domenica 7 febbraio 2010

La successione al card. Kasper

Ecco quanto scrive il solitamente bene informato Andrea Tornielli (link):

Questa mattina [ieri: N.d.R.] Benedetto XVI ha ricevuto in udienza il vescovo di Basilea, Kurt Koch. Potrebbe essere candidato a sostituire il cardinale dimissionario Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e Presidente della Commissione per le Relazioni Religiose con gli Ebrei. Un altro nome che era stato fatto per quell’incarico era quello del vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller. Mentre erano circolate voci anche sulla possibile candidatura dell’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte.


Di Koch (nella foto) ci piace ricordare due cose. Che ebbe il coraggio di sollevare dall'incarico un parroco concubinario di Basilea, sfidando le consuete proteste popolar-mediatiche. Gesto non facile, nella Mitteleuropa ormai postcristiana: si pensi agli allegri concubini di Linz (v. qui). E, secondo punto a suo favore, egli ha pubblicato nel giugno scorso una lettera circolare ai suoi preti in cui chiedeva ai 'difensori del Concilio' di essere più onesti. Il testo integrale della lettera, da noi tradotta, è disponibile a questo link; ecco che cosa, tra le altre cose, scriveva mons. Koch:
  • Il Concilio non ha abolito il latino nella liturgia. Al contrario, enfatizza che nel rito romano, salvi casi eccezionali, l’uso della lingua latina deve essere mantenuto. Chi tra i vocianti difensori del concilio desidera "accettare senza restrizioni" ciò?
  • Il Concilio ha dichiarato che la Chiesa considera il canto gregoriano come la "musica propria del rito romano" e che perciò deve avere "posto principale". In quante parrocchie questo è applicato "senza restrizioni "
  • Il Concilio ha richiesto espressamente che le autorità di governo volontariamente rinunzino a quei diritti di partecipare alla scelta dei vescovi, come insorti nel corso del tempo. Quale difensore del concilio si batte "senza restrizioni " per quello? [per comprendere tale punto, dobbiamo ricordare che in parecchie diocesi del mondo germanico, compresa quella di Basilea, vigono antichi privilegi per cui i vescovi sono scelti con elezioni tra il clero locale, o simili rappresentanze. L’esito è che la scelta diventa appannaggio di cricche semi-politiche o correnti ecclesiali di gruppi e movimenti. Da notare che la rivendicazione dell’elezione dei vescovi su base locale e senza interferenze da Roma è uno dei cavalli di battaglia dei progressisti, appunto di quelli che abusivamente si sciacquano sempre la bocca con un Concilio che, su quasi tutti i punti, ha detto il contrario di quanto essi oggi sostengono].
  • Il Concilio descrive la natura fondamentale della liturgia come celebrazione del mistero pasquale e il sacrificio eucaristico come "il completamento dell’opera della nostra salvezza". Come può accordarsi tutto questo con la mia esperienza, fatta in molte differenti parrocchie, che la comprensione sacrificale della Messa è stata completamente eliminata dal linguaggio liturgico e la Messa è ora intesa solo come una cena o "lo spezzare del pane"? In quale modo si può giustificare questo cambiamento profondo richiamandosi al Concilio?

10 commenti:

  1. non capisco:
    quando l'articolista (link cit. nel post 1) titola:

    " <span>Kurt Koch: guarire dal mellonismo si può"</span>
    ...quale sarebbe la cura che avrebbe proposto mons. Koch ?
    (chi me la spiega?)
    ......
    la frase conclusiva dell'art.:

    <p><span>"Molto stanco e con problemi di salute, i medici hanno imposto a  monsignor Koch tre settimane di riposo. Chi volesse dire una preghierina  per lui, farà una buona azione. "</span><span></span>
    <span>....questa sì, penso d'averla capita....</span></p>

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  2. non capisco:
    quando l'articolista (link cit. nel post che mi precede) titola:
    "Kurt Koch: guarire dal mellonismo si può"
    ...quale sarebbe la cura che avrebbe proposto mons. Koch ?
    (chi me la spiega?)
    ---------------
    la frase conclusiva dell'art.:
    "Molto stanco e con problemi di salute, i medici hanno imposto a  monsignor Koch tre settimane di riposo. Chi volesse dire una preghierina  per lui, farà una buona azione. "
    ....questa sì, penso d'averla capita....

