venerdì 4 dicembre 2009

Il Papa celebra di nuovo coram Deo

Martedi 1 dicembre nella cappella Paolina, restaurata pochi mesi fa, Papa Benedetto XVI ha celebrato la S.Messa con i membri della Commissione Teologica Internazionale. A parità di condizioni, stante la posizione dell'altare che permette entrambe le modalità, il Santo Padre ha scelto di celebrare il Sacrificio rivolto ad Deum. Riportiamo alcune foto dal NLM e alcuni passi dell'omelia (fonte: vatican.va).






"Ci sono grandi dotti, grandi specialisti, grandi teologi, maestri della fede, che ci hanno insegnato molte cose. Sono penetrati nei dettagli della Sacra Scrittura, della storia della salvezza, ma non hanno potuto vedere il mistero stesso, il vero nucleo: che Gesù era realmente Figlio di Dio, che il Dio trinitario entra nella nostra storia, in un determinato momento storico, in un uomo come noi. L’essenziale è rimasto nascosto! Si potrebbero facilmente citare grandi nomi della storia della teologia di questi duecento anni, dai quali abbiamo imparato molto, ma non è stato aperto agli occhi del loro cuore il mistero.
Invece, ci sono anche nel nostro tempo i piccoli che hanno conosciuto tale mistero. Pensiamo a santa Bernardette Soubirous; a santa Teresa di Lisieux, con la sua nuova lettura della Bibbia "non scientifica", ma che entra nel cuore della Sacra Scrittura; fino ai santi e beati del nostro tempo: santa Giuseppina Bakhita, la beata Teresa di Calcutta, san Damiano de Veuster. Potremmo elencarne tanti!"

"C’è un modo di usare la ragione che è autonomo, che si pone sopra Dio, in tutta la gamma delle scienze, cominciando da quelle naturali, dove un metodo adatto per la ricerca della materia viene universalizzato: in questo metodo Dio non entra, quindi Dio non c’è. E così, infine, anche in teologia: si pesca nelle acque della Sacra Scrittura con una rete che permette di prendere solo pesci di una certa misura e quanto va oltre questa misura non entra nella rete e quindi non può esistere. Così il grande mistero di Gesù, del Figlio fattosi uomo, si riduce a un Gesù storico: una figura tragica, un fantasma senza carne e ossa, un uomo che è rimasto nel sepolcro, si è corrotto ed è realmente un morto. Il metodo sa "captare" certi pesci, ma esclude il grande mistero, perché l’uomo si fa egli stesso la misura: ha questa superbia, che nello stesso tempo è una grande stoltezza perché assolutizza certi metodi non adatti alle realtà grandi; entra in questo spirito accademico che abbiamo visto negli scribi, i quali rispondono ai Re magi: non mi tocca; rimango chiuso nella mia esistenza, che non viene toccata. È la specializzazione che vede tutti i dettagli, ma non vede più la totalità.
E c’è l’altro modo di usare la ragione, di essere sapienti, quello dell’uomo che riconosce chi è; riconosce la propria misura e la grandezza di Dio, aprendosi nell’umiltà alla novità dell’agire di Dio. Così, proprio accettando la propria piccolezza, facendosi piccolo come realmente è, arriva alla verità. In questo modo, anche la ragione può esprimere tutte le sue possibilità, non viene spenta, ma si allarga, diviene più grande. Si tratta di un’altra sofìa e sìnesis, che non esclude dal mistero, ma è proprio comunione con il Signore nel quale riposano sapienza e saggezza, e la loro verità."

19 commenti:

  1. Perdonate l'OT ma non saprei dove darne notizia ^__^

    Padre R. Cantalamessa invita a meditare su "L'Anima di ogni apostolato" per la Predica di Avvento (in Vaticano) e per i SACERDOTI.... cliccate qui anche per il testo integrale offerto da Luci sull'Est, di questo testo fantastico ottimo anche per i Laici ^__^:

    http://difenderelafede.freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8961964&

