martedì 22 dicembre 2009

Mons. Bux oggi su Radio Maria




Dopo le sbandate dell'abate Scicolone, Padre Livio ha opportunamente ritenuto di affidare una rubrica liturgica a mons. Bux. Un cambiamento a 180 gradi, come si vede.


Oggi, alle ore 18.00, sintonizzatevi quindi su Radio Maria. La rubrica di don Bux andrà poi in onda ogni quarto martedì del mese a quell'ora.

76 commenti:

  1. Ottima notizia! Le catechesi di don Bux saranno certamente illuminanti e istruttive.

    Però non ho capito bene una cosa: a quali "sbandate" di Scicolone ci si riferisce? Non mi risulta nessuna sbandata da parte sua.

    A proposito: il 4 gennaio 2010 alle 21 sarà nuovamente la volta di padre Scicolone a Radiomaria. Consiglio a tutti di ascoltare tutti e due i relatori per avere maggiore ricchezza di insegnamento.

    Luigi Murtas

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  2. Dovrebbero cacciare SCIC(V)OLONE da radio Maria!

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  3. E dai benedettini...
    Matteo Dellanoce

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  4. Negli ultimi quarant'anni la Chiesa ha voluto accontentare tutti, purché almeno a parole si dichiarino cattolici. Non ci sono più posizione chiare, c'è il visto da destra e il visto da sinistra, si può fare in un modo ma anche in un altro. E il fedele confuso interpreta il "si può" più recente come un "si deve" (anche perché spesso è caldamente invitato a fare così). Una manna per chi cerca spiragli per diffondere l'eterodossia.

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  5. Mi sono intonizzata dalle 17,30 ^__^ ora sta spiegando la differenza del concetto PRESENZA nei confronti del danno della dottrina protestante ^__^

    UN GRANDE!!!!

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  6. Ottimo....un diacono ha telefonato ringraziando e confessando di non conoscere le tante cose che egli ha spiegato ^__^
    ed ha chiesto un aiuto a come esercitare bene il suo dovere nelle regole...

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  7. stupendo....sta spiegando ad una signora che l'ha chiesto, la differenza tra il termine ambiguo "attualizzazione" (per la Consacrazione) dal termine più corretto: "memoriale" basta che non sia inteso nel senso di RICORDO...
    ^__^

    questo fa comprendere quanto siamo gravemente all'ABC della Liturgia...

    ora sta correggendo un abuso descritto da un altro ascoltatore durante l'offertorio perchè un sacerdote PER SBRIGARSI offre INSIEME IL PANE E IL VINO...
    sta parlando appunto di grave abuso (le offerte vanno offerte SEPARATAMENTE)...abusi gravi a causa della creatività ad INVENTARE la liturgia...


    Bello una signora commossa chiede a quando il ritorno della comunione alla bocca ed in ginocchio?
    ^__^
    sta spiegando come la concessione alla mano sia un INDULTO non la Norma...di conseguenza sono i FEDELI A DOVER ESSERE ISTRUITI...senza imporre nulla, ma PORTANDOLI COME I PICCOLI...
    ^__^

    Ora sta spiegando dal libro Rivolti al Signore di mons. Lang...
    l'errata idea diffusa che Gesù abbia celebrato di fronte agli apostoli...^__^

    LA MESSA NON E' LA COMMEMORAZIONE DELL'ULTIMA CENA, MA E' IL SACRIFICIO DEL CALVARIO, ecco come si spiega la nascita degli errori di oggi a quanti credono che la Messa sia QUELLA CENA...la Messa è IL MEMORIALE DELLA CROCE non dell'Ultima Cena, questa commemorazione dell'ultima cena invece si fa IL GIOVEDI' SANTO, ecco perchè bisogna far ritornare la croce sull'altare come sta facendo il Papa (spiega mons. Bux)....il diffondersi di queste errate definizioni, ha snaturalizzato la Messa con i tanti problemi che poi ne sono derivati

    ^__^

    quando ritornerò dalle feste devo chiedere a padre Livio di mandarmi le registrazioni ^__^

    Buon Natale a tutti, le prospettive sono davvero ottime!

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  8. La svolta antropocentrica del Concilio!

    Padre bux, è stato un po' evasivo e mi dispisce! Suggerisco di leggere il Commento che fa il periodico SìSìNoNo sul libro di Iota Unum di Amerio!

    http://www.sisinono.org/anteprime-2009/116-anno-xxxv-n-19?397950f327bac02d1826ed2449d79a62=1189e8d0674f317e2f1292bb429452ac


    “IOTA UNUM”

    SUA ECCELLENZA MARIO OLIVERI E MONSIGNOR GHERARDINI

    La recente ristampa di “Iota unum”, la publicazione del libro di monsignor Brunero Gherardini sul Concilio Vaticano II, gli interventi sul problema del Concilio di Sua Eccellenza Mario Oliveri,Vescovo di Albenga, e il Congresso sulla Messa tradizionale tenutosi ultimamente a Roma ci spingono a fare le seguenti riflessioni, che non pretendono di essere infallibili, ma cercano solo di sondare (per quanto la mente umana possa) ciò che sta avvenendo – indubbiamente – in ambiente cattolico in questi ultimi mesi del 2009.

    ***

    1°) ROMANO AMERIO

    “Iota unum”, le variazioni nella dottrina apportate dal Concilio

    Nel capitolo XXX, al n° 205 del libro Iota unum (Torino, Lindau, 2a ed., 2009) di Romano Amerio (“L’ autonomia dei valori. Teologia antropocentrica di Gaudium et spes 14 e 24”) si trova una interessantissima dissertazione del filosofo luganese sulla contraddizione tra la dottrina cattolica, che è teo-centrica e contempla in Dio il Fine ultimo dell’ universo e dell’uomo, e quella del Concilio, considerato nei suoi testi e non solo nelle cattive interpretazioni post-conciliari (il famoso “spirito del Concilio”).

