sabato 5 dicembre 2009

Il partito dei minareti


Pubblichiamo un articolo di Massimo Introvigne apparso su Libero il 3 dicembre scorso relativo alla nota vicenda del referendum svizzero sui minareti di cui ci siamo già occupati con un precedente post. Il Segretario del Pontificio Consiglio per i Migranti ha, tra l'altro, ribadito a Zenit che il divieto di costruire minareti in Svizzera non intacca la libertà religiosa (vedi qui)



È ufficiale: in Europa c’è un partito dei minareti. Parte dai neo-fondamentalisti islamici alla Tariq Ramadan – lupi travestiti da agnelli, meno solerti quando si tratta di chiedere libertà di culto per i cristiani in Arabia Saudita o in Pakistan –, passa per gli eurocrati di Bruxelles e di Strasburgo – quelli del no al crocifisso e del sì invece al minareto – e arriva fino all’immancabile Gianfranco Fini. Ma frequentando, come mi capita in questi giorni, qualche dibattito e talk show assisto pure a una strana rinascita di affetto e stima per la Chiesa cattolica da parte della sinistra nostrana. Zitti – ci intimano –: “il Vaticano” ha parlato e tutti i buoni cattolici devono stringersi intorno alla difesa dei minareti. L’antico motto “Roma locuta, quaestio soluta”, “Quando Roma ha parlato la questione è risolta” è invocato da comunisti, dipietristi e persino musulmani. Fateci caso: quando la Congregazione per la Dottrina della Fede – che, lei sì, esprime la posizione ufficiale della Chiesa – afferma che sospendere l’alimentazione e l’idratazione dei malati in coma è omicidio per molti media italiani si tratta dell’“opinione del cardinal Levada”, subito contraddetta nella colonna accanto dello stesso giornale da un altro cardinale, magari in pensione, anziano e milanese. Se invece un vescovo o un collaboratore dell’“Osservatore Romano” attacca gli elettori svizzeri sui minareti ecco che “il Vaticano” ha parlato e i cattolici devono stare zitti.

Non ignoro l’opinione dei vescovi della Svizzera. Ma il loro presidente eletto si è dichiarato anche contrario al celibato dei sacerdoti, ed è difficile presentare pure questa come opinione “del Vaticano”. Se poi dai titoli passiamo alla sostanza, vediamo che si fa una gran confusione tra tre questioni diverse. La prima riguarda la libertà di culto. Questa deve essere garantita anche ai musulmani, i quali hanno diritto di radunarsi in sale di preghiera – beninteso per pregare, non per reclutare (è successo) terroristi da inviare in Afghanistan – pulite, igieniche e note alle forze dell’ordine come tali. L’Occidente, che ha una cultura giuridica diversa, garantisce la libertà religiosa anche a chi non la offre in patria ai cristiani: anche se fa bene quando gli fa notare l’esigenza di reciprocità, come il Papa stesso ha fatto parlando agli ambasciatori dei Paesi islamici a Castel Gandolfo il 25 settembre 2006.

La seconda questione riguarda i minareti. Non sta scritto da nessuna parte che per esercitare la libertà di culto ci sia bisogno del minareto. La sua funzione propria è quella di chiamare i fedeli alla preghiera – oggi in genere tramite un altoparlante – ma questo di norma non avviene in Europa dove non ci sono muezzin, neppure elettronici. Pertanto il minareto è nel migliore dei casi un ornamento estetico, nel peggiore un’affermazione identitaria, volta a segnare la conquista di un territorio: di qui la corsa a minareti più alti dei campanili cristiani. Nel secondo caso quella che si risolve in una provocazione può essere vietata dallo Stato in nome del bene comune; nel primo, se del caso, in nome della tutela dell’identità architettonica e paesaggistica delle nostre città.

Ma c’è una terza questione, che viene prima del minareto: la moschea. Purtroppo si continuano a confondere moschee e sale di culto. A differenza della sala di culto, la moschea è un’istituzione globale dove la comunità musulmana si trova per affrontare questioni non solo religiose ma giuridiche, sociali e politiche. “È dunque scorretto – ha scritto l’islamologo gesuita padre Samir Khalil Samir su “Avvenire”, un quotidiano talora presentato anch’esso (erroneamente) come “il Vaticano” – parlando della moschea, parlare unicamente di ‘luogo di culto’. Com’è scorretto, parlando della libertà di costruire moschee, farlo in nome della libertà religiosa, visto che non è semplicemente un luogo religioso, ma una realtà multivalente (religiosa, culturale, sociale, politica, eccetera)”. Non si può escludere che ci siano in Europa situazioni locali in cui – dopo avere considerato con grande prudenza chi è che la propone, la finanzia e la gestirà – le dimensioni, la rilevanza e il contesto in cui si muove una comunità musulmana rendano accettabile che si prenda in esame l’idea della moschea. Ma non sempre e non dovunque. Non abbiamo bisogno di lezioni sulla libertà religiosa né da Fini né da Rosy Bindi. Si può essere a favore della libertà religiosa ma contro le autorizzazioni indiscriminate a costruire moschee. E minareti.


105 commenti:

  1. Non risulta che la bindi o fini abbiamo proferito la minima parola di sdegno mentre cristiani venivano nei mesi scorsi arsi vivi in india e in pakistan, crocifissi -e non in senso metaforico- in sudan.
    E' l'impero delle tenebre, l'apoteosi del politicamente corretto, il trionfo dei salotti buoni, tanto lorsignori vivono sotto scorta nelle loro torri eburnee, cosa ne sanno dell'invadenza, dell'arroganza, della protervia islamica, quella che noi poveri cittadini riscontriamo ogni giorno nelle nostre città!
    Gli islamici imparino prima di tutto a rispettare chi li ospita, di libertà di culto ne hanno fin troppa.

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  2. Vogliamo il REFERENDUM anche in Italia!

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  3. Per i musulmani anche il velo delle donne e' un simbolo religioso. Qui i preti si vergognano della talare e le suore del loro abito. Arcivescovi favoriscono la costruzione di moschee dove si nega, con le parole e i fatti, Colui del quale sono Apostoli sino all'effusione del sangue.
    FdS

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  4. Ho quarantaquattro anni, sono prete da venti e parroco di sei parrocchie da quindici, mai vergognato della mia veste talare. Dio conservi Benedetto XVI

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  5. Il coro di coloro che ci hanno criticati, noi Svizzeri, per il nostro voto, con menzogne, malafede, condizionamento ideologico, irenismo, sta spegnendosi, vedendo che tutti i sondaggi fatti ovunque in Europa danno dei risultati ben più impressionanti del voto svizzero.
    Altro che il nostro modesto 57%, arriviamo a ciffre altissime contro i minareti, Francia, Germania, Spagna ...
    Tenendo conto che in Svizzera tutte le religioni sono libere di avere il loro luogo di culto, che la libertà religiosa non era affatto in questione, che il nostro è stato un segnale forte ai musulmani: la vostra sharia da noi non passerà!
    Ho letto molta desinformazione, molta ipocrisia, preferisco tacere sui miei vescovi, che mi hanno una volta ancora delusa e sconcertata.
    I minareti non sono un simbolo religioso ma un simbolo politico e di conquista, non sono necessari, non hanno nessuna giustificazione da noi, ma creano il pericolo potenziale che un giorno da quelle torri risuoni, in arabo, nelle nostre terre, 5 volte al giorno l`appello alla preghiera!
    Prevenire è sempre meglio che guarire.

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  6. Quando questo paese era ancora cattolico, pure la chiesa(parrocchia) era realtà multivalente.
    Il signor Introvigne non sa che pesci pigliare.
    Si arrampica sugli specchi come tutti i buoni liberali.
    L' unica ragione per la quale NON si devono costruire moschee visibili come tali(con minareto dunque, che è simbolo "propagandistico" come lo è per certi versi il campanile) è che lo Stato DEVE essere cattolico perchè quest' ultima è la vera religione.

    Ogni altra motivazione non solo è falsa, ma è anche razzista, perchè se uno applica il principio liberale(e Introvigne lo applica da anni al cesnur e non solo), deve avere la coerenza di farlo fino in fondo.
    Introvigne invece lo fa quando vuole lui e conclude l' articolo ancor peggio di come lo aveva iniziato.
    Non esiste alcun diritto di propaganda di qualsiasi religione(libertà religiosa di foro esterno), signor Introvigne.

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  7. La croce di Cristo non ha niente a che fare con il crocifisso della tradizione costantiniana.

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  8. la tradizione costantiniana?!...
    che cos'è ?

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  9. ....siamo ora tutti pronti per una imminente "monizione" storico-illustrativa di un "pastore" laico NC che ci spieghi appunto come la Chiesa da Costantino fino al Concilio (ovviamente il Vaticano II, l'unico importante tra i 21) sia andata in letargo per più di 1600 anni....ricoprendosi di polvere, ovviamente....
    (sta per arrivare)

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  10. un po di trippa ci voleva per uscire dalla monotonia

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  11. Ringrazio il sacerdote anonimo. Non se ne sentono spesso.
    Quanto ai donconcili, basterebbe aver letto bene il Catechismo della Chiesa Cattolica.
    FdS

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  12. Questo articolo e' nun chiaro esempio di integralismo cattolico.
    Voi siete come Al Qaeda!!se dipendesse da voi mettereste tuti in un unico calderone ebrei,
    omosessuali,islamici,neri.Sento assonanza con il pensiero di un uomo con i baffetti e la fila di lato di nome Adolf

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  13. Nota al mio intervento di sopra su due punti:

    1)"Non si devono costruire moschee VISIBILI COME TALI".
    COSA SIGNIFICA?.
    Significa che per ordine pubblico, non solo si possono costruire dei luoghi(case e altri luoghi) ove far pregare i non cattolici, ma è anche auspicabile, per evitare spiacevoli situazioni che incentivano solo odio e intolleranza. Chiaro che tali luoghi non possono avere la forma della moschea tipica.
    In Italia non si è mai voluto trattare il problema. La situazione ora è tesissima.


    2)Non esiste alcun diritto di propaganda di qualsiasi religione(libertà religiosa di foro esterno).COSA SIGNIFICA?

    Significa semplicemente che
    -dentro le mura di casa e in coscienza propria una persona ha la piena facoltà di credere anche che Chtulu sia Dio e nessuno deve obbligarlo a cambiare idea.