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  2. Il Santo Padre è veramente un profeta dei tempi e un grande maestro di bontà e umiltà... di recente mi sono trovato ad un convegno di preparazione per il congresso eucaristico nazionale di Ancona del 2011, ad un tratto, su invito di uno degli organizzatori di questo, è salito all'ambone un tizio che ha cominciato a parlare male prima del Summorum Pontificum poi del Santo Padre definendolo il più grande relativista della Chiesa... colui che genera e ha generato solo confusione e tutto per accontentare un piccolo branco di reazionari nostalgici all'antica Messa... queste castronerie hanno dato seguito ad un applauso condiviso anche da tanti sacerdoti e laici dell'ultimo grido presenti in aula... io rimasi indignato ma ringraziando Dio dopo di lui si è manifestata la bontà di uno dei relatori sacerdote cappuccino,tra l'altro anch'esso accusato da quell'energumeno,che ha difeso il Santo Padre, di li io sono esploso in un applauso rischiando di non essere seguito ma fu così lungo all'inizio solitario da strappare dalla timidezza l'altra metà dei partecipanti al convegno, poveretti intimiditi da 40 anni di violenza sulle coscenze, un applauso... in quel momento il mio cuore si è risollevato e tra me e me ho pensato che è ora di risollevare le coscenze e combattere per il bene della Santa Chiesa e per l'onore del Pontefice che tante e tante volte viene dilipeso e calugnato come Gesù lo è stato dai suoi carnefici.... se si alza una croce di sicuro, ho capito, che tanti si uniscono e la difendono. VIVA BENEDETTO XVI E VIVA LA CHIESA CATTOLICA!!!!

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  3. Gesu'...ha detto...i primi saranno i ultimi...adoro il papa a vedere e toccare la sua GRANDE umilta'....questo si....e' celebrare la Santa Messa.....e' i ultimi sarano i primi....provo tistezza e tanta stupidita' da parte di tanti preti i laici che lo criticano e lo offendono...Gesu'..ha detto ...guai a voi...

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  4. Caro Istriano,
    cosa ne pensi delle critiche e delle offese a Papa Benedetto XVI che abbondano tra i commenti ai post di questo blog?

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  5. caro..Andria...non ho parole....ma una vale per tutti...RISPETTO!!!! con affetto...

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  6. Aggiungo..Gesu' ha detto...avete i occhi...ma non vedete....Il Papa ci mostra e ci da' il bel esempio di come si celebra la Santa Messa. Ma quanti hannoi occhi per vedere???? E' facile criticare e offendere...ma ben difficile aver coraggio di dare un bel esempio.Che San Michele protegga il Papa.

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  7. Qualcuno mi sa dire perchè il Santo Padre, pur non indossando mitria e pastorale, ha messo il Pallio ?
    Grazie per la risposta.

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  8. inviterei tutti a pregare per il pontefice. che Iddio ce lo mantenga in salute e a lungo: senza di lui, penso che tutto tornerà come prima, se non peggio. l'importante è perseverare! e che i vescovi apprendano dal popolo il rispetto che esso nutre verso loro e che essi, al contrario, non nutrono verso esso!

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  9. Non tutti la pensano così....
    Lo sappiamo, è inutile nasconderlo...tanti ignorano completamente il Papa ed è il segno più palese della fine di una "Chiesa Cattolica" così come ci piacerebbe rivederla.
    Ho diffuso la notizia tra preti 'amici'....
    Vi aggiungo alcuni commenti ricevuti...

    "caro don luigi il Papa fa quello che vuole ma noi che siamo sogetti alle norme, quando cambieranno ci adegueremo, come sempre bisogna fare. In questo momento niente è stato inovato e quindi dovremmo obbedire"

    "Io seguo gli ordinamenti che sono all'inizio dei libri liturgici poi leggerò l'articolo con piacere. idee diverse non sono mai per me contrasto con le persone. poi il problema non è la liturgia ma l'evangelizzazione su cui credo tutti facciamo fatica e non si risolve con gli eventi fossero pure quelli liturgici"

    "A me sembra una grande perdita di tempo quello che dite… usate piuttosto la vostra mail list per pubblicizzare gli eventi significativi e le parole forti che il papa celebra, come ad esempio quello che “dice” durante i viaggi apostolici nei paesi poveri in favore di tanti fratelli e sorelle che pur non avendo mai visto una messa celebrata “ad orientem” (perché non ci sono chiese così costruite) celebrano il Signore con tanta forza ed energia inviabile ai “morti viventi” che spesso ritroviamo tra i banchi delle nostre chiesuole… don...."

