sabato 11 aprile 2009

Le previste polemiche sulla preghiera per gli Ebrei. E i lefebvriani rilanciano pure!

Che cosa avevamo previsto nel nostro post della settimana scorsa, che conteneva una ricostruzione storica della oratio pro iuadaeis e l'invito alla Fraternità S. Pio X di accettare il nuovo testo formulato da Papa Benedetto? Avevamo previsto cose che si sono puntualmente verificate: vista l'ostinazione lefebvriana nel rifiutare il nuovo testo della preghiera, la stampa laicista può ora andare a nozze con questa "riprova e conferma" delle tendenze antisemite della Fraternità.

Quel che non ci saremmo aspettati, peraltro, è che la Fraternità stessa fosse così sprovveduta (quanto meno il suo distretto tedesco) da rilasciare in merito un "chiarimento ufficiale" (offizielle Erklaerung: leggibile qui), col bel risultato di aver attirato ancor più l'attenzione mediatica sulla scabrosa questione. Qualcuno, forse Andreotti, diceva saggiamente che smentire una notizia è come darla due volte; a maggior ragione se quella notizia la si conferma ed argomenta. Tra l'altro, leggiamo stupefatti in quel comunicato un piccolo manifesto di relativismo liturgico; eccolo qua: "Ogni uomo ha il diritto di formulare le proprie preghiere come glielo suggerisce la sua fede personale". Il che, applicato alla liturgia che è culto pubblico, quindi con riti e forme precise ed uniformi (e fin troppo bistrattate), ci aspetteremmo di leggerlo sotto la penna di, putacaso, un don Farinella, non di Pater Franz Schmidberger FSSPX!

Ed ecco dunque come La Repubblica presenta la notizia (per verità, poteva dir peggio, anche se naturalmente non manca un equivoco, come al solito: la nuova preghiera di Papa Benedetto non evita affatto "il concetto di conversione": cos'altro infatti esprime l'auspicio che gli Ebrei "riconoscano Gesù Cristo salvatore di tutti gli uomini"?)


Lefebvriani rifiutano nuova preghiera, insistono sulla conversione degli ebrei

ROMA - I riti del Venerdì santo sono accompagnati da un nuovo strappo dei lefebvriani. Dopo le polemiche sulla revoca della scomunica e sulle posizioni negazioniste del vescovo Williamson, i tradizionalisti rifiutano la preghiera per gli ebrei riformulata da papa Ratzinger. La sezione tedesca della Fraternità sacerdotale San Pio X - criticata negli ultimi mesi sia dall'associazione ebraica tedesca che dai vescovi cattolici tedeschi - sostiene che oggi i lefebvriani continueranno a pregare per la conversione degli ebrei, in contrasto con le indicazioni della Santa Sede. "Ogni uomo ha il diritto di formulare le proprie preghiere come glielo suggerisce la sua fede personale", scrive in un comunicato il superiore dei lefebvriani tedeschi, Franz Schmidberger. "Non vogliamo che venga tolta alla Chiesa la possibilità di pregare perché questo popolo (gli ebrei, ndr.) trovi quella salvezza che il Messia ci ha donato". La preghiera sugli ebrei del Venerdì santo è tornata in uso con il messale preconciliare liberalizzato da Benedetto XVI (la cosiddetta messa in latino) e da allora è legittimamente utilizzato nei circoli tradizionalisti. Già Giovanni XXIII, nel 1959, aveva 'ammorbidito' la preghiera - il cosiddetto 'oremus' - eliminando il riferimento alla "perfidia" giudaica. Ma nella preghiera erano rimasti riferimenti all'"accecamento" e alle "tenebre" del popolo ebraico, eliminati da Ratzinger. La nuova formula di preghiera per gli ebrei, introdotta lo scorso 6 febbraio, invoca Dio affinché "illumini" i cuori degli ebrei "perché riconoscano Gesù Cristo salvatore di tutti gli uomini" e - evitando il concetto di conversione [?]- perché "tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità".

