Echo

mercoledì 25 novembre 2009

Conferenza e Messa Tridentina a Modena domenica 29 novembre 2010

Domenica 29 novembre 2010a Modena alle 15.30, presso la Parrocchia dello Spirito Santo, organizzato da Alleanza Cattolica, si terrà un incontro da titolo "Sacerdozio ed Eucarestia dal Concilio di Trento al Concilio Ecumenico Vaticano II". A seguire verrà celebrata una S. Messa gregoriana dal relatore don Piero Cantoni.

12 commenti:

  1. Ecco, anche iniziative come questa servono!

    C'è da riflettere che Alleanza Cattolica è già un'organizzazione, noi siamo, credo per la maggior parte, in gruppi in ordine sparso.

    Io mi chiedo, perché non confluire in Una Voce, per esempio? E' addirittura interlocutore privilegiato con la Curia se non ricordo male.

    Una Voce organizza incontri, promuove, suppongo. Perché non estenderne le informazioni?

    E' una realtà che sto esplorando ora... altro non so

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  2. Continui ad esplorare, caro signore, e lo faccia con attenzione, perchè noterà che Una Voce, salvo alcuni attivissimi gruppi a livello locale, è una associazione del tutto inerte e baciapile. Con tutto il rispetto per il suo passato e fatti salvi alcuni autorevoli suoi esponenti, i vertici sono occupati da persone che amano assecondare i vescovi di oggi.
    Quanto ad alleanza cattolica, mi rallegro ogni volta che vedo che si attiva per propugnare la Messa more antiquo. Preferisco non aggiungere altro.
    E comunque, ognuno faccia il suo nel migliore dei modi, perchè un'associazione nazionale di laici tradizionalisti in Italia è del tutto improponibile, sia per la litigiosità intrinseca nel sangue italico che per le troppe divisioni del passato. Forse le nuove generazioni potranno tentare un coordinamento del tipo di Paix liturgique. Stiamo a vedere.

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  3. mi rallegro per l'iniziativa, ma sono stupito in parte. Specie perché il celebrante è don Cantoni che, come tutti sanno, ha fatto dei lunghi viaggi dal suo passato a Econe a quasi un rifiuto della Messa Tradizionale...mah.

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  4. Cara Mic,
    non credo sia una buona cosa confluire in Una Voce.
    Il presidente Turrini Vita è più favorevole all'estendersi delle "Parrocchie personali", creando di fatto gruppi di elite e direi ingessati nella loro chiesa.

    vedi: http://it.paixliturgique.org/aff_lettre.asp?LET_N_ID=455

    La vera soluzione è quella di pretendere la messa straordinaria nella propria parrocchia, sopratutto con la vocazione di essere missionari verso i nostri fratelli che non hanno mai avuto occasione di celebrare una messa di rito antico.

    La messa di sempre deve avere la stessa dignità di quella ordinaria. La contraddizione più evidente mi sembra che mentre il SP attesta che le due forme si arrichiscono a vicenda, di fatto questo arricchimento non ci sarà mai finchè i vescovi non la smettono di ostacolarla. Mi auguro che il Papa sia stato sincero nel volerla. Umanamente qualche dubbio in testa comincia a crearsi, se non fosse così perché non si fa rispettare e non celebra una messa solenne in VO?

    A maggior ragione, dobbiamo chiedere, e richiedere la Santa Messa di Sempre in ogni parrocchia.
    Ovviamente nella gradualità in rapporto alle condizioni di disponibilità delle risorse contingenti.

    PaoloD

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  5. Vede, anonimo, che Una Voce sia "inerte" è opinione personale (guardi il sito delle Venezie, se ne renderà conto da sè): che non sia "movimentista" è invece un fatto, il che in ambiente tradizionalista e (si suppone) non gruppettaro dovrebbe essere un pregio. Quanto al "baciapile", idem come sopra; devo tuttavia notare che era aggettivo molto usato in ambito massonico contro i cattolici (quelli di un tempo, certo non quelli "innocui" attuali). Devo dedurne una sua affezione per (e/o frequentazione di) cappucci e grembiulini?