    -Aldifuori delle mura, pubblicamente, su tv, giornali e radio, nonchè in strada, non può essere legittimizzato l' insegnamento di qualcosa di dannoso.
    Allo stesso modo di come non è possibile girare nudi per strada, perchè questo induce all' imitazione del nudo e scandalizza, allo stesso modo non deve esistere diritto di professare pubblicamente religioni diverse da quella cattolica.
    Salvo il caso di ordine pubblico di cui abbiamo parlato sopra. Caso in cui si evita un male maggiore, attraverso un male minore.

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  14. monitor ha detto...

    ....siamo ora tutti pronti per una imminente "monizione" storico-illustrativa di un "pastore" laico NC che ci spieghi appunto come la Chiesa da Costantino fino al Concilio (ovviamente il Vaticano II, l'unico importante tra i 21) sia andata in letargo per più di 1600 anni....ricoprendosi di polvere, ovviamente....
    (sta per arrivare)

    QUESTO E' UN MONITOR GUASTO!!!MA TI SEI SFORZATO PER DIRE STE' SCEMENZE?

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  15. Europa suicida6 dicembre 2009 08:18

    «Il Vecchio continente è già connivente di chi vuole costringerlo alla condizione di dhimmi». L'allarme di Bat Ye'or, autrice di "Eurabia".

    «Il califfato universale è un obiettivo che l'Organizzazione della Conferenza Islamica (Oci) vuole ottenere usando diverse strategie, un progetto che porterà alla completa islamizzazione del mondo libero, una dominazione che sarà possibile anche grazie alla complicità dei governi occidentali». Conserva i toni forti e le affermazioni tranchant a cui ha abituato i suoi lettori Bat Ye'or, l'autrice di Eurabia, che ha da poco dato alle stampe (per Lindau) "Il califfato universale," un libro in cui prevede
    la completa sottomissione e connivenza dell'Europa all'islamismo.

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  16. islamically correct6 dicembre 2009 08:29

    "Perché, se si oltraggia l’Islam tutti si indignano, si accettano come fondate le critiche di islamofobia e ci autocolpevolizziamo di razzismo confessionale, mentre se si oltraggia il Cristianesimo lo si ascrive alla libertà d’espressione?

    Perché proprio coloro che sono in prima linea contro il Cristianesimo, la Chiesa e il Papa, li ritroviamo in prima linea a favore dell’Islam, delle moschee, delle scuole coraniche e persino dell’introduzione della sharia nel nostro stato di diritto?

    La risposta è perché siamo succubi dell’islamicamente corretto, ovvero di un approccio ideologico che ci impone di non dire e di non fare nulla che possa urtare la suscettibilità degli islamici, a prescindere da qualsiasi altra considerazione razionale e sensata che corrisponda al bene comune e all’interesse generale."

    Magdi Cristiano Allam

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  17. No, anonimo, il monitor non è guasto!
    Questo è ciò che dice l`iniziatore del cammino neocat.
    C`è anche uno schema per mostrare il suo alto pensiero.
    Lo può trovare qui:

    http://www.internetica.it/neocatecumenali/in-evidenza.html

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  18. rispetto suicida6 dicembre 2009 09:22

    "Dobbiamo chiarire a noi stessi che non siamo una landa deserta; e dobbiamo chiarire loro che non siamo una terra di conquista."

    Magdi Cristiano Allam

    http://dilloqui.ilcannocchiale.it/?TAG=dhimmitudine

    Vescovi e prelati italiani e svizzeri che ne pensano dell'avanzata prolifica degli islamici? che i minareti siano lì in segno di rispetto e venerazione per l'Europa cristiana,... e segno che vogliono essi nutrire amorevolmente le nostre radici che noi stessi abbiamo deciso di strappare, stravolgendo il concetto di "accoglienza" e soprattutto quello di carità, che è miseramente approdato ormai al significato di nascondere in tutti i modi la nostra identità cristiana, seppellire in cantina croci e presepi, censurare il segno della Croce in presenza di musulmani, vergognarsene come fosse offensivo....tutto in nome dell'amore e rispetto per il DIVERSO, o "diversamente credente", che non pensa affatto a rinnegare la propria IDENTITA', nè le proprie radici, nè gli scopi ultimi della propria "religione", che si basa sul sul disprezzo dei non musulmani e sull'ideologia del jihad ?
    Governi molto "corretti" ed ecclesiastici così "rispettosi" hanno dunque dimenticato che la mentalità in cui crescono i musulmani non prevede affatto e non concepisce l'idea di TOLLERANZA, che è unicamente frutto del Cristianesimo ?
    ...e che persegue invece il fine della SOTTOMISSIONE degli infedeli/non-musulmani, e non della loro tolleranza, come dimostrano nelle persecuzioni attuate nei loro paesi ?
    ...e che approfittano della libertà crescente che noi diamo a loro, per toglierla essi in futuro a noi ?
    ...e non vedono che ciò è facilissimo, visto che noi stessi per primi promuoviamo la loro avanzata, togliendo crocifissi, permettendo le lezioni di Corano a scuola, e facendo collette in parrocchia per costruire moschee ...
    (come ad es. ha fatto la comunita' cattolica di San Francesco Saverio a Trento, v.
    http://unpoliticallycorrect.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1836364)
    ? ?

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  19. rispetto suicida6 dicembre 2009 09:25

    corrige:
    ...non vediamo che ciò è facilissimo...

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  20. Cara Luisa,
    è fondato il timore che l'anonimo 0.23, che qualifica come "scemenze" realtà di cui non ha(forse) letto nulla, sia amico o parente stretto del "donconcilio" che lo precede poco più su...

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  21. Alle volte quelli che sembrano fallimenti preparano, molto cristianamente, delle grandi rivoluzioni.
    E voi davvero mettete un poco tristezza: siete la prefigurazione di un cristianesimo che la chiesa alla fine dovrà sopportare e, con santa pazienza, tirasi dietro nel suo cammino.
    Un cristianesimo finito prigioniero di una religione, e religione prigioniera di qualche stato, nazione o cultura.

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  22. c' è una grande differenza fra l' EUROPA del passato con la sua identità culturale . molteplice ed unica fra i vari stati e l' EUROPA di oggi che ne rifiuta al contrario il proprio passato di identità civile e culturale e di cui non vuole farsi carico .......
    ma questo rifiuto è ad un livello di vertici sopratutto .....
    è un EUROPA fatta da burocrati ...
    e non vi trovo differenza con i '' modi di pensare dei vertici della CHIESA ,, ......

    mettere il CROCEFISSO a paragone con i minareti , SIGNORI piagnucolosi DEL CLERO è la stessa cosa ???????
    complimenti all' interegiolisità ed alla fonte !!!!!!!! .....

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  23. Un’intimidazione con pochi precedenti quella appena avviata dal Vaticano contro 41 preti e religiosi che poco più di cinque mesi fa firmarono un appello “per la libertà sul fine-vita” promosso dalla rivista MicroMega dopo la morte di Eluana Englaro e durante la discussione al Senato del disegno di legge sul testamento biologico, poi approvato lo scorso 26 marzo (v. Adista n. 37/09).

    Ad agosto – riferiscono ad Adista fonti vaticane – sarebbe infatti partita dalla Congregazione per la Dottrina della Fede una lettera indirizzata ai vescovi diocesani e ai superiori provinciali dei 41 preti e religiosi contenente un ordine preciso: convocare i sacerdoti per richiamarli all’ordine ed eventualmente punirli. La libertà di pensiero e di espressione, secondo la Santa Sede, la colpa dei firmatari che avrebbero dato la loro adesione ad un testo giudicato contrario alla dottrina cattolica, dal momento che ammette la possibilità di rifiutare alimentazione e idratazione. L’aggravante è che il testo è stato pubblicato su MicroMega, cioè una rivista in ritenuta in Vaticano laicista ed anticlericale. Il direttore del mensile, Paolo Flores D’Arcais, interpellato da Adista, reagisce così alla notizia dell’iniziativa vaticana: “Questa ennesima intimidazione contro la coscienza che a parole viene ritenuta sacra fa parte di uno smaccato scambio simoniaco tra la Chiesa e Berlusconi: anti-testamento biologico subito da una parte, ammorbidimento delle polemiche sui comportamenti pagani di Berlusconi dall’altra”.

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  24. Coscienza disidratata

    “La legge sul testamento biologico che il governo e la maggioranza si apprestano a votare imprigiona la libertà di tutti i protagonisti coinvolti al momento supremo della morte”, si legge nell’appello ancora online sul sito internet di Micromega. “Definendo il nutrimento e l’idratazione forzati come cura ordinaria e obbligata e non più come intervento terapeutico straordinario, la legge annulla ogni possibilità di valutazione sull’accanimento terapeutico”. Prosegue il testo: “La morte è un appuntamento naturale a cui tutti siamo chiamati; per i credenti poi è il vertice della vita vissuta, la soglia che introduce all’eternità. La decisione di porre fine ad una parvenza di esistenza è di pertinenza esclusiva della persona interessata che ha il diritto di esporla preventivamente in un testamento, oppure alla famiglia di concerto con il medico che agisce in scienza e coscienza. Con la forza della ragione e la serenità della fede ci opponiamo ad un intervento legislativo che mortifichi la libertà di coscienza informata e responsabile in nome di principi che non sono di competenza dello Stato e tanto meno di un governo o di un Parlamento che agiscono in modo ideologico sull’onda emotiva e la strumentalizzazione di una dolorosa vicenda (Eluana Englaro). Come credenti riteniamo che chiunque come è stato libero di vivere la propria vita, così possa decidere anche di morire in pace, quando non c’è speranza di migliorare le proprie condizioni di esistenza umana”.

    A firmare il documento, don Paolo Farinella, don Vitaliano della Sala, don Enzo Mazzi, don Raffaele Garofalo, p. Fausto Marinetti, don Andrea Tanda, don Ferdinando Sudati, don Adolfo Percelsi, don Giovanni Marco Gerbaldo, don Pierantonio Monteccucco, don Chino Piraccini, don Marcello Marbetta, p. Tiziano Donini, don Aldo Antonelli, don Roberto Fiorini, don Luigi Consonni, don Angelo Cassano, don Renzo Fanfani, don Nicola De Blasio, don Guglielmo Sanucci, p. Benito Maria Fusco, p. Pierangelo Marchi, don Paolo Tornambè, don Carlo Sansonetti, don Franco Brescia, don Carlo Carlevaris, p. Nino Fasullo, don Andrea Gallo, don Angelo Bertucci, don Alessandro Santoro, don Giorgio De Capitani, don Francesco Capponi, don Alessandro Raccagni, don Salvatore Corso, don Riccardo Betto, don Albino Bizzotto, don Sandro Artioli; inoltre dom Giovanni Franzoni, don Franco Barbero e p. Gino Barsella, già dimessi dallo stato clericale (fra i firmatari ci sarebbe stato anche don Goffredo Crema che però, a metà agosto, ha scritto alla redazione di Micromega per ritirare la propria adesione).

