martedì 10 novembre 2009

10 novembre: San Giusto di Canterbury e i templi pagani.


Pubblichiamo una meditazione di Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995), per gentile concessione di Massimo Introvigne che ne ha curato la traduzione.


San Giusto (?-627) è uno dei compagni di Sant’Agostino di Canterbury (?-604) nel suo grande lavoro di conversione dell’Inghilterra. In risposta a una sua richiesta, il Papa San Gregorio Magno (ca. 540-604) gli scrive: “Quando sarai con il nostro fratello Agostino, ricordati di dirgli che dopo lunga considerazione e attento esame della questione inglese abbiamo giudicato che non dovete distruggere i templi pagani, ma solo gli idoli al loro interno. Dovete purificarli con l’acqua santa, rimuovere gli idoli dall’altare e mettere al loro posto le reliquie dei santi. Perché, se questi templi sono ben costruiti, meritano che li facciamo passare dall’adorazione del Diavolo al servizio del vero Dio. Se il popolo vede che i luoghi sacri cui è abituato sono conservati, sarà più disposto a frequentarli. E, giacché sono abituati a sacrificare tori al Diavolo in quei luoghi, qualche solenne cerimonia relativa ai martiri le cui reliquie vi saranno venerate potrà sostituire i sacrifici. Dovete erigere tende intorno ai templi trasformati in chiese e lì organizzare feste dove si offra anche da mangiare. Anziché sacrificare animali al Diavolo, curate che siano macellati per il popolo, perché li mangi e renda grazie a Dio. In questo modo, attraverso le gioie sensibili, saranno introdotti alle gioie spirituali della fede. Perché è impossibile rimuovere insieme tutte le abitudini da spiriti induriti. È avanzando lentamente che si va lontano”.

Questa lettera è molto interessante: c’è anzitutto l’affermazione – che non è nuova e che possiamo trovare in molti scritti di padre e dottori della Chiesa – che tutti gli dei antichi sono demoni. Lo afferma la Sacra Scrittura: Omnes dii gentium daemonia (Salmo 95, 5), con riferimento alle divinità dei popoli pagani. Un’espressione molto forte, che si oppone a quanti molti oggi intendono per ecumenismo.

Vi si oppone anche la lettera di Papa San Gregorio Magno. È molto flessibile e ragionevole nelle cose che non sono fondamentali, e molto severa nelle cose davvero importanti. C’è una differenza fra i templi di queste nazioni pagani e l’arte e l’architettura moderna. L’arte moderna è spesso una negazione violenta e blasfema della verità e del bene. In questi casi, impone arbitrariamente stili artistici che nella maggior parte dei casi celebrano il disordine e la bruttezza. Evidentemente quest’arte non è adeguata per una chiesa cattolica. Ma questi templi pagani inglesi erano costruiti con criteri artistici diversi. Certo, mancava loro l’elevazione che sarà dell’arte gotica ma seguivano principi artistici che avevano una loro dignità, includevano veri elementi di bellezza e potevano servire adeguatamente il culto cattolico.

Così in Cina, se ci troviamo davanti a una pagoda cinese particolarmente nobile e aggraziata possiamo anche concludere che ha in sé gli elementi necessari per accogliere un culto cattolico adatto a fedeli cinesi. Naturalmente se dobbiamo costruire una nuova chiesa non costruiremo una pagoda, perché abbiamo l’obbligo di costruire il meglio per Dio. Ma qualche volta si deve accettare quello che si riceve da altri, se è adeguato.

Quando gli eroi della Reconquista spagnola conquistarono le città dove I Mori avevano costruito splendide moschee – come Cordoba e Granada – le purificarono, rimossero tutti i riferimenti all’islam e vi instaurarono il culto cattolico. Ancora oggi la liturgia cattolica continua a essere celebrata in queste che un tempo furono moschee. Quando il suo esercito conquistò Granada, una delle prime preoccupazioni della regina Isabella la Cattolica (1451-1504) fu di celebrare lì una Messa cattolica. Fu il principale simbolo della sua vittoria sull’islam.

