuova, più umana, che ha sostituito la precedente e che si esprime, ormai, ricorrendo a forme liturgiche e catechetiche modificate, in completa rottura con l’ortodossia della fede Cattolica."</span></span>
    <span>http://www.internetica.it/neocatecumenali/lanuovaChiesa-avanza.htm  
    (...mentre dall'alto si lascia fare, in nome della tolleranza, visto che nella Chiesa "c'è posto per tutti")  
    :( </span>

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  89. coraggio e Fede4 febbraio 2010 11:08

    infatti...
    Dedicato all'ospite talmente scoraggiato da non credere che la potenza di Davide contro Golia veniva da Dio soltanto, e Davide ci credeva:
    DAVIDE E GOLIA (racconto ridotto per bambini).
    Davide si era offerto per sconfiggere Golia, che spaventava tutti gli israeliti.
    Saul, colpito dalla sicurezza e dal coraggio del ragazzo, lo fece vestire del suo stesso elmo e della sua stessa armatura e gli consegnò la sua spada.
    Davide però non aveva mai indossato una corazza e non aveva usato mai una spada, così si tolse l'armatura, al fiume scelse cinque ciottoli lisci e avanzò verso il filisteo armato solo di una fionda.
    Quando Golia lo vide uscire dalle schiere Israeliane, gridò ridendo parole di disprezzo alle quali
    Davide rispose:
    "Tu vieni a me con la forza, io vengo a te nel nome del Signore. lo ti sconfiggerò e il mondo intero saprà che solo quello di Israele è il vero Dio".
    Appena il filisteo si mosse incontro a Davide, questi prese uno dei sassi che aveva raccolto, fece girare la fionda, velocissima, sulla testa, ed il sasso colpì Golia proprio in mezzo alla fronte.
    Il gigante cadde con la faccia a terra, Davide corse verso di lui, gli sfilò la spada dal fodero e lo uccise."
    -----------------------
    egr. Ospite di prima, così depresso e scoraggiato, possibile che, secondo lei,
    la Chiesa non poteva avere più il coraggio di Davide ? ma certo, se ha perso coraggio è perchè non si è fidata più della Potenza del Signore, della forza della sua Parola e del suo Nome !
    Oggi (e dagli anni '60) secondo lei, la Chiesa non può più dire al mondo intero, con tutte le sue potenze logiche, tecnologiche ed armate questa coraggiosa proclamazione di Fede:
    "Tu vieni a me con la forza, io vengo a te nel Nome del Signore." ?
    ...................
    se così fosse, allora la deduzione è semplice: la Chiesa non ha più Fede nel Nome del Signore, che ha fatto Cielo e Terra!
    (...e lei, caro Ospite di prima, ce l'ha questa FEDE ?....)

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  90. concordo in toto

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  91. L'Ospite di prima4 febbraio 2010 12:37

    Caro "sempre", è perché gli ospiti, a volte sgradevoli, a volte sgraditi, a volte gradevoli e a volte graditi, sono molti.

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  92. L'Ospite di prima4 febbraio 2010 12:43

    Caro Coraggio e Fede, nessuna depressione e nessuno scoramento. Il mio è solo un tentativo di analisi. Se dico: "Guarda, sembra che piova!" non significa che mi piaccia o mi dispiaccia. (La questione della mia fede, poi, è del tutto irrilevante ai fini dell'analisi che suggerisco).

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  93. ....in realtà è la Chiesa nel suo insieme, cominciando dai Pastori, che sembra aver perso la Fede, per tutto quello che vediamo accadere da 40 anni, ed è naturale che tanti e tanti siano travolti in questo crollo, non c'è mica da sentirsi "strani" (e io all'inizio di questo risveglio mi sentivo così, pensavo di aver colpa di "stupidità" per aver subito un plagio epocale senza resistere, fino allo svanimento totale della fiammella fumigante...) ad aver subìto le conseguenze di un vortice (primaverile o autunnale, che importa?) che ci ha portati nel paese-nonsodove....; poi, caduto tutto il polverone, grazie a Dio ora cominciamo a (ri)aprire gli occhi, se vogliamo, e a guardare il panorama dalle macerie, con disincanto, ma non con disperazione...

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  94. Lelluccio il GrAsso4 febbraio 2010 16:03

     Ode al DIO tappabuchi" del Professor Raffaele
    Mezza di Ottaviano (NAPOLI).
    DIO vi benedica
    Lelluccio Minimi

    PREGHIERA AL "DIO TAPPABUCHI"
    "Dio come
    ipotesi di lavoro,
    come tappabuchi per le nostre difficoltà è divenuto superfluo".

    (DIETRICH BONHOEFFER)

    "Su di te mi sono appoggiato fin dal grembo materno;dal seno di mia madre tu
    sei stato il mio sostegno"

    (Salmo LXXI)

    O Signore,
    quando mi fai capire che anche l'uomo"adulto" ha bisogno del PADRE, 
    io ti ringrazio!
    Quando mi fai sperimentare che, senza di Te, il mondo non farà mai veri
    progressi, 
    io ti ringrazio!
    Quando mi mostri che senza la Tua Grazia, l'uomo sarà sempre lupo per
    l'altro uomo, 
    io ti ringrazio!
    Per ogni volta che tappi i buchi della mia anima sforacchiata dai peccati, 
    io ti benedico!
    Per tutte le volte che chiudi le falle delle mie delusioni, 
    io ti benedico!
    Per ogni volta che, mostrandomi i veri valori della vita, tappi i buchi dei
    miei fallimenti, 
    io ti benedico!
    Quando riempi con il tuo Amore i vuoti della mia solitudine, 
    io ti benedico!
    Quando mi mandi lo Spirito Consolatore per farmi uscire dall'angoscia, 
    io ti benedico!
    Quando mi sostieni nei miei insuccessi, ricordandomi che chi possiede Te
    possiede tutto, 
    io ti lodo!
    Quando, per aver voluto fare da solo, mi affaccio sul baratro della
    disperazione e sono afferrato dalla Tua mano Misericordiosa, 
    io ti lodo!
    Quando la paura del dolore mi fa rifugiare nelle tue braccia, 
    io ti lodo!
    Quando, infine, tapperai il buco della mia morte, riempendolo con la vita
    eterna,
    si benedetto o DIO mio Tappabuchi! 
    RAFFAELE
    MEZZA