    Il problema è un altro… a mio “modesto” avviso il problema è un altro!!! CRISTO non ha mai celebrato “ad orientem” e così anche gli apostoli!!! Questo non significa che sia sbagliato farlo!!! Ne che bisogna cancellare la tradizione!!! Solo, bisogna stare attenti a non fare delle tradizioni umane un pretesto di divisione tra di noi…
    Alcuni trovano profitto nel celebrare in un modo piuttosto che in un altro? Va benissimo!!!
    Considerate che chi vi parla è un ministro consacrato nella chiesa cattolica, pastore di anime, per nulla stupido né sconsiderato, in cammino di santità; celebro l’eucaristia OGNI giorno e cerco sempre di farlo come se fosse la prima ed ultima celebrazione eucaristica… la mia più grande preoccupazione è proprio celebrare bene per “sensibilizzare fedeli, amici e conoscenti al recupero di un senso più vivo di adorazione del Signore”…
    eppure non ho mai celebrato “ad orientem” e ho visto tanti farsi santi senza aver mai partecipato ad una S. Messa così celebrata…
    Se il magistero della chiesa mi dirà di cambiare orientamento lo farò e ci metterò anche passione ed intimo coinvolgimento…
    però… ad oggi NON è STATO NECESSARIO!!!
    Quello che chiedo è solo che si eviti di “confondere” le persone che ci sono affidate: è ovvio che il santo Padre continuamente “sensibilizzare fedeli, amici e conoscenti al recupero di un senso più vivo di adorazione del Signore”… però per quanto riguarda il magistero pratico del santo padre… La vita di una persona non si giudica con un solo atto, ma nel suo insieme!!! Che il santo padre fosse in accordo con questa forma di celebrazione non è un segreto per nessuno. Che INCORAGGI a celebrare in quel modo mi sembra addirittura una “forzatura” bella e buona…
    Cosa dire ancora?!? Sono la persona meno competente per discutere su queste cose… Spero solo di far sante tante anime e se qualcuno mi suggerisce un’ ARS CELEBRANDI più “adatta” per i tempi che corrono (secondo il dettato del santo Concilio Vaticano II) a me va benissimo..."

    Rivelano da un lato ignoranza liturgica, dall'altro.....

    C'est bien triste!

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  10. Ahinoi, i preti sono quasi tutti dei don Abbondi e dei burocrati. Da loro, fatte salve le auree eccezioni, non c'è da aspettarsi che sappiano capire i segni dei tempi, o cogliere l'esempio del Santo Padre se prima non glielo impone una circolare di curia. Se tornasse Gesù Cristo chiederebbero istruzioni sul da farsi al vicario generale.

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  11. mi rivolgo a don Luigi. mi fa piacere che sia un sacerdote tutto d'un pezzo: non è ostile, a prescindere, verso chi non la pensa proprio come lui. io sono tradizionalista, per quanto riguarda il rito, e non mi vergongno a dirlo. Tuttavia, non giudico male nessuno di coloro che tutte le domeniche vanno alla messa consueta, quella del NO. condivido la gran parte delle idee del concilio Vaticano II, tuttavia mi dispiace che il medesimo si sia aperto all'esterno non guardando, anzi trascurando, coloro che non erano dello stesso parere. Penso che ogni cultura abbia diritto a rivolgersi a Dio come meglio crede. Se abbiamo vari riti per le chiese orientali, perchè rivoluzionare il rito latino? a mio modestissimo avviso, sarebbe stato meglio fornire una scelta fra il nuovo e l'antico. l'eliminazione del VO ha portato a vedere, per molto tempo e anche ora, con sospetto tutti coloro che si sentono più legati a questa liturgia. ritornado al commento all'intervento di don Luigi, mi rivolgo direttamente a lui. Carissimo padre, non deve esserle suggerita un'ars celebrandi adatta ai tempi. secondo me, dovrebbe ascoltare i suoi fedeli. se nessuno vuole il VO, non ci sono problemi. Se, invece, qualcuno volesse il rito antico, le suggerirei di parlargli: costui non è un reazionario, magari ha qualcosa di interessante da dire, oppure un malessere interiore che riguarda la consueta celebrazione e che non le è stato riferito. in pratica, le suggerisco, la prego di esser sempre aperto e comprensivo ( il che non vuol dire che non deve opporsi o dissentire! bisogna rispettare i ministri di Dio). un'ultima cosa: perchè non fa conoscere al suo popolo l'antico rito con una celebrazione straordinaria? sono convinto che anche quelli ostili al VO parteciperanno incuriositie magari saranno un po' più aperti ad altre vedute. la ringrazio se vorrà leggere il presente commento.