    Scrive l’Autore: «Le varie deviazioni della morale rispondono tutte all’esigenza antropocentrica del mondo moderno, che sostituisce all’idea divina regolatrice del mondo l’idea dell’uomo auto-regolatore […] onde si crede che l’uomo sia il fine del mondo» (p. 427). Poi osserva che tale concezione propria della filosofia immanentista e soggettivista della modernità, la quale nasce con Cartesio ed arriva sino ad Hegel, trova corrispondenza in Gaudium et spes n° 14 che recita: «Omnia quae in terra sunt ad hominem tamquam ad centrum suum et culmen ordinanda sunt [tutte le cose di questo mondo devono essere ordinate all’uomo come al loro centro e vertice]». Inoltre sempre Gaudium et spes al n° 24 precisa che l’uomo «in terris sola creatura est quam Deus propter seipsam voluerit [l’uomo su questa terra è la sola creatura che Dio ha voluto per se stessa]». Così il testo conciliare, e non lo “spirito del Concilio o post-Concilio”, fa dell’ uomo il fine della terra, voluto da Dio come fine di essa e non per cogliere il Fine ultimo, che è solo Dio infinito e onnipotente. Amerio in nota spiega che la traduzione italiana corrente di questo testo è: «l’uomo è stato voluto da Dio per Se stesso», ossia fine dell’uomo e della terra non sarebbe più l’uomo, ma Dio stesso. Il Luganese osserva che tale traduzione erronea del testo conciliare, che lo fa apparire ortodosso o in “continuità con la Tradizione”, «annulla la variazione di dottrina» (p. 427, nota 2). È chiaro, invece, che il testo ufficiale in latino (ad uso dei teologi) di Gaudium et spes rappresenta una variazione sostanziale di dottrina, e che la traduzione in volgare maschera l’enormità di tale variazione, che è una vera e propria “rivoluzione copernicana”, simile a quella kantiana: un’«inversione» teologica a 360 gradi, la quale mette la creatura-uomo al posto del Fine e Creatore-Iddio. È la famosa “svolta antropologica” di cui già negli anni settanta parlava padre Cornelio Fabro[1].

    continua....

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  9. segue....

    Tale variazione conciliare, che è – ripetiamo – nel testo e non nell’ interpretazione o “spirito del Concilio”, contraddice alla divina Rivelazione (vedi Proverbi, XVI, 4: “Dio ha fatto tutte le cose per Se stesso”), alla sana teologia e alla retta ragione (vedi San Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, I parte, questione 19, articolo 2).

    Si potrebbe obiettare che questa è un’interpretazione soggettiva di Amerio. Purtroppo, invece, questa è l’interpretazione che ne ha dato papa Paolo VI, il quale ha promulgato il Concilio e ha detto che qui [GS, 24, nda] il Concilio «ha modificato in modo considerevole il giudizio verso il mondo» (L’Osservatore Romano, 6 marzo 1969, citato da Amerio a pagina 430). Anche papa Giovanni Paolo II, sempre riportato da Amerio a pagina 427, ha letto GS, 24 in questo senso antropocentrico quando in un discorso “Sull’amore coniugale” ha citato il testo in latino: l’uomo è la sola creatura che Dio volle “propter seipsam” (L’Osservatore Romano, 17 gennaio 1980). Anzi, come fa notare Amerio a pagina 430, ancora Giovanni Paolo II ha detto: “Bisogna affermare l’uomo per se stesso, unicamente per se stesso […] bisogna amare l’uomo perché è uomo” (Relazioni Internazionali, 1980, p. 566). Inoltre lo stesso Giovanni Paolo II ha definito la svolta antropocentrica come uno dei punti più importanti del Vaticano II. Nell’enciclica “Dives in misericordia” n.° 1, infatti, egli afferma che «mentre le varie correnti del pensiero umano nel passato e nel presente sono state e continuano ad essere propense a dividere e persino a contrapporre il teo-centrismo con l’antropo-centrismo, la Chiesa [conciliare, ndr] […] cerca di congiungerli […] in maniera organica e profonda. E questo è uno dei punti fondamentali, e forse il più importante, del magistero dell’ultimo Concilio».

    Ora, è inutile “nascondersi dietro un dito” e cercare di salvare la continuità con la Traditio Ecclesiae di quei testi conciliari che, sicut litterae sonant e interpretati dai Papi del Concilio e post-Concilio, dicono e significano l’esatto opposto della Tradizione ecclesiastica. Non è il tal teologo o filosofo che interpreta autenticamente il Concilio ma il Papa. La soluzione delle contraddizioni del Concilio pastorale con la dottrina tradizionale dei Concili dogmatici, la potrà dare solo Pietro, ma sino a che ci si ostina a nascondere la testa nella sabbia, come lo struzzo, per non voler vedere le contraddizioni sostanziali e doverle espungere, non si uscirà dalla crisi in cui si dibatte l’ambiente cattolico da oltre cinquanta anni.

    [1] La svolta antropologica di Karl Rahner, Milano, Rusconi, 1974.

    Id., L’avventura della teologia progressista, Milano, Rusconi, 1974.

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  10. Questo padre Livio mi piace sempre di più!

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  11. RELATA REFERO

    una buona signora della parrocchia che dorme poco la notte, mi ha detto che qualche sera fa nelle programmazioni notturne ha sentito con dispiscere "uno che parlava della bibbia che diceva che San Giuseppe era già sposato e aveva dei figli"...

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  12. Ogni quarto martedì del mese... come le messe Vetus (ogni secondo sabato dei mesi di 31 giorni, ogni seconda domenica del quinto mese degli anni bisestili, ecc.).
    Monsignor Bux, Padre Livio, trovate il modo di intensificare la catechesi sulla liturgia: gli ascoltatori - tra cui non pochi uomini consacrati - ne hanno bisogno!

    Sullo

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  13. Guardia Svizzera22 dicembre 2009 20:53

    "La Comunione è un banchetto sponsale nel quale Cristo è lo sposo e la Chiesa la sposa. Molti si fanno le paranoie se cade qualche briciola di ostia. Ma nei banchetti di matrimonio è normale che possa cadere qualche briciola. E poi... Gesù è presente anche nella sua parola. Mica ci facciamo tanti problemi se qualche briciola della parola non riuscissimo ad udirla!"
    Dai Florilegi dell' abate Chic-olone OSB.
    P.S.ça suffit, mon chèr Louis?

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  14. Guardia Svizzera22 dicembre 2009 21:02

    Dai florilegi dell'abate Chicolone.

    "La Comunione è un banchetto sponsale nel quale Cristo è lo sposo e la Chiesa la sposa. Molti si fanno le paranoie se cade qualche briciola di ostia. Ma nei banchetti di matrimonio è normale che possa cadere qualche briciola. E poi... Gesù è presente anche nella sua parola. Mica ci facciamo tanti problemi se qualche briciola della parola non riuscissimo ad udirla!"
    ça suffit mon chèr Louis?
    P.S.
    Non capisco perche' non cancellarne la rubrica su radio Maria ma ostinarsi nella prassi dialettica ormai invalsa oggidi' nella Chiesa, fra Verita' ed Eresia, opponendogli l'ottimo don Bux.










    Ca suffit? Mon cher Louis?

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  16. errata corrige

    Gaudium et spes n° 12 [no, 14] che recita: «Omnia quae in terra sunt ad hominem tamquam ad centrum suum et culmen ordinanda sunt

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  17. Vedo che abbiamo i soliti amici nc tra noi! E insulticchiano anche il buon Nicola Bux, servendo piatti freddi di storiuccia della liturgia. Ma bene!

