mercoledì 28 ottobre 2009

Ecco perché non si riesce più a costruire chiese come Dio comanda

di Camillo Langone

Tratto da Il Foglio del 27 ottobre 2009

Cambia il vento sulle pietre di Dio: fra pochi giorni, all’Università Europea di Roma, comincerà il master in “Architettura, arti sacre e liturgia” diretto da padre Uwe Michael Lang, una garanzia (il suo libro “Rivolti al Signore” è un inno alla messa teocentrica).

Padre Lang mi aiuterà a rendere giustizia a Giuseppe, il mio amico Giuseppe Canali morto a nemmeno quarant’anni e a cui non è stato concesso un funerale in una chiesa nettamente cattolica. L’avevo visto una volta sola, avevamo cenato insieme a Ferragosto a casa di Bianca, amica comune.

Mio punto d’onore a Ferragosto è non mescolarmi ai dromomaniaci, salvo cause di forza maggiore resto sempre in città. Il giorno dell’Assunta ci tengo ad andare a messa nel mio santuario abituale, farlo in altra chiesa di altra località mi sembrerebbe un piccolo tradimento, un cedimento alle smanie per la villeggiatura, e comunque non voglio abbandonare la Madonna della Steccata ai turisti, che il diavolo se li porti. Se a messa posso andarci benissimo da solo, nelle festività mangiare da solo mi rattrista, così nei giorni precedenti avevo cercato di organizzare una compagnia ma nonostante la crisi erano tutti al mare, in montagna, al sud, all’estero, su Marte, boh. Alla fine Bianca, rimasta in sede causa gravidanza, era riuscita ad arruolare qualcuno fra cui Giuseppe.

Subito dopo le presentazioni avevo cominciato a lagnarmi del suo gelato. Mi ero tanto raccomandato con Bianca che chiunque si fosse preso l’impegno di portare il gelato avrebbe dovuto comprarlo da Grom: in città, a disdoro dei gelatai locali, l’unico gelato commestibile viene venduto dalla nota catena. Poi Giuseppe mi aveva detto di essere un mio lettore e questo era riuscito a rabbonirmi ma solo fino al momento del maledetto sorbetto, cattivo come da facile previsione.

Insomma ero stato sgradevole e perciò ho provato rimorso quando Bianca mi ha detto che Giuseppe era morto, di una malattia che ignoravo avesse e che da tempo lo affliggeva. I funerali sono stati celebrati nella sua parrocchia: una chiesa cattoprotestante, di quelle chiese che sembrano parcheggi seminterrati, senza uno straccio di campanile e con l’interno a conchiglia ottimo per conferenze. Non solo tocca morire, ho pensato, c’è pure il rischio che l’ultimo atto si svolga nello squallore del cemento più sordo. E come fai a ribellarti se hanno già inchiodato la bara? Giuseppe era un “cattolico tradizionalista”, proprio così aveva scritto nel suo profilo su Facebook, a tutt’oggi ancora aperto e chissà fino a quando (non ho capito se questo è un bene oppure un male, ci rifletterò un’altra volta). Giuseppe quindi amava le chiese cattoliche.

Che cos’è una chiesa cattolica? E’ una chiesa in cui tutto parla di Dio incarnato, a cominciare da un crocifisso ben visibile e da un tabernacolo altrettanto evidente. Non indispensabile ma senza dubbio utile è la pianta a croce che, lo spiega Onorio di Autun, realizza l’idea della chiesa come Corpo mistico di Cristo: il coro è la testa, il transetto le braccia, la navata il busto, l’altare il cuore. In Italia da alcuni decenni non si costruiscono più chiese cattoliche: per colpa di quella specie di sindacato vescovi che è la Cei, la Conferenza episcopale italiana, le periferie pullulano di edifici ambigui, in cui si celebrano messe cattoliche senza che i muri lo siano. In Italia, insisto, perché negli Stati Uniti e in Inghilterra, per dire due nazioni importanti che tengo sott’occhio, non si è mai smesso di costruire chiese coerenti e anzi negli ultimi anni aumentano i templi visibilmente cristiani, firmati da architetti come Duncan Stroik e Thomas Gordon Smith. In Italia, a mia scienza, le uniche due recenti eccezioni alla regola sono una chiesa a Roma dell’Opus Dei, progettata da un architetto spagnolo, e una chiesa in Calabria, a Palmi, opera dello studio Isola di Torino.