    L’iniziativa della Santa Sede nei confronti non di un singolo prete, ma di un intero gruppo rimanda a tempi lontani: restando all’Italia, alla battaglia referendaria per il divorzio del 1974 quando furono molti i preti schierati pubblicamente per il “No” a subire la sospensione a divinis (tra questi anche Giovanni Franzoni); oppure al 1989, quando vennero in vario modo puniti gran parte dei 63 teologi che firmarono una “Lettera ai cristiani” a favore di una attuazione più decisa del Concilio Vaticano II (insieme a don Vittorio Cristelli, direttore del settimanale diocesano Vita trentina che, solo per il fatto di aver pubblicato quella lettera, venne licenziato in tronco).

    Le lettere della Congregazione per la Dottrina della Fede sono in viaggio. Si tratterà di vedere nei prossimi giorni come i vescovi e i superiori provinciali decideranno di intervenire sui preti e sui religiosi che si trovano sotto la loro giurisdizione. (luca kocci)

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  25. Ormai non resta che constatare con grande amarezza l'avveramento in atto intorno a noi, inarrestabile, (consenziente buona parte del clero "rispettoso delle diversità"), dei presagi del Cardinale Eugenio Pacelli, futuro Pio XII:

    “Sento intorno a me gl’innovatori che vogliono smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, respingere i suoi ornamenti, infliggerle il rimorso per il suo passato storico”.

    “Così, mio caro amico, sono convinto che la Chiesa di Pietro deve difendere il suo passato; altrimenti si scaverà la fossa.

    Così la Chiesa ha iniziato la propria demolizione, cominciando con l’"alterazione della Fede, nella sua liturgia, nella sua teologia e nella sua anima", oltre 40 anni fa...

    (il Signore lo permetterà ancora per molto, ma non fino alle estreme conseguenze!)

    Adriana

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  26. ANONIMO dell 0,00

    dico solo ........ '' LA MADRE DEGLI IDIOTI E' SEMPRE


    GRAVIDA '' !!!!!!!!!!! ...........

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  27. la cosa grave è che sia i 41 sacerdoti (chiamarli preti o presbiteri sarebbe riduttivo, perché l'esatto significato del primo termine è "che ha accesso ha presbiterio, del secondo che è un "anziano") che chi ha scritto i post che ne rammaricano il richiamo, non sanno CHI E? L'UNICO PADRONE DELLA VITA, che a noi è stata affidata in dono e che ha valore immenso anche quando si inoltra in situazioni dolorose ed estreme e a NESSUNO può essere riconosciuto il DIRITTO di disfarsene come di uno straccio fuori uso.

    Ci sono valori, come quello della vita, e anche quello della fede (pensando agli islamici con rispetto, ma senza rinunciare alla rpopria identità), che non entrano nell'orizzonte della mera utilità ma implicano molto ma molto di più e, consegnati nelle sue mani, 'servono' il Creatore e le sue creature fino all'ultimo istante...

    purtroppo ciò è comprensibile solo a chi ha "orecchi per intendere", come dice il Signore

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  28. in nome del Concilio6 dicembre 2009 11:06

    ...e una volta alterata, per oltre due generazioni, in modo pressochè irreversibile, la Fede di sempre attraverso la Liturgia perenne che doveva rimanere integra, assistiamo agli obbrobri concettuali, filiazioni dirette delle deformazioni dottrinali (avallate e promosse per 40 anni), di cui leggiamo le splendide prove
    esposte dall'anonimo, che propagandano senza pudore la spaventosa aberrazione neo-illuminista, quella che osa definire "rispetto per la libertà di scelta individuale" (autodeterminazione) il suicidio assistito di Stato, nonchè l'"omicidio pietoso" di Stato; tutte odierne concezioni della "carità" sostenute fieramente dai moderni preti(?) apostati, che hanno ormai rinnegato apertamente non solo il Cristianesimo, ma la Legge di Dio e la stessa legge morale naturale !
    E la chiamano "battaglia" condotta "come credenti", in nome della libertà, della fede, del rispetto del "fine-vita" e...
    "per una attuazione più decisa del Concilio Vaticano II" !
    ---------

    ovvero: Concilio Vaticano II, quante mostruosità anticristiane si dovranno sbandierare ancora in tuo nome ?
    ...ma il Concilio aveva per caso detto qualcosa di nuovo, dopo 1965 anni, circa il rispetto per la vita, dal concepimento fino alla fine naturale, e A CHI ESSA APPARTENGA DI DIRITTO?

    Adriana

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  29. da chi andremo?6 dicembre 2009 11:20

    ...a questo punto appare sempre più urgente che venga concessa una risposta illuminante e chiarificatrice da parte del Santo Padre alla supplica di Mons. Gherardini, riguardo alla corretta interpretazione del Concilio, al fine di contrastare e impedire il dilagare di queste e consimili aberrazioni, da parte di esponenti del clero, che aumentano la confusione e lo scandalo nelle coscienze dei fedeli, in modo ormai incontrollabile!
    Se "carità" è così intesa e insegnata da questi pastori,
    a molti di noi questo appare nient'altro che FANGO sul Volto di Cristo !

    Signore, da chi andremo, se i preti parlano come il mondo e peggio del mondo?

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  30. Non sono assolutamente d'accordo con il discorso di C.C. sul divieto di propaganda religiosa, che è sbagliato per almeno tre motivi.

    1) Anzitutto per una questione morale, e cioè perché cercando di impedire l’uso errato della libertà si va a finire quasi sicuramente per coartare la libertà stessa. Il Concilio Vaticano II ha espresso molto bene questo concetto, ma esso è respinto da una certa visione del cattolicesimo che si identifica con un ultra-tradizionalismo molto critico verso ogni forma di liberalismo, e che anzi a mio parere non riesce neppure a distinguere tra diversi tipi di liberalismo, e pertanto ritiene che un liberalismo cattolico non possa essere altro che una versione camuffata del liberalismo anticattolico. Ma in realtà questo “liberalismo cattolico”, o in qualunque modo lo si voglia chiamare, ha ben poco da spartire con la tipica mentalità liberal intrisa di relativismo. Quest’ultima basa la libertà di parola sull’equivalenza tra verità e falsità, sull’astratta tolleranza verso ogni idea qualunque purchessia (una tolleranza spesso ipocrita e selettiva, è da aggiungere); invece il Concilio Vaticano II lega la libertà di parola alla persona, non all’idea. Non sono le idee sbagliate ad aver diritto di essere diffuse, ma sono le persone che hanno la libertà di diffondere idee sbagliate perché hanno un libero arbitrio che non si può sopprimere senza provocare un danno maggiore. Naturalmente questo uso distorto della libertà è sbagliato, e da esso ci si deve difendere, ma senza che questa difesa sfoci nella negazione della libertà stessa.
    (per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, ho trovato questo concetto spiegato egregiamente nel libro “Confini”, un dialogo tra il cardinale Camillo Ruini e lo storico Ernesto Galli Della Loggia, di cui consiglio vivamente la lettura)

    2) In secondo luogo è irrealizzabile, perché la storia insegna che bloccare la circolazione delle idee è fattibile soltanto nel breve periodo, mentre nel medio e lungo termine è impossibile. E se questo è stato vero per i periodi storici in cui la conservazione e divulgazione del sapere si affidava soltanto alla trasmissione orale e ai manoscritti, è esponenzialmente più vero per il presente momento storico pervaso dalla comunicazione globale immediata. I pastori hanno il dovere di proteggere il gregge dai lupi, ma non si può riuscire a tenere il gregge in un recinto che sia una campana di vetro.

    3) In terzo luogo la censura è controproducente, per vari motivi: per il perverso fenomeno del “frutto proibito” per cui ciò che è vietato diventa più attraente; perché chi viene censurato può spacciarsi per martire, e atteggiarsi a tale anche quando l’idea censurata era completamente sbagliata, ed anzi un’idea completamente infondata può ammantarsi di verità ed essere percepita come vera proprio in quanto è stata inizialmente censurata; e perché affidare a un’istituzione ecclesiastica un potere così grande, decidere a priori cosa deve o non deve essere obbligatoriamente conosciuto dalla totalità delle persone, rischia di corromperla, posto che la grazia di stato non implica che gli ecclesiastici siano automaticamente immuni dai difetti e dalle tentazioni del potere (e su questo blog se ne danno spesso numerosi esempi).

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  31. mi ricollego in qualche modo agli ultimi commenti .
    vi è una grande differenza fra NOI e la CULTURA
    ISLAMICA -----

    la CULTURA ISLAMICA si appoggia all' '' ALTARE ''

    a differenza della nostra , che non o fa più dal 1789 ..... e proprio per questo preciso punto , NON li capiremo mai !!!!!!

    e vorrei ricordare ancora , visto che ci riguarda tutti in questo blog .... della visita di BENEDETTO XVI in GIORDANIA .......
    il PRINCIPE ... non ricordo il nome ,,,,,,, ma discendente diretto del PROFETA ... ha avuto parole di apprezzamento con BENEDETTO XVI circa il MOTU PROPRIO ........
    riceviamo apprezzamenti dagli islamici e persecuzioni dai NOSTRI !!!!!!!! .......

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  32. E se voi leggeste(?) che cosa succede in Francia !
    I vescovi sono in grande maggioranza degli elettroni liberi.
    L`ultima: a Strasburgo il vescovo si è vantato di aver rifiutato l`arrivo dei benedettini del Barroux ma di aver sostenuto la costruzione di una moscha
    perchè di quella ce n`era bisogno...era necessaria.
    E ancora sempre a Starsburgo: le religiose di un monastero hanno domandato e ottenuto che venga cacciato il loro cappellano, perchè era troppo rispettuoso della Liturgia e del Magistero petrino, il nuovo cappellano ha già detto che con lui tutto cambierà,che non rispetterà la Liturgia che il canto gregoriano è proibito e che con lui le Messe saranno improvvisate.

    Fino dove andremo?
    Quando l`autorità deciderà di intevenire?
    Chi pensa alla salvezza delle anime?
    Da 40 anni in qua , l`errore non è corretto, talvolta è anche legittimato, gli erranti si moltiplicano e sono sempre più rumorosi e arroganti.

