lunedì 25 gennaio 2010

Il totonomine di Tosatti

Papa Benedetto XVI ha confermato il Cardinale Tarcisio Bertone come Segretario di Stato. Lo si legge in una lettera riportata da "L'Osservatore Romano" in cui il Papa ripercorre il "lungo cammino" di collaborazione con il porporato, che in occasione del compimento dei 75 anni ha rimesso nelle mani del Pontefice il suo mandato seguendo le norme stabilite dal Diritto Canonico. Nel testo, il Papa ricorda "con viva riconoscenza" il "lungo cammino" della collaborazione con il porporato, iniziata con il suo lavoro di Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede.

A questo proposito, sottolinea in particolare il "delicato lavoro" svolto da Bertone "per costruire il dialogo con Monsignor Marcel Lefebvre" [è curioso che, della più che ventennale collaborazione con Bertone e degl'importanti incarichi affidatigli da che è Segretario di Stato, il Papa ricordi in ispecie quella ormai remota collaborazione nelle trattative con Lefebvre: quasi una confessione dell'importanza che la risoluzione di quel problema riveste, da sempre, per Joseph Ratzinger]. Chiamato da Giovanni Paolo II a prestare servizio nella Curia Romana, il Cardinale "ha svolto con competenza e generosa dedizione l'ufficio di Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede" in "anni intensi ed impegnativi, durante i quali sono nati documenti di grande importanza dottrinale e disciplinare". "Ho sempre ammirato il suo 'sensus fidei', la sua preparazione dottrinale e canonistica e la sua 'humanitas', che ci ha molto aiutato a vivere nella Congregazione per la Dottrina della Fede un clima di autentica familiarità, unita ad una decisa e determinata disciplina di lavoro", confessa il Vescovo di Roma.

"Tutte queste qualità sono state il motivo che mi ha portato alla decisione, nell'estate del 2006, di nominarLa mio Segretario di Stato e sono oggi la ragione per la quale, anche in futuro, non vorrei rinunciare a questa sua preziosa collaborazione", dichiara.

Il Cardinal Bertone, salesiano, è nato a Romano Canavese (Torino) il 2 dicembre 1934 ed è stato ordinato sacerdote il 1° luglio 1960. Ha conseguito la Licenza in S. Teologia alla Facoltà Teologica Salesiana di Torino, continuando poi gli studi a Roma presso il Pontificio Ateneo Salesiano, dove ha ottenuto la Licenza e il Dottorato in Diritto Canonico. Accanto a un'intensa attività di insegnamento, ha collaborato all'ultima fase della revisione del Codice di Diritto Canonico e ha diretto il gruppo di lavoro che ha tradotto il Codice in italiano. Il 1° giugno 1989 è stato eletto Rettore Magnifico dell'Università Salesiana. Il 1° agosto 1991 Papa Giovanni Paolo II lo ha chiamato alla guida della più antica Diocesi del Piemonte, come Arcivescovo di Vercelli. Il 28 gennaio 1993 è stato nominato dalla CEI Presidente della Commissione Ecclesiale Giustizia e Pace e il 13 giugno 1995 il Papa lo ha nominato Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede. Giovanni Paolo II lo ha nominato il 10 dicembre 2002 Arcivescovo di Genova. È stato creato Cardinale nel Concistoro del 21 ottobre 2003. E' membro delle Congregazioni per la Dottrina della Fede e per il Clero.

Imminente invece la sostituzione del cardinale Walter Kasper, responsabile del dialogo con gli altri cristianie con gli ebrei; si parla del responsabile della diocesi di Ratisbona, Mueller, come suo successore [Rodari fa il nome, in alternativa, del prolisso e fumoso Arcivescovo di Chieti, il 'conciliare' tipico Bruno Forte. Quem Deus avertat!]. Secondo indiscrezioni di fonte attendibile intorno a Pasqua dovrebbe lasciare anche il cardinale Giovanni Battista Re, titolare dell'importante Congregazione per i vescovi; si parla del nunzio in Italia, Bertello, o dell'arcivescovo di Sidney, il cardinale George Pell [magari!] (che è in questi giorni a Roma per vedere il Papa) come candidati probabili. Pell è anche un possibile successore (se per i vescovi la scelta del Papa dovesse orientarsi diversamente) per prendere il posto di Ivan Dias, titolare di Propaganda Fide, che potrebbe lasciare prima del compimento del 75simo anno (scade nel 2011) per serie ragioni di salute. Dopo l'estate infine dovrebbero essere sostituiti il brasiliano Hummes (Congregazione per il Clero) e il cardinale Rodé, titolare della Congregazione per i religiosi.

93 commenti:

  1. Scusate, vi siete "persi" il mio commento precedente?
    Ciao
    Flavio

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  2. Ratzinger dixit. Niente beatificazione per chi è contro gli ebrei
    Nel vivo delle polemiche sul via libera alla beatificazione di Pio XII, giustamente Gianni Cardinale ha ricordato su “Avvenire” che Benedetto XVI è un papa molto più attento ed esigente di quanto si creda, sulla questione dell’antiebraismo.Il decreto sulle virtù eroiche di Pio XII era già pronto nel luglio del 2007, col consenso unanime della congregazione vaticana competente. Ma fu papa Joseph Ratzinger a esigerne il rinvio e a ordinare un supplemento di indagine, durata più di due anni. Per approfondire ulteriormente la questione dei suoi “silenzi”. Ma davvero clamoroso è un altro rinvio deciso da Benedetto XVI, caso più unico che raro nella storia delle cause di santità. Il rinvio ha riguardato la beatificazione di padre Léon Dehon (1843-1925), fondatore dei sacerdoti del Sacro Cuore, la congregazione che in Italia possiede le edizioni Dehoniane e pubblica la rivista “Il Regno”. Tutto era pronto perché padre Dehon fosse beatificato il 24 aprile 2005. Nel frattempo, però, erano emersi suoi scritti che attestavano forti orientamenti antiebraici. Padre Dehon, nel fervore di un rinnovamento sociale cristiano ispirato alla “Rerum novarum” si scagliava contro gli ebrei con l’armamentario tipico della polemica anticapitalistica e antimassonica di allora, in Francia, con tanto di accuse di omicidi rituali, e arrivava a chiedere una limitazione dei loro diritti come cittadini. Benedetto XVI, in uno dei primi atti del suo pontificato, sospese la beatificazione di padre Dehon e la rinviò “sine die”.

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  3. Redazione di Messainlatino.it25 gennaio 2010 13:40

    ???

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  4. Redazione di Messainlatino.it25 gennaio 2010 13:44

    Pippo, lasciamo il tuo off topic perché è una bella stoccata data a quegli insopportabili, modernistofili, arroganti dehoniani che impestano la Chiesa con le loro pubblicazioni intrise di progressismo anni '70. Prima di pontificare, pensino a 'purificare' se stessi.

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  5. <span>Continuità o discontinuità?</span> <span><span>L’EREDITA’ DEL CONCILIO VATICANO II:</span></span>
    <p><span><span>NIENTE STRAPPI, RIFORMA<span> </span> CONTINUA</span></span>
    </p><p><span><span> </span></span>
    </p><p><span><span>A cinquant’anni dal Vaticano II, il dibattito sulla sua rilevanza e recezione continua. Ecco il dilemma: il Concilio fu un “nuovo inizio”, un “svolta” cruciale della Chiesa, oppure si trattò tutt’al più di un riassetto più equilibrato?</span></span> <span><span>Una saggia navigazione deve evitare gli scogli di Scilla (discontinuità) e Cariddi (immutabilità).Forse la demarcazione fra prima e dopo Concilio corrisponde alla differenze tra una giornata uggiosa col paesaggio inghiottito dalle nebbie e un’altra limpida e radiosa, con lo sguardo che apprezza forme e colori della realtà. La scena è la stessa in entrambi i casi, eppure il vissuto emotivo dello spettatore è profondamente segnato dall’uno o dall’altro. All’indomani dell’assise molti padri conciliari hanno dichiarato di essere usciti dal Concilio diversi da come vi erano entrati, a motivo della conversione interiore prodotta dal lavorare insieme (sinodalità), da una nuova logica dei rapporti nella Chiesa (comunionalità) e con la storia umana (stile dialogico). Negli ultimi anni, per ragioni che andrebbero ricostruite in chiave di psicologia sociale e di teologia pratica, le voci di quanti intendono “normalizzare” la lezione conciliare, recriminando sulle nocive “aperture” in campo religioso e sulla omologazione dello spirito cattolico alle mode del mondo, si sono moltiplicate.</span></span><span><span>Ora, nei confronti dell’accusa di progressismo e di “nuovismo” mossa ai fautori della linea conciliare da parte dei tradizionalisti, padre Congar poté ribattere che in realtà ad essere “novatori” sarebbero proprio questi ultimi, aggrappati a schemi vetusti e sorpassati. La vera tradizione nella Chiesa (e nella cultura) non è conservazione rigida ed ingessata del passato, ma una memoria viva che si apre al presente e dischiude il futuro. In breve, ama la tradizione chi vive nella storia.</span></span> <span><span>“L’idea del Concilio è maturata in me come il fiore spontaneo di una primavera insperata”; le parole di Giovanni XXIII invitano la Chiesa a mettere al bando nostalgie, risentimenti e profezie di sventura.</span></span>
    </p><p><span><span> </span></span>
    </p><p><span><span><span>                                                                                                                     </span> Marco Vergottini</span></span>
    </p><p><span><span> </span></span></p>

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  6. Si sarà perso...
    Segnalavo che la notizia è vecchia e che sul blog di Magister vi sono due notizie interessanti, una sulle prospettive di unità con gli ortodossi e l'altra sul gregoriano (coro cattedrale Piacenza..).
    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1341841

    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/01/25/musica-sacra-con-il-maestro-a-cremona-se-ne-va-anche-il-coro/

    La prima è interessante perchè l'ecumenismo non è un affare da modernisti...anche se qualche kattolico tradizionalista la pensa così....ho anche visto che in America vi sono alcuni luterani che si stanno avvicinando alla Chiesa Cattolica attraverso l'anglicanesimo, ed anche le chiese luterane del Nord non sono aliene da una mentalità sacramentale e liturgica, non credevo!
    http://en.wikipedia.org/wiki/Anglo-Lutheran_Catholic_Church
    http://en.wikipedia.org/wiki/High_Church_Lutheranism
    Mi ha colpito che il papa, certo della sua fede, guardi all'essenziale e non alle cose secondarie....(Anglicanorum Coetibus...).
    unità nella diversità....

    Anche la questione del gregoriano è estremamente interessante, io penso che se venisse recuperata la tradizione musicale della Chiesa anche il N.O. potrebbe essere degnamente celebrato e mostrare così il suo vero volto imparentato con il V.O.