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  18. E anche tu, don Camillo, più rispetto per Benedetto XVI! La testa sotto la sabbia tientelo per te, che è meglio!

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  19. Bravo bravo. Povero don Nicola quando passerà sotto le tue grinfie. Sicuramente sta già tremando...
    Mah...

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  20. Anonimo delle 21.39 cita SP:
    Nelle messe celebrate senza il popolo, ogni sacerdote può usare il Messale del 1962 “in qualsiasi giorno, eccettuando il Triduo Sacro” (SP, art. 2).


    Perché, un sacerdote può celebrare liberamente come e quanto più gli aggrada durante il Triduo Sacro?

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  22. Guardia Svizzera22 dicembre 2009 23:19

    Purtroppo ancora i Neo Cat.
    Caro anonimo che cerchi di difendere cio' che Pio XII perfettamente trafisse nella "Mediator Dei" circa gli archeologismi liturgici, goffamente dalla Vs . setta ereticale manipolati, come tradurresti il continuo ( attribuito) di san Cirillo di Gerusalemme:"A communione ne vos abscindite; neque propter peccatorum inquinamentum sacris istis et spiritualibus defraudate mysteriis». Dovremmo stante cio' tutti accedervi onerati e lordati dal peccato?
    E come infine commentare , se fosse sempre esistita, la cosiddetta fantasiosa "Comunione sulla mano" ab origine, quando gia' Papa Sant'Eutichiano nel I secolo poteva affermare: «Nullus præsumat tradere communionem laico vel femminæ ad deferendum infirmo»?
    O come non ricordare a riguardo anche il coevo papa Stefano I il quale proibì ai non consacrati di toccare persino i sacri arredi?
    Il vostro archeologismo dobbiamo arguire sarebbe precedente al I secolo? Cari Neo - Cat, siete risibili.
    Oremus.

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  23. Prego la redazione di vigilare affinchè la signorina neocat non riesca, una volta ancora, ad impedire ogni normale discussione.
    Perché, qualunque sia la nostra reazione, la discussione diventerà impossibile.
    Se la ignoriamo, inesorabilmente riprenderà ogni nostro commento con la sua ....replica.
    Se decidiamo di non più intervenire, avrà ancora una volta raggiunto il suo scopo, impedendo la discussione .
    Nei due casi, senza un limite chiaro, ogni qualvolta la troll neocat si fa viva, invade e soffoca il thread.

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  24. Dai toni si capisce che la lotta si sta facendo dura. Ed aumenterà ancora. Ai Nc di adesso se ne aggiungeranno altri, ancor più protervi. Non possono mollare l'osso. Il rischio che temono è il ritorno al Cattolicesimo. Sarebbe una sconfitta epocale del protestantesimo che era quasi riuscito nell'intento secolare di insediarsi a Roma.

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  25. Ho ascoltato don Nicola; bravissimo!
    Ringrazio di questo intervento ovviamente anche la Redazione!

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  27. L'esordio radiofonico di p. Nicola Bux è decisamente incoraggiante. Pur non avendo mai citato il suo rivale abate Scicolone non ha mancato di rispondere adeguatamente a numerose delle affermazioni di quest'ultimo. Non sono riuscito ad ascoltare la trasmissione nella sua interezza ma, da quanto sentito, certamente l'impostazione di p. Bux è lontana mille miglia da certi liturgisti iper-conciliari oggi alla moda.
    Mi è parsa soltanto un po' troppo difficile ed accademica la spiegazione del concetto di sacrificio come "conformarsi al divino" o anche, in un certo senso, "rendere Divino".
    In ogni caso vanno certamente segnalate numerose considerazioni notevolissime che, se si valuta che sono tutte concentrate in una unica trasmissione, fanno ben sperare per il futuro. Ne vorrei citare alcune a mero titolo esemplificativo:

    1 - Subito all'inizio il p. Bux è partito dal Motu Proprio "summorum Pontificum" facendo ben capire che si tratta di un documento decisivo, nella nascita e lo sviluppo di un nuovo movimento liturgico

    2 - La S. Messa è prima di tutto un Sacrificio. Non è corretta la parola "attualizzazione" perchè il Sacrificio del Figlio di Dio è eterno come Dio stesso

    3 - Il primo e più importante atteggiamento del fedele durante la Consacrazione è quello dell'adorazione, in ginocchio o almeno manifestata con un profondo inchino

    4 - La presenza reale nell'eucarestia è diversa rispetto alla presenza spirituale di Dio nella parola

    5 - L'altare, come dice la parola stessa che deriva da "alta ara", non ha nulla a che vedere con una tavola da pranzo. Non è vero che nell'ultima cena Gesù guardava in faccia gli Apostoli

    6 - La possibilità di ricevere la Comunione nella mano è un indulto e non una norma ordinaria. Il sacerdote che neghi al fedele la possibilità di comunicarsi sulla lingua, compie un abuso

    7 - L'offerta congiunta del pane e del vino è un abuso perchè la morte di Gesù è rappresentata dalla separazione del sangue dal corpo

    8 - Il luogo più naturale dove porre il Tabernacolo è sull'Altare.

    9 - La teologia antropocentrica di Karl Rahner ha prodotto molti guasti.

    10 - I documenti del Concilio non hanno tutti la medesima autorità.

    Ho solo riportato alcune affermazioni di p. Nicola Bux e certo sembra di essere in un altro pianeta. Grazie p. Livio!

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  28. E' tutto sbagliato!

    Ricordo che il Rito Romano non sorge dalle "cene" che avrebbero praticato gli apostoli a ricordo dell'ULTIMA CENA!

    Ma...

    dal culto SACRIFICALE DEL TEMPIO! Il culto cattolico deriva dal culto ebraico templare (del TEMPIO di Gerusalemme che nel 70 dC fu distrutto).

    Solo il Sacerdote designato poteva offrire la "vittima" solo lui poteva sacrificarla, solo lui poteva immolarla, solo lui poteva toccarla... solo lui poteva "mangiarla".

    Ora in virtù del nostro battesimo del sacerdozio "comune" noi ora possiamo partecipare del "vittima" ma non possiamo sacrificare perchè solo il (un) SACERDOTE poteva.

    Il boccone che il sacerdote offre è quindi un privilegio tutto cristiano, e il fedele ben si guardava dal toccare con le sue mani "non monde" (non sante, non consacrate) la vittima! Era un abominio solo il pensiero di poter toccare l'oblata! Questo DA SEMPRE!