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  33. DE L'ART DE SE DEBARRASSER DES PRÊTRES
    FIDELES AUX ENSEIGNEMENTS DE L'EGLISE.

    Avec l'aval de l'Archevêque de Strasbourg, les religieuses du Couvent Saint-Marc de Gueberschwihr (diocèse de Strasbourg) se sont "débarrassées" - le mot n'est pas trop fort - de leur ancien Aumônier jugé trop fidèle aux enseignements du Magistère. 
Homme de prière et de culture, il célébrait l'Eucharistie avec dévotion et en respectant le missel romain: cette fidélité exemplaire s'est avérée rédhibitoire pour une poignée de religieuses influentes décidées à faire leur coming-out post-conciliaire avec quelques dizaines d'années de retard.
Désormais, l'ancien Aumônier est consigné dans sa chambre avec obligation de ne plus avoir de contacts avec les religieuses et il est tenu de célébrer la messe seul, chez lui. "On" lui a fait savoir qu'il devra quitter les lieux.
C'est ainsi que, dans le diocèse de Strasbourg, on traite les prêtres.
Quant au nouvel aumônier nommé par Mgr Grallet, il conviendra sûrement aux religieuses qui s'imaginent être dans le vent de l'histoire, puisqu'il a annoncé dès son arrivée au couvent qu'il ne respecterait pas la liturgie: désormais les messes sont improvisées et le chant grégorien est interdit.
Une histoire lamentable qui mérite d'être connue du plus grand nombre tant elle choque et désespère de nombreux fidèles.

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  34. be cara LUISA !!!!!!!
    le fiamme del ' INFERNO hanno bisogno di fascine per essere alimentate .....
    anche LORO in qualche modo sono utili ......

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  35. piuttosto , davanti a tante assurdita' ...... ( non ho parole per definire ) ...

    mi domando SEMPLICEMENTE UNA COSA ...... ed è il centro della mia vita ....
    ma questa CANAGLIA , si è mai posta il problema . la domanda ......
    che cosa è la CROCE ???
    sanno COSA SONO LE PIAGHE DEL SIGNORE ???
    riescono a concepire , seppur lontanamente TUTTO QUELLO CHE LUI HA SOFFERTO , per NOI sulla CROCE ???
    vorrei entrare nel cervello di questi BUROCRATI per vedere cosa c' è . cosa vi troverei ??????
    probabilmente ...... troverei .................
    ....... quella cosa .... cosi ripugnante , ma altrettanto utile che serve da concime per le piante ...... ma alla stato liquido .......

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  36. DANTE PASTORELLI6 dicembre 2009 12:16

    La dottrrina cattolica ha sempre insegnato che non esiste il diritto alla libertà e all'esercizio dell'errore. Per evitare mali maggiori s'è sempre fatto ricorso al concetto di tolleranza, che, in quanto tale, per impedire pericoli per la vera fede, va dallo Stato regolamentata.
    Lo Stato, ovviamente, se non cattolico, si comporterà diversamente, è messo in conto. Ma la Chiesa non può giudicar positivo questo comportAmamento né supportarlo con false argomentazioni.

    Chi non è con me e contro di me.
    Chi ama il pericolo in esso perirà.

    Disse chiaramene nel 1974, se non ricordo male, Ben Bella all'Onu, che l'Islam avrebbe conquistato l'Europa non con le armi ma col ventre delle sue donne.
    Un lungo tratto di strada è già stato percorso.

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  37. Infatti l'errore non è un diritto, ma una spiacevole possibilità insita nel libero arbitrio che Dio ha dato all'uomo.
    E il liberalismo cristiano si basa precisamente sulla tolleranza dell'errore in quanto male minore, non sulla sua equiparazione al bene. E' il libealismo relativista a mettere sullo stesso piano verità ed errore e parlare di tolleranza come di confusione tra giusto e falso.
    Ma confondere il liberalismo cristiano e il liberalismo relativista, e pertanto rigettare in blocco ogni forma di democrazia liberale, è un errore che il tradizionalismo cattolico non può permettersi di fare.

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  39. Ma confondere il liberalismo cristiano e il liberalismo relativista

    senza entrare nel merito di quel che dice Claudio LXXXI, basta la frase quotata:
    "liberalismo cristiano" è un ossimoro, è una contraddizione in termini: nessun "ismo" può coniugarsi con "cristiano"... il liberalismo è già una ideologia e non ha niente a che fare con la "libertà", quella evocata dalla parola del Signore "la Verità vi farà liberi", che è dono grande di Dio e non va confusa con tante sue contraffazioni

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  40. La Chiesa può anche fare il beau geste di difendere il diritto dei musulmani al minareto, non è questo il punto. Il problema è che limitandosi a fare questo genera il dubbio nei suoi fedeli che alla fin fine tutte le religioni siano sullo stesso piano: che le cose non stiano affatto in questo modo deve quindi essere al contrario ribadito fermamente, per quanto possa essere poco radical chic.

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  41. Vorrei meglio approfondire quanto dice ClaudioLXXXI.
    Detto così non ho capito cosa vuole intendere.
    Io le dico cosa penso della questione. Lei poi mi rispieghi cosa intende per favore.

    -Il problema delle democrazie Liberali è, secondo me, nei suoi principi ispiratori che sono due, uno remoto, l' altro più contingente.
    Non si tratta dunque di problematiche di applicazione della democrazia liberale.

    -Libertè, egalitè, fraternitè rivoluzionarie e post-rivoluzionarie

    -Costituzioni europee(vedi quella italiana)

    Dati questi due principi ispiratori, non capisco come si possano fare distinzioni. Distinzioni che in natura non esistono. Infatti non conosco esempi di democrazie cristiano-liberali.

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  43. Concordo con C.C, che sapientemente ha fornito gli estremi tecnici di quel che sostanzialmente avevo osservato io in termini concettuali

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  44. leggo al punto 3) di Claudio:

    ...perverso fenomeno del “frutto proibito” per cui ciò che è vietato diventa più attraente...
    (con le varie giustificazioni che seguono: che il censurato diventi un "martire" ecc...o che gli stessi ecclesiastici siano peccatori ecc..... )
    ?????

    ma lo sa che queste sue affermazioni richiamano da vicino quelle note proposte dei radicali di "depenalizzare" i reati minori, le droghe leggere ecc., perchè "tanto il male già esiste,(come l'aborto) allora togliamogli la clandestinità" ecc., del tipo "anti-proibizionista", che spesso illude che gli uomini, abolito un divieto, spontaneamente scelgano il bene??

    Lei si accorge che secondo le asserzioni qui esposte si dovrebbe abolire qualunque specie di teologia morale ?
    ...come dire che si devono accantonare definitivamente i 10 comandamenti, per la loro formulazione di "divieti", che sarebbe quindi oggi superata, in virtù di una visione "liberale" del Cristianesimo?
    (col famoso fraintendimento della frase:
    "Ama e fa' quel che vuoi" !)...
    Scusi, Claudio, se le rivolgo una domanda brutale: se lei è un autentico cattolico, su quale Catechismo si è formato ?

    Fedele basito

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  45. ....o equivale a dire:
    "aboliamo la segnaletica stradale, specialmente i divieti, altrimenti gli autisti sono più spinti alle violazioni" ?
    ....o, risalendo alle origini, potremmo dire anche che il Creatore ha "sbagliato" a proibire ai progenitori di assaggiare la mela, perchè così li avrebbe spinti al peccato ??

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  46. questione di Fede6 dicembre 2009 16:33

    tolleranza dell'errore in quanto male minore...
    ??
    No.
    L'errore (=non-conoscenza o rifiuto del vero Dio, falsa religione, coscienza erronea, peccato) è in contrasto inconciliabile con la Verità, che è Bene assoluto.
    L'errore deve essere portato alla luce e combattuto, in omaggio totale e costante alla Verità.
    Tollerato finchè gli erranti non lo riconoscono, ma bisogna insegnar loro a DISCERNERE IL BENE DAL MALE, il giusto dall'ingiusto, il Vero dal falso.
    In questo esercizio consisteva (fino a 40 anni fa) il retto uso e l'educazione della coscienza morale....dopodichè si affermò la civiltà "permissiva" e "pluralista", in cui gli errori e le menzogne furono considerate e rispettate come "diverse forme" di verità e di morale (=ciascuno ha la sua).
    Opere di misericordia spirituale
    (dimenticate dalla Chiesa "orizzontale"):
    - Consigliare i dubbiosi
    - Insegnare agli ignoranti
    - Ammonire i peccatori.
    .............

    Tollerare il "male minore", ritenendo con rassegnazione che sia impossibile evitare il male, che non sia dovere contrastarlo, e con ciò accettarne passivamente il dilagare?

    «Chi è fedele nel poco, sarà fedele anche nel molto» (Lc 16,10).

    E' integralismo? No, è fedeltà a Cristo-Verità.
    Questione di Fede.
    Di Vita o di morte.
    (la fine della Fede cristiana sarebbe anche morte dell'umana civiltà)

    “Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la Fede sulla terra?” (Luca, 18,8).

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  47. @mic
    Esistono varie accezioni di liberalismo, più o meno individualiste, più o meno compatibili con l'ortodossia cattolica. Dal velenoso liberismo di Pannella al cattolicesimo liberale di De Gasperi c'è un abisso. Non si può fare di tutta l'erba un fascio, ritenere che tutti i liberalismi siano nemici del cristianesimo è una miopia politica.

    @C.C.
    Mi perdoni ma non ho capito. A quali principi si riferiva? Io ho letto solo il motto della rivoluzione francese e l'invito ad andare a vedere la costituzione italiana. Ok ci vado, ma poi? Insomma quali sarebbero questi principi della democrazia liberale inconciliabili con la fede cattolica? Lo Stato italiano, non essendo ufficialmente cattolico, è nemico della Chiesa?

    @Fedele basito
    Per favore. Sezioniare ad arte un frase del mio discorso e dilatarla all'estremo dimenticando tutto il resto: non è un bell'esercizio interpretativo. Parlavo della censura sui mezzi di comunicazione che è stata evocata, non del doveroso insegnamento di ciò che è bene e ciò che è male.
    Il catechismo su cui mi sono formato è quello della Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Altri non ne gradisco.

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  48. @Fedele Basito
    La smetta!...posso concordare con lei ma Claudio si è espresso educatamente. Lo faccia anche lei, anzichè metterla in caciara.

    @Questione di Fede
    La tolleranza del male minore è ben contemplata dal cattolicesimo.
    Non siamo mica fanatici calvinisti.
    Di esempi ce ne sono a decine nella storia della Chiesa.
    Solo che essa non è quella spiegata da Claudio.