Questo precisamente è lo stesso consiglio che San Gregorio Magno dà a San Giusto e a Sant’Agostino di Canterbury. Se i templi pagani erano ben costruiti e adeguati per il culto, i cattolici potevano approfittarne. Il Papa dava anche una ragione psicologica: la gente era abituata ad andarci. L’abitudine di frequentare un luogo di culto aiuta a superare le difficoltà che comunque sorgono quando si passa da una religione a un’altra.

Potete vedere la sana intransigenza di San Gregorio sull’essenziale e insieme la sua grande duttilità su cose secondarie che non compromettono i principi. Attenzione: questo non significa che si debba essere intransigenti sui principi primari e accomodanti sui principi secondari. Questo sarebbe sbagliato. Nessuna concessione sui principi. Ma c’è una parte della realtà che non fa parte dei principi e che dev’essere affrontata con uno spirito aperto.

Vediamo che San Gregorio consiglia anche di erigere tende intorno alle chiese, dove la gente possa mangiare insieme in allegria. A questo punto si potrà insegnare loro a ringraziare Dio per queste cose. Era un modo per attirare le persone semplici. Amavano mangiare in compagnia. In Germania si dice che Dio ha creato la mela e il tedesco ne ha fatto lo strudel di mele, che ama mangiare con i suoi amici. Per uno spirito cattolico, è una gioia legittima. Anche l’inglese amava mangiare in compagnia. Era nato in mezzo alle feste popolari.

Chiediamo a San Giusto, a Sant’Agostino di Canterbury e a San Gregorio Magno di concederci la comprensione e l’amore per l’equilibrio cattolico fra intransigenza e flessibilità che hanno applicato nel loro apostolato. Senza intransigenza non possiamo mantenere la purezza dei principi; senza flessibilità non possiamo applicarli e rendere il nostro apostolato fiorente. Questo equilibrio è un frutto meraviglioso dello spirito cattolico che dobbiamo acquistare.

9 commenti:

  1. a Roma, moltissime Chiese sono costruite su templi o luoghi pagani e ne conservano elementi

    sappiamo anche che i primi artisti cristiani non avevano un'arte propria, ma si servivano di soggetti pagani, ai quali veniva attribuito significato cristiano

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  2. in passato gli architetti costruivano per onorare il loro Dio, quale che Egli fosse. La spiritualità plasmava l'opera e perdurava nel corso dei secoli, impermeabile al camabiamento dei tempi e spesso delle religioni.
    Oggi l'architetto costruisce per onorare se stesso, ed il risultato è sotto gli occhi di tutti.....
    GR

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  3. Filippo Burighel10 novembre 2009 18:43

    In Francia, non mi ricordo ben dove ora, c'è una cattedrale templare costruita (su una chiesa preesistente) in un luogo in cui in epoca celtica c'era un "bosco sacro" dove si venerava una dea vergine e madre di un dio bambino.
    Successivamente i romani avevano costruito su tale luogo un tempio dedicato a Iside Fortuna (la versione romanizzata della dea egizia), il cui mito è analogo a quello della dea celtica e il cui idolo sia tra gli egizi che tra i romani era in pietra nera.
    La cattedrale in questione fu dedicata a Maria Vergine e in essa si venera una Madonna Nera. Alcuni vi sono andati a vedere chissà che sincretismi o cose occulte, in realtà si tratta di un banalissimo esempio di rispetto per il "senso del sacro", analogo a quello della pagoda nell'articolo qui sopra.

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  4. Funziona anche al contrario, purtroppo. Santa Sofia a Costantinopoli che per lunghi anni servi` come moschea o, piu` preoccupante, chiese sconsacrate nelle citta` italiane che diventano banche, uffici, negozi.

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  5. Filippo Burighel10 novembre 2009 19:45

    Giusta osservazione, Bedwere.
    (Una domanda che non c'entra nulla: ma il suo nome deriva dal ciclo arturiano?)

    Però butto lì una rapida riflessione: se ci sono chiese sconsacrate, ci sarà anche qualcuno che ha lasciato che fossero sconsacrate?

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  6. Non è questione di templi pagani o cristiani. E' proprio l'idea del tempio che è anticristiana. Il tempio è la comunità in assemblea orante.

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  7. Filippo Burighel11 novembre 2009 00:42

    Mercenaro, penso che qui il concetto di tempio sia strettamente architettonico, non spirituale. :-)

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  8. Ma la comunità orante dove si riunisce? Sui tetti?

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