    Questa devozione è stata scrupolosamente tramandata nella Chiesa Cattolica, basti pensare che nei monasteri quando cadeva la "Vittima" (la Comunione) il monaco la raccoglieva da per terra con la lingua! Le prescrizioni o le rubriche che spiegavano al sacerdote cosa avrebbe dovuto fare se la Particola fosse caduta per terra, sono molto "recenti".

    E' ora di piantarla di ritirare la solita storiella Neocat dei cristiani primitivi raccolti nelle case come i "baccanali Kikiani" che si passavano i pezzi di piadine e la coppa di vino porto allegramente!

    Tutto ciò è contro la Tradizione e la Storia della Chiesa!

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  31. 41 anni per capire23 dicembre 2009 09:03

    caro don Camillo,
    lei ha proprio ragione, ma il guaio è che Rahner è passato, restano i rahneriani.
    E' ora di dire la Verità e smetterla di far finta che tutto va bene così, che nella chiesa da 41 anni convivano allegramente menzogna e Verità, ortodossia ed eresia, in nome di uno strano et-et!
    E' giunta l'ora di gridare dai tetti lo scempio che è stato fatto di Dottrina e Liturgia, appellandosi furbescamente al Concilio!
    E' ora di ricordare come dice bene il card. G. Biffi, che
    "la prima misericorida di cui abbiamo bisogno è la luce impietosa della VERITA'"!

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  32. ...chi taccia di ignoranza un sacerdote legato alla Tradizione, non può che essere un seguace dell'eresia modernista, con tutte le sue peggiori sotto-eresie, mescolando abilmente menzogne e mezze-verità: il solito troll neocat che vuole lanciare polvere e fumo negli occhi dei cattolici che oggi, grazie a Dio e grazie a Papa Benedetto, cominciano a vedere con occhi purificati, svaporato ormai il polverone del "nuovo tutto migliore", le rovine dell'edificio demolito da quel terremoto.
    Eravamo tutti frastornati, attoniti e pronti a subire qualsiasi "rovesciamento" di altari e verità di fede, senza battere ciglio...
    Ora non più: ora vogliamo capire, sapere, vedere che cosa è accaduto, come siamo arrivati fin qui.
    E tornare alla Tradizione, ricostruire e rendere onore alla Dottrina cattolica perenne, al Depositum Fidei bimillenario, che molti hanno tentato -e ancora protervamente tentano- di demolire per costruire una nuova falsa dottrina di una falsa chiesa (fingendo di ritrovare le "origini" con l'illusorio archeologismo condannato sempre dai papi).
    Non ci faremo più incantare dai venditori di illusioni e dai pifferai magici di qualunque "Nueva Iglesia"!

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  33. Bene Padre Livio.

    Però gli Sci(c)voloni in una radio così seguita si devono necessariamente prevenire.

    Buon Natale

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  34. Sì, guardia svizzera, è più che sufficiente.
    Per riaffermare che la catechesi di Bux è stata magistrale e che nessun errore dottrinale era presente in quella di Scicolone, che riparlerà a Radiomaria il prossimo 4 gennaio. L'ottimo Padre Livio è un eccellente direttore.
    Luigi M.

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  36. Don Camillo dice:

    Solo il Sacerdote designato poteva offrire la "vittima" solo lui poteva sacrificarla, solo lui poteva immolarla, solo lui poteva toccarla... solo lui poteva "mangiarla".

    Replica

    A parte il fatto che il termine
    "Sacerdote" per indicare il celebrante non è esatto.Trovami un solo passo della Sacra Scrittura
    nel quale gli apostoli o i loro successori sono chiamati sacerdoti.
    Non lo troverai perche'non esiste.
    Gli Apostoli e i loro successori o collaboratori sono chiamati sempre Vescovi o Presbiteri.
    Il termine "sacerdote"è riferito sempre e unicamente a Cristo.Il popolo di Dio invece è chiamato"popolo sacerdotale".Gia' Israele era un "popolo sacerdotale".Secondo il tuo ragionamento la presenza del popolo di Dio alla liturgia è superflua?Se il "sacerdote"è l'unico che puo'toccare e mangiare noi laici non dovremmo fare neanche la comunione?

    Don Camillo dice

    Ora in virtù del nostro battesimo del sacerdozio "comune" noi ora possiamo partecipare del "vittima" ma non possiamo sacrificare perchè solo il (un) SACERDOTE poteva.

    replica

    Ma chi ha mai detto che il sacerdozio comune e' uguale a quello ministeriale?Non è il sacerdote a sacrificare.E' Cristo che si offre come vittima ed è allo stesso tempo anche sacerdote.Il presbitero è un ministro del sacerdozio di Cristo non l'artefice del sacrificio.Don Chisciotte!!

    Don Camillo

    Il boccone che il sacerdote offre è quindi un privilegio tutto cristiano, e il fedele ben si guardava dal toccare con le sue mani "non monde" (non sante, non consacrate) la vittima! Era un abominio solo il pensiero di poter toccare l'oblata! Questo DA SEMPRE!

    Replica

    A parte il fatto che l'Ordine Sacro non vieme conferito con l'unzione delle mani ma con l'imposizione delle mani sul capo poi non è vero che i solo i Presbiteri possono toccare
    le specie eucaristiche.Le mani dei laici non sono immonde o profane.Queste sono sciocchezze.Un Battezzato è consacrato a Signore interamennte.an Paolo in una sua lettera dice:"Non sapete che quanti siamo battezzati ci siamo rivestiti di Cristo?Il battesimo ci fa uno con Cristo.Ci trasemette l'essere Re,Profeti e Sacerdoti.Ovviamente non tutti i battezzati siamo investiti del Sacerdozio ministeriale.Ma è un errore chiamare le mani dei aici profane o immonde. Poi come si sa nei primi secoli i laici toccavano benissimo l'Eucarestia ed era normale.Leggiti la storia di San Tarcisio.

    Don Camillo chisciotte

    Questa devozione è stata scrupolosamente tramandata nella Chiesa Cattolica, basti pensare che nei monasteri quando cadeva la "Vittima" (la Comunione) il monaco la raccoglieva da per terra con la lingua! Le prescrizioni o le rubriche che spiegavano al sacerdote cosa avrebbe dovuto fare se la Particola fosse caduta per terra, sono molto "recenti".

    E' ora di piantarla di ritirare la solita storiella Neocat dei cristiani primitivi raccolti nelle case come i "baccanali Kikiani" che si passavano i pezzi di piadine e la coppa di vino porto allegramente!

    replica

    Le celebrazioni del Cammino sono nel solco della tradizione.A quale Messa con le Comunita' Neocatecumenali hai partecipato?