    Scusate la digressione, ma a volte queste notizie di totonomine, pur con l'importanza che rivestono per il futuro della Chiesa mi paiono poco più che pettegolezzi o tifo da stadio (soprattutto nei commenti).
    In comunione
    Flavio

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  7. "Parole...parole...parole... soltanto parole" . Che vuol dire "tradizione viva?" Solo chiacchiere e fumo negli occhi.....
    E' stato chiaramente detto da Papa Benedetto XVI (Discorso alla Curia Romana del 22 dicembre 2005) che il Vaticano II va letto alla luce di tutti i Concili precedenti. Interessante la lettura del libro di Papa Benedetto XVI (quando era ancora Cardinale) dal titolo :"Davanti al Protagonista" ed. Cantagalli, che illumina molto sui limiti della riforma liturgica.... Nella Chiesa c'è libertà di pensiero ed io sottoscritto preferisco il pansiero di Papa Benedetto a Padre Congar che tra l'altro come bibblista è ormai superato.
    Che Dio la benedica caro Marco e vada in pace....
    d. Bernardo

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  8. <span>Ahimè, qualcuno ha interpretato il Concilio come "liberi tutti". Immagino che il commento di padre Congar fosse nei primi anni del post-concilio... in nome della "memoria viva" c'è chi si è lanciato all'inseguimento del mondo....Comunque mi pare che il papa segua veramente l'idea di tradizione come descritta da Congar....Ogni ideologia, passatista o novatrice è contro il bene della Chiesa... 
    Saluti 
    Flavio</span>

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  9. è proprio così: Padre Congar, come bibblista, è ormai superato. Meglio Benedetto XVI.
    Un caro saluto a tutti

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  10. Scusate ma di omicidi rituali non parla anche in un volume scritto, il figlio dell'ex rabbino capo Toaff??

    E allora, di che si dovrebbero purificare  i  dehoniani??? 

    Grazie

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  11. Quanto all'articolo di Magister è scritto chiaramente che è stato il cardinale Kasper a condurre tutto il dialogo con i fratelli ortodossi, su impulso di Benedetto XVI è stato presente a tutti i lavori (si può leggere nei link di Sandro Magister).
    Un caro saluto
    Pippo

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  12. Rutilio Namaziano25 gennaio 2010 15:50

    Magari come "biblista", che ne dici Pippo? Un saluto a Pluto e a Paperino.

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  13. Siamo arrivati al punto che non è più possibile muovere una minima critica agli ebrei che subito si vieni tacciati di lesa maestà. Ma chi si credono d'essere 'sti giudei? Volete che vi dica qualcosa di controcorrente? Ebbene, non è soltanto Williamson a credere che i campi di concentramento nazisti non avvessero la capacità materiale di uccidere sei milioni di ebrei, lo penso anch'io! Ciò non significa essere negazionisti, significa essere obiettivi. A mio avviso, gli ebrei che persero la vita nei campi di sterminio furono verosimilmente qualche centinaia di migliaia, forse un milione, comunque tanti, ma morirono anche tanti zingari, tanti disabili, tanti oppositori politici, internati militari e via dicendo. Avete presente i seicentomila I.M.I. (internati militari italiani) che furono imprigionati nei campi di lavoro nazisti all'indomani dell'8 settembre (tra cui anche il mio nonno paterno)? Questi non hanno sofferto, anche se la maggior parte di loro riuscì poi a tornare a casa?
    E' ora che gli ebrei la smettano di fare eterno vittimismo, i decenni passano e le cose cambiano. Quanti milioni di morti hanno causato molti regimi dispotici nel mondo, tra cui alcuni stati totalitari comunisti come l'Unione Sovietica, nel ventesimo secolo? Ma, naturalmente, per gli ebrei questi sono martiri di serie B, perchè essi si ritengono il "popolo eletto"!
     E, soprattutto, la smettano di condizionare le decisioni della Chiesa Cattolica, su cui non hanno il minimo diritto di aprire bocca! Si vergognino! Mi sorprende che il nostro amato Papa Benedetto stia al loro gioco! Lui è troppo buono e loro sono dei gran furbacchioni!

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  14. Sì Sì.. è che a volte nell'andare contro una certa protestantizzazione del cattolicesimo mi pare ci siano molti che trascurano che molti protestanti stanno riscoprendo le radici cattoliche della riforma o che le chiese ortodosse camminano verso una possibile unità...Ovviamente sarà chiesto anche a noi di cambiare le forme con cui la Chiesa cattolica si è espressa nel II millennio....
    Ciao
    In comunione
    Flavio

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  15. Rutilio Namaziano25 gennaio 2010 15:58

    Caro "ospite", in questo hai ragione. Del resto anche il Toaff figlio (e il padre pure, in qualche modo) è stato subito ostracizzato, anche se il suo era uno studio scientifico, fatto presso un'università israeliana. Ormai esistono argomenti tabù e chi tocca i fili muore. Il Papa credo ne tenga conto, non può - in questioni in fondo secondarie - andare in guerra contro i mulini a vento, per non parlare del peso che comunque porta in ragione del suo essere un tedesco e della sua generazione.

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  16. E' preso dal blog di Augè, nulla di nuovo. Comunque novità (delle forme) nella continuità (della fede)!

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  17. Il punto problematico dei luterani che credono nella Presenza Reale nell'Eucaristia è che non credono serva un ministero ordinato, maschile, di origine apostolica!
    sarà chiesto anche a noi di cambiare le forme del II millennio? guarda che è già successo, tra Concilio Vaticano II e riforma liturgica del '70. per il resto dal tuo post si nota che non credi che la Chiesa cattolica sia espressione della Volontà di Dio, vale a dire, che per esserlo dovrebbe cambiare. insomma, ben altro che "in comunione".

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  18. Qualcuno ha interpretato il concilio come liberi tutti? io direi che lo hanno letto tutti così, tranne pochi che sono stati, e tutt'ora sono, perseguitati!

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  19. Dite la verità. Il guaio è: possibile che per valutare la santità canonica di una persona, ci sia bisogno di valutarne l'atteggiamento verso altre religioni? Cosa facciamo, decanonizziamo gli evangelisti stessi dove se la prendono con i farisei e i giudei in genere?

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  20. <span><span>Quanti milioni di morti hanno causato molti regimi dispotici nel mondo, tra cui alcuni stati totalitari comunisti come l'Unione Sovietica, nel ventesimo secolo?</span> 
     
    a quanto pare.... 
    è proibito -in nome di una consegna internazionale o sovrananzionale(?) del silenzio- 
    toccare questo argomento e volerlo divulgare alle nuove generazioni (per accertarsene basta fare un sondaggio nelle scuole di ogni ordine e grado) o volerne rivedere la storia: 
    è una consegna di un silenzio ultra-correct, la cui data d'inizio ufficiale si può far risalire esattamente al 1962, anno di inizio del mitico Concilio 21.mo della storia della Chiesa...</span>

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  21. RAGAZZI IL SIGNORE NON VOGLIA CHE QUEL "FUMOSO" E PERTANTO ARROGANTE MONS. BRUNO FORTE VADA A GUIDARE IL CONSIGLIO DELL'UNITA' DEI CRISTINANI! SAPPIAMO CHE IL CARD. KASPER LO HA INDICATO COME SUCCESSORE! INVECE DI "RIEQUILIBRARE" IL DIALOGO, PARLERA' SOLO DI SE STESSO! MEGLIO CHE CONTINUI A SOFFRIRE SOLO QUELLA POVERA DIOCESI DI CHIETI, CHE HA GIA' DISTRUTTO, ANZICHE' LA CHIESA UNIVERSALE! PREGIAMO IL SIGNORE PER LA SANTA CHIESA UNA, SANTA, CATTOLICA E APOSTOLICA, E IL NOSTRO SANTO PONTEFICE BENEDETTO XVI!

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  22. <span>bravo Nike! 
    ma purtroppo osserviamo come due intere generazioni abbiano bevuto senza fiatare quelle "interpretazioni", grazie alla benda sugli occhi che gli interpreti hanno messo a tutti i fedeli, dopo averli inondati dell'euforico spray di un "magnifico vento di primavera" dove si sarebbe realizzata la grande (ancestrale) credenza in una mitica età dell'oro prossima ventura, quella annunciata dai suoi araldi ( nella Chiesa e nella società )  che suonava più o meno così: 
    "Il nuovo è sempre migliore, qualunque cosa esso sia!" 
     
    e continuano oggi a tenersi stretta la benda sugli occhi, anche ora che a molti è caduta, causando l'amaro (a volte) risveglio....</span>
    :(

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  23. Cambiare le forme (ad esempio di espressione del primato....) non la fede!!! Io penso che la chiesa sia un corpo vivo, la Presenza di Gesù nella storia. Il fatto che creda che il cattolicesimo conservi in sé la totalità degli elementi della fede non mi fa credere che esso sia autosufficiente...il senso liturgico ed la comprensione della fede degli ortodossi molte volte sono più chiari di quella dei cattolici (non del magistero...ma clero, popolo, ecc.) l'amore alla scrittura di alcuni protestanti...Tutti, ricondotti all'unità con la Grande Chiesa (così i Padri chiamavano la Chiesa indivisa) darebbero i loro frutti di fede e sarebbero utili gli uni agli altri...
    Io penso che anche nella Chiesa Cattolica ci siano stati dei peccatori, ad esempio al Concilio di Trento sembra che coloro che cercavano di capire di più le ragioni degli altri, e soprattutto se erano riconducibili alla totalità cattolica (ad es. Confessio Augustana) sono stati avvelenati; lo stesso da parte protestante...Anche la regia Bloody Mary che ha mandato a morte 200 protestanti per ristabilire il cattolicesimo in Inghilterra alla fine non ha fatto altro che aumentare la diffidenza degli Inglesi....
    Anche il papa nella lettera che accompagna la remissione della scomunica ai lefevriani dice bene che la comunione chiarifica le unilateralità..Del resto se si vede come un bene il ritorno dei lefevriani che sottolineano taluni aspetti della fede cattolica che sono stati dimenticati perché non per gli altri? (anche se solo per taluni aspetti visto che su altri sono scismatici od eretici)
    Non che alla Chiesa manche qualcosa, ma alle volte è alcuni aspetti della fede sono messi in sordina....
    "Per questo lo sforzo per la comune testimonianza di fede dei cristiani – per l’ecumenismo – è incluso nella priorità suprema. A ciò si aggiunge la necessità che tutti coloro che credono in Dio cerchino insieme la pace, tentino di avvicinarsi gli uni agli altri, per andare insieme, pur nella diversità delle loro immagini di Dio, verso la fonte della Luce – è questo il dialogo interreligioso. Chi annuncia Dio come Amore "sino alla fine" deve dare la testimonianza dell’amore: dedicarsi con amore ai sofferenti, respingere l’odio e l’inimicizia – è la dimensione sociale della fede cristiana, di cui ho parlato nell’Enciclica Deus caritas est.
    Se dunque l’impegno faticoso per la fede, per la speranza e per l’amore nel mondo costituisce in questo momento (e, in forme diverse, sempre) la vera priorità per la Chiesa, allora ne fanno parte anche le riconciliazioni piccole e medie.
    Che il sommesso gesto di una mano tesa abbia dato origine ad un grande chiasso, trasformandosi proprio così nel contrario di una riconciliazione, è un fatto di cui dobbiamo prendere atto. Ma ora domando: Era ed è veramente sbagliato andare anche in questo caso incontro al fratello che "ha qualche cosa contro di te" (cfr Mt 5, 23s) e cercare la riconciliazione?
    Non deve forse anche la società civile tentare di prevenire le radicalizzazioni e di reintegrare i loro eventuali aderenti – per quanto possibile – nelle grandi forze che plasmano la vita sociale, per evitarne la segregazione con tutte le sue conseguenze?
    Può essere totalmente errato l’impegnarsi per lo scioglimento di irrigidimenti e di restringimenti, così da far spazio a ciò che vi è di positivo e di ricuperabile per l’insieme? Io stesso ho visto, negli anni dopo il 1988, come mediante il ritorno di comunità prima separate da Roma sia cambiato il loro clima interno; come il ritorno nella grande ed ampia Chiesa comune abbia fatto superare posizioni unilaterali e sciolto irrigidimenti così che poi ne sono emerse forze positive per l’insieme."
    Le scomuniche reciproche non mi sembrano [...]