La decisione del Papa, che voleva andare incontro alla sensibilità ebraica, ha invece rinfocolato le polemiche tra Vaticano ed ebrei, risentiti comunque per la preghiera del Venerdì santo. I problemi sono poi esplosi a causa delle dichiarazioni negazioniste del vescovo lefebrviano Richard Williamson, uno dei quattro presuli tradizionalisti al quale il Benedetto XVI ha revocato la scomunica. Solo ripetuti interventi del Vaticano e del Papa hanno riportato il sereno nelle ultime settimane. La Fraternità lefebvriana, puntualizza adesso il superiore tedesco, "vuole condurre un vero dialogo, improntato al rispetto e alla comprensione per l'altro, senza per questo rinunciare alle proprie posizioni teologiche. Deve essere chiaro, soprattutto, che è impossibile ogni evangelizzazione coatta". Niente 'religiosamente corretto', insomma. I lefebvriani tedeschi rifiutano l'accusa di antisemitismo, citando, tra l'altro, la lettera di San Paolo ai romani (2,9): "Tribolazione e angoscia per ogni uomo che opera il male, per il giudeo prima e poi per il greco. Gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il giudeo prima e poi per il greco, perché presso Dio non c'è parzialità". La preghiera per la conversione degli ebrei, spiegano, appartiene alla "antichissima tradizione" della chiesa cattolica.

32 commenti:

  1. Caro autore del articolo, mi pare che lei ce l'abbia con i Lefevriani se questo e cosi, mettiamo le cose in chiaro.Pregare per chi "non crede" (significato literale della tanto male interpretata parola latina "Perfido"), nell caso della famosa preghiera catolica, per chi "non crede" in Jesucristo, e un obligo di ogni catolico e non creo ci sia niente di malo per nessuno, che si preghi per lui.E che gli Ebrei faciano polemica, e incomprensible,tenendo conto che loro non riconoscono la Divinita di Gesu, fatto di perse che svuota la preghiera di ogni facolta di diventare effetiva.Invece, gli Ebrei,hanno una orazione- maledizione contro di noi cristiani chiamata "Birkath-ha-Minin", che dice cosi ( la tradugo del' inglese che e la lingua nella qualle la so)
    "Possano gli appostati no tenere speranza.Possa l'impero degli orgogliosi essere estirpato prontamente nei nostri giorni.
    Possano i Nazareni e i Minim (i cristiani)perire in un'istante.
    Possano tutti loro essere cancelati
    del libro della vita, che loro mai possano essere contati fra i gusti. Benedetto sei Te, OH Dio che porti a terra gli orgogliosi"
    e qui la preghiera-maledizione e tanto piu grave, perche il loro Dio e anche IL nostro, e questo lo fanno dagli anni 80 90 doppo Cristo , data della prehiera.
    Sa la diferenza fra loro e noi? Che noi Catolici siamo cresciuti ed educati nella civilta del perdono che ci ha insegnato Cristo
    e non portiamo queste cose nei giornale per difenderci delle loro continui provocazioni nei media.
    Loro invece, continuano con la legge del Talione, "ochio per ochio e dente per dente" con l'aiuto di tanti "buoni" catolici che li aiutano a butare legna al fuoco.(scusi il mio italiano) E. Osodemo

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  2. Io delle polemiche ebraiche su questa preghiera mi sono veramente rotto. La FSSPX poteva tacere, e avrebbe fatto meglio, ma ha parlato e ha solo detto la verità, Credo sia ora di non curarsi più delle polemiche ebraiche e tirare avanti pregando per laconversione degli Ebrei, di tutti gli uomini e per la nostra (a volte lo dimentichiamo ma i primi a convertirsi devono essere i cristiani, e nel rito antico lo si ripete ogni giorno; "Converte nos, Deu... et averte iram tuam a nobis") .
    Ha sbagliato Giovanni XXIII a togliere un aggettivo divenuto col tempo ambiguo anziché ribadirne il corretto significato come fece Pio XII; ha sbagliato Paolo VI a sostituire l'antica preghiera con l'anfibologia del testo nuovo; e ha sbagliato Benedetto XVI a riformulare un testo millenario a cui nessuno aveva fatto caso dopo l'indulto del 1984 e dopo la concessione del rito antico agli istituti "Ecclesia Dei". La nuova riformulazione non è per nulla andata giù agli Ebrei. E allora sapete che dico?
    Fa bene la FSSPX a seguire il testo del 1962. Tanto nella Chiesa ormai si ottiene qualcosa solo se si "disubbidisce".
    Antonello.

