sabato 15 agosto 2009

"Il Papa porta ordine nel caos liturgico"


Vi proponiamo la parte conclusiva di un lungo articolo apparso nel blog della corrispondente religiosa del Times di Londra Ruth Glendill, circa una recente pronunzia del nuovo Arcivescovo di Westminster sul motu proprio, del quale riferiremo. Benché l'intervento che segue sia ripreso da altra fonte (Chris Gillibrand), la cosa più significativa ci sembra essere che concetti come quelli che seguono, estremamente netti (e controvertibili), si facciano strada niente meno che tra le colonne informatiche del prestigioso Times.

[..]
La prossima generazione accoglierà il dono di Papa Benedetto [il motu proprio] senza alcuna riserva psicologica. Le statistiche sono profetiche. In Germania, la chiesa mainstream [che potremmo tradurre con ‘ordinaria’] che usa la nuova Messa sarà estinta tra vent’anni, dato il quasi lineare declino annuale nel numero di cattolici dal 1945.

Il Concilio Vaticano Secondo ha prodotto i più piccoli di tutti i possibili segni nelle statistiche – tanto il risultato per i tanto vantati frutti del Concilio.

In altri paesi, dove normalmente la Chiesa cattolica era andata di successo in successo negli anni del dopoguerra, la Chiesa mainstream che sta calando sarà alla pari con i gruppi tradizionali che stanno crescendo in circa 15 anni.

Questioni sulla validità della nuova Messa diverranno irrilevanti – la nuova Messa sarà, a quel punto, marginalizzata e sempre meno necessaria alla vita della Chiesa.

La rinascita della Chiesa richiederà molto di più della Messa in latino, che però è il più grande di tutti i possibili punti di inizio. Tra l’altro la catechesi migliorata, l’educazione cattolica rinnovata e il ristabilimento della legge naturale come centro della morale cattolica saranno tutti elementi ulteriori necessari.

La morte del progetto liberale cattolico, per cui The Tablet ha combattuto per così tanti anni, era annunziato immediatamente sotto il suo articolo inerente la Messa in latino, con la legislazione sponsorizzata dall’Unione Europea che cerca la sottomissione della coscienza cattolica allo Stato.

Tutta quell’apertura non ha portato precisamente a niente, a parte la prospettiva di persecuzione o di conformismo. La Messa in latino porta la prospettiva forse pure di persecuzione, ma anche di gloria, e la maggior gloria che è ancora da rivelare. Il Papa, l’Arcivescovo Nichols e la Latin Mass Society comprendono i segni premonitori.

32 commenti:

  1. "Dalla corrottissima sorgente dell’indifferentismo scaturisce quell’assurda ed erronea sentenza, o piuttosto delirio, che debbasi ammettere e garantire per ciascuno la libertà di coscienza; errore a cui appiana il sentiero la smodata libertà d’opinione che va sempre aumentando a danno della Chiesa e dello Stato. Qual può darsi sorte peggiore dell’anima che la libertà dell’errore?»." (Gregorio XVI "Mirari vos")

    Aguri a tutti nella solennita' dell'Assunzione della B.V. Maria.
    FdS

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  2. "Tutta quell’apertura non ha portato precisamente a niente..."

    Concordo su tutto, in particolare su questo, e dico Alleluia, se questa constatazione generale di inversione di tendenza non fosse un po' troppo ottimista! giusto per parlare da italiano in Italia, perchè temo che il nostro Paese, su questa rinascita, andrà a rilento e "a rimorchio" di altri più avanzati...
    (tanto per cambiare, circa la nostra "sudditanza" alle mode estere, americane in primis)
    e si muoverà forse con un ritardo di 20 anni per capire come sta girando il vento e seguirlo!
    Scusate...pensieri in libertà di un cattolico che vuole sperare contro ogni orizzonte chiuso, in un luminoso mattino di S. Assunzione di Maria, Madre della Chiesa!
    Chiediamo a Lei intercessione per il compimento felice del programma di raddrizzamento del Papa...
    e soprattutto per le sorti della Chiesa italiana!
    Grazie alla Redazione per questa ventata di ottimismo, sia pure da ridimensionare facendo appello alla pazienza di attendere i tempi di Dio.
    Franco