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  24. aprutiensis dolens25 gennaio 2010 18:06

    devo (maxime dolens) sottoscrivere ?
    Fiat voluntas Dei !
    =-X ..... :'(

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  25. Accolgo, confermo e sottoscrivo il giusto richiamo di don Andrea: preghiamo affinchè non sia il deleterio Bruno Forte a fare ingresso in Curia romana al posto di Kasper, Dio non voglio che un giorno non ce lo ritroviamo davanti vestito di rosso...Meglio il vescovo di Ratisbona, il quale, pur non essendo un conservatore, è un insigne teologo.

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  26. Perché distrutta? cosa ha combinato là? sai essere più preciso?

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  27. «È meglio che un uomo solo muoia per il popolo» (Giovanni 18,14)
    (così disse Caifa)

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  28. caro don Andrea...
    e chi vorrà pregare per quella "povera diocesi" ?...
    ....nessuno ?.....

    « Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.
    Ora voi siete Corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte » (1 Cor 12,26-27)

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  29. Dio ci liberi da Bruno Forte....che occhietti vispi e furbi.....andremmo a protestantizzarci sempre più e a sentire le sue fumose omelie  in cui pontifica più del pontefice romano.Io lo lascerei a Chieti vasto.

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  30. DANTE PASTORELLI25 gennaio 2010 19:37

    Non solo la Chiesa Cattolica non manca "di niente", nel senso che non ha bisogno di alcun apporto altrui per esser completa, ma niente della dottrina in essa è messo in ombra.
    Le Chiese ortodosse niente aggiungono alla Chiesa; quello che di vero e santo esse conservano lo hanno ricevuto dalla Chiesa Cattolica e questo vale anche per tutti gli altri movimenti o confessioni eretici e scismatici che non han caratteristiche ecclesificanti.
    Certo la liturgia ortodossa è bellissima: ma cosa ha di più della liturgia cattolico-orientale? E della latina?
    La differenza dei riti può essere (ed in questo caso lo è) una ricchezza spirituale: ma il problema non è la diversità dei riti perfettamente cattolici, ma la dottrina in molti punti essenziali.
    Anglicani e protestanti si avvicinano alla Chiesa Cattolica? Questo è l'ecumenismo:  far capire agli eretici e scismatici i loro errori e aprir loro le braccia. La Chiesa è aperta: come si staccarono ritornino. Il Buon Pastore va alla ricerca della pecorlla smarrita, ma prima mette in salvo le altre 99. Una Chiesa vestito d'arlecchino teologico e dottrinale - una ONU di tutte le religioni - è un mostro a cui occorre tagliar la testa. Ma ci pensa Maria Santissima a schiacciargli la testa, perché quella prospettiva è diabolica.

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  31. Se cambi l'espressione del primato petrino, ne cambi la sostanza. ergo, cambi la fede cattolica in qualcosa di diverso.

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  32. Sottoscrivo pienamente quanto detto dal prof. Pastorelli: l'ONU delle religioni è Satana, solo il Cattolicesimo possiede la pienezza della Verità. No al sincretismo religioso, no anche all'ecumenismo quando sfocia nell'egualitarismo delle religioni.

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  33. Quel che mi stupisce nella parte "progressista" è l'infrangibile ottimismo. Mancano le vocazioni, anche in ordini prestigiosi come i Gesuiti, nei corridoi dei seminari si può girare in bicicletta ( mons. Maggiolini ), si accorpano le parrocchie per mancanza di preti, negli oratori che quarant'anni fa accoglievano seicento giovani adesso ce ne sono sessanta, sulle teste dei praticanti prevale il grigio... però secondo il cardinal Martini "la Chiesa non è stata mai così fiorente". Da parte sua il teologo don Vergottini ripete la reprimenda sui "profeti di sventure" e paragona il postconcilio a una giornata limpida e radiosa, contrapposta alle precedenti nebbie. Paolo VI non aveva parlato di giornata tempestosa e di "fumo di Satana" entrato nella Chiesa? Non capisco poi l'obbligo dell'ottimismo. Nell'Apocalisse, il libro che suggella la Rivelazione non si parla affatto di "magnifiche sorti e progressive", ma di sciagure e strazi d'ogni genere che segnano il cammino della cristianità fino alla fine del mondo ( e negli anni di Giovanni XXIII si arrivò a un pelo dall'apocalisse nucleare ). Oppure bisogna dire che Teilhard di Chardin ( che pure ha saputo sollevare problemi importanti ) è diventato il nuovo san Paolo? Von Balthasar in "Chi è il cristiano?" diceva di spremere pure a volontà le Scritture: non ne viene fuori una sola goccia di evoluzione!

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  34. Io ritengo che l'ottimismo sia insito nel realismo cristiano e nella lettura della storia della Chiesa. Non è un ottimismo martiniano e neanche un "il Signore ci pensa lui" ma piuttosto una constatazione che c'è una ripresa seppur faticosa, ma che se rimaniamo immersi nella pazienza la speranza trionferà! I dati ed i numeri? mah! Don Divo Barsotti da solo ha costruito una comunità di 2000 persone,Cl che numeri ha? E così via. Mai disperare ma sempre operare in "spirito e Verità".
    Matteo Dellanoce
    Ps logicamente lo spirito non è quella cosa giocosamente cogliona che piace tanto ai mellonistalberigodossettianbettazianituccianmartiniani! amici di Giuda si intende!

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  35. DANTE PASTORELLI25 gennaio 2010 21:05

    Nel mio commento precedente c'è una faccina: odio le faccine, per cui informo che sarà stato un errore di digitazione. Fra l'altro non so neppure come si inseriscano.
    Vedo che si cita don Divo. L'ho conosciuto, ha scritto qualcosa anche per il mio bollettino. Mi lega affetto paterno a qualcuno dei suoi "figli", specie a p. Serafino (ora operante vicino a Biella), che, come p. Doroteo (ora in Australia), ha iniziato con me a celebrar il rito antico.

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  36. @Flavio: " ... l'amore alla scrittura di alcuni protestanti..."
    ________________________

    Sì, ma un amore che, basandosi sul cosiddetto "libero giudizio" e negando l'autorità esegetica della Tradizione della Chiesa, giunge spesso a conclusioni moralmente e dogmaticamente aberranti ... 

    Giacché l'eresia, prima ancora di essere tale sotto il profilo spirituale, costituisce un errore della retta logica, proviamo ad applicare il principio del "libero giudizio" ad altri campi dello scibile e consideriamone le dirette conseguenze. Per esempio, senza possedere una specifica preparazione sulla materia, mi applico nella lettura di un testo di chimica; quello che ritengo di aver compreso (sia pure in buona fede) corrisponderebbe forse alle effettive nozioni della chimica?

    Temo che certi amori, gentile Flavio, se non adeguatamente sorretti su di un piano dottrinale, rischino di tradursi, per il soggetto agente, in situazioni spiritualmente assai più perniciose di quanto possa invece determinarsi, in conseguenza di un atteggiamento di agnostica indifferenza ... 

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  37. ma vi leggete?25 gennaio 2010 21:43

    Ottimismo??????????
    dal tono dei commenti,  mi viene solo paura ed orrore, altro che ottimismo.
    Ma leggete quello che scrivete, ma vi rendete conto?

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  38. Forse si tratta di superbo pregiudizio che mi impedisce di cogliere autentiche perle di predicazione cristiana, ma tendo a diffidare dei presuli che pontificano dalle pagine de "Il sole 24 ore".
    FdS

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  39. Guarda che l'idea di trovare un nuovo modo di esercitare il primato non è mia ma di papa GPII...ad esempio nella costituzione per gli anglicani il rapporto con il papa è diverso rispetto a quello che hanno i vescovi normali...
    So anch'io che il libero giudizio come portato avanti da molti protestanti crea molti problemi...ma <span>"mediante il ritorno di comunità prima separate da Roma sia cambiato il loro clima interno; come il ritorno nella grande ed ampia Chiesa comune abbia fatto superare posizioni unilaterali e sciolto irrigidimenti così che poi ne sono emerse forze positive per l’insieme" vale per tutti, non solo per la fraternità SPX..</span>
    Buona notte
    Flavio

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  40. Certi teologi ci hanno insegnato, contro tutta la tradizione cristiana e quella apocalittica precedente, che l'Apocalisse non parla affatto degli ultimi tempi! insomma: tranquilli, va tutto bene! precipitiamo verso l'Abisso col sorriso sulle labbra! sennò spaventiamo i bambini!

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  41. Ecco, ci mancava anche lo scandalizzato di rito!
    Non preoccuparti, va tutto bene: non c'è mai stata così tanta gente che va a messa convinta di quello che fa; i preti devono confessare tanta gente, i pellegrini commossi alle porte di Roma, Gerusalemme e Santiago sono ormai milioni, ogni settimana un santo diverso fonda un nuovo ordine religioso, mentre gli ordini tradizionali tra un po' fonderanno monasteri sulla Luna, per mancanza di spazio sulla terra! Seminari pieni, le diocesi devono essere divise perché hanno troppi fedeli. Ogni mese una nazione acattolica torna alla sede di Roma e il papa è costretto a visitarle, rinunciando agli impegni normali.
    Tra poco poi, Nostro Signore stesso verrà a dirci quanto siamo bravi! Evviva evviva! Va tutto bene!