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  12. caro don Luigi...mi perdoni..ma io non ho mai visto una messa celebrata in latino...dire che Gesu' non era girato ad orientem...Essendo lui Dio..non aveva bisogno. Invece voi...non guardate da nessuna parte...nel vuoto e nel popolo...E il Signore dove lo mettiamo....??? con tante poltrone, girando le spalle al Santissimo. Certo il Papa..fa' quello che vuole..ma anche i preti....mi viene da scappare!!!

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  13. Grazie caro anonimo...ma mi sa che ha commentato parole non mie (da: "il problema è un altro....a mio modesto avviso.....").

    Mi trova d'accordo, salve le dovute eccezioni la penso come lei.

    In parrocchia abbiamo una S. Messa Tradizionele ogni giovedì sera... con un pusillus grex.

    Quanto ai fedeli "ordinari"...se non c'è una sincera ricerca di Dio, di interiorità, di sacralità...difficile che preferiscano il vetus al novus ordo. Nella poca esperianza, certamente mi sbaglio, ma è quello che percepisco.
    Sa, quando si sono rotte le fila...e si prega "capendo tutto"...è un po' difficile ritornate a "non capire nulla".

    ...ma la liturgia - lo trasmettiamo ai fedeli? lo trasmette il novus ordo??? - non è questione di capire e comprendere intellettualmente ma di adorare. Se la liturgia non veicola l’incontro con Dio e perde di sacralità, semplicemente fallisce, non serve, sarebbe un’evasione inutile, cabala, è mero teatro o come disse J. Ratzinger “una danza vuota intorno al vitello d’oro che siamo noi stessi…celebrare se stessi senza neanche rendersi conto di Lui” (Via Crucis 2005).

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  14. gentile istriano e compagni...scusate se passo alla difensiva ma....da:

    "Il problema è un altro… a mio “modesto” avviso il problema è un altro!!! CRISTO non ha mai celebrato “ad orientem” e così anche gli apostoli!!!

    e fino in fondo....si tratta di un commento ricevuto...
    Lungi da me parolacce moderne simili :-)

    Che Cristo non ha celebrato ad orientem è tutto da vedere....la preghiera "orientata" mi sa che ha a che fare con il popolo dell'Alleanza....

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  15. Scrive don Luigi;
    "Quanto ai fedeli "ordinari"...se non c'è una sincera ricerca di Dio, di interiorità, di sacralità...difficile che preferiscano il vetus al novus ordo. Nella poca esperianza, certamente mi sbaglio, ma è quello che percepisco.
    Sa, quando si sono rotte le fila...e si prega "capendo tutto"...è un po' difficile ritornate a "non capire nulla".
    Non le pare un giudizio un tantino temerario?
    Io conosco tante persone di fede viva e desiderose di incontrare Dio, che tuttavia non manifestano alcuna attrattiva per la Messa VO.
    Io stesso (ma anche molti nostri confratelli) non sento alcun desiderio di celebrare secondo il VO; voglio dire che, non essendo parroco, potrei comunque avvalermi della facoltà concessa dal MP di celebrare i sacramenti secondo il VO. Ma non lo faccio perchè la mia fede si nutre benissimo con il NO.
    Tra l'altro, sarebbe opportuno smetterla di dire che il NO non è orientato versus Deum (o ad Orientem); se prestiamo attenzione, al centro della Mensa Eucaristica, cioè al centro visivo della celebrazione, ci sono le specie consacrate, cioè il Corpo Santo offerto in sacrificio.
    Più ad Orientem di così...
    Don Antonio.