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  3. DANTE PASTORELLI11 aprile 2009 19:16

    Non amo le riformulazioni di preghiere millenarie per motivi di diplomazia. Però, ripeto, ancora una volta, il "perfidi" aveva assunto il significato corrente, e comune e questo effettivamente poteva urtare la sensibilità altrui anche a causa delle cattive traduzioni. E’ vero che Pio XII aveva sull’Osservatore Romano chiarito il vero significato del termine, però, via, tutti da ragazzetti dicevamo che gli ebrei eran perfidi senza star a far l’etimologia. Ed intendevamo “malvagi e ingannatori”. E così gli adulti non acculturati. Negar ciò è voler mentire a se stessi.
    Il Papa ha voluto, purtroppo senza pretendere un minimo di reciprocità, riformulare la preghiera, il cui significato però non cambia. Se i cuori degli ebrei devon esser illuminati vuol dire che non hanno la luce , e al buoio non si vede (e quindi sono accecati); se devono riconoscere Cristo ed entrar nella Chiesa per salvarsi, significa che non hanno la verità salvifica. I loro cuori son duri e l’intelletto velato.
    Accettiamo, allora, questa nuova preghiera in segno di buona volontà, però diciamo basta ai cedimenti: chieda il Papa ai fratelli maggiori che smettano di pregar per noi in quei termini sopra riportati ch sono esatti, e purghino i loro testi sacri dalle infamanti offese a Gesù e Maria. Questo atteggiamento rinunciatario del Pontefice non posso condividerlo. Chi pecora si fa lupo lo mangia. Non si può lasciar agli ebrei (come a chiunque) il diritto di offendere il nostro Dio e la nostra Madre Celeste. Non è passando sotto silenzio le altrui bestemmie che si fa il vero ecumenismo.
    Quanto al testo tedesco della Fraternità non sono in grado di giudicarlo perché scritto in lingua che mi è molto ostica.
    Che i responsabili abbian detto che ognuno (ogni singolo individuo) nel culto pubblico può pregare come e per chi crede mi sembra un po' strano.
    Forse volevan dir semplicemente che ognuno - nel senso di confessioni religiose - sceglie da sé le preghiere del culto senza che altri abbian diritto d'ingerenza e giudizio.
    Il culto pubblico non è un insieme di preghiere individuali, ad libitum. Questo la Fraternità lo sa bene.
    Occorrerebbe quindi valutare la traduzione. Spesso nelle traduzioni di alcuni siti che poi vengon riprese ho notato errori, talvolta gravi, di interpretazione del testo.

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  4. Caro Osodemo,

    per dire che ce l'abbiamo coi lefebvriani, significa che sei un lettore nuovo di questo sito (perdona se usiamo il "tu", secondo l'uso invalso in Italia tra internauti: forse perché, per il fatto solo di usare internet, ci consideriamo tutti teen-agers). E' proprio perché vogliamo con noi, nella Chiesa, la Fraternità, che ci prendiamo la briga e la libertà di rilevare quello che (a nostro giudizio, per carità; ma con la pretesa di parlare con buon senso) ci sembra in contrasto con quell'obbiettivo.

    Per questo, ad esempio, avevamo fin da subito stigmatizzato non solo le frasi di Williamson, ma anche le prime reazioni di mons. Fellay e di altri, che non avevano preso in un primo tempo sufficienti distanze da quelle dichiarazioni (l'unico che, allora, aveva subito chiarito il punto era stato proprio Schmidberger, lo stesso che invece critichiamo oggi).

    Sia chiara una cosa. La preghiera per gli Ebrei ormai non è una questione, appunto, con gli Ebrei. E' un'arma nelle mani dei modernisti. Che magari cercano col lanternino il rabbino compiacente e si trincerano dietro di lui con l'unico obbiettivo di attaccare il Papa.

    Siamo tutti d'accordo, penso, che la preghiera del '62 andasse benissimo. Lo è sicuramente anche il Papa. Ma se ha ritenuto opoportuno modificarla (tra l'altro, in modo puramente cosmetico, non nella sostanza), aveva ottimi motivi: non dimentichiamo che quella preghiera è stato uno degli argomenti principali dei detrattori del motu proprio.

    Se vogliamo lavorare, tra mille ostacoli, per far applicare questo motu proprio tanto osteggiato, non saremo disposti a sacrificare un'orazione che si recita una volta l'anno, in cambio di un testo che comunque ribadisce la sostanza della preghiera tradizionale? Faremo in tal modo solo un dispetto ai modernisti, cui sottrarremo un pretesto per attaccarci e, soprattutto, per cercare alleati nella potente "lobby" ebraica.