    RispondiElimina
  42. Penso che i Dehoniani di oggi, c'entrino con il loro fondatore, quanto i Gesuiti ( di oggi) c'entrano con Sant' Ignazio di Loyola.
    Quindi c'è ben poco da gioire, a mio avviso, per il rinvio della causa di beatificazione di padre Léon Gustave Dehon, che tra l'altro, non credo abbia detto cose peggiori di quelle che dicevano altri Santi e Beati della Chiesa pre-conciliare. Basti ricordare San Giovanni Crisostomo.
    Certo quel linguaggio, decontestualizzato, può suonare troppo intollerante alle orecchie dell'uomo contemporaneo.  Ma a quanto pare, il processo di beatificazione era già concluso nel 2004, quindi la decisione di Benedetto XVI, non dovrebbe essere motivata da ostacoli di natura teologica. Altrimenti, significherebbe che: o la Chiesa di oggi o quella di ieri.....hanno sbagliato. E siccome quando  il Papa eleva alla gloria degli altari una persona, lo fa pronunciandosi ex cathedra, in quel momento è sicuramente infallibile.

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  43. Redazione di Messainlatino.it25 gennaio 2010 23:10

    L'orrore dello sterminio nazista è apocalittico. Certamente non è stato l'unico caso di genocidio nella storia (pensiamo agli Armeni, o a Pol Pot), però aggiunge orrore all'orrore la scientificità e lucidità con cui fu programmato, l'implacabile ferocia e allucinante crudeltà, che si abbatté perfino sui bambini, e insieme il fatto che provenisse da una delle nazioni più 'civili', che più ha dato all'arte, al pensiero, alla scienza.
    Che se ne parli sempre e comunque, e che gli Ebrei alimentino il ricordo, fa bene a tutti. Perché il virus dell'intolleranza e della discriminazione è un'idra di Lerna, sempre pronta a rialzare la testa.
    Gli internati italiani dovettero subire condizioni durissime. Ma almeno non erano destinati al macello, ad essere 'estinti', secondo la terminologia nazista, come tutti gli 'indesiderabili', ebrei in testa. Quindi non confondiamo i piani.
    Circa i numeri del genocidio: e come si farebbe a dire che non furono 6 milioni? A parte che, fossero stati 600.000, non cambierebbe poi troppo la gravità della tragedia, in ogni caso quella cifra, per quanto approssimativa, è stata calcolata con criteri attendibili: ossia facendo la differenza tra quanti Ebrei c'erano prima della guerra, e dopo. Sistema molto più verosimile che calcolare il diametro delle canne fumarie dei forni crematori e simili cretinate da negazionisti.

    RispondiElimina
  44. Credo che l'ottimismo cristiano debba prescindere dalle cifre: il cristiano parte per l'evangelizzazione già contento, perché ha scoperto la perla preziosa o il tesoro nel campo,e vuole far festa con gli amici. Il nostro è un ottimismo metafisico; sappiamo che i nostri nomi sono scritti nei cieli, e che il Signore è andato a prepararci un posto, e verrà a servirci a mensa. D'altra parte, il Signore invia però anche dei profeti di sventura al Suo popolo, perché si ravveda; anzi, guai se il profeta non gridasse giorno e notte contro i peccati del popolo, peccati anche liturgici e di mancata aderenza. Se il profeta compie il suo ruolo di lamentatore, il Signore gli promette che avrà la vita. Fin qui parti diverse della Bibbia.
    Teologicamente, sappiamo che dobbiamo proclamare la Verità; se la verità della Chiesa è che è malmessa, lasciateci piangere; forse qualche pastore darà ascolto al pianto dei fedeli di sempre, e il nostro ruolo profetico (oh, quanto questo termine viene abusato oggi!) donatoci da Lui, verrà riconosciuto da loro.

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  45. Redazione di Messainlatino.it25 gennaio 2010 23:12

    Per favore, segnalateci, scrivendo a redazione@messainlatino.it, sulla gestione della sua diocesi da parte di mons. Bruno Forte 

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  46. Sì, la Ut unum sint. Anche se Pastorelli e altri mi bastoneranno, io mi chiedo: poteva il papa, nel senso di "aveva il diritto", di mettere in discussione il suo primato, che gli viene da duemila anni di tradizione ininterrotta? specialmente, direi, se la sua parola non era rivolta come preghiera a Dio solo, ma a degli interlocutori umani come lui. Ovvero: si può mettere in discussione il proprio ruolo non con Chi te lo ha dato, ma con altri? E perché, poi? Gli Anglicani che vogliono tornare a Roma non hanno scelto per cedimenti della Chiesa cattolica, ma per motivi interni loro: non potevano più accettare donne "prete", matrimoni omosessuali, eccetera.
    Ho l'impressione che in una ventata di ottimismo che scambi per cristiano, tu metta sullo stesso piano discussioni di dogmi (primato petrino) e abitudini confermate dall'esperienza (celibato). Ora, se il celibato è un usus (si dice così), il primato tocca le radici stesse della fede cattolica. Checché ne dicesse Giovanni Paolo II, io ti avverto da fratello: stai attento! Per tirare dentro tutti, non uscirtene tu!

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  47. L'emoticon era un punto interrogativo.

    RispondiElimina
  48. Non sono per niente d'accordo, la Chiesa è una vita non una raccolta di dogmi! Il fatto che nella Chiesa Cattolica vi sia tutta la verità non implica che i membri della stessa la vivano pienamente: la chiesa è divino-umana, la parte umana può anche venire meno su certi aspetti. Pensare che il pre concilio era "il migliore dei mondi possibili"o che l'incontro con altre tradizioni non abbia qualcosa da insegnarci è ideologia (la verità è tutta mia). Le chiese orientali hanno al centro della loro vita la liturgia, la chiesa cattolica no e da secoli (Mosebach stesso dice bene che a Trento la liturgia l'hanno conservata ma non si sono fidati, non l'hanno messa al centro): se ci fossero state anche loro al Concilio e nel post concilio stai sicuro che la riforma liturgica sarebbe riuscita meglio! e non solo la riforma liturgica!
    Io ho seguito un uomo da cui ho imparato che l'ecumenismo è far venire fuori il vero di tutto ciò che ho davanti. In fondo solo il cattolicesimo può farlo proprio perchè cattolico, universale. Ma questa autosufficienza la trovo terribile. In fondo un certo ecumenismo facilone non è che che l'opposto di quest'atteggiamento. La fede consapevole di sè non ha paura di valorizzare l'altro che incontra sulla strada.  Non ha bisogno di dirgli: devi diventare come me. Se no si confonde il necessario con le cose secondarie. Se guardiamo tutti a Gesù ci ritroveremo tutti alla fine!
    P.S. sia chiaro che non sono per l'arlecchino teologico e dottrinale. Ma, ad esempio, non è che siccome non hanno mai definito la presenza reale come "transustanziazione" gli orientali non ci credano. L'importante è la presenza reale, non la parola filosofica che lo definisce (anche se può essere utile in certi frangenti). Esempi così ce ne sono moltissimi....
    Mi sembra che la fede di papa Ratzinger sia cosi grande da abbracciare tutti, dalla fraternità S. Pio X (perche anche loro assolutizzano alcuni particolari, veri, a discapito della totalità) agli "eretici".

    Capisco che si venga da 40 anni di gran casino, ma non si può tornare indierto: Dio non permette le cose a caso. Il travaglio di questi anni servirà ad un discernimento di quanto resiste al passare del tempo rispetto alle mode. Sicuramente sarà qualcosa di più ancorato alla tradizione ininterrotta, ma non sarà come prima.

    Scusate il tono ma alle volte un certo modo di intendere la tradizione mi pare affetto da una certa superbia e tutto preso ad andare a vedere l'errore e non il vero. Perchè noi siamo fatti così, Gesù prima abbracciava i peccatori, poi li correggeva....molti di voi lapiderebbero la peccatrice o quell'eretico di Santo Stefano....
    In comunione
    Flavio

    RispondiElimina
  49. @ Flavio: " ... non solo per la fraternità SPX.. "
    ______________________________

    Se me lo permette, a meno che Lei non consideri di carattere "dogmatico" i documenti di un Concilio che, per sua stessa definizione, ha rivestito natura semplicemente "pastorale", la Sua considerazione non mi parrebbe calzante; ciò attesa la natura dottrinale assolutamente "cattolica" della FSSPX.

    D'altro canto, con riferimento ai protestanti, mi parrebbe alquanto improprio un affievolimento concettuale di fondamentali questioni "de Fide", attraverso una loro contemplazione quali semplici "... posizioni unilaterali ... " od " ... irrigidimenti ..." ...

    Buona notte anche a Lei.

    RispondiElimina
  50. DANTE PASTORELLI26 gennaio 2010 00:08

    Dove ho mai sostenuto che i cattolici romani vivano pienamente la loro fede? E' un discorso che proprio non ho affrontato. La stessa cosa si può dir degli ortodossi. E non fo esempi, basti pensare alle lotte fra le varie "fazioni religiose" in Medio Oriente ed ai corpo a corpo che si son visti alla TV con croci e candelieri usati come armi.

    Io mi sono limitato a sottolineare come la Chiesa Cattolica contenga innegabilmente tutta la Verità che le altre confessioni posseggono parzialmente e spesso ormai solo marginalmente (sette protestanti). In questo senso non hanno niente che la Chiesa non abbia già e niente possono aggiungere alla sua perfezione. Una Chiesa da perfezionare è la negazione della Chiesa Cattolica. Quanto all'aspetto umano, mi sembra d'aver sempre scritto che i membri della Chiesa, dal più alto al più basso, son peccatori. Santa la Chiesa nella sua essenza, nella sua divina costituzione, nel suo capo invisibile, nella roccia su cui posa, nei suoi sacramenti che santificano, nella sua dottrina ecc, ma peccatrice nei suoi uomini.Non la Chiesa ma i membri della Chiesa son perfettibili e devono convertirsi e sforzarsi di migliorare.

    Inoltre, anche nell'ambito liturgico mi sono limitato ad indicare che la bellissima liturgia ortodossa non ha niente di più, nella sostanza, del rito latino e che, comunque, quella ricchezza è già nella Chiesa e nel rito latino e nel rito cattolico orientale.
    Non si tratta di autosufficienza nel senso di superba chiusura, ma semplicemente dico che la Chiesa di Cristo è interamente nella Chiesa Cattolica, in essa si identifica ed in essa si esprime. Fuori è mutila: e ciò ch'è mutilo è malato e la malattìa può esser  guarita soltanto dal medico Chiesa Cattolica.