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  3. Mellonismo cancro dell'anima!Benedetto XVI la cura...
    Matteo Dellanoce

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  4. " ... ebbe il coraggio di sollevare dall'incarico un parroco concubinario di Basilea" ... per questo è da ammirare.

    Chiedere ai difensori del Concilio di essere più onesti - beh, penso dovrebbe prima di tutto chiedere ai difensori del Concilio di usare un po' il cervello ...

    Dove si trova una 'chiesa moderna' che si attiene ai documenti del Concilio? Dove? Sono tutte piene dello 'spirito di rinnovamento' ma all'ubbidienza neanche ci pensano!

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  5. Filippo Burighel7 febbraio 2010 14:58

    Ottimo vescovo. Ne servirebbero di più così. :)

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  6. Finalmente la pensione per l'eretico Kasper... nessuno di noi penso ne sentira' la mancanza :D

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  7. colpo di coda di Kasper (convegno oggi in Vaticano): Da SIR 

    "... Il card. Kasper ha anche affrontato il problema della interpretazione del termine conciliare “subsistit” ripresa nella dichiarazione del 2000 “Dominus Jesus”. “Molti dei nostri partner ecumenici – ha ricordato - hanno sentito che questa formula fosse una chiusura”. Ed ammette: “E’ stato un nostro errore non aver delucidato più chiaramente che per i Padri conciliari, il termine ‘subsistit’ non comportava una chiusura, quanto un’apertura”. Ed ha aggiunto: “Anche la Chiesa cattolica non è perfetta e ha bisogno di costante rinnovamento. Qui sta l'importanza del dialogo ecumenico, che chiede e aiuta tale rinnovamento. Attraverso il dialogo, o meglio, attraverso lo scambio di doni, tutte le chiese imparano a crescere e maturare nella loro fedeltà a Cristo. Il cammino verso la piena comunione non è un movimento a senso unico. Tutte le parti devono muoversi. Tutte le parti hanno bisogno di pentirsi e rinnovarsi”. Poi a conclusione, il cardinale invoca la partecipazione di tutto il popolo di Dio al dialogo ecumenico: “Il dialogo ecumenico è forse in pericolo se diventa una questione per specialisti e quindi si allontana dalla base. I nostri dialoghi teologici porteranno frutti” se sono “accompagnati dai fedeli, perché solo in questo modo che questi frutti possono sostenere, guidare e ispirare i dialoghi stessi”.

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  8. La mia ultima pensata sul celibato sacerdotale. La dottrina cattolica tradizionale chiede al fedele laico comportamenti eroici: ad esempio non "convolare" a una nuova unione se si è abbandonati senza colpa dal coniuge, quand'anche si fosse nel pieno della giovinezza. Una simile condotta ( questa la mia opinione, se sbaglio correggetemi ) è pazzesca e umanamente insostenibile a meno che non lo si tenga in vista del regno di Dio e non sia sorretta da una vita ecclesiale ( liturgica, sacramentale ) ad altissima temperatura. Il sacerdote che, come rappresentante di Dio, chiede questi comportamenti estremi, deve essere lui stresso eroico, altrimenti la cosa non regge. Mi piacerebbe avere conferma o smentita.

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  9. Le separazioni coniugali sono sempre il frutto di cattive scelte del proprio partner. Prima di sposarci dobbiamo essere sicuri al cento per cento della donna o dell'uomo che andiamo a sposare. Se due fidanzati si frequentano e conoscono bene per anni e anni non ci saranno cattive sorprese dopo il matrimonio. La maggior parte delle separazioni, oggi, sono dovute al capriccio.

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