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  16. sono colui che ha commentato don luigi. ciò che dice il sacerdotote è condivisibile. la mancanza di Dio, in questa società, riguarda il VO quanto il NO. debbo però aggiungere un piccolo particolare, e mi scuso se parto da Adamo!
    l'uomo è fatto d'anima e corpo, ed entrambi rispondono a impulsi, ora uguali ora differenti. tutto questo fu pienamente recepito dal Concilio di Trento: il barrocco, lo stile che nascerà dopo questo avvenimento, risponde appieno alle esigenze di anima e corpo. I cattolici, dunque, mirano ad una sublimazione che concerne sia l'anima sia il corpo (vedasi "estasi di S.Teresa" a Roma). con l'ultimo e necessario concilio si è infiltrata una mentalità giansenista, per non dire protestante, per la quale tutto ciò non vale più, e ciò che conta è solo l'aspeto concettuale, svilendo la natura umana, che fu nobilitata dalla venuta del Cristo. tiro le somme: la messa ordinaria, a mio avviso e di molti altri, non eleva lo spirito, se non durante la frazione del pane. Come leggevo su questo blog poche settimane fa, una persona non credente(se non ricordo male) partecipando ad una messa ortodossa avvertiva il senso del divino. non possiamo dire che i fratelli ortodossi siano stregoni che usano formule magiche tribali. dunque, la forma ha una sua importanza, tanto nobile quanto adatta ad accogliere la sostanza. e allora, se parte del popolo trova il divino nel VO, che male c'è, tanto più che ora, ripeto, Dio è adombrato da tutto.

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  17. Ieri sera ho accompagnato mia nipotina, che il prossimo anno farà la Prima Comunione, ad ascoltare la Santa Messa, N.O. naturalmente. Purtroppo mi sono sentito poco coinvolto: poca sacralità, poco interesse, molto movimento che certo non favorisce la mia partecipazione. Ma cosa si stava celebrando? L'ultima cena? Il sacrificio di Gesù? Oppure una commemorazione? Mi sono detto: l'uomo é nel tempo e la sua vita é scandita dal trascorrere delle ore, dei minuti e dei secondi. Dio invece non é nel tempo ma eterno. Ciò allora significa che per LUI IL SACRIFICIO E' ATTUALE, E' LO STESSO SACRIFICIO che per noi si è svolto 2000anni fa. Questa mattina alle 11 parteciperò alla Santa Messa V.O. e come al solito, mi raccoglierò in preghiera qualche minuto prima dell'inizio. Ma so già che parteciperò indegnamente, ancor più indegnamente del pubblicano, o come quei discepoli che lo hanno rinnegato, o i suoi amici che non lo hanno sorretto durante il percorso verso il Golgota. Ed alla fine vorrei poter dire con tutto il cuore quanto disse il centurione "Domine non sum dignus..". Ed il fatto di poter contare su una liturgia che é più coinvolgente, che induce alla riflessione che favorisce la concentrazione e 'introspezione mi é di notevole conforto. Per me la Messa significa questo, trovare ristoro per i miei dubbi e le mie ansie, ritrovare l'innocenza di quando ero bambino e qualche certezza in questo mare di dubbi che mi assillano.
    Pregate per me

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  18. Non c'è bisogno di un atto di fede per constatare che il NO non funziona: di fede ce ne vuole invece tanta, e la trovo anche ammirevole, per affermare il contrario. Quando sarà passata la generazione di coloro che si sono formati nel VO, e che costituisce la stragrande maggioranza di coloro che ancora frequentano le chiese, non ci sarà più bisogno di discutere su VO/NO, perché non ci sarà più nessuno che andrà in chiesa. Non ci saranno d'altronde neanche più preti a dire messa, i seminari sono vuoti. I giovani non si sposano più, nemmeno in Comune, e presto non avremo più bambini che vanno al catechismo. Siamo arrivati alla frutta. All'estero, in Francia o in Germania, ci sono del resto già arrivati da tempo. Grazie NO, dei tuoi bei frutti.

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  19. L'errore amio avviso più grave è statao quello di togliere dal centro dell'altare il Santissimo Tabernacolo. La S. Messa può essere celebrata dando le spalle al popolo o dando il volto al popolo l'importante sarebbe non dare mai le spalle al Tabernacolo. Nella S. Messa non c'è niente da vedere c'è solo da meditare e capire. Tabernacolo luogo di reposizione, Tabernacolo fonte dell'AMORE, custode inviolabile dell'Essenza divina.

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