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  5. In continuazione del commento precedente, riportiamo quanto scritto nel nostro post della settimana scorsa, sulla preghiera per gli Ebrei e l'opportunità di aderire al nuovo testo del Papa. Ecco il testo:

    "E allora, come fedeli del Papa e della Tradizione, ci permettiamo nel nostro piccolo di rivolgere una supplica alla Fraternità affinché riveda quella decisione di rifiutare la nuova orazione pro iudaeis. Sono molti gli elementi che rendono opportuna tale resipiscenza, ma ne citeremo solo due:

    1) Dimostrare al Papa, nei fatti, la dovuta riconoscenza per aver fatto tanto, rischiato molto, patito moltissimo, per il dono inestimabile di aver "tolto la scomunica alla tradizione", come disse mons. Fellay.

    2) Ma soprattutto, occorre togliere di mezzo un temibile argomento ostile, specie dopo le dichiarazioni di mons. Williamson e di don Abramowicz, nel generale sospetto di antisemitismo che pesa sulla Fraternità e nella presente situazione di attacchi mediatici combinati e metodici. Il rifiuto della nuova preghiera sarebbe una manna per la stampa laicista, con l’appoggio dei "soliti noti" tra gli Ebrei, perché lo considererebbe (a torto, ma a chi importa?) prova definitiva di antisemitismo; i prelati progressisti, poi, potrebbero esultanti rinfacciare al Papa (a torto, ma a chi importa?) l’errore di tendere la mano ad una "conventicola" irriconoscente che contesta le sue decisioni, genera grave imbarazzo alla Chiesa e vuol perseverare nel suo congenito e irredimibile antigiudaismo".

    Vi sembra, questo, antilefebvrismo?

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  6. Mi trovo sempre più in sintonia con gli autori di questo Blog.
    Buon Lunedì dell' Angelo.
    Sancte Michael Archangele,
    defende nos in proelio;
    contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium.
    Imperet illi Deus,
    supplices deprecamur: tuque,
    Princeps militiae caelestis,
    Satanam aliosque spiritus malignos,
    qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
    divina virtute in infernum detrude.
    Amen.


    http://santosepolcro.splinder.com

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  7. Non è una questione di averla con questo o con quell'altro.
    La Chiesa è unica.
    Unica deve essere l'obbedienza al Romano Pontefice soprattutto da parte di coloro che si dicono, e lo sono, legati alla santa Tradizione della Chiesa.
    La preghiera nuova per gli Ebrei, perfetta dal punto di vista teologico e liturgico, deve essere l'unica nel rituale previsto dal Motu Proprio.
    Non se ne può più con questa preghiera : ora il Papa con la Sua Autorità ha legiferato e tutti dovrebbero obbedire.
    Io non esiterei ad uscire dalla Chiesa se il Sacerdote dovesse usare il vecchio e superato Oremus.
    Difatti noi, dovendo celebrare un Sacerdote della Buon Pastore, abbiamo stampato prontamente nei libretti la nuova preghiera definitiva essendo lui perfettamente d'accordo in toto.
    Così è .
    Amen.
    Andrea Carradori

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  8. Le vicende della preghiera per i Giudei ci deve, in piccolo, far riflettere su cosa succederebbe nel caso si dovesse approntare una "riforma della riforma" del Novus Ordo Missae: nella situazione attuale della Chiesa ciò sarebbe impensabile: i modernisti continuerebbero impunemente a seguire il Messale di Paolo VI, o meglio nessun Messale visto che ormai prevale l'improvvisazione assoluta, i Tradizionalisti continuerebbero con la S. Messa Tradizionale, qualcuno aderirebbe alla riforma della riforma aggiungendo ulteriore confusione alla confusione. In tal senso meramente politico, ritengo che la riformulazione di Benedetto XVI, con tutto il rispetto che comunque Le si deve prestare, sia stata una decisione infelice.
    Tra l'altro una piccola testimonianza inedita. Sono stato per le vacanze di Pasqua a Brno nella Repubblica Ceca, dove esiste una Cappella FSSPX molto frequentata. Nella Liturgia del venerdì Santo il sacerdote non solo ha utilizzato la versione non "edulcorata" della preghiera, ma ha ignorato anche la versione di Giovanni XXIII, ritornando, senza colpo ferire, all'aggettivo "perfidis" ed omettendo la genuflessione successiva che, se non vado errato, era già stata introdotta da Pio XII.
    In ogni caso si tratta di piccoli particolari. L'importante è che anche in paese nel quale il cattolicesimo ha da sempre avuto forti difficoltà, il Rito Tradizionale sta avanzando. La FSSPX ha 4 Cappelle, non esistono comunità "Ecclesia Dei" ma alcuni Sacerdoti stanno ricominciando ad avvicinarsi alla S. Messa Antica. In particolare vi sono un frate minore ed un domenicano che aiutano normalmente la FSSPX nel suo apostolato.