    RispondiElimina
  37. Voi credete che tutto lo scibile del credente sia solo raccolto nel LEON-DUFOUR (che tra l'altro non sapete neanche consultare)

    ********************
    "Prendete e mangiatene tutti prendete e bevetene tutti"cosa è se non una santa cena?"
    *******************

    Il culto di Israele E' SACRIFICALE PRINCIPALMENTE PER IL PERDONO DEI PECCATI!

    Si ricorda cosa dice il Sacerdote durante la consacrazione del VINO?

    Nel culto di Israele il perdono veniva concesso solo se il SACERDOTE si cibava di parte della VITTIMA!

    Nella nuova ALLEANZA per il perdono dei peccati (Distrutto il Tempio di Israele per volere di Dio nel 70 dC) il SACERDOTE ri-vestito con il camice e gli ornamenti che ricordano direttamente quelli usati nel Tempio (che non si utilizzavano per la "cena") si ciba della "Vittima"=Cristo-stesso per il perdono dei peccati! Così come facevano nel Tempio con la differenza che ora il Sacerdote delle NUOVA ALLEANZA (del nuovo culto voluto da Dio!) beve anche il Sangue della VITTIMA!

    Voi catecumenali che tanto godete nel mettere cose "ebraiche" (sulle vostre tavole calde) dimenticate che se qualcosa della liturgia ebraica dovete rivalutare, DOVRESTE riscoprire il CULTO NON le usanze "sinagogali" post-templari che sono "ceche e male-dette da Gesù"! cfr. la "Lettera agli Ebrei di San Paolo" (sic!)

    Ps. Al Sacerdote durante IL RITO di consacrazione vengono UNTE le mani con il CRISMA, ....

    Ps. le consiglio di leggere un libro ricco di bibliografia che l'aiuterà a capire quante menzogne le hanno raccontato:

    Joachim Jeremias, Gerusalemme al tempo di Gesù, ED,1989

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  38. Per questa volta (è Natale...) ci siamo presi la fastidiosa briga di ripostare, depurati dagli insulti, il commento del troll neocat (l'unico accettabile, insulti a parte, dei molti postati e cancellati) e quello di don Camillo.

    La prossima volta, come d'abitudine, un insulto qualunque nel corpo del commento vale cancellazione dell'intero.

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  39. A questo punto sarebbe bello poter ascoltare un confronto diretto mons. Bux - abate Scicolone. Posso pronosticare un 7-0? Da una parte la saldezza della dottrina e della Tradizione, dall'altra sarcasmi fuori luogo e teorie del tutto personali.

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  40. Grazie a don Camillo per i preziosi chiarimenti!
    ... e quale parroco mai si sognerebbe, da 40 anni in qua, di dare queste spiegazioni ai poveri fedeli che, ingenui e sottomessi, sono stati così condotti, piano piano in 41 anni, ad assorbire e ritenere giusti e conformi alla Tradizione idee così devianti da essa ?!
    Tutt'altro si dice nelle catechesi, soprattutto quando si preparano i bambini alla Prima Comunione!
    E' ora di ribadire la sacrosanta verità, e lo faranno i piccoli fedeli e i sacerdoti ancorati alla Tradiziona, proprio come se lo facessero le pietre della strada:
    la S. Messa è innanzitutto il Santo Sacrificio del Calvario, e Gesù è la Vittima Divina Immacolata, , l'Unica gradita al Padre, immolata per espiare i nostri peccati e donarci la salvezza eterna!

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  41. Guardia Svizzera23 dicembre 2009 12:06

    Caro Luigi Ti chiedo come possano esser entrambi , Bux e Chicolone,dottrinalmente ineccepibili se le loro affermazioni sono antitetiche?

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  42. Antitetiche? Non lo vedo, al massimo divergono in punti non essenziali, opinabili.
    LM

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  43. Guardia Svizzera23 dicembre 2009 13:14

    "Cosuccia" opinabile sarebbe la dispersione dei frammenti Eucaristici?????????

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  44. Se sono minuscoli frammenti quasi invisibili non bisogna preoccuparsi, ci penseranno gli angeli.
    LM

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  45. Guardia Svizzera23 dicembre 2009 14:30

    Che tristezza ...Questa mi mancava!!!
    Dove l'hai letta sul Catechismo di Paperoga?

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  46. No, lo diceva San Josemaria Escrivà ai suoi sacerdoti.
    LM

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  47. DANTE PASTORELLI23 dicembre 2009 15:19

    La presenza degli angeli non deve portare alla faciloneria e, soprattutto, al disprezzo dimostrato da Scicolone. Leggere le sue frasi in connessione: il frammento (lui parla di briciole) contenente l'intero e reale e vivo Corpo di Cristo paragonato al frammento della Parola, in cui Cristo è presente solo nel suo messaggio, spiritualmente, che può sfuggire a chi l'ascolta, magari perché il prete parla in modo biascicato o troppo veloce o perché il fedele s'è distratto un momento.
    Via, cerchiamo dì'esser seri.
    E' la negazione della Presenza Reale.

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  48. Guardia Svizzera23 dicembre 2009 15:24

    Mi spiace ma anche il Santo deve obbedire al CCC.
    L'Ipse dixit vale solo per NSGC .

    P.S. Pensavo fossi un Neo - Cat : non sai quanto lo avrei preferito.
    Anche nell' Opera ergo le idee moderniste e magari la Comunione sulla mano.

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  49. Infatti il Santo obbediva alla perfezione. E non era un "ipse dixit", ma solo la risposta alla tua domanda su Paperinik.
    E'ovvio che se il celebrante si accorge del frammento lo deve raccogliere con tutti i riguardi, ma insistere anche dopo in una ricerca ulteriore che vada oltre il visibile è eccessivo. Anche Scicolone intendeva questo, non dubito. Nessuna idea modernista, almeno da parte mia.
    LM

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  50. Guardia Svizzera23 dicembre 2009 15:58

    Favorire prassi pseudoliturgiche, ai miei tempi definite sacrileghe, che inevitabilmente e consapevolente causano la dispersione e' cosa buona?
    Secondo me gli Angeli non sono contenti di fare la spola fra Cielo e Terra per il nostro voluto sacrilegio .

    RispondiElimina
  51. Lodo l'abnegazione alla causa di Scicolone, LM, forse siete parenti, ma negare l'evidenza non è mai un buon esercizio. Le parole di Scicolone ("Molti si fanno le paranoie se cade qualche briciola di ostia. Ma nei banchetti di matrimonio è normale che possa cadere qualche briciola"), se la lingua italiana non è stata modificata nelle ultime 24 ore, hanno un significato inequivocabile. Una briciola non è una molecola, un atomo, un frammento invisibile: una briciola è qualcosa che ha una consistenza e si vede a occhio nudo. Quando raccogliamo le briciole di pane rimaste sulla tovaglia a casa nostra non facciamo un lavoro che solo gli angeli possono compiere.