Nessuna delle due è un capolavoro, sia chiaro, e hanno campanili alquanto timidi, ma certo non si possono confondere con la Kaaba islamica come la chiesa di Fuksas a Foligno, o con un cinema multisala come la chiesa di Meier a Tor Tre Teste, o con una centrale elettrica come la chiesa di Botta a Torino, o con un hangar aeroportuale come la chiesa di Piano a San Giovanni Rotondo.

Detto questo, è possibile essere fiduciosi? Solo per il master all’Università Europea? Non solo. In Italia – ve ne siete accorti? – sta rinascendo la liturgia, “fonte e culmine della vita cristiana”. Penso all’esplosione di interesse verso la messa tridentina, al restauro della messa di Paolo VI (il cui messale originale non è per nulla malvagio), al rilancio del gregoriano… Grazie a Papa Benedetto XVI e nonostante le resistenze di un clero mondano, ideologico e nostalgico, ogni domenica diminuisce (lentamente ma diminuisce) il numero di coloro che prendono l’ostia con le zampe anteriori, la cosiddetta comunione sulla mano, e aumentano le comunioni sulla lingua, aumentano le genuflessioni.

Declina perciò la messa antropocentrica, il rito clericale e assembleare che mette al centro il prete (non a caso definito presidente), per lasciar spazio alla messa teocentrica scesa direttamente dal “fate questo in memoria di me” dell’Ultima Cena. L’architettura, come l’intendenza, seguirà: sarà evidente a tutti, persino nelle curie più ottuse, che una liturgia capace di fare incontrare Cristo merita un’architettura che favorisca l’incontro. “Il luogo in cui ci troviamo determina ciò che crediamo” ha scritto Alain de Botton. Risorgerà un sacro verticale composto di campanili e inginocchiatoi, immagini e ostensori, crocifissi e candele, per incidere nei nostri sensi le parole di Cristo: “Che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno”. Giuseppe resusciterà, l’architetto della chiesa dove si è celebrato il suo funerale non so.


Grazie a Il Mascellaro

18 commenti:

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  2. Pippo mio, sei un po' senile, anch'io sai che ho la tua età avevo già sintomi avanzati di arteriosclerosi, poi però ho fatto un ciclo completo di Gerovital e la mia vita è cambiata. Andavo alla parrocchietta di cemento armato a vista con il tabernacolo a forma di formaggino Mio in un angolo, musica di bongo a tutto spiano: adesso invece frequento il VO che è sfuggito alle maglie di Monzignore. Ci sono anche i tuoi pronipoti sai, che vuoi, so' ragazzi: basta proibire una cosa che loro zac!

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  3. Rutilio Namaziano28 ottobre 2009 18:32

    Pippo, tu non sei tradizionalista, anzi credo tu non sia neanche cattolico. Il tuo nome è Legione, ma una legione di basso livello, il tuo divertimento è far credere che ogni cosa detta sia una barzelletta. Non sono barzellette e noi non siamo cartoni animati; tu non sai nemmeno cosa davvero significhi "teocentrico", se lo sapessi ti vergogneresti.

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  4. Bellissime riflessioni che tuttavia, per noi piccolo gregge, impossibilitati a far valere le ragioni di una lunga serie di contestazioni (neppure tanto silenziose) contro la nuova architettura a-cattolica... non ci danno molte speranze...

    Ed io, che sono notoriamente ottimista per natura, vedo invece in questo argomento una devastazione che porterà a compimento il cancellare alle nuove generazioni la memoria della Tradizione Cattolica nei nostri luoghi di culto, attraverso la quale attenzione, non si tratta semplicemente di arte, ma DI CULTO...DI CULTO PRETTAMENTE CATTOLICO...
    Mi spiegate come potrebbe mai avvenire la Messa di sempre in certe chiese di recente costruzione dove il Tabernacolo è letteralmente assente perchè ESILIATO NELLE STANZE FUORI DELLA CHIESA? Chiese spoglie, cementate, prive di ogni garbo ecclesiale, PRIVE DI PRESBITERIO....prive di accessori squisitamente e liturgicamente cattolici...
    NON chiese, MA CENTRI DI ASCOLTO, CENTRI DI ASSEMBLEE...centri sociali...