    Mai ho negato che si debba valorizzare ciò che di positivo si trovi nell'esperienze di vita, ad esempio ascetica, delle Chiese ortodosse: ma dove la mettiamo l'esperienza di vita ascetica della Chiesa Cattolica? E la vita ascetica delle esperienze ortodosse non esiste già nel cattolicesimo orientale?
    I dogmi? Essi sono la Verità espressa in definizioni: in essi è la vita della Chiesa, sono essi stessi la vita della Chiesa, sono radici, fusto e chioma.

    La chiusa con la lapidazione della peccatrice e di S. Stefano è incomprensibile ad un pover uomo. La peccatrice si gettò ai piedi di Gesù, perché era pentita e Gesù le disse: alzati, va' e non peccare più. Ed il lebbroso si gettò ai piedi di Gesù, come il centurione che lo pregò di salvare il suo servo: l'uno fu mondato e l'altro - Domine non sum dignus - vide guarire il servo perché ebbero umiltà, piena consapevolezza della loro incapacità e della miseria delle loro forze personali e delle forze naturali, e fede nella divinità e nell'onnipotenza di Cristo a cui fiduciosamentre s'abbandorano. E chi, qui, ha mai parlato di "quell'eretico di S. Stefano"?
    Anche in tal campo mi sembra d'aver detto che la Chiesa ha le braccia aperte e che il buon pastore va alla ricerca della pecorella smarrita.

    A volte, leggendo certi commenti mi mi vien da pensare che qualcuno segua un suo pensiero e, senza riflettere su quel che scrivon gli altri, ne distorcon l'opinione seguendo un proprio filo logico-illogico che ripetono ossessivamente da un intervento all'altro.

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  51. DANTE PASTORELLI26 gennaio 2010 00:12

    Di santi che hanno avuto posizioni di antigiudaismo teologico ve ne son tanti. Che si fa? Li cancelliamo dal calendario e dichiariamo fallibili i Papi che li han canonizzati?
    E a proposito di antisemitismo, perché non parlar d'antisemitismo quando si fa strage di arabi, anche cristiani? Non sono forse anch'essi semiti?

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  52. No, coloro che opprimono gli arabi, sono il "Popolo eletto di Dio", il "popolo dell'Alleanza", e tutti coloro che non sono d'accordo con loro sono razzisti e nazisti.

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  53. Anche io ho l'impressione di venir letto con una lente deformata...è questo che fa un po'arrabbiare...E' che l'insistenza sul piano dogmatico (vera, eh!) fa perdere di vista che la vita della chiesa è divino umana e quindi soggetta (fino ad un certo punto, poi lo Spirito Santo per fortuna interviene...) ad alti e bassi....Sono d'accordo sulla sostanza, mi spaventa un po' il metodo...preferisco papa GPII che aveva nostalgia di respirare a due polmoni...Oppure pensa ad un uomo sposato la cui moglie se ne vada non per sua colpa, in sè lui non ha sbagliato niente, ma non è che lui possa dire se n'è andata amen, sono fatti suoi....In fondo l'incidenza, nella storia è data dall'unità, dalla comunione. Questo non vuol dire confondere il vero con falso...
    poi con gli ortodossi abbiamo anche noi un sacco di colpe...il legato papale che ha scomunicato ilpatriarca senza chiederlo al papa...la crociata dirottata su Costantinopoli.. ecc. Mettersi in discussione davanti al Signore Gesù fa capire più in profondità quello che siamo e magari fa anche capire che ci sono questioni secondarie che non è necessario ricihedere a tutti..vedi "forma"  del primato...
    Mi permetto ancora una cosa... prima dell'umiltà dei peccatori c'è lo sguardo di Gesù che li ha amati quando ancora erano peccatori...non li ha amati perchè erano umili, lo sono diventati perchè si sono lasciati amare da lui, il primato è Suo...
    Con cordialità scusandomi per le incomprensioni
    Flavio

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  54. ciò mi ricorda molto quel che accadeva a scuola negli anni '70-'80: se mostravi di essere legato/a ad una condotta e a principi morali tradizionali, o di amare la musica classica, o di non gradire le proteste di piazza con urli e slogan...venivi etichettato immediatamente come FASCISTA !

    RispondiElimina
  55. <span>Non mettere in discussione il primato, solo la forma di esercizio...il dato divino è la necessità di un punto di unità, non come è stato esercitato negli ultimi 500 anni...
    </span>
    <span>Sul primato anche papa Ratzinger ha detto che agli ortodossi non si può chiedere di più di quanto accettavano nel I mullennio...del resto il dogma parla di infallibilità per quanto attiene alla fede ed alla morale...ti pare possibile che il papa nomini il patriarca di Mosca? Al massimo gli potrà chiedere la piena comunione....  
    Inoltre io non penso assolutamente che sia necessario cedere su punti di fede...se leggi la dichiarazione congiunta sulla giustificazione, un sano dialogo fa scoprire che eliminando unilateralità da entrambe le parti c'è un modo più vero di riconoscere la fede comune: hanno eliminato il problema del "sola fide", mica bruscolini... ma non è che la fede si difende solo cercando su ogni argomento il punto di vista più "contro" gli altri....  
    In comunione  
    Flavio</span>

    RispondiElimina
  56. Egregio Professor Pastorelli,
    io conosco don Divo per le sue opere! San Paolo sta ripubblicandone alcune. Mi sembra che ci sia una chiara dimostrazione di come si debba intendere la Chiesa e l'autonomia dei laici!
    Un uomo strepitoso, un sacerdote strepitoso! Ho sentito Padre Serafino a Radio Maria ed in merito agli islamici diceva più o meno che vanno convertiti! Ottimo!
    Matteo Dellanoce
    PS Per i menagramo che tutte le volte che scrivono c'è da romanamente "grattarsi" consiglio la lettura di Divo Barsotti, meditazioni sull'Apocalisse, San paolo!

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  57. DANTE PASTORELLI26 gennaio 2010 10:33

    Eppure mi sembrava d'aver sottolineato e  l'aspetto divino e l'aspetto umano della Chiesa.
    Io insisto sulla perfezione della Chiesa in quanto detentrice di tutta la Verità che non può da nessun'altra confessione cristiana esser perfezionata, e mi si risponde con le "colpe" della Chiesa, meglio dei suoi uomini, e giù con la tiritera delle crociate, delle scomuniche ecc. La Chiesa orientale si riunì alla Chiesa Cattolica nel Concilio di Firenze, riconoscendosi in errore teologico, e a me questo interessava mettere in luce: i fatti umani, per quanto dolorosi, son superabili, le eresie vanno discusse e ritrattate con accettazione piena della verità.
    Quanto alla "forma" del Primato non c'è niente da rivedere: se si tocca la forma si tocca la sostanza del dogma.
    Che il Primato sia di Gesù, chi lo nega? Dio ama tutti, ma sono gli uomini che devono corrispondere a questo amore. Infatti, sono i peccatori che, sentendone parlare in modo eccelso, sono corsi da Gesù.
    Ed hanno anche fatto penitenza. Al lebbroso Gesù dice di andare dai sacerdoti, secondo la Legge mosaica, perché fosse dichiarato puro, e ne seguissero le cerimonie di purificazione delle vesti e della casa, con i prescritti sacrifici (Lev. XIV): ma gli ricorda anche che deve portare un dono a quei sacerdoti.
    Bene quel dono è la "soddisfazione": Dio ci perdona ma esige i suoi diritti come nessun altro. Noi dobbiamo gettarci ai piedi del sacerdoti perché in persona Christi ci mondi dalla lebbra del peccato, ma dobbiamo fare la penitenza, il dono della soddisfazione alla Giustizia.

    L'essersi lasciati amare da Gesù, l'essersi abbandonati in lui con fiducia, l'aver riconosciuto la propria incapacità di risanarsi in virtù delle proprie forze e d'esser guariti grazie a cure naturali, non è forse un imnmenso segno di umiltà? Senza umiltà non c'è amore.
    Nell'anti-purgatorio dantesco non cresce pianta che non sia il giunco: ogni altra pianta sarebbe stroncata sotto il batter delle onde se di fusto duro, perderebbe le foglie se chiomata: il giunco si piega per tornare a svettare.

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  58. In attesa di sapere qualcosa, insieme alla Spett.le Redazione, della gestione della sua diocesi da parte di mons. Bruno Forte, mi permetto di parteciparvi la mia esperienza. L'ho conosciuto a Napoli, quando era ordinario di teologia dogmatica nella Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale di cui è stato anche preside. Studiavo nell'annesso I.S.S.R. e alcuni esami li ho preparati anche su qualche suo testo. Ne ricordo uno: Gesù di Nazaret, storia di Dio, Dio della storia, San Paolo, Cinisello Balsamo 1985. Fare il verso a Sant'Agostino è un tipico vezzo "fortiano". In quarta di copertina c'è un benevolo commento del card. Kasper che già venticinque anni or sono lo considerava un suo discepolo e l'ha voluto come consultore nel Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani. Ero presente anche alla sua ordinazione episcopale, celebrata nel Duomo di San Gennaro dall'allora cardinale Ratzinger l'8 settembre 2004. Fù lo stesso, nel mentre divenuto Sommo Pontefice, ad imporgli il pallio di arcivescovo nel giungo del 2005. Qualche pettegolezzo episcopale racconta di una certa insofferenza dei suoi confratelli agli interventi che fà nei vari consessi, in quanto sembra non riesca mai a liberarsi da una supponenza professorale piuttosto indisponente. A mio modestissimo parere è il tipico figlio dello spirito del Concilio. Nei suoi testi e nelle sue lezioni la distinzione tra Chiesa pre e post conciliare è onnipresente. Mi ha però molto meravigliato la sua opposizione alla liberalizzazione del rito gregoriano voluta dal Papa, di cui mi è sempre sembrato molto devoto e riconoscente.

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  59. Sembra proprio che non ci si capisca...io parlo di vita della chiesa e mi risponde con Verità...in fondo un'idea (giusta...)

    <span>@ Quanto alla "forma" del Primato non c'è niente da rivedere: se si tocca la forma si tocca la sostanza del dogma.  </span>

    non è l'idea degli ultimi due papi...

    quando si parla di forma si parla di curia romana, nomina dei vescovi, ecc. 800 anni fa non era così e 1500 ancor meno...
    Cordialimente
    Flavio

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  60. DANTE PASTORELLI26 gennaio 2010 12:34

    E' chiaro che usiamo un linguaggio diverso. Una cosa è la "forma" un altro gli strumenti che si usano per esporre ed  applicar un dogma.
    Non mi sembra che gli ultimi Papi abbiano nulla mutato nel dogma dell'infallibilità e del Primato di Pietro: hanno accennato ad una possibilità di studiare modalità di esercizio. Ed anche in questo bisogna andar cauti, perché se le modalità son errate o ambigue o lassiste si rischia la disgregazione della Chiesa. Ché gli orientali mirano ad un primato d'onore e ad una totale indipendenza giuridica.

