lunedì 14 dicembre 2009

Lo sono o ci fanno? Il Centro Televisivo Vaticano e la teologia della liberazione

Dopo aver letto con le lacrime agli occhi per la commozione il testo del discorso del Papa ai Vescovi brasiliani (5 dicembre 2009), in cui Benedetto XVI stronca ancora una volta la teologia della liberazione, ho cercato su Youtube se ci fosse anche un video, per udire dalla stesa viva voce del Pontefice le tanto belle parole:

In tal senso, amati fratelli, vale la pena ricordare che, lo scorso agosto, ha compiuto venticinque anni l'Istruzione Libertatis nuntius della Congregazione per la Dottrina della Fede, su alcuni aspetti della teologia della liberazione; in essa si sottolineava il pericolo che comportava l'accettazione acritica da parte di alcuni teologi di tesi e metodologie provenienti dal marxismo. Le sue conseguenze più o meno visibili fatte di ribellione, divisione, dissenso, offesa, anarchia, si fanno ancora sentire, creando nelle vostre comunità diocesane grande sofferenza e una grave perdita di forze vive. Supplico quanti in qualche modo si sono sentiti attratti, coinvolti e toccati nel proprio intimo da certi principi ingannatori della teologia della liberazione, di confrontarsi nuovamente con la suddetta Istruzione, accogliendo la luce benigna che essa offre a mani tese; a tutti ricordo che "la "regola suprema della propria fede" (della Chiesa) ... proviene dall'unità che lo Spirito ha posto tra la Sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il magistero della Chiesa in una reciprocità tale per cui i tre non possono sussistere in maniera indipendente"

Ho trovato il servizio del Centro Televisivo Vaticano, ma con sorpresa la condanna della teologia della liberazione è presentata in modo marginale e con un pacchiano errore di lettura: verso la fine del filmato lo speaker parla di "derivazioni ideologiche" della teologia della liberazione, invece di "deviazioni".

Visto il modo in cui hanno messo all'angolo l'importante presa di posizione del Papa, la domanda sorge spontanea: lo sono o ci fanno?

8 commenti:

  1. Non è di certo la prima volta che gli organi di comunicazione vaticani si permettono di modificare le parole del Papa!
    Modificano, sopprimono, troncano, in questo momento la memoria mi sfugge, ma è successo ad es.per il viaggio in Africa, durante certi Angelus, quando Benedetto XVI parla a braccio.
    E le modificazioni vanno sempre nel senso di accontentare, o non scontentare, una certa tendenza politicamente-mediaticamente-religiosamente corretta.
    Mi sembrava però che in questi ultimi tempi, almeno su questo punto, la situazione era migliorata.

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  2. conoscendo l'impreparazione di certi giornalisti potrei garantire:
    1) Che non si sono accorti affatto dell'importante discorso sulla teologia della liberazione (si saranno chiesti: chi era costei?)
    2) Che le "derivazioni" per "deviazioni" è un'altro errore grossolano, di cui nessuno si è avveduto!
    Purtroppo la comunicazione vaticana è ancora troppo poco professionale, soprattutto per quanto attiene delicati argomenti teologici (molti giornalisti hanno una impreparazione abissale: sarebbe come un cronista sportivo che non sa quasi nulla delle regole del calcio, e non le studia!!)

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  3. La domanda è soprattutto: ma chi lo guarda il centro televisivo vaticano??

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  4. Ci sarebbe da chiedersi il centro televisivo chi lo cura e perché hanno scelto persone se non poco professionali, così di parte...
    Ma la risposta e ovvia: la cultura egemone è quella!

    Quello che scrivo ora potrebbe sembrare un OT, ma in realtà è in tema perché riguarda lì'atteggiamento dell'Osservatore:
    quando il Papa ha celebtrato Messa due settimane fa coram Deo nella Cappella Paolina,

    Le foto dell'Osservatore pubblicate sul giornale erano TUTTE prese mentre era rivolto verso l'Assemblea. In una il Papa è addirittura ripreso nel momento (forse del Vangelo) in cui era al leggìo e lo si vede di spalle con tutta l'assemblea di fronte.

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  5. E l'altro domanda è...quanto costa il CTV?
    Matteo Dellanoce

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  6. Filippo Burighel14 dicembre 2009 18:37

    La risposta alla domanda non "o", ma "e": lo sono E ci fanno! :-(

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  7. Quello che si tace è che con la scusa delle deviazioni marxiste i poveri latinoamericani saranno "sempre tra di noi", anche se non li vedremo grazie alla cortina di fumo delle reprimende vaticane.

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  8. Filippo Burighel15 dicembre 2009 02:55

    Quest'ultimo commento proprio non l'ho capito, a cominciare dall'esposizione formale del concetto... Bah!

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