    Queste sono diventate le nostre Chiese parrocchiali CON TANTO DI IMPRIMATUR DEI VESCOVI....
    una volontà perversa atta proprio a distruggere la Tradizione in ciò che visibilmente potesse ricordarlo...

    Ora ci si lamenta della carenza di vocazioni...ma che vocazioni volete possano scaturire da chiese private di ogni SACRALITA' ma anche private della nostra identità cattolica?

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  5. Qualcuno direbbe che il mio sarebbe un commento "profano" (ovviamente, non sapendo cosa significa davvero tale parola), ma...

    LANGONE SANTO SUBITO!!!

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  6. Filippo Burighel28 ottobre 2009 18:51

    Pardon, mi sono dimenticato per strada il mio nome nel commento subito qui sopra! :P

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  8. PIPPO NON E' TRADIZIONALISTA, MA TROLLAZZA

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  9. Infatti. E qual è la cura antitroll?

    Sempre quella: don't feed them. Ignorare. Altrimenti manco possiamo cancellare.

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  10. a parte le chiese moderne...orribili....ma chi restituira' alla nostra chiesa di San Michele a Gimino in Istria...la balaustra tolta e spaccata per fare una mensa...stupida...in piu' con le colonine..il parroco ha fatto la sua "poltrona" per sedersi..poi dopo la trasferta del sacerdote, arriva un' altro...rompe tutto e' fa' tutto nuovo!!!ecco lo spreco!!! La carita...una bella parola...per devastare la nostra chiesa...in piu' non bastava..hanno tirato giu' la tella barocca dall'altare Grande. per dipingere un san Michele..che sembra una bella carnevalata!!! Ecco..questi sono i nostri preti!!!

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  11. BRAVA...Caterina 63...Hai perfetamente ragione.....

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  12. Ricevuto, redazione. Lasciamo a digiuno il troll. Però voi siate implacabili nel dare il giusto corso alle sue esternazioni.

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  13. Filippo Burighel28 ottobre 2009 22:41

    @Istriano 28/10/09 20.07

    Se certi preti usassero le loro "poltrone" solo per sedercisi sopra nei momenti di silenzio durante la Messa sarebbe già oro colato, quasi un moto di tradizionalismo viscerale. Invece codesti preti sembrano proprio usarle come "comode" visto cosa spargono con le loro omelie-comizio.

    Per tornare all'argomento dell'articolo, non mi ricordo quale celebre architetto progettò una chiesa-caserma dove sopra la tavola da pranzo... pardon, l'altare non trovò niente di meglio da piazzare che una vetrata triangolare degna di quei "simpaticoni" che si mettono grembiulini e guantini bianchi per scimmiottare i riti di Santa Madre Chiesa.
    Più che una chiesa, una loggia!
    Certi architetti... AD LEONES!!!

    A proposito di chiese-logge: avete mai fatto caso come le immagini della cappella-auditorium della Domus Galilee di Kiko Aguello & Co. somiglino tanto a quelle di un "tempio" massonico? :P

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  14. Caro Filippo....per finirla..il nostro attuale parroco....padrone!!! con la sua poltrona si sieda in mezzo dell' altare Grande...girando il sedere...scusami il termine al Santissimo Sacramento nel tabenacolo!!!! Mi fa' schifo! Questo si chiama...aroganza e superbia!!!!

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  15. Filippo Burighel29 ottobre 2009 00:32