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  3. C.V.D.=come volevasi dimostrare!Sono anni che vado pensando,e dicendo,le stesse cose del post.Tutti,tra cui anche qualche tradizionalista,mi hanno sempre zittito!La verita' sta venendo a galla.Laus Deo Ejusque Matri.Buona Assunta a tutti.Eugenio

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  4. Sì, concordo, il dato nuovo e positivo è che le cose stanno venendo a galla e la nostra consapevolezza aumenta ogni giorno di più.

    Il motu proprio è stato un vero miracolo e costituisce il fondamento concreto per l'inizio dell'ormai ineludibile inversione di tendenza.

    Con l'intercessione della Santa Vergine Maria.

    Buona Festa dell'Assunta a tutti!

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  5. Questo pontificato si sta rivelando sempre più grande e sorprendente; certamente è opera dello Spirito e del grande intelletto (del quale molti sono "invidiosi") di questo Papa: i frutti per la Chiesa si vedranno nel tempo, anche perché il tempo dell'uomo non è il tempo di Dio.

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  6. dopo 40 anni di esperimenti di , ed in laboratorio ....

    ecco tutti i mali vengono a galla .......

    ed il nucleo centrale , il nocciolo di tutto E' la MESSA

    DI SEMPRE E' LA SUA DOTTRINA ....... E' UNA QUESTIONE DI SOSTANZA .

    Alterata la SOSTANZA caduto tutto ........

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  7. "Non ti vantare del domani,
    perché non sai neppure che cosa genera l'oggi."

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  8. DANTE PASTORELLI15 agosto 2009 11:46

    "Questioni sulla validità della nuova Messa diverranno irrilevanti – la nuova Messa sarà, a quel punto, marginalizzata e sempre meno necessaria alla vita della Chiesa"

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    La validità della nuova Messa non è in questione neppure ora. Essa pone problemi teologici e di coscienza per le zone d'ombra che non mancano. Per questo è auspicabile l'avvìo della riforma della riforma.
    Ma più passa il tempo e più sarà difficile ricreare l'unità del gregge intorno alla S. Eucaristia, possibilmente unica.
    Nell'attesa di quel fausto giorno restino le due forme del rito di cui il nuovo va depurato ed arricchito di senso del sacro; l'antico arricchito di nuove messe votive.
    In un giorno si taglian le radici, ci voglion decenni per far ricrescere un albero.
    Certo i tempi della Chiesa si misuran nei secoli. Ma noi quanto potremo vivere? E dobbiamo morir nei ghetti?

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  9. in verità il GREGGE è stato disperso a suon di

    bastonate ....

    e trovare un UNITA' sotto un unica EUCARESTIA , è una possibiita' che chissa' quando vedremo e se ..........

    ma si spera sempre ad un miglior futuro

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  10. "Non ti vantare del domani,
    perché non sai neppure che cosa genera l'oggi."


    Grande la saggezza di questo aforisma.

    A Dante Pastorelli: come abbiamo indicato nel post, le affermazioni riportate sono sicuramente controvertibili. E' ovvio che la validità della Messa sancita dagli ultimi Papi non è questionabile, pena scivolare nel sedevacantismo. Ma come si evince dalla parte che precede dell'articolo (non qui riportata) il problema della validità si pone in concreto, a fronte di certe celebrazioni piene di abusi(rispetto al messale) e soprattutto in cui manca l'intenzione del celebrante perché, essendosi persa di fatto la dimensione sacrificale della Messa, manca la volontà di offrire il sacrificio perfetto. E questo, è assai frequente: speriamo soltanto che ai vizi della volontà del celebrante supplisca la Chiesa, come nel miracolo di Bolsena.