    @Claudio
    Si tratta in breve di un concetto di Libertà che si declina come assenza di legami(sia umani, che morali) e non più come virtù soprannaturale che si realizza nella verità(cfr. Aristotele).
    Questo è ben chiaro sia dalla lettura delle costituzioni europee che dall' analisi della rivoluzione francese.
    Senza infatti questo principio, l' opinione pubblica odierna non considera una democrazia tale.
    Pensi all' Iran. Repubblica islamica democratica, ma non certamente liberale.
    L' opinione pubblica la considera alla stregua di una dittatura, nonostante l' esistenza di partiti(anche diversi tra loro) e di elezioni popolari a suffragio universale.

    Dice bene lei quando afferma che quello de gasperiano e quello pannelliano sono liberalismi diversi, il problema è che quello pannelliano ha espressioni concrete coerenti(vedi Olanda) quello di De Gasperi assolutamente no. Non esistono democrazie liberali cattoliche. Esistono democrazie social-democratiche(Svezia, Svizzera), Liberiste con reminescenze puritane(Usa), liberal-progressiste(Olanda), ma cattoliche no.
    Quando compariranno potremo discuterne più seriamente. Ad oggi rimangono solo fantasie/ipotesi da libro.

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  49. Jacopo, vuoi dire che l'Islam è una falsa religione?

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  50. Non sono io che lo dico! E al solito si deve notare che tacendo su questo punto non si fa un'opera buona verso chi è nell'errore, dato che l'opera buona sarebbe semmai aiutarlo a superare l'errore stesso.

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  51. DANTE PASTORELLI6 dicembre 2009 20:48

    Certo che l'Islam è una falsa religione.
    L'unica vera Religione è quella fondata da Cristo Redentore, da Cristo affidata alla Chiesa perché la portasse in tutto il mondo.
    La vera religione è quella che si configura attraverso il Credo.
    Non abbiamo lo stesso Dio dei musulmani. Il nostro Dio è Uno e Trino: negando la divinità di una delle Tre Persone uguali e distinte, si nega l'essenza stessa di Dio.
    Io sono nel Padre e il Padre è in me. Chi vede me vede il Padre. Io e il Padre siamo una sola cosa. Chi ha il Figlio ha il Padre, chi non ha il Figlio non ha neppure il Padre. ecc.

    Male minore.

    Sul concetto di male minore e sulla sia inesistenza in campo morale, mi sono soffermato altre volte: non si può scegliere tra due peccati quello che si reputa minore.
    La Chiesa non tollera l'errore come male minore, perché l'error è sempre..."maggiore".
    La Chiesa può tollerare che lo Stato non impedisca, per suoi motivi pratici, ad es. ordine pubblico, ed entro certi limiti, la manifestazione pubblica delle false religioni. Ma non può che rifiutare l'errore che porta le anime alla dannazione.

    RispondiElimina
  52. definire un'altra religione una falsa religione e che la nostra è l'unica vera (la triste frase: "extra ecclesiam nulla salus") è pero' un ragionamento autoreferenziale perchè parte da un atto di fede per cui è un po' complicato proporlo come atto razionale ad un interlocutore che non si cattolico...addentarsi poi in una descrizione troppo meticolosa di Dio puo' diventare come il volo di Icaro...
    Non sarebbe sufficiente cercare di amare Dio e il prossimo (che è l'unica immagine terrena possibile di Dio) senza per forze dire che noi cattolici siamo i meglio e gli unici? Una fede vissuta senza per forza pubblicizzarla non è un po' più cristiana?

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  53. Maggio convertiti!
    Ma che fede c'è nel non dichiarare la propria fede?
    Quale Dio testimoni?
    Boh!
    Quale speranza dai al prossimo? Quali sono le motivazioni che ti spingono a credere? O ci credi e dici che in Cristo tutto si è compiuto e che quindi se vuoi la salvezza piena devi ( e sottolineo devi) convertirti oppure fai della religione umanista un idolo. Nghi in buona sostanza la divinità di Cristo trasformandolo in una statua vuota!
    Lasciamo stare!
    L'apologia si fonda sulla raziuonalità! Perchè è la ragione la culla del cuore! La nostra è una fede che si fonda su di u VERBO non su chiacchiere sincretiste!
    Matteo Dellanoce

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  54. Una fede vissuta senza pubblicizzarla contraddice la missione che Gesù Cristo ha affidato alla Chiesa e a ciascun cristiano ("andate e predicate il mio vangelo...").
    Comunque il concetto di "falsa religione" non implica il disprezzo. Le altre religioni sono false perché non possiedono la pienezza della verità, possono anche contenere elementi positivi ma questi elementi non sono sufficienti.

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  55. "andate e predicate ..." non si riferiva forse a quello che Gesu' aveva detto e fatto, all'amore che ogni uomo doveva mettere in atto nel rapportarsi con Dio e con il suo prossimo? Molte elucubrazioni razionali che sono state fatte nei secoli successivi non erano in quello che Lui ha annunciato. La fede deve essere vissuta nel cuore e rapporto col prossimo: proclamare il Credo per le strade e poi ignorare il dolore e la sofferenza altrui a me sembra un modo riduttivo di vivere la fede in Dio. Sbucciarsi i ginocchi a forza di pregare e ignorare il Cristo presente nel prossimo a me sembra un po' riduttivo. Un po' meno del masochismo tipo "Imitazione di Cristo" e un po' più coscienza che Dio è in ogni uomo che abbiamo davanti (anche quando ci fa schifo) forse talvolta non sarebbe poi cosi' tanto osceno...Io mi sforzo di testimoniare il Dio che Cristo mi ha insegnato a cercare e a ringraziare ogni minuto e sono cosciente di riuscirci poco e male perchè sono un peccatore e perchè non riesco a amare il mio prossimo come dovrei. Punto

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  56. Maggio 55, hai mai pensato che se le altre religioni fossero vere, sarebbero per ciò stesso interscambiabili? DANTE ha puntato il dito sul problema essenziale fra cristiani e musulmani. Il nostro Dio è Uno e trino, è Essere ed Amore. Visione questa del tutto assente nell'islam. Le principali verità di fede per i cristiani sono la Trinità e l'Incarnazione. Se islam ed ebraismo fossero religioni vere, la Verità consisterebbe nel credere in tutto e nel contrario di tutto. Il Vaticano II ha sbagliato quando ha scritto che anche le altre religioni contengono NUMEROSI aspetti di verità. Le altre religioni contengono solo alcuni ( non tanti) spezzoni della verità. La Verità tutta intera, ti piaccia o meno, sussiste solo nel Cristianesimo. Alessandro

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  57. No, non puoi ridurre il cristianesimo unicamente al comandamento dell'amore. E' importantissimo, ma Cristo non ha detto solo questo. Dovresti rileggerti un po' il vangelo, Maggio 55. Cristo ha detto: "Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà condannato". Non puoi farti un vangelo secondo i tuoi gusti personali.

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  58. Una fede vissuta senza per forza pubblicizzarla non è un po' più cristiana?

    una fede non più ANNUNCIATA, può definirsi ancora vera Fede?
    Se il Signore è venuto "per tutti", non ha proprio senso non farglielo conoscere?
    O si dà per scontato che basta conoscerlo in modo imperfetto: "elementi di salvezza" che starebbero dappertutto? E allora il Signore cos'è venuto a Fare e perché ha affidato l'annuncio e il battesimo ai Suoi?
    Ma conoscerlo imperfettamente significa conoscerlo davvero, se non c'è chi glielo annuncia? (vedi lettera ai Romani)

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  59. Maggio forse si è espresso male, ma quanto dice è in parte vero.
    Egli non ha mai detto che non si debba evangelizzare, ma ha bensì provato a spiegare il metodo dell' evangelizzazione.

    Non l' auto-referenzialità, ma l' amore di Cristo e, aggiungo io, l' astuzia e la confutazione.

    Dire infatti a un non cattolico che fuori dalla Chiesa non c' è salvezza non lo converte. Così come non lo converte l' enunciato di ogni altro qualsiasi dogma cattolico.
    Questo non significa certo che i dogmi non siano tali(ed in questo Maggio sbaglia dicendo che l' EENS sia triste), ma che l' evangelizzazione è qualcosa di molto più impegnativo che una semplice propaganda della propria Fede.

    Un conto è infatti la regolamentazione civile della religione cattolica, che in quanto vera, ha pieni diritti di cittadinanza, mentre le altre al massimo di tolleranza; altro è il metodo evangelizzatore che il cattolico deve seguire.
    Questo ce lo insegnano Gesù stesso, gli Apostoli e i Santi, non i governanti.

    Se posso dare un piccolo consiglio a tutti quando si analizzano le altrui sentenze, e ricordarlo a me stesso, vi cito Sant' Ignazio di Loyola che dice "non negare mai, afferma raramente, distingui frequentemente...".

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  60. Dire infatti a un non cattolico che fuori dalla Chiesa non c' è salvezza non lo converte. Così come non lo converte l' enunciato di ogni altro qualsiasi dogma cattolico.
    Questo non significa certo che i dogmi non siano tali(ed in questo Maggio sbaglia dicendo che l' EENS sia triste), ma che l' evangelizzazione è qualcosa di molto più impegnativo che una semplice propaganda della propria Fede.


    giusta precisazione, C.C
    ma è chiaro che quando si parla di Annuncio, si parla di testimoniare e 'mostrare' Gesù Risorto, e quindi il suo Amore e la Verità, certo non nci si mette a fare propaganda alla fede cattolica o si annunciano i dogmi: in questo caso sarebbe un discorso sterile e non servirebbe né a chi lo fa né a chi lo ascolta.
    La consapevolezza, ma soprattutto il cuore 'acceso' da una Presenza, è la realtà di chi Annuncia, a volte neppure senza farlo esplicitamente (anche se c'è spesso bisogno di testimoni espliciti soprattutto in questo tempo di confusione e disorientamento), lasciando 'passare' quella Presenza ed è Essa a toccare il cuore di chi ascolta, non l'annunciatore

    la fatidica parola "Amore" è quella di cui molti si riempiono la bocca e viene usata molto spesso in discorsi pieni di parole che non dicono nulla, dimenticando che la Carità non è disgiunta dalla Verità

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  61. ... Verità che è anche Via e anche Vita