    RispondiElimina
  95. Lelluccio il GrAsso4 febbraio 2010 16:03

     Ode al DIO tappabuchi" del Professor Raffaele
    Mezza di Ottaviano (NAPOLI).
    DIO vi benedica
    Lelluccio Minimi

    PREGHIERA AL "DIO TAPPABUCHI"
    "Dio come
    ipotesi di lavoro,
    come tappabuchi per le nostre difficoltà è divenuto superfluo".

    (DIETRICH BONHOEFFER)

    "Su di te mi sono appoggiato fin dal grembo materno;dal seno di mia madre tu
    sei stato il mio sostegno"

    (Salmo LXXI)

    O Signore,
    quando mi fai capire che anche l'uomo"adulto" ha bisogno del PADRE, 
    io ti ringrazio!
    Quando mi fai sperimentare che, senza di Te, il mondo non farà mai veri
    progressi, 
    io ti ringrazio!
    Quando mi mostri che senza la Tua Grazia, l'uomo sarà sempre lupo per
    l'altro uomo, 
    io ti ringrazio!
    Per ogni volta che tappi i buchi della mia anima sforacchiata dai peccati, 
    io ti benedico!
    Per tutte le volte che chiudi le falle delle mie delusioni, 
    io ti benedico!
    Per ogni volta che, mostrandomi i veri valori della vita, tappi i buchi dei
    miei fallimenti, 
    io ti benedico!
    Quando riempi con il tuo Amore i vuoti della mia solitudine, 
    io ti benedico!
    Quando mi mandi lo Spirito Consolatore per farmi uscire dall'angoscia, 
    io ti benedico!
    Quando mi sostieni nei miei insuccessi, ricordandomi che chi possiede Te
    possiede tutto, 
    io ti lodo!
    Quando, per aver voluto fare da solo, mi affaccio sul baratro della
    disperazione e sono afferrato dalla Tua mano Misericordiosa, 
    io ti lodo!
    Quando la paura del dolore mi fa rifugiare nelle tue braccia, 
    io ti lodo!
    Quando, infine, tapperai il buco della mia morte, riempendolo con la vita
    eterna,
    si benedetto o DIO mio Tappabuchi! 
    RAFFAELE
    MEZZA

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  96. Parlando di gradi di assenso mi riferivo a questo: http://www.ratzinger.us/modules.php?name=News&file=article&sid=91
    Non ho mai negato che la Verità rivelata richieda assenso totale.
    Ma il Magistero autentico non è verità rivelata (sebbene richieda comunque l'ossequio dell'intelletto, contro ogni lefebvrismo). Tutto qui.
    Se non era chiaro spero ora lo sia.

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  97. Scusate, ma, a parte le generiche accuse ai "movimenti" (è ovvio che in essi ci possano essere persone ambiziose e superficiali o dotate di mentalità settaria, ma ciò non toglie che la loro esistenza è un frutto benefico dello Spirito per il rinnovamento della Chiesa), mi pare che in ambito "tradizionalista" si tenda a eludere sempre un grosso problema, ossia: quando la Catastrofe avveniva, dove erano i "fedeli"? Dove erano i tradizionalisti? Guardate che non sto parlando di Ottaviani o di Cristina Campo: sto parlando della gente come coloro che scrivono qui. Più volte anni fa incalzai ad es. Pastorelli su questo punto, e la sua risposta fu: "Dovevo pensare a lavorare". Francamente, roba da far cascare le braccia... Inutile pretendere interventi di fantomatiche autorità, se poi a livello di popolo ognuno pensava ai fatti suoi.
    Inoltre, permettetemi di aggiungere che, a mio modo di vedere, il grosso dei cambiamenti degli anni '60 dipese non tanto dalle elucubrazioni pseudoteologiche (che pure vi furono, ovviamente) ma semplicemente dall'inseguire le mode del momento. Il gregoriano era obsoleto perché bisognava correre dietro ai Beatles e a Rita Pavone. Potrà sembrare banale, ma credo sia la verità: non a caso i "giovani" degli anni Sessanta, quando io ero bambino negli anni Ottanta, non facevano altro che ripetermi che ero "troppo serio" e che bisognava divertirsi e seguire la moda. Questa è la filosofia dominante, senza bisogno di scomodare i modernisti o altri pseudoteologi, e questa "filosofia" dobbiamo combattere e distruggere. Chiaramente il compito non è facile... Provate a dire al cappellano dell'Università La Sapienza che Jovanotti è un ciarlatano impostore: probabilmente risponderà che invece è un esempio per i giovani, tanto è vero che lo ha invitato a parlare recentemente.
    Una parola anche su Maritain: è vero che negli anni Trenta ha detto un po' di fesserie, però nei decenni successivi so per certo che venne preso a maestro da intellettuali anticomunisti dei Paesi slavi dominati dai regimi comunisti, ad esempio da uno dei principali scrittori sloveni, il cattolico Alojz Rebula. Dunque gli schieramenti non sono così netti e semplici come vorremmo.

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