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  11. DANTE PASTORELLI15 agosto 2009 13:44

    Io parlavo della S. Messa secondo il NO celebrata da sacerdoti cattolici, non certo alle finzioni, alle sceneggiate, alle parodie più o meno blasfeme e sataniche.

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  12. Fedele cattolico ortodoxo15 agosto 2009 19:04

    Ai gentilissimi redattori del blog.

    Devo dire che le vostre polemiche contro la sparizione dei termini sacrificali dalle preghiere eucharistiche romano-cattoliche non sono giuste; non sono effetto di protestantizzazione ma di ricupero della idea originaria e dinamica dell’eucharistia come azione di grazia, “sacrificio di lode”, offerta della parola cioè di “tutto” dell’uomo a Dio (guardare Ratzinger, nel suo libro di “Introduzione alla liturgia”).
    Invece dopo la frattura della Riforma, dalla Contro-Riforme al Vaticano2°, il pensiero teologico occidentale sull’Eucharistia, come la pratica liturgica congiunta, si sono impegnati in direzione contraria al “sacrificio di lode”. L’interesse era statico, focalizzato sul lato doloroso, cruento e giudiziario del Mysterium paschale (aspetto SATTISFATTORIO), dibattendosi per « localizzare » in modo materialistico, quasi carnalistico, il momento di avvento del carattere sacrificale della Messa: invece di curare la frattura la si peggiorava.

    Nella conceptione la più primitiva, l’azione di grazia, l’eucharistia offerta per–con-nel Cristo è ella-stessa la materia del sacrificio della Nova Alleanza. L’Anaphora in tanto che tale ebbene è questo «sacrificio de lode che noi facciamo salire verso Dio attraverso tutto, cioè il frutto delle labbra che confessena suo nome» (Ebr 13, 15). L’Anaphora, liturgicamente introdotta dal Sursum è ella-stessa un processo dinamico : è quell’uomo che fa salire sa eucaristia verso Dio, e sopratutto chi si fa salire lui-stesso verso Dio come eucharistia viva. L’anaphora non è un semplice « recitativo » prefabricato, ma un movimento nel quale entra l’uomo liturgo, nel quale lui si dona e si dispensa tutto intiero. Indicativo è il dettaglio rituale dato da S.Giustino: « il presidente dell’assemblea dice e fa salire delle preghiere e delle eucaristie».
    Naturalmente se vogliamo, il sacrificio c’è nell’Oriente ma in forma spirituale, opposta allo spirito della Contro-riforma. Il Cristo riassume nella sua Pasqua il movimento anaphorico dell’uomo e della creazione, così quel movimento deviene il Suo; è anzi dapprincipio IL SUO; egli è il Soggetto primo del movimento anaphorico e mette l’eucharistia del mondo e dell’uomo « in forma di » oblazione, nella forma della sua Oblazione, che è la forme conclusa dell’amore infinito.
    Il Cristo sta, per collegarmi alla fine alle altre polemiche, sia dal lato dell’anaphora, in tanto che Offerente, et dal lato dell’epiclesis, in tanto che Parola, e per conséquenza Forza che si impossessa dell’Oblazione. Il Dio-Uomo, nella potenza dello Spirito tiene i due lati dell’Azione eucharistica.
    Buona Festa di Santa Maria Assunta in Cielo.

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  15. ma anche nel caldo ferragosto, nella Festa dell'Assunta, tocca leggere sproloqui o id-ozie (per scrivere alla moda corrente): siamo cattolici che hanno salde radici nella tradizione liturgica e non solo. Il buon "vecchio" catechismo, la Santa Eucarestia, l'Adorazione Eucaristica, il Rosario, il Credo, le Consacrazioni, le Devozioni, le Processioni, le Verità di Fede come il Sacrificio della Croce, la Transustanziazione, ecc... sono i nostri capisaldi a cui non rinunciamo. Chi non è di questa opinione e non ci crede vada o ritorni a rimpinguare le file delle altre confessioni religiose, non ci provochi con le sue eresie. BASTA: che i cattolici siano veri cattolici, fino in fondo, i preti veri preti (anche vestiti da preti per favore ! non vergognatevi dell'abito talare...), i Vescovi veri Apostoli dell'unica Chiesa, obbedienti al Vicario di Cristo in terra....