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  62. Amore è bene ricordare che è Carità!
    Quindi la carità proprio perchè atto d'amore corregge l'errante. Poi all'errante di andare all'inferno! Li, solo la misericordia di Dio può fare qualcosa ( Di DIO non di MAGGIO!).
    Quindi, traiamone le conseguenze. Se in tutti c'è Dio, vero ( perchè la storia ce lo insegna. Il naturaliter di Tommaso ad esempio) è altrettanto vero che Dio, in quanto verbum, non è irrazionale, ma fonda il dono della carità ( nessuno ha imposto a Dio di salvarci)sulla morale naturale. Sulla circolarità sofferenza e speranza saldate dalla pazienza.
    Quindi l'amore è antropologicamente stabile, solido e vivo/vitale. tradotto? Ratisbona al checcume postmoderno ( falsi profeti. Gli "intrusi" di San Paolo)non dice nulla; a chi sceglie di sposare la Carità come strumento di evangelizzazione ( incarnare la Verità in popoli e persone) dice molto; se non tutto!
    Caro Maggio,
    stia attento! "a chi molto è stato dato molto sarà richiesto"! Ed in termini di Verità a noi è stata data tutta intera! LAsciare gli altri nell'ignoranza è superbia!Ed è inutile che ad un catechista come Lei si debba ricordare che la superbia è il peccato originale: sostituirsi a Dio!
    Cordialità,
    Matteo Dellanoce

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  63. Secondo me ha ragione Claudio.
    In questo scambio di opinioni vedo atteggiamenti di fanatismo e intolleranza inaccettabili, (come Fedele basito, un tipo di vero fanatico intollerante, e ha fatto bene C.C. a zittirlo) e Questione di fede, con un post da vero integralista, che non sa che cos’è la carità cristiana.
    La tolleranza degli erranti è una necessità che nei secoli passati non era sentita, per situazioni diverse, popolazioni più stabili nei loro confini…
    Nel mondo di oggi, dove vivono ormai a stretto contatto tante culture e civiltà l’integrazione è una necessità urgente.
    Così come nella convivenza familiare è indispensabile la tolleranza dei diversi gusti, temperamenti e abitudini, nella grande famiglia umana, da quando il mondo è diventato un villaggio globale, e nei paesi dell’Occidente avanzato, dove aumentano i flussi migratori dai paesi più poveri, è inevitabile il formarsi di mescolanze di popoli di diverse culture e religioni; tra di essi l’ integrazione è fisiologica e mi pare anche necessaria alla sopravvivenza della compagine statale.
    Se il messaggio principale del Vangelo è “amatevi come io ho amato voi”, allora tutto il resto è secondario, e nel mondo così com’è oggi, conta molto più la tolleranza e lo scambio interculturale che l’affermazione orgogliosa e fanatica della propria identità e religione, che può esasperare la diffidenza, i pregiudizi e i contrasti.
    Anzi, se i cristiani si ritengono superiori agli altri credenti, devono dimostrare più tolleranza, per dare il buon esempio a chi è più arretrato!

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  64. Ma nessuno ha mai detto che bisogna prendere chi ha un'altra fede per il bavero e gridargli che la sua religione è sbagliata e recitargli il Credo! Certo però se siamo noi i primi a dare l'impressione di vergognarci, se quando il discorso cade sull'argomento ci ritraiamo spaventati, se balbettiamo cose tipo che l'unica cosa importante è comportarsi bene...

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  65. Cosa vuol dire che i cristiani devono dimostrare tolleranza e dare il buon esempio a chi è più arretrato? Che devono mettersi a pregare rivolti alla Mecca? Che davanti agli atei devono negare Dio e chiedere lo sbattezzo, così da creare un'atmosfera di pace e di irenismo? La luce venne nelle tenebre e le tenebre non l'hanno compresa, sveglia! Il cristianesimo non è un tè-canasta.

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  66. eh...cari voi, che richiamate ai fedeli il "cuore 'acceso' da una Presenza"....: quel cuore (se pure ci fosse, visto che si va verso un raffreddamento generale della maggior parte dei cattolici) è giunto il momento che ce lo dobbiamo tenere ben nascosto, "dossettianamente" (ricordando come disse l'ex Presidente del Consiglio, seguito a ruota dalla fedele Bindi "vivere la fede in privato...non nella cosa pubblica")
    E chi se la sente più oggi, avanzando in mezzo a noi tali culture numericamente straripanti, con forze più giovani, di pararsi davanti a loro per difendere le nostre vestigia di cattolicità al tramonto?
    Orami siamo palesemente alla legge del più forte....
    E pavento anche che sia già iniziato quell'altro tramonto della carità (amore a Cristo) di cui parlò Nostro Signore, circa:
    "... per il dilagare dell`iniquità, l`amore di molti si raffredderà." (Mt 24,12)
    (non è più tempo di Crociate, nè di Giovanna D'Arco, nè di S. Massimiliano Kolbe...)

    RispondiElimina
  67. Cari i miei sìSignori: ma la ragione che è culla della Carità dove la lasciate? E voi vi ritirate di fronte all'irrazionale ed al non-relazionale? Ma di che Cristo parlate? Quello che è ethos? Quello che tollera l'intolleranza? ma sarete voi i fanatici non chi non smette mai di gridare dai tetti Cristo! Ma vi siete proprio bevuti il cervello? Non è più tempo di crociate? Ed allora subiamole! Facciamoci invadere! Non è più tempo di martiri? ed allora lasciamo che si inceneriscano feti e si brucino embrioni! Intanto la guancia che porgete non è di certo la vostra!
    Vergogna! Tutto per il potere umano! Tutto per avere, apparire e potere! Identici a Giuda, per 30 denari lasciate che nel silenzio vengano crocefissi sette cristiani e non scendete in piazza ( viva pPadre Scalese) e per rispetto delle scelte altrui lasciate morire affamata ed assetata la povera Eluana! Farsiei prezzolati!
    Prego perchè la Misericordia del Signore che sa andare più in basso delle miserie umane (Thibon) non si dimentichi di Voi quando verrà l'apocalisse!
    Matteo Dellanoce

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  68. bravo Matteo.
    Adesso però sentiremo C.C. che la rimprovererà di star facendo "caciara" e di non parlare educatamente!
    (Se è accertato che per essere cristiani dobbiamo tollerare i mali minori...lei si dimostra intollerante, Matteo, stia attento che oggi vale più essere garbati ed educati che non testimoniare la Fede con veemenza; si fa la fine del Battista, anche se solo "virtualmente"!)

    RispondiElimina
  69. i cristiani dovrebbero dimostrare di essere cristiani e basta...la fede vissuta è uno dei migliori annunci dell'evangelo: e la fede vissuta e rapportata con gli altri, chiunque siano. I tempi delle crociate eccetera sono finiti e di questo ringraziamo Dio fino alla fine dei secoli. Una persona che vive la sua fede e segue il cammino indicato da Cristo è una luce per tutti anche se non parla della sua fede. Non c'è bisogno di pregare rivolti verso la mecca (anche se io ho pregato in una moschea col Padrenostro e sono stato benissimo). Io probabilmente sono ammalato di ottimismo pero' vedo intorno tanti esempi di fede vissuta e di bisogno di Dio. Fino aqualche decennio fa c'era l'abitudine storica di guardare strano di non era cristiano perchè tutti lo erano per scelta, per tradizione o per forza. Oggi non è più cosi' perchè il mondo e le culture si sono mescolati e ci sembra che le certezza siano crollate:forse è il momento di cambiare il nostro linguaggio affinchè la nostra parola torni ad essere illuminante...la pregheria e lo sforzo per amare (in senso pratico e umano non filosofico) il prossimo di possono aiutare

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  70. la fede vissuta e rapportata con gli altri,

    belle parole sì...
    Passiamo ai fatti concreti.
    Quando una maestra, dopo aver assegnato il compito di disegnare una scena riferita al Natale, impone, anzi proibisce ad un alunno di scuola elementare di disegnare un presepe classico, con la Sacra Famiglia, compreso Gesù Bambino appena nato (proprio Lui, guarda un po' che problema...) con la motivazione che quella raffigurazione può disturbare e offendere i compagni musulmani presenti e impedire l'integrazione dei fratelli musulmani sul suolo italico...
    egregio maggio55,
    quale fede vissuta possiamo e dobbiamo dimostrare?
    Quale la fede della maestra?
    Quale la fede del (malcapitato) alunno?
    Quale la fede dell'istituto scolastico?
    (Quale la fede degli italiani?
    e degli europei....?)

    RispondiElimina
  71. fede...rapportata con gli altri, chiunque siano...
    ??
    che vuol dire "rapportata"?
    sig. maggio, concretezza, per favore!
    Quando si legge un giorno sì e l'altro pure che in Inghilterra
    (patria di tutte le correttezze perchè notoriamente regina del "fair play", dell'aplomb e del
    "non dire per non ferire"....) si licenziano in tronco persone che osano portare indosso crocifissi o altri segni distintivi del cristiano...
    lei come consiglia -all'atto pratico- quei cristiani di rapportarsi a quei datori di lavoro, con "quale fede vissuta" ?
    (e questo è il meno: quando si tratterà di andare "controcorrente" in modo molto più pesante, in gravi decisioni di peso pubblico e larghe ripercussioni sociali, essere uno contro tutti per rimanere cristiani autentici ....ce lo racconterà, sig. maggio?....)

    RispondiElimina
  72. Qui siamo all'inversione. La fe4de è sola opere. Dopo il sola scriptura luterano ( che ha generato l'hegelismo post-conciliare) arrivano con un centinaio di anni e, come Marx lo fece con Hegel, loro lo fanno con Lutero: lo tirano in piedi!
    Materializzano Lutero! Ma roba da matt! Il primato è del Logos che incarna l'uomo. L'ethos è consegìquenziale al logos!La sofferenza è di tutti in questo mondo perchè nasciamo nel Peccato Originale! Siamo salvati e portati fuori dal mondo dall'amore di Dio! E l'anima (Maria) quella che ha il sopravvento sulla "carne" ( Marta).
    Questa è bella: tu vedi uno soffrire. Sei portatore di speranza e di salvezza e non parli!!!
    Da capo! Cristo è immagine verbale è contenuto plastico e formante non si può, eliminare il verbale di Cristo, altrimenti si trasforma Cristo in NON_Verbale che non è imago e rappresentazione ma idolo. Infine si nega l'et et cattolico. L'anima si salva e salvandosi salva e porterà alla Resurrezione i corpi!
    Sostanzialmente siamo di fronte alla negazione della divinità di Cristo! A tanto siamo arrivati? A negare la propria fede? A negare la continuità dal Padre al Figlio generatori di Spirito Santo?
    Frutti della teologia della liberazione. Sapete cosa è bello! Che se non ci fossero poveri loro sarebbero inutili! Dei perfetti atei!
    Gli "intrusi" di San Paolo! Gli stessi della prima lettera di pietro!
    Per i capelli si deve prendere chi sta cadendo nel baratro dell'Inferno! E loro gentilmente li lasciano scivolare dentro! Ezechiele in questo è chiaro! Andrede anche Voi con lui! Tanto vi è stato dato e tanto vi sarà chiesto e loro non parlano della fede! Seppelliscono il più grande talento che hanno!
    Qui non è questione di progresso o di tradizione qui è tradimento. Punto!
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  73. i cristiani dovrebbero dimostrare di essere cristiani e basta...la fede vissuta è uno dei migliori annunci dell'evangelo: e la fede vissuta e rapportata con gli altri, chiunque siano.

