
FESTA DEL PREZIOSISSIMO SANGUE DI N. S. G. C.
(doppia I classe)
("Il sangue di Cristo è la chiave del Paradiso"S. Tommaso d'Aquino).
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mercoledì 1° luglio 2009 ore 18:00
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Cappella Maggiore
dell'Università Cattolica del Sacro Cuore
.Largo P. Agostino Gemelli 1, Milano
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SANTA MESSA SOLENNE
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celebra il Molto Rev. Don John Berg, FSSP
superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pietro,
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predica il Molto Rev. Don Konrad zu Löwenstein, FSSP, diacono
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molto Rev. Don Cristian Pina, suddiacono
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Canta il Coro Universitario di Comunione e Liberazione - direttore Giovanni Figini
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Brevi cenni.
La festa del Preziosissimo Sangue di N. S. G. C. fu istituita dal Beato Pio IX e fu elevata al rito attuale da Pio XI, a ricordo dell'anno santo della Redenzione (1933-1934).
La liturgia della festa e il proprio della S. Messa ripercorre il significato del Sacrificio di Gesù Cristo e del suo effetto salvifico per gli uomini.
Il Sangue versato da Gesù Cristo fino all'ultima goccia nella sua Passione e Morte sul Calvario (Evangelo) è il prezzo della redenzione dell'umanità (Introitus). Dio ha voluto "essere placato dal Sangue" del suo "Figlio unigenito" (Oratio), e Gesù, amando gli uomini, accettò la volontà del Padre suo, costituendosi "mediatore del nuovo testamento" (Secreta). Col Sacrificio della sua vita Egli purificò l'uomo dal peccato e lo rese di nuovo degno del Paradiso (Oratio, Epistola, Communio). L'effusione mistica e incruenta del Sangue versato dal Redentore come Dio e come uomo (Graduale) , come provato dalla testimonianza divina (Alleluia), si rinnova perennemente sugli altari con la celebrazione della Santa Messa che sono strumento di salvezza per molte anime (Offertorium, Secreta).


12 commenti:
Come l'ha presa il card. Tettamanzi? Alessandro
Quel "dei principi" ci poteva esser proprio risparmiato.
Ne vien nobilitata la liturgia?
Come diceva il duca Gaston de Lévis nel suo immortale trattato del 1808 "Maximes et Réflexions":
NOBLESSE OBLIGE :-)))
Dopo una Messa di tale levatura, con la presenza di clero di cotanto lignaggio -ne sono certo- tutti i convenuti si sentiranno un po' meno comuni mortali.
Io naturalmente non ci andrò... plebeo sono e tale voglio rimanere. Il fatto è che simili pomposità, pretenziose e ridicole, contribuiscono non poco a giustificare la cattiva fama di cui godono i fedeli legati all'Antica Liturgia, senza che per tanto sfoggio di titoli ne possa venir maggiormente nobilitato o ne tragga beneficio il culto dovuto a Dio.
Peccato, un'altra occasione persa e un appiglio servito su vassoio d'argento a chi ci prende per il c... ehm... scusate... volevo dire fondelli.
Certo che a volte mi viene da chiedere al Buon Dio: «ma che mi hai fatto diventare trazionalista a fare che sono continuamente alle prese con un gran mal di fegato, il più delle volte provocato dagli stessi tradizionalisti???»
Chi conosce il rev zu Loewenstein ha sicuramente immaginato che la sottolineatura dei suoi titoli nobiliari non deriva certamente da lui, ché, anzi, si dispiace e si addolora di simili fatti.
Vi racconto un semplice fatto: il suo Superiore, l'inverno appena trascorso, gli ha imposto di accendersi il riscaldamento a casa, perché lui non lo accendeva e viveva al freddo.
anonimo veneziano
Il problema non è il sacerdote, ma i vanesii autori del comunicato stampa.
Ma per qualche vanesio non si può condividere tutta l'intemerata di Paolo.
Quando in visita in Italia, sono andato qualche volta a Messa a San Simon a Venezia ed Don Konrad zu Loewenstein mi ha fatto un'ottima impressione: molto serio, umile, raccolto. La nobilta` d'animo traspare chiaramente sopra quella ereditaria.
CHIAMATO IN CAUSA, RISPONDO.
Essendo l'autore del comunicato stampa vorrei sottolineare che nel testo da me inviato alla redazione non è presente alcun riferimento "principesco". Non so chi abbia aggiunto l'espressione "dei principi".
Detto questo permettettemi un appunto: tanto mi pare esagerato e fuori luogo quel "nobilismo" che pretende di scrivere titoli più lunghi dei nomi, così mi sembra un po' stucchevole tutta questa indignazione (talmente grande da rinunciare a partecipare ad una Sacra Funzione). Un sano senso di equilibrio farebbe bene a tutti.
Concludo: consiglio a tutti, nobili e plebei, ricchi e poveri, belli e brutti, di partecipare a questa Celebrazione nell'Ateneo dei Cattolici italiani.
Cordialmente.