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  16. Caro Silvano,se avessi voglia di scherzare (semel in anno...)direi che Lei e' un ILLUSO.Ma e' troppo sensato quel che scrive per non darLe piena ragione.Che Maria ci guardi tutti dal Cielo.Eugenio

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  17. DANTE PASTORELLI15 agosto 2009 23:51

    Legga l'anonimo ORTODOXO il Suscipe Sancta Trinitas, il Placeat tibi sancta Trinitas, il prefazio della Trinità che si recita nella maggior parte deledomeniche dell'anno liturgico tradizionale e poi potrà dire se esista o meno il sacrificio di lode alla SS.ma Trinià, magari dando anche un'occhiata a tutte le formule trinitarie con cui si concludono le tante orazioni della S. Messa.
    Il sacrificio non è cruento, ma incruento; è "sacramento".
    Il sacrificio è reale, e non solo "spirituale". Cristo, con la transustanzizione è presente in corpo, sangue, anima e divinità nell'ostia onsacrata.
    Per il resto legga bene tutto l'ordinario e cerchi di capir quel che legge, e, magari, di scrivere in modo più comprensibile.

    Ricordo di sfuggita che gli ORTODOXI venerano la S. Messa romana antica.

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  18. Aggiungo che una delle critiche(e non certo tra le meno importanti) dei tradizionalisti al nuovo impianto liturgico(sia Entro la Messa=Ordo che Fuori la Messa=Ciclo liturgico)e' appunto questo cercar di parlare meno che sia possibile della Santissima Trinita'.E' certo che quasi tutte le domeniche un tempo erano specificatamente dedicate alla Trinita' Beata(donde i prefazi....)e c'e' un esplicito documento solenne di Pacelli(non ho con me il denz. ma ne sono sicuro)dove di definiscono implicitamente rivolte alla Trinita'Divina TUTTE le preci COMUNQUE espresse dalla Chiesa.Forse che questo "scialbare" il dogma fondamentalissimo della nostra Fede precludeva alla New Religion???????Tutto puo' essere.Da certe galline m'aspetto ogni ovo.Eugenio

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  19. Fatima admonuit16 agosto 2009 08:57

    questo "scialbare" il dogma fondamentalissimo della nostra Fede precludeva...
    vuoi dire casomai "preludeva"?

    Certissimo, Eugenio, non ipotetico!
    Fa parte del tremendo mysterium iniquitatis che iniziò esattamente con la volontà calcolata di annacquare la Fede di sempre e toglierle vigore, efficacia e validità, con la scusa di andare incontro ai "lontani", riformando
    (cioè con l'espianto del Cuore battente, per sostituirlo con un cuore "devitalizzato" e infiacchito nel Corpo mistico, con l'assurda motivazione di "amare" meglio chi NON HA LA VERA FEDE nel Santo Sacrificio ri-attualizzato nella S. Messa!...),
    di fatto abbattendo a picconate l'edificio dottrinale-liturgico-ecclesiale già dalla fine del Concilio, dopo aver demolito preventivamente l'Autorità pontificia;
    mistero che è in pieno avveramento, che fu annunciato a Fatima e adombrato in quelle parole della Madonna:
    "Il Portogallo conserverà il dogma della Fede etc."
    (cioè SOLO il Portogallo!)
    laddove con "etc." fu volutamente occultata tutta la parte più grave, riguardante l'apostasia del mondo cattolico nelle altre nazioni,
    a iniziare dai vertici della Chiesa, come spesso amaramente constatiamo, e che coinvolge con particolare intensità, innegabile,
    la Chiesa italiana!
    Se si fosse ascoltata la richiesta della Madre di Dio, di rendere pubblico il 3° segreto nel 1960
    -anno cruciale per la Chiesa!-
    il Concilio avrebbe avuto svolgimento ed esiti completamente
    diversi da quelli che ci tocca vedere e subire, piangendo, da 41 anni!