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  9. DANTE PASTORELLI13 aprile 2009 20:46

    Quanto han legiferato i papi in questi ultimi anni. Pensiamo solo alla Redemptionis Sacramentum, ed al recente pronunciamento del pontefice sull'abito religioso.
    Effetti? Nessuno. Ma chi grida allo scandalo? Anche dai cosidetti tradizionalisti si dice: ma lasciamo lavorare il Papa... più di così cosa può fare... purtroppo i vescovi... i preti non obbediscono...
    Se poi i lefebvriani trovano da ridire sulla preghiera del venerdì santo così com'è riformulata, accettabile per me per nelle ambiguità del dire e non dire, allora nasce un caso. I preti ed i vescovi ribelli sono in comunione, gli altri - in comunione con tutti i papi precedenti - sono altezzosi e danno schiaffi al papa.
    Atteggiamenti che non mi conivincono e che spesso sono una ricerca di accomodamenti per ottener qualcosa. Coi modernisti si lascia corere, coi lefebvriani s'invoca l'autorità

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  10. Per una liturgia debugninizzata, si uniscano tutti coloro che amano il vero rito romano e la vera settimana santa. Basta con le riforme del Pacelli! Molti preti e fedeli di ogni tendenza tradizionale l'hanno capito (in prima linea alcuni membri del Buon Pastore e della Fraternità San Pietro): con buona pace degli ebrei e dei legalisti a oltranza. Amen.

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  11. A Carradori: allora venerdì scorso è uscito immagino

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  12. All'Anonimo delle 23,52 rispondo che sono scosso a causa del terremoto di poco fa ( 4.8 gradi )
    quindi non sono in grado di dare una risposta logica.
    Il libretto stampato fa fede anche alla mia momentanea impossibilità di rispondere a causa dello choc di poco fa ...

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  13. Il risvolto tragico della vicenda è che annacquando sempre più, fino a farla scomparire nel novus ordo, nella preghiera del Venerdì Santo l'invocazione affinché gli ebrei si convertano e riconoscano il cristianesimo, si è compiuto un gesto politicamente molto corretto, ma spiritualmente alquanto negativo. Volere che gli ebrei si convertano non significa infatti volere il loro male, ma al contrario il loro sommo bene, la loro salvezza eterna. Oggi di fatto quel sommo bene non lo chiediamo più, o lo chiediamo in maniera sempre più indiretta e obliqua.

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  14. mi spiace per il terremoto, naturalmente, ma i libretti fanno fede di cioò che è stato stampato, non di ciò che effettivamente si è cantato da parte del celebrante.

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  15. DANTE PASTORELLI14 aprile 2009 19:37

    Non capisco su quali basi questo signor ANONIMO metta in dubbio la parola di un galantuomo come Carradori, alcune posizioni del quale possono anche non esser condivise, ovviamente. Dargli, però, del bugiardo pubblicamente all'ombra dell'anonimato è semplicemente schifoso.
    Sono proprio i motivi per cui mi sono allontanato da altro blog: gl'imbecilli e i violenti la facevan sempre franca. E i commenti restavan lì per giorni.

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  16. DANTE PASTORELLI14 aprile 2009 19:42

    P.S.
    Sacerdoti della S. Pietro o del Buon Pastore "han capito" che devono celebrar il rito precedente quello del "Pacelli"? Palese dimostrazione che la loro conciliazione con Roma è tutta un bluff per aver chiese e continuare a far il proprio comodo senza incorrere in sanzioni.

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  17. nessuno dice che ha mentito. Quindi certamente è uscito. Tutto qui. I fatti sono fatti inutile indignarsi e prendersela con gli anonimi che dicono i fatti. Prendetevela con chi la racconta a modo suo anonimo o no.

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  18. DANTE PASTORELLI14 aprile 2009 23:58

    Io me la prendo con gli anonimi vigliacchi che colpiscono nell'ombra.
    Se vuoi essere credibile sottoscrivi con nome e cognome. Sei peggio di don Abbondio, che almeno aveva motivi seri per aver paura.

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  19. Scusate l'intervento, ma non è il caso di scannarsi su questioni del genere. Quindi, per cortesia, lasciamo perdere la questione molto specifica (e di interesse, perdonate, del tutto circoscritto).

    Quanto all'anonimato, è una delle caratteristiche di internet. Certo, se almeno si usasse uno pseudonimo di fantasia, sarebbe più semplice lo scambio di opinioni.