    RispondiElimina
  52. Guardia Svizzera23 dicembre 2009 16:07

    Lascia basita la giustificazione tua verso lo Chicolone e le sue incontrovertibili affermazioni. Che non lasciano spazio ad interpretazioni, visto anche l'uso del benedettinod'un lessico abbastanza elementare .

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  53. Non siamo parenti, non giustifico sacrilegi, mi dispiace se lascio basito, ma non ne capisco il motivo.
    Buon Natale.
    LM

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  54. Guardia Svizzera23 dicembre 2009 16:49

    Buon Natale anche a Te
    P.S.
    Se puoi , perche' ovviamente non penso lo abbia letto, dai uno sguardo a questo,link.
    http://blog.messainlatino.it/2009/12/labate-scicolone-ne-sa-piu-del-papa.html

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  55. L'ho letto,l'ho letto, come no, ci avevo anche scritto.
    Ancora buon Natale e buon anno.
    LM

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  56. "Qual è dunque l'essere che deve venire all'esistenza circondato di una tale considerazione? È l'uomo, grande e meravigliosa figura vivente, più prezioso agli occhi di Dio dell'intera creazione: è l'uomo, è per lui che esistono il cielo e la terra e il mare e la totalità della creazione, ed è alla sua salvezza che Dio ha dato tanta importanza da non risparmiare, per lui, neppure il suo Figlio Unigenito. Dio infatti non ha mai cessato di tutto mettere in atto per far salire l'uomo fino a sé e farlo sedere alla sua destra".

    Indovinello: chi è l'autore di queste sperticate asserzioni antropocentriche proprie della perenne Tradizione cattolica ripresa dal Concilio Vaticano II?

    E anche devo ammetterlo: avevo una mezza idea di leggere Iota Unum (mi avevano incuriosito alcune presentazioni laudatorie di fonte ecclesiastica), ma dopo le stupidaggini che ho letto sopra, a quanto pare di fonte autenticamente ameriana, penso proprio che me ne asterrò.

    Perdonate la sincerità e accettate i migliori fraterni auguri per le prossime sante Festività.
    Un lettore cattolico.

    RispondiElimina
  57. In effetti non ho ben capito dove volesse arrivare don Camillo (e Romano Amerio di riflesso) con quelle citazioni. Che l'uomo sia quanto di più alto esiste sulla terra non mi pare un'eresia. Lo sarebbe dire che è quanto di più alto esiste nell'universo. Magari il don ci spiegherà meglio dove voleva arrivare e dove stia la novità sconvolgente in quanto ha detto la Gaudium et spes.

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  58. Guardia Svizzera23 dicembre 2009 19:59

    Caro lettore Cattolico dovrebbe invece leggere Romano Amerio , ancorchè gia' conoscerlo, se fosse la sua succitata autoattribuzione veritiera. Infatti non ci si dovrebbe mai nello studio di qualsiasi autore fermare alle citazioni altrui ma accertarsene alla fonte, leggendo l'Opera Omnia del luganese nel suo italiano latineggiante, comprendente anco i suoi originalissimi studii su Campanella e Rosmini ( due "eretici " dunque).

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  59. DANTE PASTORELLI23 dicembre 2009 20:10

    Per evitare che si formi una leggera, a volte visibile a volte meno, "polverina" nella pisside, io staccio sempre acuratamente le particole prima di disporle nella pisside.
    Il sacerdote, dopo la comunione, raschia ripetutamente il corporale con la patena per raccoglierne di rimasti e con l'indice in genere fa cadere ogni residuo nel calice che già contiene il vino, ed altrettanto fa col piattino. Beve il contenuto del calice, poi c'è l'abluzione con vino e acqua perché cadano nel calice eventuali frammenti rimasti su indice e pollice, e torna a bere.
    Richiude il corporale, badando di ripiegare per prima la parte inferiore su cui s'era posata l'ostia. L'apertura dev'esser sempre attenta (dopo i lembi laterali ripiegati, si solleva il lato superiore) per evitare che "voli" qualche frammento sfuggito alla precedente raschiatura.
    Corporale e purificatoio prima di lavarli, s'immergono in una dignitosa catinella d'acqua. Ove fosse rimasto qualche frammento, si sciacquano leggermente: l'acqua va versata nel pozzo sacro o, in assenza, in una pianta.
    L'attenzione a non disperdere niente del Santissimo Corpo e del Preziosissimo Sangue vien definita manìa. E invece è adorazione e amore.

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  60. Guardia Svizzera23 dicembre 2009 20:20

    Sei il solito Cattolico integrista fissato e paranoico....

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  61. DANTE PASTORELLI23 dicembre 2009 20:28

    Semper idem.
    Non mi sembra che la tua alabarda si sia afflosciata.

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  62. Cosuccia opinanbile è la dispersione dei poveri cristiani, caricati di pesi che la gerarchia non porta ne' ha mai portato; gli unici che porta sono le vesti cariche d'oro per i loro tronfi cerimoniale.

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  63. DANTE PASTORELLI23 dicembre 2009 22:54

    Ora ho capito perché ti sei dimesso: ti pesavano i manti d'oro.
    Torna nella grotta, Celestino.

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  64. Tutto è nato da una domanda posta a don Bux sulla svolta antropologica del Concilio.

    E don Bux ha risposto imprecisamente e goffamente.

    La questione è ben spiegata da sìsìnono, "sulla contraddizione tra la dottrina cattolica, che è teo-centrica e contempla in Dio il Fine ultimo dell’ universo e dell’uomo, e quella del Concilio, considerato nei suoi testi e non solo nelle cattive interpretazioni post-conciliari (il famoso “spirito del Concilio”)".

    Ma per capire la questione a mio avviso si dovrebbe fare un passo indietro.

    E' SEMPRE un errore dire che il CONCILIO VAT II è la sintesi di tutti i mali.

    Se dobbiamo pensare al male o al "fumo di satana" dobbiamo individuare un periodo ben preciso nella storia, dove per la prima volta un papa tollera di avere in seno l'errante-malizioso pur denunciando chiaramente l'errore dello stesso.

    Utilizzando un esempio agreste, come se un pastore che vede entrare un lupo nel suo gregge, da un cancello che ha lascito appositamente aperto, anziché prendere il fucile, come per esempio i pastori abruzzesi, si limitasse a scrivere un libro condannando la natura infame e crudele dell'animale.

    Il papa in questione è Benedetto XV, che pur essendo dottrinalmente determinato ha permesso di accogliere nella chiesa tutti quei nemici che San Pio X aveva messo alla porta!