    Notare bene: il PIANTO AMARO sulle sorti sventurate della Chiesa, da quegli anni "formidabili" fin qui,
    (dopo il bonario ottimismo del Papa buono, che non voleva sentire avvisi di "profeti di sventura"...)
    iniziò con Paolo VI (mesto...) e continuò, passando per l'evento-Lefebvre, fino al congedo, in dolorosa meditazione orante del sofferente Giovanni Paolo II, in quella ultima memorabile Via Crucis, coadiuvato e già misteriosamente sostituito nel portare la Croce, a nome di tutta la Chiesa che iniziava in quel Venerdì Santo 2005 il suo consapevole lungo Calvario,
    dal cardinale (prossimo papa)
    Ratzinger, con la famosa preghiera,
    che suona come un vero "Miserere nostri, Domine!"
    (Ha messo bene in luce tale consapevolezza del Calvario da percorrere, ancora lungo davanti
    a noi e ai nostri figli e nipoti,
    l'art. citato, a firma di
    Socci e Paolini su Libero, 1 luglio 2007)

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  20. DANTE PASTORELLI16 agosto 2009 16:07

    Io lascerei perder il discorso sul III segreto di Fatima.
    La S. Sede (dice) l'ha reso pubblico. Quel che s'è letto poteva esser pubblicato senza problemi decenni prima. Diciamo che v'è stato da parte delle autorità romane un errore di sopravvalutazione?
    Io non m'addentro nelle questioni delle rivelazioni private.
    Guardo all'oggi e ce n'è abbastanza da rimaner sgomenti.

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  21. Molto bene. (Sospiro di sollievo).
    Speriamo dunque che il peggio di ciò che la Chiesa ha visto sia già alle nostre spalle.
    Ma il dubbio, anche su questo, è lecito.

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  22. Fedele catholico-ortodoxo16 agosto 2009 18:21

    Caro don Dante Pastorelli, non mi sembra giusto trattare un nuovo entrato, scortesemente, accusdando di 'inconcludente commento'.
    Sa quante pagine dedica Ratzinge alla logikè thusia? quante all'adoratio come oratio ed eucharistia.
    Il suo libro è perfetta dimostrazione della primitiva concezione della liturgia. In oriente il sacrificio è l'uomo, anche se non come lo possono intendere gli occidentali secolaristi!

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  23. Quando ho difficolta' ad orientarmi, perche' i discorsi diventano troppo complicati per un semplice fedele, ricorro al Magistero.
    Non ho ne' l'autorita' ne' tanto meno l'autorevolezza per commentare in modo intelligente; quindi, a me per primo, e quindi a tutti, incluso "fedele cattolico ortodoxo", consiglio a breve una sana rilettura integrale, e con mente aperta, della "Ecclesia de Eucharistia".
    Che prende le mosse proprio dal valore sacrificale dell'Eucarestia (cfr.ad es.n.1, 11), per poi sviluppare tutti gli altri temi che sempre ricorrono in questo blog (il valore comunitario, la "cena", e cosi' via).
    Credo che i documenti del Magistero siano punti di riferimento importanti per chiarirsi le idee, anche fra noi.
    Quali punti dell'enciclica siamo pronti a sottoscrivere, e quali no? E perche' ?