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  20. DANTE PASTORELLI15 aprile 2009 08:32

    Dunque è lecito all'ombra dell'anonimato dar del bugiardo ad un uomo notoriamente rispettabile?

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  21. Certamente no, caro Dante. Ma l'Anonimo ha aggiunto "nessuno dice che ha mentito". Et de hoc satis.

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  22. Posso assicurare il gentile Anonimo e tutti coloro che, aimè, dovessero interessarsi ancora alla nojosa questione della preghiera per i nostri fratelli maggiori che LE MIE ORECCHIE, NEL VENERDI' SANTO 2009, NON HANNO UDITO NULLA DI CUI SOPRA.
    Ringrazio particolarmente Dante Pastorelli per le cortesi parole che ha voluto squisitamente indirizzare nei confronti della mia povera persona.
    Andrea Carradori

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  23. per forza non ha sentito: conformemente alle veritiere sue parole, doveva essere uscito

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  24. DANTE PASTORELLI15 aprile 2009 15:26

    CARA REDAZIONE,
    de hoc satis: infatti l'anonimo continua.
    Dunque il prete ha letto la preghiera non riformulata e Carradori se c'era dormiva oppure era uscito, quando lui afferma il contrario.
    Prendo atto che secondo voi questo anonimo, che deve seguir i movimenti di Carradori anche quando va in bagno, magari su invito della locale Curia, non smentisce, col suo sarcasmo, il Maestro.
    Cosa dire? Ognuno vede quel che gli pare.

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  25. Certo che , al pari di un inquisitore o di un'Autorità, uno incuterebbe terrore a tal punto nei confronti del Clero che una volta uscito ( non so come si faccia ad uscire dal presbiterio, che non ha porte laterali, in cotta ... senza essere motivo di distrazione per i fedeli) il birboncello del Celebrante abbia cantato la prece abrogata...
    Io mi firmo, sempre, con nome e cognome qui come altrove gradirei che anche il simpatico Anonimo potesse fare altrettanto...
    Comunque posso solennemente riaffermare che LE MIE ORECCHIE, NEL VENERDI' SANTO 2009, NON HANNO UDITO NULLA DI CUI SOPRA.
    Andrea Carradori

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  26. DANTE PASTORELLI15 aprile 2009 20:58

    VIA, ANDREA, AMMETTILO: HAI CANTATO IL PRO PERFIDIS JUDAEIS INSIEME AL PRETE VOLANDO PER LA NAVATA, AFFINCHE' TUTTI BEN SENTISSERO.

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  27. Vabbè che sto nella regione dove diversi Santi riuscivano a volare ( San Nicola da Tolentino, San Giuseppe da Copertino, Beato Antonio da Amandola...) vabbè che in Quaresima ho perso qualche chilo, e sono decisamente più magro, ma il Signore non mi ha donato, per ora, la virtù di spiccarmi in volo neppure nelle ampie volte delle chiese...
    Poi, considerato che sono "papalino" all'ennesima potenza, come conviene ad un cattolico, sarei caduto stecchito se le mie orecchie avessero udito tale desueta "preghiera" nei confronti dei nostri fratelli maggiori ...
    Difatti il Venerdì Santo il Signore ci ha risparmiato dal flagello del terremoto ...
    Non sarebbe male, però, cantare dalle volte di una chiesa, a mo' di una "nivola" di ambrosiana reminiscenza...
    Buona notte, speriamo di dormire... senza scossoni...
    Andrea Carradori, che non interverrà più su questa simpatica discussione ...

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  28. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  29. e faccio notare che l'argomento l'ha tirato fuori Carradori. Poteva star zitto, far considerazioni generali e basta. Invece è lui che ha tirato fuori che se avesse sentito tale preghiera sarebbe uscito etc. Questo è provocare gli anonimi

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  30. DANTE PASTORELLI15 aprile 2009 23:53

    Anonimi non credibili per il fatto stesso d'esser anonimi. E il pervicace volontà di restar nelle tenebre svela l'intenzione di altri blitz da spioni provocatori.

    LA REDAZIONE MI DIRA' ANCORA CHE QUESTO ANONIMO NON DA' DEL MENTITORE A CARRADORI?

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  31. Questo è, più che altro, caro l'Anonimo, provocare la Redazione. Che è sommamente recalcitrante ad interventi censori, ma l'avevamo detto: de hoc, satis.

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  32. leggere l'intero blog, pretty good

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