    Il male dunque è entrato nella Chiesa negli anni del pontificato di Giacomo della Chiesa.

    Il "male" ha preparato i suoi fedeli servitori che anno dopo anno, hanno maturato un atteggiamento anti-cattolico, anti-tradizionale.

    Questo male lo chiamerò la filosofia immanentista (giudeo-massonica) che è entrata silenziosamente proprio come un fumo e ha impregnato tutto l'edificio.

    Il Vaticano II quindi non è "un colpo di stato", ma un punto di arrivo e di partenza nello stesso tempo.

    La svolta antropocentrica o uomo-centrica del concilio non è altro che la "canonizzazine" del pensiero immanentista! Un pensiero che già era sotteso nella Chiesa.

    Gaudium et spes 12 e 24, sono citazioni che inquadrate nel loro contesto hanno un senso, che stride con al Tradizione ma prese e avulse diventano trampolino, anzi armi mortali contro la Tradizione stessa!

    *****************************
    Tradizione:

    dottrina cattolica, è teo-centrica e contempla in Dio il Fine ultimo dell’ universo e dell’uomo: esempio Catechismo san pio X

    * 2. Chi è Dio?

    * Dio è l'Essere perfettissimo, Creatore e Signore del cielo e della terra.

    * 13. Per qual fine Dio ci ha creati?

    * Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell'altra in Paradiso.

    ***************************
    il Vaticano II è uomo-centrica (così come prevede la filosofia immanentista)

    Vaticano II Gaudium et spes 12:
    "tutte le cose di questo mondo devono essere ordinate all’uomo come al loro centro e vertice"

    GS 24: L’uomo su questa terra è la sola creatura che Dio ha voluto per se stessa

    ***********************************

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  65. Karl Rahner diventerà il "messia" di questa nuova visione avvalorata non da uno spirito malvagio ma dal Concilio stesso (GS 12 24).

    L'autore dell'articolo di sìsìnono, si domanda chi ha il compito di interpretare il Concilio: Karl Rahner o il Papa, perché fintantoché il Papa non si pronuncia, Karl Rahner (e chi come lui e peggio di lui), continuerà ancora a pontificare dalle Università Pontificie di tutto il mondo.

    "Ora, è inutile “nascondersi dietro un dito” e cercare di salvare la continuità con la Traditio Ecclesiae di quei testi conciliari che, sicut litterae sonant e interpretati dai Papi del Concilio e post-Concilio, dicono e significano l’esatto opposto della Tradizione ecclesiastica. Non è il tal teologo o filosofo che interpreta autenticamente il Concilio ma il Papa. La soluzione delle contraddizioni del Concilio pastorale con la dottrina tradizionale dei Concili dogmatici, la potrà dare solo Pietro, ma sino a che ci si ostina a nascondere la testa nella sabbia, come lo struzzo, per non voler vedere le contraddizioni sostanziali e doverle espungere, non si uscirà dalla crisi in cui si dibatte l’ambiente cattolico da" .... QUASI 100 anni.

    RispondiElimina
  66. Ovvio che la pratica si gioca sul piano dell'adorazione. Microparticelle di specie consacrate rimarranno inevitabilmente incagliate nella trama del tessuto, per esempio, il quale prima o poi verra lavato con qualche tensioattivo che le rimuoverà.
    Questa considerazione non deve però risolversi in faciloneria, quasi si potesse dire - si parva licet componere magnis - che siccome il pargolino diverrà adulto e anziano e poi morrà, tanto vale non prestargli troppa cura.
    La cura per le sacre specie non aggiunge e non toglie nulla alla Gloria di Dio, ma al nostro umano stato aggiunge e toglie molto. Ecco perché al riguardo non si può essere corrivi e "moderni".

    S.

    RispondiElimina
  67. Che l'immanentismo sia in sé antropocentrico non corrisponde al vero. Negare del primato della trascendenza (nemmeno gli immanentisti più estremi e conseguenti, come Bradley o Gentile, negano tout court la trascendenza) non significa affatto porre l'uomo al centro. Anzi, la perdita di centralità dell'uomo è tra le ricadute dei sistemi immanentisti che lasciano più perplessi.
    Che al Vaticano II sia seguita una svolta antropocentrica, in primis nell'ambito della liturgia, è senza dubbio vero. Ma che ciò sia avvenuto in seguito a una svolta immanentista dei padri conciliari (anche qualora essa vi sia effettivamente stata) è un'illazione ideologizzante.

    S.

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  68. Leggi bene il capitolo I di Gaudium et spes, stai prendendo lucciole per lanterne.
    Se Amerio ti avesse confermato in queste storture sarebbe da cestinare. Ormai ho deciso di non leggerlo.

    L'autore del testo "antropocentrico" che ho postato ieri alle 18,35 è San Giovanni Crisostomo (Sermones in genesim, 2, 1: PG54, 587D - 588A).

    Leggi il Catechismo, anche solo il Compendio:

    --66. In che senso l'uomo è creato a «immagine di Dio»?

    355-357

    L'uomo è creato a immagine di Dio nel senso che è capace di conoscere e di amare, nella libertà, il proprio Creatore. È la sola creatura, su questa terra, che Dio ha voluto per se stessa e che ha chiamato a condividere, nella conoscenza e nell'amore, la sua vita divina. Egli, in quanto creato a immagine di Dio, ha la dignità di persona: non è qualcosa, ma qualcuno, capace di conoscersi, di donarsi liberamente e di entrare in comunione con Dio e con le altre persone.


    67. Per quale fine Dio ha creato l'uomo?

    358-359

    Dio ha creato tutto per l'uomo, ma l'uomo è stato creato per conoscere, servire e amare Dio, per offrirgli, in questo mondo, tutta la creazione in rendimento di grazie ed essere elevato alla vita con Dio in cielo. Solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo predestinato a riprodurre l'immagine del Figlio di Dio fatto uomo, che è la perfetta «immagine del Dio invisibile» (Col 1,15).--

    Buon Natale, don Camillo e tutti redattori ed ospiti di questo bel sito.

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  69. non meravigliarti, Don Camillo,
    quando ho detto le stesse cose, diversi thread fa, hanno confutato anche me, ma non hanno occhi per vedere ne' orecchie per intendere...

    RispondiElimina
  70. L'immanentismo che dico io è un atteggiamento filosofico, ossia una visione del mondo che tende ad escludere l'esistenza o almeno l'incidenza di altro oltre alla sfera esperienziale e mondana.