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  24. Trinità?
    Nel Nuovo Testamento non c'è segno dell'affermazione che ci sarebbero tre persone in un unico Dio (Boismard). Mt 28,19 risente dell 'uso comunitario tardivo, contrapposto ad At 1,5 - 2,38. La formula trinitaria, dunque, non è gesuana, ma dell'ultimo redattore di Mt. ; secondo il Flusser in base ad analogie rabbiniche e manoscritti della biblioteca di Cesarea il testo esatto è “Andate e fate in mio nome discepole tutte le genti, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato". La formula non è una prova certa della fede nella Trinità (Boismard).
    Nel Secondo Testamento c’è unità della rivelazione: non si deve eliminare la diversità dei "ruoli", e soprattutto non si deve mai perdere l 'umanità di Gesù: le attestazioni “trinitarie” di Gv non sono su Dio in sè, sull'essere di un Dio trinitario, ma solo sulle forme e i modi della Parola di Dio e del suo agire nella storia, del suo rapporto vicendevole coll’uomo.. Nel Secondo Testamento le formule triadiche non sono ontologiche, ma funzionali e modali: Dio con l'uomo e l'uomo con Dio (Kung). La teologia delle controversie cristologiche e trinitarie manifesta UN IMPRESSIONANTE ALLONTANAMENTO dal Secondo Testamento. è indubbio che lo specifico cristiano non è costituito dal triadico. L’originario messaggio biblico non è una dottrina speculativa su Cristo, né un dogma che si "deve credere", ma è andare dietro a Gesù sulla strada che porta a Dio, guidati dallo Spirito: simboli di fede, decisioni pontificie, conciliari ed episcopali, opere dei Padri della Chiesa e teologi, catechismi, liturgie, pietà ed arte ecclesiastiche sono solo deboli e insufficienti strumenti per l'interpretazione (Kung). Il discorso delle tre persone e perfino della medesima Trinità (non rintracciabile nel Secondo Testamento) non è assolutamente basilare per narrare quel che il cristianesimo originario dice effettivamente: "Si tratta innanzitutto di Dio che si manifesta nella creazione e, in maniera singolare, nel popolo ebraico come popolo di Dio. Secondo: Dio si manifesta in Gesù e allora si parla di Figlio di Dio. E, terzo, vi è una manifestazione di Dio nella vita della chiesa e in tutta la creazione: è lo Spirito Santo. E' lo stesso Dio: Dio nell'Antico Testamento, Dio in Gesù Cristo, Dio nello Spirito Santo, ma sono modi di esistenza di Dio nella storia" (Schillebeeckx).

    Attenzione a dare troppo risalto alla dottrina trinitaria essenzialisticamente intesa, anche nella liturgia.

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  25. Caro Fatima admonuit,condivido tutto quello che dici non perche' la pensi come te,ma per un motivo molto piu' importante e decisivo:perche' penso sia la pura Verita'.Questo sito-peraltro a me caro-si muove all'interno di una realta' ecclesiale al fine di promuovere il ristabilimemto di un rito tradizionale.In quest'ottica ben fa a riaffermare ad ogni pie' sospinto l'accettazione per oro colato di tutto cio' che promana dalla Sede Apostolica.Cio' premesso,ho troppa stima per la dirittura morale,la statura umana e la solidissima preparazione culturale del caro Professor Pastorelli per pensare che Egli creda minimamente alla versione ufficiale del Terzo Segreto di Fatima.Il rispetto per i comunicati dell'Autorita' Ecclesiastica a me-pur cattolico e cattolico a 24 carati-non costituira' mai,dico mai,motivo per impugnare la Verita' conosciuta.Del resto,non stiamo qui,da anni,a leccarci le ferite per i danni dogmatici e,di stretto converso,liturgici creati da sommissime (!) Autorita' canoniche:Papa e Concilio?E' inutile girarci intorno.E' proprio cosi':il piu' grande sbraco della Chiesa e' stato creato da Papa e Concilio.Negar cio' significa misconoscere il fatto storico,minimizzare le profezie non solo di Fatima(allo stato presumibili)ma quelle di Nostro Signore Gesu' Cristo(grande apostasia).Un caro saluto.Eugenio

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  26. Hans Kung non e' un teologo cattolico, almeno nell'opinione corrente.