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  61. DANTE PASTORELLI26 gennaio 2010 13:09

    <span>alcuni aspetti della fede sono messi in sordina....  </span>
    ...................

    Non l'ho scritto io. Aspetti della fede nel mio linguaggio sono elementi, principi della Fede.
    Se poi per te significano modi di vivere la fede questo riguarda le persone, i membri della Chiesa, non la Chiesa in sé. Come riguarda ortodossi, protestanti, musulmani, atei ecc.

    RispondiElimina
  62. DANTE PASTORELLI26 gennaio 2010 13:13

    Don Divo non apprezzava l'idea di modifiche alle modalità di esercizio del Primato. Fu una delle prime domande che gli posi.

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  63. DANTE PASTORELLI26 gennaio 2010 13:23

    Molto bene. Il cattolico è ottimista nel senso che possiede e deve alimentare giorno per giorno la virtù della speranza. Lo sguardo attento e la constatazione del male che esiste anche nella Chiesa, nei suoi membri intendo, traditori della verità e della moralità, deve spronarci all'azione: la disperazione non è cattolica, anzi, è gravissimo peccato.

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  64. OK, come in molti casi siamo molto più d'accordo che in disaccordo.....
    In comunione
    Flavio

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  65. Il dato divino? e come fai a conoscere il dato divino? e poi, se dici così, allora dov'era negli ultimi 500 anni lo Spirito Santo? in vacanza, magari in Tibet?
    credo che il dato divino, ricalcando quello che dici tu (ma come parli?), è la necessità di un punto di verità. l'unità viene dopo; d'altro canto Gesù non ha detto che era venuto a portare la spada, cioé la divisione? la verità crea divisione, perché le tenebre non l'hanno accolta. Io mi rifaccio a questo dato divino, disceso direttamente dal Nuovo Testamento.
    Credo poi che tu non conosca bene la struttura della Chiesa cattolica: i patriarchi orientali in comunione con Roma, ad esempio i maroniti, eleggono da sempre per conto loro i propri capi e vescovi, senza che il papa ci metta il becco; la comunanza con i Cattolici orientali è sulla dottrina, che so, il filioque, il pane azzimo nella messa latina, la teologia, il canone dei libri biblici, il celibato dei preti latini, il primato non solo d'onore ma sostanziale dato al Vescovo di Roma. Su questo gli ortodossi non vogliono cedere! Anzi, peggio, non sai che ai cattolici che si fanno ortodossi impongono di ricelebrare il battesimo perché per loro non è valido nessun sacramento celebrato da eretici? perché in fondo, per loro, noi siamo questo. Tralasciamo poi il discorso che le Chiese autocefale ortodosse di oggi non sono eredi dell'universalismo bizantino, in cui il Patriarca di Costantinopoli aveva un valore che ora non ha più (e poi dovremmo essere noi a cambiare? che tornino loro a 500 anni fa!).
    Ultima domanda: noto un accenno all'unità e alla comunione che mi pare molto focolarino. E' solo una mia impressione?

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  66. <span>Certo, perché invece il genocidio comunista non fu scientifico, non fu lucido nello sradicare la fede, non usò i bambini per distruggere le famiglie. Fu solo una distrazione, lunga 70 anni.</span>
    <span>Non vennero affogati 9000 monaci ortodossi nel Don ghiacciato. non venne impedito di celebrare messe. i maestri di scuola non circuirono i bambini che conoscevano il Padre nostro così da svelare la fede nascosta dei genitori. interi popoli, come i Tatari di Crimea, non vennero deportati -a piedi- nel deserto dell'Asia centrale. non si organizzò a mente lucida il genocidio del popolo ucraino (1920-1930) tanto che abbiamo testimonianze di cannibalismo.</span>
    <span>Aggiungiamo l'appendice polpotiana o lasciamo perdere?</span>
    <span>Comunque sia, qua non si discutono i crimini nazisti. si nega che il comunismo sia stato anche solo un po' migliore.</span>

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  67. Non solo. pare che geneticamente gli ebrei dell'epoca di Gesù siano i Palestinesi, che si sono fatti cristiani e musulmani tra quarto e settimo secolo; gli Ashkenazim sono sicuramente discendente del popolo Khazaro, della Transcaucasia, che si fece ebreo tra VIII e X sec. e si disperse in Europa orientale dopo la distruzione del regno operata da Tamerlano; i Sephardim, originari della Spagna, pare fossero tribù berbere convertite dai rabbini, quando la fede ebraica faceva proseliti (lo attesta anche Gesù nel Vangelo...) come testimoniano anche le tribù ebree nere dell'Africa subsahariana, del Sudafrica e soprattutto i Falascià etiopici, che fenotipicamente non hanno nulla di "semitico".

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  68. Ritengo che se la Chiesa cattolica è arrivata a far nominare i vescovi alla curia e al papa è perché ha scoperto che troppi altri (nobili, imperatori, ricconi, eretici) avevano interesse in nomine lasciate troppo libere. mi pare abbastanza irresponsabile cambiare usanze che hanno il loro motivo. troppo spesso dimentichiamo che la Chiesa è una signora con duemila anni di storia: ricca d'esperienze, insomma. come era fino a pochi decenni fa, ai vecchi si dà ascolto perché hanno qualcosa da insegnare sulla base della loro esperienza, e non si criticano. il tempo, che è medico e galantuomo, ci aiuterà a capire quanto, quanto, quanto avessero ragione. e quanto abbiamo fatto bene a star zitti!

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  69. <span><span>Bartimeo, guarda che anche secondo me i musulmani vanno convertiti; tuttavia, come ben sai, un conto è convertirli, un conto è riconoscere loro che oggi sono sotto bersaglio da parte di potenze che osano definirsi cristiane.</span>  
    <span>Se poi il menagramo sono io, bene, preferisco credere a come l'Apocalisse venga letta da sempre, piuttosto che alle ultime meditazioni,anche se magari mi alienerò Pastorelli. mi consola, nel mio piccolo, poi, che se a me un Bartimeo dà del menagramo grattatore, ai pastorelli di Fatima il beato Giovanni XXIII diede dei profeti di sventura; infine, l'epiteto di menagramo rivela sull'affibbiatore più di quanto si pensi: il cristiano non dovrebbe essere contento se Gesù è escatologicamente vicino? Il Signore stesso non dice di quel momento (cito a memoria) gioite e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina? altro che menagramo! Maranathà!</span></span>

    RispondiElimina
  70. DANTE PASTORELLI26 gennaio 2010 19:05



    M'erano sfuggiti alcuni commenti sul Primato. Ma prima voglio rispondere a NIKE: io non bastono nessuno, sono un mite. A volte le parole possono sembrar dure, ma non lo è l'animo.
    Il Papa non può modificare la sostanza del Primato e deve stare, ma l'ho già detto, molto attento a modificarne le modalità d'esercizio perché c'è il rischio dello scatafascio. Già ora l'ubbidienza al Papa esiste per lo più solo nominalmente. La desistenza dell'Autorità di questi quarant'anni è evidente anche ai ciechi.


    Il CIC è chiarissimo nel definire il Primato Petrino:

    Can. 331 - Il Vescovo della Chiesa di Roma, in cui permane l'ufficio concesso dal Signore singolarmente a Pietro, primo degli Apostoli, e che deve essere trasmesso ai suoi successori, è capo del Collegio dei Vescovi, Vicario di Cristo e Pastore qui in terra della Chiesa universale; egli perciò, in forza del suo ufficio, ha potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla Chiesa, potestà che può sempre esercitare liberamente.


    Tutte le Chiese particolari sono soggette alla giurisdizione del papa: ed è questa giurisdizione che conferma e avvalora il potere degli stessi vescovi nella loro diocesi (can. 333).

    Alle Chiese orientali non si può chiedere niente di più di quel che era richiesto nel primo millennio? La comunione non può esser solo di fede, ma anche di giurisdizione e di governo, in caso contrario è il Primato stesso che viene distrutto. Questo non esclude che si possa lasciar agli episcopati orientali la possibilità, ad es.. di stabilire rose di candidati all'episcopato da sottoporre al Pontefice, tramite commissioni vaticane oculatamente costituite.

    Insomma non si può pretendere che le chiese latine particolari siano strettamente legate giuridicamente alla S. Sede e quelle orientali restino autocefale.
    La via della confederazione di chiese particolari porta alla rovina. Poi, giacché noi non abbiamo alcun potere, i Papi faccian quello che credono, ma voglio veder quando si arriva al dunque dei fatti: verba volant, anche se talvolta anche per i Papi il silenzio sarebbe d'oro.

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  71. Credo anch'io. Se non sbaglio nell'età moderna i papi potevano controllare solamente l'elezione dei vescovi in Italia, con esclusione della Legazìa di Sicilia, in mano al re di Napoli: il Sacro Romano Imperatore, il re di Francia e il re di Spagna proponevano rose di tre candidati al sommo pontefice. Per quanto riguarda la Penisola Iberica, poi, gli stessi ordini religiosi erano spaccati: lo so per certo a proposito dei Carmelitani Scalzi, divisi in Congregazione di Spagna (Pen. Iberica e Americhe) e d'Italia (resto del mondo), abolite solo nel corso dell'Ottocento e confluite nell'attuale OCD; ma credo valesse anche per altri ordini. Stessa cosa può dirsi per la Santa Inquisizione: quelle spagnola e francese in mano al re, quella veneziana fortemente autonoma (come insegna il caso di Sarpi). Insomma, l'Ottocento, anche grazie a Napoleone e ai nemici della fede, ci ha permesso di riportarci ad una solida unità intorno al papa, che permise al cattolicesimo di essere fortemente missionario (Africa, Oceania, Europa stessa) sotto la diretta spinta delle congregazioni vaticane. Forte missionarietà definitivamente distrutta dal Concilio Vaticano II e dalla sua apertura al mondo e all'ecumenismo.
    Insomma: come si può riproporre ancora una volta la divisione, camuffata da confederazione? non si capisce che va a scapito della missionarietà? gli ortodossi, così autonomi, sono forse più missionari di noi? a me non pare proprio!

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  72. Egregio Nike,
    generalmente quando mi rivolgo a qualcuno lo faccio iniziando il post con il nome del soggetto. Altrimenti mi riferisco o ad un anonimo o ad una serie di anonimi. Quindi il menagramo non era rivolto a Lei.
    Le consiglio viavamente Barsotti nel commento all'apocalisse! Un libro che permette di comprendere appieno ad esempio il significato della storia.
    Poi faccia come crede!
    Io sono d'accordo con il Primato Petrino come lo indica il Prof. Pastorelli!
    Quindi non capisco il post del Prof. Pastorelli su Barsotti ed il primato petrino.
    Matteo Dellanoce
    Nike...poi se non riesce a leggere a volte in maniera spiritosa ciò che viene scritto mi spiace! Mi ricorda quell'atteggiamento prodiantettamanzianbindian che fa tutto così serio!