    Se Il mondo è ciò che ci circonda ed è immediatamente percepibile ai nostri sensi, ossia ci appare senza mediazione di altri fattori che non le nostre capacità percettive elementari, allora possiamo ben dire che appartiene alla sfera dell'immanenza ciò che è "fenomeno". Immediatamente percepibile, lascia intendere l'esistenza anche di qualcosa di mediatamente percepibile, nella fattispecie attraverso la mediazione della ragione.

    Ciò che la ragione conosce della realtà, non è già il fenomeno, ossia la mera materialità del reale, bensì la ragione è in grado di indagare ciò che viene chiamata sostanza, quel qualcosa che pur esistendo, va oltre l'aspetto fisico, è "metafisica", trascendenza.

    La cosa in sè stessa, o noumeno.

    I noumeni esistono, sono conoscibili e sono i fondamenti del pensiero religioso stesso. Lo spirito è il noumeno per eccellenza, la forma sostanziale, il pensiero pensante, incorruttibile, reale.

    Certamente l'antichità non ha mai seriamente dubitato dell'esistenza di una realtà trascendente, dal momento in cui la filosofia è nata.

    Platone chiamava "idee" i noumeni, e iperuranio (ciò che sta oltre il cielo) la sede di questo altro mondo oltre il mondo dell'esperienza.

    La trascendenza dell'anima permette di credere alla sua immortalità e permette di aprirsi al senso religioso. E' anche mediante una analogia con l'attività razionale dell'anima umana che si può arrivare a formulare un pensiero di tipo religioso e divino.

    E' dunque da considerare il fatto che l'esistenza in quanto tale si compone di una realtà fisica ed esperienziale, e di una realtà trascendente e metafisica. Questo vale tanto nel considerare la persona umana, che è unità di anima e di corpo, tanto quanto la creazione stessa e il cosmo.

    La realtà non si ferma all'apparenza della realtà sensibile e esperienziale, fenomenologica, ma va oltre, affondando le sue radici nel mondo ideale e trascendente.

    Conseguenza di questi principi è che anche l'esperienza religiosa deve conformarsi a questa verità. Vero è che non tutte le filosofie hanno creduto nella storia alla realtà trascendente. Vero è che la religione che queste filosofie hanno creato (poichè non si deve mai dimenticare che la religione, qualsiasi essa sia è prodotta dalla filosofia, e non il contrario) rifletteva la visione del mondo che esse predicavano.

    I padri non furono immanentisti, ma chi preparò i documenti sicuramente erano guidati da uno "spirito" immanentista(-marxista) che già si respirava da decenni nella chiesa!

    Le citazioni di GS 12 e 24, sono stra-citate dai novatores a pretesto come gli atei che dicono che anche nella bibbia si legge che Dio non esiste (Salmi, 14,1b).

    Queste citazioni hanno cioè rinforzato pensieri immanentisti quindi non cattolici.

    Queste citazioni sono state prese come una clava o come una lente o meglio utilizzando un gergo teatrale, come una "gelatina colorata" su un riflettore... tutta la realtà post conciliare ha preso il colore di quella comunissima (innoqua?!) gelatina.

    Ripeto solo il Papa ha l'autorità per togliere ogni dubbio...

    Paolo VI, ci ha provato (chiarendo il senso della "collegialità", con una nota apposita comunque bellamente ignirata,

    GPII ha fatto il Catechismo della Chiesa Cattolica che ha cercato di rinquadrare le frasi ambigue del Concilio (anche se, lo dico per Anonimo 24 dicembre 2009 10.36, non ha la stessa autorità del Concilio)

    L'attuale... anche se è l'artefice del Catechismo e del Compendio è pur vero che è "egheliano-storicista"...

    non credo che si prenderà la briga di emanare un atto di "governo" magisteriale per la corretta lettura del Concilio....

    ma magari mi sbaglio!


    Buona Natale

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  71. ora ovviamente non ne ho il tempo, ma appena posso ho molto da confutare all'ultimo Anonimo...

    RispondiElimina
  72. Don Camillo, con Anonimi come quelli che vediamo qui in giro non sarò io ad aprire fronti interni tra noi tradizionalisti. Mi limito a segnalarti che l'accezione di immanentismo cui fa riferimento è assai limitata (una sorta di fenomenologia materialista di stampo marxiano). L'importante è che i lettori meno informati non memorizzino la bêtise immanentismo= dottrina tout court anticristiana, o l'altra immanentismo=materialismo storico a carattere antropocentrico. Shotcuts utili didatticamente (ne sanno qualcosa gli amici del "Timone"), ma insufficienti quando si tratta di scendere in campo contro i reparti corazzati dell'esercito anticristiano contemporaneo.

    S.

    RispondiElimina
  73. ehm, "shortcuts", con la "r"...

    P.S. Mic, spero che non ti riferisca al sottoscritto, la cui intenzione non è certo quella di confutare don Camillo e tanto meno di sostenere Rahner o i rahneriani (ferrivecchi già negli anni Settanta).

    RispondiElimina
  74. Mi si permetta una citazione di don Camillo e poi chiudo:

    --------GPII ha fatto il Catechismo della Chiesa Cattolica che ha cercato di rinquadrare le frasi ambigue del Concilio (anche se, lo dico per Anonimo 24 dicembre 2009 10.36, non ha la stessa autorità del Concilio)

    L'attuale... anche se è l'artefice del Catechismo e del Compendio è pur vero che è "egheliano-storicista"...----------

    Vabbè... il mio invito alla lettura era solo per rasserenare, davvero.
    In altri termini, non è giusto connotare di ambiguità quel che ambiguo non è. Ma vedo che in realtà è una questione di gusti e allora... uno può anche decidere di giocare coi noumeni e appoggiare "i novatores". Pazienza. Via, in ogni caso è segno che tutto è stato compreso e chiarito.

    Ringrazio dell'ospitalità e rinnovo cordialmente gli auguri a tutti.
    Il lettore cattolico di prima

    RispondiElimina
  75. **************
    L'importante è che i lettori meno informati non memorizzino la bêtise immanentismo= dottrina tout court anticristiana, o l'altra immanentismo=materialismo storico a carattere antropocentrico.
    ***************

    Le mi confuta senza argomentare! Non sono stato educato a scrivere bestialità!

    L'immanentismo così come si è formato e così come l'ho descritto è nemico di Dio e tutti gli uomini, e in modo particolare dei cristiani! Non esistono mezze misure, come lei pensa di sapere a meno che lei non è iscritto a qualche loggia giudaica-massonica!

    Mi dispiace per lei signor mio ma credo che i lettori abbiano capito che lei è un finto... "nostro" amico!

    CARI AMICI MEMORIZZARTE BENE QUESTO!

    Guardatevi dagli ANONIMI, "c'allisciano il pelo"!

    RispondiElimina

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