Andrea Giacobazzi
Mi si permetta uno schematico appunto; sotto il profilo del diritto nobiliare l'indicazione del pio sacerdote in questione potrebbe essere quella di Konrad dei Principi Von und Zu Löwenstein (anche se le titolature germaniche assai raramente sono semplicemente "primogenitali", per cui reputerei assai probabile che la persona in questione possa essere insignita del titolo di "Principe" e non già di quello di "nobile dei Principi").
Non a caso ho scritto "potrebbe essere", in quanto (mi esprimo, ovviamente,per estrema sintesi), secondo la quasi totalità delle legislazioni araldiche, il soggetto che entri "in sacris", passando dal secondo (quello della nobiltà) al primo ordine (quello del clero) della società, viene a dismettere le sue precedenti distinzioni nobiliari di carattere secolare, per assumere quelle proprie del suo stato che, nel caso dei sacerdoti non appartenenti al clero regolare, corrisponde alla cosiddetta "nobiltà generica" (donde quel trattamento di "don" che, ancora sino ad oggi, si è conservato nell'uso comune).
In questo senso, secondo l'originaria legislazione del Regno d'Italia, per quel soggetto, originariamente nobile, che, successivamente, fosse venuto a dismettere l'abito religioso, ed avesse altresì desiderato tornare ad usare delle sue precedenti titolazioni, era esplicitamente previsto l'istituto della "reintegrazione" che, per comune consenso, veniva considerato come da ricomprendersi nel novero dei cosiddetti "provvedimenti di giustizia".
Soltanto nel senso che ho testé accennato, a mio sommesso avviso, può ravvisarsi l'improprietà della titolazione menzionata, personalmente non ritenendo l'uso di una distinzione nobiliare (quando obiettivamente esistente) sostanzialmente dissimile da quella di qualsiasi altro titolo onorifico (cavaliere, commendatore, od altro) od accademico (ragioniere, geometra, dottore o professore); tant'è che il vigente codice penale, nella sua originaria versione, accomunava in un solo reato ed attraverso una medesima norma, l'art.498, l'uso abusivo di tutte queste attribuzioni.
Non mi riesce proprio di comprendere, al contrario, la scandalizzata reazione di qualcuno, quasi che un titolo nobiliare davvero "ex se" sottendesse (secondo la ben nota vulgata d'ascendenza giacobina, poi fatta propria dal democraticismo radicale e, quindi, dal marxismo) chissà quale attentato alla dignità di chi se ne trovi privo(ma, allora, ciò equivarrebbe a sottolinearne un'intrinseco ed inestimabile valore che, per la verità, quanto meno su di un piano storico, le titolature nobiliari non si sono mai rilevate possedere).
Certamente, la dottrina cattolica parla anche di eguaglianza, ma, come è ben noto, si tratta dell'eguaglianza nello spirito; quella sociale, per fortuna, costituisce un esclusivo appannaggio dell'ideologia marxista e di tutti i suoi più o meno consapevoli succedanei.
Un cordialissimo saluto a tutti da
Imerio
(attualmente troppo occupato a concludere la stesura di un libro per poter scrivere sul blog che, tuttavia, non manca mai di leggere con il più vivo interesse, nei suoi purtroppo rari ritagli di tempo)
Adesso dire la Messa giovannea in Cattolica sarà più difficile, visto l'altare nuovo piazzato in mezzo al presbiterio dopo 40 anni... è orribile, ahimè.
Piuttosto, sono del parere che, invece di sporadiche celebrazioni di questo genere, sarebbe più indicato impedire alle giovani smutandate e scosciate - diverse facenti peraltro parte della medesima associazione che fornisce il coro - che entrano in cappella sotto lo sguardo noncurante dei solerti bidelli, con la complicità dell'assitente ecclesiastico e dei preti.
PRECISAZIONE
Andrea Giacobazzi ha ragione: il comunicato che ci ha inviato era del tutto "sobrio" e privo di titoli nobiliari.
Ce ne è giunto però anche un altro, che abbiamo utilizzato perché leggermente più ampio per informazioni.
Comunque, ora quel riferimento principesco, copiato tal quale e in effetti piuttosto ridicolo, è stato tolto.
Fa comunque piacere questo sfoggio di sobrietà repubblicana nei commentatori: la giusta risposta contro certi cliché appioppati a noi tradizionalisti.
ho l'onore di servire abitualmente la messa a Padre Konrad quando mi trovo a venezia per l'università. è assolutamente la persona più squisita, umile, gentile e delicata che abbia mai incontrato. una persona la cui nobiltà d'animo paragonata alla sua nobiltà di nscita è come il sole davanti ad una candela. ai signori paolo e dante consiglierei cordialmente di assistere ad una sua messa prima di giudicare.
saluti. Giulio.
Ringrazio la Redazione per la Cortese e puntuale precisazione.
Aggiungo, in risposta a Ludovico G., che la S. Messa Tridentina in Cattolica non avviene sporadicamente ma ogni 3° lunedì del mese alle 18.
Saluti.
Andrea Giacobazzi
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