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  73. DANTE PASTORELLI26 gennaio 2010 20:56

    Semplice: era stato evocato don Divo. E mi son ricordato di un particolare. In un incontro gli chiesi cosa pensasse di una modifica nell'esercizio del ministero petrino di cui ormai si parla da tempo, e lui mi rispose che a Roma di modifiche ne avevan già fatte troppe.


    Quello che ho scritto è il limite massimo a cui, forse, si potrebbe giunger senza minare la sostanza del Primato. E non è detto ch'io sia nel giusto.

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  74. Ma tutti questi 'intervenuti' lo sanno che Joseph Ratzinger nella prima sessione del Vaticano II ha scritto insieme con Karl Rahner (sì, proprio lui) due schemi di costituzione (il De fontibus revelationis e il De ecclesia) che, con l'appoggio dei vescovi tedeschi, olandesi etc., avrebbero dovuto sostituire quelli preparati sotto la supervisione del Sant'Uffizio (Ottaviani) e che si trovavano ovviamente mille miglia lontano dalla teologia post tridentina della Curia Romana?

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  75. DANTE PASTORELLI26 gennaio 2010 23:00

    Non siamo ancora ringrulliti ed abbiamo buona memoria.

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  76. Caro Dante, perchè non ti procuri, in qualche modo, il testo della relazione di mons. Bruno Forte, membro della commissione mista internazionale per il dialogo tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse che nell'isola di Cipro, dal 16 al 23 ottobre del 2009, ha discusso sul primato petrino (il blog di Sandro Magister dice ben poco!). Fanne un'analisi teologica e ne scoprirai delle belle! Per la gloria personale ha svenduto il PRIMATI! VERAMENTE "quem Deus avertat!"

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  77. Sì, da qul che si sa, Ratzinger era su posizioni estremamente moderniste. può anche darsi che i vent'anni al dicastero della dottrina della fede e questi ormai 5 anni di pontificato siano segno di una grandissima messinscena; tuttavia, da quanto so io, le persone di solito, se sono oneste con se stesse, cambiano idea nel corso della vita. Ratzinger sbagliò, ma mi pare che abbia effettuato almeno un parziale e sincero cambio di rotta, o no?

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  78. <span>Sì, da quel che si sa, Ratzinger era su posizioni estremamente moderniste. Può anche darsi che i vent'anni al dicastero della dottrina della fede e questi ormai 5 anni di pontificato siano segno di una grandissima messinscena; tuttavia, da quanto so io, le persone di solito, se sono oneste con se stesse, cambiano idea nel corso della vita. Ratzinger sbagliò, ma mi pare che abbia effettuato almeno un parziale e sincero cambio di rotta, o no?</span>

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  79. Per l'ultima domanda, sì, è solo una tua impressione. per il resto non penso che lo Spirito Santo sia andato in pensione, per nulla....Solo che penso che la chiesa che vive la fede è fatta di uomini, che possono interpretare ed anche non approfondire del tutto il dato divino (immutabile perchè viene da Dio)... nel post più in basso c'è il mio pensiero (che mi pare quello della Chiesa, per la verità...) sull'ecumennismo come incontro con l'altro che ha, anche se solo su un particolare (se non è "cattolico") nel senso detto, qualcosa da "insegnarmi".
    Devo dire che non amo molto questa modalità di discussione perchè espone a fraintendimenti e litigi...mi sembra che emergano di più posizioni preconcette che un vero amore a carire chiè l'altro....(ps non è riferito a te ma in generale...).
    Ti consiglio di leggere la dichiarazione sualla giustificazione è molto bella nel chiarire cosa le due parti condannano e come le condanne non colpiscano il cuore della dottrina ma solo le estremizzazioni (da entrambe le parti!)..
    In comunione
    Flavio

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  80. <span>Ciò che dici è vero...prova a leggere qs libro del beato Rosmini...l'ho trovato molto interessante! 
     
    Da wikipedia 
    Delle cinque piaghe della santa Chiesa [modifica] 
     
    Di particolare interesse fu la sua opera "Le cinque piaghe della santa Chiesa", scritta nel 1832 e pubblicata nel 1848, in cui l'autore, per il coraggio e la lungimiranza di alcune sue idee sulla riforma della Chiesa, sembrò precorrere il Concilio Vaticano II. Per tale ragione l'opera fu messa all'indice sin dal 1849 e ne scaturì una polemica nota col nome di "questione rosminiana". 
    Papa Paolo VI, in un'udienza concessa alle suore rosminiane disse a proposito di Rosmini: 
    « ...i suoi libri sono pieni di pensiero, un pensiero profondo, originale che spazia in tutti i campi: quello filosofico, morale, politico, sociale, soprannaturale, religioso, ascetico; libri degni di essere conosciuti e divulgati...È stato anche un profeta: Le Cinque piaghe della Chiesa (una volta la chiesa non aveva piacere che si mettessero in luce le sue mancanze, le sue debolezze). Lui, per esempio, previde la partecipazione liturgica del popolo...Tutti i suoi pensieri indicano uno spirito degno di essere conosciuto, imitato e forse invocato anche come protettore dal Cielo. Ve lo auguriamo di cuore... » 
     
    L'opera è suddivisa in cinque capitoli (corrispondenti ciascuna ad una piaga, paragonata alle piaghe di Cristo). In ogni capitolo la struttura è la medesima: 
    un quadro ottimistico della Chiesa anticasegue un fatto nuovo che cambia la situazione generale (invasioni barbariche, nascita di una società cristiana, ingresso dei vescovi nella politica)la piagai rimedi. 
     
    Prima piaga. È la divisione del popolo dal clero nel culto pubblico. Nell'antichità il culto era un mezzo di catechesi e formazione e il popolo partecipava al culto. Poi, le invasioni barbariche, la scomparsa del latino, la scarsa istruzione del popolo, la tendenza del clero a formare una casta hanno eretto un muro di divisione tra il popolo e i ministri di Dio. Rimedi proposti: insegnamento del latino, spiegazione delle cerimonie liturgiche, uso di messalini in lingua volgare. 
    Seconda piaga. Insufficiente educazione del clero. Se un tempo i preti erano educati dai vescovi, ora ci sono i seminari con "piccoli libri" e "piccoli maestri": dura critica alla scolastica, ma soprattutto ai catechismi. Rimedio: necessità di unire scienza e pietà. 
    Terza piaga. Disunione tra i vescovi. Critica serrata ai vescovi dell'ancien règime: occupazioni politiche estranee al ministero sacerdotale, ambizione, servilismo verso il governo, preoccupazione di difendere ad ogni costo i beni ecclesiastici, "schiavi di uomini mollemente vestiti anziché apostoli liberi di un Cristo ignudo". Rimedi: riserve sulla difesa del patrimonio ecclesiastico, accenni espliciti di consenso alle tesi dell'Avenir sulla rinunzia alle ricchezze e allo stipendio statale per riavere la libertà. 
    Quarta piaga. La nomina dei vescovi lasciata al potere laicale. Rosmini compie una approfondita analisi storica sull'evoluzione del problema e critica i concordati moderni con cui la S. Sede ha ceduto la nomina al potere statale (e, accenna prudentemente, per avere compensi economici). Rimedi: non è molto chiaro, propone un ritorno all'elezione dei fedeli. 
    Quinta piaga. La servitù dei beni ecclesiastici. Rosmini sostiene la necessità di offerte libere, non imposte d'autorità con l'appoggio dello Stato, rileva i danni del sistema beneficiale, propone la rinuncia ai privilegi e la pubblicazione dei bilanci. 
     
     
    P.S. lo so che Rosmini può essere, in una certa mentalità tacciato di "modernismo", ma non è che chi cerca la riforma e nuove vie lo faccia per forza fuori della tradizione. Lui [...]

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  81. Per l'interpretazione del canone di Pastorelli
    Udienza Generale — 24 Febbraio 1993 GPII


    La definizione del Vaticano I, tuttavia, non attribuisce al Papa un potere o un compito di interventi quotidiani nelle Chiese locali; essa intende escludere soltanto la possibilità di imporgli delle norme per limitare l'esercizio del primato. Il Concilio lo dichiara espressamente: «Questa potestà del sommo pontefice è del tutto lontana dall'impedire l'esercizio di quella potestà di giurisdizione episcopale ordinaria e immediata, con cui i vescovi, i quali posti dallo Spirito Santo (cf. At 20,28) sono succeduti agli apostoli, come veri pastori pascolano e governano il gregge a loro affidato...» [7] .
    Occorre anzi ricordare una dichiarazione dell'episcopato tedesco (1875), approvata da Pio IX, che suona: «In forza della stessa istituzione divina, su cui si fonda l'ufficio del sommo pontefice, si ha anche l'episcopato: ad esso competono diritti e doveri in forza di una disposizione che proviene da Dio stesso, e il sommo pontefice non ha né il diritto né la potestà di mutarli».
    I decreti del Concilio Vaticano I sono dunque intesi in un modo del tutto erroneo, quando si congettura che, in virtù di essi, «la giurisdizione episcopale è stata assorbita da quella papale»; che il Papa «per sé prende il posto di ogni vescovo»; e che i vescovi non sono altro che «strumenti del Papa: sono suoi ufficiali senza una propria responsabilità» [8] .
    5. A questo punto è giusto fare ancora notare che, se il Vaticano II ha assunto la tradizione del magistero ecclesiastico sul tema del «ministerium Petrinum» del vescovo di Roma, che in precedenza aveva trovato espressione al Concilio di Firenze (1439) e al Vaticano I (1870), suo merito, nel ripetere questo insegnamento, è stato il mettere in rilievo la correlazione tra il primato e la collegialità dell'episcopato nella Chiesa. Grazie a questa nuova chiarificazione sono state escluse le interpretazioni erronee date più volte alla definizione del Concilio Vaticano I, ed è stato mostrato il pieno significato del ministero petrino in armonia con la dottrina della collegialità dell'episcopato. E' stato anche confermato il diritto del romano pontefice di «comunicare liberamente nell'ambito della propria funzione con i pastori e col gregge di tutta la Chiesa», e ciò in rapporto a tutti i riti [9] .

    E poi

    Pio IX nella Lettera Apostolica "Mirabilis illa constantia" ratifica la dichiarazione collettiva dei Vescovi tedeschi che affermano, che: "L'opinione secondo la quale il Papa, in forza della sua infallibilità, è un principe assoluto, suppone un concetto sbagliato del dogma dell'infallibilità papale" (Denz. Sch.3116 e 3117)

    Solo per dire che credere all'infallibilità non vuol dire automaticamente diventare ultramontanisti....
    Ciao
    Flavio

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  82. DANTE PASTORELLI27 gennaio 2010 16:08

    Caro don Serafino, anche se non ci si conosce, perché mi vuoi tanto male?
    Comunque, dove si può trovare questa relazione? Però non so ce la farò a leggerla, anche perché Forte è tremendamente pesante.