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  6. Giusto ciò che dice Paolo. All'anonimo ultimo: credo che baciapile sia stato usato nel senso di persona che non vuol mai contraddire il vescovo di turno, anche quando questi si mette di fatto fuori dalla comunione con la Chiesa e con il Papa.
    Circa la sezione veneta, a parte molto fracasso, molta politica e sollevamenti di piazza, che non contribuiscono certamente alla fede cattolica, mi pare di vedere poco altro. Quanto al movimentismo mi vien da ridere, scusi...proprio in Veneto, dove molti gruppi confondono la fede cattolica con l'impero austriaco e il Lombardo-Veneto (non sono quelli movimenti?). Con tutto il rispetto e la giusta considerazione per quei regimi del passato, ma sinceramente oggi abbiamo da pensare ad altro che non a pseudo-restaurazioni del tutto utopiche.
    A.C.

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  7. Scempiaggine calunniosa del giorno:

    "mi rallegro per l'iniziativa, ma sono stupito in parte. Specie perché il celebrante è don Cantoni che, come tutti sanno, ha fatto dei lunghi viaggi dal suo passato a Econe a quasi un rifiuto della Messa Tradizionale...mah.

    25 novembre 2009 15.08"

    Guardi caro amico che la calunnia è peccato. Un conto è non essere d'accordo con opinioni o scelte di qualcuno su argomenti specifici - e non dogmatici - un altro è calunnniare. Personalmente preferisco - e frequento - la Frat. di S. Pietro, ma magari ce ne fossero di Don Cantoni. "Come tutti sanno". Ma tutti chi? Don Cantoni non ha mai smesso di celebrare la S. Messa tradizionale, e i suoi scritti di teologia e liturgia sono impeccabili. Ma lei lo sa quante parrocchie in diocesi di Massa - oltre all'insegnamento e all'apostolato specifico dell'OMME - Don Cantoni e i suoi devono mandare avanti mentre qualcuno si può permettere di baloccarsi a fare il giudice della purezza tradizionalista altrui? Forse questi "tutti" sono del tipo che ha fatto danni quasi irreparabili alla causa della Santa Liturgia, come quei lefebvriani che ancora vanno in giro dicendo che è grazie a loro se abbiamo il Summorum Pontificum quando è per colpa loro e del loro fanatismo basato sulla stessa logica dei modernisti che infettano la Curia (tipo "il Magistero vale per come lo capisco io, non il Papa") se abbiamo dovuto aspettare - e soffrire - altri vent'anni e più per averlo!

    Un pò di carità e meno zelo amaro ci vorrebbe, ed essere grati per qualunque realtà aiuti a diffondere al buona liturgia, e sprattutto LA FEDE che tale liturgia deve esprimere. Poi uno può preferire il gruppo o il prete che vuole, ma è LA CHIESA e la salvezza delle anime che contano, non i nostri miserabili rancori.

    Sa come godono certi vescovi e curiali a vedere gli autoproclamati Guardiani della Tradizione (o della Rivoluzione, come in Iran, alla scuola di Khomeini che si ispirava a Robespierre?) sputarsi veleno addosso a vicenda come comari arteriosclerotiche in un vicolo di paesello cadente?

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  8. Quirinus ha ragione nella prima parte del commento, laddove difende don Cantoni che ha il merito di difendere e diffondere, secondo le sue possibilità, la Messa di sempre.

    Ma nella seconda parte cade nell'errore (e grave) che imputa agli altri, quello delle sterili dispute e degli attacchi ingiustificati.

    E chiariamo un punto di verità storica: se abbiamo il motu proprio, e la sopravvivenza stessa della Messa di Sempre, il merito è certamente, in via prioritaria, della Fraternità San Pio X.

    Così come è merito della Fraternità se avremo chiarimenti dottrinali sul Concilio.

    Questa è la posizione del blog e ciò sia ben chiaro.

