
Non è bello compiacersi per la riuscita di un’iniziativa liturgica o religiosa perché l’unico Artefice di ogni cosa è Dio! I compiacimenti oltretutto fanno parte del linguaggio “ del mondo” e se ne fa ampio abuso, specie nei nostri giorni. Perché Vi mando questa e-mail? Per ringraziare Dio assieme a Voi per la Messa di ieri nel Santuario di Campocavallo, nella festa della Santa Famiglia, ad un anno esatto dall’istituzione, per merito dei Francescani dell’Immacolata, della Santa Messa domenicale nel rito romano antico della Chiesa, con il Messale del Beato Giovanni XXIII, come prescritto dal Motu Proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI.
Gli occhi commossi dei fedeli, il Santuario di Campocavallo, pieno anche nelle navate laterali, ed i tanti giovani che hanno servito all’altare o hanno assistito devotamente dai banchi sono state le immagini che mi sono rimaste impresse della Santa Messa di ieri pomeriggio. Finalmente, avendo servito anch’io all’altare, mi sono goduto, dal presbiterio, la bella esecuzione corale della Missa Secunda Pontificalis di Lorenzo Perosi eseguita dalle voci poderose dei cantori dei cori di Corridonia e di San Nicola da Tolentino sotto la direzione del Maestro Alessandro Pucci, all’Organo Simone Baiocchi. I cantori per il “proprium” in gregoriano erano Lodovico Valentini e Simone Baiocchi.
“Andiamo avanti” , dice spesso il nostro amatissimo Papa, a cui abbiamo elevato la nostra grata preghiera con il canto dell’Oremus pro Pontifice al termine della Santa Messa. La festa della Santa Famiglia di ieri rimarrà scolpita nel nostro cuore più che nella nostra mente. A parte me ed il confratello, priore della Confraternita di Urbisaglia, tutti gli altri ministranti che hanno fatto servizio all’altare erano giovanissimi ! Lorenzo e Beniamino, alunni delle elementari, hanno già appreso diverse gestualità dell’antica liturgia e sanno rispondere nel canto al Celebrante.
Quando saranno pronte le foto della Messa di ieri saranno postate sul sito. Liturgia “normale” per fedeli “normali” . Ho avuto l’incarico dal cerimoniere di reggere il secchiello dell’acqua santa per l’Asperges e passando per la navata principale, e quella laterale, dove si trovavano i cantori, che il Celebrante,con gesto gentile , ha voluto aspergere a parte. Camminando per le navate piene di fedeli mi sono reso conto che la Chiesa sta andando avanti nel tempo recuperando quanto di più bello possiede: la sacralità espressa dalla liturgia dei nostri padri. Altre devote considerazioni , per lo più fatte dai fedeli, giovani o anziani, presenti ieri in chiesa saranno pubblicate sul nostro portale www.missaleromanum.it e saranno inviate , quale gesto di riconoscenza, a Roma.Andrea Carradori



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