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  83. Per quel che riguarda Rosmini, mi pongo una domanda, e non so la risposta: fu un vero profeta o un falso profeta? se Dio lo ha mandato, le "sue" piaghe vanno meditate, altrimenti no. Più che teologi e santi vari, con tutto il rispetto, preferisco meditare sulle apparizioni della Madonna, almeno quelle approvate dalla Chiesa: Lourdes, Fatima, La Salette, Rue de Bac. Particolarmente, mi sento vicino alle prime due. Maria parla, fa delle affermazioni, dice cose che non usano il linguaggio della teologia ma dei novissimi e dell'Apocalisse,e chiede cose molto semplici. Personalmente preferisco questo tipo di linguaggio, più concreto e aderente alla realtà. In due parole, Maria critica la Chiesa nei suoi uomini, Rosmini mi pare la critichi nei suoi atti. Probabilmente sono un semplicione.

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  84. DANTE PASTORELLI27 gennaio 2010 19:04

    Nessuno, che almeno io abbia letto, ha sostenuto che il Papa è un principe assoluto, perché  è legato al mandato ricevuto da Cristo dal quale non può prescindere.
    L'infallibilità si esercita nell'ambito esplicitato in modo esaustivo nella Pastor Aeternus. Non ogni atto del Papa è infallibilòe, né lo ogni sua parola e neppure tutti i suoi discorsi e le sue encicliche: si starebbe freschi!

    La sua autorità magisteriale il Papa la può esercitare da solo o con il collegio episcopale che non esiste in sé, nel senso che non ha un potere autonomo, ma lo ha per partecipazione solo quando e se il Papa lo consulta o lo convoca ponendosi a capo d'esso e approva quanto dal collegio, da lui presieduto, dichiarato o definito. Ad es. una definizione dogmatica del collegio episcopale senza o contro il Papa è invalida perché in tal caso non si dà collegio. I vescovi sono successori degli Apostoli ed in quanto tali svolgono un ufficio di diritto divino che il Papa non può sopprimere nella sua essenza (governare, insegnare, santificare): il Papa può però "porre limiti di ambito, di territorio, di persone alla giurisdizione episcopale". Il magistero episcopale, del singolo vescovo nella sua diocesi o dell'intero corpo episcopale, è infallibile se ribadisce la Verità sempre ritenuta dalla Chiesa. Insomma l'ufficio del Vescovo si esercita validamente soltanto sotto l'autorità di Pietro: è de fide.

    Sulla collegialità nel Vaticano II e la toppa della Nota Praevia, si possono legger le osservazioni di mons. Brunero Gherardini in Il Vaticano II, un discorso da fare.
    Inoltre non confondiamo Infallibilità con Primato di giurisdizione.

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  85. Il problema è che così facendo si contraddirebbe l'unicità della Shoah, riducendone l'assolutezza di male assoluto. E qualcuno, conseguentemente, si sentirebbe in diritto di entrare nel merito dei comportamenti odierni (Gaza, Libano).
    Di genocidi, appunto, ce sono stati più d'uno, ma tutti di serie B.

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  86. Dal momento che l'unico a parlar di Apocalissi in questa sede sono io, ho ben inteso, mi sa!

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  87. Il punto è un altro, a mio avviso. usiamo due dialettiche diverse.
    la tua è la dialettica hegeliana, quella a cui -se qualcuno è meglio informato di me, mi corregga grazie- la Chiesa ha prestato orecchio, e a cui, secondo me il Concilio fa cenno, in molti documenti; ovvero: tesi, anti-tesi, sintesi (=tesi+antitesi). la Verità viene raggiunta per gradi; una verità maggiore viene fuori dallo scontro tra due verità più piccole e incomplete.
    la mia, mi pare, è la dialettica tradizionale, la cui massima espressione fu la Summa teologica di san Tommaso d'Aquino. Tesi, antitesi, motivi a favore dell'una e dell'altra, soluzione a favore della tesi o dell'antitesi sulla base di prove maggiori e definitive. La Verità è già data, dobbiamo solo trovare argomenti che ce la mostrino; non ci può essere sintesi, perché non si può mescolare Cristo e Belial.
    Questa è la visione tradizionale della Chiesa, mediata da un santo dottore della Chiesa, che per secoli è rimasta dottrina ufficiale.
    Conosco bene il versetto paolino del tenere ciò che serve e buttare ciò che non serve; credo lo conoscessero anche san Tommaso e tutti gli scolastici. vuoi un esempio di ciò che tale versetto vuol dire per me? siamo giusti coi musulmani, per esempio. in altri post scrivevo che ammiro come pratichino il digiuno del ramadan, e di come difendano -a differenza nostra- la verginità perpetua di Maria. tutto cio come lo prendo? come un invito a essere più fedele anch'io, nei fatti (digiuno) e nella credenza (verginità di Maria).
    se poi si litiga, che cosa c'è di sbagliato? non litigarono forse anche san Pietro e san Paolo? e san Paolo non litigò pure con san Barnaba? eppure tutti e tre sono santi e pure apostoli (anche san Barnaba, unico insieme a Paolo e Mattia fuori dagli Undici). se ci si scalda è perché il mondo contemporaneo nelle discussioni tende ad applicare la prima dialettica; il cattolico di una volta -e Nike- applica la seconda.

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  88. <span>o penso che molte delle cose che lamentava siano vere, anche se ormai è passato tanto tempo e molte sono superate. Sono reduce da un incontro di catechesi: la cosa più commovente della fede è che per i santi (intesi come diceva S.Paolo: tutti i cristiani che la vivono la fede) i dogmi accadono, prendono forma nell'esperienza di Gesù presente, per questo tutto diventa più facile, perchè al posto di discutere di concetti ci si riconosce davanti allo stesso Signore. Ti assicuro che ho incontrato anche eretici e scismatici (praticamente tutti gli ortodossi e protestanti di oggi non hanno alcuna colpa delle divisioni del passato...) per cui Gesù è una presenza viva nella vita: l'essere cattolico sicuramente mi dà la possibilità di guardare all'esperienza che fanno loro con maggior profondità e completezza, ma non posso negare che Gesù li ami e li accompagni. se poi capita che incuriositi da una posizione più ragionevole e umanamente corrispondente alle vere esigenze del cuore chiedano conto, ben felice di aiutarli ad arrivare alla verità tutta intera, che però sarà il compimento dell'esperienza che già avevano intuito. E' Gesù che fa...l'itinerario di Newman o di Peguy mi pare di questo tipo.  
    Ciao  
    Flavio</span>

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  89. <span>Hegel faceva diventare necessità storica quella che è un po' una dinamica naturale...non penso di essere hegeliano...il mio professore di filosofia al liceo (lui lo era!!!) mi diceva che ero materialista ed avevo un uso della ragione medievale, però l'avevo (voleva essere un complimento!)...mi diceva anche che ero"materialista" ed io rispondevo che il cristianesimo è materialista: Dio s'è fatto uomo!!! Solo che per me i dogmi sono la schematizzazione dell'esperienza umana della fede che è un po' misteriosa e non si lascia schematizzare del tutto...per cui ci può sempre essere un aspetto che si può approfondire o illuminare...ad esempio per molti secoli "transustanziazione" è stata la parola usata per indicare la Presenza reale, misteriosa e permanente di Gesù nell'eucarestia...per me il dogma è la Sua presenza nell'eucarestia e da lì nella compagnia umana dei credenti guidata verso il Vero e il Bene...non la definizione filosofica...domani possono trovare un concetto che approssimi meglio espieghi di più il grande mistero...non vuol dire ovviamente negare il passato.  
    E' vero, nella modernità l'irrompere della soggettività come parte preponderante nel processo della conoscenza ha portato grandi confusioni: è però una grande sfida, perchè la scoperta del soggetto dotato di libertà e della coscienza è tutta dentro l'esperienza cristiana! per me l'ordine non coincide con lo schema, attinge ad una profondità maggiore.  
    Con stima  
    Flavio  
    P.S. sono d'accordo con te sul fatto che la verità è data ed è una: il problema è che la sintesi avviene tra l'esperienza che faccio io della verità e che quella che fai tu, se guardiamo allo stesso punto (la verità oggettiva, l'irrompere del Verbo nella storia, il suo corpo che è la Chiesa) l'incontro con te può farmi scoprire aspetti del vero che ancora non avevo visto, oppure correggere alcune unilateralità. Sono convisto che nella santa Chiesa cattolica ci sia tutta la verità: ogni tanto qualcuna è un po' come un tesore tenuto in una cassa: non è evidente. L'esempio della liturgia mi pare evidente. anche la Chiesa latina ha una bella liturgia, messa nel dimenticatoio....l'incontro con l'amore che  gli orientali hanno per la loro liturgia può aiutarci a riscoprire la nostra, anche nel N.O. Così come dopo la dichiarazione del dogma del primato è stato necessario temperare interpretazioni ultramontaniste troppo unilaterali...è la parte umana della chiesa che va sempre riformata. ma forse la differenza maggiore tra come vedo io le cose e come le vedi tu è che per me la Chiesa è un corpo vivo che prende autocoscienza di sè sempre di più e i dogmi sono quest'autocoscienza (uno a 40 anni ha più autocoscienza che a 20anni, ma è sempre lui...), per te, mi pare, la verità sia un elenco di cose da credere perchè sono vere e che sono immutabili. la chiesa per me è un fiume umano con cui Dio ha voluto sporcarsi, va sempre riformata guardando sempre di più a Colui che è venuto a salvarci, non solo per quanto riguarda la nostra morale personale ma per tutto.</span>

    <span>P.S.II Speriamo di farci santi entrambi....</span>

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  90. nel tuo ragionamento ci sono elementi che mi sembrano sbagliati, nel senso che si tratta di confusione sui termini. non avendo le competenze teologiche e filosofiche necessarie, lascio il campo a chi è in grado di risponderti in maniera chiara.
    più che santi direi di seguire la Verità: l'unica differenza è nel punto di vista!

    RispondiElimina
  91. La verità è Gesu che accade (QUID EST VERITAS? EST VIR QUI ADEST, Agostino) seguendolo ci si ritroverà di sicuro!
    Ciao
    P.S. di dove sei?

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  92. SANT'Agostino.
    Di dove sono? disinterèssatene, vivo "nel deserto".

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  93. Beh, io invece vivo in quel "deserto" (ma con qualche oasi!) che è Torino!
    Ai prossimi post!
    Flavio

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