    La moderna ricostruzione del kerygma, inteso come "annuncio originario cristiano", e' del tutto ipotetica, come pure la datazione piu' o meno tardiva di questo o quel passo del NT.
    Uno dei problemi odierni piu' appassionanti per il cristianesimo sta proprio nella formazione delle scritture cristiane, ma sarebbe meglio fosse affrontato con metodi storici e/o paleografici (si veda l'annosa questione dei frammenti di Qumran) piuttosto che attraverso argomenti teologici relativi alla maggiore antichita' di una certa formula piuttosto che un'altra.
    E' il momento di riconoscere che queste dotte osservazioni, spesso mosse da coloro che intenderebbero rifarsi alla fede dei primi secoli, cozzano contro il fatto che proprio quei cristiani non hanno creduto all'autenticita' del messaggio cristiano in modo acritico, tanto che alcuni Padri (ad es. Origene) hanno affrontato anche la questione dei testi, naturalmente con i mezzi dell'epoca. E non hanno dubitato.
    Il Simbolo apostolico e' molto, molto, antico, e molto, molto, trinitario (e tanto altro).

    Che le eresie sono riconducibili in nuce a posizioni cristologiche era l'opinione di S.Ireneo, altro cristiano dei primi secoli. E la cosa si e' spesso provata vera anche in seguito (vedi Ario).
    La questione non sta nelle formule; domandiamoci chi e' Cristo per noi (uomo o no, Dio o no, Punto Omega...), cosa e' venuto a fare per noi, e e scegliamo di conseguenza la chiesa (o anche nessuna) a cui appartenere.
    Nessuno si deve sentire obbligato ad essere cattolico.

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  27. DANTE PASTORELLI16 agosto 2009 20:33

    ORTODOXO,
    non son "don".
    Le tue dissertazioni contorte, ambigue ed oscure per me erano e restano inconcludenti.
    La liturgia non la fa un libro di Ratzinger: la liturgia la fa la Chiesa ed in essa deve rispecchiarsi la fede cattolica in modo integrale.
    I giochi di parole mi dam fastidio. Specie se contengono critiche alla Chiesa.

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  28. DANTE PASTORELLI16 agosto 2009 20:49

    LOLLARDA sintetizza tutte le eresie antitrinitarie di ieri e di oggi, di cui non sentiamo la necessità come non sentiamo la necessità dei suoi consigli, gratuiti e nefasti, per la nostra fede.
    Invece di scopiazzare Kung e compagni di eresie, farebbe bene a cominciar a sfogliar qualche semplice dizionario di teologia cattolica, come quello del
    Piolanti: vi troverebbe tanti rimandi al Nuovo Tstamento, ivi compresi gli scritti paolini, che presentano nella sua realtà l'unità e trinità di Dio.

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  29. A Lollarda: cartellino giallo.

    Ricordo la regola: vietato impugnare la verità conosciuta (mica per altro: perché è una pura perdita di tempo per chi legge). E stavolta fai a pugni persino col primo concilio ecumenico, Nicea. Peggio di così...

    Non cancelliamo il tuo commento solo perché alcuni hanno avuto la pazienza di risponderti. Ma considera come se lo avessimo fatto.

    Una curiosità ti chiediamo per cortesia di togliercela: di che religione sei?

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  30. Per la Redazione.Concordo sul giudizio sulla Lollarda(nomina sunt essentia rerum).Non mi meraviglierebbe se fosse una suora(talia sunt tempora!)Avanzo rispettosamente la proposta di lasciarla editare liberamente per motivi de congruo(in fondo,come nel duo De Rege,quelli del "vieni avanti cretino",ci fa da spalla......)e de condigno (negli interminabili meetings di chicco e carmencita si sente di molto peggio!Eppure si sono potuti esibire a San Pietro,con tanto di schitarrate,davanti al povero Benedetto).Eugenio

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  31. Io non sono d'accordo con l'articolo. Per me, sotto la Mano Potente di Cristo, il *Concilio Vaticano II* è stato uno dei momenti più alti della Storia intera di questo mondo e della Chiesa.

    Buona sera, Matteo Tassinari.

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  32. Mi sa che Lollarda segue gli sproloqui di don Barbero. Cmq mi sono più simpatici lei e l'Inopportuno; invece mi stanno sulle ... don Mercenario e Celestino V e bannerei subito i visitatori neocatecumenali.

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