    Come dobbiamo 'intendere' allora quel che ci dice Goovanni 17 ???

    Questo è il modo per avere la vita eterna: conoscere te, il solo vero Dio, e conoscere Gesù Cristo, colui che tu hai mandato.
    ....
    Prego per loro, non per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dato, perché ti appartengono.

    dovresti leggere con MOLTA attenzione anche ciò che precede e segue, Maggio55!!!!

    Il tuo è un cristianesimo quanto meno approssimativo, direi!!!!

    RispondiElimina
  74. Certo che se i Santi Apostoli si fossero preoccupati di "tollelare" le false credenze altrui il Cristianesimo sarebbe morto in partenza...
    ci dimentichiamo troppo spesso che i cristiani hanno dato il sangue e la vita per testimoniare il Cristo, non certo solo le parole. Inoltre il Signore ha detto "siate semplici come colombe ma astuti come serpenti"! Noi invece siamo dei pavidi piccioni, anche un po' tonti, e l'astuzia la lasciamo agli altri. Così va a finire che per tollelare tutto e tutti ed essere delle brave colombelle, ci ritroviamo noi a divenire protestanti, buddisti, e via dicendo. Anche la testimonianza pubblica della nostra fede è importante, non dimentichiamo cosa ci ha detto il Signore: "Se ti vergognerai di Me, anche io mi vergognerò di te davanti al Padre mio"

    Mi chiedo se questa tolleranza non sia in realtà una forma di vergogna mascherata...

    AA

    RispondiElimina
  75. x quale fede: qualla maestra è semplicemente una cretina che non è degna di insegnare.

    RispondiElimina
  76. E no scusa integrazione, tu mi dai ragione a parole, però non mi pare che stiamo parlando della stessa cosa. Io non ho detto che conta solo l'amore e tutto il resto è secondario, questo è proprio lo sbaglio da cui Benedetto XVI ci mette in guardia nella Caritas in Veritate: separare la carità dalla verità, ridurre l'amore a un sentimentalismo risciaquato nell'indifferenza. La tolleranza cristiana non vuol dire rinunciare ad affermare la verità della propria identità, quella semmai è la falsa tolleranza del relativismo, che è ancor più velenosa quando si vuole camuffare da tolleranza cristiana per inquinarne subdolamente il messaggio. La vera tolleranza cristiana è odiare l'errore e amare l'errante. A colui che diffonde con i mezzi di comunicazione idee sbagliate, o che propaganda le false religioni come l'islam, la Chiesa non impedisce coattivamente di manifestare il suo pensiero nè chiede allo Stato di farlo, ma non rinuncia a criticare con forza tutto ciò che di sbagliato c'è in quelle false dottrine e ad affermare la verità del cristianesimo in adempimento del depositum fidei ricevuto. Questa è la tolleranza cristiana, non altro.

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  77. i segni "distintivi" il cristiano li porta nel cuore...io non riesco a vedere tutta questa tragicità del mondo contro i cristiani:sono eventi che si verificano con regolarità nella storia. Gli apostoli hanno testimoniato con la vita la loro fede non prendendo a sassate chi non voleva credere (questo è cominciato dopo l'editto di Teodosio quando il cristianesimo divenne religione di stato e allora era pericoloso per non dire impossibile non essere cristiano anzi un popolo diventava cristiano solo perchè lo era il re...). Vergogna mascherata? Mah! Io non vedo nessuno intorno che si vergogna di essere cristiano:vedo semmai gente che si beve il cervello a guardare il grande fratello... E' cominciata la guerra contro i simboli? Possono anche strapparci la croce dal collo (non importa) ma la fede dentro il cuore e nel nostro modo di vivere MAI.

    RispondiElimina
  78. Mi chiedo se questa tolleranza non sia in realtà una forma di vergogna mascherata...

    non è vergogna mascherata, è scimmiottatura del cristianesimo!

    RispondiElimina
  79. Io non ho dimenticato la ragione, signor Dellanoce.
    Gli altri non so. Io rispondo di me stesso. Di certo non insinuo che l' abbian dimenticata, nè tantomeno invoco Dio di non dimenticarsi di loro.
    Anche perchè io conoscendomi, devo preoccuparmi piuttosto che Nostro Signore non si dimentichi di me peccatore.
    Non ho la fortuna di poter interessarmi solo della sorte degli altri.

    Rilegga meglio quello che gli altri scrivono e forse riuscirà a capire che nessuno nega quello che lei sta denunciando.

    Saluti

    RispondiElimina
  80. Ottimo l' ultimo intervento di Claudio che mi risparmia molto tempo.

    Purtroppo, la mia teoria secondo cui la prima vittima della modernità è la comprensione linguistica, è ancora confermata.
    Una persona infatti non può parlare di opere per un secondo che viene criticato di non parlare di Fede e viceversa.

    -Una delle malattie che attanagliano il cattolicesimo odierno è infatti questa:
    ABUSUM TOLLIT USUM!(L' ABUSO CANCELLA L' USO)

    a)IN AMBITO TRADIZIONALE
    I cattolici "moderni" pensano solo alle opere?...allora ogni cosa che è opera compiuta da loro fa per forza schifo e va schifata!.


    b)IN AMBITO "MODERNO"
    I cattolici "tradizionalisti" pensano solo alla dottrina?...
    Allora ogni cosa che è dottrina fa venire l' orticaria e allontana da Dio.


    Terribile ma vera la sentenza di Padre garrigou lagrange nella quale dice che il Liberalismo ha lasciato dietro sè due grandi cadaveri: l' umanitarismo indifferentista con la sua fede tiepida, e il fanatismo con il suo falso zelo.

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  81. Terribile ma vera la sentenza di Padre garrigou lagrange nella quale dice che il Liberalismo ha lasciato dietro sè due grandi cadaveri: l' umanitarismo indifferentista con la sua fede tiepida, e il fanatismo con il suo falso zelo

    terribile, ma vera

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  82. DANTE PASTORELLI7 dicembre 2009 20:55

    La nostra dottrina sono gl'insegnamenti di Cristo che la Chiesa ci ha trasmesso e che ancora interpreta per noi obbedendo al mandato ricevuto.

    Le opere buone, l'amore verso gli altri posson essere frutto di filantropismo, di natura umanitaria, illuministica, massonia, ecc. Non si acquistan per quelle meriti dinnanzi a Dio.
    Le opere del cristiano devono nascere dalla Carità, che presuppione la Fede: si ama l'altro perché in esso è Cristo, in esso è il fratello figlio, come noi, di Dio, a noi unito dal dramma di peccato e redenzione.
    Questo ha sempre insegnato la Chiesa.
    E Gesù agli Apostoli ha certo chesto di dar testimonianza, ma come? "Andate ed ammaestrate tutte le genti". In greco, ammaestrate e "mateteusate", vale a dire "rendete discepole " tutte le genti.
    L'approccio all'ammaestramento può eser diverso, a seconda delle circostanze, ma non può partire che dalla certezza della propria fede che è l'unica vera.
    Le religioni non cristiane non contengono elementi di verità: qualora in esse sia presente ancora qualche bagliore della morale divino-naturale che han ripudiato nella sua completezza,
    vien soffocato da culti a divinità inesistenti, da superstizione, da paganesimo, politeismo, naturalismo ecc.

    La prima forma di Carità è quella di render consapevoli gli erranti, con tutta la delicatezza possibile, in quale situazione vivano, qual sia l'unica verità, l'unica possibilità di salvezza E ciò vale per i non cristiani e per i cristiani non catolici.

    Non è autoreferenzialità, ché nessuno di noi può porre se stesso come Verità: il punto di riferimento e l'autorità che ci portan a dir che che solo la cristiana, e la cattolica in particolare, è la vera religione, è la Rivelazione Divina, completata da Cristo con la sua parola vivente nel Corpo Mistico.

    RispondiElimina
  83. se vuoi davvero aiutare un musulmano dagli una mano a trovare un lavoro,una casa, a muoversi nella burocrazia delle questure
    -----------------------------------
    Convertirlo all'amore di cui Lei si riempie la bocca no?
    Dirgli che c'è una speranza che va oltre la scimitarra di Maometto, no?
    ___________________________________

    Chi non prega per il fratello è più falso di chi si riempie la bocca di opere buone!
    Non si prega più per la conversione, per la salvezza del nemico?
    ____________________________________
    Qualcuno faccia presente a qualcun altro cosa vuol dire essere cristiani nel ( non del) mondo oggi a qualcun altro! Ai silenzi delle torture delle violenze e degli omicidi. Nel mentre certa gentaglia porge la LORO guancia non la sua!
    EROI!
    Matteo Dellanoce
    PS C.C. io i suoi interventi non li ho letti...se si è sentito colpito dalle mie parole è decisamente un suo problema. Quindi non rileggo ma la invito a non sentirsi così al centro dell'attenzione...c'è già quella macchietta di Maggio che fa la prima donna...inter pares si intende!

    RispondiElimina
  84. Dalla dichiarazione del card Barbarin, a proposito dei minareti

    http://www.zenit.org/article-20646?l=italian

    “Durante il nostro viaggio in Algeria, circa tre anni fa, abbiamo detto insieme, cristiani e musulmani, che eravamo colpiti dal 'cattolicesimo delle catacombe'”, ha segnalato. “Il Presidente Sarkozy ha ricordato a sua volta 'l'islam delle catacombe'”.

    per caso c'è qualche paese occidentale in cui si può parlare di catacombe per L'Islam ?
    Cui prodest questa iperbolica definizione?

    RispondiElimina
  85. DANTE PASTORELLI7 dicembre 2009 22:59

    Mica ha scritto
    Cui prodest questa iperbolica definizione?
    ----------

    non alla Chiesa, ma ai suoi nemici.