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  9. Gentile redazione,

    sperando di poter comunque esprimere una opinione diversa su questo blog che seguo con interesse e apprezzamento (e, credo, condivisione su quel che conta) e se ho compreso la vostra posizione, non sono assolutamente d'accordo sul ruolo della SSPX quanto al Motu Proprio e la sospirata liberalizzazione del Messale del 1962. La battaglia più generale per la liturgia e la formazione del clero è, appunto un discorso più vasto e su quello i meriti di Msgr. Lefebvre e la SSPX "prima maniera" (pre, molto pre-1988) non si discutono. Detto questo - e detto con convinzione, la consacrazione dei 4 vescovi è e rimane inescusabile - a mio modestissimo, insignificante giudizio. Quel gesto irresponsabile ci ha causato anni di sofferenze in più ed inutili, ha dato un potere ancora più grande ai modernisti in Curia e proprio quando il Papa stava per dare ai lefevriani (e a tutti noi) molto di più del miserabile "indulto", vincendo le resistenze di interi episcopati grazie anche all'"amico fidato" J. Ratzinger, che Dio ce lo conservi in salute per altri cent'anni e che possa presto celebrare in pubblico la S. Messa tradizionale.

    E del resto, bastava leggere i bollettini lefevriani per temere già prima del 1988 quello che poi successe. Letture assurde, parziali, totalmente gallicano/moderniste nello spirito ("L'eglise c'est moi", in pratica) perchè accettavano la "ermeneutica della discontinuità" e l'autocefalismo dottrinale/disciplinare sia pure per mettersi all'estremo (errore) opposto quanto al giudizio sul concilio e il pre-concilio (come se i guai fossero nati per magia nel 1965 dopo decenni di eldorado). Dovrei dire molto di più e meglio ma una combox non è uno psazio illimitato e personale perciò vogliate scusare la brutale sintesi.

    Ripeto: onore, gratitudine - e preghiere in suffragio - per Mons. Lefebvre e la sua lotta durante e dopo il Concilio. Ma il danno del 1988 ci è costato 20 anni in più di purgatorio liturgico, di apartheid in casa nostra e di maggior potere dei modernisti.

    Se la S. Messa tradizionale è sopravvissuta dopo allora, lo si deve proprio alla fedeltà eroica dei tanti Don Cantoni, dei Don Alfredo Morselli, della FSSP, di Campos, dei Francescani dell'Immacolata, dell'Ist. di Cristo Re Sommo Sacerdote e di tanti altri che mi scuseranno per non averli elencati e ai quali va tutta la mia gratitudine in Cristo Re.

    Ben inteso, i miei rosari per un completo ritorno a casa della SSPX - coi tanti amici cari e la tanta brava gente (e sacerdoti) dei quali abbiamo un disperato bisogno - restano e aumentano, e non sarò secondo a nessuno nell'entrare in una delle loro case a seguire la Messa e abbracciarli tutti il giorno che le pendenze saranno risolte. Per lo stesso motivo, non manco mai di rispondere per le rime a quanti stanno ora facendo di tutto per sabotare il dialogo Roma-Econe perchè odiano non gli errori, ma proprio ciò che è buono della Fraternità.

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  10. Pur essendo, complessivamente, d'accordo con Quirinus, penso che sia difficile oggi dare un giudizio definitivo "sull'utilità" (scusate se scomodo il sovversivo Bentham) o meno dell'azione della FSSPX sulla sopravvivenza della Messa Tridentina fino ai gg nostri.
    Gli elementi sociologici, di opportunità et similia ci possono portare a conclusioni diverse ( se non c'era la FSSPX non sopravviveva il rito tridentino, versus, la FSSPX ha creato tali resistenze da danneggiare la causa della tradizione, etc).
    A mio parere però il problema è un altro. Come scrive bene S. Tommaso d'Aquino, una buona azione rimane buona se tutto il suo "percorso" - dall'inizio alle conclusioni dell'azione stessa - è buono. Ok?

    A mio parere la decisione della "disobbedienza" - non entro nel merito di stato di necessità o meno, scomunica si o no, etc. - è ontologicamente cattiva.
    Perciò questa non può essere considerato come azione completamente buona.
    Da parte della FSSPX una risposta sbagliata ad un problema giusto?
    Cerchiamo la verità con carità.
    E cerchiamo di non aiutare i modernisti con le nostre diatribe.
    Scegliamo la fedeltà, tutte le volte che possiamo\dobbiamo, al "dolce Cristo il terra".
    In Jesu et Maria
    Luigi C

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  11. PS: il mio non vuole essere assolutamente un giudizio sul "foro interno" di chi - soggettivamente è convinto della bontà della FSSPX, ma oggettivamente lo stato canonico -anche attuale - presume "oggettivamente" un giudizio non positivo.

    Cmq, ben vengano iniziative come quella di Modena. viva!
    Luigi C

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