    Le nostre chiese parrocchiali sono recenti (dico "nostre" perché per carenza di presbiteri due parrocchie vicine condividono il parroco e nel futuro prossimo saranno tre a condividerlo). Per fortuna, non così recenti da aver subito una massiccia dose di presunto "spirito del Vaticano II", quindi ci hanno risparmiato la chiese-auditorium. Sono chiese che sembrano chiese, magari un po' moderne, ma almeno non moderniste!
    In definitiva, un altare maggiore non c'è mai stato veramente e il suo seggio il parroco sì è dritto in fondo, ma almeno SOTTO il tabernacolo, ben visibile e dorato: diciamo che almeno così quando si siede il popolo capisce chi è il Capo e chi "solo" il Suo ministro.
    Per fortuna il parroco è abbastanza bravo e cerca di fare una buona liturgia, limitando il più possibile i canti da messa più "sanremesi" e le chitarre, spesso la domenica c'è chi suona un organo (o suo surrogato elettronico, alias pianola), istruendo quei fedeli che vogliono proprio "palpare" il Corpo di Nostro Signore con le loro zampacce (la maggioranza, ahimè) su come farlo nel modo più consono possibile. Ovviamente io ricevo il Sacramento sulla lingua dalle mani del sacerdote. Ho sempre fatto così, anche prima di comprendere che era più appropriato così: è difficile guidare la sedia a rotelle e assieme afferrare il Corpo di Cristo! Non tutto il male vien per nuocere, concedetemi di dirlo.
    Certo, sarebbe bello se abbandonasse la Preghiera Eucaristica II e ritornasse al Canone Romano e piazzasse un bel crocifisso sull'altare (ah, gli altari per fortuna sono in marmo e si capisce che cosa sono e non che sono tavole da mensa in fabbrica), ma mi rendo anche conto che il popolo è stato abituato male e che non si può raddrizzare tutto dalla sera alla mattina: pure il Signore nella Genesi ci mise sette giorni! :P
    Per fortuna crocifissi e statue di Nostro Signore, dell'Immacolata Vergine e dei santi più venerati tradizionalmente nella zona non mancano e sono pure piacevoli. Ovviamente i ceri sono, pensate un po', fatti di cera. Un po' cari però, ma subisco volentieri questa piccola tassa anti-lumino cibernetico!

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  16. Un ottimo Filippo Burighel....
    ^__^
    le sue parole mi ridanno speranza...

    Già, quel povero Crocefisso sull'Altare, ancora mi chiedo a chi desse così tanto fastidio da rimuoverlo dal SUO CALVARIO...
    Se penso che Duemila anni fa gli chiesero di scendere da qulla Croce, da quel Calvario, ma Lui rimase lì a lasciarsi schernire fino alla fine... e se penso a quanto in così breve tempo noi siamo stati capaci di toglierlo dal Calvario e direi anche dalla Croce facendone esclusivamente un Dio senza chiodi e senza ferite... non ci meravigliamo allora il crescente numero di coloro che vogliono toglierlo anche dai muri delle case, degli uffici, dalle città...

    Se siamo stati noi, suo popolo, a toglierlo dagli Altari, come si fa a difenderlo dal tenerlo sui muri?

    E a chi dava fastidio IL TABERNACOLO IN CHIESA?
    Da san Padre Pio nella nuova chiesa MAUSOLEO che hanno fatto la Chiesa è un auditorium sperimentato proprio dal Pontefice, si vedeva quando stava li che di chiesa non aveva proprio nulla...men che meno chiesa cattolica...
    il Santissimo è AL PIANO DI SOTTO...il Padrone di Casa abita SOTTO...non più DENTRO LA SUA CHIESA...
    idem nelle chiede dette neocatecumenali...il Tabernacolo è posto FUORI da dove si celebra la messa...

    Ma stiamo sempre li, il Concilio NON aveva chiesto queste cose, tanto meno lo sfratto del PADRONE DI CASA...che in queste condizioni come è possibile farlo ricevere sacramentalmente alla bocca?

    Ma troppi sacerdoti si ostinano ancora con lo spirito del concilio...e troppi vescovi ancora credono di essere i padroni delle chiese...

    Che Dio ci perdoni e ci usi misericordia!

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  17. a proposito della chiesa di padre Pio...Il tabernacolo lo hanno posizionato in un ripostiglio da solo...l' unica compagnia..e' un ventilatore che fa' tanto rumore..e gente che entra a voce alta non sapendo della Sua presenza.L'anno scorso durante la visita, la campana grande di san Michele e' caduta...un bel segno che nemmeno Lui ci vuole stare in mezzo tanta negativita' e stupidita'...mi sono vergognato di essere cattolico.....

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  18. Filippo Burighel30 ottobre 2009 03:05

    Grazie dell'ottimo, Caterina, ma non lo merito. :)
    Non è tutto perfetto, eh! Ci sono tante idiosincrasie che andrebbero ancora sistemate, sia dagli edifici che dalle persone. A volte ti vien la voglia di andartene, prendere le distanze e non farti più vedere in chiesa.
    Sono solo un uomo e vengo da un periodo di sconforto, sia per ragioni personali che ecclesiali e devo ancora riprendermi del tutto. Prego che la prossima Domenica prossima i Santi mi assistano a rimettermi su una strada più dritta.

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