    RispondiElimina
  86. il cammino verso il regno di Dio comincia e si realizza su questa terra...Cristo si è mosso sempre fra la sofferenza e la povertà non per sport o perchè erano più docili ai suoi insegnamenti ma perchè erano i biù bisognosi di giustizia. Non si tratta di fare le opere buone da dama di carità si tratta di pregare e LAVORARE contro l'ingiustizia e il dolore. Il nostro comportamento e il nostro esempio sono il modo più forte per raccontare Cristo ad un musulmano. Autorefenzialitè significa porre dei postulati fissi e con quelli giustificare il resto (vedi nella gemetri euclidea la definizione indimostrabile che due rette parallele non si incontrano mai...)

    RispondiElimina
  87. ...io gioco con alcuni amici musulmani quando si parla di violenza delle loro religione dicendogli che Maomentto è venuto 600 anni di Cristo e quindi loro sono 600 anni culturalmente indietro rispetto ai cristiani...fanno cose e hanno idee che sono simili a cio che succedeva da noi 600 anni fa...alcuni di loro concordano con me

    RispondiElimina
  88. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  89. La redenzione di Cristo non passa da PANE e VINO ma per la conversione 8 di cui la Madonna è simbolo. Ha riconvertivo l'umanità dopo il No di Eva!)!
    Lui è venuto per i malati nello Spirito, i peccatori! Tanto è vero che sempre in tutte le sue azioni ricorda di "non peccare più"! Proprio vero 40 anni di teologia della liberazione hanno trasformato il Vangelo nel "libretto rosso" di Crsito!
    La giustizia non è umana!Non è redistribuire ma è dare la possibilità ad ognuno grazie ad Uno di riscattare il peccato di uno! Il cristianesimo non è solidarietà! Ma CARITA'!Amore che salva!
    Se non si motiva il perchè di un comportamento questo rimane solo apparenza esteriore e nulla interiore! E questo non è testimoniare ma svuotare Cristo del suo potere salvifico. Non ci si salva passando dalla porta larga del buonismo di maniera ma da quella stratta della testimonianza e del martirio che ha il suo fondamento nella Verità!
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  90. DANTE PASTORELLI8 dicembre 2009 12:12

    Posto il fondamento del Dio Uno e Trino, del Figlio che s'incarna per redimere l'umanità dal peccato originale e dalle sue conseguenze, il resto ne "seconda" come scive Dante.
    Gesù non ha disdegnato aver rapporti coi i ricchi, andava nelle loro case, guariva i loro figli, e scelse una sala sontuosa, ornata di tappeti per la Cena, la prima S. Messa.
    E ricordiamoci che era Giuda a fremere per il costo altissimo dell'unguento prezioso che Maria versava sui piedi di Gesù: per lui era meglio venderlo e dare il ricavato ai poveri.

    La carità, quella vera, non esclude nessuno.

    RispondiElimina
  91. Signor Dellanoce, ma non mi pare che Maggio abbia parlat di buonismo.
    Sta facendo tutto lei.

    RispondiElimina
  92. i peccati sono sempre azioni malvagie contro un altro uomo che è l'immagine sempre presente di Dio. E' vero: la Carità è il vincolo di perfezione...dice S.Francesco di Sales nel Timoteo che "la carità è fra le virtu' quello che è il sole fra le stelle...(tutte le virtu') le obbediscono e la servono..". La solidarietà si fa alle fiere di benficienza, la Carità la si realizza osservando i comandamenti soprattutto in quello aggiunto da Cristo "ama il prossimo tuo come te stesso"...la Salvezza è il superamento delle nostre crudeltà e il riconoscimento sincero dei nostri peccati di fronte a Dio...lasciamo da parte quei due morsi in una mela...

    RispondiElimina
  93. Se leggo lasciare perdere i due morsi nella mela...beh! La negazione del peccato originale è negazione della Verità come contesto di Carità! Ed allora questo cosa non è se non buonismo ateo?
    L'indifferente al peccato o a Dio quando viene toccato poi ragiona sempre per paradigmi ateistici.
    Negazione del peccato, negazione del Vero, negazione della teandricità solo prassismo buonista.
    Il che generalmemte si realizza sulla spalle dei martiri ( QUELLLI AMMAZZATI NELLE ALTRI PARTI DEL MONDO) e sulle spalle di chi produce quella ricchezza sulla quale poi mettono le mani i buonisti per trovare casa ecc ecc a chi, a causa loro, si trova in miseria!
    Cordialità
    Matteo Dellanoce
    Ps il che generalmente costruisce stati etici...la solidarietà diviene coatta ( Von Mises) cioè per legge. Si salva la collettività e non il singolo. Il che è in contraddizione con i precetti cristiani e con quelli della cultura liberale!

    RispondiElimina
  94. "...tutti i problemi sono oggi universali...come unire gli uomini? Le grandi idee hanno fatto un sanguinoso fallimento, i grandi sogni si sono seppelliti nell'odio. Resta solo la Carità..Un uomo,chiunque sia, ovunque sia, qualunche cosa pensi, ha il cuore stretto dinanzi all'ngiusta miseria.Se è in suo poter sollevarla, fa subito un gesto..". (Raoul Follereau-La sola verità è amarsi)

    RispondiElimina
  95. Filippo Burighel8 dicembre 2009 20:11

    CITAZIONE:
    Fateci caso: quando la Congregazione per la Dottrina della Fede – che, lei sì, esprime la posizione ufficiale della Chiesa – afferma che sospendere l’alimentazione e l’idratazione dei malati in coma è omicidio per molti media italiani si tratta dell’“opinione del cardinal Levada”, subito contraddetta nella colonna accanto dello stesso giornale da un altro cardinale, magari in pensione, anziano e milanese. Se invece un vescovo o un collaboratore dell’“Osservatore Romano” attacca gli elettori svizzeri sui minareti ecco che “il Vaticano” ha parlato e i cattolici devono stare zitti.

    ---------------------

    Parafrasando una vecchia pubblicità con George Cloony: no Martini, no parti... di cervello!

    RispondiElimina
  96. DANTE PASTORELLI8 dicembre 2009 20:24

    Forse a riguardare un po' i Comandamenti ci si accorge che ci son peccati "diretti" contro Dio.
    Ma forse i Comandamenti che io conosco sono un po' diversi da quelli odierni.

    RispondiElimina
  97. Filippo Burighel8 dicembre 2009 22:12

    @DANTE PASTORELLI 6/12/2009 20.48

    Sottoscrivo in toto il post di Dante!!! :-)
    E a margine faccio notare che mi sono preso dell'intollerante e dello xenofobo perché ho detto chiaramente che non accettavo l'accostamento (che avviene anche in tanti ambienti ecclesiali) del Padre Nostro che è nei Cieli col loro Allah.

    RispondiElimina
  98. certamente che si ci sono peccato contro Dio: tutti sono contro Dio. Ma Dio come lo conosciamo e lo incontriano tutti i giorni? Negli altri uomini...i più fortunati in visioni ascetiche forse...

    RispondiElimina
  99. fare una Hit Parade fra i vari Dio mi pare un po' sciocchino...di Dio conosciamo cio' che ci hanno detto i profeti (forse), che ci ha detto Cristo pero' Dio rimane il Mistero della nostra vita: Dio è Padre e Madre, è la nostra vita stessa. Io non mi metterei mai a confrontare le varie definizioni: su ognuna di esse forse grava la nostra filosofia e cultura

    RispondiElimina
  100. DANTE PASTORELLI8 dicembre 2009 23:09

    Mi sembra che Maggio conosca dei Comandamenti diversi dai miei.
    Certo che tutti i peccati sono contro Dio: ma è Maggio che afferma che i peccati sono le azioni malvagie contro l'uomo.
    Si rilegga i primi comandamenti e vedrà che esistono peccati "diretti" conto Dio, e non contro Dio attraverso l'uomo. Sono peccati che negano il vero Dio, e ammettono i falsi dei e le false religioni; peccati che son costituiti dalla bestemmia o dall'uso vano del nome di Dio; peccati che nascono dal non adorare il vero Dio attraverso la santificazione delle feste a Lui dedicate.

    Quanto ai vari "tipi di Dio", anche qui vedo tanta confusione.
    Si confonde un vago senso religioso col Dio cristiano (negazione del I Comandamento)che, Uno e Trino, è l'unico vero Dio. E le culture qui non c'entrano proprio niente. La Rivelazione non è un fatto culturale.

    RispondiElimina
  101. DANTE PASTORELLI8 dicembre 2009 23:12

    Caro Filippo, ma di' la verità: un pensierino al paradio di Allah non ce l'hai mai fatto?

    E fuor di celia, "lascia pur grattar dov'è la rogna"

    RispondiElimina
  102. Filippo Burighel9 dicembre 2009 00:21

    O che tu dici, Dante! Un paradiso pieno di vergini non fa per me: preferisco la donna più esperta!!! X-D

    Buttiamola sul ridere, che è meglio.

    RispondiElimina
  103. Primo: Dio lo si incontra prima in sè!
    secondo: se il Dio in cui credi è diverso dal Dio dell'altro è tuo dovere convertirlo non in "punta di spada" ma per atto di Amore. Altrimenti l'amore diventa legalismo e non c'entra niente con Cristo che Ama e converte.
    Trezo: non è questione di classificazione ma di ragionevole definizione e completezza di Dio.
    Tre sono le religioni monotesite ( Cattolica, Islamica, Ebraica) ed in parte l'induismo. Ma l'unica che distingue anima e corpoè quella cattolica. Le altre sono ancora immerse in quel dio/natura che non permette loro di separare ad esempio Dio da cesare ecc. ecc. ecc. da qui la definizione di Amore che non è violenza dello stato che si impone ma gratutà sapienziale. Quindi la ragione, Logos, si impone è precedente alla carità! Altrimenti è vuoto irenismo buonista!
    Matteo Dellanoce
    PS il Vangelo non è il libretto rosso di Mao!

    RispondiElimina
  104. Ma Dio come lo conosciamo e lo incontriano tutti i giorni? Negli altri uomini...i più fortunati in visioni ascetiche forse...

    Mai sentito parlare di Rivelazione?

    se è vero che Dio si rivela attraverso ogni uomo -aggiungi anche ogni situazione- (cosa vera, ma messa così resta sul piano del generico e del fumoso) se non lo conosci innanzitutto per Chi E' e COSA FA PER TE IL DIO CHE SALVA dei cristiani, che siamo noi, come te lo fa conoscere la Sua Chiesa, cosa cerchi e cosa vedi negli altri?

    RispondiElimina

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